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13 luglio 2006

[dialoghimondiali] FINALE

L'Italia vince il quarto mondiale, senza grandissimi meriti. Dopo un primo tempo giocato meglio dagli azzurri, svegli, compatti e rapidissimi nel ribaltare l'azione, a differenza dei "bleus", la Francia infatti prende, a partire dal secondo tempo, chiaramente il controllo del gioco, sfiorando più volte il gol del vantaggio, fermata solo dall'implacabile Buffon. A un certo punto, sembrava che Domenech dovesse solo mettere il fatidico uomo d'area per portare a casa la logica vittoria, ma una volta entrato lo juventino, si è autoescluso Zidane, fin lì protagonista di un degnissimo addio al calcio, con uno di quei gesti folli che hanno periodicamente disturbato la sua carriera. Anche in 10 i galletti hanno cercato di più il gol, ma ormai si era ai rigori. E dire che dopo il primo tempo sembrava che l'Italia dovesse andare tranquilla verso la vittoria. La cosa migliore degli uomini di Lippi, oltre al Mondiale vinto, of course, è stata la reazione dopo il vantaggio francese: il pareggio è andato letteralmente a prenderselo, assediando la Francia. Dopo il gol di Materazzi, che ha rimediato nel migliore dei modi all'errore commesso, in complicità con Cannavro, sul rigore, si è tornati a un certo equilibrio, pur con l'Italia più convincente in generale. Questo fino ai primi quarantacinque minuti: dopo, come detto, è stata solo Francia, cui è mancato il gol. L'Italia, pagando forse la stanchezza per i supplementari con la Germania, ha progressivamente rinunciato a giocare, infoltendo il centrocampo e cercando soltanto la corsa di Iaquinta coi lanci lunghi.
I migliori in campo sono stati Cannavaro, di gomma !, da una parte e Makelele, che ha dato lezioni a centrocampo, e Thuram( anche Gallas l'ha spalleggiato come al solito perfettamente ) dall' altra. Henry ha giocato un brutto primo tempo, poi ha avuto alcune azioni maestose. Ottimo anche Vieira, finchè è restato in campo, anche se Alou Diarra non l'ha fatto rimpiangere. Fastidiosissima, come al solito, la zanzara Ribery. Si può dire che la Francia ha avuto in meno rispetto all'Italia i terzini, davvero poco incisivi nelle avanzate, soprattutto l'approssimativo Sagnol, che non finirò mai di sottolineare quanto sia sopravvalutato. Nell' Italia, buono anche se non eccezionale Pirlo, sempre attivo Grosso, redento Materazzi, attento ma non straripante Zambrotta, mentre Totti è stato come al solito deludentissimo, fuori dal gioco. Toni spesso troppo solo là davanti.
Comunque, complimenti ai campioni !
VALENTINO TOLA

[dialoghimondiali] Francia Portogallo 1-0

Altra bruttissima partita, col secondo tempo davvero infimo. Qui nessuno chiede 6 gol a partita ( non è quello il bello del calcio ), ma di vedere un livello tecnico un po' superiore e squadre che, proprio in virtù del loro supposto spessore, siano disposte a rischiare di più. A parte i supplementari dell'Italia e qualche sprazzo di altre squadre, solo calcio modesto. Lippi dovrebbe essere molto contento dopo aver visto la Francia rinunciataria del secondo tempo, graziata soltanto dall' inconsistenza dell' attacco portoghese. Già Pauleta e Postiga son disastrosi di per sè, ma le mezzepunte, straordinarie tecnicamente, non propongono mai tagli e inserimenti volendo sempre e solo palla sui piedi. Finisce che l'unico terminale del gioco portoghese diventa Maniche coi suoi tiri da fuori. E' davvero sconcertante non riuscire a produrre nulla dopo un secondo tempo passato quasi tutto nella metà campo francese. I migliori son stati Meira e Costinha, hanno tremendamente deluso Deco e Miguel, mentre Carvalho ha commesso una sciocchezza madornale sul rigore. E poi quanti tuffi ragazzi !
La Francia ha giocato una partita davvero mediocre, capitalizzando al massimo il rigore di Zidane. solo qualche giocata di Henry e qualche buon controllo di Zidane, gli altri tutti sottotono a parte Thuram. C'è da notare un fatto: la Francia crea molte poche azioni pericolose, anche quando gioca bene come contro Spagna e Francia. Inoltre rende al meglio quando può permettersi di attaccare con i 4 uomini offensivi più qualche inserimento di Vieira, perchè i terzini appoggiano molto male il gioco.
VALENTINO TOLA


