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31 ottobre 2009

Mondiale under 20 - Analisi tecnica del torneo




La prima volta. Almeno una volta nella vita, tutti, con più o meno convinzione, l'abbiamo detto: il futuro del calcio è in Africa. Salvo pentirci, rilanciare di nuovo, esprimere sani dubbi e via così. Oggi, sgombrati vaticini e analisi teoriche, abbiamo un primissimo effetto pratico: il Ghana ha vinto il Mondiale under 20, mai una squadra africana aveva raggiunto tale traguardo. Prodromi per realizzare l'ultimo, definitivo passo nella storia del calcio, finalmente? Forse. Rimanendo al dato oggettivo possiamo con certezza affermare che la generazione del Ghana sarà assolutamente competitiva, specie fondendosi con l'attuale che malissimo non è, da Michael Essien in giù. Interessante anche valutare che non solo i giovani africani hanno battuto il Brasile in finale (ai rigori), ma anche il come: giocando con la testa e con la voglia di vincere incanalata esclusivamente verso energia positiva. Niente mattane, niente giocate sconsiderate nella partita decisiva, e nei momenti decisivi della stessa. Meglio che negli ottavi dove il team guidato da Sellas Tetteh aveva faticato col Sudafrica, meglio che nei quarti dove aveva concesso troppo ai sudcoreani, meglio che in semifinale dove ha fatto rientrare maldestramente in partita l'Ungheria, dopo aver letteralmente dominato per 45 minuti. Giocare con i superfavoriti del torneo, per di più con un uomo in meno per più di un'ora, concedendo pochissimo a una batteria di fuoco come quella verde-ora significa prima di tutto essere cresciuti sotto il profilo della mentalità e dell'attenzione. E poi ci vuole il talento. La copertina se la prende Dominic Adiyiah, centravanti capocannoniere (otto gol senza rigori) e eletto miglior giocatore del torneo: gioca in una squadra di retrovia norvegese (Fredrickstad), ancora per poco. Bello ricordare come il suo compagno di banco, all'Anglican High School di Kumasi, sia il ragazzo che in questo Mondiale gli ha fornito assist decisivi e movimenti importanti: Ransford Osei, forse più atteso di Adiyiah ma autore, lui pure, di un torneo davvero notevole. Complimenti anche al professore di ginnastica della scuola cristiana di Kumasi che per primo ha intuito il valore della coppia. Dietro loro ha agito Andre Ayew, cognome importante (è il figlio di un idolo nazionale, Abedì Pelé, visto anche noi anni fa) e una voglia di emergere e di vincere che, siamo sicuri, lo porterà a una carriera superiore anche a quella del celebre babbo, che aveva il triplo del talento ma non lo stesso atteggiamento in campo. In mezzo, due autentiche rivelazioni del torneo, Mohammed Rabiu, pescato già dalla Sampdoria, un Vieira in costruzione, e Emmanuel Agyemang-Badu che come punto di riferimento ha invece il connazionale Essien, poco sopra l'uno e settanta, mastino, grandi letture, possibilità di giocare in più ruoli (in finale si è adattato difensore centrale con ottimi risultati) anche se il meglio lo dà a centrocampo con pressing, ripartenze e leadership: gli spagnoli del Recreativo Huelva lo hanno avuto per le mani ma lo hanno rispedito in Ghana, ora stanno facendo carte false per riaverlo, ma sarà dura. Bene, molto bene anche dietro con il generale della difesa Jonathan Mensah a dirigere le operazioni e due terzini di spinta davvro interessanti, il già conosciuto Samuel Inkoom, quest'anno a Basilea, e il laterale sinistro David Addy, fisico, corsa e piede da tenere d'occhio: le loro ottime prestazioni hanno forzatamente relegato in panchina un super talento come Daniel Opare, stella del Mondiale under 17 in Corea del Sud, nel 2007, e attualmente al Real Madrid. Non male nel torneo e decisivo in finale il portiere Daniel Agyei. Non meno talento poteva proporre il Brasile, anzi. E' mancata in parte la gestione tecnica (Rogerio CT da rivedere) e in generale un manovra con più profondità: troppo possesso palla effimero ai venticique metri e poche conclusioni pericolose: ai quarti si è salvata all'88' con la Germania, meglio messa in campo e più quadrata, ma non sempre un colpo del singolo può girarti il match. E tra i singoli quello che maggiormente ha brillato è stato certamente Giuliano, tecnica, fisico, creatività e buon guizzo ai sedici metri, con possibilità di giocare anche in mediana per il tackle che possiede: fatto e finito per i palcoscenici europei, anche i più prestigiosi. A sprazzi bene il genio di Alex Teixeira, attaccante esterno del Vasco dal grande calcio e dall'elevata pericolosità dai sedici metri in giù, e qualche lampo di Douglas Costa, un prospetto favoloso che fatica a imporsi come giocatore a tutto tondo. Alan Kardec ha fatto discretamente bene, mostrando una sicura crescita rispetto all'anno scorso ma nel momento decisivo, in finale, non l'ha mai vista e le poche opportunità che gli sono capitate le ha fallite miseramente. Molto meglio in fase difensiva i giovani brasuca: il centrale difensivo Rafael Toloi non ha sbagliato quasi nulla, ben spalleggiato da Dalton, bravo il portiere Rafael. Douglas a destra e Diogo sull'altra fascia hanno assicurato spinta continua, in mezzo al campo Souza ha disputato un grande campionato, proteggendo la difesa e offrendo anche inserimenti offensivi. Il Mondiale ha anche offerto la resurrezione dell'Ungheria, che ha chiuso al terzo posto, tornando alla vita calcistica dopo diversi lustri. Una dorsale che prevede il portiere Gulacsi, il centrocampista Vladimir Koman (proprietà Samp, in prestito al Bari) e il centravanti Nemeth, già rapito da Benitez e spedito a farsi le ossa in Grecia, all'AEK, propone un oroscopo decisamente positivo per questa generazione. Bene come al solito la Germania, zeppa di defezioni, ottime prove dell'Uruguay (anche qui il futuro pare davvero interessante: Coates e Lodeiro su tutti) e grande Mondiale per l'Italia di Rocca (ne parliamo a parte), hanno deluso notevolemente Spagna e Nigeria. Gli iberici ormai sono all'ennesimo fallimento nei tornei giovanili, dove tempo fa dominavano. La squadre, come quella impegnata in questo Mondiale, sono piene di talento (Dani Parejo, Fran Merida, Aron), ma raramente mostrano un calcio convincente e redditizio, specie nei momenti delicati: dopo un buon girone eliminatorio le piccole Furie Rosse sono state messe sotto dall'agonismo degli azzurrini di Rocca.
CARLO PIZZIGONI



L'ITALIA

Bisognerebbe guardare un po' meglio in casa propria. E avere fiducia. L'ottimo lavoro di mister Francesco Rocca ci dimostra come anche in Italia si può scovare buoni giocatori, basta avere attenzione e pazienza. Partiti per l'Egitto senza i big della generazione del Novanta e dintorni (bloccato alla fine anche Poli, uno dei cardini della squadra che all'Europeo under 19 aveva fatto bene e si era qualificata per questi Mondiali), si è faticato a ingranare ma alla fine la bontà delle intuizioni di Rocca è apparsa evidente: un match capolavoro contro la Spagna, tra le favorite del torneo, e uno quasi perfetto con l'Ungheria, dove solo qualche ingenuità ci ha accompagnato all'uscita del torneo. Tra i singoli, da evidenziare le accelerazioni e le giocate di Mattia Mustacchio (la Fifa l'ha inserito tra i top ten del Mondiale), il senso tattico e la grinta di Marco Calderoni e le buone prove di Andrea Mazzarani e Giacomo Bonaventura, oltre alle “certezze” Vincenzo Fiorillo e Silvano Raggio. Non è stata una nazionale di potenziali fuoriclasse, questo è certo, ma la voglia di non mollare, l'energia e il coraggio di questi ragazzi dimostrano che la tecnica non è la sola cosa che fa la differenza in questo sport. Ultima nota: perdere un tecnico valido come Francesco Rocca sarebbe per la Federazione davvero un delitto e, visto che ci siamo, vediamo anche di ritoccargli l'ingaggio: 38.000 euro annui per il lavoro che ha compiuto in questi anni (finalista all'Europeo, non dimentichiamolo) è davvero una miseria, viste le cifre che girano...
CARLO PIZZIGONI

