Sono bastati 45' per ritrovare la solita confidenza a Robinho. Il giocatore esiliato dal Manchester City, ha segnato il gol che ha deciso la sfida giocata all'Arena Barueri contro il San Paolo, e ora il Peixe vola in classifica.
Ulteriore passo avanti della nuova Inter di José Mourinho dopo la rivoluzione estiva e l'addio ad Ibrahimovic. Una crescente consapevolezza permette ai nerazzurri di gestire e riconoscere i momenti chiave della partita, dominandola sostanzialmente dall'inizio alla fine.
INTER. Stavolta infatti, l'Inter non chiama un pressing ultraoffensivo ma con Pandev (favoloso davvero, ieri: elogi anche dal suo tecnico) che gioca trequartista nella zona di Conti e con l'attenzione di Eto'o e Milito disturba l'inizio dei ribaltamenti del Cagliari (rallentati e quindi resi inoffensivi) e riesce a sfondare con ripartenze efficaci, specie a destra (paradigmatico il primo gol con la discesa di Zanetti). Con tali ripartenze l'Inter riesce ad arrivre al tiro con estrema continuità, sia con gli avanti, sia nella mezza transizione e l'inserimento dei rimorchi (Thiago Motta). I primi 25 minuti sono di totale controllo del match, favoriti anche dal punteggio (subito anche il secondo gol: di testa Samuel, Canini perde la marcatura sul corner), e si sviluppa anche un buon gioco palla a terra senza concessioni ai sardi. Un minimo rilassamento favorisce un paio di ripartenze rossoblu e in una di questa il Cagliari era anche andato in gol, poi annullato erroneamente (il tocco per Matri era del nerazzurro Santon, non di un compagno). Nel secondo tempo una combinazione dei tre attaccanti nello stretto consente a Milito di piantare il terzo gol che rende l'ultima porzione del match un allenamento agonistico, svolto però con molta attenzione dai nerazzurri che provano per qualche minuto anche Thiago Motta trequartista e inseriscono il neo-acquisto Mariga, all'esordio in campionato. Grandi elogi di Mourinho (applausi e pollice alzato) per una chiusura sul lato debole di Santon, a fine partita l'allenatore portoghese dirà: " è una cosa importante, l'anno scorso questa cosa Santon non 'avrebbe fatta: si può e si deve sempre migliorare."
CAGLIARI. Partire con un 2-0 sul groppone a San Siro non è certo facile, e Allegri a fine partita proverà a trovare l'aspetto positivo della gara dei suoi nella volontà, anche sul 3-0 di giocare la palla e provare a segnare, pur riconoscendo l'impossibilità di portare a casa punti contro questa Inter. Solito 4312 del Cagliari con Jeda al posto dello squalificato Cossu ma diverse difficoltà a ripartire velocemente come al solito. In più la transizione difensiva ha lasciato parecchio a desiderare: la palla non viene mai fermata e l'Inter, che entra immediatamente in partita, approfitta di queste mancanze per indirizzare la partita. Qualche incertezza di troppo per Dessena schierato terzino destro, più volte saltato nell'uno contro uno da Eto'o e in ritardo su Milito nella chiusura in occasione del terzo gol. Sarà anche vero che il Cagliari ci ha provato fino all'ultimo ma la convinzione è stata davvero relativa e il risultato mai in bilico.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Thiago Motta (dal 30' st Mariga); Pandev; Milito (dal 38' st Balotelli), Eto'o (15' st Muntari). (Toldo, Materazzi, Krhin, Quaresma). All. Mourinho.
CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Dessena, Canini, Astori, Agostini; Biondini (dall'11' st Barone), Conti, Lazzari; Jeda (dal 38' st Nainggolan), Nené (dal 15' st Larrivey), Matri. (Vigorito, Ariaudo, Marzoratti, Parola). All. Allegri.
GOL: Pandev al 7', Samuel al 20' p.t.; Milito al 2' s.t.
