06 maggio 2015

Comincia l'Europeo under 17

Ci siamo quasi.

Manca poco e inizierà l'Europeo Under 17 in Bulgaria. Sarà la prima manifestazione che seguiremo noi di MondoFutbol. Sì, perché con un gruppo di amici, sinceri democratici e soprattutto grandi appassionati di calcio internazionale, stiamo costruendo un sito che si occuperà totalmente della nostra passione.
Siam quasi pronti. Le difficoltà tecniche avremmo dovuto metterle in preventivo, ma l'eccesso di passione ci ha fatto concentrare più sul futbol che su tutto il resto. Cosa sarà Mondo Futbol (naturalmente la grafia è quella spagnola, il castigliano, in tutte le sue declinazioni, è la lingua del calcio)? sarà contenuti scritti e multimediali, ma è inutile raccontarlo già ora, presto sarete sul sito e lo scoprirete da soli. Eccovi, qui, su questo vecchio sito che sarà per ora il nostro punte sul futuro, un esempio di come trattiamo il futbol, di seguito la prima parte della presentazione dell'Europeo under 17 che grazie al grande lavoro di Nello Luciano abbiamo preparato.

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EUROPEO UNDER 17


Inizia da Burgas la quattordicesima edizione dell’Europeo U17.
Un pugno di case affacciate sul Mar Nero, srotolate con leggerezza dall’entroterra verso la costa, nel grembo di un porto che negli anni ha saputo accogliere turisti, navi mercantili e giovani promesse del calcio come Savio Nsereko e Alberto Quadri, approdati nella squadra locale alla ricerca dell’ennesimo riscatto.
Sulla stessa erba calpestata dai due bresciani, uno di nascita e l’altro d’adozione, Spagna e Austria daranno il via ad manifestazione sulla quale sono riposte alte aspettative.
I motivi di tale attesa sono presto detti.
Una fase finale allargata per la prima volta a sedici squadre, una formula che ha riservato un posto a tutte le migliori nazionali di categoria, eccezion fatta per il Portogallo, eliminato nell’Elite round dalla Croazia, una delle favorite della vigilia, e un nuovo sistema di accesso ai mondiali, con un turno play-off riservato alle perdenti dei quarti che regalerà due preziosi pass da spendere il prossimo ottobre in Cile.

GIRONE A

AUSTRIA
Mina vagante del girone, l’Austria di Manfred Zsak mira a replicare il cammino europeo dei conterranei dell’U19, accomodatasi al tavolo delle grandi del continente (sconfitta in semifinale dalla Germania che poi vinse il titolo iridato, nda) meno di un anno fa. L’organizzazione e la continuità è la medesima , anche se l’accento sull’aspetto fisico è più marcato rispetto al gruppo cooptato da Heraf per Ungheria 2014.
E non potrebbe essere altrimenti se il piccolo
Das Team si ritrova in casa un ariete come Arnel Jakupovic, radici bosniache e un mancino di rara potenza. L’attaccante dell’Austria Vienna dispone comunque di una discreta mobilità, utile nella fasi di ripiegamento, ed è piuttosto disinvolto con la palla fra i piedi al cospetto dei suoi centimetri.
Forza e ritmo sono pure le carte migliori di
Kevin Danso, padre ghanese (così come per Oppong, ala mancina ancora da sgrezzare) e una formazione calcistica che abbina la scuola inglese a quella tedesca. Al momento vive in Baviera e per i bianco-verdi dell’Augsburg rompe trame di gioco e si propone in avanti come ogni box-to-box che si rispetti. Quotazioni in ascesa e probabile star della manifestazione a braccetto con capitan Sandi Lovric, su cui hanno messo gli occhi numeri club internazionali, inclusi Juventus e Inter. Centrocampista moderno, di quelli che ricamano e creano senza lasciare nulla di intentato. Ha già debuttato in prima squadra e a breve, seppur in squadre e campionati differenti, potrebbe seguirlo Anes Omerovic, che con il compagno di nazionale condivide le origini balcaniche (slovene Lovric, bosniache il mediano dell’Aston Villa), una spiccata personalità e un intrigante mix di tecnica e attitudini difensive. Insomma, una coppia che da un lato protegge la retroguardia, in cui spicca il terzino sinistro Florian Prirsch, uno che, oltre ad essere utilizzabile come centrale, ha chiuso le porte della convocazione all’erede di Alaba al Bayern Monaco (il classe ’98 Marco Friedl), e dall’altro assiste il tridente affilato dalle accelerazioni di Oliver Filip, altro figlio di mamma Jugoslavia.
Non potranno dire la loro, esclusi dalla lista dei diciotto arruolabili, Daniel Hautzinger, un passato negli Allievi dell’Udinese, e Michael Augustin, difensore del Burgeland che aveva preso parte a tutte le gare di qualificazione, meno l’ultimo turno della Fase Elite in quanto squalificato.