Fonte: GUERIN SPORTIVO , N.43/09

27 ottobre 2009

[Mondiale u17] Argentina - Germania 1-2



Ancora un passaggio a vuoto della Germania. Dopo la rimonta clamorosa subita dalla Nigeria nel primo match del girone, i ragazzi di Pezzaiuoli, andati in vantaggio quasi subito col celebrato Mario Goetze, subiscono l'uno-due nel secondo tempo da parte dell'Argentina. Vero che il rigore del pari può essere considerato dubbio (Mustafi pare toccare prima la palla) e il gol che la vedrà alla fine soccombere è una disattenzione di Basala, la Germania comincia a soffrire l'Albiceleste anche nel primo tempo. Ribatte con alcune combinazioni centrali, ha qualche occasione (disgraziato nel posizionamento e nelle uscite, oggi, il portiere biancoazzurro Martinez) ma subisce troppo l'iniziativa degli avversari. Ispirato Araujo, nella seconda parte sale di colpi anche l'altro talento offensivo dei giocatori del "Tata" Brown, Villalva: continui i pericoli per il non sempre sicuro Ter Stegen. Match molto vivace, come spesso si è visto in questo inizio di mondiale, con nessuna dele due squadre che riescono con continuità a governarne il ritmo. Vince però la squadra che ha mostrato maggiore intraprendenza.
Girandola di emozioni anche nell'altra partita del pomeriggio con la Svizzera che infila la seconda vittoria consecutiva, mettendo stavolta sotto l'ottimo Giappone (4-3 il finale): doppietta di Seferovic, che sbaglia però un rigore. Due gol, inutili, anche per il nipponico di maggior talento, Takumi Miyayoshi.
Partite della sera:
Messico - Brasile 1-0 (70' Basulto)
Nigeria - Honduras 1-0 (55' Abdul AJAGUN)

22 ottobre 2009

Mondiale under 20 - Due letture

L'Egitto di oggi è una camminata sul confine della modernità. Fuori e dentro il Cairo International Stadium, teatro delle ultime sfide del Mondiale di calcio under 20, ci sono poche certezze come se la cappa di calore, inquinamento, rumore che copre la capitale egiziana rendesse tutto meno limpido, meno decifrabile. Tutto. Il futuro di un Paese dove il padre padrone, Hosni Mubarak, sta lentamente spegnendosi senza trovare una nuova guida forte che sappia accompagnare un Paese gonfio di inquietudini e dubbi (civili, religiosi, politici); e il futuro di uno sport, il football, che potrebbe oggi avere preso una sterzata decisa verso un nuovo padrone, l'Africa. Il Ghana alza per la prima volta nella storia la coppa del Mondo giovanile, battendo, dopo supplementari e rigori, nientemeno che un Brasile zeppo di talento, e per di più giocando per più di un'ora in dieci uomini contro undici. Favola africana, realtà. Il Ghana vince con la forza di volontà e la testa, perché la tecnica fine a se stessa non conta più nel calcio d'oggidì. Miglior giocatore e miglior marcatore due anni fa, alla stessa competizione, fu tale Sergio Agüero, oggi nell'élite del calcio europeo. Quest'anno è toccato a Dominic Adiyiah, centravanti agile, scattante e con elevatissimo fiuto del gol (otto in totale nella manifestazione mondiale) del Fredrikstad (prima divisione norvegese), anche se i suoi giorni a rimirare i fiordi termineranno tra poco. Diversi anni fa, Adiyiah e Ransford Osei, oggi al Twente, erano la coppia d'attacco che incamerava coppette e targhe ricordo per la Anglican Senior High School di Kumasi, oggi i loro uno-due li riservano al mondo, che si chiede ancora se stavolta sarà la volta buona per l'Africa. Il tecnico ghanese, Sellas Tetteh, commosso fino alle lacrime,celebra l'avvenimento ammonendo che stavolta sarà diverso e al Mondiale sudafricano, il primo del Continente Nero, chi vorrà vincere dovrà prestare attenzione anche alle big d'Africa. “Siamo in un periodo di transizione, come sempre”, scriveva sarcastico Ennio Flaiano tempo fa contro i permanenti profeti del cambiamento in arrivo. Eppure stavolta sentiamo di essere vicino al confine. Interessante è capire in che senso e con quali modalità interverrà il cambiamento, e fine a quale profondità attecchirà, per durare. Il Ghana venuto ai Mondiali almeno nel lotto dei favoriti, aveva appiccicata l'etichetta del “vediamo cosa combinano per farsi eliminare” e invece si sono dimostrati forti mentalmente, soprattutto nei momenti più delicati, nella finalissima, e in special modo nelle situazioni di estrema difficoltà hanno letto nel modo migliore la partita, dimostrando di credere fino in fondo in se stessi. Finalmente. Il sacrificio e la voglia di vincere di Andre Ayew, che con la metà del talento paterno (geni del genio Abedì Pelé) farà certamente una carriera migliore del predecessore, la grande intelligenza calcistica di ragazzi come Emmanuel Agyemang-Badu (flash del giovane Essien), Jonathan Mensah e Mohamed Rabiu (già bloccato dalla Sampdoria) testimoniano delle certezze del futuro ghaneano ad alti livelli. Quando? E' sapere leggere il segno dei tempi la sfida decisiva della modernità, anche quando si ciarla di football. L'esempio del Ghana ci sottopone l'ennesimo processo. Finirà come le altre volte? Noi crediamo di no.

CARLO PIZZIGONI

“O Brasil dominou !” mi grida rabbioso un giornalista del Paese del Carnevale, e del Futebol. Epperò, se dominare significa tenere la palla senza trovare sbocchi credibili, girarla lentamente, concludere poco, e soprattutto male, verso i tre legni dell'ottimo portiere ghanese Daniel Agyei, allora è tempo di riscrivere il vocabolario del calcio. Il Brasile con un uomo in più viene sconfitto meritatamente in finale, però mostra che la fucina di talenti, il serbatoio inesauribile di materiale calcistico ruota ancora attorno a Rio de Janeiro, oramai sotto i riflettori per l'incredibile assegnazione delle Olimpiadi del 2016, le prime nella storia del Sudamerica. Ad esaltarci, sotto il cielo perennemente torbido del Cairo la solita qualità verde-oro, a cominciare dal prossimo crack, Giuliano, centrocampista offensivo dell'Internacional, che deve il suo nome alla passione del babbo per gli spaghetti western dell'attore italiano Giuliano Gemma. Serio, timorato di Dio, fisicamente “piazzato” e coi piedi da brasiliano, Giuliano ha tutto per sfondare ad altissimo livello tra qualche anno. Ottimi anche il difensore centrale Rafael Toloi, il portiere Rafael, il terzino sinistro Diogo, il mediano Souza, la mezzapunta Alex Teixeira. Il Brasile non ha dominato, ma finché un pallone rotolerà su un prato verde, c'è e ci sarà sempre, a tutti i livelli. La storia può deviare, cambiare, ma non si può riscrivere, e la storia di questo gioco porta la maglia giallina.

