07 maggio 2015

Inizia l'Europeo under 17/2 L'Italia è nel girone di ferro


Sta per iniziare l'avventura di Mondo Futbol. Ma cosa sarà esattamente MF?

Sarà contenuti scritti e multimediali, audio e video.
Sarà calcio internazionale, news e approfondimenti.
Sarà contributi live e originali, dal cuore degli eventi seguiti. Seguiti per davvero, intendo...
Sarà storie e personaggi, non solo di calcio. Almeno in apparenza.
Perché, Josè Mourinho docet, "chi sa solo di calcio, non sa nulla di calcio".
Sarà tante cose che ancora nemmeno noi forse conosciamo, ma sarà sempre passione, competenza e profondità di analisi, ricerca di contenuti nuovi e interessanti.
Alla base, il profondo rispetto per il gioco del calcio e per gli aspetti tecnici e umani che lo caratterizzano.
Attorno, curiosità viva e apertura costante verso il mondo e le differenze capaci di arricchirci e renderci speciali. Tutti quanti. Per adesso ci trovate a @MondoFutbolCom

Grazie, a prestissimo con gli aggiornamenti sulla messa online del sito definitivo www.mondofutbol.com




Ecco la seconda parte della presentazione dell'Europeo under 17



GIRONE C

GRECIA
Deciso il CT  Vassilis Georgopoulos in un’intervista post-sorteggio dei quattro raggruppamenti dell’Europeo: "È un onore per tutti noi ", ha continuato, "rappresentare il Paese in questo importante torneo. La sfida è enorme ma ho fiducia nei ragazzi"
Parole di circostanza fino ad un certo punto perché gli ellenici hanno dimostrato la propria convinzione e saldezza sul campo, abbinate però a qualche carenza offensiva, esattamente come la Nazionale maggiore
Si segna poco e si subisce anche meno, nonostante ad oggi non sia stato eletto ancora il numero uno assoluto. Il piatto della bilancia, alla vigilia della sfida con la Russia, sembra propendere per l’imbattuto
Marios Siampanis, nato nel settembre del 1999 e pronto a tuffarsi nella scia di Kapino, altro portiere bianco-blu sbocciato in età Allievi ma il cui sviluppo è stato rallentato dall’ingente carico di responsabilità piovuto precocemente sul suo capo.
Maglia da titolare certa e mente libera, invece, per
Dimitris Nikolaou, custode della retroguardia dell’Olympiakos, e Spyros Natsos, faro di centrocampo monitorato dalla Roma.
Gioca per l’Atromitos, alle spalle di
Dimitrios Limnios, brasiliano da parte di madre e anch’egli con la Serie A nel mirino (Sampdoria, con la quale ha effettuato uno stage di tre giorni, e Juventus hanno chiesto notizie sul suo conto) dopo l’esordio in Super League, il terzo più giovane di sempre nella storia del massimo campionato greco. Nella linea a due Natsos sarà coadiuvato da Stathis Lamprou ma attenzione ai progressi di Ioannis Tsingos, sedici candeline da spegnere in Bulgaria con un desiderio concreto da esprimere: continuare il feeling con il gol.
Se lo è ripromesso pure
Vangelis Pavlidis, puntuale con il Bochum (sei reti e 5 assist nelle ultime 8 gare nella Bundesliga B-Junioren) ma ancora a secco in Nazionale.
Di certo sia loro che il resto della troppa non si accontenteranno di mezze promesse.


