08 gennaio 2010

Andrea de Benedetti sul "caso" Balotelli

L'amico e collega Andrea de Benedetti ha pubblicato sul Manifesto e sul suo blog (http://andreadebenedetti.blogspot.com/)un pezzo sulla querelle Balotelli. E' la miglior cosa che abbia letto sull'argomento:

Se le parole fossero azioni (di gioco), le dichiarazioni rese ieri da Mario Balotelli a fine partita potrebbero essere benevolmente interpretate come l'equivalente di un fallo di simulazione. Chi era allo stadio di Verona sostiene di non aver sentito alcun insulto razzista nei suoi confronti. Al massimo alcuni fischi di routine e qualche “buu” diretto a Luciano, che però è un ex interista e adesso gioca nel Chievo. Senza contare che il pubblico di Verona, di cui Balotelli si è lamentato, non è quello – famigerato – dell’Hellas, che non conosce la serie A da un decennio, ma appunto quello rionale e disperso del Chievo, duemila spettatori di media allo stadio e nessun gruppo ultrà (in)degno di questo nome.
SuperMario, insomma, ci ha provato – come, va detto, spesso gli capita di fare anche in campo – e gli è andata male. Basti dire che il presidente del Chievo Luca Campedelli, che di solito parla soltanto negli anni bisestili, si è sentito in dovere di rispondergli (“Balotelli non offenda Verona”) e lo stesso Mourinho lo ha sbugiardato (“Mario spesso dice e fa cose che non dovrebbe”), dandogli – metaforicamente, ma anche sostanzialmente – del simulatore.
Resta però il fatto che l’episodio di ieri è l’eccezione, non la regola. Di solito, infatti, Balotelli affronta davvero pubblici ostili e razzisti, e a fine partita se ne va senza proferire verbo. A Verona, per una volta, è successo il contrario, e non abbiamo il diritto di metterlo in croce, così come non mettiamo in croce Messi se, su trenta volte che provano a spezzargli una tibia, ne capita una in cui si butta per terra senza che nessuno l’abbia toccato.
Il problema, il vero problema, è aver sequestrato una persona facendone l’ennesimo vessillo di una guerra inutile, dannosa soprattutto per l’interessato. Tra chi considera SuperMario la reincarnazione di Malcolm X e chi gli toglierebbe la cittadinanza italiana, esisterà pure una via di mezzo. Essere pomo della discordia a 20 anni non ha mai fatto bene all’ego di nessuno.


Andrea De Benedetti

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