28 gennaio 2010

Ghana in Finale di Coppa d'Africa

Battendo 1-0 la Nigeria il Ghana si qualifica per la finale di domenica di coppa d'Africa. La mia brevissima cronaca della partita su Gazzetta.it


Inizia la Copa Libertadores 2010

E' iniziato mercoledì e termina domani l'andata dei preliminari di Copa Libertadores. Tra le altre, era impegnato il Cruzeiro a Potosì, col solito "pericolo" altura. Partita giocata per quasi 70 minuti in dieci (espulsione di Gilberto) ma condotta dai "vicecampioni" del torneo, in vantaggio con Wellington Paulista e raggiunti a pochi minuti dal termine da Correa. Un 1-1 che fa bene sperare, comunque, per il ritorno di Belo Horizonte, che si giocherà settimana prossima.




Nelle altre partite, pareggio casalingo senza reti per il Newell's contro gli ecuadoriani dell'Emelec e vittoria per 3-2 del Colon sui cileni dell'Universidad Catolica. Batosta (2-0) subita dai Tecos di Guadalajara a Chiclayo, nel nord del Perù, contro il Juan Aurich, a cui il PSV ha prestato il talento (classe 1990) Reimond Manco, ieri in campo. Vittoria di misura (1-0) per i venezuelani del Deportivo Tachira sul Libertad. Stasera Junior Barranquilla contro il Racing di Montevideo.

27 gennaio 2010

[San Siro] Inter -Milan 2-0. Spunti

La partita molto attesa spesso delude. Stavolta, per fortuna, non è andata così: la sfida fra la capolista e l'aspirante provoca emozioni continue in uno stadio finalmente pieno e partecipe. L'incontro lo vince l'Inter, il cui piano partita viene sviluppato fedelmente nonostante l'espulsione di un giocatore chiave come Sneijder al 25' (applauso verso l'arbitro).

IDENTITA' MILAN. La superiorità numerica permette al Milan di giocare un partita di possesso palla più evidente ma le difficoltà dei giocatori Leonardo emergono anche in questa fase, tanto che la cosiddetta ricerca di equilibrio, trovata più che ricercata dopo gli stop di Pato e Seedorf e gli innesti di Gattuso e Beckham, leva identità a una squadra che aveva trovato, con il 4213, punti e entusiasmo. Vero che la sconfitta interna col Palermo aveva minato un po' le prospettive di tale modulo, però l'evoluzione in un sistema più razionale ha fatto perdere molto al Milan, specie in una partita contro una prima della classe. Vero, è anche questione di uomini: Pato e Seedorf sono insostituibili nella rosa del Milan, però l'inserimento di un doppio mediano non ha funzionato e i rossoneri non hanno trovato identità.

DIFFICOLTA' ROSSONERE. Il "duplo-pivot" (come lo chiamerebbe Mourinho) non ha portato equilibrio al Milan. La fase di transizione non è mai stata gestita a dovere: un recupero, non necessariamente alto, dell'Inter era una automatica azioen pericolosa. Non solo la transizione primaria o il contropiede, anche in una fase intermedia né Ambrosini né, soprattutto, Gattuso hanno mai trovato la posizione adeguata, bucando raddoppi, perdendo uomini e in generale concedendo sempre un vantaggio ai nerazzurri in zone e momenti delicati. Certo, non c'è stato aiuto dei terzini, disordinati nella fase di non possesso e solo vogliosi di appoggiare l'azione offensiva (e anche qui, tranne qualche interessante sovrapposizione a sinistra con le combinazioni Antonini- Ronaldinho, c'è stata confusione). Abate poi ha combinato un disastro nel primo gol, aggiustando la palla per Milito, e perdendo spesso la linea: ci sta che anche abbia pagato in termini mentali una partita così importante. Davanti, Borriello lotta ma Samuel e Lucio sono attenti e chiuso nella morsa, spalle alla porta combina poco (trova qualcosa nella seconda parte, quando sfiora il gol di testa); Ronaldinho non incide nella manovra anche se è l'unico a far davvero paura a Julio Cesar, con un tiro dal limite dell'area finito fuori di poco: spreca il rigore concesso da Rocchi nel finale, che poteva riaprire parzialemnte il match.

