31 luglio 2009

[Preview 2] Messico, Torneo Apertura

Seconda parte della presentazione del Torneo Apertura messicano:

Gruppo 2

América
Stadio: Azteca (114.465 posti)
La stella: Guillermo Ochoa (portiere)
La sorpresa: Ángel Reyna (centrocampista)
Allenatore: Jesus Ramirez
Obiettivo: titolo
Il grande club di Città del Messico si è buttato sul mercato col solito discutibile metodo: speso tanto senza seguire una logica apparente. Sono arrivati ottimi giocatori: il "Rolfi" Montenegro dall'Independiente, Aquivaldo Mosquera dal Siviglia, Reyna dal San Luis, Ricardo Rojas dal Necaxa, Rosinei dall'Internacional... ora toccherà al "Chucho" Ramirez trovare un equilibrio non facile. Rimangono le grandi anime del club: Pavel Pardo e il portiere Ochoa, oltre a Salvador Cabañas. Il titolo deve essere l'obiettivo.

Monterrey
Stadio: Tecnológico (33.485 posti)
La stella: Humberto Suazo (attacante)
La sorpresa: Eduardo Zavala (attacante)
Allenatore: Victor Manuel Vucetich
Obiettivo: titolo
Squadra solida, forse la più solida. In campo (perché fuori dal campo si possono sempre verificare polemiche e cali di tensione). L'attacco, con Suazo e Zavala, la difesa rinforzata dall'arrivo di Duilio Davino dal Puebla, la bella arma di William Ayovy, l'esterno della nazionale ecuadoriana, oltre al panamegno Baloy, Juan Carlos Medina, Gerardo Galindo... la squadra c'è, e punta in alto.

Pachuca
Stadio: Hidalgo (30.000 posti)
La stella: Christian Giménez (mezzapunta)
La sorpresa: Damián Manso (centrocampista)
Allenatore. Enrique Meza
Obiettivo: titolo
Pareva terminata la favola del Pachuca, almeno quella di alto livello, che ha portato nella sala trofei dei Tuzos, diverse Champions della Concacaf e la Copa Sudamericana. Invece, sempre col "Profe" Meza, pare rimanere a galla il progetto: quest'anno è giunto dalla Liga di Quito il folletto Manso ed è tornato il bomber Cacho: buone basi per non affondare nell'oblio che tutti gli pronosticavano.

Morelia
Stadio: Morelos (41.056 posti)
La stella: Miguel Sabah (attacante)
La sorpresa: Jorge Kalú Gastelum (centrocampista)
Allenatore: Tomás Boy
Obiettivo: Liguilla
E' la squadra di Miguel Sabah, l'MVP del Messico nella recente Gold Cup, vinta proprio dal Tricolor. Arrivano Luis Alonso Sandoval dal Monterrey e il colombiano Aldo Leao Ramirez, restano il cileno Hugo Droguett e il giovane Adrian Aldrete, altro elemento delle generazione d'oro del futbol messicano, quella dei Carlos Vela e dei Giovani Dos Santos.

Jaguares de Chiapas
Stadio: Victor Manuel Reyna (27.500 posti)
La stella: Adolfo Bautista (attacante)
La sorpresa: Danilinho (attacante)
Allenatore: Luis Fernando Tena
Obiettivo: Liguilla
Davanti sarà certamente spettacolo con l'immenso "Bofo" Bautista e il giovane ex Atletico Mineiro Danilinho, reduce da un ottimo Clausura e sempre sul punto di trasferirsi lontano da Tuxtla Gutierrez, in qualche top club: invece è rimasto. Non peregrina la possibilità di giocare a tre davanti con l'inserimento di Josiel, ex Parana e Flamengo.

Puebla
Stadio: Cuauhtémoc (42.648 posti)
La stella: Jared Borgetti (attacante)
La sorpresa: Isidro Sánchez Macip (centrocampista)
Allenatore: José Luis Sánchez Solá
Obiettivo: salvezza
Possibile sorpresa, anche se nella tabella della retrocessione è messa male, nonostante il recente e ottimo Clausura. Oltre all'immortale Borgetti sono arrivate tante facce nuove, tra queste il guatemalteco Carlos Ruiz.


QUI , la prima parte della presentazione dell'Apertura Messicano.

30 luglio 2009

[Champions Preliminari] Sporting - Twente 0-0

Lo Sporting getta una grossa opportunità per chiudere subito i conti contro il Twente di Mc Laren e approdare al quarto turno dei preliminari di Champions. Partito bene, con il solito gioco corto e palla a terra trova il rigore e l'espulsione del portiere olandese al 24': l'errore di Joao Moutinho dal dischetto esalta il portiere bulgaro (figlio d'arte) Mikhailov e accelera la frenesia di tutti gli uomini in biancoverde. Il controllo della partita è pressoché totale, buono il pressing ultraoffensivo con la riconquista alta ma manca sempre l'ultimo passaggio. Il Twente del secondo tempo è esclusivo contenimento, molto attento in mezzo all'area (non perdono un duello aereo) e nei raddoppi sugli esterni. Lo Sporting di Paulo Bento comincia col solito rombo in mezzo al campo con Rochemback in panca e Moutinho, Vuckcevic e Miguel Veloso (sorprendente partita, tornato su ottimi livelli finalmente!) a supporto di Mati Fernandez e della coppia Liedson - Helder Postiga (ne azzeccano pochissime): la squadra è alta( benissimo i due centrali difensivi Polga e il giovanissimo Carriço), pressa ordinata ma non trova mai la decisione e la cura nell'ultimo passaggio. Col passare dei minuti la fatica e la frenesia prende decisamente il comando della teste dei Leoni che si intestardiscono in tiri da fuori sballati e con poco senso. Nelle rare occasioni in cui arrivano conclusioni "intelligenti" c'è sempre Mikhailov a evitare la modifica del punteggio. Nel recupero N'Kufo si divora il gol della beffa assoluta, ma i fischi arrivano lo stesso, e copiosi e meritati, dall'Alvalade.
Carlo Pizzigoni




Da un giornale olandese:
Mikhailov sorregge il Twente.

C’è una luce nell’oscurità di una serata drammatica a Lisbona, dove i Tukkers sono riusciti a strappare con i denti un pareggio dopo aver disputato buona parte dell’incontro in dieci uomini. La luce si chiama Nikolaj Mikhailov, giovane portiere di riserva che ha tenuto a galla il Twente mantenendo intatta la possibilità di qualificazione al turno successivo.
Mikhailov non è propriamente uno degli elementi di spicco del Twente. Da buona parte dei compagni di squadra e dei tifosi è considerato un portiere che ama concedersi alla platea, senza però possedere la necessaria continuità per poter ambire ad una maglia da titolare.
Più spettacolo che continuità insomma, una peculiarità che Mikhailov sembra aver ereditato dal padre e dallo zio, entrambi portieri professionisti in Bulgaria. Papà Mikhailov ha raccolto 105 presenze nella nazionale maggiore, ed era amico nonché compagno di squadra di Tristo Stoichov, con il quale ha condiviso anche l’avventura al Mondiale del 1994 conclusasi con un quarto posto finale. Zio Mikhailov invece ha vestito la maglia del Levski Sofia circa 400 volte.
Nessuno finora aveva predetto al 19enne Mikhailov, arrivato al Twente nella stagione 2007-2008 in prestito dal Liverpool, un futuro da star, anche alla luce delle poche chance che l’estremo difensore era riuscito a ritagliarsi in prima squadra nel corso degli ultimi due anni (solo 6 presenze nello scorso campionato, alle spalle del 38enne Sander Bosckher).
Dopo Lisbona il suo destino potrebbe essere cambiato. Mikhailov ha dovuto sostituire dopo una mezzora scarsa proprio il collega-rivale, espulso per un fallo da ultimo uomo su Helder Postina, lanciato in area da una carambola nata da un lancio di Kenneth Perez finito contro il corpo di un avversario. Nessun dubbio per l’arbitro tedesco; cartellino rosso per Boschker e calcio di rigore per lo Sporting Lisbona. Tocca a Mikhailov. Si sfila i pantaloni della tuta, si mette i guantoni e si getta nel catino bollente, di adrenalina e tensione, del Josè Alvalade. Di fronte a lui c’è il capitano dello Sporting João Moutinho. Rincorsa, tiro, parata. Un intervento con la freddezza del consumato veterano che fa esplodere la panchina del Twente, tanto che il tecnico Steve McClaren viene richiamato all’ordine dal quarto uomo Uefa.
Il primo tempo disputato dal Twente è stato tutto di buon livello. Con sorpresa dei supporter portoghesi i Tukkers sono partiti in quarta. Dopo soli 25 secondi dal fischio d’inizio il neoacquisto costaricano Bryan Ruiz si è trovato sui piedi la palla del vantaggio dopo uno spunto in area di rigore dello slovacco Miroslav Stoch (altro nuovo arrivo, in prestito dal Chelsea). Poi è toccato al portiere Rui Patricio sventare un calcio di punizione di Kenneth Perez, prima che Ruiz e Stoch sciupassero nuovamente un paio di buone opportunità. L’espulsione di Bosckher ha cambiato la serata, che da quel momento è diventata sangue, sudore e lacrime. La diga dei Tukkers però ha retto. McClaren può essere soddisfatto della sua squadra. E soprattutto di Mikhailov, che ieri ha davvero preso tutto.

