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19 aprile 2013

Jherson Vergara dal Sub20 al Milan





Continua l’opera di ringiovanimento, all’insegna della qualità, del Milan: è Jherson Vergara il nome nuovo per la difesa rossonera. Colombiano classe 1994, è stato uno dei protagonisti dell’ultimo Campionato Sudamericano under 20, dove si è imposto pur giocando sotto età e ha segnato la rete decisiva nella sfida contro il Paraguay, che ha assegnato il titolo ai “cafeteros”. Difensore centrale di grande fisico (quasi un metro e novanta), Jherson ha attraversato tutte le nazionali cafeteros, a partire dall’under 15 ed era stato avvicinato da diversi club stranieri, anche italiani: il Milan ha anticipato tutti e dovrebbe chiudere per un cifra attorno ai due milioni di euro. Vergara gioca nell’Universitario di Popayán, una squadra che milita nella Serie B colombiana e vive un momento di grave crisi economica. Nell’ultima giornata il club del Cauca, la regione prossima alla frontiera con l’Ecuador, non ha potuto schierare la squadra titolare negli ultimi turni di campionato: il mancato pagamento degli stipendi ha innescato uno sciopero dei maggiori giocatori del club.
Autorità e sponsor locali si stanno attivando per ristabilire una situazione di normalità. L’Universitario è un club giovane, è nato due anni fa, raccogliendo i diritti sportivi dei Centauros di Villavicencio ma Vergara ha iniziato la sua carriera nel Quindío. Le tre società sono più o meno direttamente gestite da Hernando Ángel Montaño, ultrasessantenne impresario valluno, una specie di santone - talent scout del futbol colombiano, specialmente dell’area occidentale del Paese.  C’è anche il suo zampino nel trasferimento in Europa di Vergara, che è però soprattutto frutto delle grandi prestazioni messe in mostra in Argentina, al Sudamericano under 20 dove i ragazzi della Colombia hanno stravinto il torneo, trascinati dal pescarese Juan Fernando Quintero. Nel 4-2-3-1 organizzato dal CT Carlos “Piscis” Restrepo, Vergara ha giocato nel consueto ruolo di centrale difensivo di destra, al fianco del talentuoso Deivy Balanta. Bravo e veloce nelle chiusure, buono di testa e nell’uno contro uno difensivo grazie al suo fisico strutturato e potente, deve migliorare nella fase di costruzione della manovra. Al Milan avrà maestri adeguati per affinare anche questo fondamentale.


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Gazzetta dello Sport

26 ottobre 2012

Un Tigre de Oro: l'Atletico Madrid sponsorizza Radamel Falcao per il Pallone d'Oro


Una hastag su twitter, #untigredeoro, e un video di appoggio: per l’Atletico Madrid el Tigre, Radamel Falcao, merita il Pallone d’oro. I successi dell’Atleti di Diego Simeone (per noi una delle squadre dell’anno, senza limitazioni geografiche: davvero ottimo il lavoro del Cholo), sono arrivati anche e soprattutto grazie alle prestazioni e ai gol del Tigre. Perché premiare sempre gli stessi? L’attaccante nato a Santa Marta, Colombia, merita rispetto e considerazione: untigredeoro!


Fonte: Tropico del Calcio - Gazzetta.it

16 marzo 2012

Libertadores. Super Santos con lo zampino del Ganso. Flamengo rimontato dall'Olimpia

Ultima notte di Libertadores della settimana. con due incontri decisamente spettacolari. Brasiliane in chiaro-scuro, bene il Santos male il Flamengo.

Juan Aurich (Per) – Santos (Bra) 1-3

Il Santos di Muricy è davvero tornato quello dell’anno scorso: piacevole da vedere, concreto e convinto. Non avrebbe potuto permettersi la partia che ha giocato senza queste condizioni, soprattutto dopo lo svantaggio iniziale: gran gol di Tejada, dopo un’ottima incursione di Israel Kahn, centrocampista classe ’88 in forte ascesa. Nel vortice delle polemiche, con il tecnico colombiano Umaña, vero protagonista della vittoria nel campionato passato (in finale contro l’Alianza Lima), nell’occhio del ciclone (la sua permanenze è appesa a un filo), la squadra di Chiclayo difende compatta dietro, cercando di raddoppiare e triplicare quando la palla giunge nei piedi di Neymar. L’inerzia della partita la cambia, dopo le difficoltà del Santos anche di adeguarsi al campo in sintetico, la rete di Jorge Fucile (ottima la gara anche dell’altro esterno, Juan). L’ex Porto pareggia poco dopo la mezz’ora e il Santos riprende vita, senza fermarsi più. Il palcoscenico, più di Neymar, lo prende il Ganso, finalmente tornato su livelli di gioco eccellenti: segna il gol del vantaggio su punizione e regala un assist dei suoi per il terzo gol del Peixe, realizzato dal sempre presente Borges. La prestazione di stanotte rilancia le quotazioni di questo giocatore così particolare, che va a un’altra velocità e tocca picchi di squisitezza tecnica cui giungono davvero in pochi. I peruviani, che perdono per doppio giallo Guadalupe, si arrendono. E la partita scema di interesse. Per i brasiliani qualche errore di troppo di Arouca, mentre sale sempre più il rendimento di un centrocampista tuttofare come Ibson.