Il Portogallo controlla il ritmo dal primo minuto, ma dopo venti minuti di discreto livello si affloscia, manca di proposte, di movimenti e si appiattisce in un ruminare calcio alla ricerca di una squillo di genio che, con Deco ai minimi termini, non arriva dall'altra stella Cristiano Ronaldo, troppo voglioso di fare, ma con letture non adeguate. Figo sulla papera di Berthez manca l'occasione della vita mettendo sopra la traversa un facile colpo di testa. Francia che rinuncia alle ripartenze e a i contropiedi finalizzati alla porta avversaria, ma che non soffre molto anche perché fisicamente è nettamente superiore, specie in area difensiva. Centrocampo perfetto, benino Zidane che però non si fa ipnotizzare da un pararigori come Ricardo (unica qualità del portiere portoghese, peraltro). Essendo il Portogallo, doveva pur mancare qualcosa per il successo finale...
CARLO PIZZIGONI

08 luglio 2006

[dialoghimondiali] Italia Germania 2-0 dts

Strameritata vittoria dell' Italia, che ora ha la convinzione e la compattezza per vincerli questi mondiali. Già nel primo tempo aveva dato la sensazione di poter attaccare coi giocatori che si inserivano( soprattutto Perrotta ) alle spalle dei difensori tedeschi, lenti e sempre a rischio nel fuorigioco. Però, dopo 90 minuti sostanzialmente equilibrati è nei supplementari che l'Italia ha dilagato, con molte energie in più dei tedeschi anche grazie ai cambi intelligenti di Lippi che ha messo uomini più freschi in attacco come Gilardino, Iaquinta e Del Piero. E poi c'è Grosso, che meriterebbe un encomio solenne per quanto è stato decisivo sia contro l'Australia che contro la Germania. Ma l'Italia non sarebbe nelle finale senza gli incredibili Buffon e Cannavaro ( miglior giocatore in assoluto del mondiale) e senza la regolarità di Zambrotta e Pirlo. Male anche oggi Totti, unica nota stonata. Al di là dei discorsi sulle due punte e mezza, si capiva ormai che Lippi non avrebbe più rinunciato a questo 4-4-2 che gli permette di non patire l'inferiorità numerica a centrocampo come nelle prime gare e di essere più imprevedibile con gli inserimenti dei centrocampisti.
Si sapeva già che la Germania era inferiore all' Italia, ma lo ha ribadito, non riuscendo mai a controllare il gioco, anche se è riuscita comunque a creare alcune buone occasioni. Ballack ancora una volta ha dimostrato la sua mancanza di carattere, mentre Klose non ne più. I cambi che sembravano poter essere azzecati, non hanno dato nulla: Borowski era assolutamente da cambiare ma Schweinsteiger è stato irritante, mentre a Odonkor andrebbe spiegato che la velocità da sola non serve a nulla. Schneider, uno dei pochi con qualità, gli ha fatto spazio e la Germania ci ha perso, anche se il cambio pareva azzeccato. Podolski sciupone. Comunque, una volta calata a livello fisico, puff !, crollato il castello di sabbia. Niente più pressing, niente più sovrapposizioni, è venuta fuori la qualità superiore dell' Italia.
VALENTINO TOLA