Marcel van der Kraan, Algemeen Dagblad
Traduzione di Alec Cordolcini

Sporting: Rui Patrício, Pedro Silva (77’ Rochemback), Carriço, Polga, Caneira (57’ Pereirinha), Vukcevic (69’ Yannick), Veloso, Moutinho, Mati, Postiga, Liedson.

FC Twente: Boschker, Stam, Wisgerhof, Douglas, Rajkovic, Brama, Jansen, Perez (26’ Mihaylov), Ruiz (61’ Rukavytsya), Nkufo, Stoch (75‘ Tiotè).

[Champions Preliminari] KO lo Zurigo. OK Copenaghen

Lo Zurigo si è cacciato in una brutta situazione dopo l’andata del 3° turno di qualificazione per la Champions League. I campioni svizzeri, battuti per 3-2 al Letzigrund, avranno bisogno di un piccolo miracolo tra una settimana per ribaltare la situazione. Gli zurighesi hanno in particolare pagato a caro prezzo la serata no di Guatelli. Il portiere sostituto di Leoni ha vissuto un match da incubo, essendo responsabile in parte di tutti e tre le reti subite. Eppure le cose sembravano essersi messe per il meglio subito per lo Zurigo, in vantaggio dopo soli 3’ con Vonlanthen. Sprecate alcune occasioni per il raddoppio, gli ospiti con Tavares hanno ribaltato il risultato. Alla sbando, i campioni svizzeri sono stati rimessi in carreggiata dal solito Hassli. Ma ad inizio ripresa Pavlovic ha trovato la maniera di beffare nuovamente Guatelli direttamente su corner. Lo Zurigo ha poi sbagliato diverse occasioni per pareggiare, ma è pure stato risparmiato da Pavlovic, che ha sbagliato il rigore che poteva essere del KO definitivo.

Zurigo - Maribor 2-3

RETI: 3’ Vonlanthen 1-0; 12’ Tavares 1-1; 21’ Tavares 1-2; 29’ Hassli 2-2; 50’ Pavlovic 2-3.
ZURIGO (4-2-3-1): Guatelli; Lampi, Tihinen, Rochat, Gajic; Aegerter, Tico; Vonlanthen, Margairaz (64’ Nikci), Djuric (76’ Alphonse); Hassli.
MARIBOR (4-4-2): Ranilovic; Popovic, Lunder, Dzinic (77’ Kljajevic), Mejac (78’ Jurkic); Mertelj, Bacinovic, Mihelic, Pavlovic; Tavares, Volas (70’ Jelic).
NOTE: Letzigrund, 8.500 spettatori; arbitro Brahhaar (Ola).
Fonte: Il Giornale del Popolo



Copenaghen-Stabæk 3-1

Due parole infine sul derby scandinavo Fc Copenaghen-Stabæk, ovvero Davide contro Golia a livello economico, con i primi che possono essere considerati il Real Madrid del Nord Europa e i nerazzurri campioni di Norvegia costretti a tagliare gli stipendi dei proprio giocatori del 10-15%. A questi ultimi va dato atto di non essere scesi a Copenaghen per alzare le barricate, un atteggiamento che nemmeno appartiene al dna di questo club segnalatosi negli ultimi anni per il calcio frizzante ed estremamente offensivo. Ma il divario tecnico tra le due compagini è sensibile. Apre Jesper Grønkjær dopo dieci minuti su calcio d’angolo, raddoppia al 40’ il veterano Cesar Santin. Nella ripresa Palmi Palmason rimette in carreggiata lo Stabæk sfruttando un assist del giapponese Kobayashi (un giocatore vero il sostituto di Alanzinho, non un semplice affare di marketing). Incerto il portiere danese Jespen Christiansen, decisivo invece nel primo tempo a negare il gol a Daniel Nannskog, presentatosi solo davanti a lui. L’ennesimo guizzo di Santin a undici minuti dalla fine regala al Copenaghen un margine di sicurezza maggiore in vista del ritorno a Bærum. Dove tutto può succedere, anche se prevalere su questo Copenaghen appare davvero dura.

ALEC CORDOLCINI



Formazioni e cronaca della partita su VG


DAGLI ALTRI CAMPI:

Red Bull Salisburgo - Dinamo Zagabria 1-1
45' [1-0] A. Zickler - RB
63' [1-1] M. Mandzukic - DZ

Slovan Bratislava - Olympiakos 0-2
2' [0-1] Avraam Papadopoulos
21' [0-2] Leonardo

Apoel Nicosia - Partizan Belgrado 2-0
50' [1-0] Nenad Mirosavljevic
85' [2-0] Marcin Zewlakow

Celtic - Dinamo Mosca 0-1
7' [0-1] Alexander Kokorin

Levadia Tallinn - Debreceni VSC 0-1
70' [0-1] Leandro

Shakhtar Donetsk - FC Timisoara 2-2
20' [0-1] Gigel Bucur
60' [1-1] Olexandr Gladkiy
80' [1-2] Gigel Bucur
86' [2-2] Fernandinho

Anderlecht - Sivasspor 5-0
17' [1-0] T.D. Sutter
22' [2-0] M. Boussoufa
32' [3-0] T. Chatelle
76' [4-0] T.D. Sutter
90' [5-0] N. Frutos

Sparta Praga - Panathinaikos 3-1
26' [1-0] J. Holenda
32' [2-0] K. Vacek
67' [2-1] D. Salpigidis
86' [3-1] L. Kalouda

FC Baku - Levski Sofia 0-0

Aktobe - Maccabi Haifa 0-0

Ventspils - BATE Borisov 1-0

Sheriff - Slavia Praga 0-0

29 luglio 2009

[Champions Preliminari] Preview Sporting - Twente

E' iniziato ieri il terzo turno dei preliminari di Champions, tra l'altro con lo Sparta Praga che seppelisce il Panathinaikos: 3-1 il finale, sarà caldo l'Olimpico di Atene al ritorno...
Tra i match clou di oggi, quello tra i portoghesi dello Sporting e gli olandesi del Twente. Di seguito, una breve presentazione delle due squadre.

Sporting
Non arrivano nel migliore dei modi i Leoni dell'Alvalade a questo turno preliminare, passaggio chiave per le casse sempre deserte del club di Lisbona. La prime uscite del time di Paulo Bento non sono certo state sfolgoranti: lo Sporting è ancora un cantiere, non a caso continuano ad arrivare giocatori: l'ultimo, Felipe Caicedo, in prestito dal Manchester City è stato convocato per stasera ma ha giusto fatto le foto di presentazione e qualche palleggio coi compagni, un po' poco per essere quella spalla di Liedson che i biancoversi cercano da tempo. Proprio l'attaccante brasiliano, ma ormai portoghese (tanto che il CT Carlos Queiroz ci ha fatto più di un pensierino...), rimane l'unica certezza di una squadra che ha sempre meno i mezzi economici per competere con le altre due big del Paese. La scommessa del mercato si chiama Mati Fernandez, giunto dal Villareal. Messo ai margini dal connazionale Pellegrini Mati cerca in Portogallo il rilancio ed è già fonte di discussione a Lisbona: dietro le punte o esterno del 442? Paulo Bento opterà per il centrocampo a rombo quindi Mati giocherà dietro a Liedson e Helder Postiga. Giubilato Romagnoli, l'allenatore ha provato anche Joao Moutinho da rifinitore con esiti discreti in fase di non possesso ma non esaltanti con la palla tra i piedi, specie per una squadra che non riesce a trovare una transizione credibile, almeno finora. Miguel Veloso (sempre nella lista dei possibili partenti) si gioca il posto con Rochemback, ma potrebbero essere entrambi nell'11 di partenza e per l'ex stella delle giovanili dello Sporting c'è anche l'opzione sulla fascia sinistra (favorito Caneira), una delle maggiori pecche della rosa dello Sporting, priva di esterni credibili (l'unico di ruolo sarebbe Leandro Grimi...). Peserà l'assenza di Izmailov, ma c'è fiducia in Vuckcevic e nel giovane Pereirinha. Recuperato Anderson Polga in mezzo alla difesa, davanti a Rui Patricio (atteso a un anno di conferme), giocherà insieme all'ennesimo talento uscito dall'Academia Sporting, Carriço, centrale di belle speranze.
CARLO PIZZIGONI