Flamengo (Bra) – Olimpia (Par) 3-3

Al Flamengo non fa difetto la tecnica, la qualità, manca proprio la zucca. Farsi rimontare tre gol nell’ultimo quarto d’ora del match, testimonia della mancanza di anima di questa squadra. Il Mengo inizia con una sorta di 4321, in mezzo insieme a Bottinelli ci sono i due ragazzi che i carioca stanno lanciando nel grande calcio, Muralha (oggi sotto il suo standard)e Luiz Antonio, poi Ronaldinho e Thomas (altro ’93) dietro al riferimento offensivo Vagner Love (migliore in campo dei suoi), che manda in rete Bottinelli a fine primo tempo. Dinho su rigore e Luiz Antonio paiono chiudere la partita nel secondo tempo, e invece la debacle finale divide la posta in palio. Bene nell’Olimpia la coppia d’attacco Biancucchi – Luis Caballero (un ’90 che segna la rete del 2-3).

CARLO PIZZIGONI

Fonte: Tropico del Calcio

24 febbraio 2012

San Lorenzo, insieme per cancellare Jorge Videla

Rivogliono lo casa. I tifosi del San Lorenzo rivogliono il vecchio Gasómetro, lo stadio al Boedo, dove è nato il tango e los cuervos, i corvi, i tifosi del Ciclon. Nel 1979 Jorge Videla, l’uomo che ha segnato la pagina più buia di tutta la storia argentina, ha “rubato” lo stadio al San Lorenzo: una manifestazione che si prevede oceanica, prevista per l’8 marzo a Plaza de Mayo, chiede di far tornare il San Lorenzo alla sua vecchia casa. “Cría cuervos y te coparán Plaza de Mayo” , il video prodotto da San Lorenzo TV, rappresenta l’invito per tutti:



Fonte: Tropico del Calcio

22 febbraio 2012

Libertadores. Sorpresa Nacional di Medellin: Peñarol va ko Montevideo

La sorpresa di questo inizio di Copa Libertadores è colombiana. Alla prima uscita aveva liquidato senza problemi i campioni della Sudamericana, l’Universidad de Chile, nella notte hanno ridicolizzato, 4-0, il Peñarol a Montevideo: l’Atlético Nacional, da noi meglio noto come Nacional di Medellin, ricordando Maturana, Higuita e un calcio che negli anni d’oro ricevette gli elogi anche di Arrigo Sacchi, sta davvero facendo bene in questo abbrivio di manifestazione. Il tecnico, “Sachi” Escobar, fratello di quell’Andres ucciso, si dice, anche per un’autorete al Mondiale di USA ’94, ha costruito una squadra solida che riesce a difendersi con attenzione e che, soprattutto, sa ripartire con grande velocità e ordine. Allo stadio “Centenario” di Montevideo, grande partita in mezzo al campo di Macnelly Torres, e doppiette di Jherson Córdoba e dell’interessante Dorlán Pabón.

24 novembre 2011

Il portiere Vargas decide al 90esimo il "derby" di Bogotá. Di testa.

Decisivo il portiere. Però non esattamente come lo immagineremmo. Camilo Vargas ha deciso la sentitissima sfida tra Santa Fé e Millinarios, le squadre più famose della capitale colombiana Bogotá. Ma non (solo) con grandi parate. Vargas ha inzuccato prepotentemente dentro la porta del collega, segnando a favore dell'Independiente Santa Fé l'unico gol della partita. E diventandone perpetuo idolo.

21 novembre 2011

Il Chino Recoba decide nel recupero il Clasico uruguayo: vince il Nacional

Nel match più sentito dell'Uruguay, Penarol- Nacional, il Bolso completa la rimonta grazie a un rigore al 93' segnato dal Chino Recoba.

