20 settembre 2011

Inler, il (mezzo) turco-napoletano


Fonte: Max on line



Se il Napoli è oggi la squadra con più appeal d’Italia non è solo merito dei tre tenori davanti, Hamsik, Lavezzi e il bomber Cavani. La certezza che la squadra di Mazzarri sia competitiva ad alto livello in Europa, dopo il pareggio a Manchester contro il City plurimiliardario di Roberto Mancini, è dovuta anche al fatto che è arrivato un nuovo direttore d’orchestra in mezzo al campo, il (mezzo) turco napoletano Gökhan Inler.
Niente però atteggiamento sopra le righe alla Totò, Inler fuori dal campo è una persona fin troppo seria, tanto che per animare la conferenza stampa di presentazione il presidente Aurelio de Laurentiis gli ha messo in testa una maschera da leone.
Avranno sorriso su a Olten, nel nord della Svizzera, dove nacque il movimento letterario più celebre della storia elvetica contemporanea, con Friedrich Dürrenmatt e Max Frisch. A Olten lo conoscono Gökhan, lo hanno visto crescere: figlio di una famiglia turca, esultarono quando giovanissimo era quasi certo il suo passaggio al Fenerbahce di Istanbul. E invece Inler rimase in Svizzera, e grazie alla Svizzera si è affermato: dopo essere stato scartato dal Basilea è Lucien Favre a scoprirlo e lanciarlo nello Zurigo. Favre, probabilmente il miglior allenatore della Svizzera dei nostri lustri (sta facendo un lavoro eccezionale anche al Borussia Mönchengladbach, quest’anno), tira fuori da Inler il meglio da questo ragazzo taciturno, introverso, (troppo) sensibile, incline all’apatia ma dai mezzi tecnici fenomenali.
Il sangue turco, l’educazione (anche sportiva) svizzera ha sortito un mix unico, da maneggiare con cura: soprattutto da sollecitare con i giusti toni. A Udine lo hanno scovato prima di tutti, allo Zurigo, dove giocava con Dzemaili (ora suo compagno al Napoli) e con il più talentuoso di tutti Margairaz, che come da copione si è perso, e lo hanno gestito in maniera perfetta, stimolandolo quando era il caso, costruendo anche moralmente il giocatore. La scelta della Nazionale ha un po’ deluso tanti fratelli turchi, Inler ha preferito la Svizzera, quando quasi tutti i giocatori con doppio passaporto (da Kuzmanovic a Rakitic) sceglievano di allontanarsi da Berna. Chi si attendeva da Inler un proclama, dopo questa preferenza, non lo conosce: “ehm, veramente ho scelto chi mi ha chiamato prima!” Gökhan Inler è un centrocampista che sa fare tutto e lo sa fare bene, è un cristallo da lucidare costantemente e con cura, brillerà, e con lui il Napoli.

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