I MERITI DELL'INTER. I nerazzurri, nonostante un centrocampo cerottato, partono col rombo in mezzo al campo con Cambiasso davanti alla difesa e Muntari a sinistra (Santon, terzino)e giocano una partita favolosa: nei primi 25 minuti la dominano rimanendo compatti e ripartendo sempre con voglia di far male e pericolosità. Sneijder fa un lavoro fantastico anche in fase di non possesso, levando tranquillità al facitore di gioco Pirlo. Egualmente gran match di Pandev che non solo segna il gol del 2-0 ma ci aggiunge un assist sul primo (favolosa giocata "a memoria", senza guardare, alla ricerca della profondità di Milito), e un palo nel secondo tempo (minuto 60) che toglie definitivamente la tranquillità al Milan. Grande anche la squadra di Mourinho dopo l'espulsione, vero che, specie all'inizio del secondo tempo, soffre l'uomo in meno, cerca la densità difensiva medio-bassa e riparte meno ma non abbandonano mai mentalmente la partita (grandissimo match di Javier Zanetti, da vero capitano), tutti rimangono concentrati e concedono solo qualche mischia agli avversari. La vogliono vincere e riescono a veicolare la rabbia per l'arbitraggio considerato indecente verso un'energia positiva.

IL FUTURO DEL MILAN. Se José Mourinho comanda la partita dall'inizio alla fine, anche quando soffre, con piani chiari e definiti, Leonardo va più volte in difficoltà, denunciando forse qualche insicurezza nella gestione: non ci sono mosse per arginare la disarmante transizione difensiva, non aggredisce la partita, magari cercando di renderla più emotiva (il cambio di Seedorf non incide, Huntelaar entra all'80' e Inzaghi si guarda la partita dalla panca). Cerca di trovare ampiezza, creando superiorità sui lati, ma coi cross in mezzo non crea tantissimo (e allora perché non inserire prima l'attaccante olandese?). Ora è al bivio: mantenere il modulo così com'è o cercare di tornare alla spregiudicatezza di qualche giornata fa? Per far punti con avversari di meno consistenza potrebbe bastare l'equilibrio attuale, oppure "il re è nudo" e gli avversari, anche se con meno qualità dell'Inter, hanno imparato la lezione? Importante vedere, su una base di 4-5 match, anche quale sarà la reazione emotiva della squadra.



Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari (43'st Cordoba); Sneijder, Milito (36'st Balotelli), Pandev (21'st Thiago Motta). All.Mourinho

Milan: Dida; Abate, Thiago Silva, Favalli, Antonini (32'st Jankulovski); Gattuso (1'st Seedorf), Pirlo, Ambrosini (35'st Huntelaar); Beckham, Borriello, Ronaldinho. All.Leonardo

Reti: 10'pt Milito, 21'st Pandev

26 gennaio 2010

Coppa d'Africa. Nigeria e Egitto in semifinale

Vincono Nigeria (contro lo Zambia, ai rigori, non meritando) e l'Egitto sul Camerun in rimonta: sono entrambe in semifinale di Coppa d'Africa. Resoconto dei due match su Gazzetta.it

Egitto - Camerun 3-1

25 gennaio 2010

Nel Vasco brilla il giovane Coutinho, già acquistato dall'Inter: 6-0 al Botafogo!

Grande vittoria del Vasco nel derby carioca col Botafogo. Tre gol per l'ex Dodo e grande prova di Phillipe Coutinho, giovane speranza del calcio brasiliano, acquistato dall'Inter per 3,8 milioni di euro tempo fa. Mio articolo su Gazzetta.it


21 gennaio 2010

Coppa d'Africa. Camerun - Tunisia 2-2

Sudando parecchio, rischiando, ma alla fine ce la fa anche il Camerun di Samuel Eto'o: pareggia contro una buona Tunisia e si qualifica per i quarti della CAN. Mio resoconto su Gazzetta.it



Insieme al Camerun passa ai quarti di finale anche lo Zambia, che batte nell'altro match il Gabon per 2-1.

