13 aprile 2010

[San Siro] Milan -Catania 2-2. Spunti

Ennesima occasione persa dal Milan per avvicinare la vetta. Il pari in rimonta dei rossoneri sul Catania è condito da diversi ingredienti: una non giustificabile apatia iniziale e il successivo desiderio di riprendere in mano la partita. Anche se montano i segnali negativi nell'ambiente rossonero, dai fischi del pubblico al inguaggio del corpo di alcuni giocatori che non giocano esattamente con la bava alla bocca...

PRIMO TEMPO
. Dopo un paio di combinazioni rossonere a inizio gara il Catania guadagna l'inerzia del match e la mantiene per tutto il primo tempo. Il 433 di Mihajlovic abbassa tantissimo gli esterni d'attacco Izco e Mascara, a formare praticamente un centrocampo foltissimo, pronto a ripartire (ma i terzini rimangono bloccatissimi) utilizzando i tagli di Maxi Lopez in profondità. Biagianti e soprattutto Ricchiuti sono pieni di iniziative e hanno la gamba e la qualità per fare male alla transizione difensiva del Milan che è poca cosa per modalità e tempi di rientro. Il Milan gioca a un ritmo bassissimo, fatica a trovare sbocchi: l'attacco è una serie infinita di uno contro uno da fermo con il Catania che non fatica a portare i raddoppi necessari anche sul lato (bravo comunque Alvarez), segnatamente quello di Ronaldinho, poco incisivo e stranamente approssimativo nel ricamo. Seedorf è in giornata negativa, Pirlo è spesso impreciso e forse stanco, Borriello non vince un duello individuale contro Spolli e Terlizzi e Huntelaar offre qualche giocata di sponda, prova a dialogare ma non trova la posizione e minuto dopo minuto scompare letteralmente dal campo.

ADRIAN RICCHIUTI
. La maggiore sorpresa del primo tempo, che eleva la qualità delle ripartenze del Catania è certamente quella rappresentata dalla posizione di Ricchiuti. Sulla qualità, palla al piede, del ragazzo di Lanus nessuno ha mai avuto dubbi, qualcuno in più sulla continuità della sua concentrazione durante il match e la volontà di sacrificarsi. Invece Ricchiuti gioca un'ora da favola da centrocampista: è motivatissimo, vuole palla, va nello spazio e segna un gran gol, di testa, in rimorchio dopo una buona transizione offensiva rosso-azzurra e un buon assist di Maxi Lopez. Ma non ha difficoltà nel rientrare sotto la linea della palla una volta persa, e ci aggiunge tackle cattivi, da argentino vero. MVP a San Siro, dopo l'esordio in A a trent'anni.

LEO E IL MILAN. Leonardo prova a rimanere in partita: è forse uno dei pochi a crederci ancora. La sua squadra parte bene nel secondo tempo e ha il merito e la fortuna di trovare immediatamente il gol che rimette in gioco il pubblico. Prova a giocarsi le sue carte, inserendo anche il dinamismo di Flamini senza perdere Ambrosini (retrocesso a difensore centrale) e le quattro punte con Mancini e Dinho sulle fasce e Inzaghi e Borriello centrali. Il centravanti campano trova due bei gol che salvano almeno la faccia al Diavolo.

SINISA E LA RIMONTA. Mihajlovic gioca un esimio primo tempo: controlla la gara senza difficoltà e raggiunge addirittura due gol di vantaggio, meritatamente. Nel secondo non riesce però a trovare una linea di condotta chiara per la sua squadra. Il suo Catania entra troppo scarico e disattento nella seconda parte, nei primi minuti, decisivi poi per definire le sorti del match. Surroga Carboni con Biagianti davanti alla difesa con l'inserimento di Ledesma (che si divora il gol del 3-2) ma in generale finisce per venire aggredito dalla partita, che non resce più a ribaltare. La sua squadra arretra troppo e, levato Ricchiuti, rinuncia praticamente a ripartire. Il tecnico serbo è sempre un passo indietro nel match rispetto al Leonardo del secondo tempo e sceglie di chiudere con la difesa a tre centrali solo dopo la rete del pareggio di Borriello, che subisce con in area quasi la parità numerica. In generale nel secondo tempo il Catania perde di identità e vanifica il gran lavoro della prima frazione.





MILAN (4-2-1-3): Dida; Abate, Thiago Silva, Favalli (18' st Flamini), Antonini; Pirlo, Ambrosini; Seedorf (30' st Mancini); Ronaldinho, Borriello, Huntelaar (30' st Inzaghi). A disp. Roma, Zambrotta, Kaladze, Gattuso. All. Leonardo.

CATANIA (4-3-3): Andujar; Alvarez, Spolli, Terlizzi, Capuano; Ricchiuti (27' st Delvecchio), Carboni (16' st Ledesma), Biagianti; Izco (38' st Potenza), Maxi Lopez, Mascara. A disp. Campagnolo, Bellusci, Morimoto, Russo. All. Mihajlovic.

Gol: pt 12' Maxi Lopez, 43' Ricchiuti; st 2' Borriello, 35' Borriello

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