16 novembre 2011

Verso Brasile 2014. Argentina corsara a Barranquilla: Messi e il Kun stendono la Colombia

Fonte: Tropico del Calcio - Gazzetta.it

IL GIOCO

Partita non certo da tramandare i posteri, con tanti errori e, specie nel primo tempo, pochissime conclusioni in porta. L'Argentina dopo la baldanza contro la Bolivia, con Pastore, Gago e Alvarez più due punte, organizza un 433 con un centrocampo da combattimento che vede l'insostituibile Mascherano al fianco di Guiñazú e Braña. Sabella vuole un recupero palla alto e l'obiettivo è sostanzialmente raggiunto coi mastini in mezzo: esattamente come con il Venezuela, che pressava anch'esso ultraoffensivo, l'inizio azione dei cafeteros è lenta, inoltre manca un elemento chiave come Fredy Guarin ad aiutare la pulizia della palla in mezzo. Gli attaccanti argentini di dividono un terzo di campo e anche Higuain non ha problemi a spostarsi sui lati, Messi ricomincia a insistere con i tipici (in nazionale) uno contro mille, mentre ritorna per un giorno quel Principito che tutti lodavano ai tempi dell'Estudiantes José Sosa, di gran lunga il migliore in campo, attivo anche in fase di non possesso. Il problema della nazionale argentina, che mantiene il possesso palla, risiede negli ultimi 16 metri, che paiono invalicabili: offensivamente il centrocampo propone quello che è nei piedi dei faticatori (pochissimo) e i terzini sono di qualità limitata, oltre che di scarse letture nelle sovrapposizioni. I Cafeteros scelgono il solito 442 spurio con Aguilar che surroga Guarin e affianca Bolívar. La forza nelle ripartenze e nel gioco di mezza transizione è esaltato sugli esterni dove oltre alla stella James e a Pabón, accompagnano i due terzini di casa nostra, Zuñiga e Armero. Il riferimento centrale, bocciato Teo Gutierrez e ko Falcao, diventa Jackson Martínez, lontano parente di quello apprezzato contro il Venezuela. La Colombia trova il vantaggio grazie a punizione di Pabon deviata da Mascherano, sul finire del primo tempo. Contraddicendo le sue abitudini Sabella cambia subito, e Guiñazú non rientra in campo dopo la sosta per lasciare spazio al Kun Agüero. Offensivamente la squadra migliora, quantomeno fa più paura, ma è lo sciogliersi della Colombia a garantire il successo all'Argentina. Esattamente come contro il Venezuela, verso il 65' la squadra cafetera perde visibilmente le distanze e i fragili equilibri di una squadra che gioca con 4 attaccanti non vengono più rispettati: la squadra si spezza con facilità e regala spazi ampi agli avversari. Due pasticci difensivi, il primo di Yepes, il secondo di reparto con un mancato riequilibrio in una transizione negativa, regalano le due reti all'Argentina, le firmano due svelti di piedi e di testa come Messi e il Kun. Si respira a Bueons Aires, meno, molto meno, specie Alvarez, a Bogotà. Ma In Sudamerica il clima fa in fretta a cambiare.




I GIOCATORI

José Sosa
MIgliore in campo l'ex napoletano. Gli difetta la continuità però ha qualità immense, smarcamento, ricerca della profondità, capacità di inventare la giocata per sè o per il compagno. E' di nuovo, almeno per una sera, il Principito.

Leo Messi
Non funziona come nel Barça, questo è ormai pacifico. Insiste più di una volta in uno contro tutti poco intelligenti, ma è la sua voglia, il suo spirito di sacrificio, il suo impegno massimo che impressionano, per una volta più della sua qualità.

Federico Fernández
Il difensore del Napoli accusa difficoltà dall'inizio, le (rare) volte in cui Colombia entra in area difetta negli uno contro uno in zone pericolose. La titolarità e la fiducia non bastano, l'inesperienza a questa età si paga, meritava forse un'entrata in squadra graduale, ma tra infortuni e penurie generazionali i difensori argentini questi sono...

James Rodríguez
Non la sua migliore partita, ma quando prende palla il ragazzo ex Banfield è sempre pericoloso e le azioni migliori passano sempre dal suo sinistro.

Dorlan Pabón
Il gol nasce da una sua punizione. Eppure la partita avrebbe potuta segnarla anche in altre circostanze: ha elevata qualità e forza fisica ma sbaglia spesso a interpretare le situazioni e ha troppa voglia di autonominarsi salvatore della patria, procedendo a soluzioni velleitarie.

Camilo Zuñiga
La su azione è più continua rispetto a qualla di Armero, ma ha la gravissima colpa di divorarsi un gol clamoroso quando ancora la partita era sull'1-1: dopo una grande giocata, appoggia debolmente il pallone a Romero: un segnale su come fossero schierati nella notte gli dei del calcio...