05 luglio 2006

[dialoghimondiali] Francia Brasile 1-0

Svelato l' arcano: il Brasile è un bluff, alla faccia di Parreira e di certi Machiavelli di casa nostra che quasi pensano che si debba giocare male per vincere. No, la Francia, che sta completando una delle resurrezioni più insperate della storia recente, ha fatto grande calcio e, almeno una volta, come conseguenza logica, ha staccato il biglietto per la semifinale. Trascinata da un commovente Zidane che ha sembrato quasi voler riassumere come in un' antologia tutta l' arte mostrataci in questi anni, la Francia ha fatto la partita dall' inizio alla fine, sorretta dalle colonne Vieira e Makelele e vivacizzata, anche se meno rispetto alla Spagna, da Ribery. Dominio totale del possesso-palla, palleggio fluido ed eccellente condizione atletica. Chissà che i bleus non concedano il bis.
Non voglio usare toni scandalistici, però non so trovare altri aggettivi per la Seleçao che non siano "vergognosa": nenanche la mossa Juninho è servita per avere il controllo del centrocampo. Sempre in ambasce, è arrivato il gol non appena la difesa, il reparto migliore in questo mondiale, si è distratta un attimo. Ronaldinho finito l' incubo potrà fortunatamente tornare a giocare nel Barça, mentre a Ronaldo stavolta non si può dare la colpa della mancanza di gioco. Pure Kaka è mancato stavolta. Non c'è mai stata una squadra brasiliana in campo in questo mondiale. Cafu e Roberto Carlos, mi ripeto, sono logori: per il futuro opterei per Adriano Correia a sinistra e Cicinho e lo strepitoso Daniel Alves in concorrenza sulla destra.
VALENTINO TOLA

Vergogna totale. Il più brutto Brasile di sempre, un'accozzaglia di figuri, specie i più titolati, con l'amarelinha, niente di più. Parreira può tornare a fare il commentatore televisivo, dato che sono mesi che non prova nulla (naturalmente inserire giocatori nell'11 non è allenare: ma che senso aveva mettere Juninho? Trovare una sua punizione dal limite?). Ronaldinho e Adriano da sberle,il fantasma di Ronaldo un po' meglio, un Kakà non al meglio fisicamente perde tutto il suo devastante potenziale (e questo è davvero un limite): eccolo il quartetto meraviglia che doveva stravincere senza giocare il Mondiale. L'unico vivo, Robinho, confinato in panca. Difesa a parer mio completamente da ricostruire, senza Cafu, che già si appresta a dire che vuol giocare il prossimo Mondiale da centrale... Benino Gilberto Silva e Ze' Roberto, ma la personalità di un Dunga in mezzo al campo, proprio non c'era: forse si dovrebbe partire da qui per trovare una risposta a tanti perché...
CARLO PIZZIGONI

[dialoghimondiali] Portogallo Inghilterra

Dopo l'Argentina un' altra delle grandi favorite del mondiale ( assieme al Brasile erano le mie tre) esce ai rigori. Anche qui partita equilibratissima, solo gli illusi potevano aspettarsi i fuochi d'artificio. Son partite queste dove le squadre controllano tutto, fino al minimo gesto. Ahimé, non vedo nessuna selezione che va in campo ccon quella ragionevole spregiudicatezza che gli consiglia di andare sempre a imporre il suo gioco. Chi aveva questa mezza idea si è arenato per altri motivi, vedi la Spagna. Comunque, un' Inghilterra non bellissima ma migliore delle altre volte e anche leggermente preferibile rispetto agli uomini di Scolari. Ancora 4-1-4-1 per Eriksson con però un incredibile Hargreaves, praticamente in ogni luogo, al posto di Carrick. Ancora deludente purtroppo Lampard, eccellenti Terry e Ferdinand( soprattutto Rio ). Inghilterra però penalizzata da Elizondo con l'inconcepibile espulsione di Rooney. Comunque anche in 10 ha retto bene: manovra sempre coi soliti difetti, ma si è vista più voglia. Anche se sei uno in meno poi se hai Lennon lo senti di più. Il buon Aaron dovrà cercarsi al più presto uno sponsor, una WAGS e conciarsi da metrosexual perchè Eriksson si accorga che è più forte di Beckham. Il Portogallo ha domostrato ancora una volta solidità, pazienza e qualità pur risentendo immancabilmente del suo scarso peso offensivo: trasparente Pauleta, addirittura dannoso Postiga. Figo è restato in campo pure troppo, mentre Tiago ha dato lentezza e imprecisione al gioco. Regolare come sempre Maniche, così così oggi il magnifico Miguel, mentre Carvalho ( che strano ) non ha sbagliato una virgola. Nei supplementari emblematica la situazione del Portogallo: tutto il tempo a far scorrere la palla da una fascia all' altra, come nella pallanuoto, senza mai sfondare. Però credo che in questo mondiale i lusitani abbiano finalmente raggiunto quella maturità tanto auspicata.
VALENTINO TOLA