FRANCIA
Leggendo la distinta di gara della Francia U17, non si può rimanere indifferenti: numero uno Luca Zidane, primogenito dell’indimenticabile Zizou.
Il ruolo naturalmente è diverso ma un giorno, chissà, le loro carriere potrebbero collidere. In molti, osservate la reattività e la sicurezza negli interventi dell’erede galletto, sarebbero lieti di puntarci il canonico euro. Ma è l’insieme il grimaldello che intende adoperare Jean-Claude Giuntini per scardinare le barriere antagoniste. Un concetto ribadito a più riprese, fin dal primo ritiro, e ottimizzato tramite scelte chiare e condivise: selezione estiva del gruppo di lavoro, a cui sono state portate giusto un paio di correzioni in corsa, accento sulla tattica e sulle modalità del recupero della sfera, alto e nel minor lasso di tempo possibile. L'Idea di calcio delle giovanili francesi è sempre propositivo, alle volte pure velleitario, ma la qualità è il primo obiettivo.
Tutto sommato le consegne sono state rispettate e di conseguenza i Blues si candidano a recitare il ruolo di guastafeste della rassegna europea, a patto di conservare le distanze fra i reparti, velocizzando la manovra e gestendo con maggiore serenità il possesso palla rispetto a quanto visto con l’Inghilterra nella prima fase delle qualificazioni o in amichevole con l’Ucraina.
Riassumendo limitare gli invidualismi di talenti come
Timothé Cognat, fantasista dell’Olympique Lione, è solito specchiarsi nelle giocate di fino e gli eccessi d’agonismo (Jean-Victor Makengo e Dayot Upamecano, apprezzati dai top club inglesi, difettano ancora nel controllo della propria fisicità). Ancora poco definito ma certamente diamante grezzo è Bilal Boutobba, uno che ha rapito l'attenzione di Marcelo Bielsa, che, a 16 anni e tre mesim l'ha addirittura buttato dentro, nei cinque minuti finali del recente Monaco-OM. Svelto, tecnico, veloce nella finalizzazioni è un manicno che partendo da destra ama venire dentro al campo per sviluppare la giocata: certamente una delle figure più mediatiche di questo Europero.
Ha destato le impressioni migliori finora è colui che ha saputo coniugare al meglio rapidità e forza: Odsonne Edouard, punta del Paris Saint-Germain dalla progressione poderosa, figlia di una massa muscolare sviluppata ben oltre ciò che la carta di identità farebbe pensare.


RUSSIA
Il massimo con il minimo sforzo. Alla Russia sono bastati due pareggi e una roboante vittoria (4-0 ai danni dell’Islanda) per staccare il biglietto di sola andata verso la Bulgaria.
Un ruolino di marcia poco seducente che non deve trarre in inganno: battere i rossi dell’est non sarà una passeggiata. Non a caso con la pratica dei piccoli passi nel 2006, in finale con 4 gol all’attivo, e nel 2013, titolo con una sola vittoria nell’arco degli ottanta minuti, hanno sbaragliato la concorrenza.
Nonostante sia inverosimile che l’effetto a sorpresa si ripeta un’altra volta, tre indizi potrebbero fare una prova resistente ad ogni scherzo della sorte e della statistica.
Primo: un rodaggio mica male. Secondo: l’umiltà impartita dal tecnico Mikhail Galaktionov, mai sconfitto in partite ufficiali. Terzo: la confortante tenuta difensiva.
I russi hanno potuto prepararsi alla campagna bulgara senza particolari pressioni, diluendo le fatiche lungo l’arco dei primi mesi dell’anno, periodo nel quale hanno affrontato 12(!) esami, inclusi quelli proposti da nazionali di fasce d’età superiori, tenendo discretamente il campo. Squadra corta e pragmatica, con rare punte di talento. Su tutti si ergono
Georgi Makhatadze, centrocampista abile di dividersi equamente fra le due fasi di gioco, e Vladislav Bragin, centroboa della società più giovane di Krasnodar, il Futbol'nyj Klub.
Sono attese conferme anche dalla seconda punta della Lokomotiv Mosca
Artem Galadzhan e da Nikita Kalugin, perno difensivo dell’altra sponda moscovita, quella della Dinamo. 
 

SCOZIA
Robby McCrorie. Segnatevi questo nome perché potrebbe essere il nome a sorpresa tra i protagonisti della manifestazione. Ruolo portiere, cartellino in mano ai Rangers di Glasgow e, cosa di assoluta importanza, una rete subita, purtroppo per lui fatale, nelle sei gare di qualificazione a difesa dello specchio della porta scota.
Nei suoi guantoni c’è tutta l’essenza della nazionale che rappresenta: applicazione, vigoria e coraggio. Perché se da un lato la Scozia passa per squadra tipicamente operaia, da un altro regala guizzi inattesi.
Merito soprattutto di
Frank Ross, interno dalle movenze eleganti, e del trio made in Celtic composto da Regan Hendry, Jack Aitchison e Mark Hill. Il primo tatticamente è un elemento chiave. Si muove fra le linee, infastidisce il portatore di palla ed è lesto a scalare in mediana, trasformando il centrocampo a rombo in una linea a quattro, schieramento che offre ulteriore copertura ad una retroguardia spesso in sofferenza quando attaccata in spazi larghi, anche contando sul senso della posizione di Ian Wilson, mediano dalle leve lunghe e dal risicato dinamismo. La Scozia, però, necessita di un ulteriore sforzo se vuole conquistarsi i quarti.