1- Colombia: David Ospina; Camilo Zuñiga, Mario Yepes, Aquivaldo Mosquera, Pablo Armero; Dorlan Pabón (m.61, Dayro Moreno), Gustavo Bolívar, Abel Aguilar (m.75, Diego Arias), James Rodríguez, Adrián Ramos, Jackson Martínez (m.75, Darwin Quintero). CT: Leonel Álvarez.
2- Argentina: Sergio Romero; Pablo Zabaleta, Federico Fernández, Nicolás Burdisso (m.37, Leandro Desábato), Clemente Rodríguez; Rodrigo Braña, Javier Mascherano, Pablo Guiñazú (m.46, Sergio Agüero);José Sosa, Lionel Messi, Gonzalo Higuaín (m.85, Fernando Gago). CY: Alejandro Sabella.

Gol: 1-0, m.44: Dorlan Pabón. 1-1, m.60: Lionel Messi. 1-2, m.84: Sergio Agüero

12 novembre 2011

Qualificazioni 2014. Colombia non chiude la gara e il Venezuela pareggia a Barranquilla

Fonte: Tropico del Calcio - Gazzetta.it

Non chiudere le partite è una grave colpa. La Colombia gioca più di un'ora di dominio contro il Venezuela nell'umidità di Barranquilla ma spreca troppo, non riesce a trovare il raddoppio e subisce la rete del Venezuela che ha il merito grande di non abbandonare mai con la testa la partita, altro merito del giovane CT Farías, l'uomo che ha fatto della Vinotinto una Nazionale di Calcio vera. Finisce 1-1.

IL GIOCO

La Colombia di Alvarez trova partita dopo partita una dimensione, una identità chiara. Anche se è il Venezuela ad avere la prima occasione con Moreno, sono i cafeteros a comadare il gioco. Interessante il 442 spurio proposto, con Bolivar e Guarin volantes de contencion, James e Pabon che partono dall'esterno e sono continuamente in movimento alla ricerca di spazi; Jackson Martinez e Teo Gutierrez sono i riferimenti offensivi, rintracciabili sia con la giocata lunga che attraverso il fraseggio palla a terra. C'è movimento e coesione nella Colombia, che ha anche un'ottima transizione difensiva, pur rischiando di spezzarsi in due visto che sostanzialemnte gioca con 4 attaccanti: merito della linea difensiva sempre alta e attenta, che lavora bene di squadra e del sacrificio degli avanti. L'inizio azione dei cafeteros non è veloce, ma è fluido e prende ad accelerare quando si entra nella zona di creazione, buona varietà nelle soluzioni, bravi a cambiare gioco, trovando anche i terzini, specie Armero a sinistra. Il Venezuela è costretto a subire l'iniziativa avversaria, cerca di fare densità in mezzo, per disturbare le giocate di James soprattutto, la linea dietra rimane bassa e concede il tiro da fuori, in uno di questi Guarin piega le mani a Vera e smuove il punteggio. La Vinotinto ha il grande difetto di non riuscire a ripartire con velocità, il palleggio di pulizia del pallone, in avvio di azione, è troppo lento, solo qualche lunga giocata diretta riesce a creare qualche apprensione ai colombiani. Poca roba. Il campo pesante però lascia senza nafta la Colombia dopo un'ora, Alvarez non è reattivo coi cambi, anzi: attende troppo ( o si fida poco dei subentranti), fatto sta che i cafeteros perdono fluidità, aumentano le distanze tra i giocatori, prima esemplari,e il Venezuela guadagna campo e fiducia. La rete del pareggio arriva nel finale, Rondon, subentrato allo spento Fedor, vince l'ennesimo duello aereo con Yepes, Perea è distratto e va in ritardo sulla copertura dell'ex Lecce Feltscher, che indovina l'angolo dell'incolpevole Ospina e permette alla Vinotinto di continuare a sognare, dopo la vittoria contro l'Argentina.




I GIOCATORI

James Rodriguez. Sempre più devastante, migliore in campo. La sua marcatura diventa il vero enigma per i venezuelani, da lui partono sempre giocate interessanti. Comincia da esterno ma sa quando e dove giocare dentro al campo, e ha un sinistro che parla. Futuro crack.

Fredy Guarin. Corre la metà degli altri ma ha un QI calcistico elevatissimo. Sempre grandi letture e un destro che può far viaggiare la palla esattamente dove desidera. Cala fisicamente nel finale.

Teo Gutierrez. Continuano le secche di Teo, si divora una rete sotto porta che tempo fa avrebbe messo nel sonno, partecipa comunque più del solito alal manovra e con buoni movimenti.

Jackson Martinez. Il "Cha cha cha" ha la fisicità necessaria per essere raggiunto anche dalla palla lunga, ma è bravo, anche se mai esteticamente pulito, pure nel dialogo stretto. Ottimo match.

Juan Guerra. La sua entrata in campo, insieme a quella di Rondon, cambia la partita. Guerra è più pulito dell'insolitamente falloso Rincon, in mezzo, davanti alla difesa, velocizza le giocate: è la chiave per il pareggio

Juan Arango. Ennesima grande prestazione del calciatore venezuelano più grande di sempre. Da esterno o da centrocampista puro, cambia poco, le sue giocate sono sempre di qualità.

