25 maggio 2015

Europeo Under 17 - MondoFutbol elegge i migliori prospetti


Una top 11 per l'appena terminato Europeo Under 17? troppo poco. MondoFutbol, tra pochissimo on line, vi regala una rosa completa dei miglior prospetti della manifestazione dominata dalla Francia.



Portieri

Gianluigi Donnarumma (febbraio '99 – Italia - Milan)


Sky's the limit, per questo ragazzo che gioca, in ogni categoria ( e pure qui all'Europeo), da sottoetà, con una tranquillità da veterano. Ha già un fisico formato (spalle larghe e 195 d'altezza), riflessi super, favoloso nell'uno contro uno, sicuro nelle uscite, mai un problema a giocare coi piedi, anzi.

Luca Zidane (maggio '98 – Francia - Real Madrid)
Più di una imperfezione ( migliorabile nei tempi delle uscite alte), il figlio di Zizou è un giocatore di grande personalità. Velocissimo ad “andar giù”, si fida un po' troppo spesso del suo istinto, battezzando situazioni con eccessivo anticipo. Trascinatore, ai rigori contro la Russia si è esaltato parandone tre e calciandone uno alla Panenka (sulla traversa).
Difensori

Reece Oxford (dicembre '98 – Inghilterra - West Ham)


Fisico imponente, dietro si è fatto sentire, e nessun attaccante ha con lui avuto vita facile. Già cosciente dei suoi mezzi, buono di testa, attento nell'accorciare, ha pagato qualche pigrizia di troppo che non lo ha sempre mantenuto concentrato per tutta la gara. Attese e prospettive rimangono però enormi.

Alec Georgen (settembre '98 - Francia - PSG)

Viso acqua e sapone e fisico asciutto, in campo si trasforma in un ossesso che macina chilometri su chilometri lungo la fascia di competenza, la destra, appoggiando la manovra ma senza perdere di vista, cattivo il giusto, l’equilibrio difensivo. Piccoli Debuchy crescono.


Marc Cucurella (luglio '98 - Spagna - Barcellona)

I duetti con Olmo sulla corsia mancina spagnola sono fra le cose esteticamente migliori di Bulgaria 2015, ma è in fase difensiva, fra diagonali, recuperi e accesi corpo a corpo, che il terzino blaugrana ha mostrato progressi confortanti.


Wout Faes  (aprile '98- Belgio – Anderlecht )

Elegante difensore centrale che usa la testa non solo per mostrare i suoi dorati ricci: sicurezza, dominanza nel gioco aereo, capacità di lettura e di impostazione dell’azione. L’Anderlecht se lo coccola e fa bene. 

Nikita Kalugin (marzo '98 - Russia - Dinamo Mosca) 

Letale come l’omonima femme del cinema, Nikita Kalugin, gran fisico e discreta mobilità, si è dimostrato padrone dell’area russa a colpi di marcature strette e anticipi secchi. Lo dimostra la fatica fatta dalla Francia nel superare il muro eretto dal centrale della Dinamo Mosca.


Centrocampisti

Felix Passlack ('98 – Germania - Borussia Dortmund)


Fisico compatto ed esplosivo, leader naturale, Passlack ha avuto molto impatto giocando da esterno e venendo dentro al campo, piuttosto che nelle ricezioni tra le righe. Potente nella gambe, in futuro può anche arretrare il suo ruolo, partendo forse anche da più dietro.


Carles Aleñá (gennaio '98 – Spagna- Barcellona)

Ennesimo talento prodotto alla Masia, Aleñá è un centrocampista con svariate doti. Sa fare iniziare l'azione con quel magico sinistro che si ritrova, sa condurre, palla al piede, ha buone letture difensive e può essere pericoloso ai sedici metri. Talento vero, forse con una collocazione in campo ancora da definire nei dettagli.