CARLO PIZZIGONI

FONTE: CORRIERE DEL TICINO del 20 ottobre 2009

21 ottobre 2009

Mondiale under 20 - 15 nomi per la difesa

REDUCE DALLA TRASFERTA D'EGITTO ELEGGO LA MIA ROSA "ALLARGATA". COMINCIO CON LA DIFESA.

PORTIERI:

Peter GULACSI ('90 - Ungheria): ha trascinato i suoi compagni fino al terzo posto. Sicuro tra i pali e nel comadno della difesa ha aggiunto la freddezza durante il doppio giro di rigori che i magiari hanno dovuto superare contro Repubblica Ceca e Costarica. Già di proprietà del Liverpool, si sta facendo le ossa per il dopo Reina.

Daniel AGYEI ('89 - Ghana): Decisivo in finale, nell'uno contro uno su Maicon rimane in piedi e evita il gol che avrebbe portato il Brasile alla vittoria, poi è bravo anche sui rigori. Stilisticamente non perfetto ha grandi doti di concentrazione, fisiche e di istinto.

RAFAEL ('89 - Brasile): In Patria non ha ancora assaggaito la prima squadra col Cruzeiro ma è portiere di sicuro avvenire: buca clamorosamente una partita, contro l'Australia, ma si riprende subito contro Germania, Costarica e Ghana. Molto serio anche fuori dal campo deve solo migliorare nelle uscite alte.

Esteban ALVARADO ('89 - Costarica): Eletto miglior portiere del torneo. Una bella vetrina per lui che spera in un ingaggio europeo. Grande fisico, buoni istinti, specie tra i pali, un po' grezzo tecnicamente ma protagonista di interventi spettacolari e prodigiosi, l'eroe del Costarica, anche più di Urena e Martinez.

TERZINI:


Samuel INKOOM ('89 - Ghana): Terzino Destro. Esterno di grande spinta, un po' svagato dietro ma un giocatore che ti dà continuo appoggio offensivo di qualità, crossa bene, può concludere in porta. Il tirocinio al Basilea gli aprirà le porte a una élite più ristretta di club europei. Ha distrutto il concorrente Daniel Opare, del Real Madrid.

DIOGO ('89 - Brasile): Terzino Sinistro. Grande tecnica, capace di partire anche palla al piede, nonostante un fisico un po' cicciottello ha primi passi veloci e la sfera appiccicata al piede. Gli piace giocare anche più dentro il campo che sulla linea laterale. Bel tiro, può migliorare posizionalmente dietro. Carattere estroverso. Grande prospettiva.

DOUGLAS ('90 - Brasile): Terzino Destro. Bel giocatore di spinta, sfiduciato in parte dalle inqualificabili paturnie del CT brasuca Rogerio. Il suo club, il Goias, gioca il 352 e ha evidenti compiti più offensivi, quando è in campo.

Bjorn KOPPLIN ('90 - Germania): Terzino Sinistro. Sorpresa della prima fase del torneo, ha bucato clamorosamente il quarto di finale col Brasile, firmando il pasticcio dell'errore sul gol decisivo del brasiliano Maicon (mancata chiusura sul lato debole). Ambidestro, ha buonissima corsa e senso dell'inserimento, il Bayern potrebbe aver trovato un ottimo vice Lahm.

Antonio MAZZOTTA ('89 - Italia) Terzino Sinistro. Spinta continua sulla fascia. Personalità e molta generosità. Meglio in appoggio che in fase difensiva anche perché nasce centrocampista nelle giovanili del Palermo. Bravo il Lecce a pescarlo e a ottenerne la compartecipazione, buonissimo prospetto.

David ADDY ('90 - Ghana): Terzino Sinistro. Grande capacità di calcio, ottima corsa, deve migliorare la gestione della fase difensiva ma può venire fuori un ottimo giocatore.

CENTRALI:

Sebastian COATES ('90 - Uruguay): Perfetto nelle chiusure, insuperabile di testa, un centrale di cui si sono innamorati tanti osservatori in questo Mondiale, dove ha fatto ulteriore esperienza dopo gli esordi in Libertadores.

RAFAEL TOLOI ('90 - Brasile): Grande fisico, grande anticipo, grande capacità di lettura delle situazioni. Sicuro prossimo crack, ma l'aveva già dimostrato nel Goias, dove è titolare fisso in una squadra che si sta giocando il titolo in Brasile. Malconcio, gioca i supplementari con una gamba sola (intervento killer di Andre Ayew su di lui), evidenziando grande forza di volontà. tra i top three del torneo. Presto in Europa.

Hamdan AL KAMALI ('89 - Emirati Arabi): Buonissima capacità di calcio, sa impostare ed è buon difensore. Peccato solo che un suo errore condanni gli Emirati, di cui è stato capitano, all'uscita dal torneo: errato disimpegno di testa verso il suo portiere. Sarebbe interessante vederlo crescere in Europa, che è il sogno di questo ragazzo.

Jonathan MENSAH ('90 - Ghana): Fisico da colosso e buone letture. Non lo sposti e di testa ne prende davvero tante. Sa anche sganciarsi in avanti. Gioca ancora in Africa.

DALTON ('90 - Brasile). Asseconda il compagno Rafael Toloi in tutto e per tutto. Non ha la sua esplosività ma è lui pure molto bravo nelle letture. Anche suo il merito per la difesa meno battuta del torneo. Interessante anche la riserva della giovane coppia brasiliana, Fabricio del Flamengo, che dei tre è anche quello che lancia meglio, grazie al suo bel sinistro.

CARLO PIZZIGONI

17 ottobre 2009

Mondiali under 20: Ghana campione!

La prima volta dell'Africa. Il Ghana e' campione: battuto il Brasile ai rigori, dopo essersela giocata alla pari, ma con più testa, dei giovani brasuca. Domani l'analisi. Oggi soli l'MVP: Agyemang-Badu, oggi piccolo Essien. Favoloso

13 ottobre 2009

[Mon. U20] Sara` Brasile - Ghana la finale, fuori Ungheria e Costarica

Non senza soffrire piu` del dovuto, molto piu` del dovuto, Ghana e Brasile raggiungono la finale del Mondiale under 20.
Entrambe nettamente superiori alle proprie avversarie, il Ghana all`Ungheria (anche decimata dalle squalifiche a seguito della battaglia contro l`Italia nei quarti) e il Brasile al Costarica, entrambe con tantissimi problemi per portare a casa la partita. Il Ghana va presto in vantaggio, domina il primo tempo ma gioca il secondo in modo assolutamente folle, regalando parita` numerica nelle ripartenze agli ungheresi, che a loro volta capiscono tardi come la ricerca diretta di una punta forte fisicamente metta in estrema difficolta` la difesa ghanese mai supportata dall`appoggio dei terzini, sempre troppo lontani e mal coordinati. La differenza di qualita` alla fine premia gli africani ma la gestione del tecnico mi ha persuaso il giusto...
Idem il Brasile: per metterlo in difficolta` e` sufficiente giocare un partita difensiva attenta, ed e` quello che esattamente propone il Costarica. Densita` dietro e piu` di un contropiede che esalta le doti del portiere Rafael, oggi decisivo per i verde-oro. Trovato il gol in una situazione estemporanea con Alan Kardec, rischia ancora ma porta a casa l`1-0. Sara`, come da pronostico, Brasile - Ghana.