Renny Vera. Giornata da dimenticare. Sbaglia sul gol, anche se la sventola di Guarin è potente, e ogni intervento è raffazzonato e impreciso: graziato in più di una occasione.

Fernando Amorebieta. L'intesa con Vizcarrondo è buona, i due centrali sono attenti e precisi, coscienti dei loro limiti in costruzione, la delegano, ma dietro sbagliano niente. Nei momenti di grande difficoltà tengono in piedi la baracca.

COLOMBIA - VENEZUELA 1-1

Colombia: David Ospina; Gerardo Vallejo, Amaranto Perea, Mario Yepes, Pablo Armero; Dorlan Pabón (m.76, Cristian Marrugo), Freddy Guarín, Gustavo Bolívar, James Rodríguez (m.91, Dayro Moreno); Jackson Martínez, Teófilo Gutiérrez (m.84, Darwin Quintero). Tecnico: Leonel Álvarez.
Venezuela: Renny Vega; Roberto Rosales, Fernando Amorebieta, Oswaldo Vizcarrondo, Gabriel Cíchero; Tomás Rincón (m.63, Juan Guerra), Angel Flores, César González, Juan Arango, Nicolás Fedor (m.57, Salomón Rondón) e Alejandro Moreno (m.70, Frank Feltscher). Tecnico: César Farías.

Goles: 1-0, m.11: Freddy Guarín. 1-1, m.78: Frank Feltscher.

27 ottobre 2010

L'affaire Thiago Silva





L'acquisto di Thiago Silva da parte del Milan nella finestra di mercato invernale di inizio 2009 fu davvero un grande colpo. In primis, tecnico: il centrale brasiliano è il futuro e, grazie alla fiducia di Mano Menezes, nuovo CT verdeoro, pure il presente della Seleçao, dove ormai è stato stabilmente schierato al centro della difesa. Tecnico, veloce, forte di testa, con grandi capacità di impostare il gioco da dietro Thiago Silva rappresenta il prototipo del difensore moderno, a cui si deve unire, nel suo caso, la grande professionalità fuori dal campo. Affare quindi tecnico, ma pure economico. Grazie ai buoni contatti di Leonardo in Brasile e alla prontezza della dirigenza rossonera, il Milan ha firmato un giocatore, che volevano tanti top club europei, ad un cifra appena superiore ai dieci milioni di euro. Un cifra che però non ha mai incontrato le languide casse del Fluminense, società dove Thiago evoluiva in quegli anni, adorato dai tifosi della Rio bene, a cui il Flu è tradizionalmente associato. Infatti, come recitano le carte federali, il Milan ha acquistato il giocatore non dalla società carioca bensì dalla sconosciuta Tombense, che militava nelle divisioni inferiori dei campionati dello stato di Minas. Tutto davvero strano, se pensiamo che per un giocatore di quella levatura il Fluminense non si muove per un rinnovo, accetta supinamente la scadenza del contratto a fine dicembre 2009, rispedisce al mittente tutte le offerte giunte e lo lascia libero di firmare per una società minore. Il Milan, che annuncia urbi et orbi l'acquisto a fine dicembre 2008, però non possiede il posto libero per tesserare un nuovo extracomunitario (“slot” occupati da Shevchenko e Tabaré Viudez). In Lega Calcio solo in data 19 giugno 2009 si certifica il passaggio definitivo di Thiago Silva dalla Tombense al Milan. Ma sono ormai quasi sei mesi che il brasiliano si allena a Milanello, in prestito dal mini club mineiro. I giornali carioca hanno a lungo argomentato riguardo questo affaire (con accuse tra le più varie, spesso pesanti: si è parlato di soldi pagati “in nero”), architettato dal potente procuratore Eduardo Uram, e il giudice Gustavo Farah Correa ha aperto addirittura un'indagine, dato che in tutte queste scatole cinesi, oltre alle casse vuote del Fluminense ci sarebbero pure quelle intonse del fisco brasiliano. Ecco, in questo genere di operazioni fittizie, ci sono pure rischi collaterali..

CARLO PIZZIGONI
FONTE: Calcio GP

26 luglio 2010

Brasilerao: 11a giornata. Mano dà l'addio da capoclassifica





L'ultima partita del neo CT Mano Menezes nel Corinthians è un successo, anzi due: torna alla vittoria e riguadagna la testa della classifica. Un bel finale della sua avventura al Corinthians. Tutto sulla gioranta su: Tropico del Calcio - Brasilerao 11a giornata

23 luglio 2010

Brasilerao. Comanda il Fluminense

Vittoria sofferta del Flu e testa della classifica per gli uomini di Muricy, che comandano ora solitari davanti al Corinthians. Analisi e gol su Tropico del Calcio - Comanda il Flu.