In attesa dell'esordio del figliol prodigo Robinho, il Santos si consola con i suoi giovani gioielli, Paulo Henrique "Ganso" e Neymar, entrambi in gol contro il Santo André ieri notte. Qui sotto il video dello "slalom" vincente di Neymar:
[Belgio] Capolavoro di Boussoufa al 90' decide la sfida-campionato
Pubblicato da Carlo Pizzigoni a 2:28 PMIeri si è giocato il recupero di Anderlecht - Bruges, rispettivamente primo e secondo in classifica nel campionato belga. Decide una perla di "Mbark" Boussoufa, al 90'
Per la terza volta consecutiva l'Egitto diventa campione d'Africa. Ieri, nella finale di Luanda, ha battuto il Ghana per 1-0. Gol decisivo, ancora di Mohamed Nagy "Gedo".
Terzo posto per la Nigeria: mio pezzo su Gazzetta.it
Battendo 1-0 la Nigeria il Ghana si qualifica per la finale di domenica di coppa d'Africa. La mia brevissima cronaca della partita su Gazzetta.it
E' iniziato mercoledì e termina domani l'andata dei preliminari di Copa Libertadores. Tra le altre, era impegnato il Cruzeiro a Potosì, col solito "pericolo" altura. Partita giocata per quasi 70 minuti in dieci (espulsione di Gilberto) ma condotta dai "vicecampioni" del torneo, in vantaggio con Wellington Paulista e raggiunti a pochi minuti dal termine da Correa. Un 1-1 che fa bene sperare, comunque, per il ritorno di Belo Horizonte, che si giocherà settimana prossima.
Nelle altre partite, pareggio casalingo senza reti per il Newell's contro gli ecuadoriani dell'Emelec e vittoria per 3-2 del Colon sui cileni dell'Universidad Catolica. Batosta (2-0) subita dai Tecos di Guadalajara a Chiclayo, nel nord del Perù, contro il Juan Aurich, a cui il PSV ha prestato il talento (classe 1990) Reimond Manco, ieri in campo. Vittoria di misura (1-0) per i venezuelani del Deportivo Tachira sul Libertad. Stasera Junior Barranquilla contro il Racing di Montevideo.
La partita molto attesa spesso delude. Stavolta, per fortuna, non è andata così: la sfida fra la capolista e l'aspirante provoca emozioni continue in uno stadio finalmente pieno e partecipe. L'incontro lo vince l'Inter, il cui piano partita viene sviluppato fedelmente nonostante l'espulsione di un giocatore chiave come Sneijder al 25' (applauso verso l'arbitro).
IDENTITA' MILAN. La superiorità numerica permette al Milan di giocare un partita di possesso palla più evidente ma le difficoltà dei giocatori Leonardo emergono anche in questa fase, tanto che la cosiddetta ricerca di equilibrio, trovata più che ricercata dopo gli stop di Pato e Seedorf e gli innesti di Gattuso e Beckham, leva identità a una squadra che aveva trovato, con il 4213, punti e entusiasmo. Vero che la sconfitta interna col Palermo aveva minato un po' le prospettive di tale modulo, però l'evoluzione in un sistema più razionale ha fatto perdere molto al Milan, specie in una partita contro una prima della classe. Vero, è anche questione di uomini: Pato e Seedorf sono insostituibili nella rosa del Milan, però l'inserimento di un doppio mediano non ha funzionato e i rossoneri non hanno trovato identità.
DIFFICOLTA' ROSSONERE. Il "duplo-pivot" (come lo chiamerebbe Mourinho) non ha portato equilibrio al Milan. La fase di transizione non è mai stata gestita a dovere: un recupero, non necessariamente alto, dell'Inter era una automatica azioen pericolosa. Non solo la transizione primaria o il contropiede, anche in una fase intermedia né Ambrosini né, soprattutto, Gattuso hanno mai trovato la posizione adeguata, bucando raddoppi, perdendo uomini e in generale concedendo sempre un vantaggio ai nerazzurri in zone e momenti delicati. Certo, non c'è stato aiuto dei terzini, disordinati nella fase di non possesso e solo vogliosi di appoggiare l'azione offensiva (e anche qui, tranne qualche interessante sovrapposizione a sinistra con le combinazioni Antonini- Ronaldinho, c'è stata confusione). Abate poi ha combinato un disastro nel primo gol, aggiustando la palla per Milito, e perdendo spesso la linea: ci sta che anche abbia pagato in termini mentali una partita così importante. Davanti, Borriello lotta ma Samuel e Lucio sono attenti e chiuso nella morsa, spalle alla porta combina poco (trova qualcosa nella seconda parte, quando sfiora il gol di testa); Ronaldinho non incide nella manovra anche se è l'unico a far davvero paura a Julio Cesar, con un tiro dal limite dell'area finito fuori di poco: spreca il rigore concesso da Rocchi nel finale, che poteva riaprire parzialemnte il match.