Twente
Il forte dubbio della passata stagione, Steve McClaren, si è trasformato nella certezza di quella attuale. Il tecnico inglese ha superato a pieni voti l’approccio con la realtà olandese, e il Twente riparte proprio di lui per ri-programmare una squadra privatasi di tre elementi fondamentali quali Arnautovic (passato all’Inter), Elia (Amburgo) e Braafheid (Bayern Monaco). I soldi incassati sono però stati spesi con giudizio e il progetto dei Tukkers, pur non privo di qualche ovvia incognita, risulta intrigante. Il modulo rimane il 433, con l’esperto Sander Bosckher tra i pali davanti ad una linea difensiva che prevede al centro i confermati Peter Wisgerhof e Franco Texeira Douglas (molto interessante questo centrale brasiliano classe 88 calcisticamente cresciuto in Olanda) supportati a destra da Nicky Kuiper (89), arrivato dal Vitesse per sostituire Braafheid, e a sinistra da Slobodan Rajkovic (89), talento serbo del Chelsea che ha prolungato il proprio prestito nel Twente proprio perché stimolato, parole sue, dalle opportunità professionali offerte da un ambiente in costante crescita. La mediana a tre è rimasta immutata rispetto allo scorso anno: a destra l’incontrista Cheik Tiotè (86), a sinistra Theo Janssen e il suo mancino tagliato, al centro l’esperto Kenneth Perez in qualità di playmaker. La grande novità è rappresentata dal nazionale iracheno Nashat Akram, campione d’Asia del 2007 e astro nascente (anche se è un 84) del calcio del Medio Oriente. Può giocare da numero 10 oppure interno. Il tridente d’attacco poggia sul fiuto del gol del confermato Blaise Nkufo, i cui anni iniziano però ad essere 34, ragion per cui è arrivato dal De Graafschap il frizzante Luuk de Jong (90), che ha già “testato” lo scorso anno, da titolare, i campi della Eredivisie. Volti nuovi invece per le fasce: a destra c’è il nazionale sudafricano Bernard Parker (86), arrivato dal Thanda Royal Zulu via Stella Rossa e recentemente visto all’opera con buon profitto nella Confederations Cup; sul lato opposto la novità si chiama Bryan Ruiz Gonzalez (85), nazionale costaricano prelevato dal Gand, con la cui maglia nell’ultima stagione è entrato nella top 11 della Jupiler Pro League. Tre giovanissimi infine scalpitano in panchina: la punta ghanese Ransford Osei (90), in prestito dal Maccabi Haifa, l’ala slovacca Miroslav Stoch, in prestito dal Chelsea, e l’esterno di centrocampo croato Dario Vujicevic (90), promosso dalle giovanili, dove ha fatto sfracelli. Una storia già sentita per un certo Marko Arnautovic.
ALEC CORDOLCINI

Entrevista a Philippe Coutinho em portugues

Il famoso sito brasiliano Netvasco ha ripreso e tradotto in portoghese la mia intervista al giovane talento Philippe Coutinho, pubblicato giorni fa dalla Gazzetta dello Sport. Grazie per l'aiuto e la collaborazione a Jessica Corais, obrigado Jessica!




Per leggere l'intervista in portoghese: vai su NETVASCO


Qui una delle sue ultime attuazioni:

28 luglio 2009

[Preview 1] Inizia il torneo Apertura in Messico

E' iniziato nel week end il torneo Apertura in Messico. Il Campionato messicano è uno dei tornei più importanti e senz'altro il torneo più "danaroso" del Latino America, non a caso diversi talenti che l'Europa non considera, o non considera abbastanza, viaggiano per il Messico. Non ci sono solo le cheerleaders al fianco dei campi da gioco a segnalare che qui siamo appena sotto l'impero USA: il torneo è organizzato all'americana, quasi fosse un campionato professionistico a stelle e strisce. Le 18 squadre sono divise in tre gironi ma tutte si incontrano. Le prime due di ogni gruppo (più le migliori terze) accedono direttamente ai playoffs (chiamati "Liguilla") che assegnano il titolo.
Oggi analizziamo il primo gruppo.

Chivas di Guadalajara
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Alberto Medina (centrocampista)
La sorpresa: Edgar Mejía (difensore)
Allenatore: Francisco Ramírez
Obiettivo: titolo
I Chivas vanno al risparmio: nessun acquisto in quest'ultimo mercato (addio a Jared Borgetti), anche se si era speso tanto l'anno scorso e, comunque, i giocatori di qualità ci sono, a cominciare da Omar Arellano davanti. A cui si aggiungono Medina, Mejía, il portiere Michel, il difensore Ponce e l'eterno capitano Morales.

Atlas
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Daniel Osorno (attacante)
La sorpresa: Darío Botinelli (mezzapunta)
Allenatore: Ricardo La Volpe
Obiettivo: semifinali Liguilla
Torna dopo otto anni a Guadalajara Ricardo La Volpe, tecnico estremo ma sempre interessante. La squadra è appena sotto le big, grazie anche alla volontà di Osorno che è voluto tornare "a casa" per chiudere la sua carriera e a Botinelli e Vidrio, reduci da un buon Clausura. Dal Villareal arriva Mariano Barbosa: quand'era al Banfield, prima della disastrosa esperienza europea, era il poriere di maggior prospettiva d'Argentina, e forse del Sudamerica: a 24 anni ha il tempo per rifarsi.

Toluca
Stadio: Nemesio Díez (27.000 posti)
La stella: Sinha (centrocampista)
La sorpresa: Francisco Vidal (difensore)
Allenatore: José Manuel "Chepo" de la Torre
Obiettivo: titolo
Quasi invariata la squadra dopo la buona attuazione nello scorso Clausura (uscita ai quarti). Sinha rimane il cervello dela squadra, il portiere Cristante l'anima e il cileno Mancilla il bomber davanti. Dolorosissima la perdita del paraguayano Paulo da Silva, leader della difesa, accasatosi in Inghilterra, al Sunderland.

San Luis
Stadio: Alfonso Lastras Ramírez (35.000 posti)
La stella: Eduardo Coudet (centrocampista)
La sorpresa: Michael Orozco (centrocampista)
Allenatore: Luis Américo Scatolaro
Obiettivo: Liguilla
Continuano le migrazioni tra il San Luis e il Necaxa, i due club di proprietà del network Televisa: stavolta però molti tornano ai "Gladiadores", a cominciare dal'immarcescibile "Chacho" Coudet, che però ha un anno in più... Davanti ci si affida alla coppia Tressor Moreno - Alfredo Moreno.

Indios di Ciudad Juárez
Stadio: Olímpico Benito Juárez (22.300 posti)
La stella: Edwin Santibáñez (centrocampista)
La sorpresa: Alain N'Kong (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Hugo Eugui
Obiettivo: salvezza
Partiti con l'obiettivo minimo della salvezza gli Indios l'hanno scorso sono addirittura giunti in semifinale, eliminando il Toluca. Difficile che il sogno si ripeta, ma c'è ancora voglia di soprendere a Ciudad Juarez. Riportato in Messico il camerunese Alain N'Kong, autore del gol (assist del neo interista Samuel Eto'o)che nella semifinale dell'ultima Coppa d'Africa ha messo alla porta i padroni di casa del Ghana.

Gallos Blancos di Querétaro
Stadio: Corregidora (40.785 posti)
La stella: Carlos Bossio (portiere)
La sorpresa: Emilio López (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Medrano
Obiettivo: salvezza
Questa neopromossa prova a mescolare un po' di esperienza (l'arrivo dal Lanus di Bossio, ad esempio) e qualche prestito raccattato qua e là per evitare la retrocessione in Segunda: dura.

27 luglio 2009

[Gold Cup] Messico - Usa 5-0. Tri Campione

Un massacro e una bella rivincita per Javier Aguirre, CT messicano che sta gestendo una transizione non facile. Stritola gli Stati Uniti, presentatisi a questa competizione con la "squadra B", in uno stadio dove la maggioranza era rappresentata da sostenitori del Tri. Aiutato dall'arbitro, che concede sullo 0-0 un rigore dubbio per fallo su Giovani Dos Santos, il Messico fa poi appieno tutta la sua parte e ritrova di colpo entusiasmo e sostanza. Trofeo continentale ai messicani, ma per gli Stati Uniti di Mister Bradley la chance di una rimonta giunge presto: il 12 agosto allo Stadio Azteca si rigioca un match tra le due potenze della Concacaf con in palio la qualificazioni ai Mondiali: il Messico, messo male nella classifica dell'Hexagonal finale, non può sbagliare nemmeno qui.



Messico- Guillermo Ochoa, José Antonio Castro, Juan Carlos Valenzuela, Jonny Magallón, Fausto Pinto, Gerardo Torrado, Israel Castro, Efraín Juárez, Alberto Medina (Carlos Vela, 46), Giovani Dos Santos y Miguel Sabah (Guillermo Franco, 70). DT Javier Aguirre.

USA - Troy Perkins, Jay Heaps, Chard Marshall, Heath Parce, Clarence Goodson, Kyle Beckerman (Sam Cronin, 77), Logan Pause (Santiago Quaranta, 65), Stuart Holden, Robbie Rogers, Brian Ching y David Arnaud (Kenny Cooper, 65). DT Bob Bradley.

Gol: Torrado (Rig.) 54', Giovani 61', Vela 66', Castro 78', Franco 90'

Giants Stadium, East Rutherford, NJ, USA.

24 luglio 2009

[Gold Cup] USA e Messico in finale

Saranno i favoriti d'obbligo della Gold Cup, la competizione per nazioni del Continente Nord-Americano, a disputare la finalissima, domenica. Il Messico, dopo una fatica enorme, riesce ad avere ragione del Costarica ai rigori finali. Gli Stati Uniti raggiungo la partita decisiva grazie a un rotondo 2-0 sull'Honduras.

[Mercato '09] Ibson allo Spartak Mosca

Ibson Barreto da Silva (Niteroi, 1983) dal Flamengo (via Porto) allo Spartak Mosca.
Costo del cartellino: 5 milioni di euro.

