17 dicembre 2010

Ecuador: Liga campione

Pur perdendo la finale di ritorno (1-0) la Liga Deportiva Universitaria si laurea campione dell'Ecuador grazie al 2-0 rifilato all'andata all'Emelec. Prima di lasciare spazio alle polemiche montate nel paese andino c'è da sottolineare la buona qualità di queste due squadre, grazie soprattutto al lavoro di Edgardo Bauza (il tecnico campione, tornato a Quito dove aveva vinto la storica Libertadores nel 2008, e dopo la parentesi in Arabia Saudita) e di Jorge Sampaoli, appena accasatosi all'Universidad de Chile.
La prima parte del campionato ecuadoriano è stata vinta dall'Emelec di Guayaquil che ha relizzato 46 punti nelle 22 partite, mentre nella seconda il passo spedito è stato quello della Liga, che ne ha totalizzati 47. Le due dominatrici si sono affrontati poi in due sfide equilibrate, conclusesi 2-0 (doppietta del giovanissimo Miller Bolanos) per la Liga, la prima, e 1-0 per gli uomini della costa, la seconda. (Continua su: Tropico del Calcio - LDU campeon)

Finale di Andata: LDU - Emelec 2-0:


Finale di Ritorno: Emelec - LDU 1-0:

13 dicembre 2010

Mao Molina su Max

Il Seongnam incontra domani l'Inter nella semifinale del Mondiale per Club. Un esercito di sudcoreani volenterosi al servizio del magico sinistro di un colombiano giramondo con alle spalle un mecenate particolare, il chiacchierato reverendo Moon...

Il pezzo su Max

09 dicembre 2010

L'Independiente vince la Copa Sudamericana. Sconfitto ai rigori il Goias

E' tornato il re di Coppa. L'Independiente torna a sollevare un trofeo internazionale: battendo ai rigori nella finale di ritorno i brasiliani del Goias aggiunge la Copa Sudamericana alla bacheca dove già brillano sette Libertadores e un paio di Intercontinentali. Il club esmeraldino arrivava ad Avellaneda dopo il 2-0 conseguito a Serra Dourada e mostrava immediatamente una buona postura, davanti al prevedibile inferno della Doble Visera. Sotto di un gol (in rete Velazquez) il Goias rispondeva senza paura al Rojo, trovando il pareggio con un gran gol di testa di Rafael Moura, capocannoniere della Sudamericana con otto reti e pronto per una nuova avventura, probabilmente fuori dal Brasile, nella prossima stagione. La partita diventava molto più cattiva, l'Independiente iniziava a innervosirsi, Matheu in mezzo al campo rischiava l'espulsione per un brutto intervento, un rimpallo fortunoso poco prima della mezz'ora riportava però il Rojo in vantaggio con Parra, che bissava alcuni minuti dopo grazie a una acrobazia: segnando addirittura da seduto. (Continua su: Tropico del Calcio - Sudamericana al Rojo)

07 dicembre 2010

Rayados Monterrey campioni del Messico

Senza storia la finale di ritorno del campionato messicano: il Monterrey, dopo aver perso 3-2 nel match di andata col Santos Laguna, ha dominato, laureandosi campione del Messico. Per i Rayados è il terzo titolo in sette anni. Davanti a un esaurito stadio "Tecnologico" è finita 3-0, con Humberto Suazo grande protagonista e autore di due reti (il primo ha aperto le marcature, l'altro, favoloso, ha chiuso definitivamente il match).Dopo le sfortunate esperienze al Saragozza e, soprattutto, al Mondiale (col Cile), dove ha si è esibito in una serie di cameo di contenuta importanza per un infortunio, il Chupete è tornato grande nel club del nord del Messico, che aveva lasciato per arrivare in Aragona. Altro grande protagonista della campagna dei Rayados l'ex Boca Juniors Neri Cardozo, talento purissimo di soli 24 anni che aspira a platee di maggiore visibilità: miglior assist-man e vicecapocannoniere del Monterrey, è stato l'uomo in più in mezzo al campo. (Continua su: Tropico del Calcio - Messico Rayados)

06 dicembre 2010

Il Fluminense di Muricy Ramalho e Dario Conca vince il Brasileirao 2010

Al Fluminense era sufficiente battere il già retrocesso Guarani per conquistare il titolo brasiliano: non senza un po' di paura il Tricolor carioca è riuscito nell'esercizio e dopo 26 anni, 6 mesi e otto giorni torna a festeggiare per la conquista del Brasileirao. Strana la vita: la " squadra di guerrieri" l'anno scorso, di questi tempi, tirava un sospiro di sollievo per aver scampato l'onta della retrocessione grazie a una rete di Marquinho. Lo stesso Marquinho, sulle tribune dell'Engenhao perché infortunato, è stato ieri il più scatenato tra i tifosi, al momento di celebrare la rete del nuovo eroe,il brasiliano naturalizzato del Qatar "Sheik" Emerson che infilava la rete del Guarani per ottenere i tre punti necessari, nonostante la tensione della gara e il pessimo stato del campo dello stadio carioca, che certo non ha aiutato il Flu. Vince dunque, con pieno merito, il Fluminense di Muricy Ramalho, che secondo i desiderata della federazione avrebbe dovuto lasciare Laraneijras per sedersi sulla panchina della Seleçao: il Flu ha tenuto duro, giustamente, considerando che Muricy è certamente stato un elemento chiave per la vittoria e, oggi, è probabilmente il miglior tecnico brasiliano. (Continua su Tropico del Calcio - Flu campione)

29 novembre 2010

Il Fluminense batte il Palmeiras: è vicino il secondo Brasileirao della sua storia

Al Fluminense restano novanta minuti per preparare la festa. A meno di clamorosi e impronosticabili inciampi nella partita finale, da giocarsi in casa, domenica prossima all'Engenhao di Rio de Janeiro, contro la retrocessa Guarani, il Tricolor Carioca bisserà l'unico titolo brasiliano vinto nel lontano 1984. La pressione di questa penultima giornata sugli uomini di Muricy Ramalho non è mancata: impegnati contro il Palmeiras sono andati sotto dopo soli quattro minuti e lì le gambe hanno vacillato, anche se la torcida del Verdao era apertamente schierata con gli avversari. Tutto il mondo è paese: bloccare la capolista significava fare il favore più grande agli arci-rivali del Corinthians. Così una litania di insulti è stata sgranata ad ogni parata del malcapitato portiere del Palmeiras, Deola, che però alla fine si è arreso due volte e ha concesso semaforo verde al Flu (gol decisivo di Tartà, che ha surrogato Deco durante il match). Commento finale di Felipe Scolari, già non esattamente popolare a Palestra Italia per i cattivi risultati in campionato: "Oggi non ho visto i tifosi del Palmeiras, erano tutti per il Fluminense: scusatemi, ma questo per me non è calcio". (Continua su Tropico del Calcio - Flu vicino al titolo)

22 novembre 2010

Fluminense torna in testa, batte e festeggia coi tifosi del San Paolo per lo stop del Corinthians

Non è mai finita. Continunano le emozioni del Brasileirao 2010. Col Corinthinas bloccato a Bahia al Fluminense basta la vittoria contro il San Paolo per riprendersi la vetta della classifica, dove non molla nemmeno il Cruzeiro, che batte il Vasco ed è matematicamente qualificato per la Copa Libertadores. A due giornate dal termine, il match-ball ritorna sulla racchetta del Tricolor carioca, grazie ai tre punti contro il San Paolo, match deciso ancora una volta dalle giocate di Dario Conca, autore di una doppietta nel 4-1 finale. I tifosi festanti all'uscita dell'Arena Barueri non erano però solo quelli della nuova capolista: per i paulisti era vitale vedere vincere i rivali giornalieri per bloccare la corsa al titolo dei rivali di sempre, il Corinthians. (Continua su Tropico del Calcio - Flu ritorna primo)

16 novembre 2010

Un rigore discusso (procurato e realizzato da Ronaldo) porta in testa il Corinthians

Il rigore all'89' di Corinthians - Cruzeiro trasformato da Ronaldo potrebbe rappresentare la segnatura che decide il Brasileirao. A tre giornate dalla conclusione il Timao ritrova la testa grazie allo stop del Fluminense, bloccato in casa dal Goias. Infuriano però le polemiche: il penalty fischiato al Fenomeno fa discutere (insieme a due contatti in area tra il portiere del Corinthians Julio Cesar e l'attaccante del Cruzeiro Thiago Ribeiro, non meritevoli di alcuna sanzione secondo l'arbitro) e ha scatenato tutta la Raposa. (Continua su Tropico del Calcio - Timao primo)

08 novembre 2010

CALCIO GP, è in edicola il numero 9



E' in edicola il nuovo numero di Calcio GP, il settimanale del lunedì diretto da Giancarlo Padovan. Su questo numero 9 mi sono occupato della cronaca di Inter-Brescia e di Como-Cremonese, dell'analisi delle dinamiche interne della società inter in questo momento di relativa difficoltà e ho scritto un ritratto su Giuliano dell'Internacional.

