19 marzo 2010

[Stamford Bridge] Chelsea - Inter 0-1 - Spunti

DA STAMFORD BRIDGE, LONDRA

A fine partita il presidente dell'Inter Massimo Moratti attraversa il campo di Stamford Bridge tra gli osanna dei tifosi nerazzurri, unici rimasti nello stadio ormai svuotato dai delusi tifosi di casa, e si illumina di un sorriso nuovo. E' consapevole che dopo tanti anni di presidenza questa è forse una svolta importante per la sua squadra. L'Inter passa il turno, batte ed elimina il Chelsea con una personalità che mai aveva dimostrato in Europa, proprio nella partita più delicata di questi ultimi anni. Maturità e carattere, finalmente, dopo tanti anni di investimenti, errori e rodimenti di fegato Moratti ha trovato la strada giusta?

RITMO DELLA GARA. Il segreto nemmeno tanto nascosto del match è stato il completo controllo del ritmo della gara da parte dell'Inter. Il 4231 di Mourinho che ha sorpreso tutti è stato il modulo perfetto per gestire la partita. Tolti i 10 minuti finali del primo tempo i nerazzurri hanno giocato la palla con personalità, facendola girare al ritmo adeguato, trovando il cambio di lato o la profondità con semplicità di tocchi. Fondamentale il lavoro dei due esterni d'attacco, Pandev e Eto'o, bravi nell'appoggiare l'azione e concentrati nella fase passiva (aiutati anche dall'estrema compattezza della squadra che non li obbligava a rincorse sfibranti ma a rientri in cui potevano essere utili con lucidità). Il Chelsea non aveva spazi e non producendo un'azione veloce si impantanava in scarichi laterali con poco costrutto o lanci diretti verso Drogba, stretto nella marcatura di Samuel e Lucio (anche ieri quasi perfetti): unica azione credibile la ricerca di Malouda (il più in palla dei Blues) esterno a sinistra che però si limitava all'uno contro uno e faceva relativamente male alla difesa. L'Inter non ha concesso praticamente nulla nelle transizioni (l'arma in più del Chelsea che fu di Mourinho) e i Blues se giocano a questo ritmo non hanno uomini che a questi livelli possono fare la differenza partendo da fermi palla al piede.

LA PROVA DI ETO'O. Il gol decisivo, dopo un paio di errori sotto porta, è il suo segno su questa partita, ma non l'unica cosa positiva. Giocare così, palla a terra, combinando movimenti e scarichi utilizzando l'ampiezza del campo, valorizzando il possesso palla, è il modo migliore per ritrovare l'attaccante del Camerun, non sempre brillante in questo inizio d'anno. Eto'o può giocare anche esterno d'attacco ma deve essere sollecitato, coinvolto sempre nella manovra, non esclusivamente lanciato nello spazio. Le combinazioni con Maicon (col supporto di Cambiasso, a destra nel Doble Pivote di Mourinho in mezzo al campo) sono stata un'arma fondamentale per tanti sbocchi delle azioni offensive dell'Inter.

LA QUALITA' DI SNEIJDER (E IL RUOLO DI MOTTA). Tutte le giocate di qualità, che hanno mandato in porta un giocatore nerazzurro, sono partite dai piedi (destro e sinistro non fa differenza) di Wesley Sneijder. Impreciso, stavolta, solo sulle punizioni l'ennesimo scarto del Real Madrid ha mostrato che le insistenze di Mourinho, questa estate, per averlo, erano altamente giustificate. Importante in quest'ottica anche la solida partita di Thiago Motta: Sneijder non può e non deve abbassarsi con continuità per rendere qualitativo la prima fase di possesso palla ma deve entrare nella fase successiva, in cui, come ha fatto col Chelsea puòmettere davanti alla porta i compagni. Bene, Motta, può essere quell'elemento che "pulisce" da subito la giocata, che conosce i tempi di gioco e ha il piede per valorizzare l'apertura dell'azione.