12 ottobre 2009

Mondiale under 20, prime nomination

Un inglese con forte accento arabo disturba la quiete del Media Centre al Cairo International Stadium. E' un giornalista di Abu Dhabi Sport, baffuto, gentile, che chiede a me e a un collega brasiliano la top 11 del torneo, cosi', su due piedi. Interrompo il mio pranzo, un pessimo panino zeppo di quegli aromi tipici di qui, e butto giu' undici nomi. Diciamo che li prevedo come prima forma di top 11, eventualmente da modificare, dopo che si saranno giocate le semifinali (Ghana-Ungheria e Brasile-Costarica), cioe' domani. Sempre difficile il giochino e lasciare fuori qualche nome e' antipatico (Mustacchio ad esempio ha fatto un ottimo Mondiale), ma tant'e', di giochino, appunto si tratta.
A Carlo Genta di radio24 avevo detto qualche giorno fa, durante la puntata di 'A tmpo di sport" del sabato che non c'e', qui, una stella acclamata, quello cioe' che nelle due passate edizioni erano state Messi e Aguero. Qui pero' mi trovo davanti la camera della tivu degli Emirati e un nome devo tirarlo fuori: scelgo Giuliano del Brasile, una specie di Diego che pero' puo anche giocare venti metri indietro, naturalmente senza l'eccellenza dell'ex Santos nei sedici metri. Ma, il ragazzo si fara'...
La mia top 11, letta ad Abu Dhabi Sport:
4213

Peter GULACSI (Ungheria)

Samuel INKOOM (Ghana)
Rafael TOLOI (Brasile)
Sebastian COATES (Uruguay)
DIOGO (Brasile)

Mohamed RABIU (Ghana)
Luca CALDERONI (Italia)

GIULIANO (Brasile)

ALEX TEIXEIRA (Brasile)
Krisztian NEMETH (Ungheria)
Dominic ADIYIAH (Ghana)

All. Francesco ROCCA (Italia)

11 ottobre 2009

[Mon. U20] Brasile si salva nel finale e elimina la Germania

Molti la hanno definita la reale finale, in anticipo, di questo torneo. Per come si e sviluppato il match tra Brasile e Germania, bloccato, pieno di paure, potrebbe starci tale spesso abusata definizione. E le emozioni non sono mancate. L ottimo CT Hrubesch prepara un 4141 con il centravanti Richard Sukuta Pasu a raccogliere i lanci diretti di centrocampisti e difensori tedeschi: la prima transizione offensiva poggia su Lewis Holtby e Semih Aydilek, che accompagnano la punta sugli esterni, i centrocampisti centrali Sven Bender e Mario Vrancic mantengono equilibrio soprattutto quando la seconda fase della transizione prevede la salita dei terzini, specie a sinistra con Bjorn Kopplin. Bravi i tedeschi nel rientrare una volta persa palla e a non rimanere mai in sottonumero nemmeno sui lati. Il Brasile di Rogerio prevede il solito 4231 ma per le assenze di Maylson e Souza in mezzo al campo il CT verdeoro sceglie Boquita, talento del Corinthians abituato a giocare piu avanti. Confermato il trio di mezzepunte dietro il centravanti Alan Kardec (ufficiale il suo passaggio in prestito all Internacional), Alex Teixeira, Giuliano (grande match anche ieri) e Paulo Henrique (pessimo e sostituito dopo un ora di gioco). La palla arriva troppo lenta alla linea offensiva e il portatore non ha la possibilita nemmeno di allargare sui terzini di spinta (specie Diogo a sinistra) perche sistematicamente raddoppiato. Dietro manca l ottimo Rafael Toloi ma Dalton e Fabricio giocano un buon match, e il numero 1 Rafael compie ottima parate. In vantaggio al 71esimo grazie a una buona ripartenza (rete di Holtby), la Germania sembra tenere ma capitola a due minuti dalla fine: segna l appena entrato Maicon, attaccante del Fluminense che brucia sul primo palo il non sempre preciso portiere tedesco Zieler. La traversa di Douglas Costa al 90, sostituto di Paulo Henrique, e solo il preludio al gol, che giunge nel primo minuto dei Supplementari: grande apertura di Fabricio, Kopplin non chiude la diagonale e si fa beffare dall uomo alle spalle, ancora Maicon, che infila per la seconda volta il portiere tedesco. La Germania non ha piu la forza per ripartire, Hrubesch inserisce attaccanti di peso che pero non escono vincitori da nessuna mischia cercata (grande il contributo del mediano difensivo brasiliano Renan): finisce qui l avventura.



In conferenza stampa Hrubesch loda la sua squadra e gli avversari, Rogerio tira un sospiro di sollievo, lo stuzzichiamo sulle sostituzioni e ci risponde, restando sul vago, che aveva necessita di maggiore velocita, lamentandosi del fatto che la Germania giocava con tanti uomini dietro la palla nonostante il talento (sta cosa mi e parsa pazzesca, ma certi brasiliani proprio non riescono a comprendere altre mentalita: mi verbbe da aggiungere che tatticamente la Germania e stata ampiamente superiore...)

Al Brasile tocchera in semifinale il Costarica, vincitore degli Emirati Arabi con un gol nel terzo minuto di recupero del supplementare di Marcos Urena (errore del migliore in campo, il centrale arabo Hamdan Al Kamali), dopo le reti nei 90 minuti regolamentari di Ahmed Ali e di Josue Martinez.

10 ottobre 2009

L`Italia esce tra gli applausi del pubblico: grazie lo stesso

Reduci dalla incredibile trasferta di Suez, dove l`Italia di Rocca gioca una super partita per intensita`, voglia e determinazione, anche con contenuti tecnici pregevoli (grande partita di Calderoni in mezzo al campo, molto buono Bonaventura, favoloso il suo 2-2, prima della doccia fredda del 3-2 finale), ma soccombe per qualche ingenuita di troppo. A fine partita, chiacchierando con un deluso Rocca, e` venuto fuori proprio questo concetto, quello dell`esperienza giustificato, almeno in parte, dal fatto che sono giocatori che hanno assaggiato poco e con poca fiducia i campi e le partite che contano. Una mancanza di fiducia dei nostri club solo in parte comprensibile, visto il lavoro di Rocca che ha tirato fuori tanto da questi ragazzi e che, ribadendo le parole che alla fine ha tenuto a sottolineare di piu` il mister, deve solo ringraziare per il grande impegno e, aggiungiamo noi, la forza morale che li ha spinti fin qui (da non dimenticare anche la splendida partita contro la favoritissima Spagna). Insomma, adesso un po` di fiducia dei nostri club in questi ragazzi non guasterebbe, ma non crediamo che la mentalita` cambiera`...
Due parole anche sull`Ungheria, che trova finalmente una ribalta importante dopo parecchi lustri. Non impeccabile con la Repubblica Ceca, molto passiva con l`Italia (gli azzurri finiscono con otto giocatori, sono per larghi tratti in inferiorita` numerica e chiudono con il 61% di possesso palla, detto tutto). Si ritrova in vantaggio dopo pochi secondi (errore e rigore di Gentili, realizza il penalty Koman, scuola Samp ora al Bari) e offre al pubblico solo un blocco difensivo basso senza lo straccio di una manovra decente. Subisce l`Italia anche in superiorita numerica ed e` salvata nel supplementare da Nemeth, favoloso centravanti dalla grande tecnica e eleganza (gia` rapito dal Liverpool e in prestito in Grecia) che sigla due gol decisivi nel supplementare, facendo esplodere non solo i pochi tifosi magiari presenti in tribuna ma anche i giornalisti ungheresi in tribuna stampa: sceneggiate davvero deplorevoli, un collega di American Soccer e` rimasto lui pure desolatamente sconfortato: grida e applausi alle espulsioni dei nostri, merolate in occasione dei gol, anche in direzione della tribuna dove erano sistemati i tifosi italiani. Non sempre abbiamo da imparare dagli altri, insomma. Chiusura sul pubblico, inizialmente neutrale e poi, trascinato dal coraggio dei ragazzi di Rocca, praticamente tutto per gli azzurrini. Ce ne andiamo dalla tribuna stampa accompagnati dal coro ItaliaItaliaItalia che il pubblico di Suez innalza ai giocatori questa sera in bianco. Un gesto che dice tanto di questo match.