20 gennaio 2010

Coppa d'Africa. Benin -Egitto 0-2

Terza vittoria su tre partite per l'Egitto. Insieme ai Faraoni passa anche la Nigeria che liquida 3-0 il Mozambico. Resoconto mio e di Filippo Ricci su Gazzetta.it

Egitto - Benin 2-0(Al Muhammadi 8', Emad Motaeb 24')


Nigeria - Mozambico 3-0 ( P. Odemwingie 45', P. Odemwingie 48', O. Martins 86')

19 gennaio 2010

Coppa d'Africa. Ghana - Burkina Faso 1-0

Alla fine anche il Ghana di un Essien infortunato (e in tribuna) riesce ad approdare ai quarti grazie a un gol di André Ayew contro il Burkina Faso. Mio resoconto della partita
su Gazzetta.it

16 gennaio 2010

Coppa d'Africa: Benin - Nigeria 0-1 Egitto-Mozambico 2-0

La Nigeria respira senza entusiasmare mentre l'Egitto si qualifica per i quarti di finale con una partita di anticipo. Le mie cronache su Gazzetta.it

Egitto - Mozambico 2-0 (Dario Khan Aut. e Geddo)


Nigeria - Benin 1-0 (Yakubu rig.)

15 gennaio 2010

Brasile: ricominciano i Campionati Statali

Con la sola eccezione del campionato mineiro, iniziano domani i più importanti campionati statali brasiliani.

Occhio di riguardo, per i più riconosciuti: quello Carioca e quello Paulista.

A Rio de Janeiro il Flamengo campione carioca in carica (anche nazionale, tra l'altro) schiera Vagner Love al fianco di Adriano. Confermato in panchina, naturalmente, Andrade. Le rivali sono quelle di sempre: il Fluminense (il più temibile: ancora Cuca in panca) ha prelevato il terzino sinistro Julio Cesar del Goias e affiancato ai confermati Fred (ex Lione) e Dario Conca buoni giocatori come Everton, Wilians, Leandro Euzébio e Thiaguinho. La neopromossa Vasco, oltre al lancio di Coutinho (già interista) e la conferma di Carlos Alberto ha affidato all'ottimo tecnico Vagner Mancini anche nomi interessanti come Rafael Carioca (tornato dalla Russia), Elder Ganja e il 35enne Dodo. Al Botafogo hanno scommesso sul nazionale uruguagio Sebastian "el Loco" Abreu. Curiosità per l'America del manager Romario che ha scelto per la panchina il suo ex partner d'attacco nella Seleçao, Bebeto. Nessun Christian Vieri nella lista dei giocatori del Boavista.

Nello Stato di San Paolo ritorna Roberto Carlos ma stavolta l'ex Inter indosserà la maglia del Corinthians, al fianco di Ronaldo ed entrambi punteranno soprattutto alla Libertadores. Anche il San Paolo di Ricardo Gomes cerca un po' di esperienza da affiancare ai suoi giovani: messo sotto contratto Marcelinho Paraíba. Si è mosso poco sul mercato il Palmeiras di Muricy Ramalho ma la squadra, se verranno confermati gli uomini di maggior caratura, a partire da Diego Souza (miglior giocatore dell'appena concluso Brasilerao) e Cleiton Xavier, è già competitiva, e ha il "vantaggio"di non dover giocare la Libertadores. Al Santos di Dorival Junior torna, 38enne, Giovanni.

14 gennaio 2010

Coppa d'Africa: Algeria - Mali 1-0

L'Algeria batte il Mali di Seydou Keita e Momo Sissoko, rilanciando le proprie chances di qualificazione. Mio resoconto su Gazzetta.it (insieme a un altro pezzo su Angola - Malawi 2-0)

13 gennaio 2010

Coppa d'Africa: Gabon - Camerun 1-0 Zambia-Tunisia 1-1

Cade male, all'esordio contro il Gabon, il Camerun di Samuel Eto'o e Achille Emana. Mio resoconto su Gazzetta.it



Nell'altro match della giornata, bel pareggio tra Zambia e Tunisia (1-1). Su Gazzetta.it la cronaca.