Ce l'ha fatta ancora una volta Felipe Scolari, alla faccia di un allenatore veterano di casa nostra che dopo il mondiale del 2002 se ne uscì con "questo in Italia potrebbe al massimo portare le borse del massaggiatore." Felipao è in semifinale, alla solita maniera: ritmo controllato, pochi rischi e grande fiducia nei propri mezzi, forma mentis sempre assente in passato dalla nazionale portoghese. Perfetto l'innesto di Petit e di un motivatissimo Maniche, Tiago, invece, da vice Deco ha fatto fatica a trovare la posizione e a mostrare le sua qualità. Pauleta come al solito sacrificato da punta unica, mai innestato dagli uno contro uno sulle fasce di Figo e Ronaldo, che spesso sono alla ricerca dell'inserimento da dietro o del tiro piuttosto che del centravanti del PSG. Dietro, fenomenale Meira, protagonista di un fantaastico mondiale fin qui. Ricardo si dimostra un vero specialista dei rigori, e la Francia dovrà stare attenta a non fare la stessa fine degli inglesi. Gerrard e Lampard hanno ancora dimostrato una certa idiosincrasia a questo sistema, il 4141, che in linea teorica dovrebbe regalargli la possibilità di inserirsi e andare al tiro , sfruttando al meglio le proprie caratteristiche. Entrambi, fiore all'occhiello della nazionale inglese in sede di presentazione, hanno fatto cilecca alimentando interrogativi sulla loro reale capacità di leggere i match. Molto bene dietro, gli inglesi hanno avuto i soliti sprazzi da Joe Cole e poco da Rooney che è riuscito nel giro di pochi minuti a svirgolare vergognosamente in area e a farsi espellere per un calcio nelle parti bassi di Carvalho. Rimango alla fine basito dall'Inghilterra che avrebbe tutto per imporsi e ancora stenta paurosamente: credo, pero, che la dose massiccia di sopravvalutazione di alcuni elementi chiave che ha inebetito tanti di noi sia l'opzione da preferire rispetto alla condanna del tecnico.
CARLO PIZZIGONI

03 luglio 2006

[dialoghimondiali] Germania Argentina

E' stata una partita non entusiasmante ma equilibratissima, decisa da un errore dal dischetto del migliore in campo, Ayala. L'Argentina ha fatto il grave errore, dopo il gol del vantaggio, di chiudersi eccessivamente dietro. Prima aveva evidenziato tutti i limiti dei tedeschi, abbassandone i ritmi e sequestrando il pallone. Calma, saggezza e classe nel gestire il gioco, peccato per un Riquelme disastroso, mai ai suoi livelli migliori in questo mondiale. Tevez si è dannato l' anima, ma per motivi tattici ( anche se per me Friedrich non era così temibile, mentre su Odonkor dopo era giusto che desse una mano ) ha giocato defilato sulla sinistra, potendo poche volte far pesare il suo talento da "barrio". Crespo non è esistito, forse un po' timido Lucho Gonzalez, si è invece esaltato alla distanza Mascherano. Come detto, Ayala è stato immenso nel guidare la difesa e limitare i danni che un Heinze ancora fuori fase ha rischiato spesso di combinare. Dopo il gol di Ayala, l' Argentina non ha più voluto controllare i tempi, si è difesa e basta e ha pagato. Dopol'1-1, ci ha riprovato, ma il treno era già passato. Volevo risparmiarmelo, ma ancora devo criticare Pekerman ( sfortunato comunque per l' infortunio di Abbondanzieri che gli ha levato un cambio) : ha sacrificato Tevez e Messi è restato in panchina a gustarsi anche i rigori: non posso non pensare che, complice anche lo scarto di energie, la Pulga nei supplementari avrebbe potuto fare più danni sia della grandine che di Cruz.
Della Germania si son visti, una volta buona, anche i tanti difetti oltre che i pochi, ma chiarissimi pregi. Quando il ritmo si abbassa, emergono tutte le carenze tecniche. Ballack, siamo alle solite, fuori partita e Lahm frenato sulla sua fascia, Schweinsteiger da schiaffi, è emersa tutta la linearità di Frings. Podolski continua a non convincermi, Odonkor ha fatto solo fumo, mentre a Klose dovrebbero costruirgli un monumento. Ancora non sono emerse tutte le debolezze della difesa, mentre l' Italia deve prendere nota della scoperta straordinaria che abbiamo fatto, sulla quale c'era già qualche sospetto: per mettere in difficoltà la Germania occorre più tecnica e far girare bene il pallone. Una ricetta sana e tradizionale.
VALENTINO TOLA