Per comprarlo e leggerlo on line: vai QUI

02 novembre 2010

Il Fluminense e il Cruzeiro non sbagliano e restano davanti. Il Corinthians frenato dal Flamengo

Si è chiusa con le due capoliste, Fluminense e Cruzeiro, ancora appaiate la 32a giornata, cominciata mercoledì con un classico come Flamengo - Corinthians, in cui la squadra di Ronaldo non è andata oltre il pareggio, perdendo due punti importanti. Il Timao è ora a meno tre dalle leaders: ha aperto le marcature il Fenomeno che giocava contro la torcida di cui ha sempre fatto parte, che lo ha atteso per anni ed è rimasto a bocca asciutta dopo il voltafaccia dell'ex centravanti di Inter e MIlan che alla fine ha scelto il Corinthians come palcoscenico di addio. Il pareggio rubronegro è giunto nella ripresa per opera di Diogo: Vanderlei Luxemburgo, che ha rianimato il Mengo, ha abbandonato il 442 delle prime uscite in favore di un modulo offensivo con tre attaccanti ribattezzato DDD, dalle iniziali del nome dei tre attaccanti, lo stesso Diogo, lo strapagato Deivid e Diego Mauricio. (Continua su: Tropico del calcio - Flu e Cru sempre davanti)

27 ottobre 2010

L'affaire Thiago Silva





L'acquisto di Thiago Silva da parte del Milan nella finestra di mercato invernale di inizio 2009 fu davvero un grande colpo. In primis, tecnico: il centrale brasiliano è il futuro e, grazie alla fiducia di Mano Menezes, nuovo CT verdeoro, pure il presente della Seleçao, dove ormai è stato stabilmente schierato al centro della difesa. Tecnico, veloce, forte di testa, con grandi capacità di impostare il gioco da dietro Thiago Silva rappresenta il prototipo del difensore moderno, a cui si deve unire, nel suo caso, la grande professionalità fuori dal campo. Affare quindi tecnico, ma pure economico. Grazie ai buoni contatti di Leonardo in Brasile e alla prontezza della dirigenza rossonera, il Milan ha firmato un giocatore, che volevano tanti top club europei, ad un cifra appena superiore ai dieci milioni di euro. Un cifra che però non ha mai incontrato le languide casse del Fluminense, società dove Thiago evoluiva in quegli anni, adorato dai tifosi della Rio bene, a cui il Flu è tradizionalmente associato. Infatti, come recitano le carte federali, il Milan ha acquistato il giocatore non dalla società carioca bensì dalla sconosciuta Tombense, che militava nelle divisioni inferiori dei campionati dello stato di Minas. Tutto davvero strano, se pensiamo che per un giocatore di quella levatura il Fluminense non si muove per un rinnovo, accetta supinamente la scadenza del contratto a fine dicembre 2009, rispedisce al mittente tutte le offerte giunte e lo lascia libero di firmare per una società minore. Il Milan, che annuncia urbi et orbi l'acquisto a fine dicembre 2008, però non possiede il posto libero per tesserare un nuovo extracomunitario (“slot” occupati da Shevchenko e Tabaré Viudez). In Lega Calcio solo in data 19 giugno 2009 si certifica il passaggio definitivo di Thiago Silva dalla Tombense al Milan. Ma sono ormai quasi sei mesi che il brasiliano si allena a Milanello, in prestito dal mini club mineiro. I giornali carioca hanno a lungo argomentato riguardo questo affaire (con accuse tra le più varie, spesso pesanti: si è parlato di soldi pagati “in nero”), architettato dal potente procuratore Eduardo Uram, e il giudice Gustavo Farah Correa ha aperto addirittura un'indagine, dato che in tutte queste scatole cinesi, oltre alle casse vuote del Fluminense ci sarebbero pure quelle intonse del fisco brasiliano. Ecco, in questo genere di operazioni fittizie, ci sono pure rischi collaterali..

CARLO PIZZIGONI
FONTE: Calcio GP

25 ottobre 2010

CALCIO GP, è in edicola il numero 7



E' in edicola il numero 7 di Calcio GP, il settimanale del lunedì diretto da Giancarlo Padovan. In questo numero ho scritto la cronaca di Inter - Sampdoria, ho analizzato il buon momento del Borussia Dortmund e, soprattutto, del suo giapponese Shinji Kagawa e realizzato un'intervista con Lorenzo Crisetig, ottimo prospetto della Primavera nerazzurra e grande speranza per il centrocampo Azzurro di domani.

E' possibile comprare e leggere Calcio GP anche on line: QUI

Cruzeiro sconfitto dall'Atletico Mineiro: il Fluminense pareggia a Curitiba e ritorna in testa

Sconfiggere l'avversaria cittadina nel derby, davanti a uno stadio completamente ostile e farle perdere la testa della classifica... non ha prezzo. Festa da carnevale quindi per l'Atletico Mineiro, un'altra squadra dopo l'arrivo in panchina di Dorival Junior, che batte il Cruzeiro nel Classico di Belo Horizonte dopo un match pieno di emozioni, terminato 4-3 (tradisce i blu, Walter Montillo, forse il miglior giocatore di questo Brasileirao, che sbaglia malamente un rigore). Eroe del match, Obina (nella foto col suo tecnico), che firma una tripletta: esercizio rarissimo in un classico mineiro: tra i pochi ad avere al petto questa medaglia, Ronaldo, ça va sans dire, e quel Fabio Junior che a Roma ricordano bene... A fine partita, Diego Tardelli, giocatore chiave dell'Atletico ha confessato che la motivazione giusta, lui e i suoi compagni, l'hanno trovata frequentando una palestra gestita da un ex capitano del BOPE, corpo scelto e di primo livello della polizia brasiliana, raccontata anche nel film "Tropa de Elite", che ha avuto meritato successo anche in Europa (Continua su Tropico del Calcio - Cruzeiro sconfitto, perde la testa)

18 ottobre 2010

Cruzeiro sconfitto dal Gremio, Fluminense e Corinthians solo pareggio

Sempre più impronosticabile questo Brasileirao. La nuova capolista Cruzeiro viene battuta dal Gremio di Renato Gaucho e le immediate inseguitrici non vanno oltre il pareggio, mantenendo così la Raposa in testa. Eppure la squadra di Cuca era andata in vantaggio all'Olimpico di Porto Alegre grazie al solito Montillo, anche ieri ispiratissimo. Raggiunto nel recupero della prima frazione da una rete "sporca" di Júnior Viçosa, aveva riguadagnato la testa del match, ma la rete di Wellington Paulista veniva ingiustamente annulata. Un rigore (ripetuto due volte) di Jonas (nella foto), capocannoniere del campionato, ha regalato la vittoria al Tricolor Gaucho. (Continua su: Tropico del Calcio - Gremio batte Cruzeiro)

14 ottobre 2010

Neymar batte l'Internacional nel recupero, ora il Santos spera. Il Vasco mette sotto il Corinthians

Si sono disputati nella notte due recuperi del Brasileirao. A Vila Belmiro Neymar segna il gol decisivo contro l'Internacional e regala la terza vittoria consecutiva al Santos, che scavalca in classifica proprio il Colorado (che aveva chiesto il rinvio della gara all'epoca della finale di Libertadores, poi vinta): ora è quarto a meno sei dalla vetta. (Continua su: Tropico del Calcio - Neymar batte l'Internacional)


11 ottobre 2010

Fluminense battuto e sorpassato, ora è il Cruzeiro il leader del Brasileirao

Terremoto sul Brasileirao.Nella sfida clou della giornata il Cruzeiro batte il Fluminense (1-0, rete di Wellington Paulista), lo sorpassa nella classifica del Brasileirao 2010 e ora è leader assoluto. Il Corinthians, altra pretendente al titolo, cade rovinosamente in casa contro il modesto Atletico Goianiense e il tecnico Adilson Batista presenta le dimissioni: "non è stato possibile dare continuità al lavoro dei Mano Menezes (l'ex allenatore e oggi CT della Seleçao, ndr)", avrebbe ammesso. Voci parlano di un possibile arrivo di Carlos Alberto Parreira (continua su Tropico del Calcio - Cruzeiro leader)

04 ottobre 2010

E' in edicola il quarto numero di Calcio GP



Calcio GP, il settimanale del lunedì diretto da Giancarlo Padovan, è in edicola. Su questo numero mi sono occupato di un'analisi sull'Inter e ho cercato di leggere la crisi del Lione. Si può leggere Calcio GP anche on line: QUI.

Frenata generale, in Brasile comanda sempre il Flu

Giocare continuativamente nel week end e a metà settimana non aiuta certo ad aumentare la spettacolarità della Serie A brasiliana. Soprattutto, si accentuano i passaggi a vuoto, che in questo turno hanno coinvolto le tre squadre di vertice. Il Fluminense addirittura si è fatto bloccare dalla lanterna del campionato, il Gremio Prudente mentre il Corinthians era sotto di due gol, in casa, col Cearà prima che un forcing finale gli ha permesso di recuperare almeno il pari. (Continua su Tropico del Calcio - Frenata generale)

01 ottobre 2010

Zico sbatte la porta, si dimette dal Flamengo





Tira una brutta aria alla Gavea, quartier generale del Flamengo, nel Brasilerao impelagato nella lotta per non retrocedere. Zico, direttore sportivo del club carioca (Diretor Executivo, secondo la dizione ufficiale), oltre che maggiore idolo della gente rubronegra, ha presentato dopo soli quattro mesi le dimissioni. Lo ha annunciato proprio l'ex giocatore dell'Udinese attraverso il suo sito ufficiale "Zico na Rede". Motivo della rinuncia, una lotta interna al club che ha pesantemente infastidito il numero 10 più famoso della storia flamenguista. (Continua su Tropico del Calcio - Zico addio al Fla)

30 settembre 2010

Brasileirao: Dario Conca lancia il Fluminense

I 58 kg di talento di Dario Conca decidono ancora a favore del Fluminense, che allunga in classifica dopo la vittoria sofferta con l'Avaì e il pareggio del Corinthians, primo rivale del Tricolor. Nella squadra di Muricy permangono le difficoltà di gioco (Deco ancora sostituito, ma nettamente in ripresa rispetto alle ultime uscite), soprattutto di continuità alternando il Flu (tornato al 4222) buone giocate a periodi di amnesia diffusa. Contava però vincere e a Volta Redonda (120 km da Rio e grande entusiasmo sugli spalti) il Fluminense ha vinto con una rete del suo piccolo capitano argentino, Dario Conca, a soli otto minuti dal triplice fischio. (Continua su Tropico del Calcio - Conca lancia il Flu)

28 settembre 2010

Il terzo numero di CALCIO GP è in edicola



E' in edicola il terzo numero di Calcio GP. Ho scritto la cronaca di Juventus-Cagliari, quella di Atalanta Reggina e quella di Monza-Sorrento. Più un'analisi sulla medio-borghesia del calcio spagnolo attuale.