GIRONE D

INGHILTERRA
Inutile girarci intorno, siamo al cospetto della favorita. Ormai l'Inghilterra degli ultimi tempi è tornata molto competitiva a livello under. Oltremanica, ovviamente, fanno già gli scongiuri, a maggior ragione dopo i brutti risvegli di febbraio quando Olanda (7-0) e Germania (2-0) hanno ballato sulle macerie e distrutto le certezze degli inglesi. Il rischio paventato da John Peacock ne è la naturale conseguenza: la paura di non riuscire a tener fede ai pronostici, interrompendo la propria corsa addirittura nel corso del girone D, ritenuto sulla carta il più ostico fra quelli sorteggiati da Jim Boyce, presidente della Commissione Calcio Giovanile e Dilettantistico UEFA. 
La rosa è piena di talento. Nathan Holland e il suo pregevole modo di portare avanti la palla, con l’esterno del destro, fra accelerazioni, dribbling e invitanti cross dal fondo. Oppure Layton Ndukwu, discendenze nigeriane, tecnica e micidiale se servito sul filo del fuorigioco. E ancora il capitano e mente della squadra Tom Davies ed Marcus Edwards, folletto della trequarti considerato in patria la next big thing del calcio giovanile sotto la Union Jack ( non giocherà sempre, però, insomma, quando è in campo, sicuro ci si diverte). Si potrebbe proseguire guardando anche a chi inizialmente si accomoderà in panchina, vedi Ike Ugbo, ma se una faccia della medaglia inglese raffigura il timore di non farcela, l’altra (brutta) nasconde fra gli intagli il pericolo di appare supponenti, dall’uscita palla fin sottoporta. È già capitato che la difesa alta comandata da un prospetto super interessante come Reece Oxford che al West Ham stanno già imponendo come nuovo e futuro leader degli hammers, con un precipitazione che insospettisce circa il talento che si sono ritrovati tra le mani ( e che hanno difeso: lo hanno rifirmato pochi mesi fa, levando cattivi pensieri a tanti club). Alto, falcata larga e potente, nessun problema nell'assumersi la responsabilità di giocare palla. Difesa che, nelal fase di uscita e di spinta può delegare anche il terzino sinistro Jay DaSilva: col Chelsea ha vinto la recente Youth League e le ultime due FA Youth Cup, nonostante un fisico che lo limita abbanstanza, sopratturo per questioni di altezza. E' veloce e, sopratutto, quando devi attaccare, lo trovi sempre disponibile sulla sula fascia a cercare di guadagnare la linea di fondo. 


IRLANDA
Vittima sacrificale del quartetto, l’Irlanda punta almeno a non sfigurare, allo stesso modo si è approcciata ai sei gradini scalati da settembre dello scorso anno ad oggi. Gibilterra e Isole Far Oer non erano vette insormontabile ma è nella Fase Elite che i The Boys in Green si sono regalati con merito la gita in Bulgaria. Ora che ci sono, com’è giusto che sia, non vogliono consumare una fugace colazione a sacco e far ritorno a casa. Vogliono godersi il viaggio con ciò che hanno, ovvero gioia e tranquillità. Possibilmente giocando un calcio grintoso ma slegato da atavici tatticismi. A viso aperto, insomma, come piace a Tom Mohan, in carica dal 2012 e capace in passato di far tremare i polsi ad Austria, Serbia e Olanda. Or dunque, 4-2-3-1 modello Mourinho con le ali Luke Wade-Slater e Trevor Clarke primi difensori, lesti nell’allinearsi a Connor Ronan e Corey O’Keeffe, schermi protettivi che muovono i loro passi in Premier League, uno al Wolverhampton, uno al Birmingham City, e a lasciare a Josh Barrett il compito di ispirare Jamie Aherne, punta di riferimento il cui fisico è tutto fuorché quello del granatiere. 