Nella primavera del 2004 ero alla Gavea, a Rio, nell'ufficio di Leo Junior, ex gloria di Torino e Pescara da noi, all'epoca direttore del Flamengo sezione futebol. Parlando dei giocatori brasiliani già pronti per l'Europa, il grande Leo mi ha subito fatto il nome di Ibson, giocatore che mi aveva davvero colpito, avendolo visto anche dal vivo: un centrocampista capace di fare tutto, recupero palla, inserimento, conclusione, leadership. Figlio di un allenatore delle giovanili del Mengao, Laís, Ibson è cresciuto col rubro-negro addosso.
Tra le diverse squadre che contattarono la più amata ( e odiata) del Brasile la spuntò il Porto, segnale di qualità del giocatore. Al Porto difficilmente prendono abbagli. Eppure Ibson all'Europa non si è proprio adattato: ha giocato buone partite ma non ha certo mostrato tutte le sue enormi potenzialità. Pinto da Costa, presidentissimo dei dragoni, ha scelto di rianimarlo rimandandolo a casa, al Flamengo. E infatti l'aria del Maracana lo ha risvegliato: Ibson sarebbe volentieri rimasto lì, ma il Porto necessitava di pezzi in verde che a Rio non potevano permettersi: è intervenuto lo Spartak e l'affare si è chiuso. A Mosca raggiungerà altri colleghi brasiliani: Alex, ex Inter, e Rafael Carioca (Gremio), in primis.

23 luglio 2009

[Mercato '09] Muricy e Vanderlei tornano in panchina

Sono probabilmente i due migliori tecnici brasiliani. Stanno vivendo un momento difficile nella loro carriera, ma hanno l'opportunità di un riscatto immediato. Muricy Ramalho e Vanderlei Luxemburgo sono di nuovo in pista: il primo, dopo un lungo corteggiamento, ha firmato per il Palmeiras, il secondo è tornato al Santos.
Hanno poco in comune e certamente non si amano però ci sono pochi dubbi sulle loro capacità, e il palmares parla per entrambi. Il Palmeiras mi pare una squadra piena di talento (anche se ieri ha subito una brutta sconfitta a Goiania, la prima del tecnico ad interim Jorginho) a cui manca un amalgama convincente in campo. Il Santos ha problemi soprattutto all'interno dello spogliatoio e una posizione a metà classifica che in tanti, troppi, a Vila Belmiro giudicano inaccettabile.
Dura per entrambi convincere subito, ma in Brasile per i tecnici è impossibile utilizzare la parola programmazione, domani non esiste...

22 luglio 2009

[Euro under 19] Spagna - Turchia 2-1

Ottimo l'inizio di questo Europeo under 19. Spagna-Turchia è stata una bella partita e ha messo in mostra buone individualità e spunti interessanti. Nel primo tempo per la Spagna funziona solo un pressing ultraoffensivo che consente un recupero alto e produce diverse conclusioni. Poco altro, e infatti quando la Turchia riesce a giocare la transizione il 4231 di Milla crolla in tutti i suoi presupposti. Ottima squadra quella turca, con giocatori davvero interessanti: significativo il gran gol di Eren Albayrak, splendida girata in area di rigore, dopo un bel contropiede turco. I turchi trovano altre transizioni importanti ma non il secondo gol. La Spagna dovendo iniziare l'azione dietro è lentissima e con poche idee (deludente il talentuoso Thiago Alcantara). Tutto cambia nei primi minuti del secondo tempo: prima un rigore, realizzato dallo juventino Iago, qualche attimo dopo, una bella azione conclusa dall'assist di Jordi per il centravanti del Celta Joselu. Una rimonta in tre minuti, che cambia tutto. La Turchia è più frenetica, il CT prova a cambiare uomini e posizioni sul campo senza trovare soluzione convincenti, la Spagna gestisce bene il possesso palla, rischia pochissimo (Sercan Yildirim spreca una favorevole occasione nel finale, non da lui) e trova i tre punti che, grazie al pareggio tra Serbia e Francia nell'altro match, le regalano la testa del girone.


Il gol turco




Spagna: De Gea; Mario Gaspar, Pulido, Rochela, Morgado; Oriol, Sielva; Jordi Pablo (min. 91 Nacho), Thiago (m.64, Canales), Iago Falqué (m.78 Raúl Ruiz); Joselu. CT: Luis Milla.

Turchia: Ergun; Aziz, Kurtulus, Osmanoglu (min. 65 Ozsevim), Cek (min. 57 Parlak); Simsek, Aydogdu, Uysal, Albayrak; Torun (min. 72 Ayik) e Yildirim. CT: Ogun Temizkanoglu.

gol: 0-1, m.12: Albayrak. 1-1, m.49: Iago Falqué (penalti). 2-1, m.51: Joselu.

21 luglio 2009

Inizia l'Europeo under 19

Inizia oggi, in Ucraina, con quattro partite, la fase finale dell'Europeo under 19.
Una breve presentazione delle partecipanti.

Gruppo A.

SLOVENIA
Mancheranno il capitano René Khrin e il portiere Vid Belec, entrambi cooptati da José Mourinho nel ritiro americano dell'Inter con la promessa di fare parte della prima squadra. Formazione che gioca un calcio difensivo e di ripartenza, la Slovenia propone un ragazzo molto giovane e molto interessante, Haris Vučkić, un '92 seguito dal Milan ma poi firmato dal Newcastle. Occhio all'attaccante Rajko Rep.

UCRAINA

Padroni di casa, tornano alla manifestazione under 19 dopo un lustro di assenza: non esattamente in un momento di fulgore del calcio ucraino, specie quello giovanile. Una vera incognita per gli osservatori e pochi i nomi segnalati sul taccuino: si parla del capitano Artur Karnoza del Dnipro e dell'attaccante delle giovanili della Dinamo Kiev, Dmitri Korkishko.

INGHILTERRA
Buona parte di questo gruppo, guidato da Brian Eastick, si è arresa solo alla Spagna nell'Europeo under 17 del 2007. La stella del team è naturalmente Daniel Welbeck dello United, ragazzo su cui punta parecchio anche Alex Ferguson per il dopo-Ronaldo della sua squadra. Classe '90, doveva partecipare all'ultimo europeo under 21 ma un infortunio lo ha bloccato. Come Welbeck, anche il compagno di reparto, in attacco, Nathan Delfouneso (Aston Villa) ha già esordito in Premier. A completare la zona offensiva, attenzione anche al potente Nile Ranger del Newcastle. Henri Lansbury (Arsenal) in mezzo al campo l'abbiamo già segnalato in passato, doveroso farlo anche con Matthew James dello United.

SVIZZERA
Lasciamo la parola a Paolo Galli, giornalista del Giornale del Popolo di Lugano: "Tra i difensori ci sono tantissimi talenti, Affolter e Daprelà hanno giocato quasi sempre da titolari rispettivamente per YB e Grasshopper, due marcatori, utilizzabili anche da terzini, poi ci sono i due fratelli Koch dello Zurigo (Philippe pare quello più promettente), anche Rolf Feltscher - fratello di Frank del Lecce - è terzino titolare al Grasshopper, così come Lang terzino del San Gallo. L'unico ticinese è Unal, ex Roma, ora al Basilea, bel regista a metà campo. Schönbächler è tra i più interessanti, un attaccante esterno più volte titolare a Zurigo. Wüthrich, utilizzato come trequartista centrale, anche se lui di natura è un esterno alto di sinistra. Pasche è appena passato dal Losanna all'YB, se ne parla bene davvero. Gli attaccanti sono Mustafi del Basilea (origini macedoni, scippato allo Zurigo) e Mehmedi (nato in Macedonia e cresciuto a Bellinzona) dello Zurigo, entrambi in rampa di lancio in prima squadra. Interessante anche Wiss, mediano del Lucerna (ad un certo punto lo scorso anno titolare indiscusso, poi di nuovo accantonato per lasciare posto a gente esperta nella rincorsa alla salvezza), così come sento bene di Basha del Losanna e di Lalombongo del GC."

Gruppo B.

SERBIA
Una delle favorite alla vittoria finale, anche se peseranno molto le assenze di Nenad Krsticic (Sampdoria), Perdrag Stevanovic (Schalke 04) e Aleksandar Ignjovski (Monaco 1860). Stella della squadra l'istriano - di nascita - Danijel Aleksić del Vojvodina, presto però l'indirizzo sarà più prestigioso, magari anche per le giocate in questo Europeo. Aleksić, fuggito dalla Croazia in fasce per raggiungere la Serbia, di dove è originaria la madre, che ha dato anche il cognome al figlio, dato che il padre biologico è tuttora sconosciuto. Molto interessante anche Milan Milanovic, scuola Stella Rossa e ora in forza al Lokomotiv di Mosca, e, soprattutto, Adem Ljajic, centrocampista del Partizan già bloccato dal Manchester United. Ferguson ha bloccato questo "Nuovo Kakà" nel gennaio di quest'anno, firmandolo insieme a Zoran Tošić, che già è sbarcato a Manchester.