I MERITI DELL'INTER. I nerazzurri, nonostante un centrocampo cerottato, partono col rombo in mezzo al campo con Cambiasso davanti alla difesa e Muntari a sinistra (Santon, terzino)e giocano una partita favolosa: nei primi 25 minuti la dominano rimanendo compatti e ripartendo sempre con voglia di far male e pericolosità. Sneijder fa un lavoro fantastico anche in fase di non possesso, levando tranquillità al facitore di gioco Pirlo. Egualmente gran match di Pandev che non solo segna il gol del 2-0 ma ci aggiunge un assist sul primo (favolosa giocata "a memoria", senza guardare, alla ricerca della profondità di Milito), e un palo nel secondo tempo (minuto 60) che toglie definitivamente la tranquillità al Milan. Grande anche la squadra di Mourinho dopo l'espulsione, vero che, specie all'inizio del secondo tempo, soffre l'uomo in meno, cerca la densità difensiva medio-bassa e riparte meno ma non abbandonano mai mentalmente la partita (grandissimo match di Javier Zanetti, da vero capitano), tutti rimangono concentrati e concedono solo qualche mischia agli avversari. La vogliono vincere e riescono a veicolare la rabbia per l'arbitraggio considerato indecente verso un'energia positiva.
IL FUTURO DEL MILAN. Se José Mourinho comanda la partita dall'inizio alla fine, anche quando soffre, con piani chiari e definiti, Leonardo va più volte in difficoltà, denunciando forse qualche insicurezza nella gestione: non ci sono mosse per arginare la disarmante transizione difensiva, non aggredisce la partita, magari cercando di renderla più emotiva (il cambio di Seedorf non incide, Huntelaar entra all'80' e Inzaghi si guarda la partita dalla panca). Cerca di trovare ampiezza, creando superiorità sui lati, ma coi cross in mezzo non crea tantissimo (e allora perché non inserire prima l'attaccante olandese?). Ora è al bivio: mantenere il modulo così com'è o cercare di tornare alla spregiudicatezza di qualche giornata fa? Per far punti con avversari di meno consistenza potrebbe bastare l'equilibrio attuale, oppure "il re è nudo" e gli avversari, anche se con meno qualità dell'Inter, hanno imparato la lezione? Importante vedere, su una base di 4-5 match, anche quale sarà la reazione emotiva della squadra.
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari (43'st Cordoba); Sneijder, Milito (36'st Balotelli), Pandev (21'st Thiago Motta). All.Mourinho
Milan: Dida; Abate, Thiago Silva, Favalli, Antonini (32'st Jankulovski); Gattuso (1'st Seedorf), Pirlo, Ambrosini (35'st Huntelaar); Beckham, Borriello, Ronaldinho. All.Leonardo
Reti: 10'pt Milito, 21'st Pandev
Vincono Nigeria (contro lo Zambia, ai rigori, non meritando) e l'Egitto sul Camerun in rimonta: sono entrambe in semifinale di Coppa d'Africa. Resoconto dei due match su Gazzetta.it
Egitto - Camerun 3-1
Nel Vasco brilla il giovane Coutinho, già acquistato dall'Inter: 6-0 al Botafogo!
Pubblicato da Carlo Pizzigoni a 2:54 PMGrande vittoria del Vasco nel derby carioca col Botafogo. Tre gol per l'ex Dodo e grande prova di Phillipe Coutinho, giovane speranza del calcio brasiliano, acquistato dall'Inter per 3,8 milioni di euro tempo fa. Mio articolo su Gazzetta.it