BULGARIA
Formazione tutta scoprire quella dei padroni di casa, un po’ per i risultati positivi raccolti nei test di avvicinamento alla rassegna (affermazione convincente contro Turchia e Svizzera, assenti in questa edizione ma avversarie di accertata tradizione), un po’ per i dubbi che stanno tormentando il coach Alexander Dimitrov, indotto a testare varie soluzioni tattiche e a diramare due pre-liste di convocati a distanza di pochi giorni. Partire dal campionato locale di riferimento sembra essere al momento l’unico punto fermo. In altre parole spazio al blocco del DIT Sofia, al primo titolo U17 della sua brevissima storia, e a chi, nonostante le difficoltà incontrate, ha assimilato insegnamenti attraverso la UEFA Youth League e il Ludogorets, allo stato attuale il meglio che il calcio bulgaro sia in grado di mostrare al mondo. Facendo qualche nome non si può evitare di citare Georgi Rusev, il cui obiettivo dichiarato è quello di bucare la porta avversaria così come l’omonimo attore faceva con gli schermi televisivi a cavallo fra gli anni ’70 e ’80. Se il caratterista di Kostenets è rimasto fisso nella mente dei cinefili come maestro dei ruoli cosiddetti di secondo piano, il giovane fantasista del DIT conta di interpretare un ruolo da protagonista assoluto.
Dimitrov, non per niente, sta costruendo le basi dell’undici titolare partendo dall’egregio repertorio tecnico del ragazzo. Dribbling, tagli in velocità e innato fiuto per il gol sul piatto del compagno di club
Assen Chandurov, numero 9 sulle spalle come si suole agli attaccanti innamorati dell’area, e Tonislav Yordanov, vice-capocannoniere fra i coetanei ad una tacca di distanza da Valentin Yoskov, sulle cui condizioni aleggia una nube di mistero. E non è il solo. Purtroppo per i tifosi de I Leoni non sono al meglio e restano in forse pure i centrocampisti Fabien Georgiev e Georgi Yanev, tesserati rispettivamente con lo Slavia e il Levski, due delle quattro squadre della capitale che disputano l’A-PLF. Una situazione che, abbinata al credo calcistico del ct, porterà ad affrontare le tre gare del girone a viso aperto, puntando su molto, se non tutto, sull’aggressività e sull’autostima dei ragazzi a disposizione. Qualcosa di molto simile al 4-2-4 proposto da Antonio Conte ai tempi di Bari, con baricentro basso e rapide ripartenze palla a terra.
I presupposti per fare bene ci sono ma, come anticipato, le residue speranze di passaggio del turno sono legate a doppio filo al genio di Rusev e alla posizione che egli occuperà sul terreno di gioco: dirottato in fascia sulla falsariga di quanto visto in campionato o sulla trequarti?
In attesa di una risposta dal campo, altro osservato speciale è senz’altro
Petko Hristov, centrale difensivo del 1999 con ottimi fondamentali e recentemente in prova al Wolverhampton Wanderers. Bocciato, invece, Rosen Krastev, punta dell’Albinoleffe e l’esperimento che vedeva Pavel Golovodov, centrocampista veloce ed esplosivo, nel ruolo di terzino sinistro. Non è detto che l’opzione verrà accantonata in maniera definitiva ma la chiamata ricevuta da Mateo Stamatov dell’Espanyol farebbe pensare al contrario.