Spettacolo al Beira Rio: il Corinthians va KO con l'Inter, Fluminense torna primo

Bellissima partita al Beira Rio. Dopo oltre novanta minuti di ottimo calcio e una serie di emozioni l'Internacional batte il Corinthians, che perde così la testa della classifica a favore del Fluminense. Incredibile partita a Porto Alegre con il Timao che piazza il gol del 2-2 al novantesimo grazie a un rigore di Bruno Cesar e subisce la rete della vittoria colorada nei minuti di recupero per merito di Andrezinho (con D'Alessandro, altro protagonista della partita, nella foto): favolosa punizione "copiata da Zico" (ipse dixit). (Continua su Tropico del Calcio - Timao KO, Flu primo)

22 settembre 2010

Sandro Modeo "L'alieno Mourinho"

Davvero da consigliare il libro di Sandro Modeo "L'alieno Mourinho", ISBN edizioni. E' un favoloso viaggio intorno e dentro l'allenatore oggi al Real Madrid, una biografia sui generis che è anche un trattato di neuroscienze, psicologia, letteratura, storia e filosofia. Mourinho, la sua carriera, le sue analisi (ma anche la storia del Calcio attraverso i tecnici che lo hanno cambiato) e il perché l'ambiente italiano lo ha rifiutato. Imperdibile. (Intervista audio all'autore QUI)

"(...)Apprezzato in Inghilterra, questo atteggiamento è stato rigettato pressoché sistematicamente in Italia, per sue motivi ben legati tra loro. In primo luogo, buona parte della platea dei giornalisti e dei tifosi - alimentandosi in un sostegno reciproco - si compatta in una "base" tecnicamente approssimativa, compiaciuta della propria visione del calcio "da oratorio", sclerotizzata in un formulario che dovrebbe essere disincantato ed è solo opacamente e cupamente reazionario: "gli allenatori non contano niente"; "gli chemi uccidono la fantasia"; "nel calcio è stato inventato tutto"; e così via. Per un fruitore simile, il coach ideale è un misto di falsa modestia ("la squadra può far bene") e virilismo ruvido (un Capello che vince e parla poco), magari condito da qualche da qualche ammicamento da caserma. Mourinho, in un contesto simile, è troppo esplicitamente ambizioso e convinto di sè, nello stesso tmpo troppo intellettualistico e buffonesco, troppo scientifico e fumoso. E in secondo luogo, quella base non può tollerare l'invito a una conflittualità trasparesnte che eequivarrebbe allo scoperchiamento di un gattopardismo secolare."

20 settembre 2010

Il secondo numero di CALCIO GP è in edicola




Torna in edicola CALCIO GP, il settimanale diretto da Giancarlo Padovan.

In questo numero mi sono occupato delle cronaca di due partite Milan - Catania 1-1 (giocata sabato) e Lecco-Montichiari 0-2 (domenica). Scrivo anche di Samuel Eto'o (il suo "difficile" approdo in Europa visto adesso), del ritorno in panchina al professor Gerard Houllier (Aston Villa) e di Roberto Bertuzzo, tecnico dei Giovanissimi del Milan.

Per leggerlo sul web: QUI

14 settembre 2010

CALCIO GP è in edicola



Da questa settimana è in edicola, e lo sarà ogni lunedì, CALCIO GP, il nuovo giornale diretto da Giancarlo Padovan. Sul web lo trovate QUI.
In questo numero oltre alle analisi di tutte le gare di Serie A, B e Lega Pro trovate anche approfondimenti oltre che del direttore anche, tra gli altri, di Alfredo Pedullà e la penna sempre irriverente di Pippo Russo. Io ho scritto un'analisi di Inter - Udinese che ho visto sabato a San Siro e un pezzo sullo Sporting Braga.

Brasileirao: Cadono le prime, Botafogo e Cruzeiro ora ci credono

La giornata dove inciamparono le due regine. Fanno flop, e pesanti flop, sia il Fluminense, che cade rimontato dall'Atletico Goianiense, che il Corinthians, sconfitto in casa dal Gremio di Renato. Il Fluzao è da tempo in un periodo di crisi di gioco che Muricy sta cercando di risolvere con la richiesta di un maggiore rigore tattico in mezzo e un sempre più attenzione alla spaziatura, ma le cose per ora non funzionanano e si tira avanti con le invenzioni di Dario Conca e Deco, che vanno con lo spartito tutto loro, però efficace. (Continua su Tropico del Calcio - Botafogo e Cruzeiro ci sono)

11 settembre 2010

Brasileirao: Abreu stende il Santos, frena il Timao

La rete al 90', un golaço, del "Loco" Abreu, entrato da poco, che decide la sfida equlibrata tra il suo Botafogo e il Santos è la fotografia di questa giornata. Il Fogao mantiene così il terzo posto in coabitazione col Cruzeiro (che mette sotto l'Internacional) e si avvicina al Corinthians. (Continua su Tropico del Calcio - Grande Fogao)

07 settembre 2010

Brasileirao: Cade la capolista Fluminense

Barcollò, barcollò, e alla fine cadde. I passi falsi delle ultime due partite erano certamente più di un segnale per il leader del campionato brasiliano Fluminense, caduto infatti ieri di fronte al Guarani dopo il vantaggio iniziale di Emerson. Una sconfitta se non annunciata ma che ci sta e rende manifesto il periodo di crisi della squadra di Muricy. (Continua su Tropico del Calcio - Cade il Flu)

03 settembre 2010

Brasilerao. Fluminense beffato al 90'

Un gol dell'ex Dortmund e Saragozza Ewerthon, a 90' scoccato, blocca sul pareggio la capolista Fluminense. Il Flu di Muricy Ramalho controlla per buona parte del match contro il Palmeiras di Scolari grazie agli ispirati Deco e Conca, trova il vantaggio con Emerson ma non chiude la partita e alla fine subisce la beffa. (Continua su - Tropico del Calcio - Beffa Flu)

30 agosto 2010

Brasilerao: Rogerio Ceni blocca il Flu. Torna Ronaldo

Guardati dagli amici. E' stato proprio il San Paolo, la squadra dove si è affermato come allenatore Muricy Ramalho, a bloccargli la corsa. Se però il Fluminense non va oltre il 2-2 finale al Maracana (primo gol di Deco) il merito è soprattutto del portiere Rogerio Ceni, in gol su punizione e protagonista in diverse azioni con tante parate decisive, fino quella sul rigore di Washington. Questa battuta d'arresto favorisce il Corinthians (ora a meno 3 dal Fluzao) che ritrova Ronaldo in campo (applauditissimo) e i tre punti per merito di Iarley e Paulinho che stendono il Vitoria Bahia. (Continua su Tropico del Calcio - Rogerio blocca il Flu)


27 agosto 2010

Brasilerao: Il Flu vola, cade Scolari, si rompe Ganso

Il turno infrasettimanale del Brasilerao dice sempre più Fluminense. Il Tricolor carioca, in cui Deco ha esordito dal primo minuto, ha messo sotto il Goias, a Serra Dourada, dopo lo 0-0 del primo tempo. Inciampa il più immediato inseguitore del Fluzao, il Corinthians, sconfitto dopo una partita combattuta a Belo Horizonte (rigore sbagliato da Bruno Cesar) da un Cruzeiro che ritrova le posizioni di vertice della classifica grazie alla segnatura di Walter Montillo. (Continua su Tropico del Calcio - Flu vola)


23 agosto 2010

Il Vasco blocca il Flu, si avvicina il Corinthians

Girandola di emozioni, in un Maracana gremito da 80.000 appassionati, tra il Vasco e la capolista Fluminense. Il Vasco era riuscito a girare la partita dopo il vantaggio iniziale del difensore del Flu Gum: un errore in fase di disimpegno difensivo (rei, il "figliol prodigo" vascaino Felipe e Ze Roberto) hanno permesso al Fluzao, in cui ha esordito Deco, di guadagnarsi il 2-2 finale e un punto che mantiene il Tricolor carioca al comando della classifica del Brasilerao. (Continua su Tropico del Calcio - Flu bloccato)

19 agosto 2010

Libertadores: Vince l'Internacional

Non è stata una passeggiata, ma dopo la vittoria anche al Beira Rio per 3-2 sulle Chivas di Guadalajara la Copa Libertadors è di nuovo dell'Internacional. Non è stata una passeggiata perché i messicani, che cercavano un successo storico e inedito, hanno mostrato comunque di poter giocare anche ai massimi livelli contro le squadre più forti. (continua su Tropico del Calcio - Libertadores all'Inter)

16 agosto 2010

Brasilerao: Fluzao sempre più leader

Sempre più Fluminense. Il Brasilerao si colora sempre più di Tricolore (carioca) dopo la quattordicesima: la squadra di Muricy Ramalho ha facilmente battuto le riserve dell'internacional (impegnato in settimana nel ritorno della finale di Libertadores) e grazie alla contemporanea sconfitta del Corinthians a Florianopolis possiede ora 4 punti di vantaggio sul Timao. (continua su Tropico del Calcio - Fluzao leader)

09 agosto 2010

Fluminense vince a Porto Alegre e resta capolista

Continua la marcia del Fluminense in testa alla classifica del campionato brasiliano. La vittoria per 2-1 all'Olimpico di Porto Alegre lascia il Tricolor carioca davanti a tutti nel Brasilerao, dopo una partita condotta dall'inizio alla fine, senza grandi problemi nemmeno dopo l'espulsione del centrocampista Fernando Bob. (continua su Tropico del Calcio - Capolista Flu)

05 agosto 2010

Al Santos la Copa do Brasil

I ragazzi di Vila Belmiro alzano al cielo di Bahia la Copa do Brasil, trofeo inedito per il Santos, che gli consente l'autamatica qualifica alla prossima Libertadores. Dopo il 2-0 della partita di andata il Peixe è riuscito anche a portarsi in vantaggio nel Barradão, a Salvador (Continua su Tropico del Calcio - Santos vince la Coppa)

02 agosto 2010

Fluminense ritrova il comando

Giornata 12 segnata dal ritorno in testa alla classifica del Brasilerao per il Fluminense, complice il pareggio del Corinthians. Tutto su: Tropico del Calcio - Flu in vetta.



I gol da "Fantastico"

30 luglio 2010

Il calcio visto dal Guatemala

Luca Laffranchi è un giornalista freelance in giro per il Centroamerica da qualche tempo. Ha scritto un pezzo sul calcio del Guatemala dopo aver visitato il Centro Federale Proyecto Goal ed aver intervistato un paio di giornalisti locali, oltre al tecnico della nazionale, Ever Almeida.

E´ripartito il 68° Campionato di Calcio Guatemalteco dell´era professionistica, una tra le pochissime nazioni del Centroamerica (insieme a Nicaragua e Panama) a non aver mai partecipato ad una Coppa del Mondo. I favoriti sono ancora i campioni in carica del Municipal di Citta´del Guatemala, che oltre ad aver vinto le due precedenti edizioni sono anche la squadra piu´ titolata con 28 successi nazionali. (continua su Tropico del Calcio - Futbol guatemalteco)

29 luglio 2010

Champions. Preliminari terzo turno. Andata

Young Boys - Fenerbahce 2-2. Un rigore (discutibile) di Costanzo tiene ancora vivo lo Young Boys. Partita con qualche errore di troppo (gli uomini di Petkovic hanno sprecato tanto davanti alla porta) ma certamente divertente. Bello il pirmo gol del match, dell'ex Inter Emre.