12 gennaio 2010

Coppa d'Africa: Benin - Mozambico 2-2

Dopo l'ennesimo sciupio della Nigeria che, dominato il primo quarto di partita, è sparita dal campo per perdere con l'Egitto, si è giocata Benin- Mozambico. Un bel pari: mio resoconto su Gazzetta.it

[San Siro] Inter - Siena 4-3

Match incredibile vinto dall'Inter capolista contro il Siena ultimo in classifica grazie a una buona dose di fortuna ma anche con tanta tanta voglia dei nerazzurri. La voglia, la determinazione resta un fattore decisamente importante in una squadra, e la squadra di Mourinho ne ha dimostrata parecchia in una partita in cui è stata certo inferiore da molti punti di vista agli avversari meno quotati.

INTER. Continua l'emergenza per infortuni assortiti ma la squadra di Mourinho va. I nerazzurri ripropongono il 4231 con Thiago Motta e Stankovic in mediana, Sneijder, Pandev e Quaresma dietro Milito, che si accende esclusivamente in occasione del gol del pareggio. Dietro, un mezzo disastro, con Lucio che perde uomni in area e Cordoba che non riesce ma ad anticipare Maccarone: a ciò si aggiunge un Maicon abulico e svogliato, mai decisivo quando deve spingere e con la solita incostanza in fase passiva. Zanetti terzino sinistro è l'unico a salvarsi, anche se Reginaldo lo mette più volte in difficoltà. La squadra di Mourinho non trova sbocchi, la manovra è lenta, Thiago e Stankovic la rallentano e il solo Sneijder riesce a trovare gli smarcamenti e i pertugi per servire gli avanti. I nerazzurri sono troppo spesso costretti a giocare lungo a causa della pressione del Siena e non trovano mai la misura giusta per il gioco diretto: elevatissimo il tasso di imprecisione nelle aperture e nei cambi di gioco. I due mediani, sono spesso messi male in fase di transizione difensiva: esempio paradigmatico il primo gol di Maccarone, nato da una bella ripartenza senese. Dopo il 2-2 del primo tempo, Mourinho riorganizza la truppa con Samuel terzino sinistro (gli infortuni la fanno da padrone, in questo periodo, nell'Inter) e il rombo in mezzo. Tuttavia, al rientro in campo, dopo pochi attimi Stankovic dà forfait e, in mancanza di alternative, si ritorna al 4231 con Arnautovic, alla prima vera chance (poco convincente, anche se con parecchi alibi). Sotto ancora nel risultato nel secondo tempo, Mourinho è costretto ("non vorrei mai gettare i bambini nel fuoco, ma la situazione me lo impone..." dirà poi il portoghese) a far entrare un altro giovane, Stevanovic e a strutturare un 4132 con poco equilibrio e solo un eccellente Zanetti a copertura della difesa. L'intuizione di spostare Samuel centravanti è la chiave del match: l'argentino guadagna la punizione poi trasformata da un super Sneijder (favoloso, non abbandona mai la partita mentalmente e si prende tutte le responsabilità non nascondendosi mai) e segna una rete da vero centravanti sul bell'assist di Pandev (ancora indietro di condizione). "Difficoltà fisica, tecnica e tattica, complimenti ad Alberto e al Siena" dirà in conferenza stampa Mourinho, però altri 3 punti.

