26 febbraio 2010

[San Siro] Inter - Chelsea 2-1. Spunti

L'Inter guadagna un minimo vantaggio nella sfida dell'andata degli ottavi di finale di Champions'. Vince 2-1 contro il Chelsea, probabilmente nell'accoppiamento più equilibrato che la competizione continentale sta offrendo.

INTER SENZA PRESSING ALTO. Le indicazioni proposte dal match non devono necessariamente rappresentare un giudizio definitivo sulle due squadre. Però è evidente, per quel che riguarda l'Inter che, almeno con squadre di questo livello e di tale forza, è impossibile proporre con continuità un calcio simile a quello proposto in campionato dai nerazzurri. Possesso palla e, soprattutto, pressing alto sono stati inibiti dalla potenza del Chelsea.
Partiti con il 4312 gli uomini di Mourinho hanno subito trovato la rete con una bella azione in verticale che ha fatto giungere la palla in area a Milito, bravo a saltare di netto Terry e freddare Cech sul primo palo. Da quel momento l'Inter ha però iniziato a difendere medio basso e a ripartire. Il Chelsea ha concluso solo da fuori area( e pericolosamente soprattutto con una punizione di Drogba, finita sulla traversa) ma ha governato il ritmo della partita, disponendo fisicamente di un tonnellaggio davvero superiore (Obi Mikel, Ballack, Lampard) e di una strategia che prevedeva Kalou (ottimo) e Anelka in una posizione intermedia alle spalle di Drogba. I due attaccanti ricevevano facile e potevano organizzare la manovra d'attacco, Thiago Motta e Stankovic non riuscivano mai a prenderli e Cambiasso era il solito schermo difensivo ma ormai il fisico non gli consente di coprire molti metri: si salva con scelte di testa e tentativi di giocare sulle linee di passaggio, e non sempre riesce negli obiettivi.
La vera vittoria dell'Inter è stata però quella di non fare entrare in azione Drogba: si è preferita una densità difensiva bassa in funzione di maggiore copertura dell'attaccante ex OM a scapito di una riconquista alta e di maggiori opzioni di ripartenza. Infatti, nonostante il possesso palla del Chelsea nettamente superiore dei Blues Mourinho non cambia nulla a metà tempo e lascia i primi 11. Il tutto riesce anche per la superlativa prova di Lucio: il capitano della nazionale brasiliana non sbaglia niente, anticipa, chiude, riparte pure, San Siro lo elegge migliore in campo tributandogli una serie di cori gonfi di entusiasmo.

L'INGRESSO DI BALOTELLI. Il Chelsea trova il gol su una mezza papera di Julio Cesar a seguito di un tiro di Kalou dal limite non irresistibile (buona l'ennesima sovrapposizione di Ivanovic, scopertosi davvero ottimo terzino destro, ormai). L'Inter è brava e fortunata ad avere uno scatto d'orgoglio e a trovare il nuovo vantaggio con Cambiasso. Mourinho inserisce proprio dopo il gol del 2-1 Balotelli, per Thiago Motta, ristrutturando la sua squadra con il 4231. In realtà i principi di gioco rimangono affini: Thiago Motta aveva la funzione di "secondo" facitore di gioco una volta "coperto" Sneijder. SuperMario ne eredita le funzioni seppur in una zona diversa del campo: la squadra si appoggia molto su di lui e, partendo dal lato ha anche il vantaggio di inibire le sovrapposizioni di Malouda, che nel secondo tempo Ancelotti ha voluto più aggressivo, e che poteva diventare un fattore nella partita (significativo anche questo particolare: l'ex tecnico milanista è rimasto sempre in piedi davanti alla panchina senza dare grandi indicazioni ai suoi con l'eccezione del secondo tempo in cui allargava continuamente le braccia suggerendo una maggiore ampiezza di gioco ai suoi). Balotelli sulla destra è una fonte di gioco importante e procura seri grattaccapi al Chelsea che deve anche spostare Lampard per il raddoppio sull'attaccante.

CENTROCAMPO CHELSEA. In mezzo al campo la squadra inglese gira palla senza difficoltà, ha una netta predominanza fisica (tante palle guadagnate anche di testa), non va praticamente mai in difficoltà per il pressing dell'Inter ma è pericoloso solo con i tiri da fuori (uno in particolare di Ballack, che Julio Cesar vede all'ultimo momento): pochi gli inserimenti (ci prova Lampard nel secondo tempo ma è un'azione sporadica) e pochi gli uno contro uno per provocare la giocata pericolosa. Il pallino del gioco nella metacampo interista è rimasto quasi sempre in mano a Kalou e Anelka, i centrocampisti si limitavano ad appoggiarsi a questi due attaccanti, e per l'Inter era comunque il minore dei mali.

FATICA. La fatica mentale e fisica del match, sommata a quella di sabato scorso contro la Samp, dove l'Inter ha giocato per larghi tratti in 11 contro 9, si fa sentire sul finire della partita: Milito non difende più un pallone, mentre a inizio match aveva uccellato più volte Terry e Carvalho, Sneijder si impegna in tante rincorse ma non ha più la lucidità nella giocata. L'inter si ferma e la partita si blocca: finisce 2-1, tutto è ancora aperto.



INTER (4312): Julio Cesar, Lucio, Maicon, Samuel, Zanetti; Stankovic (84’ Muntari), Cambiasso, Motta (58’ Balotelli); Sneijder; Eto’o (68’ Pandev), Milito. A disp.: Toldo, Cordoba, Mariga, Quaresma. All.. Mourinho

CHELSEA (4321): Cech (62’ Hilario), Ivanovic, Carvalho, Terry, Malouda, Ballack, Mikel Obi, Lampard; Anelka, Kalou (78’ Sturridge); Drogba. A disp.: Alex, Belletti, Bruma, Cole, Borini,. All.: Ancelotti

Gol: 3’ Milito, 51’ Kalou, 55’ Cambiasso

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