02 settembre 2009

Palermo: Nico Bertolo e Javier Pastore

NICOLAS BERTOLO

Quando nel 2006 Alfio Basile accettò l'incarico di selezionatore dell'Argentina lasciando il Boca Juniors, alla Bombonera pensarono che il nuovo allenatore, Ricardo Lavolpe, reduce da un gran Mondiale col Messico, doveva puntare forte sui giovani. Tecnico molto preparato ma fumantino e troppo rivoluzionario per l'ambiente bostero, Lavolpe finì presto i suoi giorni al Boca. Tuttavia, nell'intervallo di tempo in cui guidò la squadra più nota d'Argentina regalò diverse opportunità ai tantissimi talenti che il club “azul y oro” produce senza soluzione di continuità. Uno di questi ragazzi era Nicolás Bertolo, nuovo acquisto del Palermo. Classe 1986, centrocampista moderno, di corsa e di cervello, Bertolo piacque molto e subito per il suo dinamismo. La Controrivoluzione al Boca fece però cadere anche la testa di Nico: per lui si prospettò un prestito al Nacional di Montevideo. Il fatto che in Uruguay si ricordino ancora di lui mostra come il suo carisma e la sua disponibilità al sacrificio, doti apprezzatissime in tutta l'area del Rio de La Plata, sono indiscutibilmente sopramedia. Il Nacional non può confermarlo e Nico torna in patria. Marchiato al Boca, si accasa al Banfield. Nel club del sud bonaerense, che lanciò in passato anche Javier Zanetti, Bertolo scopre anche virtù realizzative che lo mettono in cima a tanti bloc notes di scouts europei. Prima Burruchaga, poi Falcioni, due ottimi allenatori a cui piace sviluppare un calcio propositivo, trovano un'arma importante in Bertolo: copre con giudizio la sua zona e ha grandi doti di inserimento. Falcioni soprattutto, giocando col 4312, impiega Nico nel ruolo in cui può dare di più, parte da centrocampo, a destra, recupera palloni e arriva spesso al tiro. Zenga ha previsto proprio questo sistema di gioco...

CARLO PIZZIGONI


JAVIER PASTORE

Javier Pastore è il talento più intrigante sbarcato in Italia in questo ultimo mercato. In poco meno di un metro e novanta vive tanta sapienza calcistica: la stagione appena terminata, nell'Huracan di Angel Cappa, è qualcosa più di una rivelazione. Eppure questo diamante, classe 1989, è rimasto nascosto fino all'anno scorso. Nel Globo, prima dell'arrivo dell'ex assistente di Cesar Menotti, se lo filavano in pochi e meno ancora al Talleres, società di Cordoba in cui “Huesito” è cresciuto e della quale è tifosissimo fin da piccolo. Eppure la stagione favolosa dell'Huracan, marchiata Pastore-Bolatti - De Federico, ha soprattutto nel giocatore voluto da Zamparini l'elemento più futuribile: a fronte dell'altezza Pastore è giocatore di costruzione, d'ordine e di finalizzazione. Ha grandi doti di lettura, con e senza palla, e non ha difficoltà a partire palla al piede o a farsi trovare smarcato: completa e equilibra naturalmente un trio con un centravanti mobile come Cavani e un brevilineo come Miccoli, abile nello stretto e veloce nella conclusione in porta. Zenga deve tuttavia organizzare il resto della squadra per valorizzare questo terzetto e per ora ha preso spunto proprio da quell'Huracan che vedeva De Federico (appena acquistato dal Corinthians) e Pastore dietro una punta, di norma Federico Nieto, passato dalle nostre parti (Hellas Verona, stagione 2006/07) senza lasciare grandi tracce. Molti hanno accostato il giovane talento argentino a Kakà, vedendolo forse partire palla al piede: ma Pastore non ha quel tipo di accelerazioni in campo aperto e quel talento fisico, piuttosto è un giocatore alla Lucho Gonzalez, anch'esso transitato dall'Huracan prima di affermarsi al River Plate, in Europa e in Nazionale. E' più intelligente che istintivo,sa fare un po' di tutto in campo e sa farlo bene. Manca un po' di esperienza, ma se prosegue sul viatico intrapreso quest'anno e non ha problemi di adattamento, a breve se lo contenderanno le big d'Europa (che si erano già interessate a lui, prima del blitz di Zamparini), a meno che a Palermo non arrivi davvero lo scudetto...

CARLO PIZZIGONI


Fonte: Guerin Sportivo

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