P.s. Come Rocca in conferenza stampa, meglio soprassedere sulla conduzione dell`incontro dell`arbitro colombiano Ruiz, non e` il gol, il rigore o le espusioni che si vuole contestare o discutere, e` proprio la gestione tutta a non convincere. Meglio, ripetiamo, soprassedere.

Nell`altro quarto di finale, il Ghana si impone sulla SudCorea per 3-2

08 ottobre 2009

Passano Brasile e Germania

Dopo due partite emozionanti Brasile e Germania si qualificano per il quarto di finale più interessante del torneo. Il Brasile gioca trenta minuti favolosi, segna 3 gol (doppietta di Alex Teixeira e gol di Alan Kardec) e organizza poi un blocco difensivo che regge, anche se a fatica. L'Uruguay gioca una partita di grande cuore, segna il 3-1, sfiora più volte il 3-2 (anche un rigore sbagliato dal "palermitano" Abel Hernandez) ma la generosità non basta e lo svantaggio non è più rimontato. Buona comunque l'attitudine, la squadra Charrua esce a testa alta dal torneo, con la sola sfortuna di aver giocato un ottimo girone di qualificazione e di essersi beccato il Brasile subito.


Nell'altro ottavo di finale la Nigeria getta via la partita nel secondo tempo non gestendo il vantaggio sul tabellone e negli uomini (espulsione per fallo molto pericoloso di Kempke). Segna al 93'il celebratissimo Kopplin: un contropiede partito da un calcio d'angolo nigeriano e in cui l'arbitro Larrionda non ravvisa un fallo netto su Haruna proprio del talento del Bayern. Comunque, al netto di tutto, la gestione pessima di una squadra piena di prospetti come la Nigeria è sotto gli occhi di tutti. Si conferma l'assoluta anarchia che la federazione sta sopportando da tempo senza intervenire, un'anarchia che rischia addirittura di escludere la nazionale maggiore dai primi mondiali africani. Un vero scandalo.



Clamoroso suicidio anche del Venezuela, che soccombe con gli Emirati Arabi e getta alle ortiche forse la più grande possibilità della storia della Vinotinto di fare benissimo in un torneo importante. Per le prossime partite ci si sente dall'Egitto.

07 ottobre 2009

Il Ghana avanza, fuori con onore il Sudafrica



Splendida partita del Sudafrica al Mondiale under 20. Di fronte a una delle favorite per la vittoria finale i Bafana Bafana giocano un calcio aggressivo e intenso, specie nel primo tempo. Il Ghana resta in piedi soprattutto per merito del portiere, Daniel Agyei, fa enorme fatica a costruire e aggancia il pareggio che gli danno diritto ai supplementari grazie a un colpo di testa di Andre Ayew (Seclin, 1989), figlio dell'ex Toro Abedì Pelé. Figura del partido, Kermit Erasmus (Port Elizabeth, 1990), piccolo funambolo di proprietà del Feyenoord, in prestito all'Excelsior: buonissimo nell'uno contro uno, ieri ha fatto impazzire la linea difensiva del Ghana, gli è forse mancata un po' di lucidità davanti alla porta. Il prolungamento è stato tutto del Ghana, Dominic Adiyiah (Accra, 1989) ha firmato il gol vittoria, esce però a testa altissima, ed è davvero una piacevole sorpresa, il Sudafrica.

Equilibrio regna sovrano: l'Ungheria passa ai rigori sulla Repubblica Ceca e l'Egitto padrone di casa si arrende al Costarica.

06 ottobre 2009

L'Italia Under 20 di Rocca fa fuori la Spagna

Si diceva che l'Italia Under 20 aveva poca qualità, però grinta e determinazione da vendere. E ancora una volta ha avuto ragione Francesco Rocca, che già aveva compiuto un miracolo a portare questa squadra alla finale dell'Under 19 continentale. Con questo gruppo l'ex giocatore della Roma sta ottenendo il massimo, anzi di più. E ieri tatticamente ha presentato anche mosse interessanti: Mazzarani, ad esempio, in mezzo tra i due centrocampisti di costruzione, Dani Parejo e Fran Merida (attesissimo e all'ennesima delusione della sua carriera da predestinato: la qualità tecnica non è tutto in questo sport). Milla ha sì giocato un'ora in dieci (l'espulsione di Botia è però sacrosanta) ma oltre a qualche accelerazione di Aaron non ha cavato situazioni pericolose nemmeno in undici contro undici (nei primi venti minuti, specialmente a destra, non ci hanno capito nulla) e, se non ci fosse stata qualche ingenuità di troppo (clamoroso l'errore di Albertazzi sul primo rigore), probabilmente non sarebbe nemmeno rientrato in partita. Va avanti l'Italia, che ora attende Ungheria o Rep. Ceca, assolutamente da non sottovalutare, anzi: specialmente gli ungheresi tecnicamente hanno qualcosa più di noi. La Spagna? Siamo all'ennesima delusione delle squadre giovanili: dopo la vittoria nell'Europeo dei Grandi, le Furie Rosse sono precipitate in tutti i tornei under, caso o elemento determinante, c'è da farsi qualche domande, tutto questo talento non può certo essere offeso in questo modo. L'Europeo Under 17, i due Europei Under 19 (2008 e 2009, quest'ultimo con lo stesso Milla in panca), l'Europeo Under 21, tutti fallimenti, e tutti con l'unico denominatore comune di Fernando Hierro come responsabile del settore giovanile delle squadre giovanili.
Nell'altro ottavo di finale, la Corea schianta il Paraguay, a proposito di squadre che promettono ma che non arrivano mai dove vorrebbero/dovrebbero.

27 settembre 2009

Preview Brasile, Costarica, Australia, Rep. Ceca, Ungheria, Honduras, Sudafrica

La giornata di oggi al Mondiale under 20 prevede l'esordio del Brasile, forse il principale favorito del torneo.

BRASILE
Rogerio Lourenço regge una potenza. Nonostante assenze pesantissime, tra gli altri Dentinho, Rafael Carioca, ma anche Pato, volendo, sarebbe in età, il Brasile può contare su una truppa di giovani con molta prospettiva. Ci sono squadre come il Vasco, con Alex Teixeira e Alan Kardec e l'Internacional con Giuliano che invece non si sono opposte alla convocazione, anche perchè tante volte un po' di visibilità in più vuole dire assegni più pesanti... Il Sudamericano sub20 l'hanno dominato, trovando presto un equilibrio di squadre che l'enorme talento a disposizione può alla volte anche ritardare.
Tre nomi.
Paulo Henrique Ganso ('89- Santos). Mezzapunta che ha anche gambe e fiato per recuperare, e testa per agire, può diventare un giocatore totale. Lo sfizio più grande di questa selezione, presto in qualche grande stadio vicino a voi.
Rafael Tolói ('90 – Goias) Titolare indiscusso nella difesa del Goias è un leader in campo anche con l'amarelinha addosso. E' una delle grandi sorprese del 2009 al Brasilerao. Con Sandro assente, dovrebbe toccare a lui la fascia.
Douglas Costa ('90 – Gremio) Come talento è inferiore a pochi, e non ci limitiamo necessariamente a questa competizione. Però è da almeno due anni che si attende una definitiva maturazione, la raggiungesse, è già pronto il Real Madrid, che l'ha mandato a vedere diverse volte.