Sporting Braga - Celtic 3-0
Figuraccia del Celtic in Portogallo contro una squadra di grande organizzazione ma non di eccelso talento: bracaerensi padroni del campo e vicinissimi al passaggio del turno.

Ajax - Paok 1-1. Incredibile pareggio per il Paok, che ha appena licenziato Mario Beretta e si è reso protagonista di una pessima pre stagione. All'Amsterdam Arena subisce di tutto, con l'Ajax che arriva davanti alla porta un incredibile numero di volte, ma il gol valido è solo quello di Luis Suarez. Vlado Ivic segna il gol del pareggio.

Debreceni - Basilea 0-2 Il bel gol dell'interessantissimo Xhaka al 91' fissa il match sul 2-0 e assegna sostanzialmente la qualificazione agli svizzeri.

Sheriff - Dinamo Zagabria 1-1

Partizan Belgrado - HJK Helsinki 3-0

Bate Borisov - FC Copenaghen 0-0

Aktobe Lento - Hapoel Tel Aviv 1-0

New Saints - Anderlecht 1-3


Dinamo Kiev - Gent 3-0 In gol anche Shevchenko

Sparta Praga - Lech 1-0

Unirea Urziceni - Zenit San Pietroburgo 0-0

Lovech - Zilina 1-1

Omonia Nicosia - Red Bull Salisburgo 1-1

Libertadores, semifinali: vantaggio minimo per U e Internacional

Chivas Guadalajara - Universidad de Chile 1-1




Internacional - San Paolo 1-0

27 luglio 2010

La nuova lista di Mano: Rivoluzione annunciata

C'era molta curiosità attorno ai nomi della prima lista dei convocati di Mano Menezes, e qualche mezza verità, visto che il giorno prima della diffusione si erano sparse voci secondo le quali il neo CT avrebbe chiamato solo giocatori impegnati nel Brasilerao. E invece l'elenco diramato in vista dell'amichevole da giocare contro gli Stati Uniti il prossimo 10 agosto è "vero", completo, e profuma di rivoluzione, anche se annunciata ... (continua su Tropico del Calcio - Mano's List)

26 luglio 2010

Brasilerao: 11a giornata. Mano dà l'addio da capoclassifica





L'ultima partita del neo CT Mano Menezes nel Corinthians è un successo, anzi due: torna alla vittoria e riguadagna la testa della classifica. Un bel finale della sua avventura al Corinthians. Tutto sulla gioranta su: Tropico del Calcio - Brasilerao 11a giornata

23 luglio 2010

Muricy nuovo CT del Brasile? Dietrofront: Il Flu si oppone e arriva Mano Menezes




Alla fine la scelta della federazione brasiliana è andata su Muricy Ramalho, attuale tecnico del capoclassifica Fluminense: è lui il successore di Dunga sulla panchina verde-oro. E' la stessa scelta che avrei fatto io, tenendo conto di tutto (Mano Menezes troppo poco esperto, Felipao non convintissimo e cavallo di ritorno e Leonardo non proponibile). Curiosissimo di vederlo all'opera, ma è certo che in panchina ci va una persona davvero competente. Non era giusto cancellare, dopo un'annata no, nel tritacarne del Palmeiras, per giunta, tutta la credibilità che il tecnico ex San Paolo si era meritatamente costruito.

Il Fluminense si oppone ( o forse lo sponsor del Flu...) e la CBF vira su Mano Menezes.


(Mano Menezes con Rivellino)

Brasilerao. Comanda il Fluminense

Vittoria sofferta del Flu e testa della classifica per gli uomini di Muricy, che comandano ora solitari davanti al Corinthians. Analisi e gol su Tropico del Calcio - Comanda il Flu.

22 luglio 2010

Brasilerao. Decima Giornata: cade il Timao. Leao aggredisce un giornalista

Sul Blog del calcio sudamericano analisi e gol della decima giornata, con la capolista Corinthians che cade con la lanterna Atletico Goianiense, mentre si avvicina l'Inter (vittoria in rimonta sul Galo). Tropico del Calcio - la decima del Brasilerao

Protagonista della giornata, suo malgrado, Emerson Leao, protagonista di una rissa scatenata a fine match (Vitoria - Goias), dove ha aggredito un reporter.

21 luglio 2010

Dario Bonetti sulla panchina dello Zambia

Sarà quasi certamente Dario Bonetti il nuovo Commissario Tecnico dello Zambia. Sostituirà il francese Hervé Renard (che ha firmato per l'Angola), protagonista di un favoloso lavoro con i Chipolopolos. La scelta del Presidente della Federazione, il grande Kalusha Bwalya, sorprende non poco, anche per la limitata esperienza da allenatore dell'ex difensore di Roma, Juve e Milan. Si parla di un contratto biennale con Bonetti che inizierà il proprio lavoro a Settembre, con le Qualificazioni alla prossima Coppa d'Africa, quella del 2002 in Guinea Equatoriale-Gabon (il debutto sarà con le Isole Comore e il gruppo comprende Mozambico e Libia).

20 luglio 2010

L'Altro Sudamerica

Sul blog della Gazzetta dedicato al calcio sudamericano abbiamo allargato gli orizzonti. Si tratta anche di temi e gol che riguardano un Sudamerica che non sia Argentina e Brasile.

Ho scritto un post di introduzione, inserendo gol e aggiornamenti sui campionati in corso (Cile, Colombia, Ecuador e Perù): Tropico del Calcio - l'Altro Sudamerica

12 luglio 2010

Spunti Mondiali: Spagna Campione

SPAGNA - OLANDA 1-2 (Iniesta 116')




Vince la Spagna, come da pronostico. Vince la finale, soffrendo non poco l'Olanda che gioca forse qui la sua migliore partita: sicuramente la più ordinata. Van Marwijk abbozza una strategia iniziale perfetta non concedendo mai il gioco tra le linee agli spagnoli. Certo, a mio parere, avvantaggiato dall'assenza di una punta centrale (Torres o Llorente) forte fisicamente, occupando maggiormente i due centrali Heitinga e Mathijsen, due onesti mestieranti che invece hanno fatto un figurone. Bravo van Marwijk, inferiore certamente per qualità e mezzi, a cercare di muovere la partita proponendo idee vere come l'entrata in campo di Elia a sinistra e soprattutto van Der Vaart per de Jong e la riproposizione di una specie di 4141 che aveva funzionato in semifinale contro l'Uruguay. Le occasioni per andare i vantaggio gli arancioni l'hanno avuta, anche evidente, con Robben. E solo essere arrivato a giocarsi una partita che poteva essere decisa da un episodio certifica della bontà del lavoro del CT olandese, fin qui soprattutto agevolato da un tabellone non impossibile. La Spagna vince proponendo una novità calcistica come nessuno, a livello di nazionale, nel football moderno. Una diretta conseguenza del lavoro svolto in questi anni dal Barcellona, a partire dall'era Cruijff in poi. Tuttavia se l'atteggiamento del Barça è volto alla ricerca di un'alternativa credibile pur nella continuità della situazione chiave di possesso palla, la Spagna si è molto avvitata su se stessa, per l'insistenza di del Bosque su tre-centrali-tre (Xavi -immenso, l'uomo chiave di questo tiki-taka-, Xabi Alonso e Busquets) schierati in mezzo al campo. Tante, troppe palle giocate sui piedi e non nello spazio e tentativi di verticalizzazioni elementari, facilmente leggibili. Il coraggio di giocare con tre punte vere (quindi con Villa e Pedrito o Jesus Navas sui lati e un centravanti "fisico" in mezzo) Del Bosque non l'ha mai avuto, piegandosi alla certezza del possesso palla: il piede di Casillas lo ha salvato da una delle sconfitte più imbarazzanti di sempre (da non scordare il lusso di Fabregas in panchina). Epperò ha vinto e osservando la traiettoria di tutto il torneo è sicuramente giusto così.

08 luglio 2010

Spunti Mondiali: Day 22 & 23


SPAGNA - GERMANIA 1-0
(Puyol 28' st)

Nessuna sorpresa: ha vinto la squadra migliore. Tra campo e panchina difficile non notare una sostanziale differenza fra le due contendenti alla finale Mondiale. La sconfitta non leva nulla allo straordinario torneo di Joachim Loew, che ha dovuto giocare la sfida più delicata anche senza Mueller (assenza pesantissima). Il tecnico tedesco ha allenato proponendo idee fino alla fine, inserendo Trochowski poi la classe di Toni Kroos,partendo con Boateng per poi surrogarlo con Jansen, ma nemmeno la solita ottima partita di Schweinsteiger (che stagione favolosa!) è bastata per avere ragione di una squadra le cui individualità sono di altro livello. Epperò Del Bosque (che ancora non mi persuade con quella formazione con troppi centrocampisti centrali e senza le tre punte vere davanti con Villa e Pedro ai lati) ci aggiunge stavolta qualcosa che risulta alla fine essere decisivo: una pressione medio alta che dà molto fastidio a una squadra che sulla linea difensiva ha trattatori di palla modesti come Friedrich, Lahm e Boateng. L'azione non parte mai fluida e le giocate a uno-due tocchi di Schweinsteiger (quando viene innescato nel giro-palla) non possiedono gli automatismi di un impianto di squadra di club (inevitabilmente). La Germania riesce a difendersi bene con il 4411, Ozil si però accende troppo poco spesso e offensivamente i tedeschi creano quasi nulla (Puyol e Piqué due giganti, altra enorme differenza individuale tra le due squadre). Curioso poi che la partita venga decisa da un calcio piazzato... ma a favore della Spagna, con i "cristoni" teutonici smarriti nella difesa a zona sul calcio d'angolo che si perde Carles Puyol. Del Bosque, dopo il disastro turco (al Besiktas) e l'inattività forzata, dimostra di essere un grande gestore di campioni, anche se la radice del calcio delle Furie Rosse è marcatamente Blau-Grana...

