23 maggio 2012

I prossimi Padroni d'Europa - Rassegna della stagione 2011/2012

Sono giovani e sono affamati di gloria, onori, denari e di trofei. Eccoli i prossimi padroni dell’Europa.
Cominciamo viaggiando nella novità tecnica che il football europeo ha proposto quest’anno. La rivoluzione bielsista nell’Athletic Bilbao. Il calcio di Bielsa non è solo il più offensivo d’Europa, e del Globo, ma è un calcio piacevole esteticamente e di grande movimento. In questo sistema si è definitivamente affermato, quest’anno, un ragazzo del dicembre ’92 che ha l’etichetta da predestinato, Iker Muniain. Navarro di Pamplona, esordio con l’Athletic a 16 anni e 7 mesi, il più giovane di sempre della compagine simbolo dei Paesi Baschi. Il calcio di perenne profondità di Bielsa esalta la tecnica e la velocità di un ragazzo che in altri contesti non avrebbe forse avuto una definizione certa. Oggi è, insieme a Javi Martinez, centrocampista reimpostato sulla linea difensiva dal Loco, l’oggetto del desiderio di tanti top club europei, uno dei giocatori più ricercati e con una quotazione che supera abbondantemente i 30 milioni di euro. In terra di Spagna non ha eguali come talento, solo come potenziale può pareggiarlo Thiago Alcantara. Vero che un altro giovane, Tello, ha conquistato le copertine negli ultimi mesi, per la capacità di andare a segno, ma il figlio di Mazinho, ex Lecce e Fiorentina, può essere considerato un potenziale titolare della squadra più forte del Mondo, il Barça di Guardiola. Ogni selezione giovanile che lo ha visto protagonista ha ammirato il suo talento e il suo carisma quasi eccessivo, che gli aveva procurato il soprannome di “Ego” Alcantara: ma senza quella elevata fiducia nei propri mezzi e nelle proprie possibilità, non si scambia alla velocità della luce, a quell’età, il palloni con Messi o Xavi, non si sta in campo senza nemmeno un tremore al Camp Nou.
La Spagna è certamente un campionato sommerso dai riflettori, e se fai bene, come bene sta facendo Philippe Coutinho, dall’Inter in prestito all’Espanyol, ti riconosce il Mondo.

Meno riconosciuto ma sempre più al centro delle attenzioni degli appassionati e ora anche degli investitori danarosi anche la Ligue 1. E lì ci giocano due ragazzi che sono da tempo nel mirino proprio dei nerazzurri milanesi. L’ottimo campionato del Montpellier e del Tolosa è certamente merito di due uomini, per differenti aspetti, cardine di queste compagini. Younes Belhanda è il creatore di gioco nel football di oggi. Tecnico, veloce, dinamico e con personalità. Gioca dietro la prima punta Olivier Giroud nel 4231 organizzato da René Girard, ma ha le capacità per arretrare anche alcuni metri, per pulire l’azione nel suo avvio, come ha mostrato più di una volta nella Nazionale marocchina del CT Eric Gerets. Etienne Capoue è un centrocampista difensivo. Meno pubblicizzato di Yann M’Vila del Rennes, Capoue ha maggiori margini di miglioramento. Sottovalutato come costruttore di gioco, ha poi stazza, colpo di testa e offre una protezione ottima alla difesa. Giocatore posizionale, nel senso buono del termine, ha buonissima corsa e sempre più fiducia nelle sue doti di incursore. Classe 1988 e senza ancora l’occhio di bue addosso, potrebbe essere una bella mossa non a un elevatissimo prezzo, nel prossimo mercato.

Non un super affare come quello che invece ha realizzato il Porto quando un paio d’anni fa ha messo sotto contratto James Rodriguez. Cresciuto in uno dei migliori settori giovanili della Colombia, quello dell’Envigado, ha spopolato nel piccolo Banfield, in Argentina. Ci voleva scommettere l’Udinese, ma poi è spuntato Pinto da Costa, che l’ha portato in Portogallo. L’anno scorso, nel Porto di Villas Boas che ha vinto tutto ha assaggiato più volte la titolarità, maturando tantissimo. Sinistro da favola, grande capacità nell’uno contro uno, con l’ex collaboratore di Mourinho Villas Boas è cresciuto anche nella capacità di riconoscere le situazioni. Quest’anno è un protagonista, sotto Vitor Pereira, e in Nazionale, nonostante la carta d’identità segnali 1991 come anno di nascita, è già un leader, con un “specialista” dei giovani in panchina come José Pekerman (3 mondiali giovanili vinti con l’Argentina). In Portogallo, all’altra parte della rivalità del Paese lusitano, sta giocando una fantastica stagione Axel Witsel. Di più, sembra quasi che Jorge Jesus abbia adattato il suo sistema tutto-dinamismo alle capacità e ai ritmi dell’ex Standard. Intelligenza calcistica superiore, eleganza anche di corsa Witsel è uno degli uomini più importanti nella stagione europea del Benfica.

Ha fatto bene in Champions anche Xerdan Shaqiri. Nato in Kosovo nel 1991 ma svizzero da sempre, uno dei due giovani gioielli del Basilea (l’altro è il centrocampista Xhaka), conosce già il suo futuro: giocherà nel Bayern Monaco, che ha anticipato tutte le numerose pretendenti. Esterno d’attacco, ha enorme personalità, quasi sfacciataggine, non per caso è riuscito a conquistare da tempo il posto in Nazionale con Ottmar Hitzfeld, non certo un adoratore degli sbarbati. In Germania sfiderà, ad altissimo livello, Marco Reus. L’anno scorso ha salvato, con un suo gol, il Borussia Mönchengladbach. Quest’anno, proprio sotto un tecnico svizzero, l’ottimo Lucien Favre, ha raggiunto la vera maturità, gestendosi meglio in campo, impegnandosi in diverse posizioni (dal trequartista all’esterno da 442) e trovando una continuità impressionante in zona gol. La transizione veloce è il suo pane, ed è perfetto per il sistema di Klopp, l’allenatore del Borussia Dortmund, dove giocherà l’anno prossimo: per 17,5 milioni di euro, infatti, Reus torna là dove ha mosso i primi passi da uomo e da giocatore. Potrebbe cambiare maglia anche un altro che ha il gol facile nel sangue, anche se John Guidetti, segna a raffica nel Feyenoord ma è di proprietà del Manchester City. Il nome è una retaggio del nonno italiano: Italia che avrebbe potuto ritrovare. Svedese cresciuto in Kenya, se lo sono conteso anche Roma, Lazio e Inter: il potere dei soldi lo ha portato da Mancini. Troppe mezzepunte? Chiudiamo con un grande difensore e un grande attaccante. Miglior prospetto da qualche stagione, ma quest’anno avvero sbocciato Jan Verthongen dell’Ajax: comanda la difesa, sa impostare l’azione e, non guasta, mette sempre qualche gol nella rete avversaria. Davanti, Vagner Love e Didier Drogba hanno davvero un erede, Seydou Doumbia, l’esclusivo realizzatore dello Young Boys, oggi per il CSKA (e prestissimo con continuità nella nazionale ivoriana) fa anche gioco e regala assist.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Guerin Sportivo - Aprile 2012

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