Uscire ora signfica fallimento totale per l'Argentina, e per José Pekerman che da uomo vero qual è ha rassegnato le dimissioni prendendosi le sue colpe. Che sono molte, a cominciare dal primo tempo giocat senza la minima volontà di rischiare un poco. Rischi che si devono correre quando davanti la qualità abbonda. Ancora una formazione schiava dell'apatia di Riquelme (che una volta in vantaggio è stato fatto sedere per inserire Cambiasso, bah) con una difesa a tre e proposizioni maggiori di Sorin (deludente) che definiva la linea di centrocampo. A destra Maxi, vicino a lui Lucho, tutti a cercare di fare un movimento decente ma senza un briciolo di coordinazione. E allora i duelli di Tevez, partito largo a sinistra, non avevano rinforzi adeguati, così come certi inserimenti dei centrocampisti finivano fuori tempo. Una gran confusione, purtroppo la solita. In più, Pekerman ha avuto la fortuna di andare in vantaggio: se Ballack trovava il gol nel primo tempo, la partita era già chiusa. A me sarebbe piaciuto vedere Palacio al posto di Riquelme, per sfruttare appieno il contropiede e servirsi di rimorchi di lusso come Maxi e Lucho. Invece niente, difesa a oltranza. La Germania ha messo cuore e entusiasmo, dato che tecnicamente è di un'altra galassia rispetto agli argentini e non solo agli argentini. Di qualità ne ha davvero poca, ma spesso vale di più la voglia di prevalere. Ieri è stato sicuramente così. Finalino su Lehmann, assolutamente ritrovato.
CARLO PIZZIGONI

01 luglio 2006

[dialoghimondiali] Francia Spagna 3-1

La Francia ha giocato nettamente meglio ed è molto più forte della Spagna. Sovrastati gli iberici sul piano del ritmo, su quello fisico, tattico e soprattutto per quanto riguarda due cosine che in un Mondiale contano parecchio: l' esperienza e la personalità. Surclassati, i "jugones" non hanno mai fatto girare il centrocampo a dovere: dato per disperso Xavi, spaurito Cesc, si è salvato solo Xabi Alonso. La Spagna, non ha trovato mai dico mai la profondità in attacco: Torres sempre impegnato nelle sue odissee palla al piede, Villa, l'unico vero bomber spagnolo in circolazione ( Torres non lo è di certo) , sacrificatissimo dagli schemi d' attacco di Aragones. Per quanto riguarda Raul, spero che Luis si assuma tutte le responsabilità della sua scelta di metterlo dall'inizio. Già si era notato nelle partite precedenti, dove i costi son stati molto minori, ma i difensori son stati letteralmente rincitrulliti da questa ossessione del fuorigioco. Sul gol di Ribery, ma anche in altre occasioni, era decisamente meglio temporeggiare un po' invece che lanciarsi subito e lasciare tutti quei metri ai francesi provenienti dalle retrovie. Pernia in fase difensiva su Ribery è stato ridicolo. Decisamente era meglio Antonio Lopez ( chissà se sentiremo ancora gente esultare quando si infortuna uno come Del Horno ).
Francia molto più sveglia. Centrocampo asfissiante con Vieira e Makelele, Ribery (FANTASTIQUE ! ) e Malouda belli larghi, difesa solidissima ( a parte il rigore stupido di Thuram) , anche sulla fasce laterali, con un Sagnol molto attento e sollevato da incarichi offensivi. Zidane, al di là del gran gol, non mi è piaciuto ed Henry ha giocato malissimo, facendosi beccare in fuorigioco quasi sempre. Continuo a pensare che la Francia produrrebbe molto di più con due punte: Zidane non ha mai avuto movimenti devastanti senza palla. Prima non ce ne importava nulla, ora che è agli sgoccioli queste sue carenze si notano, pensando al tipo di gioco che piace ad Henry, che nell' Arsenal svaria dove vuole, è spesso l' unica punta, ma è sempre assistito dagli inserimenti dei centrocampisti.
VALENTINO TOLA