OLANDA - URUGUAY 3-2 ( 1-0 Van Bronckhorst 18', 1-1 Forlan 41', 2-1 Sneijder 70', 3-1 Robben 73', 3-2 Maxi Pereira 92')

Una partita piena di emozioni, fino alla fine, anche se dai contenuti tecnici e tattici modesti, come previsto. Certo ha vinto la squadra coi miglior giocatori. E loro hanno fatto decisamente la differenza, nonostante il fenomenale Forlan (che ha giocato pure da infortunato), mio personale MVP di questo Mondiale. L'Uruguay ha trovato un pertugio nel tabellone e si è inserito, con merito, anche se ha rischiato diverse volte di uscire (clamorosa la partita col Ghana): arrivare fin qui è davvero grasso che cola, vista la modesta proposta di calcio della squadra di Tabarez. L'Olanda ha un potenziale offensivo forse superiore anche a quello degli spagnoli, tuttavia non mi trovano d'accordo le analisi che leggo in giro sul mutamento di atteggiamento rispetto ai Tulipani degli anni '70. La squadra di van Marwijk non è una squadra cinica, pragmatica che mira solo al risultato: se così fosse avrebbe una struttura difensiva che invece non ha nemmeno per sogno. Sicuro, difende con molti uomini che tengono bene la posizione, ma l'analisi tattica della fase difensiva si ferma qui, dato che nemmeno la transizione mi pare risponda a principi chiari. Levato il Brasile, ha avuto un calendario comodo che ha sfruttato benissimo, e quasi mai brillando. Ma i Robben e gli Sneijder non ce li ha nessuno...

05 luglio 2010

Spunti Mondiali: Day 20 & 21

GERMANIA - ARGENTINA 4-0 (Muller 3', Klose 23' st, Friedrich 29', Klose 44' st)

Il massacro di Città del Capo (4-0 finale) che porta la Germania in semifinale ai danni dell'Argentina dice più di una verità. La prima, la più grande riguarda proprio lo spirito del gioco: vince la squadra che interpreta un calcio moderno e organizzato che esalta soprattutto il collettivo. Esce sconfitta, invece, probabilmente l'11 di maggiore talento e qualità, ma che produce un calcio vecchio, sotto ritmo e fatto solo di giocate individuali. Messi, Di Maria, Tevez, Higuain sono tutti grandi giocatori (così come Milito e Aguero seduti in panchina) e tutti in grado di indirizzare, in una situazione, una gara: ma non possono mai, a questo livello, deciderla da soli. Un'altra verità riguarda l'emotività della gara. E' vero che la Germania patisce la personalità dell'Argentina per tutta la fase centrale della partita però, pur non avendo tanti giocatori abituati a queste platee e una età media bassissima (nemmeno 25 anni), rimane concentrata e cosciente su tutto quello che il piano partita prevede. Un'ultima verità dice di un talento, grande, grandissimo pescato da un super tecnico come Louis van Gaal nelle formazioni giovanili del Bayern e buttato nella mischia senza paura: Thomas Muller è stato il protagonista di questo quarto di finale, segnando la rete che ha sbloccato l'incontro e regalando l'assist hockeystico del secondo gol che ha tagliato le gambe all'Argentina. Muller è un grande giocatore perché mette le proprie qualità al servizio della squadra, senza attaccare a testa bassa e bava alla bocca la porta avversaria, come hanno fatto tanti suoi “pari grado” in maglia bianco-azzurra: non è solo una caratteristica, è tutto, è il calcio, almeno quello del 2010.
Joachim Loew ripropone il 4-2-3-1e inizia bene il match trovando immediatamente la rete del l'1-0: punizione da destra, narcolessia diffusa dell'Albiceleste e rete di testa di Muller che anticipa Otamendi. Il vantaggio permette agli uomini in bianco di valorizzare la miglior cosa proposta a questo mondiale, la transizione offensiva, con la squadra che sale con la spaziatura e i tempi corretti arrivando con semplicità al tiro. Il passaggio chiave è sempre un giocata semplice a inizio azione di Schweinsteiger, reinventato centrale di centrocampo sempre dal solito Louis van Gaal in questa stagione al Bayern.
L'Argentina gioca il solito calcio fatto di possesso palla quasi inconcludente poiché non muove la difesa avversaria e si accende quando c'è il passaggio verso Messi che vuole sempre palla nei piedi per provare un uno contro uno (e poi due, tre...) o una verticalizzazione. La Pulce però riceve palla molto distante dall'area di rigore e nemmeno il suo spropositato talento gli permette però di trovare sempre la lettura adeguata. La Germania si difende sempre optando per una densità folta davanti all'area di rigore, con la linea medio alta vicinissima ai due mediani: l'obiettivo è non permettere il gioco tra le linee agli avanti sudamericani, che hanno tutti ottimo uno contro uno e il piede per trovare la porta anche dai 25 metri. Subiscono, soffrono, specie a cavallo della pausa ma rimangono concentrati e non concedono mai una giocata facile.
L'Argentina parte piano nel primo tempo, crea qualcosa e resta a galla più che con l'ordine tattico con la volontà, la celebre “garra”: è certamente questa unione d'intenti il lato più apprezzabile del lavoro di Maradona. Ma da sola non può bastare per una semifinale mondiale, tanto che poi si spegne, di colpo, dopo il secondo gol, l'ennesimo di Klose, che nasce da sinistra sull'asse Muller-Podolski. Diego inserisce Pastore per l'adattato terzino destro Otamendi, spostando Maxi Rodriguez sull'ultima linea: cambia davvero poco. Anzi, liberata dalla paura figlia dell'inesperienza (pecca molto Ozil nei momenti cruciali, a dirla tutta) i tedeschi prendono coraggio e trovano la terza segnatura (grande slalom di Schewinstiger sulla linea di fondo e passaggio-gol per Friedrich) e poi la quarta (ancora Klose). Sono gli ultimi chiodi nella bara di un'idea di calcio morta e sepolta. Va avanti la Germania, con pieno merito. E insieme.

URUGUAY - GHANA 5-3 dcr 1-1 dopo 120'(0-1 Muntari 45', 1-1 Forlan 10'st)
Una partita piena di errori e di difetti tecnici e tattici ma tante, tantissime emozioni. Tutte paradigmaticamente riassunte nell'ultimo minuto di gioco: nell'ultimo match disputato, contro il Ghana. Esterno notte, Soccer City Stadium, Johannesburg. 120' minuto di una partita tiratissima, punizione da destra in un'area ultra
affollata. Carambole continue, poi Stephen Appiah a colpo sicuro: tibia di Luis Suarez che salva sulla linea. Colpo di testa del giovane attaccante del Milan Dominic Adiyiah: doppio avambraccio del Suarez di cui sopra. Rigore e espulsione. Poi, la solita sceneggiatura che non regala nulla all'Africa e il rigore di Asamoah Gyan che scheggia la traversa e si abbandona tra le stelle. Ma mica è finita. Fischio finale dell'arbitro e lotteria dagli undici metri. Fernando Muslera, uno che non un secolo fa mezza Roma, quella bianco-azzurra, voleva incenerire dopo una serata da incubo con 5 gol incassati dal Milan, cancella due rigori ghaneani. La chiusura è da fuochi d'artificio. Il Loco Abreu si presenta in area con il solito capello lunghissimo e regala un cucchiaio leggendario. Liberi tutti: l'Uruguay è in semifinale. La qualità di calcio offerta non è proprio di prim'ordine, ma l'estetica, almeno in tema di futbol, non è mai stata prerogativa dell'Uruguay. Contano i risultati, e a queste altezze la Celeste non
arrivava da quarant'anni (sic). La squadra dispone di un autentico fuoriclasse, Diego Forlan, peccato che nonostante glielo abbiano detto in molti che la sua categoria è quella (a cominciare da sir Alex Ferguson, che lo pescò in Argentina, nell'Independiente, nel lontano 2002) lui ci ha sempre creduto poco. Segna e vede
gioco, ma a 31 anni, anche se fai vincere una Europa League alla squadra più scalcagnata del Continente, l'Atletico Madrid, i riflettori, su di lui, non li accendono più di tanto. Onore al Ghana, ci ha creduto fino alla fine, con una squadra ultra rimaneggiata da infortuni e squalifiche: tutto ciò dimostra che si può, un'africana in cima al mondo, nell'élite, diciamo, ci può benissimo stare...

SPAGNA - PARAGUAY 0-1 (Villa 85')
Spagna avanti come da pronostico e status (pochi dubbi che abbia la miglior rosa del Mondiale), tuttavia non ci si aspettavano tutte queste sofferenze. Il Paraguay difende bene ma la squadra di del Bosque continua a complicarsi la vita non riuscendo a trovare un piano chiaro per entrare nel bunker disegnato da Martino. Non solo, la Spagna ha lasciato anche tante occasioni da rete alla squadra guarani e se Oscar Cardozo non avesse calciato male il rigore del possibile vantaggio non so proprio come gli iberici avrebbero potuto rimontare. Il possesso palla non è mai efficace negli ultimi sedici metri, la Spagna tira pericolosamente in porta troppo poco: gli unici sbocchi credibili rimangono gli spunti di Villa, che parte da sinistra quasi sempre ormai, e le intuizioni di un fenomeno come Iniesta. Un po' poco, specie se si hanno a disposizione tantissime opzioni (a cominciare da un attacco a tre punte, modello Barça, che non si è ancora visto). Però, fin qui, è sufficiente.

BRASILE - OLANDA 1-2 (1-0 Robinho 10', 1-1 Sneijder 8' st, 1-2 Sneijder 23' st)
Più una gara buttata via, nella peggiore delle maniere, dal Brasile che un vittoria netta dell'Olanda. Gli uomini di van Marwijk propongono gli stessi difetti dei primi turni (una qualità individuale modesta in fase difensiva, anche accentuata da rischi presi senza avere le potenzialità di limare i pericoli), però tra i pregi, oltre alle capacità tecniche degli Sneijder e dei Robben, ci aggiungono un equilibrio anche mentale che gli permette di non abbandonare mai la partita. Nemmeno quando il Brasile era padrone del campo: miglior copertura degl spazi, buona transizione offensiva e mancata capacità degli olandesi di levare i punti di riferimento dell'azione verde-oro. Gli olandesi, alla tedesca, non mollano: merito di van Bommel, di suo suocero in panchina, degli elementi che giocano a buoni livelli in Europa, merito di tutti: nel momento in cui il Brasile, dopo aver dominato la partita senza chiuderla, perde la testa, l'Olanda rimane concentrata e attenta, sfrutta le palle da fermo e arriva in semifinale.

