14 settembre 2009

[Svizzera] Bellinzona - Basilea 2-3

Sfida salvezza imprevedibile alla vigilia (il Basilea era solo tre punti sopra il Bellinzona nono in classifica), e match pimpante che ha mostrato gli attuali pregi (pochi) e difetti (molti) delle due compagini. Partiamo dai renani, prossimi avversari della Roma in Europa League. La loro arma migliore è il ritmo, da tenere più basso possibile, in modo tale da sfruttare al meglio la fisicità di molti suoi elementi (Huggel, Streller, Atan). Accade così nel primo tempo, che vede il Basilea in vantaggio di due reti con il minimo sforzo; destro al volo dall’interno dell’area, dopo sei minuti di gioco, del liberissimo Huggel, tap-in vincente di Stocker (difesa ticinese ancora allegra) su cross dalla destra di Carlitos. Il Bellinzona spinge poco e male; una pacchia per i renani. La musica cambia nella ripresa, quando mister Schällibaum muta l’assetto tattico dei granata inserendo una punta (Ciarrocchi) a sostegno di Lustrinelli, passando così dal 4231 al 442. Nasce un nuovo Bellinzona, arruffone ma anche generoso, capace di pressare e ripartire. Se attaccato in velocità il Basilea appare molto vulnerabile; lento il reparto arretrato, macchinosa la mediana, costretta ad affidarsi all’estro di Carlitos, unico giocatore della squadra in possesso dello spunto giusto per scombinare un po’ le carte, per far ripartire la manovra. Ma il pur valido esterno destro, difficile da contrastare quando parte in velocità, è spesso costretto a fare tutto da solo lanciandosi in elettrizzanti, ma poco efficaci, coast to coast. Del resto in avanti ci sono un pachidermico Streller e un Frei che finisce la benzina dopo una quarantina di minuti. Il forcing del Bellinzona produce l’1-2 di Ciarrocchi, ed a cinque minuti dalla fine arriva il meritato pareggio di Hima, a cui in precedenza era stato annullato un gol per un dubbio fuorigioco. Nei minuti finali si rivela tutta l’inesperienza e l’ingenuità dei ticinesi, che si gettano in avanti a testa bassa alla ricerca dell’impresa, sprecano due situazioni di tre contro tre prima di subire un contropiede, con difesa altissima, che porta un Mangiarratti proteso in un disperato recupero ad abbattere Streller in area di rigore. Il nazionale svizzero, azzoppato, non rientra in campo, Huggel trasforma un rigore pesantissimo per la classifica (e il morale) della propria squadra. Tra i renani molto bene il classe 91 Shaqiri, un torello schierato esterno sinistro basso che ha corso, randellato e coperto per novanta minuti. Nel Bellinzona continuano a non convincere le scelte di Schällibaum. Schiera giocatori fuori ruolo (La Rocca a centrocampo), insiste con un’unica punta (Lustrinelli, che sgobba e sgomita ma poco può contro i giganti di mister Fink), e il reparto arretrato rimane troppo soggetto ad improvvisi cali di concentrazione. Difficilmente di questo passo il mister mangerà il panettone a Natale. Tra le note positive il centrocampista Yacine Hima, che canta e porta la croce (non è una novità per questo bravo interno di origini algerine nato a Lione), e Andrea Russotto, qualità tecniche nettamente superiori alla media, con l’unico difetto che a volte si compiace un po’ troppo delle proprie qualità. E la ricerca ostinata del numero a volte va a scapito della fluidità di manovra. Però il giocatore c’è e va sfruttato, come trequartista alle spalle delle punte oppure come esterno destro in un rombo. La salvezza dei ticinesi, che già dopo nove giornate appare un discorso privato tra loro e l’Aarau, passa dai suoi piedi.

ALEC CORDOLCINI


MVP. Origini albanesi-kosovare ma cittadinanza svizzera per Xherdan Shaqiri, nazionale elvetico under-18 prodotto dal vivaio del Basilea. Nel giro della prima squadra dal gennaio 2009, ha debuttato alla prima della Axpo Super League 2009/2010, in trasferta a San Gallo. Baricentro basso, esplosivo nel breve, rude nel contrasto ma non cattivo, bravo in fase difensiva nel frenare l’irruenza nell’uno contro uno, dove mostra buona maturità tattica. In campo internazionale ha già raccolto presenze in Europa League. Fink da titolare lo schiera terzino sinistro, mentre quando parte dalla panchina viene proposto in posizione più avanzata, al posto di Carlitos o di Stocker. Miglior giocatore nella Nike Cup under-15 del 2007.

Bellinzona (4-2-3-1): Zotti 6; Thiesson 5, Mangirratti 4.5, Lima Sola 6, Mihoubi 6 (Rivera sv); Hima 7, La Rocca 5 (Kalu 5.5); F. Feltscher 4 (Ciarrocchi 6.5), Russotto 6.5, Gashi 5; Lustrinelli 5.5.

Basilea (4-4-2): Costanzo 6; Inkoom 4.5, Abraham 5.5, Atan 6.5, Shaqiri 7; Carlitos 7, Huggel 7, Gelabert 6, Stocker 6; Frei 5.5 (Chipperfield 6), Streller 6 (Safari sv).

Marcatori: 6’ Huggel (0-1); 32’ Stocker (0-2); 54’ Ciarrocchi (1-2); 85’ Hima (2-2); 90’ rigore Huggel (2-3).

Stadio Comunale di Bellinzona, 13 settembre 2009.

2 commenti:

Brian Spilner ha detto...

Così male Inkoom?

alec ha detto...

L'ho trovato molto acerbo tatticamente. Sbagliava le diagonali (e in una di queste Ciarrocchi ha segnato l'1-2) e spesso si faceva sorprenedre dalle incursioni di Mihoubi, il terzino sinistro. In grande difficoltà quando era sotto pressione.

Però tengo a precisare che sono opinioni personali. Ieri, tanto per dire, leggendo il Giornale del Popolo ho visto che il redattore ha assegnato i voti più bassi del Basilea ad Atan (a mio parere il migliore del reparto arretrato) e a Shaqiri, il mio MVP....
E' il bello del calcio.

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