01 febbraio 2012

Fredy Guarín, volontà e lotta, eredità del sangue



Il Dipartimento di Boyacá è una zona chiave nella storia della Colombia. Lì ci sono stati i più sanguinosi scontri per l'Indipendenza dalla Spagna: prevalsero gli uomini del Libertador, Simon Bolivar. In Colombia c'è sempre profondo rispetto per l'anima boyacense (il cui valore è anche riconosciuto nel testo dell'inno nazionale) e per quell'area del Paese, una zona centrale situata nell'area andina. Nasce proprio lì, a Puerto Boyacá, Fredy Alejandro Guarín Vásquez, Fredy Guarin, il nuovo centrocampista dell'Inter. Nasce e subito inizia la sua lotta personale per diventare un calciatore vero. Primi calci a Cortuluá, poi tour nel centro della Colombia con passaggio al Cooperamos Tolima e inizio della sua reale parabola nel calcio con l'Envigado. Con la squadra dell'area di Medellin, celebre nel far crescere campioncini (qui hanno iniziato anche James Rodriguez, oggi al Porto, e un talento incompreso come Giovanni Moreno), esordisce come professionista. Presenza fissa nelle selezioni giovanili colombiane, diventa celebre per la sua capacità di calciare, e segnare, da distanze siderali: soprattutto in Nazionale gli trovano il suo vero ruolo. Da centravanti arretra in mezzo al campo, e raccoglie l'interesse del Boca Juniors che lo vuole inserire nel suo progetto giovanile. Il “Coco” Basile, all'epoca allenatore dei Bosteros lo nota nel Precampionato e gli concede l'onore dell'esordio in prima squadra: è il primo febbraio 2006, sei anni dopo posterà su Twitter la foto della sua firma per l'Inter: “Un día lo pensé, un día lo soñé, un día lo logre”, pensato, sognato, realizzato: avrebbe coronato con queste parole il suo desiderio nerazzurro. Lottatore, ma giocatore con grandi capacità tecniche e senz'altro di spiccata personalità, Guarin sbarca in Europa, in Francia, al Saint Etienne ma si impone nel Porto di Villas Boas: la cessione di Raul Meireles gli spalanca le porte dell'undici titolare e diventa uno dei protagonisti della straordinaria cavalcata dell'erede di José Mourinho nei Dragoni: vince nella stessa stagione Campionato, coppa e Europa League ( è suo l'assist a Radamel Falcao nella rete che decide la finale). Entra nel mirino di tanti club, ma la Juventus riesce a bloccarlo grazie al lavoro di Fabio Paratici, assistente di Beppe Marotta. Il giocatore è sicuro di arrivare a Torino ma nella scelta dell'unico extracomunitario tesserabile mister Antonio Conte opta per Caceres, chiedendo alla sua dirigenza anche un centrocampista molto più dinamico, anche se meno tecnico di Guarin, come Simone Padoin. A questo punto l'Inter, che ha seguito il giocatore da anni anticipa le altre concorrenti, anche con l'intermediazione di Ivan Ramiro Cordoba, una istituzione in Colombia. Inizia una nuova battaglia per il guerriero boyacense vestito ora di nerazzurro.

CARLO PIZZIGONI


Fonte: Max


Il giovanissimo Guarín

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