30 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 18 & 19

BRASILE - CILE 3-0 (Juan 34', Luis Fabiano 38', Robinho 14'st)

Fallita la missione impossibile. Il Cile di Bielsa, dopo un ottimo girone di Qulificazione, si spegna un po' al Mondiale. Soprattutto alcuni uomini chiave sono giunti in Sudafrica con qualche acciacco o problema di troppo. Humberto Suazo è un giocatore chiave e insostituibile, a questo Mondiale non è mai stato lui per l'infortunio occorso prima della rassegna. E senza di lui non è il vero Cile. Male anche Mati Fernandez, relegato in panca nell'ottavo di finale. Con Medel e Ponce fuori, la gara col Brasile era segnata. Bielsa l'ha voluta giocare da Bielsa e la transizione dei verde-oro l'ha ucciso: concedere queste parità numeriche, una volta superata la prima linea di pressione, diventa letale. Epperò c'è da dire, che, al contrario, solo un recupero alto poteva mettere in difficoltà i brasiliani, con le armi a disposizione dei cileni. Difesa perfetta, specie nei due centrali, Lucio e Juan, e equilibrio sempre mantenuto (benissimo Ramires anche da volante) con Luis Fabiano, Kakà e Robinho a giocare negli spazi, e i terzini che spingono con juicio. Nessuna chances per il Cile, che arriva dove due anni fa manco avrebbe immaginato.

SPAGNA - PORTOGALLO 1-0
(Villa 63')

Il Nuovo Portogallo di Queiroz non ce l'ha fatta. A poco serve ricordare le difficoltà iniziali della Spagna, almeno nel primo tempo senza profondità e conclusioni pericolose. Dico Nuovo perché come in queste due ultime partite i lusitani non hanno mai giocato nelle Qualificazioni. Adoro Queiroz però credo si debba dire che questa strategia, se davvero ci si credeva, doveva essere adottata prima (in Portogallo è un tiro al bersaglio sull'allenatore nato in Mozambico). Una strategia, come idea di base, mutuata proprio dall'ultimo Manchester United che il CT del Portogallo ha allenato (anche se figurava Fegurson sulla distinta). Molto è mancato in termini di qualità di squadra però, soprattutto nelle ripartenze. L'alibi dell'assenza di Nani pesa, ma anche l'equivoco che Cristiano debba necessariamente essere l'eroe della patria è sbagliata. Ronaldo è formidabile ma, come tutti, da Messi o Robben in giù, deve essere messo in condizioni di dimostrare il suo valore, come ha fatto allo United e al Madrid. Ad ogni modo, dopo una buona difesa degli spazi, dopo il gol (in fuorigioco) di Villa toccava al Portogallo gestire la palla e lì è probabilmente mancata pure un po' di personalità nei giocatori di secondo piano, a cominciare da Danny, un fantasma rispetto a un anno fa. La Spagna, anche se non è la migliore Spagna di sempre, anzi dimostra in nuce i problemi degli ultimi anni (Europei esclusi), ha quella qualità necessaria (favoloso Villa, importante, anche se troppo celebrata la prestazione di Llorente), ai sedici metri per trovare il gol e la forza fisica per tenere anche la fase di non possesso.

28 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 17

GERMANIA - INGHILTERRA 4-1 (1-0 Klose 20', 2-0 Podolski 32', 2-1 Upson 37', 3-1 Muller 68', 4-1 Muller 70')

Il gol fantasma che avrebbe decretato il 2-2 in un momento delicato dell'incontro pesa molto. Tuttavia mi pare chiaro come, anche tenendo conto degli organici a disposizione, il vero vincitore sia Joachim Loew. Lasciando perdere la scivolata contro la Serbia la Germania ha mostrato fin qui di avere la più chiara fisionomia di gioco, e anche la più divertente tra le grandi. Soprattutto è una squadra che esalta i valori collettivi. Il tridente d'attacco Podolski, Klose e Muller, con dietro Ozil ha movimenti coordinati e la manovra scorre fluida, iniziata da un sempre splendido Schweinsteiger (e ancora applausi a van Gaal, che lì l'ha inventato quest'anno). Insomma, hanno vinto i migliori. L'Inghilterra ha deluso come e più di altri Mondiali, e le avvisaglie evidenziate nelle gare precedenti erano chiare. La squadra è fragile, ha un possesso palla poverissimo e difensivamente è un disastro, abbandonata anche da giocatori di sicuro affidamento come Terry, il primo responsabile dei buchi occorsi nella zona centrale del campo. Altro grande fantasma di questa manifestazione Wayne Rooney: caviglia in disordine, OK, ma almeno un po' di orgoglio da lui ci si poteva attendere. Capello ha sedato tutto l'ambiente e non c'è stata nemmeno una reazione dopo i 4 gol. Triste davvero.

27 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 16

URUGUAY - COREA DEL SUD 2-1
(1-0 Suarez 8′, 1-1 Chung-yong Lee 23′, 2-1 Suarez 35’st)
Come pronostico passa la Celeste, ma quanta fatica! L'Uruguay di Tabarez, risistemato dopo la prima uscita con la difesa a tre, ha trovato un certo equilibrio di gioco. Pur senza entusiasmare, anzi, la squadra sudamericana riece meglio a far risaltare l'enorme qualità individuale che possiede. A cominciare da Forlan, vero regista avanzato dell'Uruguay (peccato abbia acquisito questa personalità e consapevolezza solo ora: avrebbe sfondato anche allo United) e Luis Suarez. Passati in vantaggio gli uruguagi hanno gestito male: nel secondo tempo sono risuciti ad andare sotto acnhe la peggiore SudCorea degli ultimi anni. Davvero una delusione, gli asiatici: dopo l'edizione del 2002 ( con Hiddink in panca) erano attesi a una lenta crescita, e invece non solo non sono cresciuti a livello individuale, non producendo giocatori di alto livello, ma hanno sviluppato pochissimo in termini di concetti di squadra. Ieri sono mancati anche in concentrazione e attenzione, specie in ambito difensivo. Vero che i demeriti altrui hanno concesso agli asiatici di controllare il ritmo partita del secondo tempo, ma la pochezza tecnica individuale non gli ha permesso di ottenere qualcosa di più. A ben vedere, si è ripetuto l'ultimo match del girone: solo, gli incredibili errori dei nigeriani hanno consensito alla Corea di arrivare al risultato, Suarez ha concesso meno, e l'Uruguay avanza.

GHANA - USA 2-1 dts (1-0 K. Prince Boateng 5', 1-1 Donovan Rig. 16′ st, 2-1 Gyan 3′ pts)

Un'africana ai quarti! La speranza di tanti è divenuta realtà, grazie al coraggio soprattutto dei giovani ghanesi. Della formazione titolare moltissimi sono attorno ai 20 anni, se non addirittura sotto come Jonathan Mensah, insieme a Inkoom e Dede Ayew campione del mondo under 20 nel passato autunno. Gli USA hanno provato, dopo l'inizio favorevole ai ghanesi con ottima predisposizione al pressing alto (chiave in alcuni passaggi del match), a controllare il ritmo, riuscendovi a cavallo dei due tempi: la mancanza di esperienza ghanese si è fatta sentire soprattutto lì. Eppure la voglia di vincere di questi ragazzi africani è stata ancora una volta decisiva, se è vero che dopo il pari è stato soprattutto il Ghana a giocarsela per davvero, mentre gli USA provavano solo con palloni alti e lunghi alle spalle dei difensori avversari. Il calcio statunitense è sempre più trascinato, sta lentamente sparendo e il laboratorio di cui si parlava anni fa si è dissolto, poco è servito l'aver organizzato un campionato locale e l'arrivo di qualche giocatore straniero di buon livello. Rimane l'entusiasmo, ma un Paese con così tanti praticanti non può produrre una Nazionale così povera.

26 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 15

BRASILE - PORTOGALLO 0-0
Almeno un'ora di partita vera, calcioni inclsui, poi il pareggio ha accontentato tutti, e ottavi di finale per entrambe le squadre. Queiroz prova un sitema di gioco di contentimento e ripartenza con Cristiano ronldo centravanti e Danny e Duda(!) in appoggio sui lati. Molta attenzione in mezzo, con Pepe al ritorno davanti alla difesa (che propone Ricardo Costa a destra, e siamo al terzo terzino in quella zona in tre partite), manca forse un po' di personalità nel ripartire ma la strada è quella giusta, specie con l'orizzonte che dice Spagna. Ancora benissimo Fabio Coentrao terzino sinistro: oh ma questo fino all'annoscorso ha sempre fatto l'ala sinistra (applausi soprattutto a Jorge Jesus, che l'ha trasformato)! Dunga fa un po' di turnover, prova Julio Baptista e Nilmar (anche lui bel sottovalutato), prova a vincere con le solite armi ma un punto va ben istess: attento quando vede sopra le righe Felipe Melo, e lo cambia proma di un eventuale rosso.

CILE - SPAGNA 1-2
(1-0 Villa 24', 2-0 Iniesta 37', 2-1 Millar 2'st)
La disparità di qualità in campo poteva distruggere il match, specie dopo l'ingiusta espulsione di Estrada. Il risultato del match della Svizzera (ottimo mondiale, nonostante tutto), bloccato sul pari, ha convinto anche gli spagnoli a rallentare nel finale, però il Cile ha ampiamente fatto il suo e merita la qualificazione. Il lavoro di Bielsa è favoloso, desolante ci sia lo scopre solo oggi ma tant'è: la coperta però è corta, senza Suazo il Cile fatica troppo a trovare la via della rete. E ieri ha molto pesato anche la squalifica di Carmona: la fase di recupero palla, per riottenerla e giocarla al ritmo desiderato è la fase chiave dei cileni, e il reggino è stato uno scudiero fedelissimo in tutta la fase di qualificazione. Quello che impressiona è davvero la personalità di giocare sempre la palla: dare a Bielsa quel che è di Bielsa. Spagna sorniona ma qualitativamente superiore: i primi due gol sono un regalo, la squadra di Del Bosque si limita poi a controllare, il tempo delle battaglie deve ancora iniziare.

25 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 13 & 14

GHANA - GERMANIA 0-1 (Ozil 15'st)
Alla fine passano entrambe ma la partita del dentro o fuori, specie per i tedeschi, che avevano iniziato il match con il peso della sola vittoria come risultato utile, ha molto condizionato le due squadre. Nella prima fase molto meglio il Ghana, con l'ormai consolidato 4411 (bello vedere il giovanissimo Jonathan Mensah, un 90, titolare al fianco dell'omonimo più noto, al centro della difesa)e i soliti problemi ai sedici metri. Manca un attaccante-finalizzatore e pure se Asamoah Gyan si sbatte e aiuta certo la manovra. il dato che vede le Black Stars in rete esclusivamente su calcio di rigore è eloquente. L'altro campione del mondo under 20, "Dede" Ayew, figlio del grande Abedì Pelé ogni giorno cresce e appare a tutti come ci si stia trovando di fronte a un predestinato: non ha la tecnica del padre ma la volontà e la personalità per emergere anche ad alto livello. La Germania, favolosa alla prima uscita, gioca invece molto titubante. Assente per squalifica Klose, Loew sceglie Cacau, mettendogli Muller più vicino. La squadra è come al solito molto bene messa in campo, Ozil accende e spegne, ha però paura, tanta, troppa paura e questo è un pessimo segnale per il futuro. Forse però, avere di fronte una big come l'Inghilterra, potrebbe azzerare le responsabilità e far giocare più linberi di testa la Germania. La qualità c'è.

