08 marzo 2010

[San Siro] Inter - Genoa 0-0. Spunti

Brutto pareggio in casa per l'Inter: non dà il (definitivo?) scossone al campionato e soprattutto gioca una partita abulica, senza intensità contro una squadra attenta in fase difensiva e nulla più. Mourinho certo non sarà soddisfatto, anche dell'atteggiamento di certi suoi giocatori: le partite si vincono con voglia e dedizione, non le regala nessuno.

LE DIFFICOLTA' DELL'INTER. Fuori Motta per infortunio e Cambiasso per squalifica Mourinho sceglie il 4231, con Pandev in campo e Eto'o in panchina. In mezzo Muntari e Stankovic a far circolare la palla e Zanetti sulla linea dei terzini. La sfera gira ma cambia lato troppo lentamente, e quasi mai l'Inter è pericolosa nei 16 metri: sulla fascia non riescono gli uno contro uno e non c'è sovrapposizione convinta (Maicon svogliato a dir poco), i tagli diagonali dei tre attaccanti vengono sempre presi bene dalla difesa genoana (che sceglie una linea bassa e molto densa): anche Milito, quando si sposta a destra per andare a caccia della palla che gli arriva diretta dalle retrovie dopo il movimento di Balotelli (tipica situazione di quest'anno dei nerazzurri), fa molta fatica a tenere il pallone: spesso viene anticipato e in generale non crea pericolosità anche perché legge male i raddoppi e non riesce a bucarli. Pandev è molto impreciso, Balotelli fumoso e con l'atteggiamento del fuoriclasse "arrivato" (ma i fuoriclasse arrivati alla Messi e alla Cristiano Ronaldo non hanno per la verità questo atteggiamento), Sneijder, in netto calo di forma, è più volte schermato dal'uscita di un difensore dalla linea: giocando sostanzialmente a 5 dietro Gasperini sceglie infatti di far uscire Bocchetti o Papasthatopoulos anche fino ai 25-30 metri per braccare l'olandese di Utrecht. L'Inter non ha la velocità di azione e di testa per trovare, centralmente l'alternativa, anche per una costante imprecisione negli scarichi che sanno tanto di poca concentrazione e lucidità. Il ritmo basso finisce per intorbidire ogni attacco, anche se difensivamente l'Inter non concede nulla con Lucio e Samuel sempre attenti.

LA DIFESA GENOANA. Gasperini diventa per una volta Fascetti: blocco medio basso grande attenzione alla marcatura e accompagnamento della ripartenza con pochi uomini. L'arma letale dei rossoblu di qualche tempo fa, la fase di transizione condotta a mille all'ora, è sparita dalla script: si cerca l'unica punta Suazo sul passaggio di apertura e si prova ad accompagnarlo con un ribaltamento controllato, molto controllato. Rarissime le sovrapposizioni dei due terzini Criscito e Rossi e anche i due attaccanti esterni, Sculli e Mesto, hanno più compiti di contenimento che di ripartenza: l'ex Reggina ha però una buona gamba ed è certamente il più convinto quando si ribalta l'azione: prova anche un bel tiro da fuori. La densità difensiva e l'estrema attenzione dei tre centrali dietro fa il resto: un punto cercava il Genoa per ritrovare tranquillità e un punto ha trovato, meritatamente.

L'ULTIMO ASSALTO
. Poca intensità nel primo tempo ma, stranamente, Mourinho non "attacca" la partita come fa di solito: i nerazzurri rientrano in campo con gli stessi undici e sostanzialmente poco cambia rispetto ai primi 45 minuti. Entra Eto'o perché Pandev è davvero un'ombra ma ci vuole il "trasferimento" del tecnico portoghese nella parte della tribuna più vicina al campo per spingere all'assalto finale, che produce le prime conclusioni pericolose verso la porta dell'Inter. Buona anche la prova di Quaresma a sinistra (con l'Inter che prova il 424, con Sneijder e Zanetti in mediana), l'unico che produce un po' di vivacità nella manovra, riesce a bucare diversi raddoppi genoani e a metter alcune palle interessanti: si ingarbuglia quando deve concludere, però forse avrebbe meritato più minuti, specie in una partita con un ritmo così basso.

IL PROBLEMA DEL CENTROCAMPO. All'Inter manca in mezzo al campo un giocatore che sa trovare i ritmi giusti della partita e che riesce a smistare palloni, sul corto e sul lungo, con massicce dosi di razionalità. Manca sicuramente un Pirlo ma basterebbe un Ledesma, e quando Sneijder è giù di tono e ben marcato è necessario, come nella partita contro il Chelsea, la presenza in campo di un giocatore come Thiago Motta. L'ex genoano, che ha brillato poco in questa prima parte di stagione interista, è però l'unico possiede caratteristiche adatte a una partita che prevede l'attacco a un "fortino". Stankovic è frenetico, Muntari avrebbe capacità di calcio (anche ieri, nonostante diversi errori, è l'unico che sapeva dare pale pulite in verticale) ma non sempre rimane lucido quando è pressato, Zanetti è eroico, intenso, fisico ma non possiede doti di regia, anzi... Con Cambiasso fuori e comunque grandissimo nella fase di interdizione più che in quella di costruzione(segnatamente non riconosce a dovere i tempi di gioco), l'Inter è "costretta" al tridente con Sneijder per avere pià opzioni quando attacca una squadra che fa tanta densità difensiva. La supposta profondità della panchina dell'Inter ha vuoti notevoli, altroché. L'intervento sul prossimo mercato credo debba andare anche in questa direzione.



Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J.Zanetti; Stankovic (30′ st Quaresma), Muntari (13′ st Cordoba); Balotelli, Sneijder, Pandev (12′ st Eto’o); Milito. A disp.: Toldo, Materazzi, Mariga, Arnautovic. All.: Mourinho (squalificato: in panchina Baresi)

Genoa (3-4-3): Amelia; Papasthatopoulos, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto, Zapater, Criscito; Mesto, Suazo (8′ st Jankovic; 22′ st Palladino), Sculli (17′ st Palacio). A disp.: Scarpi, Tomovic, Kharja, Juric. All.: Gasperini

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