Manuel Locatelli (gennaio '98 – Italia – Milan)

Torna finalmente ai suoi livelli di rendimento, dopo una stagione tribolata. Leader del centrocampo azzurro dove mostra doti di costruzione insieme a letture difensive. Ragazzo nato nell'Atalanta e cresciuto nel Milan, giocherà anche l'anno prossimo in Primavera ma assaggerà anche la Prima Squadra.
Marcus Edwards (dicembre '98 - Inghilterra - Tottenham)

Forse sarà troppo innamorato della sfera ma i suoi movimenti fra le linee sono state frecce di Cupido per i tifosi inglesi e non solo. Peccato sia lui che i Tre Leoni siano stati fugaci quanto un colpo di fulmine. Da incorniciare la rete inflitta all’Éire.

Thimote Cognat (gennaio '98 - Francia - Lione)

Una sorta di bigino del lingua parlata a centrocampo: dinamismo, “garra”, doti organizzative, creatività. Colui che ha incarnato meglio di tutti le due anime dell’U17 francese. Zero fronzoli e tanta (virtuosa) sostanza.

Nikola Moro (marzo '98 - Croazia - Dinamo Zagabria)
Così come per il connazionale Brekalo, è mancata la continuità, ma a sprazzi il croato ha illuminato la scena con una tecnica nello stretto e una rapidità d’esecuzione fuori dal comune. Ne sanno qualcosa gli azzurrini costretti a dire addio al Mondiale, puniti da una rete del numero 10 della Dinamo Zagabria.

Matisse Thuys (gennaio '98 - Belgio - Genk)

Elemento cardine del centrocampo dei Diavoli Rossi. Giocatore pragmatico che dà copertura alla difesa e appoggio alla manovra, mantenendo la medesima lucidità. In due parole: fosforo e corsa.

Attaccanti

Bilal Boutobba (agosto '98 – Francia - Olympique Marsiglia)

Già buttato nella mischia del calcio che conta dal Loco Bielsa, sgamato il giusto, si è fatto soffiare la copertina dal compagno di squadra Edouard. Certo ha però lasciato dettagli creativi, situazioni offensive spesso di transizione gestite con letture superiori ( imbucate, tocchi di prima, pause) grazie a quella postura da smilzo mancino che fanno salivare ai piani superiori.

Ismail Azzaoui (gennaio '98 - Belgio - Tottenham)

Destra o sinistra fa poca differenza. Il belga del Tottenham è un’ala che non lascia scampo quando ha la possibilità di sfruttare il campo. Progressione, dribbling e un innato fiuto per il gol che non guasta mai.

Nanitamo Ikone ( maggio '98 - Francia - PSG)

Altra freccia nella faretra del tecnico Giuntini. Scatti che fendono le difese avversarie, traiettorie che centrano il bersaglio. Una punta moderna che abbina qualità atletiche a primizie tecniche che fanno ben sperare, anche se qui deve migliorare per aspirare al top.

Johannes Eggestein (maggio '98 - Germania - Werder Brema)

Spirito e struttura fisica di chiara scuola teutonica, ecco un altro centravanti del Werder Brema che fa faville nelle nazionali giovanili. Rispetto a Selke, Eggestein sfrutta meno la profondità, amando il gioco d’area e il lavoro di squadra ma sottoporta sono gli stessi: implacabili.


Odsonne Edouard (gennaio '98 – Francia – PSG)

Miglior giocatore e miglior cannoniere del torneo, con una tripletta in finale contro la Germania: è nata una stella. Fisico strabiliante, anche per la coordinazione, ha bene letto situazioni spalle alla porta e ha saputo dettare la palla profonda. Buono anche fronte alla porta e nello stretto, possiede un educatissimo tocco (si veda lo scavetto in finale contro la Germania), quasi brasiliano, lui che è nato poco lontano da lì, nella Guyana francese.

CARLO PIZZIGONI @pizzigo
ANIELLO LUCIANO @AnielloLuciano

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