ITALIA - SLOVACCHIA 2-3 (0-1 Vittek 25′, 0-2 Vittek 28′ st, 1-2 Di Natale 35′ st , 1-3 Kopunek 43′ st, 2-3 Quagliarella 46′ st)
Due anni di lavoro per arrivare fin qui, eliminati da Nuova Zelanda e Slovacchia, il peggio del peggio di questi Mondiali. Il tutto con un ambiente da "Grazie Marcello" e un presidente di Federazione che non ha esitato un attimo a cacciare, due anni fa, Donadoni, colpevole di aver perso contro la squadra più forte del Mondo, ai rigori, nell'ultimo Europeo. Richiamare Lippi è stata una follia bella e buona: oggi è chiaro a tutti. E non è solo una questione di uomini, per battere la Slovacchia basta anche la terza fila della Serie A: è mancata la voglia, l'intensità: non ha funzionato la testa, in primis. Lippi non è riuscito a entrare sotto pelle ai giocatori, veniva da anni di inattività e ormai predicava invece di discutere e analizzare. I prodromi erano evidenti da tempo (magari non si preventivava una disfatta di tali proporzioni) ma la Federazione e la Stampa hanno preferito rimanere sotto ricatto di un tecnico che aveva vinto il Mondiale, l'aria del "occhio a cosa dite, che noi siamo i campioni" ha finito per penalizzare proprio gli azzurri. Passa la Slovacchia, una squadra meno che mediocre ( e Miroslav Stoch è stato in panchina fino ad adesso? Mah...) che ha approfittato della pochezza dell'Italia e del girone: troveranno l'Olanda.

23 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 12



NIGERIA - COREA DEL SUD 2-2 (1-0 Uche 12', 1-1 Lee Jung Soo 37', 1-2 Park Chu Young 3'st, 2-2 Yakubu - Rig.- 24'st)

Il gol sbagliato, qui sopra, spiega tanto, non tutto ma tanto, dell'eliminazione della Nigeria. Tolta la Maledizione di qualche sciamano (ma io non la escluderei del tutto), mi pare paradigmatico questo errore. Alla Nigeria manca sempre quel poco di attenzione, predisposizione, cultura di fare tutto ma proprio tutto per bene: è una questione di particolari. La Nigeria, che già aveva gettato al vento il match con la Grecia, domina sotto tutti i punti di vista il primo tempo coi sudcoreani eppure alla fine, sui particolari si è perso tutto: un 2-2 frutto di due errori difensivi su calci piazzati. Poi, non soffre praticamente mai né tatticamente né fisicamente la velocità altrui, però i propri limiti sui particolari dannouna chance ai sudcoreani. Sono convinto che la Nigeria rimane potenzialmente una grande squadra, anche così, anche oggi che non ha la classe dei JJ Okocha, mancano le virgole per competere ad alto, anche se ancora a nonaltissimo livello. manca sempre quel poco, e assumendo un allenatore a pochi mesi dal Mondiale il gap non lo colmi.

22 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 11

CILE - SVIZZERA 1-0 (Gonzalez 75')
+ Dopo aver sprecato tanto e poi rischiato nel finale la beffa del pareggio il Cile somma la seconda vittoria nel girone, anche questa col minimo scarto. Eppure la partita non è riassumibile né nel numero di occasioni da gol o, peggio, nella percentuale di possesso palla. E il Cile, che ha condotto nelle due diverse categorie, non può essere totalmente soddisfatto dell'andamento del match, anche se il salto a livello mentale, la voglia di vincere è davvero l'atout della gestione Bielsa.
La Svizzera gioca un'altra splendida partita difensiva, copia carbone della prima uscita vittoriosa contro la Spagna. Nemmeno l'espulsione di Behrami (piuttosto severa), che lascerà i rossocrociati per un'ora in inferiorità numerica, ha scalfito il fortino svizzero, anche se ne ha limitato le ripartenze. La Svizzera ha creato pochissimo ma non era questo il primo obiettivo di Hitzfeld, che ha costruito probabilmente la miglior difesa di questo mondiale: una squadra compatta e alta che elimina il gioco tra le linee ed è prontissima ai raddoppi sugli esterni, soprattutto finche sono resistite le energie. Visti anche gli uomini a disposizione e il poco tempo per lavorare il tecnico tedesco ha compiuto certo un capolavoro, tante squadre di livello superiore è meglio facciano il tifo affinché escano gli elvetici: potenzialmente è una squadra talmente rognosa che darebbe fastidio a tutti.

+ Del Cile rimane la voglia ma anche troppe concessioni. Se, soprattutto con l'entrata in campo di Valdivia (Suazo è troppo indietro di condizione), la squadra ha comunque proposto soluzione ottime palla al piede (intelligente anche la carta Gonzalez sulla fascia di Beausejour), la Roja ha concesso troppo nelle transizioni: se si pressa con la veemenza dei primi secondi di perdita del pallone, l'ultima linea del 3313 deve rimanere più alta, eliminare gli spazi per la transizione altrui. La Svizzera ieri giocava in 10 eppure ha sempre fatto male, le poche volte in cui è ripartita, la Spagna, se il Cile continua con questi errori, farà mille volte più male. Per ora, comunque, due partite e due vittorie per Bielsa, all'atto della sua assunzione, ci avrebbero scommesso in pochi (noi, senza falsa modestia, eravamo tra quelli).

PORTOGALLO - COREA DEL NORD 7-0 (30′ pt R.Meireles, 9′ st Simao, 12′ st H.Almeida, 16′ st Tiago, 36′ st Liedson, 42′ st Cristiano Ronaldo, 44′ st Tiago)
Quando una partita termina con questo punteggio perdono un po' tutti, a cominciare dalla credibilità della competizione. Tuttavia, il massacro non è arrivato per merito di un Portogallo irresistibile, tutt'altro. Nella prima parte della partita gli uomini di Queiroz, che ha rinunciato a Danny e Liedson, oltre che a Deco, nell'11 iniziale, hanno mostrto i difetti di sempre. Per una volta, però, c'è stato quel minimo di velocità in più nella circolazione che ha promosso alcune azioni pericolose, merito anche del Tiago pre Juve che finalmente si è rivisto. La transizione difensiva è stata un tormento e i nordcoreani, dal basso della loro pochezza, hanno pure rischiato il vantaggio. Trovato il gol grazie a un bell'inserimento senza palla di Meireles, pescato da Tiago, il Protogallo ha gestito sufficientemente bene, e i coreani nel secondo tempo sono andati nel totale pallone: abbandonato l'atteggiamento difensivo coerente ( ma non immune da pecche, anzi) hanno comnciato ad attaccare in maniera scriteriata. Una roba imbarazzante, tanto che i lusitani senza ricorrere a strategie ricercate, ma solo per merito delle notevoli qualità individuali dei suoi giocatori, hanno esibito un'azione da rete a ogni attacco, fermandosi poi a 7. La speranza portoghese è che i nordcoreani non entrino in campo con lo spirito garibaldino anche contro gli ivoriani: se fanno 90' così la Costa d'Avorio può andare in doppia cifra e insidiargli la differenza reti.

21 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 10

BRASILE - COSTA D'AVORIO 3-1 (Luis Fabiano 25', 2-0 Luis Fabiano 6'st, 3-0 Elano 16'st, 3-1 Drogba 34' st)
+ Ennesima prova di solidità del Brasile di Dunga. La Seleçao mantiene un controllo emotivo prima che tecnico sulla partita, non va mai in difficoltà e ha la pazienza e la virtù di trovare con semplicità i gol. Non sempre riesce a essere compatto, specie quando è ancora col risultato in bilico si spezza più volte in due tronconi ma è una situazione altamente accettabile se i sei giocatori difendenti sono della qualità dei brasiliani (è poi chiaro che per attaccare una difesa chiusa si deve correre il rischio della transizione non sempre in superiorità numerica). Non ha la qualità della Spagna ma ad ora ha mostrato maggiore solidità rispetto alle concorrenti per il titolo finale.

+ Dopo la discreta prova dell'esordio il Grande Comitato che gestisce la Costa d'Avorio (non penserete sia Eriksson a "fare la formazione"?) ripropone ancora Aruna Dindane dall'inizio e curiosamente Gervinho in panchina. Non è comunque solo una questione di uomini, gli ivoriani attuano sì una buona prova difensiva ma, una volta sotto, non ripartono con la necessaria convinzione pur avendone tutti i mezzi. Drogba è ampiamente limitato dal tutore al braccio ed è commovente anche solo la sua presenza, e anche il suo gol, che si spera possa servire almeno per la differenza, sempre che l'ultima gara tra Brasile e Portogallo sia vera.

ITALIA - NUOVA ZELANDA 1-1 (0-1 Smeltz 7', 1-1 Iaquinta 29')
Che anche solo col carisma non si possa vincere questa partita è abbastanza desolante. La Nuova Zelanda è una formazione meno che mediocre, che non ha un piano difensivo degno di questo nome ( se non quello di chiudersi in area ma mi pare non possa essere contemplato in un piano strategico), commette una serie di errori, individuali e collettivi, non accettabili a questi livelli, eppure riesce a subire una sola rete contro i Campioni del Mondo, per giunta su rigore generoso. L'Italia di Lippi muta più volte sistema ma rimane con una intensità bassa, specie nelle situazioni di pressing: una squadra come la Nuova Zelanda deve sentirsi sempre sotto pressione, e invece riesce a resistere pur con dei mezzi insufficienti. Hai problemi di fluidità di gioco, ok: ma con gli All Whites non può e non deve esere un problema la posizione di Marchisio o la struttura delle linee di gioco, sebbene abbiano una loro importanza. In un tipo di partita del genere è fondamentale tenere continuamente sotto pressione l'avversario scarso, arrivo a dire anche al di là dell'organizzazione specifica del pressing e degli equilibri in campo: meglio, vista la mala parata, inserire anche 5 punte e continuamente martellare palla dentro invece che tenere inutili giocatori dietro la linea della palla, contro una squadra incapace anche solo di pensare contropiede. Sono partite da vincere con l'energia e la voglia, cercando di fare pesare l'enorme differenza di esperienza e carisma. L'Italia è addirittura quasi timida ottenendo uno dei peggiori risultati della sua storia ai Mondiali: il primo lavoro di Lippi deve essere quello sulla testa dei giocatori.

