22 agosto 2011

Mondiali under 20. Finale: Brasile - Portogallo 3-2 dts



Fonte: Tropico del Calcio

Il Brasile è per la quinta volte campione del mondo under 20, riscattando la beffa di due anni fa, quando in Egitto venne sconfitto in finale dalla sorpresa Ghana. Al Campin di Bogotà il capitano Bruno Uvini solleva la coppa, dopo 120 minuti di lotta contro il Portogallo: é penta!

GIOCATORI

Brasile

Oscar. Segna tre gol, anche se due non esattamente voluti, ma ha il merito, anche quando il Brasile si trova sotto di provarci sempre. Parte da dietro, quasi sulla linea dei centrocampisti, poi si sposta più avanti: quando tocca palla l'azione del Brasile ha una scossa positiva. Più di Henrique (che vincerà il titolo di capocannoniere e di miglior giocatore del torneo), è Oscar il vero protagonista della vittoria brasiliana

Danilo. Si perde l'uomo sul gol del pareggio portoghese, è spesso distratto in chiusura, soprattutto è poco concentrato. Quando nel secondo tempo si sposta in mezzo, la sua dinamicità si fa sentire: ormai il suo unico ruolo è questo.

Dudu. Idolo della folla colombiana, il giovane della Raposa, entra e ancora una volta una sua giocata cambia il corso della partita: suo infatti l'uno contro uno vincente su Pele che regala il cross da cui nasce la rete del 2-2, quando il Brasile pareva ormai in ginocchio. Bravo anche a difendere palla, curiosità nel vederlo contro i grandi: ottimo prospetto.

Allan. Utilizzato come terzino destro fornisce più attenzione dietro e davanti dà un contributo importante.

Casemiro. Inizia in mezzo, col suo passo, e termina sulla linea difensiva. Solito valore aggiunto, in fase di contenimento e di costruzione. Il suo sorriso è genuino però pare sempre rimanere ai margini della festa. Ho chiesto al CT Ney Franco, prima della finale, quale ruolo intravede per il futuro di questo giocatore: "è intelligente, gli piace inserirsi ma il meglio, secondo me lo dà da primo volante o da difensore centrale". Si vedrà, il giocatore c'è.

Portogallo

Nelson Oliveira. Gioca da punta unica, spesso isolatissima, e fa impazzire tutta la retroguardia brasiliana. Corpo importante, forza fisica, sa difendere palla e ha bella progressione palla al piede. Il gol che poteva dare la vittoria al Portogallo è un regalo del portiere avversario Gabriel, la forza e la caparbietà con cui l'ha trovato è tutta sua.

Pele. Parte da centrocampista e finisce da terzino il giocatore del Genoa. Sbaglia quasi niente, perde una sola volta Dudu ma è la volta che cambia direzione al match. Bel colpo di Preziosi.

Danilo. Davanti la difesa è un gigante. Se il Brasile non ha mai un appoggio facile e non riceve tra le linee molto del merito è di questo ragazzo nato in Guinea Bissau e presto trasferitosi con la madre infermiera a Lisbona. Il Parma ci ha visto bene, prendendolo. Esce infortunato.

Sergio Oliveira
. Super talento del Porto. Grande capacità tecnica, inventiva, dimostra di poter anche partire da lontano e di essere concreto. Potenziale immenso: non è un caso che la sua clausola di rescissione dal club dei Dragoni sia già di 30 milioni di euro.

GIOCO

Portogallo

4141 con ottima difesa degli spazi, tempo nei raddoppi ( in mezzo, soprattutto, ma anche sui lati) e nelle coperture. Ritmo basso, non ricerca frenetica della transizione veloce. O contropiede o manovra di passaggi in prevalenza corti con buon movimenti di uomini e palla anche se con limitato appoggio di giocatori. Il Portogallo di Ilidio Vale (una vita al Porto, per lui) ha evidente identità, e la partita si gioca secondo il ritmo che ha scelto. Si trova sotto, ma con due contropiedi pesca il vantaggio ed è ad un passo dalla vittoria. Onore agli sconfitti.

Brasile

Inizia con il solito modulo del rombo, ha la fortuna di trovarsi in vantaggio ma lo gestisce con poca attenzione e un pizzico di superficialità. Il ritmo è troppo lento così il Brasile vive solo di uno contro uno, provando anche ad allargare Coutinho, che non è in giornata.Non riesce mai a trovare la profondità, Willian José è un mezzo disastro, sbaglia movimenti e viene anticipato regolarmente, così che il Brasile non ha una sponda centrale credibile. Ney Franco cambia tutto a inizio secondo tempo, sull'1-1: 4231 con Bruno Uvini- Casemiro difensori centrali, Juan a sinistra e il neo entrato Allan a surrogare, nel ruolo di terzino destro, Danilo, che si sposta in mezzo al fianco del rubapalloni Fernando; dentro anche Negueba a destra. Il ritmo si alza un po' ma l'ennesima leggerezza sotterra il Brasile sull'1-2. La giocata dell'ultimo entrato Dudu mette tutto in pari, poi ci pensa il capolavoro di Oscar a chiudere i conti.

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