20 luglio 2010

L'Altro Sudamerica

Sul blog della Gazzetta dedicato al calcio sudamericano abbiamo allargato gli orizzonti. Si tratta anche di temi e gol che riguardano un Sudamerica che non sia Argentina e Brasile.

Ho scritto un post di introduzione, inserendo gol e aggiornamenti sui campionati in corso (Cile, Colombia, Ecuador e Perù): Tropico del Calcio - l'Altro Sudamerica

21 maggio 2010

[Libertadores] Giuliano salva l'Inter e fa fuori l'Estudiantes, Flamengo out in Cile

Estudiantes - Internacional 2-1 (Gonzaléz 20', Perez 21', Giuliano 88') (Andata: 0-1)
Una rete allo scadere del giovane Giuliano (per noi migliore giocatore dell'ultimo Mondiale under 20) regala, dopo il gol di Sorondo all'andata, le semifinali all'Inter, in una partita controllata e gestita bene dal Pincha, che Fossati è riuscito a riprendere grazie all'innesto dell'autore del gol (al posto di un nervoso e fumoso D'Alessandro) e dell'altro moço, l'attaccante Walter. Rimane a bocca asciutta l'Estudiantes, secondo in campionato e fuori ai quarti nella Libertadores che avevano vinto l'anno scorso. Al termine della partita classica rissa all'"argentina". Per l'Inter, semifinale con gli altri brasiliani del San Paolo



Estudiantes (4-4-2). Orión, Clemente Rodriguez, Cellay, Desábato e Ré; Pérez (Benitéz), Sanchéz, Verón e Sosa; Boselli e Gonzaléz (Angeleri). Técnico: Alejandro Sabella
Internacional (3-5-2). Abbondanzieri; Bolívar, Sorondo e Fabiano Eller; Nei (Walter), Sandro, Guiñazu, Andrezinho e Kléber; D'Alessandro (Giuliano) e Alecssandro. Técnico: Jorge Fossati


Universidad de Chile - Flamengo 1-2 (Vagner Love 46' pt, Montillo 28' st, Adriano 32' st) (Andata 3-2)
Non è bastato vincere a Santiago per proseguire la corsa in Libertadores: il Flamengo, dopo il disastro e la sconfitta dell'andata al Maracana, è fuori. La rete di Montillo, all'ennesima ottima prestazione, tiene in vita la U. Un po' di sfortuna, anche, (diverse occasioni favorevoli sprecate) ma i cileni non hanno rubato nulla e si apprestano a una semifinale coi messicani del Guadalajara.



UdC (4-5-1): Miguel Pinto; Rodrigues, Victorino, Olarra, Rojas; Seymour, Fernandez, Rojas, Eduardo Vargas (Puch), Montillo (Contreras) e Nelson Pinto; Olivera (Rivarola). Técnico: Gerardo Pelusso
Flamengo (4-4-2): Bruno; Léo Moura, David, Ronaldo Angleim e Juan; Toró (Vinícius Pacheco), Willians, Kleberson (Bruno Mezenga) e Michael (Petkovic); Vagner Love e Adriano. Técnico: Rogério Lourenço

20 maggio 2010

[Libertadores] San Paolo e Chivas Guadalajara in semifinale

San Paolo - Cruzeiro 2-0 (Hernanes 23', Dagoberto 8' st) (andata: 2-0) Era complicatissimo ribaltare il risultato dell'andata per il Cruzeiro al Morumbi: è diventato impossibile dopo l'espulsione di Kleber avvenuta dopo appena un minuto di gioco ( e che ha fatto ovviamente infuriare tutta la Raposa). Da lì, semplice vernissage del Tricolor, ora in semifinale.



San Paolo (352): Rogério Ceni; Alex Silva, Miranda (Xandão) e Richarlyson (Jean); Cicinho, Rodrigo Souto, Hernanes, Marlos e Junior Cesar; Dagoberto (Fernandinho) e Fernandão. Técnico: Ricardo Gomes.
Cruzeiro (4222): Fábio; Jonathan (Thiago Heleno), Gil, Leonardo Silva e Diego Renan (Elicarlos); Fabrício (Wellington Paulista), Henrique, Marquinhos Paraná e Gilberto; Kleber e Thiago Ribeiro. Técnico: Adilson Batista.

Libertad - Chivas Guadalajara 2-0 (Adalberto Román 20', Manuel Maciel 67')(Andata: 0-3) La partita difensiva del Rebaño ha avuto successo: i tre gol dell'andata sono bastati per portare in semifinale i messicani, nonostante l'ottima partita del Libertad che, specie nel secondo tempo, ha inchiodato il Guadalajara al limite dell'area di rigore.



