18 febbraio 2013

Derby Allievi. Due ragazzi in gamba: Yusupha Yaffa e Demetrio Steffè

Demetrio Steffè

L'Inter Allievi, imbattuta e capolista del girone B, è quello che si dice una squadra quadrata. I numeri parlano chiaro: più quattro punti e una gara in meno dal Chievo, secondo in classifica, e soli dieci gol subiti. Ma i numeri non dicono dell'ormai definita identità di gioco raggiunta. Merito dell'allenatore, Salvatore Cerrone, e merito di giocatori di rendimento come Demetrio Steffè. “Deme” è uno dei vanti del settore giovanile interista, a Interello lo hanno già etichettato “piccolo Zanetti”. Non a caso: estremamente pratico in campo, difficile vedergli sbagliare una partita, è molto serio anche fuori dal terreno di gioco. All'Inter è arrivato grazie a una grande intuizione di Roberto Samaden, e per un pizzico di fortuna. L'attuale Responsabile del Settore Giovanile nerazzurro era impegnato ad osservare la gara di Isaac Donkor, il centrale difensivo ghanese, oggi nella Primavera interista ( e ha già esordito coi grandi di Stramaccioni), che all'epoca si disimpegnava nel Padova. I veneti in quella giornata di campionato incontravano la Triestina, che proponeva in mezzo al campo un ragazzo sotto età, che però non perdeva un contrasto coi ragazzi più grandi. La distinta recitava il nome “Steffè”, un rapido consulto tra Samaden e Piero Ausilio e Demetrio avrebbe presto preso la strada per il Centro Sportivo Facchetti. I primi calci di Steffè, centrocampista di rendimento, che però non disdegna l'accompagnamento della fase offensiva, li ha tirati nel San Giovanni, piccola società della città di  Umberto Saba, per poi passare nelle file della Triestina, di cui Saba era accesissimo tifoso. Poi l'Inter. E la Nazionale: che Demetrio ha già assaggiato con diverse convocazioni. La prima, naturalmente, la più emozionante: era con l'under 16, uno stage per un doppio confronto con la Svizzera, con l’onore della fascia da capitano. Un particolare che racconta anche delle sue doti di leadership, che i frequentatori di Interello vivono ad ogni partita, ascoltando i consigli di gioco che riserva ai compagni. Steffè è l'anima del centrocampo dell'Inter di Cerrone, sicuramente uno degli elementi decisivi di questa, almeno fin qui, meravigliosa stagione. L'etichetta di “piccolo Zanetti” è scomoda, ma nessuno la merita e la può portare con tanta disinvoltura come “Deme”.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Gazzetta dello Sport - Ed. Milano e Lombardia




Yusupha Yaffa

Tredici gol in quattordici partite. Per presentare la magica stagione di Yusupha Yaffa basterebbe ricordare il suo score nel campionato Allievi. E non basterebbe, dato che bisognerebbe anche aggiungere il grande lavoro che svolge in campo sia offensivamente (sponde, appoggi, allargandosi sui lati del campo per aiutare la manovra), che difensivamente (rientri, coperture, pressing). E' quello che si dice un attaccante moderno. Non a caso si stanno interessando a lui diverse società straniere, tra queste anche club inglesi e tedeschi. Nato a Serekunda, nella più grande città della Gambia, piccolo stato confinante col Senegal, Yaffa è arrivato a cinque anni in Italia, dopo aver perso a quell'età la mamma. Quest'anno si è imposto al Milan, partendo nell'ombra e imponendosi a suon di reti e grandi prestazioni. L'allenatore Filippo Inzaghi ha dimostrato che vale solo la legge del campo: non conta chi è più o meno pubblicizzato mediaticamente, Yusupha non ha ancora un contratto da professionista eppure parte ogni domenica al centro dell'attacco della squadra Allievi. E ha la testa del professionista. Lo testimonia il fatto che nonostante il Milan gli avesse messo a disposizione il biglietto per trascorrere le vacanze natalizie in Gambia, Yaffa ha preferito svolgere un periodo di allenamento, organizzato dal suo entourage, in Francia. I risultati si sono visti in campo, con il giovane africano che al rientro dalla pausa invernale è tornato subito a segnare con continuità. Il suo repertorio è sconfinato: in questa stagione ha segnato praticamente in ogni maniera, svettando di testa, anticipando il difensore in area, scambiando in uno-due col compagno, spuntando dal lato debole, realizzando con freddezza dal dischetto, su rigore. La Nazionale del suo Paese natale, la Gambia, povera di tradizione calcistica, gli ha già offerto la convocazione, ma Yusupha, che ha sempre vissuto qui, e ha frequentato sostanzialmente tutto il percorso scolastico in Italia, sogna di indossare un giorno la maglia azzurra. Con i suoi gol e la sua serietà, fuori e dentro il campo, l'avrebbe già conquistata, ma le leggi italiane non viaggiano alla stessa velocità che Yaffa propone in un campo di gioco. Dovrà attendere, nel frattempo continua a segnare...

CARLO PIZZIGONI 
Fonte: Gazzetta dello Sport - Ed. Milano e Lombardia

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