Sembra incredibile dover ogni volta commentare l'uscita di scena della Spagna da un Mondiale dopo averne cantato le lodi in principio constatando, via via, la mancanza di tenuta mentale. Ma stavolta il delitto è stato ancora maggiore dato che Aragones aveva a disposizione sacche di talento difficilmente riscontrabili altrove, al netto forse dell'Argentina. Talento sperperato anche per un'idea di gioco vaporosa e tremante insieme. Andata in vantaggio per un regalo di Thuram, sotanzialmente al primo tiro in porta, non ha nemmeno approfittato di questo straordinario vantaggio. Salvo solo Xabi Alonso e butto tutto il resto, a cominciare da Aragones. Magnifica invece la Francia, giunta alla fine di un ciclo incredibile ma ancora con la voglia di lottare pur trovandosi sotto senza meritarlo. Sprint certamente favorito dal movimento di Ribery, tornato sui livelli che gli competono dopo un inizio di Mondiale davvero sottotono, e dalla classe cristallina (ma purtroppo non più "continua") di Vieira, bene assistito da Makelele. I francesi han fatto il loro in questo torneo (tenuto conto della rosa che ha alcuni picchi fenomenali ma non un livello standard assoluto di qualità), ma qualche possibilità contro questo Brasile è giusto concedergliela.
CARLO PIZZIGONI

30 giugno 2006

[dialoghimondiali] Brasile Ghana 3-0

Partita che rappresenta perfettamente pregi e difetti delle due squadre. Brasile ancora una volta brutto, messo sotto dall' avversario, salvato dalle individualità e dalla scarsa concretezza dell' avversario. L'abbiamo detto: con la formazione scelta da Parreira è un Brasile veramente poco coeso, disconnesso, incapace di fare possesso palla ( e questa è quasi una vergogna nazionale ) e di rubare il pallone. I due terzini poi hanno finito le scorte, anche se oggi Cafu ha spinto di più. Ronaldinho continua a deludere: per me gioca davvero troppo lontano dalla zona calda, agendo più spesso all' altezza del cerchio di centrocampo che da sulla trequarti in uno contro uno. Per Kakà è un altro discorso, si trova a suo agio, esaltandosi sulle lunghe distanze. Insisto nel ritenere che Ronaldo e Adriano non possono giocare assieme: il secondo oggi, gol in fuorigioco a parte, ha fatto davvero pena. I migliori, assieme a Ronaldo per il gol, sono stati Juan e Lucio, che se non fossero difensori brasiliani verrebbero considerati di più, soprattutto il primo. Sempre bellissimo, anche se si trattava di minuti finali di scarso peso, ammirare la raffinatezza di Ricardinho.
Il Ghana dà i soliti dispiaceri: eccellente manovra, ma conclusioni inguardabili ( peccato perchè Asamoah è interessante ). Oggi poi ha semplicemente regalato la partita al Brasile con l'atteggiamento della sua linea difensiva: una difesa altissima che ha sbagliato più o meno tutti i fuorigiooco che poteva. Per giocare in questo modo devi essere una grandissima squadra che domina il campo e sa di potersi assumere certi rischi: anzitutto la cosa migliore sarebbe rubare la palla subito col primo pressing. Contro il Brasile Dujkovic era al corrente del rischio che correva: una volta eluso il pressing, i brasiliani potevano alzare la testa e prendere comodamente la mira, agevolati da una difesa ghanese che non si regolava di conseguenza.
VALENTINO TOLA