Libertad (442): Bernardo Medina; Jorge Moreira, Adalberto Román, Pedro Sarabia, Arnaldo Vera; Sergio Aquino, Miguel Samudio (m.40, Manuel Maciel), Wilson Pittoni (m.58, Roberto Gamarra), Víctor Cáceres; Rodolfo Gamarra (m.61, Ariel Núñez) e Pablo Velázquez. Tecnico: Gregorio Pérez
Chivas Guadalajara (442): Liborio Sánchez; Omar Esparza, Héctor Reinoso, Mario de Luna, Cristian Pérez; Javier Báez, Patricio Araújo, Jorge Henriquez (m.66, Edgar Mejía), Edgar Solís (m.72, Miguel Ponce); Omar Arellano (m.56, Ulises Dávila) e Omar Bravo. Tecnico: José Luis Real

12 maggio 2010

[Libertadores] Iniziano i quarti. Subito super Chivas

Le Chivas di Guadalajara dominano la prima gara d'andata dei quarti di Libertadores, contro i paraguagi del Libertad e con un rotondo 3-0 allo stadio Jalisco ipotecano la semifinale. Ennesima grande notte di Omar Bravo, che segna due gol e tiene sempre in apprensione la difesa del Libertad. Bravo, ancora, il giovane portiere Liborio Sánchez, che para anche un rigore che poteva dare ossigeno agli avversari. Subito in rete, i messicani hanno perso Omar Arellano, facendo esordire in Libertadores il giovanissimo Michel Vázquez (classe 1990), ennesimo prodotto di casa Chivas, erede del "Chicharito" Hernández, volato al Manchester United.




Guadalajara (442) : Liborio Sánchez; Mario de Luna, Héctor Reynoso, Patricio Araujo, Christian Pérez; Marco Fabián, Xavier Báez, Abraham Coronado (m.64, Omar Esparza), Julio Nava (m.70, Edgar Solís); Omar Arellano (m.18, Michel Vázquez) e Omar Bravo. Técnico: José Luis Real.

Libertad (442): Bernardo Medina; Adalberto Román, Pedro Sarabia, Víctor Cáceres; Sergio Aquino, Aldo Olmedo, Víctor Ayala (m.46, Jorge Luis Moreira), Arnaldo Vera, Miguel Zamudio (m.72, Manuel Maciel); Rodolgo Gamarra e Roberto Gamarra (m.46, Pablo César Velázquez). Técnico: Gregorio Pérez.

Gol: 1-0, m.9: Omar Bravo, 2-0, m.30: Michel Vázquez. 3-0, m.80: Omar Bravo

11 maggio 2010

Inizia il Brasilerao 2010

E' cominciato nel passato week end il Campionato Brasiliano:



Pensieri sparsi:

* Atletico - Vasco 2-1. Subito ko il Vasco, dannazione, e tecnico Gaucho già in bilico, però... Bei numeri di Philippe Coutinho. Souza subito in campo, con Leo Gago e Rafael Carioca in panca: segnali non positivissimi. Il Galo di Luxemburgo pare già solido, e non un onemanshow di Diego Tardelli: Ricardinho eterno, bene Muriqui.

* Il Corinthians ha tutta la pressione addosso, dopo l'eliminazione in Libertadores. La squadra c'è: vediamo chi parte in estate, per adesso devono essere considerati i favoriti.

* Flamengo parte con un punto dopo una partita non indimenticabile col San Paolo. Lavori in corso per entrambe, Adriano è ai box ma il Fla ha una buona struttura (mi convince meno il tecnico, Rogerio Lourenço, ex CT del Brasile under 20), il Tricolor non parte in prima fila ma se girano (e resta fino alla fine) qualche big, può dire la sua. Attesa l'esplosione di Marlos.

* Grande Avaì: subito larga vittoria. Sei gol al Gremio Barueri, oggi Prudente, quello Paulista, insomma. Avaì sempre lontano dai riflettori, con le solite scommesse (l'anno scorso fu una stagione memorabile). Non c'è più Silas in panchina (ora siede su quella del Gremio, dove ha già vinto il Campionato Gaucho in questo inizio di stagione) e alla Ressacada hanno rimpatriato Marcinho Guerreiro che nel Palmeiras del 2004 faceva benissimo sperare e che invece in Europa (Ucraina e Spagna) ha mostrato meno del suo potenziale.

* Occhi puntati sui nuovi meninos di Vila Belmiro, Neymar, Paulo Henrique "Ganso", André. Iniziano con un 3-3 a Rio coi campioni carioca del Botafogo.

* Subito sconfitto il Fluminense di Muricy Ramalho, "reo" il Cearà, tornato in Serie A dopo 16 anni.