COSTARICA
Campione di categoria della Concacaf il Costarica ha probabilmente un futuro assicurato, con un buon ricambio generazionale. Il presente è forse più complicato, ma i Ticos sono venuti per stupire. Attenzione a David Guzman in mezzo al campo, tecnico, grintoso, un centrocampista completo che potrebbe anche interessare squadre del Vecchio Continente. Davanti, occhio al bomber Josué Martínez, lui pure del Deportivo Saprissa.

AUSTRALIA
Squadra difficilmente decriptabile: qualificata nel settore asiatico, dove ormai l'Australia calcisticamente è assegnata, ha alternato buone prestazioni a delusioni enormi. L'importante, comunque, per ora è esserci, qui in Egitto, come sottolinea anche il tecnico olandese Jan Versleijen giù in capo al mondo con la personale raccomandazione di Guus Hiddink, già tecnico dei Socceroos. Curiosità attorno a Kofi Danning, mezzapunta nata in Ghana, giunto in Australia a sette anni e che la federazione ha voluto a tutti i costi portare in Egitto, nonostante una serie di intoppi burocratici.

REPUBBLICA CECA
Sconfitta in finale nella scorsa edizione, la Repubblica Ceca conserva un solo elemento di quella magnifica cavalcata, Tomas Pekhart (lungagnone in stile Koller). Manca quel Thomas Necid (ora al CSKA Mosca), protagonista della buona campagna nell'Europeo casalingo dell'anno scorso. Il livello medio è discreto, come in Canada, e c'è molta voglia di riscatto, soprattutto in giocatori come
Mazuch, oggetto misterioso a Firenze e ora in prestito all'Anderlecht. Da seguire Jan Moravek, recentemente acquistato dallo Schalke 04, uomo assist e faro offensivo della squadra.

UNGHERIA
Finalmente torna l'Ungheria. Scomparsa dalle mappe del calcio che conta da tempo, ha ritrovato una generazione di buoni giocatori che potrà ridare un po' di lustro ad un mito ormai impolverato. Buone prospettive e tante speranze per i ragazzi di Sándor Egervári. Ci sono anche il bresciano Varga e il reggino Kovacsik.
Tre nomi.
Vladimir Koman ('89 – Bari). Giocatore di proprietà della Sampdoria, già prestato all'Avellino, Koman è uomo di centrocampo dalla buona creatività e dal sufficiente carisma per essere la guida di un gruppo come questo. Ci si aspetta molto dal suo futuro, questo Mondiale può essere una tappa importante.
Krisztián Németh ('89 – Liverpool-AEK) E' uno dei tre “reds” del team magiaro, insieme al centrocampista Simon e all'ottimo portiere Gulacsi. Németh ha buonissimo senso della porta , nell'MTK aveva la media di quasi un gol a partita. In Inghilterra è stato eletto miglior giocatore della Premier Reserves League. Benitez lo ha prestato in Grecia.
Márkó Futács ('90 – Werder Brema). Quasi due metri di centravanti, utile in tante situazioni di gioco, naturalmente forte di testa. Ha lasciato l'Ungheria per la Francia (Nancy), dove lo ha scovato il Werder, che lo ha già fatto esordire.

HONDURAS
Il clima di euforia che si dovrebbe vivere per il buon momento del futbol catracho è soffocato dalla pericolosa crisi politica e sociale che sta vivendo il Paese centroamericano. il CT Emilio Umanzor, anche se l'approccio non sarà semplice per una squadra che non ha potuto svolgere la preparazione adeguata a questo tipo di evento. Reinieri Mayorquín e Mario Martínez giocano in Norvegia, gli altri tutti in patria: occhio Roger Rojas, già contattato dal Wigan ma non ancora in possesso dell'incartamento adeguata per affacciasi in Premier.

SUDAFRICA
L'under 20 del Paese che organizzerà il prossimo Mondiale ha svolto una preparazione minima per questo torneo, per una serie di complicazioni. Difficile, quindi, fare benissimo con queste premesse. Il CT Serame Letsoaka è però ottimista, proprio per l'assenza di pressione sui suoi. Attenzione ai due “olandesi” della compagnia, Kermit Erasmus (Feyenoord) e Dylon Claasen (Ajax), e a Mandla Masango, bombardiere dei Kaizer Chiefs.

26 settembre 2009

Preview Gruppi C e D

Inizia il torneo due gruppi dal peso specifico differente, il mediocre C e l'equilibrato D.
Gruppo C.
GERMANIA
I tedeschi rappresentano il movimento giovanile del Vecchio Continente che ha avuto un maggiore crescita negli ultimi anni. Merito anche di Horst Hrubesch, che l'ha condotto e che ha guidato la Mannschaft alla meritata vittoria nell'under 19 continentale dell'anno scorso. Pesanti le assenze, a cominciare da quelle di Kroos, di Timo Gebhart e di Thomas Muller del Bayern.
Tre nomi:
Richard Sukuta-Pasu ('89 - Bayer Leverkusen) Nato a Wuppertal, figlio di genitori del Congo (Paese che non ha però mai visitato), il centravanti del Bayer Leverkusen, è stato grande protagonista nel Campionato Europeo Under 19 vinto dai tedeschi, dove ha segnato tre reti, una anche in finale contro l'Italia.
Florian Jungwirth('89 - Monaco 1860). Uomo di Hrubesch in campo, capitano nell'under 19. Centrale difensivo capace di far iniziare l'azione, regala sempre qualcosa ma mentalmente e come spirito è un certezza ogni volta che si scende su un campo di calcio.
Lars e Sven Bender ('89 – Leverkusen e Dortmund) Nell'ambito della polemica montata da Matthias Sammer contro la collocazione in questo periodo del Mondiale under 20, sembrava dovessero sacrificati anche questi due gemelli che invece ci saranno. Simili, ottimo fisico, grande eleganza nella corsa, buon inserimento e qualche gol qua e là.

USA
Secondo nel raggruppamento della Concacaf di categoria, gli statunitensi portano in Egitto una mescola di giocatori provenienti da ogni dove (università, MLS e tornei europei) ma, come qualità individuale, senza raggiungere i picchi di Canada 2007. Attenzione, applicazione, rigore tattico rappresentano la prima qualità degli uomini guidati Thomas Rongen, lo stesso CT di due anni fa.

CAMERUN
Meno accreditata di altre sorelle africane il Camerun è la squadra fisicamente, come da tradizione, più potente. Manca però una qualità individuale diffusa, aggravata dal forfait di Victor Cedric Nkoum del PSG, forse il miglior talento di questa generazione di Leoncini Indomabili. Tricolore in bella vista per due della rosa: il milanese di nascita Etienne Soppo, il cui cartellino appartiene al glorioso Casale, e il più famoso Parfait Essengue, regista della nobile Primavera del Genoa, ora in prestito al Piacenza. Volendo, ci sarebbe anche Eto'o, Etienne, il fratellino di Samuel.

