22 marzo 2012

Senza Oscar, l'Internacional si salva in Bolivia. Corinthians solido e sicuro in casa

The Strongest (Bol) – Internacional (Bra) 1-1

La partita di “andata”, dominata dall’Internacional (5-0 il finale), è rimasta solo una voce d’almanacco: i boliviani di The Strongest, giocando agli oltre 3500 metri di La Paz, in casa sono di altra pasta. In verità, non è solo l’altitudine. I ragazzi di Acosta giocano, ogni volta meglio, un calcio propositivo e spesso piacevole da vedere. L’Internacional con un reparto di costruzione molto lineare, guidato da due mediani di contenimento come Tinga-Guiñazú, non riesce a fornire palle “pulite” gli avanti: Leandro Damiao non è nemmeno ispiratissimo di suo; inoltre, non riuscendo a tenere un ritmo alto, per le condizioni “altimetriche”, subisce per tutta la gara i padroni di casa. Il problema nasce dall’assenza di Oscar: il ragazzo è nel mezzo di una battaglia legale tra il Colorado e il San Paolo, dove è cresciuto calsticamente. Un giudice dello stato paulista ha dato ragione al Tricolor, invalidando di fatto il trasferimento all’Inter, che per cautelarsi non lo schiera. Dagoberto rimane l’unico giocatore in grado di creare qualcosa davanti, ma predica nel deserto. Molto bene invece la squadra di La Paz che va in vantaggio meritatamente con il giovane attaccante Ramallo. Sfiora più volte il raddoppio ( Muriel è miracoloso in più di una occasione) grazie alle ottime giocate dell’esperto Escobar e del ragazzo meraviglia Chumacero (un peccato il suo fisico sia così minuto, altrimenti l’Europa gli avrebbe già aperto la Porta Grande). L’Inter trova però il pari importantissimo nel finale con Gilberto, gol rocambolesco che avvicina il Colorado alla qualificazione.



Corinthians (Bra) – Cruz Azul (Mes) 1-0

Il Timao di Tite, ormai lo abbiamo capito, non è esattamente il club che ti conquista con la sua estetica calcistica. Tuttavia, rimane tremendamente efficace e finché vince le critiche dei puristi brasiliani rimangono in galleria. Anche contro i messicani del Cruz Azul, sprovvisto di diversi uomini (Waldo Ponce, Domínguez e Torrado più i giovani Araujo e Aquino impegnati con il Tri nel Preolimpico), quello che brilla nel Corinthians è la struttura difensiva, con la linea invalicabile in mezzo formata da Ralf e Paulinho. Davanti ci pensa il solito Alex, prima e unica fonte delle giocate offensive: da lui nasce tutto, anche la punizione per l’unico gol della partita, realizzato di testa da Danilo. Il trio d’attacco dei Cementeros Bravo-Giménez-Perea è pericoloso nelle ripartenze e dà una mano anche in fase passiva, il gol però non arriva.


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

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