SIENA. Grande Malesani. Ha completamente ribaltato la situazione a Siena. La squadra non solo è super organizzata ( in fase di non possesso la miglior squadra vista a San Siro quest'anno) ma è anche convinta di quello che fa, e il materiale non è esattamente di prim'ordine. Eppure il 433 con Reginaldo e Jajalo sugli esterni al fianco di un Maccarone superlativo per movimenti e gol (fosse un po' più convinto in un paio di occasioni nel secondo tempo, i bianconeri avrebbero certo festeggiato a fine gara) è padrone del campo e non rinuncia mai a ripartire, con tanti giocatori che appoggiano la manovra. Benissimo il centrocampo in entrambe le fasi con Codrea davanti alla difesa e Ekdal e Vergassola ai lati (si sono cambiati un paio di volte la posizione, con lo svedese, in gol, che parte a sinistra e finisce il match a destra) e attenta anche la difesa con Cribari e, soprattutto, Brandao: Rosi terzino destro è una spina nel fianco continua per l'Inter mentre Del Grosso è bravo a tenere la posizione e l'equilibrio della linea. Pressing ordinato e efficace e ripartenza secca: tutto fatto bene. La convinzione è l'arma in più del Siena, c'è da augurarsi per Malesani (uno che merita davvero) che nonostante l'incredibile sconfitta i suoi sappiano mantenere per tutto il girone di ritorno questa attitudine: a maggio festeggerebbero la salvezza.




INTER (4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Cordoba, J.Zanetti, Stankovic (1' st Arnautovic), Thiago Motta (21' st Stevanovic), Quaresma (1' st Samuel), Sneijder, Pandev, Milito. (Toldo, Donati, Crisetig, Alibec). All.: Mourinho.

SIENA (4-3-3): Curci (1' st Pegolo), Rosi, Cribari, Brandao, Del Grosso, Vergassola, Codrea, Ekdal (36' st Jarolim), Reginaldo (26' st Fini), Maccarone, Jajalo. (Rossi, Terzi, Paolucci, Calaio'). All.: Malesani.

Gol: nel pt 18' Maccarone, 24' Milito, 36' Sneijder, 37' Ekdal; nel st 20' Maccarone, 43' Sneijder, 47' Samuel.

11 gennaio 2010

Coppa d'Africa. Malawi - Algeria 3-0

Prima sorpresa alla Coppa d'Africa. Il Malawi mette sotto nettamente l'Algeria.

Il mio breve resoconto su Gazzetta.it

10 gennaio 2010

08 gennaio 2010

Sangue sulla Coppa d'Africa

Ignobile attacco, con morti e feriti, al pullman della squadra del Togo, a due giorni dall'inizio della coppa d'Africa. L'azione pare perpetrata dai guerriglieri separatisti della regione della Cabinda.

Tutto su Gazzetta.it

Verso la Coppa d'Africa -2

Amichevoli:

Costa d'Avorio - Rwanda 2-0 (Analisi)

Rassegna stampa:

* Le speranze del Benin di Stephan Sessegnon (PSG) e Razak Omotoyossi (Metz)

* Le prospettive della Tunisia

* Il maliano Mahamadou Diarra (Real Madrid): "Siamo pronti!"

* Paul Le Guen (CT del Camerun): "Siamo outsider. Ghana e Costa d'Avorio favoriti."

* Pape Diouf (ex agente poi presidente dell'Olympique Marsiglia, grande conoscitore di calcio) parla della Coppa d'Africa

Andrea de Benedetti sul "caso" Balotelli

L'amico e collega Andrea de Benedetti ha pubblicato sul Manifesto e sul suo blog (http://andreadebenedetti.blogspot.com/)un pezzo sulla querelle Balotelli. E' la miglior cosa che abbia letto sull'argomento:

Se le parole fossero azioni (di gioco), le dichiarazioni rese ieri da Mario Balotelli a fine partita potrebbero essere benevolmente interpretate come l'equivalente di un fallo di simulazione. Chi era allo stadio di Verona sostiene di non aver sentito alcun insulto razzista nei suoi confronti. Al massimo alcuni fischi di routine e qualche “buu” diretto a Luciano, che però è un ex interista e adesso gioca nel Chievo. Senza contare che il pubblico di Verona, di cui Balotelli si è lamentato, non è quello – famigerato – dell’Hellas, che non conosce la serie A da un decennio, ma appunto quello rionale e disperso del Chievo, duemila spettatori di media allo stadio e nessun gruppo ultrà (in)degno di questo nome.
SuperMario, insomma, ci ha provato – come, va detto, spesso gli capita di fare anche in campo – e gli è andata male. Basti dire che il presidente del Chievo Luca Campedelli, che di solito parla soltanto negli anni bisestili, si è sentito in dovere di rispondergli (“Balotelli non offenda Verona”) e lo stesso Mourinho lo ha sbugiardato (“Mario spesso dice e fa cose che non dovrebbe”), dandogli – metaforicamente, ma anche sostanzialmente – del simulatore.
Resta però il fatto che l’episodio di ieri è l’eccezione, non la regola. Di solito, infatti, Balotelli affronta davvero pubblici ostili e razzisti, e a fine partita se ne va senza proferire verbo. A Verona, per una volta, è successo il contrario, e non abbiamo il diritto di metterlo in croce, così come non mettiamo in croce Messi se, su trenta volte che provano a spezzargli una tibia, ne capita una in cui si butta per terra senza che nessuno l’abbia toccato.
Il problema, il vero problema, è aver sequestrato una persona facendone l’ennesimo vessillo di una guerra inutile, dannosa soprattutto per l’interessato. Tra chi considera SuperMario la reincarnazione di Malcolm X e chi gli toglierebbe la cittadinanza italiana, esisterà pure una via di mezzo. Essere pomo della discordia a 20 anni non ha mai fatto bene all’ego di nessuno.


Andrea De Benedetti

07 gennaio 2010

Verso la Coppa d'Africa -3

Amichevoli:

Gabon - Mozambico 2-0 (Analisi)

Zambia - Nigeria 0-0 (Analisi)

Ghana - Malawi 0-0 (Analisi)

Benin - Libia 1-0 (Analisi)

Rassegna Stampa:

* Michael Essien salterà il match d'esordio del Ghana. Eppure ieri si è allenato cn il Chelsea...

* Le speranze del Burkina Faso

[San Siro] Milan - Genoa 5-2 - Spunti

GENERALE. Nemmeno l'handicap iniziale di un rigore sbagliato e di un gol subito leva le certezze di un Milan che col Genoa vince passeggiando e di goleada. A San Siro c'è una squadra che crede in quello che fa e un'altra più simile a un ectoplasma, soprattutto senza quel ritmo e quell'intensità che ne avevano fatto una delle squadre più interessanti del campionato, tempo fa.

MILAN. Senza Pato e Seedorf e con Beckham e Gattuso la squadra di Leonardo è più equilibrata, specie nella transizione difensiva dove non va mai in difficoltà pur attaccando anche con inserimenti dei mediani: soprattutto Ambrosini (ieri uomo chiave della partita) si presenta molte volte in area. Eppure la linea difensiva condotta da Thiago Silva e Nesta non soffre quasi mai nelle transizioni primarie. Differentemente da alcune uscite recenti, quando il contropiede altrui e l'alto ritmo spezzavano in due la squadra (che comunque poteva anche restituire benefici davanti, vedi gli uno contro uno di Pato e Ronaldinho senza coperture), il Milan va un minimo in difficoltà solo nella parte centrale del primo tempo, quando il Genoa gira palla a difesa schierata: in questa situazione nasce il gol di Sculli. Ma è solo una parentesi in una partita dominata dove i rossoneri controllano ritmo e inerzia del match. Ronaldinho largo a sinistra mette palle interessanti nonostante la marcatura di Rossi, Borriello dà sponde e profondità alla squadra (notevole l'assist per l'inserimento di Ambrosini nell'azione del secondo rigore) e va in rete due volte (una segnatura splendida, in girata, è viziata da una posizione di offside, ma è solo il 4-1...). Pirlo fa il pendolo oscillando in una posizione centrale dalla zona di difesa a una più avanzata e offrendo sempre un appoggio di qualità ai compagni, esattamante come Beckham, a destra, schierato al posto dell'infortunato Pato.

