28 febbraio 2012

Sulley Muntari, eroe nel giorno sbagliato




Galliani e Agnelli più Marotta. Conte e Allegri. E Buffon, Chiellini, Ambrosini, Mexes... La moviola in campo, le polemiche nei bar, gli insulti in televisione. Le mille pagine dei giornali. Tutto più o meno normale, da noi. Un attimo. Però ci si è dimenticati dell'eroe di quel secondo e sei centesimi, il tempo in cui la palla è rimasta nella porta di Buffon: Sulley Muntari, l'uomo che aveva probabilmente selezionato l'indirizzo dello Scudetto 2011/12.

Il suo gol-non gol è stato l'inizio di tutti i mali. Eppure, la sceneggiatura sembrava essere stata scritta da uno di quegli stregoni che il CT del Ghana ha accusato giorni fa per avergli rovinato le prestazioni dei suoi giocatori nella recente coppa d'Africa. Muntari era in campo nella notte che aveva riportato dopo un'era geologica la Champions all'Inter, giocò gli ultimi dieci minuti di quella straordinaria favola nerazzurra. Era giunto ad Appiano come succedaneo di Frank Lampard, difeso da José Mourinho aveva fornito un discreto contributo ai successi nerazzurri e in molti ricordano il suo gol proprio contro la Juve.

L'improvviso ritorno all'inferno dell'Inter, lo aveva messo nel mirino dei tifosi: Muntari aveva preso, nella sostanza, il posto dei Gresko, dei Fresi e dei Morfeo: era l'uomo su cui San Siro vomitava il proprio inarrivabile disprezzo, il giocatore simbolo di una stagione troppo distante da quel Triplete, sognato da una vita e consumato in un paio di giorni, per poi rituffarsi nei calciomercati di sempre. Muntari entrava in punta di piedi a San Siro, ed era un concerto di pernacchie: impossibile continuare.

Gli stregoni di cui sopra, assaporavano una vendetta gustosa e lo trascinavano dall'altra parte del Naviglio, azzoppando uno ad uno i possibili concorrenti di Muntari nel centrocampo di mediani rossoneri. Così Sulley, dopo una Coppa d'Africa non esattamente convincente, si permette la titolarità dopo un paio di allenamenti a Milanello. A Cesena fa il suo esordio, e timbra la vittoria con una rete: nella partita più importante dell'anno, il posto è suo.

Segna il gol del possibile 2-0, poi gli stregoni, dispettosissimi, si rivoltano: la terna arbitrale non si accorge che Buffon raccoglie il pallone dietro la linea di porta, e qualche tempo dopo ecco il nostro con la faccia immersa completamente nel terriccio instabile del prato di San Siro. Muntari è in ginocchio: lo juventino Matri ha appena segnato la rete dell'1-1. Tutto troppo in fretta, forse. La vendetta è piatto da servire dopo necessario passaggio in frigorifero: a maggio, probabilmente, gli spiriti si ricorderanno di lui.

CARLO PIZZIGONI


Fonte: Max

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