CHELSEA. Male i Blues, la cui unica opzione pericolosa è parsa la forza fisica sui calci d'angolo, un po' poco. Da quando Mourinho ha tolto la chance dell'appoggio su Anelka ( e di Kalou o Malouda) in zona intermedia, come nella prima ora di gioco dell'andata di San Siro, il Chelsea non ha più trovato contromisure, lasciando sempre l'inerzia del ritmo ai nerazzurri non riuscendo mai a scuotersi (provare a cambiare struttura di squadra sarebbe servito?). Levate pure le transizioni con i rimorchi di Lampard, la squadra di Ancelotti è stata spesso solo il lancio diretto per Drogba (accusa a fine match fatta sua da Malouda) senza nessuna giocata qualitativa nei 16 metri. Troppo poco.



CHELSEA (4-3-3): Turnbull; Ivanovic, Alex, Terry, Zhirkov (73' Kalou); Ballack (62' Cole), Obi Mikel, Lampard; Anelka, Drogba, Malouda. A disp.: Taylor, Carvalho, Sturridge, Belletti, Bruma. All.: Ancelotti.

INTER (4-2-1-3): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J.Zanetti; Cambiasso, Thiago Motta (92' Materazzi); Sneijder (84' Mariga); Pandev (74' Stankovic), Milito, Eto'o. A disp.: Toldo, Cordoba, Quaresma, Santon. All.: Mourinho.

Gol: 78' Eto'o

3 commenti:

Vojvoda ha detto...

En la fase de grupos, entraron al final como segundos (riferito all'Inter), sufriendo , dejando un partido en el Camp Nou que era un reflejo de impotencia. En los octavos, no hubo color. En el Guiseppe Meazza, el Chelsea se paseó , se hizo dueño del balón y del fútbol. Terminó perdiendo, el arranque del Inter, los primeros diez minutos fueron los que significaron llegar a Stamford con posibilidades. Allí tres penaltis no pitados para los blues, como dijo Mourinho en su tiempo, El Chelsea no tiene peso en la UEFA, y así, es imposible ganar. En la segunda mitad, el Inter creció y hizo su mejor fútbol del año aunque mucho antes debió quedar con diez por la agresividad mostrada.
Mourinho siempre compite, mantiene a los equipos en la disputa hasta el final, exprime el rendimiento y busca la virtud, el Inter lejos de ser un equipo galáctico es un equipo de descartes. A todos, se los quitaron del medio en sus clubes. Así fue con Eto’o, Milito, Sneijder, Motta, Cambiasso, Samuel, Lucio… por citar sólo a los titulares. El AC Milan ficha veteranos agotados, el Inter tira de jugadores incomprendidos.

Questo è parte dell'articolo scritto dal Marcos Lopez sul blog spagnolo FUTBOLITIS (che tu conoscerai anche attraverso i link dell'amico comune Valentino Tola), grande referenza per il calcio spagnolo ed internazionale in genere per le sue analisi tecnico-tattiche e la competenza.
Siccome conosci bene lo spagnolo mi sono permesso di postarlo, se non ti fosse capitato di leggerlo. Io ho visto una gara similare a quella di Lopez e l'ho esternato sul mio blog con un pezzo specifico.
Ciao;-)

Carlo Pizzigoni ha detto...

Mi piace e ammiro la passione con cui quelli di Futbolitis seguono il calcio ma non sempre (anzi, quasi mai) condivido le loro analisi tattiche.
In generale condivido sempre poco l'approccio alle questioni tattiche degli spagnoli, apodittiche e zeppe di pre-giudizi (con notevoli eccezioni, chiaro: mi viene in mente Futbol Tactico). Segnatamente, l'analisi che mi proponi mi pare piuttosto superficiale (il peso politico del Chelsea, i rigori non dati, possibiliespulsioni: mi pare il bar) e mi convince il giusto.

Io poi provo a buttare lì qualche spunto, avvantaggiato dal vedere le gare dal vivo, senza nessuna pretesa di autorialità.

Grazie comunque della segnalazione.

valentino tola ha detto...

Ciao Carlo, complimenti, grande analisi, molto d'accordo.

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