OLANDA
Insieme l’Inghilterra, forse l'altra grande favorita di Bulgaria 2015. E proprio come i coetanei britannici la partenza con il freno a mano tirato spaventa e rallenta la corsa verso la finale di Burgas.
Qualificazioni al piccolo trotto (vittorie di misura contro Malta e Serbia, pari contro Irlanda del Nord e Belgio) e assennata ricerca del bomber di razza agitano i sogni dei tifosi orange.
Nigel Robertha e i vari compagni di reparti provati da Maarten Stekelenburg non hanno lasciato un segno indelebile e il solo Javairo Dilrosun, il cui lavoro sull’esterno sarà cruciale per il destino dell’U17, offre buone garanzie.
Ad onore di cronaca, si tratta di trovare il classico pelo nell’uovo perché l’Olanda deve e può guardare al podio senza che le gambe tremino. Poche altre nazionali possono permettersi di lasciare nella terra dei tulipani Rodney Kongolo del Manchester City, fratello minore del chiacchierato Terence, o il lusso di panchinare il lanciere
Matthijs de Ligt, miglior giocatore della sesta edizione dell’AEGON Future Cup, un premio finito in passato nelle mani di Praet e Klaassen.
L’Ajax sarà però presente con la cerniera di centrocampo formata da
Reda Boultam e Carel Eiting, il massimo della complementarità: il primo il pallone lo strappa all’avversario, il secondo lo accarezza, lo telecomanda al compagno o le spedisce in fondo al sacco, in virtù delle stimmate da playmaker a tutto tondo. Una coppia che darà una mano allo scaltro Timothy Fosu-Mensah, centrale difensivo ma all’occorrenza terzino o centrocampista, giocatore dalle enormi potenzialità che il manchester United è andata a prelevare direttamente dall'Ajax per cifre che paiono davvero importanti. Con van Gaal in panchina sicuro si avvicinerà presto anche alla prima squadra, nonostante la giovane età, anche perché la prestanza fisica, c'è. Tutti cercheranno di proteggere la porta di Justin Bijlow e pungoleranno Teun Bijleveld, quando questi da mezz’ala si trasformerà nell’uomo in più fra le linee, e Rashaan Fernandes, uscito vincitore dalla lotta con Donyell Malen per un posto nella porzione destra del tridente di partenza.


ITALIA
Il sorteggio non ci ha aiutato ma il fatto che in tanti ci temano significa che, per una volta, le cose sono state fatte per bene anche in una under azzurra, differentemente da quello che avviene di solito. Questo gruppo ha davvero un'anima. La squadra del CT Tedino ha diversi giocatori di prospettiva,  quattro di essi giocano nel Milan. Innanzitutto il capitano, Andres Llamas, potente terzino sinistro che è stato sempre più spesso spostato in mezzo alla difesa anche per la sua capacità di lettura e di gestione di palla. Altro ragazzo su cui tutti giustamente scommettono è il portiere, Gianluigi Donnarumma, uno abituato a giocare sotto-età ogni competizione a cui prende parte: è un '99 ma, visto il fisico e le capacità ( favoloso nell'1contro1, senza paura nell'uscita bassa), non se ne accorge nessuno: nell'ultimo derby di Serie A è andato addirittura in panchina. In mezzo al campo ci sarà Manuel Locatelli. Ex Atalanta, l'anno scorso ha giocato una stagione davvero notevole, ha faticato molto di più in questa, cooptato dalla Primavera di Cristian Brocchi ha avuto qualche infortunio e calo di forma e non sempre si è imposto come titolare: le doti di tuttocampista e la naturalezza del suo calcio snon si discutono. La dorsale rossonera della squadra si chiude con l'attacco, dove gioca Patrick Cutrone. Bomber vero, si muove in funzione della segnatura: ha già timbrato anche in Primavera, giocando con ragazzi di almeno due anni più grandi. Davanti potrebbe dividere il posto con Gianluca Scamacca ( lui pure un '99: sarà assente nella prima gara, causa squalifica), ex centravanti della Roma volato in Olanda, al PSV a costruire una carriera che in tanti si aspettano ottima. Buona la batteria di attaccanti che comprende anche l'atalantino Simone Mazzocchi. Non l'unico rappresentate della Dea, che porta in Bulgaria anche l'elegante centrocampista Filippo Melegoni. Dopo il forfait per infortunio del portiere Rizzotto, c'è un solo rappresentante dell'Inter, il centrale Alessandro Mattioli, centrale difensivo dal buonissimo piede.

NELLO LUCIANO
CARLO PIZZIGONI 
@MondoFutbolCom

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