CROAZIA
Dai Balcani al nord del Bosforo con al collo l’etichetta di schiacciasassi.
Del resto i numeri parlano chiaro.
Cinque vittorie ed un pareggio, diciotto reti realizzate e solo due, ininfluenti, subite, stracciando i curricula di Israele, unica nazionale a non subire la furia degli attacchi croati, Serbia e Portogallo.
Mai come in quest’edizione le Vatreni si sono presentati ai blocchi di partenza con queste credenziali e chance di salire sul podio, obiettivo centrato solo nel 2001 quando il torneo era ancora riservato agli Under 16.
Il materiale umano per proseguire sulla strada imboccata con le qualificazioni è affidabile e di prim’ordine.
Una diga centrale composta da Vinko Soldo, sinistro puro e sviluppato senso della leadership, dietro e in mediana da Neven Đurasek, reinventato centrocampista difensivo da Dario Baši e costretto a fare i lavori forzati per l’assenza dell’ultima ora di Borno Borovec, rimpiazzato Saša Uroševi, promettente ’99.
Mente e corsa per sostenere un modulo, il 4-2-3-1, interpretato, secondo i dettami del giovanissimo tecnico croato, in maniera elastica sul modello, leggermente riveduto, della Dinamo Zagabria, con il quale gran parte dei convocati sono stati svezzati.
Un fattore che conferisce ulteriore omogeneità, compattezza, e, perché no, convinzioni nei propri mezzi (nel 2013 molti dei presenti in Bulgaria vinsero coi Giovanissimi modri la prestigiosa Nike Cup, nda).
L’imperativo massimo resta comunque quello di tenere la palla a pelo d’erba e trasferirla velocemente sugli esterni, fra gli ingranaggi dell’oliata catena Borna Sosa - Josip Brekalo, o in direzione del trequartista e capitano Nikola Moro, il perno intorno al quale ruotano le certezze della squadra a scacchi. Brekalo soprattutto, ha attirato le attenzioni di tanti osservatori stranieri: veloce e resistente ( fino a pochi anni fa, alternava il calcio all'atletica leggera), segna e vede gioco, autorevole fonte offensiva della squadra.
È grazie alle sue intuizioni, affinate nel corso del campionato cadetto, che Davor Lovren, fratello del difensore del Liverpool Dejan, Karlo Maji, centravanti di movimento finito ben presto sui taccuini degli scout del Manchester City, e il già citato Josip Brekalo, possono dormire sonni tranquilli e nel contempo sognare e far sognare.

SPAGNA
Strano a credersi, considerata la storia e il palmares delle nazionali giovanili spagnole, ma le piccole Furie Rosse torna a giocare l’ultima fase di un Europeo U17 dopo un lustro in aspettativa.
Motivo per il quale mister Santi Denia ha preferito concentrarsi anche sull’aspetto psicologico dei selezionati, lavorando con umiltà, a fari spenti. Una metodologia modesta e razionale incarnata alla perfezione da Daniel Olmo ( figlio di Miquel, ex allenatore del Sabadell), che in estate ha salutato i compagni de La Masia a Barcellona per trasferirsi alla Dinamo Zagabria, raccogliendo il testimone di quel fenomeno in miniatura chiamato Alen Halilovic. Non una rinuncia (sul ragazzo, si dice, c’erano anche gli occhi del Chelsea) ma un piano ponderato, scevro da contraccolpi rispetto ad eventuali aspettative disilluse, fatto di step graduali: ha già esordito coi grandi, nel campionato croato. Rapido, può giocare da prima punta, con l'opzione preferita nel gioco in profondità, o da esterno d'attacco, come è molto più probabile venga impiegato. Dall'esterno crea situazione di vantaggio: è una delle opzioni più credibili della squadra spagnola. Valida opzione è pure Carles Pérez Sayol, favoloso giocatore di uno contro uno che deve crescere nel gioco coi compagni ma che vede, eccome, la porta, vecchio compagno nella Juvenil B blaugrana (dove ha uno score davvero considerevole), come una delle ali del tridente che agirà alle spalle di José Luis Zalazar, per tutti Kuki, attaccante figlio d’arte (suo padre vestì la camiseta de la Celeste uruguaiana a metà degli anni ’80, oltre che di Albacete e Cadice, dove è diventato un idolo ) che tanto piace al di là della Manica. Con cinque gol, Kuki è stato il giocatore decisivo ai fini della qualificazione. Presto arriverà il debutto ufficiale nel Malaga, dove ha già assaggiato il campo, in amichevole.
L'uomo chiave per l'equilibrio della squadra è il capitano, Carlos Aleña, capitano del Barça, oltre che di questa nazionale. Può giocare in mezzo alla Busquets (bravo nelle letture senza palla, capacità di giocare lungo e con buoni ritmi di regia) , ma anche accompagnare l'azione in zone più avanzate del campo con il suo educatissimo sinistro.
Al talaverano Rubén Fernández Serrano e a Francisco Villalba, funambolico rifinitore del Valencia, i restanti posti disponibili. Fuori a sorpresa il sempre presente Daniel Villanueva, ala tornante di casa Villareal e miglior assist-man della Fase Elite.
Pertanto il compito di tenere alto il numero di serpentine, alimentando la fase attiva della squadra, spetterà anche al terzino sinistro Cucurella: un clone di Marcelo e non solo per la testa cosparsa di riccioli e per l’agilità di gamba ma anche per una concentrazione difensiva sempre a livelli di guardia, cosa che non si può dire certo di Jose Luis García Vayá detto Pepelu, volante ordinato e dal cervello fino e tiro potente, José Alejandro “Alex” Martín, marcatore in grado anche di impostare il gioco e rendersi pericoloso sui calci da fermo.
La Spagna nelle giovanile ha spesso messo da parte il tiki-taka e il suo futuro sta iniziando a costruirselo anche con un atteggiamento più pragmatico e consapevole delle tipicità dei singoli elementi a disposizione.