GENOA. La squadra di Gasperini è un disastro, appare in stato di shock. Non solo non tiene il solito ritmo elevato ma non è mai coordinata quando va a pressare, si fa continuamente bucare perché il pressing diventa esercizio individuale. In sostanza, i rossoblu non sono una squadra e nonostante il vantaggio non hanno la capacità nemmeno mentale di stringere i denti e difendere l'uno a zero. L'uscita di Moretti azzoppa il reparto dietro con Criscito riciclato sul centro-sinistra nella difesa a 4 (e l'entrante Modesto piazzato terzino): il terzo gol del Milan con la linea che si alza verso la palla e l'ex difensore della Juve che accompagna, tenendolo in gioco, Borriello è la sintesi paradigmatica del match. Gasperini a fine match evidenzia l'assenza di Bocchetti, pesante sì ma che non può giustificare una prestazione di squadra del genere. L'innesto di un attaccante mobile come Suazo, schierato al centro del tridente che comprendeva Palacio e Sculli, può venire buono in futuro a patto che l'honduregno venga servito sul taglio e non schiena alla porta in posizione di boa. In fase attiva l'unico dinamico nei tre di centrocampo (molto stretti nella disposizione)è il non giovanissimo Milanetto, mentre Mesto si accende troppo poco nella partita e Juric è decisamente sotto tono: ma sono tutti giocatori che vengono esaltati dal ritmo elevato, passeggiando non hanno una chance, specie con i rossoneri. E infatti finisce male male.




MILAN (4-3-3): Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Pirlo (Flamini dal 20' s.t.), Ambrosini; Beckham (Jankulovski al 31' s.t.), Borriello (Huntelaar dal 21' s.t.), Ronaldinho. (Storari, Kaladze, Favalli, Inzaghi). All. Leonardo

GENOA (4-3-3): Amelia; Rossi, Biava, Moretti (Modesto dal 38' p.t.), Criscito; Mesto (Zapater dal 16' s.t.), Milanetto, Juric; Palacio, Suazo (Crespo dal 36' s.t.), Sculli. (Scarpi, Esposito, Tomovic, Fatic). All: Gasperini

Gol: Sculli (G) al 25', Ronaldinho (M) su rigore al 32', Thiago Silva (M) al 38' p.t.; Borriello (M) al 3' e al 15', Huntelaar (M) su rigore al 29', Suazo (G) al 34' s.t.

02 gennaio 2010

Inizia oggi la "Copinha" 2010

Inizia oggi, con la disputa di quattro partite, la Copa São Paulo (nota anche come Copinha), la più importante manifestazione giovanile del Brasile. Competono ben 92 club brasiliani.
Si comincia con:

Cruzeiro x São José-RS
União São João x Atlético Sorocaba
Taboão da Serra vs Botafogo-SP
Vasco vs CFZ-DF

Possibile trovare Cruzeiro e Vasco in streaming.

La Raposa, campione nel 2007, una delle migliori scuole di calcio del Paese, è tra le favorite anche quest'anno. Nella passata edizione aveva messo in mosta sicuri talenti come Bernardo e il terzino Diego Renan, in questa è bene tenere d'occhio l'attaccate Thiaguinho, il centrocampista Uchoa e la mezzapunta Dudu (gli ultimi due accreditati alla promozione in prima squadra nel Cruzeiro di questa stagione).

Il Vasco punta su una formazione molto giovane e con molto talento, a cominciare dall'attaccante numero 10 Jonathan. Ragazzi con maggiore esperienza certamente Willen, che ha già debuttato coi "grandi" e il "volante" Luan. I Cruzmaltinos pur avendo un settore giovanile da cui sono usciti crack come Romario e Edmundo non ha grande tradizione in questo torneo, soprattutto perché sotto la presidenza di Eurico Miranda c'era una specie di boicottaggio del torneo visto che il numero 1 del Vasco considerava che nella Copinha si tendeva a favorire le squadre pauliste. Con il cambio della guardia nel Vasco e Roberto Dinamite a controllare le operazioni il club del Sao Januario ritorna con maggiori aspettative a questa competizione. Esordio con il Centro de Futebol Zico Sociedade Esportiva, il club fondato dall'ex numero 10 del Flamengo.

Sociable