* Palmeiras vincente ma ancora in cerca di identità, con Diego Souza pronto a volare in Europa (Portogallo: Sporting?). Antonio Carlos Zago è l'uomo giusto per questa panchina? Mmmh

* Corsaro il Cruzeiro a Porto Alegre (doppietta di Kleber), contro l'Inter, entrambe ancora impegnate in Libertadores

07 maggio 2010

[Libertadores] Inter avanza. Bene il Libertad. La "U" fa fuori l'Alianza Lima fra le polemiche

Internacional - Banfield 2-0 (1-0 Alecsandro 42', 2-0 Walter 57')(Andata: 1-3)
L'Inter rimonta gli argentini del Banfield al Beira Rio, rilancia la sua stagione e il tecnico uruguagio Jorge Fossati salva la sua panchina e può cominciare con un minimo di serenità il Brasilerao, domenica prossima. In gol la coppia d'attacco Alecsandro-Walter. Gli argentini ci provano fino alla fine, anche dopo l'espulsione di James Rodríguez ma la nuova esperienza in Libertadores finisce qui.

Internacional (4222): Abbondanzieri, Nei, Bolívar, Sorondo e Fabiano Eller; Sandro, Guiñazu, Andrezinho (Giuliano) e D’Alessandro (Glaydson); Walter (Everton) e Alecsandro. Tecnico: Jorge Fossati
Banfield (442); Lucchetti, Ladino, Maidana, Bustamante (Laso) e López; Quinteros (Cardaccio), Battión, Erviti e James Rodríguez; Ramírez e Fernandez. Tecnico: Julio Falcioni

Libertad - Once Caldas 2-1 (0-1 Dayro Moreno 55', 1-1 Roberto Gamarra (R) 72', 2-1 Roberto Gamarra 89'). (Andata: 0-0)
I colombiani dominano la prima frazione di gioco, sbagliano un rigore, vanno poi in vantaggio e provano a gestire. Il secondo tempo è tutto per il Libertad e il sostituto Roberto Gamarra (non il più giovane e talentuoso Rodolfo) trova il gol qualificazione allo scadere dopo avere realizzato la rete del pari su rigore. Avanza la squadra di Gregorio Pérez, sfuggente passante sulla panchina di un Cagliari di Cellino anni fa.

Libertad (442): Bernardo Medina; Adalberto Román, Pedro Sarabia, Ismael Benegas (m.63 Aldo Olmedo), Arnaldo Vera; Víctor Ayala, Víctor Cáceres, Sergio Aquino, Miguel Samudio (m.57 Manuel Maciel); Rodolfo Gamarra y Pablo Velázquez (m. 63 Roberto Gamarra). Técnico: Gregorio Pérez
Once Caldas (442): Luis Martínez; Carlos Johnson, Alexis Enríquez, Oswaldo Vizcarrondo, Luis Núñez; Dayron Pérez (m.60 Diego Amaya), Jhon Valencia (m.64 Jaime Castrillón), Diego Arias, Iván Vélez; Dayro Moreno y Fernando Uribe (m.70 Danny Santoya). Técnico: Juan Carlos Osorio

Universidad de Chile - Alianza Lima 2-2 (0-1 J. Fernández 24', 1-1 E. Vargas 63', 1-2 J. Fernandez 87', 2-2 F. Seymour 92')(Andata: 1-0)
Partita anche di buoni contenuti ma che verrà ricordata solo per il gol, decisivo, nel tempo di recupero. Il tiro al volo di Seymour è ammirabile, ma due giocatori della U sono in fuorigioco: il guardalinee segnala, l'arbitro, dopo un conciliabolo con l'assistente tra le pressioni di tecnici e giocatori della U, convalida.

U. de Chile(442): Miguel Pinto; Matías Rodríguez, Mauricio Victorino, Rafael Olarra, José Contreras (46’, Edson Puch); José Rojas, Walter Montillo, Felipe Seymour, Manuel Iturra; Eduardo Vargas (77’, Alvaro Fernández), Juan Manuel Olivera. Tecnico: Gerardo Pelusso.
Alianza Lima (442): George Forsyth; Amilton Prado, Héctor Vidal Sosa, Carlos Solís, Edgar Villamarín (46’, Walter Vílchez); Jean Tragodara (70’, Johnnier Montaño), Edgar Gonzalez, Henry Quinteros (53’, Óscar Vílchez), Joel Sánchez; José Carlos Fernández e Wilmer Aguirre. Tecnico: Gustavo Costas.


INCROCI DEI QUARTI DI FINALE:

San Paolo x Cruzeiro
Estudiantes x Internacional
Chivas Guadalajara x Libertad
Flamengo x Universidad de Chile