20 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 9

CAMERUN - DANIMARCA 1-2 (1-0 Eto'o 10', 1-1 Bendtner 34', 2-1 Rommedahl 16'st)

Nell'anno che segnava il 50esimo anniversario del Camerun libero ci si aspettava altro dai Leoni Indomabili, male sia in Coppa d'Africa che ai Mondiali, addirittura eliminati dopo due partite con avversari modesti e alla portata come Giappone e Danimarca. Il Camerun di Le Guen è un laboratorio strano, una manifattura non ancora completa piena di idee non ancora realizzata o irrealizzabili tout court. Anche ieri Le Guen ha dimostrato di volere allenare, di avere buone idee, come la pressione alta organizzata con blitz alla ricerca della palla e la ripartenza verticale, un possesso palla orizzontale a due-tre tocchi corti prima del cambio campo e del cross immediato, ma aleggia sempre un senso di indeterminatezza sui Leoni Indomabili, di cantiere e i due gol dei danesi sono lì implacabili a dimostrarlo: il primo un lancio di 50 metri di Kjaer che taglia il campo con Ekotto che lo legge malissimo e in mezzo Bassong (pessimo Mondiale per il difensore del Tottenham) che si fa anticipare da Bendtner, il secondo una transizione difensiva da manicomio che termina con l'uno contro uno in area di Rommedahl contro Makoun. Crudele per Le Guen che in Africa ci è venuto non per fare vacanza come altri, ma il calcio può essere crudele e se la squadra non ha ancora un'identità precisa: nonostante coraggio e buona volontà (palesate anche ieri), nel football si perde. Crudele anche per Eto'o che accendeva la luce a ogni tocco di palla, ma come ha imparato lui pure quest'anno all'Inter si vince solo con una squadra, e i Leoni non lo sono ancora. Volere e non potere, il Camerun è già fuori, le lacrime a fine match di Aboubakar, giovane (1992) e interessante leoncino (che il Valenciennes ha già messo sotto contratto, pescandolo direttamente al Coton Sport in Camerun), sono quelle di tutti.

19 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 8

INGHILTERRA - ALGERIA 0-0
Dopo una prova mediocre contro gli States l'Inghilterra fa il bis, anzi, riesce a fare pure peggio. La cosa che, al di là dell'aspetto tattico-strategico, salta agli occhi è l'incredibile serie di errori individuali della squadra di Capello, oltre che l'assoluta mancanza di spirito in giocatori, come Rooney, che fanno di questo spirito la benzina di ogni giocata. Collettivamente non andiamo certo meglio, con l'enorme spazio tra le linee e la difficile coesione tra i reparti: tutto ciò rende farraginosa, a scatti, la manovra, nemmeno esaltata dalle poche transizioni, quasi tutte mal giocate. Può essere un blocco mentale per l'enorme pressione cui sono sottoposti da mesi ormai staff tecnico e giocatori da parte di stampa e tifosi?
L'idea di Capello, con un 442 variabile e Gerrard che parte da sinistra per teoricamente concludere al centro, non è male di per sè: solo non esiste un movimento collettivo e individuale coerente per ottenere giocate che possono mandare in difficoltà la difesa. Non c'è la coordinazione di movimento negli spazi adeguata per una linea a 4 con Lampard, Barry e Lennon (o Wright-Phillips), potenzialmente devastante per inserimenti e finalizzazione, anche da fuori area, specie dietro un attaccante come Rooney. L'utilizzazione di Heskey, in campo anche per dare un'opzione in più, quella aerea, non trova però molto costrutto: il giocatore dell'Aston Villa è generoso nei recuperi, ma non possiede le caratteristiche fisiche e forse anche le doti di lettura necessarie per giocare in questa sistema di inserimenti e molto movimento (supposto). Benino l'Algeria, benissimo il trio di centrali difensivi con Bougherra, Yahia e Halliche, praticamente perfetti nelle chiusure e bravi a non abbassare eccessivamente la linea. Belhadj ha spinto abbastanza a sinistra ma senza un attaccante vero, di ruolo, l'Algeria non ha mai trovato con regolarità la profondità e ai 20 metri si è un po' spenta, provando giocare palla a terra e con combinazioni che non hanno fatto molto male agli inglesi.

18 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 7

MESSICO - FRANCIA 0-2 (Hernandez 63', Blanco -Rig.- 80')
+ Ormai non è più questione di Domenech, è la Francia tutta, ieri era, che è sparita. Per quanto discutibili, alcune volte incomprensibili, le scelte del CT francese finalista quattro anni fa, la Francia non può essere questa. Gli undici schierati in campo non mancano di ordine, il 4231 con quel fior di giocatori ci può anche stare, anzi, la qualità è elevatissima, ma è lo spirito che non c'è più. La squadra manca di anima, al di là degli indubbi meriti dei messicani. Gli uomini in blu accompagnavano la palla ai 20 metri e da lì cercavano improbabili giocate individuali a difesa schierata. Una volta persa palla salivano alti a pressare disordinati lasciando parità numerica alla linea difensiva indietreggiante ( che cercava pure azioni di fuorigioco senza senso: vedi la paradigmatica azione della prima rete realizzata dal Chicharito). La Francia ha sempre fatto fatica in questi due anni, ma mai è scesa così in basso, al di là delle scelte di uomini, in una squadra dove il livello medio è molto alto, indiscutibilmente.

+ Il Messico difensivamente deve essere probabilmente rivisto, però in situazione di possesso palla ha fatto grandi cose. Merito anche del coraggio di Aguirre, che torna sugli scudi dopo i begli anni a Pamplona. Bellissima la fase di transizione e anche la difesa a avversario schierato. Il "Vasco" non tiene Giovani dos Santos e Vela molto larghi ma in una posizione intermedia che può sfruttare la funzione di riferimento offensivo di Franco e soprattutto i due campioncini tagliano diagonalemnte il campo alle spalle dei due centrocampisti centrali francesi, Toulalan e Diaby, mandando continuamente in crisi la linea difensiva dei Bleus. Interessante anche la posizione del Guille Franco, mai solo profonda, e attiva anche nel fare gioco per i compagni, con l'accompagnamneto dei laterali Osorio e Salcido ad allargare ancora di più la voragine davanti alla difesa francese diventata ormai un colabrodo e sempre in ritardo nelle chiusure.

17 giugno 2010

Marcelo Bielsa, CT del Cile pronto a stupire

“Un giorno mi piacerebbe allenare in Svizzera, in un Paese dove il calcio è solo calcio, niente di più.”

In una rara intervista di più di un lustro fa Marcelo Bielsa, attuale a CT del Cile, sceglieva come pietra di paragone la tranquillità rossocrociata come antidoto della sua vita totalizzante: “Penso futbol, parlo di futbol, studio futbol e non posso continuare così, sarebbe meglio, un giorno, moderarmi.” L’allenatore che proprio la Svizzera troverà di fronte ai prossimi Mondiali, sopporta una patologia chiamata calcio, conseguenza probabile di un retroterra educativo e formativo che di solito non accompagna la crescita degli allenatori. Un fratello, Rafael, ministro della Repubblica Argentina sotto il presidente Nestor Kirchner, una sorella, Maria Eugenia, lei pure impegnata in politica e Marcelo un uomo che più di un suo giocatore, insonne, scovava all’alba nel foyer dell’albergo a leggere i giornali, con la sola eccezione le pagine sportive. Perché “chi sa solo di calcio, non sa niente calcio”, come recita José Mourinho, un altro innovatore, destinato come Bielsa, come i Sacchi e i van Gaal, accomunati dal non essere stati giocatori di livello, a creare una frattura in un mondo del calcio che da sempre sposa, a larga maggioranza, una mentalità conservatrice che delega il tecnico al ruolo di mero distributore di undici maglie.

Figlio di una contraddizione tutta argentina, Bielsa nasce, nel 1955, lontano da Buenos Aires, nella borghesia illuminata di Rosario, esattamente come “Che” Guevara (sportivamente più attratto dal rugby). Mescola snobismo alla Borges, attenzione alle classi più umili tutta peronista e impegno civile sul campo (si veda il suo ruolo nel recente terremoto cileno) e ha sviluppato una metodologia di lavoro e un concetto di calcio estremo, claustrofobico e immaginifico come un racconto di Cortazar e definito in un 3-3-1-3 assolutamente originale e “seducente” come ebbe a dire Pep Guardiola, da sempre ammiratore dell’attuale CT cileno e suo ospite a Buenos Aires dove rimase “rapito dalle sue idee innovative.” Il modello-Bielsa non ha un riferimento chiaro e unico nel passato, rifugge dalla sterile divisione tra pro Menotti e pro Bilardo, sempre attiva nel suo Paese, ammira l’Ajax che gestì Louis van Gaal ma non ha mai lavorato in Europa (salvo qualche settimana all’Espanyol prima di essere messo sotto contratto dall’Argentina, dove ha vinto un’Olimpiade) e propone un concetto di football moderno elaborato in maniera originale: “Ero un pessimo giocatore, e ho capito che per diventare un bravo allenatore dovevo studiare educazione fisica. Non mi interessava la ginnastica in sé ma è una materia che tratta il movimento del corpo umano, e il calcio è movimento e riconoscimento degli spazi.” A questo ci aggiunge capacità di leadership notevoli. Kily Gonzales, esterno di lusso e due volte finalista di Champions col Valencia di Hector Cuper, la semplifica con un’immagine: “ avete mai visto Ortega rincorrere un difensore? solo in nazionale con Marcelo, uno che ha piegato alle sue convinzioni gente come Batistuta, Simeone e Sensini...” Uomo di pochi compromessi intellettuali e sportivi Bielsa raccoglie l’unanimità solo tra i tifosi del Newell’s Old Boys, il team rosarino - di cui è tifoso pure Messi - dove ha iniziato la carriera di allenatore, vinto un titolo e sfiorato una Libertadores con un gruppo di ragazzotti. In Sudafrica vorrebbe un’avventura del genere, alla guida dei giovani cileni.

CARLO PIZZIGONI


FONTE: CORRIERE DEL TICINO

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