22 novembre 2011

Philipe Coutinho, il sorriso dell'Inter





Fonte: Max

Il sorriso di Philippe Coutinho è davvero un raggio di sole nella bruma che accompagna questa stagione dell'Inter. Succede nella vita di ognuno che il caso, il destino ci proponga una situazione favorevole: al giovane carioca, destinato all'ennesima panchina da Mister Ranieri, è successo nell'ultima domenica a San Siro, essa pure grigia, contro il renitente Cagliari. Lo speaker ha già annunciato “con il numero 10 Wesleyyyyy”, attendendo la risposta che lo stadio riconosce subito in “Sneijder”, la distinta distribuita in tribuna stampa porta in campo l'olandese. E invece dal tunnel esce Coutinho: “Zanetti mi ha avvisato dell'infortunio di Wes, poi Ranieri mi ha detto di cambiarmi.”

Il tecnico non ha nemmeno il tempo per modificare la formazione, il diciannovenne carioca gioca nella posizione preferita di trequartista, e può giocare dinamico, con la velocità di gambe e soprattutto di testa che lo hanno sempre reso un unicum anche nelle selezioni giovanili brasiliane. Philippe, nel deserto tecnico offensivo dell'Inter di questi giorni, dove le combinazioni sono al massimo tra due giocatori e partono spesso da iniziative individuali, evidenzia subito le intuizioni per cui è stimato anche in Patria. La forza di quel sorriso che lo accompagna sempre fuori dal campo rientra nella serenità che all'interno del prato verde non gli fa perdere serenità per una giocata non riuscita: Philippe non si spaventa, sa giocare a un tocco e in profondità, conosce le regole del'uno-due, forse non ancora la fiducia di tutti i suoi compagni, specie di Pazzini, che però sta già iniziando a riconoscerne le doti. L'Inter ha difficoltà ad allargare le maglie della difesa del Cagliari, fatica a trovare la profondità d'azione sui lati e non riesce a sfondare. Nel secondo tempo Coutinho è relegato a sinistra, la posizione che può giocare offensivamente solo se supportato da una squadra che ha velocità d'azione; da fermo il brasiliano è veloce nei primi passi ma non potente e iniziando sempre l'uno contro uno da fermo ha difficoltà a vincerlo con continuità.

Tuttavia, quando l'Inter riparte in contropiede, Coutinho sa giocare negli spazi e sa concludere: quel tiro rasoterra sul palo vicino che dà il 2-0 all'Inter è solo per finissimi intenditori. Poi l'esultanza “lenta”, come un gol sulla spiaggia di Botafogo, davanti alla casa dove è nato e cresciuto. E quel sorriso contagioso, che non fa prigionieri, esattamente come il suo destro. E' finalmente sbocciata una stella?

1 commento:

luciano ha detto...

Grande Pizzi. E grande Couti. Il piccolo brasilianoè sicuramente il più grande talento che abbiamo.

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