GIRONE B

BELGIO
La rinascita del calcio belga, frutto di una programmazione decennale, è tanto innegabile quanto scarsamente supportata dai risultati, un divario ancora più visibile se si tratta di selezioni giovani. Nella fattispecie i Diavoli Rossi non centravano una qualificazione ad un Europeo U17 dal 2006 (l’anno dopo entrarono di diritto alla fase finale in quanto membri organizzatori), la seconda in ordine cronologia per questa specifica fascia di età.
Una sorta di incompiutezza ma anche di attesa che sembra accompagnare anche i prescelti di Bob Browaeys.
Qualche difetto emerso nelle gare preliminari (mancanza di “peso” nella zona nevralgica del campo, svagatezza difensiva, manovra tendenzialmente lenta) è stato limato con l’inserimento di un paio di novità emerse durante la stagione nelle Jugend e la pirotecnica doppia amichevole con la Spagna (5-4 e 1-6 lo score) disputata nel settembre appena trascorso: Rubin Seigers, difensore del Genk che ha dato sicurezza al pacchetto arretrato, Orel Mangala, mezz’ala nata in Congo generosa e forte nel dominio del pallone, e l’ambidestro Alper Ademoglu, discendenze turche (ad Istanbul è nato e cresciuto e con le Ay-Yıldızlılar ha giocato fino all’U15) e raffinate doti da playmaker nelle vene.
Chi ha mantenuto un rendimento costante lungo tutto l’arco delle qualificazione è stato Christophe Janssens, osservato pure al Torneo di Viareggio di tre mesi or sono: interessante struttura fisica e tempi di inserimento sui piazzati, fondamentale nel quale è pure uno specialista. Con Ademoglu, un’arma da aggiungere all’arsenale immagazzinato da Ismail Azzaoui, stellina del Tottenham, Dennis Van Vaerenbergh, re dei gol di rapina, e Lennerd Daneels, agile esterno offensivo del PSV Eindhoven, medesimo ruolo e club di Matthias Verreth, schierabile pure come centrocampista di raccordo. Azzaoui, soprattutto, dovrebbe essere il ragazzo che disequilibra offensivamente, con la sua velocità e una davvero ottima tecnica di base. Cresciuto, come molti altri compagni di questa nazionale, nell'Anderlecht, società abbandonata dopo la succulenta offerta del Tottenham, dove ha subito impressionato, partendo da sinistra e entrando spesso dentro il campo, per le sue giocate ( il destro è il suo piede forte).