Onore al Ghana. E' noto che il Brasile faccia giocare, però devi avere qualche idea in testa per farlo. E i ragazzi di Dujkovic ce l'hanno, eccome: combinazioni sempre tra più uomini, disciplina tattica nei tagli, la solita grande fisicità e il plus di dinamismo. Bene, peccato le conclusioni, difetto storico di tanti - non tutti - i giocatori delle squadre africane che pagano spesso l'essere cresciuto giocando al Maracana, il calcio di strada con le porticine. Brasile stavolta dignitoso ma soprattutto fortunato in alcune occasioni (miracolo coi piedi di Dida e gol in fuorigioco di Adriano), con Parreira che cerca in corsa un elementare equilibrio togliendo l'attaccante dell'Inter e inserendo Juninho. Malino ancora Adriano e Ronaldinho e stavolta anche Kakà con il solito Ronaldo che cammina per il campo con le mani sui fianchi e segna un gol, il più importante, con la stessa classe dei bei tempi di Barcellona. Bene Juan e Gilberto Silva che, come ha dimostrato il programma "Fantastico" (una specie di "Domenica In" brasiliana) leggendo i labiali del tecnico nella partita contro il Giappone, Parreira vorrebbe molto di più in campo a spese di Emerson ma, colpevoli imprecisati "poteri", non gli è possibile cavalcare questa opzione.
CARLO PIZZIGONI

[dialoghimondiali] Ucraina Svizzera

Sono passate alcune ore dalla sconfitta ai rigori contro l’Ucraina ma quel senso di incompiutezza proprio non se ne vuole andare. Questi Mondiali sembravano indirizzati verso una totale “indimenticabilità” dell’evento. La Svizzera pareva proprio destinata a dover rinnovare la sua storia calcistica, sinora riempita da modesti piazzamenti e da tanta altalenanza di risultati. E poi si avvicinava, già da tutti pregustata, la sfida all’Italia di Lippi, la squadra forse più nervosa e arrogante vista in Germania. Sfida da dimenticare, Mondiali terminati.
A proposito di arroganza azzurra, nel dopopartita siamo transitati dalla zona delle interviste, dove sfilano tutti i giocatori mentre si dirigono ai loro pullman, e abbiamo avuto modo di fare la conoscenza di alcuni colleghi d’oltre confine. Uno tra essi, vedendo noi “svizzerotti” piuttosto delusi dalla prestazione dei ragazzi di Kuhn, esordisce con "Forza ragazzi, siete andati già oltre le vostre possibilità". Sorvolando sulla sua totale mancanza di tatto, tale “buttata” mi ha portato comunque a qualche riflessione. La domanda quindi è la seguente: davvero la Svizzera è andata oltre le sue possibilità? Ha ragione lui? Dovremmo essere contenti così? Kuhn dovrebbe essere contento così? Un altro collega di Mr. Simpatia ha poi aggiunto: "E questo chi è? Margairaz (pronunciato Magarà, come un fantasista di Sao Paulo, ndr)?" Hanno gente che non conosce nessuno. Si poteva andare avanti allora con “gente che non conosce nessuno”?
Rispondiamo convinti. Sì, questa squadra doveva andare avanti. E... no, questa squadra non è andata oltre le sue possibilità, ma al di sotto delle stesse. Questa nazionale era forte e compatta, ricca di tutte quelle qualità che dovrebbero permettere ad una squadra di giocare le partite, di comandarle e di vincerle. Al di là dei nomi, sconosciuti soltanto a chi cura il proprio orticello, ai “tamarri” del pallone e della professione. Kuhn ha avuto tanti meriti nella costruzione di un gruppo così forte, ma poi sul più bello ha fatto riaffiorare quella sua timidezza che altre volte ci capitò di evidenziare e, con rispetto, criticare.
A Kuhn i meriti vanno riconosciuti nella gestione della squadra più che nella cura degli umori dei singoli. Il selezionatore zurighese ha sempre lasciato in primo piano il concetto di “gruppo”, ma con tutta questa apertura al gruppo ha spento forse troppo spesso la luce sulle individualità. Si è concentrato nel mantenimento delle gerarchie interne trascurando l’entusiasmo e l’energia di nuovi volti. Behrami ha confessato:"Se Kuhn ha convocato ventitre giocatori, avrebbe dovuto dimostrare di fidarsi di tutti e ventitre, altrimenti sarebbe stato meglio chiamarne quattordici o quindici soltanto". Parole perfette.
Per Kuhn esistono gerarchie ferree, e al massimo queste gerarchie possono portarlo a scegliere tra elementi che lui ritiene sullo stesso gradino della scala (vedi l’eterno: Gygax o Streller), ma mai tra questi ed elementi rampanti. Se lo stesso Behrami ha avuto tanta sfortuna, incappando in quella fastidiosissima infiammazione, c’erano comunque ragazzi che non vedevano l’ora di provarci, di entrare in gioco. Margairaz e Dzemaili per esempio – tra i due-tre migliori giocatori dello scorso campionato elvetico – avrebbero potuto davvero dare nuova energia alla manovra offensiva, del tutto bloccata dalla mancanza di intraprendenza dei centrocampisti (Barnetta escluso naturalmente) e dalla scarsa vena degli attaccanti. Stesso discorso vale per i vari Dzemaili e Lustrinelli, forze fresche. Sentire Vogel che dice "Contro l’Ucraina c’è mancata freschezza" non fa nient’altro che affondare il colpo dove già faceva tanto male. Com’è possibile mancare di freschezza con una rosa di ventitre nazionali a disposizione? Mistero. Peccato, perché in altre fasi di questa avventura, e pensiamo soprattutto alle qualificazioni, Kuhn aveva avuto maggiore coraggio. Allora la nazionale lascia il Mondiale senza aver subito gol ma anche con uno dei giochi più compassati dell’intera manifestazione. Per il futuro, Kuhn prenda esempio anche da Klinsmann, e lasci più corda ai suoi levrieri: hanno voglia di correre.

