01 ottobre 2009

C'era una volta Luis Fabiano

Ripropongo un mio vecchio pezzo su Luis Fabiano. Era il 2004 e io ero giù in Brasile. L'articolo fu pubblicato su Indiscreto.it di Stefano Olivari


San Paolo, lunedì 17 maggio 2004

Un figlio, per cambiare una vita. La bionda Juliana è pronta per dare alla luce Giovana, prima erede di quello che per noi è il più completo centravanti
del mondo. Niente condizionali, né giri di parole: Luís Fabiano Clemente, attaccante del São Paulo leader del campionato brasiliano, è un fuoriclasse.

Longilineo (182 cm di altezza e 79 chili sulla bilancia), calcia indifferentemente con ogni parte di entrambi i piedi e, grazie a una non indifferente forza fisica, con precisione e vigore anche da fermo, dentro e nei pressi dell'area. Elegante, possiede un ottimo controllo del proprio corpo nella copertura della palla e, senza essere Ronaldinho, che appartiene a un'altra galassia per tutti, è esemplare nella lettura delle situazioni anche spalle alla porta. Ha tutto, ma aspetta ancora il vagito della primogenita per maturare definitivamente. Almeno così sostengono molti, qui in Brasile, abituati per anni a subire le mattane di questo genio, un professionista nell'arte di farsi cacciare prima della fine della partita, un fine prosatore dell'insulto.
Al fatto che stia cambiando noi crediamo poco. E abbiamo il nostro testimone, Serginho, difensore del São Caetano: ''Luís Fabiano è il giocatore più scorretto del Brasile; voi della stampa non potete nemmeno immaginare quello che fa dentro al campo. E' violento per tutta la partita e continua a tirare gomitate'', ha detto dopo un incontro dell'ultimo campionato paulista. La stampa tutta del Brasile, però, dopo averlo insultato senza pietà alcuna, ha cambiato idea, anche perché per trovare uno così ci vorranno anni. Lui, in questo mondo dominato da marketing & apparenza (come sa bene il suo manager, José Fuentes), ci ha messo del suo: ''E' vero, in passato ho commesso degli errori. Adesso, però, vado da un psicologa per migliorare il mio auto-controllo e i risultati si vedono''. La psicologa in questione, cui, stranamente, senza problemi riusciamo a carpire il nome, Regina Brandao, non ci risparmia la sua morale, immaginiamo profondamente e scrupolosamente meditata: ''Nel calcio, i commentatori valorizzano spesso giocatori aggressivi, creando dei personaggi. E se non sei aggressivo non sei un buon giocatore. E' importante che Luís Fabiano non si lasci coinvolgere da questa etichetta e si concentri sul gioco. Ora è in un momento importante della sua vita, sta diventando padre, ha un ottimo procuratore (sic, sottolineatura maligna, mia), sta giocando bene e vuole cambiare'' , e il pubblico del Parioli cadde in deliquio....Durante tutte queste sessioni di terapia, iniziate ( e annunciate ai quattro venti) nel novembre del 2003, il nostro centravanti pare aver trovato la chiave di tutto: ''La psicologa mi ha spiegato che il lato destro del cervello è quello della calma, quello sinistro quello del nervosismo. Tempo fa il mio lato sinistro era enorme, adesso è più tranquillo''. Mitico.

Gli apostoli sono in aumento, le giocate in amarelinha contro l'Ungheria di poche settimane fa, fanno gridare al miracolo, tanto che qualcuno si è spinto fino all'eresia: e se la numero nove la consegnassimo a lui? Gli eretici, però, spesso hanno solo il difetto di anticipare i tempi...Ma, un attimo, la fama di play-boy, i macchinoni ( l'ultima è una BMW), i profumi e i vestiti costosi, i pomeriggi al tennis club ( e fra un po' sarà il golf), sono ancora qui eppure non ispirano più sordidi e riprovevoli reportage della stampa... Prima della benedetta Redenzione, Luís Fabiano ha visto la polvere, ma non è una novela brasiliana: tutto maledettamente vero. Gli sforzi e i sacrifici di mamma Sandra Helena Clemente e del nonno Benedito tirano su il ragazzo a Campinas, grande città (un milione di abitanti!) alla periferia di São Paulo: ''se non ci fosse stato 'O meu Dito' (come l'attaccante chiama chi gli ha fatto da padre) oggi sarei in qualche prigione''. Capito l'ambiente? Del papà, tanto per aumentare le già non poche tribolazioni, poche notizie: Paulo César, questo dovrebbe essere il nome, rifiuta immediatamente la paternità e scompare prima ancora della nascita, tornando solamente, ma per pochi giorni e prima della definitiva fuga, quando il futuro campione ha sette anni. Dicono che adesso abiti a São Josè do Rio Preto, ma a Luís interessa poco. Il nonno lo prende per mano e, ancora piccolo, lo porta al campetto del Proença, un quartiere di Campinas. Guarani e Ponte Preta, i maggiori club della città, se lo contendono: la spuntano i secondi, titolari della prestigiosa coccarda di club più antico del Brasile.

Quando ha diciannove anni il Rennes decide di investire su alcuni giovani brasiliani, per valorizzare il già notevole vivaio: Luís Fabiano si imbarca per la Francia dopo aver fatto conoscenza con numeri che hanno diversi zeri in coda. Il nonno è ancora il pilota di tutto, la mamma assiste felice alla realizzazione di un sogno ma non si scompone, esattamente come quando, molti anni dopo, alcuni malviventi tentano di rapirla per chiedere il riscatto al figlio. Molta paura per Luís che prega la mamma di cambiare bairro : ''Io andare via dalla mia casa (un modesto appartamento in un condominio,ndr) per quattro disgraziati? non se ne parla'',la risposta della donna, che nella vita qualche ostacoluccio l'ha superato,una cosa normale se nasci, e vuoi sopravvivere, nella periferia della più grande città del Sudamerica. L'Atlantico, intanto, non porta fortuna a Luís e lo stantio refrain brasiliano è sempre d'ordinanza: ''L'allenatore voleva un calcio difensivo e fisico,e io non mi riuscivo ad abituare''. La dirigenza del Rennes è però sicura del giocatore e lo asseconda nella sua volontà di tornare in Patria solo con la formula del prestito. A São Paulo, Luís Fabiano rinasce, ed esplode. Adesso il Rennes non può più trattenerlo e, tornato nella capitale paulista,in coppia con Ricardinho l'attaccante di Campinas segna a raffica, anche se difficilmente finisce le partite, e non perché viene sostituito. ''Adesso però è un altro Luís Fabiano'', assicurano in molti, compresi Pizza Hut e Penalty (azienda di materiale sportivo), che ne hanno fatto il proprio uomo immagine. Al São Paulo, intanto, non si trova l'eletto che assecondi i desiderata del campione e divida la camera con lui: l'ultimo, Marquinhos, ''parlava troppo poco. Adesso provo con Rodrigo''. Luís Fabiano è così. Prendere o lasciare.Noi? Prendiamo, prendiamo...

CARLO PIZZIGONI

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