GERMANIA
Il desiderio proibito e nemmeno tanto nascosto della Germania di Christian Wück è quello di raggiungere gli amici del biennio seguente (l’U19, ad ottobre, difenderà il titolo campione d’Europa conquistato un calendario fa) e i big capitanati da Lahm nell’Olimpo dei vincenti, centrando una storica tripletta.
Chimera o possibilità concreta? La soluzione del rebus sembra propendere verso la seconda risposta, perché la
Die Mannschaft, saltate direttamente alla Fase Elite in virtù della prima posizione nel ranking UEFA, ha sofferto solo i pari età italiani ma giocando in inferiorità numerica per un’ora e ha liquidato, nel rinomato Torneo di Algarve, le compagini di Portogallo, Inghilterra e Olanda, lasciando immacolata la porta di Constantin Frommann, estremo difensore del Friburgo, tutto possanza e riflessi.
Esplosiva la corsa di Mats Köhlert, che ricorda l’interista Podolski nei movimenti e nella posizione occupata in Nazionale, e la carica di Felix Passlack, centrocampista poliedrico in forza al Borussia Dortmund allo stesso modo di Janni-Luca Serra, quest’ultimo in lizza con Johannes Eggestein per una maglia da titolare al centro dell’attacco. Passlack è il miglior talento delle giovanili del Dortmund, che sta cercando di proteggerlo ( blindato fino al 2018) e sostenerlo ( gli hanno già fatto assaggiare la prima squadra, nello stage invernale).
Passaporto turco e colpi risolutivi nelle tasche di Görkem Sağlam ( esattamente come i compagni del Bochum,
Erdinc Karakas e Gökhan Gül), che si alterna a Niklas Schmidt nella costruzione dell’azione con continui cambi di posizione e fitte reti di passaggi, il cui fine ultimo è sempre la ricerca della profondità. Davanti, finalizza il bomber del Werder Brema, Johannes Eggestein
REPUBBLICA CECA
Pur collocata al settimo posto per coefficiente fra le sedici sorelle rimaste in lizza, la Repubblica Ceca non gode dei favori della stampa. Le prestazioni fornite nel recente passato da Alex Král, punta di diamante della nidiata ceca, e compagni non sono state sufficienti, perlomeno sotto l’aspetto della spettacolarità, per tessere lodi e nutrire chissà quali sogni di gloria. Recitare il ruolo di terzo incomodo però non costa nulla e Václav Černý, timoniere della truppa, fa bene a crederci. Non avere i pronostici dalla propria parte, fra l’altro, ha fatto sì che i rapporti di campo fra gli adolescenti cechi si cementassero a tal punto da formare un blocco, magari poco appariscente, ma arduo da scalfire, in cui tutti si danno una mano, senza mollare di un solo metro la presa sul rivale di turno. Le individualità aggiungono quel tocco di imponderabile che non guasta. Vada per Král, regista dello Slavia Praga dotato di caparbietà e passo, ma anche Ondřej Žežulka, ora mediano ora difensore, il centrocampista quindicenne Michal Sadílek, ritenuto in patria molto più di una promessa, e la mezzapunta Ondřej Lingr avranno il tempo per dire la loro.
Per buona pace di addetti ai lavori, semplici appassionati e scommettitori.

SLOVENIA
Il pesce, si dice, puzza sempre dalla testa ma se esistesse un’accezione impropria e positiva del famoso proverbio il capo della Slovenia sarebbe un tripudio di odori piacevoli per qualsiasi naso. Perché lì, all’estremità dell’undici base che si cela la forza del team allenato da Igor Benedejcic e conduce ad una sola identità, quella di Jan Mlakar, laureatosi leader della classifica marcatori delle qualificazione a Euro U17 2015 con 8 reti in sei partite. Maurizio Niccolini e Stefano Cappelletti, responsabili dell’Area Reclutamento della Fiorentina, sono stati lesti nel prelevarlo dal Domžale nella finestra di mercato invernale, eludendo aste e concorrenza.
Un finalizzatore nato che si prodiga nel lavoro di cooperazione legato allo sviluppo della manovra, offrendo una sponda ai compagni o dettando il passaggio nello spazio, gesti naturali per uno a cui Madre Natura ha donato prontezza di testa e di gambe.
Proveranno ad assisterlo nel migliore dei modi Sandi Ogrinec, colui che detta i tempi del pressing, Oskar Cvjetičanin, stopper del Southampton arcigno e avversario ostico nei duelli aerei, e i laterali Timi Elšnik e Jacok Novak, chiamati a sacrificarsi in copertura e a sfruttare le proprie qualità (resistenza, tecnica, tiro dalla distanza) e quelle di Dejan Petrovič e Vitja Valenčič (visione di gioco, precisione balistica).

 NELLO LUCIANO (con CARLO PIZZIGONI)

1 commento:

olag ha detto...

Che dire,ogni valutazione al di sotto del superlativo,e' riduttiva.
Grandi!

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