SPAGNA
L'altra favorita per la vittoria finale. Ovviamente mancherà l'attaccante del Barça Bojan Krkic, già disimpegnatosi - malino - nell'Europeo Under 21. Non ci sarà nemmeno il centrocampista e capitano Nacho Camacho dell'Atletico Madrid, infortunato. I nomi della rosa sono comunque impressionanti, a cominciare da Thiago Alcantara, del Barça, giocatore di enorme prospettiva (e figlio dell'ex nazionale brasiliano Mazinho) e da Fran Merida dell'Arsenal (squalificato nel match di apertura), grande promessa che non ha ancora mostrato appieno tutto il suo enorme potenziale. Davanti ci saranno anche lo juventino ed ex culè, Iago Falqué, e soprattutto Dani Aquino del Murcia. A comandare la difesa, l'ottimo Pulido dell'Atletico Madrid, già decisivo - anche in zona gol - nella vittoria dell'ultimo under 17.

FRANCIA
Nel 2005 i francesi si imponevano in questo torneo grazie ai colpi di Yoann Gurcouff e Abou Diaby, tentano di toranre a quei livelli ma le speranze non sono molte. Diverse le scommesse nell'équipe di Jean Gallice: l'unica certezza è rappresentata dal difensore del Paris Saint Germain, Mamadou Sakho, destinato a grandi palcoscenici da qui a pochi anni. 24 mesi anche l'attaccante Damien Le Tallec, ora al Rennes, aveva credenziali importanti, scese, e di parecchio, negli ultimi tempi, ma il ragazzo è sempre del '90... Un occhio anche al centrocampista del Sochaux Ryad Boudebouz e a Emmanuel Rivière, attaccante del Sainte Etienne.

TURCHIA
Nasconde grandi ambizioni la squadra condotta dall'ex difensore della nazionale Ogun Temizkanoglu e seguita con molto interesse da Fatih Terim, CT dei turchi più grandi. Molte delle speranze risiedono nella vena realizzativa di Sercan Yıldırım, cecchino notevole (14 gol nell'ultimo campionato turco, con il Bursaspor, sorprendentemente sesto a fine torneo) il cui nome è già stato accostato a club come Liverpool e Manchester City, oltre a quello del Fenerbahçe. Possibile che una buona attuazione in questo Europeo possa paracadutarlo in una big. Ad assistere Sercan, Tunay Torun, che ha già esordito in Bundesliga nell'Amburgo. In una squadra piena di giocatori del Galatasaray (da segnalare il terzino destro Serkan Kurtulus), comandare la difesa un altro ragazzo del Bursaspor, Serdar Aziz.

[Mercato '09] André Santos e Cristian al Fenerbahçe

Grande colpo del Fenerbahçe che firma l'esterno André Santos e il mediano Cristian, entrambi provenienti dal Corinthians. Il primo era stato sondato anche da alcuni club italiani, e non solo in questa stagione: André Santos è stato certamente tra i protagonisti della stagione della promozione in serie A del Timao: veramente grande anno. Quest'anno ha avuto più alti e bassi ma è risucito a conquistare, nell'ultima Confederations Cup il posto da titolare nel ruolo di terzino sinistro. Cristian è un recuperatore di palla molto sottovalutato: ha buone letture di gioco e può concludere da fuori. La stagione del riscatto per la squadra di Istanbul, dopo il flop della scorsa, è già cominciata.

20 luglio 2009

[Gold Cup] Avanti senza problemi Messico e Costarica

Passeggiate, nei quarti della Gold Cup, per Messico e Costarica. Il Tri, dopo tanta fatica nel girone eliminatorio e una serie interminabile di polemiche, segna quattro gol ad Haiti, di cui alcuni di ottima fattura (bella la preparazione e la conclusione nella rete di Giovani Dos Santos). Ticos senza problemi con Guadalupe, 5-1 il finale.

19 luglio 2009

[Gold Cup] USA - Panama 2-1 (dts)

Iniziano i quarti di finale della Gold Cup e i padroni di casa degli Stati Uniti rischiano immediatamente l'eliminazione contro Panama. Occhio però, la squadra di Bob Bradley è un team B, che concettualmente si applica più della nazionale tipo ma difetta in qualità in tutti i reparti rispetto ai titolari. La scelta di cominciare la manifestazione con alcuni giocatori importanti, perdendo poi un pezzo alla volta (l'altro ieri ha lasciato la compagnia Steve Cherundolo, aggregatosi al suo club, l'Hannover) non è facilmente gestibile e dal punto di vista regolamentare alimenta qualche perplessità. Tuttavia la manifestazione più importante della Concacaf regala alle seconde file degli States opportunità importanti e possibilità di crescere in esperienza. Il primo tempo con Panama non è certo dei più esaltanti: gli USA sfiorano il gol centrando un palo nel primo quarto d'ora ma non c'è velocità di circolazione della palla e l'attacco al rigido 442 panamegno è povero di soluzioni e conclusioni. Panama cerca di ripartire in velocità: la coppia d'attacco è temibile (bene José Luis Garcés dell'Academica di Coimbra) anche se ieri Blas Perez (prossimo a un trasferimento negli Emirati) non è sembrato all'altezza dei suoi giorni migliori; ma, ironia della sorte e regola illogica del football, è proprio lui a trovare il gol, in mischia a seguito di un corner, in chiusura di prima frazione. La squadra di Bradley ha la fortuna di trovare un bel gol di Kyle Beckerman nei primi minuti del secondo tempo: la partita poi prende la rotta Stars and Stripes con gli USA più volte vicini a un gol che non arriva nei 90 regolamentari. Tocca attendere i supplementari quando però è un'autentica follia di Roman Torres a concedere il rigore della vittoria (penalty realizzato da Kenny Cooper): Panama aveva ritrovato le giuste distanze e non soffriva più di tanto nell'attesa dell'epilogo. Lo sfogo di frustrazione contro l'arbitro messicano Archundia dei panamegni, a fine match, si spiega così.

Nell'altro quarto bella vittoria dell'Honduras, che vive sicuramente una situazione complicatissima, sul Canada.





U.S.: Troy Perkins, Jay Heaps, Jimmy Conrad (Clarence Goodson 45), Chad Marshall, Heath Pearce, Stuart Holden, Logan Pause, Kyle Beckerman, Robbie Rogers (Brad Evans 110), Davy Arnaud (Kenny Cooper 77), Brian Ching

Panama: Jaime Penedo, Luis Moreno, Roman Torres, Armando Gun, Gabriel Gomez, Nelson Barahona (Victor Herrera 96), Manuel Torres, Rolando Escobar (Ricardo Phillips 78), Felipe Baloy, Jose Luis Garces, Blas Perez

17 luglio 2009

[Champions Preliminari] Debrecen-Kalmar 2-0




Organizzazione batte talento 2-0. Non basta condurre il gioco se mancano concretezza e attenzione. E’ questa la lezione impartita dai campioni d’Ungheria del Debrecen a quelli di Svezia del Kalmar. Superiori, quest’ultimi, come palleggio e qualità della manovra, ma troppo svagati. Primo tempo sornione, di studio, con il Debrecen che prova a fare la partita sfruttando le sgroppate in fascia di Cvitkovics, pericoloso con il suo mancino tagliato. Davanti però il nigeriano Dudu ci mette chili e buona volontà, ma anche tanta approssimazione. Non pervenuto invece il compagno di reparto Rudolf. Osservato speciale nel Kalmar è Rasmus Elm, il più piccolo dei tre fratelli (ma Viktor se n’è andato a gennaio all’Heerenveen), tra i protagonisti all’Europeo under 21 con la Svezia. Se sulla carta Elm è un esterno destro, in campo parte come interno sinistro e svaria lungo tutta la mediana. Cerca la palla e si propone, dialogando con il fratello David, schierato prima punta, e con gli esterni del tridente Sobralense e Mendes. Sciagurato il primo nel divorarsi due comode palle gol (però che stile con l’attrezzo del mestiere tra i piedi), inarrestabile il secondo nel prodigarsi a cercare il fondo e scodellare al centro traversoni in serie. L’ex Lecce Poleksic però è sempre attento tra i pali. Il Kalmar accelera nella ripresa, puntando sul proprio maggiore tasso tecnico. Fino a quando le frivolezze di una difesa allegra presentano il conto. Decide la muscolare coppia di centrocampo Varga-Kiss; il primo finalizza uno spunto sulla destra del subentrato Olah nella più classica azione di contropiede, il secondo si inventa un pregevole destro di controbalzo dai venti metri. Lo stadio si infiamma per la prodezza di questo autentico idolo locale, nato a Debrecen, cresciuto nelle giovanili e da anni titolare in prima squadra. La difesa del Kalmar però è ferma. E compromette seriamente la qualificazione contro un avversario nettamente alla portata.

ALEC CORDOLCINI


Debrecen (4-4-2): Poleksic 6; Bernath 6, Meszaros 6.5, Matè 6, Leandro 5.5; Cvitkovics 6.5, Varga 6.5, Kiss 7, Szakaly 5.5 (Dombi sv); Rudolf 5 (Kantona sv), Dudu 5 (Olah 6.5).

Kalmar (4-3-3): Wasta 6; Nouri 5, Alander 5.5, Lantz 5, Larsson 5; Ericsson 6.5, Rydstrom 6, R. Elm 6.5; Sobralense 5, D. Elm 6 (Ricardo Santos sv), Mendes 7 (Dauda sv).

Marcatori: Varga 73’, Kiss 86’.

