11 giugno 2012

Europei 2012: Antiguida del Gruppo D

L’Ucraina padrona di casa sta preparando l’Europeo nel peggiore dei modi.
Oltre all’indiscriminato e scandaloso sterminio dei cani che sta ancora avvenendo nel Paese, la società soffre una crisi profonda di democrazia, e l’ex premier Julija Tymošenko, che ha solo la grande colpa di essersi opposta agli oligarchi russi del gas, è stata condannata alla galera in un processo che puzza di purga sovietica.
L’Inghilterra vive questa crisi democratica e di visione programmatica, per fortuna solo nel settore football. E’ difficile trovare una linea guida nella gestione della Football Association. Come il più importante campionato del Mondo può esprimere una Nazionale così modesta? Nello scorso Europeo l’Inghilterra non si era nemmeno qualificata: una situazione oltre l’inaccettabile. La FA invece di elaborare una politica a medio-lungo termine, anche di prospettiva sui giovani ha scelto di andare sul Re Taumaturgo, che avrebbe dovuto risolvere la miserevole situazione con la sua sola presenza. Il sire, ben pagato, è stato scelto in Fabio Capello. La Globalizzazione è il grande segreto dell’appeal della Premier League, lo spettacolo più visto nei bar di Giacarta, Johannesburg, Il Cairo e Vancouver. La conquista di nuovi mercati mondiali, significa nuovi investimenti, e pazienza se qualche proprietario dei grandi club non è un suddito di sua Maestà. Lo spettacolo, la competitività ne traggono beneficio: ma il lavoro è stato lungo, con delle linee guida definite dall’inizio. Soprattutto, la Premier è riuscita ad assumere lo spirito della sua città simbolo, Londra, oggi olimpica, che è diventata la prima metropoli multiculturale e multietnica d’Europa. La FA si è limitata ad offrire un contratto a Fabio Capello, a chiedergli di quanti collaboratori avesse bisogno, tenendo una mano sulla cornetta e una sulla penna per gli assegni. Stop. Non ha funzionato dall’inizio. Il contrappasso storico di assumere l’uomo che, in campo, con l’Italia, nel Novembre del 1973 violò con una sua rete il tempio di Wembley (regalando ai posteri lo storico, primo successo agli azzurri), e di consegnargli le chiavi della Nazionale ha probabilmente innervosito gli spiriti della Perfida Albione. Questa scorciatoia non ha pagato. Non è solo questione di risultati, peraltro pessimi, con il Mondiale sudafricano giocato davvero male, e la rapida eliminazione (anche se la partita con la Germania fu viziata da un clamoroso abbaglio del guardalinee che non convalidò una rete solare di Lampard). Capello rimane uno straordinario uomo di spogliatoio ( e infatti da Rooney a Terry, tutti parlano bene di lui anche ora) ma la difficoltà linguistica e una certa rigidità di approccio ha impedito che l’ambiente potesse mai sentire l’empatia necessaria col coach. Inoltre, le parrucche alla FA sono sempre di moda e una certa idea isolazionista, nei confronti dell’Europa e degli europei, ha sempre covato sotto la Manica. Non funzionava, e per rescindere era necessario solo scovare un casus belli: entrambi, sostanzialmente, lo cercavano. Il puritanesimo inglese lo ha consegnato sotto le voglie da satanasso di Terry, infilatosi sotto le lenzuola insieme alla moglie di un compagno e per questo meritevole di una lettera scarlatta, la C di capitano non poteva più essere sua. A Capello era sufficiente che la FA cacciasse tutti i penny necessari, poi l’Europeo lo avrebbe visto volentieri anche in TV. Per sostituire l’italiano, la piazza chiedeva la svolta 100 % british. Accarezzata l’idea Redknapp, si è svoltato, con l’Europeo alle porte e senza troppa convinzione, su Roy Hodgson. Va bene una scelta britannica ma non tiriamoci dentro un Cromwell, uno con troppo carisma, uno che accende le folle, sembra abbiano pensato alla FA. In Francia, alle prese con problemi per certi versi simili, hanno finalmente deciso di ghigliottinare il tiranno. Domenech dopo Danton era diventato pure Robespierre, totalmente incontrollabile davanti a media e tv. Dopo la figuraccia sudafricana, con la Nazionale in preda a suggestioni sanculotte, meglio un sano e tiepido realismo, come quello di Blanc, uomo del sud ma non troppo ciarliero. L’uomo giusto al posto giusto. E anche se le tossine dell’éra Domenech ancora non sono state superate totalmente, tuttavia la Francia cresce al ritmo di crescita del suo campionato, sempre più competitivo e, mediaticamente pure appetito, dopo la discesa in campo anche degli emiri del PSG. Ma la Ligue 1 fornisce più della metà dei giocatori in forza a Blanc, e potevano anche essere di più, se con ci fosse qualche esclusione a sorpresa.  La Francia calcisticamente ha anche a livello giovanile grandi prospettive, senza avere le possibilità di spesa dell’Inghilterra: segno che almeno nelle strutture di base, la Federazione ha lavorato bene, riuscendo di concerto con la società a promuovere un certo tipo di integrazione anche con tanti ragazzi provenienti dall’Africa, rilanciando un po’ il modello che li ha portati, nel 1998, sul trono del mondo del football. Coinvolgimento degli stranieri che in Svezia non si è mai davvero compiuto. Anche se il capitano dei Vichinghi a questo Europeo è figlio di un bosniaco e di una croata, che però nella Malmoe dei primi anni Ottanta non erano esattamente i benvenuti. La Svezia sostanzialmente di Olof Palme era la più avanzata socialdemocrazia d’Europa e più, ma la mentalità degli svedesi era rimasta classista come nei personaggi di Stig Dagerman, il genio letterario svedese suicidatosi ( a 31 anni) negli anni Cinquanta. E anche Ibra, che è e rimane uno dei giocatori che più spostano a livello mondiale, non è mai convinto di essere a suo agio con la maglia svedese addosso, e infatti incide molto meno, non solo per la non elevatissima qualità dei compagni.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: GDP

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Un tuo parere su Dedè, nell'ottica che diventi "l'erede" di Thiago Silva al Milan.

Per me potenzialmente può arrivare a quei livelli... in più rispetto a Thiago vedo una disciplina tattica maggiore (alla stessa età) e forse più intensità agonistica.
Tecnicamente non è al livello di Thiago, ma comunque eccellente. Fisicamente e atleticamente è spettacolare. A livello di velocità pura... nel breve ed in allungo... lì paga abbastanza secondo me.
Che ne pensi?

(O vedresti meglio un giocatore come Hummels, ad esempio?)

Grazie
Ciao
Dario

Carlo Pizzigoni ha detto...

Ciao Dario. E' difficile far paragoni. Thiago Silva è il miglior difensore del mondo, secondo me ( se penso ai commenti che sentivo al suo arivo in Italia...). In prospettiva, l'uomo che gli si avvicina di più credo sia il suo prossimo compagno di Nazionale, David Luiz, ch enon ha ancora però quella concentrazione. Dedé è fisicamente massiccio, negli ultimi due anni è cresciuto in maniera incredibile in tutte le fasi del gioco: da riserva del Vasco a trascinatore. Dove può arrivare non so. E' un tipo serio, anche se ha una fidanzata invasata di religione che lo controlla e lo gestisce. Anch'io sono molto curioso di vederlo in Europa. Però per quest'anno lasciatecelo al Vasco ;-)

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