15 giugno 2010

Spunti Mondiali: Day 4

ITALIA - PARAGUAY 1-1 (Alcaraz 39', De Rossi 63')

L'esordio italiano era contro l'unica squadra degna del girone e un pari accontenta entrambe. Sull'idea che sento un po' ovunque circa la conduzione totale del match da parte dell'Italia non sono essattamente d'accordo: controllare una partita non significa solo avere la palla tra i piedi. Più che altro è condurre il ritmo partita e possedere i vantaggi territoriali nelle zone pericolose. Ecco, se partiamo da qui, non è che il Paraguay, almeno finché aveva benzina è andato sotto con gli Azzurri, anzi. L'Italia è rimasta incapace di offrire un calcio fluido, ha pescato quello che il Paraguay gli ha concesso, spesso le fasce: ma gli uomini di Martino non hanno mai sofferto: io ho registrato solo tiri telefonati da fuori e uno solamente, pericoloso, di Montolivo. A proposito dell'uomo di Caravaggio, rimango perplesso della sua posizione centrale in quel 4231: non delle sue capacità e potenzialità, quanto dei benefici che può dare a questa squadra giocando lì. Non ha sempre ritmi di giocare per velocizzare l'azione e tutto viene appesantito se Marchisio è costretto a evoluire dietro la punta, lui che è sì un incursore ma non "vede" calcio in anticipo come una mezzapunta. Manca quindi profondità e verticalizzazioni veloci, un po' meglio è andata con le due punte, ma proprio un po', tanto che Villar non è mai stato impensierito. E' dunque chiave il recupero del miglior Pirlo per proseguire al meglio nel Mondiale.

Bene il Paraguay, almeno finché ha pressato in mezzo: è rimasto compatto ha concesso qualcosa sugli esterni senza mai soffrire, ha trovato il gol su calcio da fermo (sempre ben preparati dal Tata Martino) e ne ha preso uno per un errore di Villar in uscita, un errore non da lui, specie a questo livello. Buonissima la fase di pressione immediata dopo la perdita del pallone, che ha inibito il contro gioco di questa Italia con poca qualità. Male invece davanti: se i due attaccanti, specie Valdes, hanno contribuito e bene alla fase di pressione, sono mancate però le loro giocate nelle ripartenze e non possedendo qualità in mezzo è chiave il ruolo delle punte, che devono pulire l'apertura e giocare per gli inserimenti. Un punto e una buona figura cercava Martino, e ora ha davanti due squadri mediocri per passare il turno.

OLANDA - DANIMARCA 2-0 (Hagger -Autorete- 46', Kuyt 85')
Fa paura l'Olanda davanti, può trovare il gol in ogni momento con la qualità individuale dei suoi interpreti. Manca e totalmente, di squadra: pare un paradosso, per la storia della squadra arancione, eppure è la fotografia del match con la Danimarca. Palla condotta sempre al piede, poco movimento davanti, pochissimo dinamismo e accompagnamento esterno coi tempi sbagliati, disgraziata transizione difensiva, che ha concesso anche qualche occasione a una Danimarca non esattamente irresistibile. Soprattutto quest'ultimo punto è da risolvere per il CT olandese, giocando sempre palla al piede, e centralmente, con van der Vaart che quasi si scontra con Sneijder per quanto giocano lo stesso spazio, la squadra rimane disordinata sul campo e i difensori soffrono se devono giocare negli spazi larghi. L'entrata in campo di Elia sulla sinistra ha sistemato le cose in fase offensiva (in attesa di Robben), buona idea anche quello squarcio di minuti con van Persie a sinistra e van der Vaart al centro. Vittoria comunque meritata, e Danimarca che dopo il gol non riesce proprio a cambiare strategia di gioco.

GIAPPONE - CAMERUN 1-0 (Honda 39')
Gettare in campo un pugno di giovanissimi esordienti e sperare. Choupo-Moting e Matip hanno sì doti ma pochissima esperienza, e poi la linea di difesa con i giocanissimi Nkoulou e Bassong, con Mbia improvvisato terzino destro: erano necessari questi rischi, Le Guen? Va bene la fiducia nei giovani, ma insomma... E poi questo gioco palla a terra del Camerun non riesce più a ritrovarsi dopo i buoni esperimenti dell'inizio di mandato dell'allenatore francese: pure ieri la densità medio bassa del Giappone ha ostruito senza difficoltà la farraginosa manovra camerunense. Eto'o gioca esterno e non può incidere troppo a questo ritmo basso: è sempre 1 contro 3, e quando entra bene nell'azione i compagni non hanno la stessa cura del pallone e peccano nella qualità della rifinitura. Malissimo, per l'ennesima volta in questa stagione, Makoun. Il Giappone trova il gol su calcio da fermo e gestisce bene le ripartenze, mantenere la posizione difensiva è l'unico mantra per portarli alla vittoria in questo match (salvo casi episodici: azione di Eto'o sulla destra e traversa di Mbia): ci riescono e guadagnano i tre punti.

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