Stadio Olah Gabor Ut, 15/07/2009

MVP: Daniel Mendes, brasiliano nato a San Paolo il 14 luglio 1981, seconda punta, attaccante esterno sinistro, non velocissimo ma agile nel breve. Al Kalmar dal 2004 dopo sei stagioni nel Botafogo, ma non gioca nemmeno un minuto. Ci ritorna nel gennaio di quest’anno dopo essere stato il miglior marcatore effettivo dell’AIK Solna: 5 gol, tutti partendo dalla panchina. Una sua prodezza ha deciso la Supercoppa svedese. 4 reti nell’attuale Allsvenskan, dove è finalmente titolare. In Svezia ha giocato anche nel Superettan (serie B) con il Degerfors.

[Clausura Uruguay] Nacional Campione

Il 2-1 di ieri in favore del Nacional su Defensor Sporting chiude l'interminabile serie finale e assegna al Bolso il titolo Clausura. Dopo aver recuperato il vantaggio rispetto alla Violeta nelle semifinali, le ultime due partite si sono chiuse entrambe per 2-1 a vantaggio della squadra del "Profe" Pelusso, che ha disputato pure una buona Libertadores, spingendosi fino alle semifinali e rischiando di buttare fuori i futuri campioni dell'Estudiantes.




NACIONAL: Rodrigo Muñoz, Matías Rodríguez, Mauricio Victorino, Sebastián Coates, Adrián Romero, Alvaro Fernández, Oscar Javier Morales, Diego Arismendi, Nicolás Lodeiro (87' Roberto Brum), Santiago García (90' Sergio Blanco) y Gustavo Biscayzacú (70' Angel Morales). Director técnico: Gerardo Pelusso.

DEFENSOR: Fernando Rodríguez, Pablo Pintos, Jorge Curbelo, Mario Risso, Robert Herrera (68' Sebastián Ariosa), Julio Marchant, Miguel Amado, Carlos Díaz, Diego De Souza, Marco García -Nasa- (72' Rodrigo Mora) y Diego Vera (38' Alvaro Navarro). Director técnico: Jorge Da Silva.

Goles: 25' Mauricio Victorino (N), 59' Alvaro Navarro (DS), 85' Nicolás Lodeiro (N).
Árbitro: Jorge Larrionda.
Estadio Centenario.

16 luglio 2009

[Libertadores] Estudiantes campione!

L'Estudiantes vince 2-1 a Belo Horizonte, batte il Cruzeiro e alza per la quarta volta la Copa Libertadores. Protagonista assoluto del match: Juan Sebastian Veron.


Il mio resoconto su Gazzetta.it


15 luglio 2009

[salastampa] Le Guen è il nuovo CT del Camerun

Paul Le Guen ha trovato l'accordo per sedersi sulla panchina dei Leoni Indomabili. L'intesa di massima con la federazione camerunense c'è, anche se la firma dovrebbe essere apposta sul contratto solo il 25 prossimo venturo. Le Guen, che arriverà a Yaoundé con l'assistente Yves Colleu, è stato preferito all'altro candidato forte, Arthur Jorge (erano girati anche i nomi di Luis Fernandez, Lothar Matthaüs, Roland Courbis, Carlos Mozer e Jean Tigana). Il contratto è vincolato alla qualificazione per i mondiali africani, dove il Camerun è in straordinaria emergenza: nel Gruppo 1 i Leoni Indomabili hanno la miseria di un punto in due partite e giace all'ultimo posto del girone, dietro il sorprendente Gabon di Alain Giresse (6 punti in due match), il Togo (4 punti) e il Marocco (2 punti in tre partite e Roger Lemerre esonerato). Il rischio di non essere presente ai prossimi Mondiali ha accelerato la scelta del tecnico: il Camerun viveva un situazione di interim-coach, con il monumento Thomas N'kono che aveva momentaneamente sostituito il tedesco Otto Pfister. Tenta di rilanciarsi in Africa Paul Le Guen, celebratissimo nel Lione di inizio ciclo, poi molto ridimensionato nelle successive tappe della sua carriera (ma quest'anno al Paris Saint Germain non ha lavorato certo male).

[Mercato '09] Michel Bastos al Lione

Michel Fernandes Bastos (Pelotas, Brasile, 1985) dal Lille al Lione
Costo dell'operazione: 18 milioni di euro (+ bonus)
Durata del contratto: 4 anni

Ennesimo colpo del presidente Aulas: dopo l'acquisto di Lisandro Lopez dal Porto (da cui è probabile giunga a Lione pure il Cissokho "scartato" dal Milan) ecco Bastos. Esterno d'attacco che ha disputato le ultime stagioni a Lille, il brasiliano è giocatore in rampa di lancio per diventare "uno che sposta". Significativo anche l'investimento del club che, con bonus vari, si separerà da circa venti milioni di euro. A fronte della cessione di Benzema al Madrid (35 milioni) e di Keita al Galatasaray, il Lione ha speso però come non mai, andando su giocatori davvero interessanti anche se non esageratamente sponsorizzati dai media. A me paiono davvero grandi acquisti: la stagione anonima dell'anno scorso vuole essere riscattata.

14 luglio 2009

[Mercato '09] Rodrigo Palacio al Genoa?

Rodrigo Palacio potrebbe davvero essere il fiore all'occhiello del mercato genoano, già ricchissimo. Come ho avuto modo di dire ieri sera, intervenendo alla trasmissione "Speciale Calciomercato" su Sky, condotta da Alessandro Bonan, Preziosi potrebbe bissare il successo ottenuto con l'operazione Thiago Motta: acquistare sottocosto un giocatore dalle qualità indiscutibili, reduce da un infortunio fastidioso e da una stagione non eccelsa. E' il momento giusto, specie per una società come il Genoa, per tentare l'azzardo su Palacio, giocatore tra l'altro adatto al sistema di mister Gasperini. Il Boca Juniors, soprattutto nella persona del direttore sportivo, l'ex allenatore bosteros Carlos Bianchi, impegnato in una ricostruzione non esattamente semplice, potrebbe dare il via libera. Anche Sebastian Battaglia, centrocampista di rottura che il CT Maradona preferisce a Cambiasso, sembra essere nel mirino del club di Genova.

13 luglio 2009

7 secondi... rosso!

Classico di Belo Horizonte: sette secondi e... espulsione di Ze Carlos del Cruzeiro, la più veloce della storia:



Poi, vittoria dell'Atletico Mineiro, con la Raposa che però schiera la seconda squadra, visto l'impegno in finale di Libertadores mercoledì.

Gimnasia e Central salvi!

Gimnasia y Esgrima La Plata e Rosario Central rimangono nella massima serie argentina. Ma se il Canalla aveva operato la maggior parte del lavoro nella gara di andata a Cordoba contro il Belgrano (ritorno 1-1), il Lobo ha registrato un miracolo. Non solo per la rimonta (3-0 aveva perso all'andata con l'Atletico Rafaela) ma per la modalità: in vantaggio a un quarto d'ora dalla fine ha segnato i due gol decisivi nei minuti finali, e con un uomo in meno (espulso il Pampa Sosa all'85'). Un miracolo, che vale più di un titolo.

10 luglio 2009

[Recopa] LDU - - Inter 3-0. Ecuadoriani campioni

Il periodo negativo dell'Internacional trova un ulteriore capitolo. Dolorosissimo. La squadra di Porto Alegre con l'ormai abituale attuazione senza sangue cede 3-0 a Quito e lascia alla Liga la Recopa Sudamericana, l'equivalente della nostra Supercoppa continentale. Una serie di errori difensivi condizionano subito la squadra di Tite ( rischia tantissimo, ormai), che doveva già rimontare il gol dell'andata subito al Beira Rio. Vero che la Liga non produce un fuoco di fila verso la porta di Lauro, però, a propria volta, l'Inter rimane piatto soprattutto in fase offensiva. Così, dopo la sconfitta in finale di Coppa del Brasile, l'Internacional, nell'anno del Centenario, rimane tristemente a "zeru titoli".



LDU: Dominguez (Cevallos), Campos, Espinola e Araujo; Reasco, De la Cruz, Urritia, Vera (William Araujo) e Ambrossi; Bieler e Lara (Graf). Técnico: Jorge Fossati.
Internacional: Lauro, Danilo Silva, Índio, Danny e Kleber; Glaydson (Andrezinho), Magrão, Guiñazu e D'Alessandro (Bolaños); Taison (Alecsandro) e Nilmar. Técnico: Tite.

Gimnasia y Esgrima La Plata a un passo dalla retrocessione

Assolutamente non pronosticabile, direi quasi la sorpresa dell'anno. Vero che il Gimnasia La Plata da tempo non naviga in buonissime acque ma quest'anno ha disputato un dignitosissimo Clausura, arrivando, ad esempio davanti a River e Boca. Tuttavia la media delle ultime tre stagioni ha condannato il Lobo alla Promoción, la partita di spareggio che si gioca con le migliori della Primera B, per decidere chi deve rimanere nella massima serie. Al Gimnasia è toccato l'Atletico Rafaela, terza della Primera B Nacional.Bene, il GELP è riuscito nell'impresa di prenderne tre: 3-0, tripletta di Aldo Visconti, eroe della squadra santafesina, cui basterà controllare la gara nel ritorno di domenica per giocare il prossimo anno con l'élite argentina. Pazzesco. Il tutto mentre i cugini dell'Estudiantes si stanno giocando la Libertadores...
Nell'altra sfida il Rosario Central è andato a vincere a Cordoba col Belgrano: 1-0 da difendere al Gigante de Arroyito.