GHANA
C'è vita dopo Essien. Campioni africani e con una pattuglia di prospetti molto interessanti, già visionati, opzionati e firmati da big club europei. Una delle favorite. Ci sarà anche Mohammed Rabiu, giovanissimo talento pescato da Marotta nel Liberty Professionals per la sua Samp.
Tre nomi:
Daniel Opare ('90 -Real Madrid Castilla). Terzino destro, eletto miglior difensore dell'ultimo Mondiale under 17 del talento di Accra si è subito interessato il Real Madrid che l'ha portato in Spagna e lo fa maturare nel club b.
Ransford Osei ('90 – Twente). Elevatissimo potenziale per questo giovanissimo attaccante, bloccato giovanissimo dal Maccabi Haifa e girato quest'anno in prestito in Olanda. Grandi istinti sotto porta. Miglior giocatore e cannoniere (sette gol) al torneo continentale.
Andre Ayew ('89 – Marsiglia). Fin troppo celebrato attaccante, che ha già esordito nella nazionale maggiore. Motivi? E' un buon giocatore, altrimenti Pape Diouf non lo portava al Velodrome, ed è figlio del famoso Abedì Pelé, visto anche alle nostre latitudini

INGHILTERRA
Prima o poi qualcosa di buono a una competizione giovanile lo combineranno anche gli inglesi. Nemmeno stavolta, crediamo: buona squadra ma con senza a possibilità di schierare big come Danny Welbeck, Kieran Gibbs e Danny Rose, temiamo non si vada lontano.
Tre nomi:
Gavin Hoyte('90 - Arsenal) Classico all around dal grande fisico e dalla buona corsa adorato da Wenger, che lo ha già buttato nella mischia. In questa nazionale dovrebbe giocare sulla linea difensiva. E' certo il il riferimento della squadra.
Jason Steele ('90 - Middlesbrough) Portiere che ha attraversato tutte le nazionali giovanili inglesi, sempre da titolare.
Febian Brandy ('89 - Manchester United) Dall'età di otto anni allo United. Piccolo e veloce, è un attaccante pericoloso, specie nei dintorni dell'area. Due anni fa sembrava perso al calcio per una frattura alla gamba. Si è ripreso e ha una forza interiore maggiore.

UZBEKISTAN
La migliore generazione del calcio uzbeko, e ci mancherebbe... Movimento in crescita, non alieni i movimenti di denaro che si stanno impilando attorno al fenomeno calcio (avete letto l'ingaggio di Scolari al Bunyodkor?). I calciatori sono tutti provenienti dal campionato locale (occhio a Sherzodbek Karimov e Fozil Musaev), con l'eccezione di Davron Mirzayev del Rubin Kazan. La soddisfazione di essere qui deve completarsi con qualche punto in classifica.

COREA DEL SUD
Solita corsa e dedizione per i sudcoreani, la nazionale più credibile, da tempo, di tutta l'area asiatica. Qualch enome interessante: Cho Young-Cheol e Koo Ja-Cheol, che gioca in Giappone.

URUGUAY
Zeppa di talento ma mai veramente squadra: al Sudamericano sub 20 stava dietro a pochi quanto a talento, giocando però un pessimo calcio fatto di troppa improvvisazione. Nonostante ciò, grazie all'abbondanza di qualità ne giocatori offensivi può trovare il gol spesso: può vicnere con tutti e avere cali mentali inspiegabili che la fanno smettere di giocare. C'è anche la meteora milanista Tabaré Viudez e il giovanissimo e molto interessante attaccante del Palermo Abel Hernandez.
Tre nomi:
Nicolas Lodeiro ('89 – Nacional) Grande talento del Nacional ha avuto la fortuna di non trovare subito la strada dell'Europa come suoi illustri connazionali, così da poter crescere giocando, anche partite importanti come in Libertadores. Mezzapunta che svaria e trova molto spesso la porta.
Matías Aguirregaray ( '89 - Penarol) Figlio d'arte, grinta rioplatense, buona tecnica e spirito vincente, il “Vasco” nasce laterale destro ma può giocare anche in mezzo al campo per le sue doti di incursore. Lo stanno cercando in tanti, anche qui in Italia.
Jonathan Urretavizcaya ('90 – Benfica). Elevato potenziale per questo ragazzo di ottima tecnica e istinti offensivi ma la cui scelta di viaggiare subito per l'Europa rischia di compromettere o frenare la sua carriera. L'applicazione, specie in fase di non possesso non è il suo forte, ma è questione solo di voglia, il fisico ci sarebbe. Al Benfica, in due anni, ha annusato raramente il campo, nell'under ha spesso fatto bene

25 settembre 2009

Preview Italia - Paraguay - Nigeria - Venezuela - Spagna

Oggi debutto dell'Italia al Mondiale under 20. La nazionale di Rocca gioca col Paraguay. Al via anche il gruppo B, con due favorite per la vittoria finale, Spagna e Nigeria.

ITALIA
Squadra senza le potenziali stelle, i Balotelli, i Macheda, i Santon, i Paloschi, che questo gruppo non l'han mai frequentato: molto più pesante l'assenza di Poli, ragazzo cresciuto nella Samp e protagonista di un buon campionato a Sassuolo l'anno scorso e ora tornato alla base. Rocca punta su una squadra di combattimento.
Tre giocatori:
Silvio Riggio Garibaldi ('89 – Genoa): il giocatore-paradigma della squadra voluta dal CT Rocca: tutto sostanza. Letteralmente esploso all'Europeo under 19 del 2008, buonissimo in fase difensiva sta costruendosi anche come giocatore a tutto campo (suo il gol contro la Germania nella competizione continentale di categoria)
Vincenzo Fiorillo ('90 - Sampdoria): celebratissimo, a ragione, ancor prima dell'esordio in serie A, ha combinato un mezzo disastro l'anno scorso quando nel finale di stagione Mazzari gli ha regalato spazio. Evitate però di bollarlo male, ha le potenzialità per diventare un grandissimo del ruolo.
Claudio Della Penna ('89 – Roma) Che un giocatore del suo talento debba rimanere inespresso è un vero peccato. Ci rifiutiamo di credere che tutto il buono dimostrato nelle giovanili romaniste possa essere svanito d'incanto. Rocca ci crede ancora, noi con lui.

PARAGUAY
Dall'under 17 fino a i “grandi”, la squadra Guarani ormai non buca un appuntamento importante. Più o meno con lo stesso spirito, sempre difficile da incontrare. La partita con l'Italia deciderà molto del futuro.
Tre giocatori:
Hernan Perez ('89 – Villareal). La vera stella paraguagia all'ultimo Sudamericano sub 20, non a caso il Villareal, società sempre attenta a questi ambiti, se l'è subito assicurato. Centrocampista con ottimi istinti anche nei sedici metri (5 gol nella competizione continentale!). Con tacuary e Libertad ha già giocato coi “grandi”, presto protagonista anche in Europa.
Ronald Huth ('89 – Vicenza). Innamoramento finito male di Rafa Benitez al Liverpool (un classico per l'allenatore spagnolo, vedi anche il caso Sissoko), ha abbandonato l'Inghilterra per la Marca Veneta, finendo al Vicenza di Maran. In questo Paraguay, è un giocatore struttura, insieme al portiere Joel Silva.
Luis Páez ('89 – Sporting Lisbona). I biancoverdi di Lisbona hanno parecchio fiuto quando si parla di giovani. Su Paez avevanos commesso forte ma ancora risultati concreti non se ne vedono. Potrebbere esplodere imporvvisamente, ma qui in Egitto parte dietro l'attaccante principale il veloce e scattante Robin Ramírez.

SPAGNA
Sempre convincenti nelle selezioni giovanili, i ragazzi spagnoli hanno smesso di vincere proprio quando i grandi hanno portato a casa l'Europeo: da quel giorno si sono susseguite una serie di delusioni ad ogni competizione dove pure le giovani furie rosse erano partite come favoriti. L'infortunio di Bojan leva al Mondiale una stella riconosciuta, ma le risorse spagnole sono infinite.
Tre giocatori:
Sergio Asenjo ('89 – Atletico Madrid). Grande portiere, il futuro del ruolo in Spagna e il potenziale per diventare un grandissimo. Peccato per lui sia finito in quel carrozzone di matti chiamato Atletico, società senza un'idea di società.
Dani Parejo ('89 – Getafe). Due anni fa avrebbero scommesso tutti su di lui. Oggi, dopo l'infelice passaggio (e scelta) del QPR è tornato in Spagna, al Getafe. Il talento madridista (fosse cresciuto al Barça, forse avrebbe avuto più chances..) non può aver perso totalmente il suo smalto, può dimostrarlo di nuovo in questo Mondiale.
De Marcos ('89 – Athletic Bilbao). Partito alla grandissima, come il club basco, nella Liga, ha l'opportunità di mostrarsi al mondo in questa competizione.

