17 marzo 2013

Inizia la Champions d'Africa - Una storia da Sétif

Inizia in questo week end la Champions d'Africa. Di seguito un mio pezzo di presentazione, apparso su Extra Time, inserto di calcio internazionale della Gazzetta dello Sport

Si accende la musica nella Champions League Africana. Esauriti i preliminari, si giocano sabato le partite d'andata del primo turno. La competizione più prestigiosa del continente, vinta l'anno passato dagli egiziani dell'Al Ahly, ha una formula particolare. Ci sono prima due turni con gare di andata e ritorno, per scremare l'elevato numero di squadre, poi inizia la fase a gironi che sceglierà le semifinaliste. Quest'anno, come forse poche volte in passato, il lotto delle favorite è piuttosto ampio, anche per motivi extracalcistici, che in Africa hanno notevole peso.
Nel gruppo delle potenziali outsider c'è sicuramente la squadra algerina del Sétif. L'Entente Sportive Sétifienne, spesso abbreviata ESS o ES Sétif, nasce in una città simbolo della resistenza algerina alla Francia quattro anno prima della Liberazione, avvenuta nel 1962. I maggiori successi sono però concentrati nelle ultime due decadi. Ha contribuito a raggiungerli anche un tecnico italiano, Giovanni Dellacasa, ex di Cremonese e Bellinzona, che telefonicamente ci racconta della sua esperienza a Sétif, nel 2011.
“ C'è grande seguito popolare, molta pressione, perché i tifosi ti danno tanto e giustamente pretendono. Il potenziale è ottimo, nella mia squadra c'erano giocatori che potevano senza difficoltà misurarsi in Europa. Ho un grande ricordo di quella avventura dal punto di vista sportivo - continua Dellacasa -, ci chiamavano il Barcellona d'Algeria, per come giocavamo, peccato poi sia intervenuta la dirigenza a rovinare tutto. Sono in attesa da un paio d'anni dei miei soldi...”
Buona parte di quella dirigenza invisa al tecnico italiano è però cambiata, c'è un nuovo presidente e anche un nuovo allenatore. Il 53enne francese Hubert Velud si considera un sopravvissuto. Era il Commissario Tecnico del Togo alla Coppa d'Africa giocata in Angola nel 2010, quando un gruppo di terroristi separatisti della Cabindia attaccarono il pullman dove viaggiava la Nazionale degli Sparvieri. Morirono tre persone, Velud fu uno dei nove feriti. “ Sono fortunato ad essere vivo, e in Algeria vivo l'esperienza migliore della mia carriera,” Dopo l'attentato l'allenatore era tornato in patria per allenare il Créteil, poi di nuovo in Africa, in Marocco e Tunisia, prima della chance al Sétif, dove ha lavorato benissimo ed è ora al comando della classifica con sette punti di vantaggio sulla seconda, a sette turni dal termine. Pur essendo campioni uscenti, non molti scommettevano sulla squadra di Sétif. “Le idee non ci mancano, ma abbiamo l'ottavo budget del torneo – ricorda Velud -, mentre ci sono club come l'USMA che pagano i giocatori 30.000 euro al mese...”
In Algeria è infatti sceso in campo Ali Haddad, patron del gruppo ETRHB,  un colosso nel campo della costruzione di infrastrutture. Secondo l'autorevole rivista “Jeune Afrique” Haddad è uno dei cento uomini che contano nel Continente. Sul finire del 2010 è diventato presidente dell'USM di Algeri. I titoli non sono però ancora arrivati e nell'ultima stagione Haddad ha ulteriormente allargato i cordoni della fornitissima borsa, promettendo stipendi fuori mercato e ingaggiando un tecnico francese di grande esperienza come Rolland Courbis, sconfitto col suo Marsiglia nel lontano 1999 dal Parma di Malesani nella finale di Coppa Uefa. Le idee di un sopravvissuto funzionano però meglio.

CARLO PIZZIGONI

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