09 luglio 2009

08 luglio 2009

[Mercato '09] Didier Zokora al Siviglia

Didier Zokora "Maestro" (Abidjan, 14 dicembre 1980) dal Tottenham al Siviglia
Durata del contratto: 4 anni.

Si chiude la parentesi inglese. Zokora reduce dall'ottimo Mondiale tedesco con la Costa d'Avorio aveva scelto, lasciato il Sainte Etienne, il prestigio della Premier rispetto alla Spagna. Ora in Spagna, torna: profondo sud, Siviglia, voluto da Monchi. non da uno qualunque... Giocatore di sostanza e di ottima intelligenza calcistica (da qui il soprannome "Maestro", forgiato ai tempi dell'Academie), Zokora non ha mai quagliato a dovere con l'ambiente-Tottenham: un vero peccato. A Siviglia ritrova il compagno di reparto di nazionale, nonché lui pure prodotto della straordinaria scuola di Abidjan, Romaric.

07 luglio 2009

[Mercato '09] Lisandro Lopez al Lione

Lisandro Lopez (Buenos Aires, 1983)dal Porto al Lione
Costo dell'operazione: 24 milioni di euro (+ 4 di eventuali bonus)
Durata del contratto: 4 anni


Il presidente Aulas reinveste subito i soldi incassati dalla operazioni Benzema e Keita (quest'ultimo ceduto al Galatasaray). E va su uno degli attaccanti più sottovalutati del Continente. Ma al Porto non svendono nessuno e sono riusciti a piazzare il giocatore, a un anno dalla scadenza del contratto, a una cifra considerevole.
Ora però per i Dragoni e per il tecnico Jesualdo inizia una nuova sfida, chiuso il ciclo che aveva come assi portanti Lisandro e Lucho Gonzalez, ceduto giorni fa al Marsiglia. Ora spazio a facce nuove come l'ottimo centrale del Nacional, Maicon, e l'argentino Fernando Belluschi, proveniente dall'Olympiakos e snobbatissimo qui in Italia. Poi: il terzino sinistro uruguagio Alvaro Pereira (proveniente dal Cluj), il difensore Miguel Lopes (Rio Ave), l'esterno Silvestre Varela (Estrela Amadora), la massiccia punta Orlando Sá (Sporting Braga) e il portiere Beto (Leixoes). Più una serie di operazioni minori e due casi aperti, Ibson del Flamengo e Mario Bolatti dell'Huracan, entrambi di proprietà del Porto e protagonisti di ottime stagioni nei paesi d'origine.

06 luglio 2009

Intervista a Philippe Coutinho sulla Gazzetta

Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato una mia intervista a Philippe Coutinho (realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Stefano Paolini), il giovane brasiliano acquistato dall'Inter. Coutinho resterà al Vasco fino al compimento del diociottesimo anno d'età, e nella prossima estate sarà a Milano.




Ha debuttato nel Vasco da Gama Philippe Coutinho, giovanissima promessa del calcio brasiliano, classe 1992, bloccata un anno fa dall'Inter e già nei pensieri del presidente Massimo Moratti, che ha parlato di Deco, possibile nuovo acquisto nerazzurro, anche in funzione di “precettore” del piccolo connazionale. Da mezzapunta Coutinho ha appena vinto il Campionato Sudamericano under 17, battendo in finale l'Argentina e giocando da titolare e con il numero 10 sulle spalle. Cresciuto nel Vasco da Gama, dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili, con la maglia cruzmaltina ha giocato la prima partita ufficiale tra i professionisti (contro il Duque de Caxias, 0-0 il finale) mostrando buoni colpi: il palcoscenico era la Serie B brasiliana, dove il glorioso club che ha prodotto, tra gli altri, Romario, è sprofondato nella scorsa stagione. Il tecnico della prima squadra, Dorival Júnior, quando gli hanno chiesto di definire con una sola parola il modi di giocare di Coutinho non ha avuto esitazioni: “Intelligente”. L'Inter lo ha bloccato nella scorsa estate, pagando circa 3,8 milioni di euro, ma lo ha lasciato in prestito alla formazione della Caravella, come viene anche chiamato il Vasco. Arriverà all'Inter il prossimo anno, dopo il compimento del diciottesimo anno di età.

Philippe, molti tifosi dell'Inter sono curiosi di conoscerti, ci racconti dove sei cresciuto?

Sono di Rio de Janeiro, del quartiere Rocha (nord della città, ndr). Ho iniziato a giocare a cinque anni in una scuola calcio di lì. Due anni più tardi il nonno di un mio amico, vedendomi in un campetto, ha consigliato a mio padre di portarmi a un grande squadra della città. In famiglia siamo tutti tifosissimi del Vasco da Gama e allora mi sono sottoposto a un provino in questo club. Sono stato subito preso e da allora gioco con la maglia cruzmaltina.

In campo dove ti piace giocare, secondo te dove puoi dare il meglio?

Preferisco giocare vicino all'area di rigore, scambiare con gli attaccanti e avere la possibilità di andare al tiro. Comunque alla fine decide il mister (e all'Inter c'è un grande allenatore come Mourinho) e io non ho problemi ad adeguarmi anche ad altre posizioni. Per esempio, qui al Vasco l'allenatore (Dorival Júnior) mi ha chiesto di partire da destra ma di svariare molto. Noi giochiamo con due mezzepunte dietro un attaccante unico, devo quindi coordinarmi con l'altro trequartista e trovare il tempo dell'inserimento per riuscire a concludere.

Il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha parlato di te in maniera lusinghiera pochi giorni fa...

Per me è davvero un sogno, non so come spiegare... sono veramente felice. Sono stato due volte a Milano e tutti mi ha trattato benissimo. Mi è piaciuto molto l'ambiente e ho un ottimo ricordo anche della città: ha dei monumenti bellissimi! E poi ho provato i ristoranti di lì, davvero eccellente la vostra cucina.

Cosa fai nel tempo libero?

Ho una passione per internet e per i videogame. Poi mi piace molto stare a casa a chiacchierare insieme agli amici.

Cosa ti senti di dire ai tuoi prossimi tifosi interisti?

Sono molto motivato, mi impegnerò al massimo e spero di contribuire ai prossimi successi dell'Inter

Ah, Philippe, chi è il tuo giocatore preferito?

Il mio preferito in assoluto è Zlatan Ibrahimovic

05 luglio 2009

[Clausura '09] Velez campione, ma c'è poco da festeggiare



Peccato. Un vero peccato, finire così

Lascia parecchio amaro in bocca l'ultima partita del Clausura argentino, decisivo per l'assegnazione del titolo. Allo stadio "José Amalfitani", chiudono Velez e Huracan. Gli uomini di Cappa possono tornare al titolo dopo più di trent'anni se escono senza sconfitta dal Fortin. E invece, dopo una grandinata nel primo tempo che interrompe il match, proprio Cappa, assistente storico di tanti big (Menotti e Valdano, più impegnati nella chiacchiera che negli allenamenti, salvo poi prendersi tutti i meriti...), termina con le lacrime agli occhi, sfinito, impegnato a insultare il mondo per un titolo che gli hanno sostanzialmente soffiato a pochi minuti dal termine. Il gol che decide l'incontro è palesemente irregolare con l'ex cagliaritano Larrivey ( ennesima partita piena di errori) che entra in scivolata alla ricerca della palla e abbatte il portiere avversario, l'ottimo Monzon (che aveva neutralizzato un rigore nel primo tempo), facendogli perdere la sfera che arriva a Maxi Moralez che controlla e insacca. Con Monzon a terra.
Qui si scatena una baraonda davvero indegna. Continui capannelli di giocatori impegnati a litigare e a insultarsi, partita sospesa per più di un quarto d'ora, ripresa poi e condotta a termine in maniera meno che urbana (un oggetto lanciato dalla tribuna dei tifosi dell'Huracan colpisce il sopracciglio di Diaz): solita invasione di campo scomposta e polizia che è costretta a utilizzare gli idranti per disperdere i tifosi.
Ma è ancora calcio, questa roba?
Va bene la lotta, la garra, e tutta la mistica argentina e ispanoamericana, però in questo modo il calcio scivola verso qualcosa che non può essere etichettato come sport. In questo modo perde parecchia credibilità soprattutto il futbol argentino, che invece dovrebbe brillare per i talenti e le belle giocate (anche di squadra) che pure quest'anno non sono mancati, anche se forse rispetto a un lustro fa c'è un calo. Non è solo questione di errori arbitrali o della delinquenza che ruota attorno alle tifoserie. Se mancano nei 90 minuti della partita il rispetto delle normali regole che accompagnano i match è meglio chiudere e ristrutturare le arene, per far sfogare le frustrazioni di tanta gente. Se in primis il gioco non rispetta le regole che si è date, il calcio finisce. Urge l'intervento della Federazione, di Grondona, di Maradona, di tutti quelli che hanno a cuore il calcio.
Non meritava questo squallido epilogo nemmeno il Velez, la squadra che senza il talento giovane di Huracan e Lanus, era riuscita non perdere contatto dalla vetta lottando su ogni pallone con determinazione e volontà. E anche nell'ultima sfida il Velez ha giocato la sua partita (grande match di Franco Razzotti), mettendo sotto il Globo, sfiorando più volte la rete che gli avrebbe dato il titolo. Che alla fine è arrivato, in un modo però così "sporco" tanto da insozzare tutti i meriti della squadra di Ricardo Gareca, già allenatore al Talleres di Javier Pastore, oggi un po' troppo fuori dal gioco.