NIGERIA
Come arrivano le giovani Aquile a questo Mondiale? Se la testa e lo spirito son quelli giusti, tecnicamente non stanno dietro a nessuno. Team la cui struttura è in parte formata dalla squadra che vinse due anni fa il Mondiale under 17 mostrando grandissime cose. Gioco ultraoffensivo, grazie alla capacità di corsa di tutti gli uomini della rosa, la novità è che la palla la sanno veramente giocare.
Tre giocatori:
Rabiu Ibrahim ('91 – Sporting Lisbona) Talento favoloso, anche se giovanissimo. Dopo l'under 17 già citato, lo ha messo sotto contratto lo Sporting. Il fisico appare gracilino ma è tutt'altro che facile cavargli la palla da quel sinistro con cui fa quello che vuole.
Lukman Haruna ( '90 - Monaco) Altro reduce dell'under 17, altro talento da far sbavare direttori sportivi dell'élite europea, per ora si accontenta della Francia. Ha già esordito con la nazionale maggiore.
Odion Ighalo ('89 – Granada). Rappresenta, insieme ad Asenjo (Reggina) e Harmony Ikande (Milan), la colonia italiana nella squadra, anche se l'Udinese l'ha prestato al Granada, squadra spagnola di proprietà dei Pozzo. Impressionò in Primavera e ebbe qualche spunto anche con Marino. Buona tecnica e forza fisica impressionante.

VENEZUELA

E arrivò l'anno in cui anche la Vinotinto diventò competitiva... Oltre alla buona nazionale maggiore, pure los ninos non se la cavano male, anzi. La sfortuna di essere capitati in un girone con due favorite potrebbe alla fine anche stimolarli, a partire dal match di oggi contro i nigeriani.
Tre giocatori:
Rafael Romo ('90 – Udinese). Favolose le sue prestazioni all'ultimo Sub 20 sudamericano. L'Udinese è stata prontissima a soffiarlo a Genoa e Manchester City, le altre pretendenti. Portiere molto agile, ottimo nell'uno contro uno, Romo è apprezzatissimo in patria, dove è già stato comparato con una leggenda indigena, Gilberto Angelucci.
José Salomón Rondón ( '89 - Las Palmas). Vinta l'ostruzione del suo club, che non voleva lasciarlo partire, ha prevalso la volontà del giocatore, ambizioso il suo, di mostrarsi a un pubblico selezionato e competente. Buono in area ma anche lontano dalla stessa, ha già esordito con la nazionale maggiore.
José Manuel Velásquez ('89 – Anzoategui) Altro senatore della squadra. Alto e forte fisicamente, è sempre sotto controllo in partita e sa comandare la difesa. Il Villareal aveva provato a prenderlo subito, ammirate le prestazioni al Sudamericano di categoria, ma in Venezuela han tirato troppo la corda e l'affare è saltato.

TAHITI
Sì, esiste Tahiti. Nello spareggio, tra la sorpresa di tutti gli osservatori han fatto fuori la molto quotata Nuova Zelanda. Non andranno lontano ma è una grande possibilità per far crescere il movimento calcistico nel Paese. I nomi? Ce ne segnalano tre: Steevy Chong, Teheipuarii Hauata e Alvin Tehau.

CARLO PIZZIGONI

24 settembre 2009

Inizia il Mondiale under 20. Preview Egitto - Trinidad

Anche se vi avevano raccontato che il Viareggio era la più importante manifestazione calcistica giovanile, la realtà è un'altra. Inizia oggi il Mondiale under 20, che quest'anno si svolgerà in Egitto. Il torneo è una vera manna per appassionati di calcio (meno per tifosi, chiaro, ma non è detto che questo sia un male), dato che raggruppa tantissimi giocatori in fase di costruzione della loro carriera: prospetti che raggiungeranno l'élite e nobili pedatori che si perderanno su strade sbagliate. C'è tutto, tanto calcio e poche chiacchiericcio. Eravamo presenti, in Canada, all'ultima edizione, dove l'Argentina, secondo pronostico, ha vinto abbastanza agevolmente: il capitano, poi capocannoniere della manifestazione, era il Kun Aguero, e in biancoceleste c'erano pure Mauro Zarate, Angel Di Maria, Ever Banega ( a proposito di talento che si getta via), ma anche Fazio, Moralez, Piatti, Yacob... (per altre info su Canada 2007 vedi alcuni miei pezzi dell'epoca) Ecco, l'Argentina caduto in un gorgo poco spiegabile, dopo gli allori del 2007, e quelli di due anni prima (comandava Leo Messi), quest'anno è rimasta fuori dalle quattro sudamericane qualificate...

Competizione per appassionati, si diceva. Però data l'accessibilità non sempre facile, abbiamo pensato di presentare una specie di breve guida a squadre e partite (trasmesse su Sky), almeno per il primo turno. Quando ci trasferiremo sul posto, a partire dagli ottavi, relazioneremo su altro. Intanto, a voi l'onere e l'onore di trasformarvi in provetti direttori sportivi e segnalarci le vostre “scoperte”.

Oggi, match d'apertura Egitto – Trinidad, ore 20.

Egitto.

Tanta voglia di stupire, anche a livello giovanile. Ingaggiato ad hoc il tecnico ceco Miroslav Soukup, che ha riunito i piccoli faraoni diverse volte, superando così il problema principale delle squadre nazionai e giovanili in particolare, trovando anche partite sorprendenti (2-0 alla Spagna, per dirne una).

Tre nomi da seguire:
Mohamed Abou-Gabal (classe: '89 - club: ENPPI): In Patria viene considerato l'unico vero erede di El Hadary, un portiere di grandi potenzialità.
Mohamed Talaat ('89 - Al Ahly): Rapido e tecnico il giovane attaccante della squadra del Cairo è la grande speranza del calcio egiziano tanto che l'Al Ahly ha avuto fretta di riportarlo in Egitto dopo che le primissime uscite a Port Said avevano spinto un club degli Emirati a sequestrarlo.
Mahmoud Touba ('89 – Al Ahly): L'anima della squadra, responsabile dei tempi di gioco e dell'equilibrio in campo del 4312 egiziano.

Trinidad e Tobago.
Probabilmente, oggi, il miglior Paese di calcio del Caribe, grazie ovviamente a Jack Warner, non esattamente l'ultimo della fila quando si riunisce la FIFA. Tuttavia, nel gruppo che comprende anche Italia e Paraguay, non dovrebbe andare molto lontano, anche perché nelle partite di preparazione non sono mancate le brutte figure. Dirige, Zoran Vranes, classico slavo giramondo, difesa, contiopiede e qualche aiuto dall'alto.

Tre nomi da seguire:
Leston Paul ('90 – U. South Florida): Provino al Sunderland che poi, per i soliti problemi di permesso, non si è concretizzato in un ingaggio. E' il più giovane in campo ma la stella, l'organizzatore e il cuore del T&T.
Khaleem Hyland ('89 - Zulte Waregem): Firmato dal Portsmouth e parcheggiato per questa stagione in Belgio. A 20 anni ha quasi trenta cap nella nazionale maggiore, nel Caribe puntano molto su di lui.
Jake Thomson ('88 - Southampton): Ex under 17 inglese, è l'ultimo arrivato tra i Soca Warriors, grazie al sangue paterno. Dovrà essere inserito da Vranes in questo Mondiale.

Carlo Pizzigoni