13 dicembre 2013

Allievi Inter '97 da record: futuro di Thohir è iniziato da tempo...


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Tredici su tredici vuol dire record. Lo ricorda anche una nota della Federazione: mai una squadra del campionato Allievi era riuscita a vincere tutte le partite del girone d'andata. L'Inter guidata da Gianmario Corti, con l'ultima vittoria, nel week end, in casa del temibile Varese, ha fatto fin qui filotto: 39 punti, 35 gol segnati e solo 7 subiti, più 7 punti in classifica sulla seconda, il Milan, che nello scontro diretto ha perso 3-0 a Interello. “Ci fa piacere – dice Roberto Samaden, responsabile del Settore Giovanile nerazzurro – ma il nostro giudizio non sarebbe cambiato con un pareggio o una sconfitta in più. La cosa importante, infatti, è che questo gruppo è pieno di ragazzi molto futuribili, che probabilmente arriveranno al calcio professionistico.” Di ottimo livello, aggiungiamo noi: fin qui questa annata 1997 pare addirittura più promettente di quella del '96, che sta ora facendo buonissima figura, mescolata ai '95, nella Primavera. “E' ancora presto per dirlo – aggiunge Samaden –, ma in comune hanno un gruppo solido formato a livello di pulcini, che è stata portato avanti e che ogni anno ha avuto innesti di qualità.” Quei pulcini si chiamavano Federico Bonazzoli, il più giovane debuttante in Prima Squadra, dopo Beppe Bergomi, nella storia dell'Inter, oggi “prestato” alla Primavera ma che in poche presenze tra gli Allievi ha segnato sette gol, Federico Dimarco, probabilmente il miglior giocatore italiano all'ultimo Mondiale under 17, Michele di Gregorio, portiere che ha sempre ricevuto elogi da Luciano Castellini, Fabio Della Giovanna, centrale di difesa molto tecnico, così come Saulo Brambilla, regista di centrocampo dall'alto QI calcistico, e l'esterno d'attacco Matteo Cassani. A questi ragazzi, si sono aggiunti elementi di sicuro avvenire. Quasi subito è arrivato Enrico De Micheli, centrocampista moderno e “pro” già nella testa, come il terzino destro Matteo Colombini, poi altri come la potente mezzapunta Loris Zonta (appena arrivato fu protagonista di un superlativo trofeo Scirea, dove fu votato miglior giocatore) e l'attaccante Samuel Appiah. Giunto molto piccolo, con mamma e fratello minore, a Pordenone dal Ghana, questa punta che ricorda per velocità Oba Martins, è stato pescato da Beppe Giavardi (che ha prelevato in estate anche Giorgio Piacentini dall'Albinoleffe), responsabile degli osservatori nerazzurri, al Fiume Veneto: arrivato all'Inter non ha mai smesso di segnare, quest'anno i suoi centri sono già dieci. Dà il suo contributo pure Mel Taufer, talento che gioca sotto-età ( è del '98). Lo scouting internazionale ha reso ulteriormente ricca la rosa col centrale romeno Ratzan Popa, l'esterno spagnolo Paulo De La Fuente e il portoghese Pedro Gomes Delgado. Thohir sarà contento di apprendere che la sua rivoluzione giovane era già iniziata prima della sua venuta, e ha già frutti ricchissimi.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Gazzetta dello Sport - ed. Milano e Lombardia

02 dicembre 2013

Futbol, il lato bello dell'Honduras




Stiamo crescendo il nuovo Roberto Carlos”, “abbiamo l'attaccante del futuro”. Per quasi un mese, i titoli sul terzino sinistro Alvaro Romero e sull'esterno d'attacco Brayan Velásquez hanno occupato diverse pagine dei quotidiani. Non solo il giornale sportivo “Diez” ha però celebrato i due migliori giocatori della Nazionale dell'Honduras under 17, che ha sfiorato la semifinale nel recente Mondiale, giocato negli Emirati. Anche “La Prensa” e “Tiempo”, i quotidiani più diffusi, hanno macinato inchiostro sui due ragazzi prodigio e su tutta la Nazionale, seguita con affetto dalla gente, esasperata dalla violenza provocata dalle Maras, le gang giovanili nate in Salvador ma diffusesi e riciclatesi, nel tempo, nel Centroamerica e un po' ovunque. L'Honduras che vuole cancellare l'infamante etichetta che lo segnala solo come Paese con il più alto indice di omicidi del pianeta (86,5 ogni 100.000 abitanti, secondo i dati forniti dalla Commissione dei Diritti Umani), ha molte risorse. Dal futbol nascono quindi esempi positivi, ma anche azione diretta. Nelle elezioni per la Presidenza della Repubblica, svoltesi nel week end, ha ottenuto un ottimo risultato Salvador Nasralla, il più celebre giornalista sportivo del Paese, telecronista della Bicolor, la nazionale honduregna, e influentissimo opinionista. Nasralla ha fondato il Partido Anti Corrupción e attraversato tanti villaggi del Paese centroamericano per raccontare la sua volontà di cambiamento. 



 
La gente lo ha ascoltato, e si è lasciata persuadere da un uomo che si è rimesso in gioco a 60 anni: le iperboli nate per le narrazioni calcistiche, sono risultate credibili anche in politica, nonostante l'ostruzionismo del Partido Nacional. La formazione governativa, infatti, gli ha tolto anche la possibilità di eseguire la telecronaca dell'ultimo match col Brasile, spostando in extremis luogo e data della chiusura della campagna elettorale. La nazionale honduregna, guidata dal C.T. colombiano Suarez, si è qualificata senza problemi al Mondiale: in questa realtà la Bicolor è il simbolo positivo per eccellenza, e la politica se la contende. Prima di Sudafrica 2010, il Paese aveva appena vissuto il colpo di stato militare, appoggiato dalle oligarchie, che aveva deposto il presidente Zelaya, eletto democraticamente: l'euforia per la qualificazione al Mondiale dell'Honduras, 28 anni dopo la prima partecipazione, pacificò un Paese che rischiava la guerra civile. Nella semifinale del campionato honduregno si sfidano il Real España di San Pedro Sula (il distretto industriale chiave del Paese, ma anche una delle città più pericolose del Mondo) e l'Olimpia della capitale Tegucigalpa: sono le due maggiori tifoserie catrachas, sono le squadre, rispettivamente, di Romero e di Velásquez, il futuro dell'Honduras. Nel calcio, ma forse non solo.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: ET - Extra Time - La Gazzetta dello Sport

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