04 luglio 2009

Inizia la Gold Cup - Copa de Oro

E' iniziato stanotte il campionato della Concacaf, la federazione che raggruppa le nazioni di Nord e Centro America. Prime due partite: El Salvador - Costarica 1-2 e Canada - Giamaica 1-0. Ovvie favorite, Messico e Stati Uniti giungono però alla competizione continentale con uno spirito profondamente differente. Il Tri è sull'orlo di una crisi di nervi che sta mettendo addirittura in pericolo la qualificazione ai Mondiali del 2010: l'auspicata svolta che l'addio di Eriksson doveva portare non è avvenuta e ora anche Javier Aguirre ha enormi difficoltà a gestire la situazione. Dopo la finale in Confederations Cup, invece, gli USA, paese organizzatore della Gold Cup, vivono un sogno estatico.

Breve presentazione delle partecipanti:

GRUPPO A

COSTARICA
CT: Rodrigo Kenton
Stella: Álvaro Saborío (Sion - Svizzera)
E' la terza forza del continente. Nelle qualificazioni mondiali ha bucato solo il match dell'Azteca ma giocando sempre un calcio ordinato e efficace si è praticamente qualificata per l'appuntamento di Sudafrica 2010: I Ticos ora conducono l'Hexagonal finale davanti ai colossi USA e Messico.

EL SALVADOR

CT: Carlos de los Cobos
Stella: Alfredo Pacheco (New York Red Bulls - USA)
Grande lavoro del tecnico messicano De los Cobos, riuscito a portare il Salvador anche nell'Hexagonal finale per la qualificazione ai mondiali sudafricani. Visto il materiale a disposizione, povero anzichenò, è già un mezzo miracolo. Continuerà?

CANADA

CT: Stephen Hart
Stella: Julián De Guzmán (Deportivo La Coruna - Spagna)
Nonostante parecchia passione attorno al calcio e buoni giocatori, la squadra canadese non riesce a ingranare ed è già svanita l'opportunità di andare al Mondiale. Possibile il risveglio, da un momento all'altro.

GIAMAICA
CT: Theodore Whitmore
Stella: Ricardo Gardner (Bolton - Inghilterra)
Squadra e nazione calcisticamente in profondo calo, anche per l'uragano "Bora" Milutinovic, passato da queste parti e protagonista di un'eliminazione anzitempo dalle qualificazioni ai Mondiali.

GRUPPO B


USA
CT: Bob Bradley
Stella: Jozy Altidore (Villareal - Spagna)
L'incredibile exploit alla Confederations Cup ha prodotto tantissimo entusiasmo in un movimento che mostrava un po' il fiato corto. Le potenzialità per coronare il sogno di diventare squadra di categoria ci sono sempre, anche solo come numero e qualità di giocatori. Sono i favoriti naturali del torneo.

HONDURAS
CT: Reynaldo Rueda
Stella: Carl Costly (GKS Bełchatów - Polonia)
Troppe assenze per pensare in grande (in primis quella dell'interista David Suazo), in più la situazione politica del Paese non lascia certo tranquilli i giocatori. Peccato, perché i Catrachos potevano essere una squadra molto competitiva, come dimostra anche il gruppo finale di qualificazione a Sudafrica 2010.

HAITI
CT: Jairo Rios
Stella: Frantz Bertin (OFI Creta - Grecia)
Importante che ci sia, e con l'unico obiettivo di proporre una campagna degna. I mezzi sono quelli che sono. Curiosa la storia di Bertin, ragazzo francese di origini haitiane, cresciuto nelle giovanili della Juventus prima del passaggio in Spagna, al Racing Santander. Ora gioca in Grecia.

GRENADA

CT: Tommy Taylor
Stella: Shalrie Joseph (New England Revolution - USA)
Già sei minuscolo, poi il tuo miglior giocatore (Jason Roberts del Blackburn) ti lascia a piedi... Una autentica novità, Granada, squadra sconosciuta che vorrebbe stupire. Vedremo.

GRUPPO C

MESSICO
CT: Javier Aguirre
Stella: Carlos Vela (Arsenal - Inghilterra)
Già detto della situazione di enorme pressione. Il tifo sarà certamente dallaloro parte, ma potrebbe essere pure un'arma a doppio taglio. Qualche assenza importante, ma la squadra è competitiva: soprattutto le due stelle brillanti della generazione dell'89, Vela e Giovani Dos Santos devono cominciare a segnare in profondità le sorti della loro squadra: basta alibi.

NICARAGUA

CT: Otoniel Olivas
Stella: Wilber Sánchez (Ferretti - Nicaragua)
Mancherà Emilio Palacios, probabilmente il miglior giocatore nicaraguense, ma sarà lo stesso festa per una squadra già felicissima di essere presente (ha fatto fuori il ben più accreditato Guatemala per qualificarsi). Buone opportunità per alcuni giocatori di mettersi in mostra e approdare a campionati di medio livello della zona Concacaf.

PANAMA
CT: Gary Stempel
Stella: Blas Pérez (Tigres UANL - in prestito al Pachuca - Messico)
Squadra di buonissimo livello, a leggere la formazione: davanti l'efficacia di una coppia formata da Perez e Tejada, ce l'hanno in pochi. Eppure ha deluso parecchio nelle qualificazioni ai Mondiali. Spera di rifarsi almeno qui. Probabile outsider del torneo.

GUADALUPE
CT: Roger Salnot
Stella: Miguel Comminges (Cardiff City - Galles)
Nella Gold Cup di due anni fa fu la vera sorpresa della manifestazione: trascinata dal grande Jocelyn Angloma arrivò fino alle semifinali. Destò sorpresa anche per lo status particolare dell'isola del caribe francese: essendo sostanzialmente Francia, dipartimento d'oltremare dell'Esagono, non è affiliata alla FIFA e non può partecipare a competizioni internazionali, quindi nemmeno, evidentemente, alle qualificazioni per i Mondiali. Gli rimangono il Campionato del Caribe (dove è giunta terza quest'anno) e questa Gold Cup.

Carlo Pizzigoni

03 luglio 2009

[Libertadores] Pari a Porto Alegre, il Cruzeiro è in finale

Il vantaggio del Cruzeiro ottenuto all'andata non lascia al Gremio molto spazio a strategie complesse: i primi venti minuti della sfida di ritorno sono chiave. Il Gremio costruisce numerose palle gol, la Raposa rimane attendista (probabilmente viene graziata dall'arbitro colombiano che non concede un rigore ai padroni di casa), riesce però a scuotersi grazie a una grande giocata sulla linea di fondo di Kleber, che fa fuori mezza difesa gremista e offre a Wellington Paulista un assist ghiotto: alla prima vera occasione il Cruzeiro è già in vantaggio. Bis pochi minuti dopo, ancora di Wellington Paulista, che mette dentro con un grande colpo di testa ma in posizione di fuorigioco non segnalata. Finisce la storia, anche se il Gremio ha la forza almeno di non uscire sconfitto dal campo: la qualificazione se n'è andata a Belo Horizonte.


02 luglio 2009

[Libertadores] Estudiantes corsara: è in finale!

E' l'Estudiantes la prima finalista della Copa Libertadores: torna su questo palcoscenico ben 38 anni dopo l'ultima performance. Nonostante l'assenza a Montevideo del giocatore simbolo, anima del club, Juan Sebastian Veron, il Pincha sbanca lo stadio Centenario grazie a una doppietta dell'ex Boca Mauro Boselli (a 7 reti è anche goleador del torneo), bissando così il successo di La Plata. Ancora ottima prova dell'ex Palermo e neo Catania Mariano Andujar.

Senza la Brujita, Sabella inserisce l'ex Racing Matias Sanchez a fare coppia con Braña: controllano le incursioni del Bolso, lasciando a Fernandez, ispirato, il compito di creare problemi al Nacional. Il muro dei due mediani agevola il compito di Schiavi e DeSabato col Pincha che trova il primo gol e fa crollare le speranze del congiunto uruguagio, obbligato a quel punto a segnare tre reti. Ci prova lo stesso e, assist di Lodeiro per Alexander Medina, riesce a trovare il pareggio; rischia di segnare un gol miracoloso poi Salgueiro trova Boselli per il 2-1 finale e il Pincha festeggia.



Nacional - Estudiantes 1-2


NACIONAL DE MONTEVIDEO: Rodrigo Muñoz, Mauricio Victorino, Sebastián Coates, Adrián Romero, Matías Rodríguez (Alvaro Fernández, 69), Oscar Javier Morales, Diego Arismendi, Federico Domínguez (Santiago García, 59), Angel Morales (Nicolás Lodeiro, 46), Marcos Mondaini, Alexander Medina.

ESTUDIANTES DE LA PLATA: Mariano Andújar, Germán Ré, Rolando Schiavi, Leandro Desábato, Juan Manuel Díaz, Enzo Pérez (Diego Galván, 71), Rodrigo Braña, Matías Sánchez, Leandro Benítez, Gastón Fernández (Juan Salgueiro, 68), Mauro Boselli.

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