PAOLO GALLI fonte: Giornale del Popolo

26 giugno 2006

[dialoghimondiali] Portogallo Olanda 1-0

Risultato giusto, inutile cercare scuse aggrappandosi al pessimo Ivanov. Ha vinto il Portogallo, una squadra, contro l'Olanda, un'insieme di giocatori, molti dei quali senza dubbio bravi, ma anche tremendamente individualisti. E ad alti livelli questo continua a fare la differenza. L'Olanda le sue occasioni le ha avute, e anche tante (la traversa di Cocu è un gol mangiato, non sfortuna), come tanta è stata la confusione dei suoi attacchi nella mezz'ora finale, dove non si è quasi mai visto un cross dal fondo. E poi manovra lenta, prevedibile, con poco movimento senza palla, quando i giocatori portoghesi con quattro-cinque passaggi arrivavano in porta. Robben ha deluso alla grande, Van Persie ha fatto qualcosa di più, il migliore in avanti sarebbe stato Kuijt se non avesse sprecato quell'occasione tutto solo davanti a Ricardo, perchè comunque l'attaccante del Feyenoord è uno dei pochi a donare sostanza ad una squadra che gioca troppo di fioretto. In Olanda, e non solo, è gia à pronto il processo ad un Van Basten annicchilito sul piano tattico da Scolari: il mancato utilizzo di Van Nistelrooy la principale accusa. Non concordo, perchè l'attaccante del Manchester United aveva mal figurato nelle tre precedenti partite, e se uno deve giocare solo per il cognome che porta... Se dovessi muovere qualche critica al tecnico direi invece che Vennegoor of Hesselink andava inserito prima per cercare di sfruttare qualche suo assita di testa a centro-area, che a centrocampo serviva un combattente alla Landzaat, e che Heitinga (premio fair-play del Mondiale, ovviamente in senso ironico...) poteva benissimo restarsene a scaldare la panchina. Poi, si sa, gli assenti hanno sempre ragione...
ALEC CORDOLCINI

Partita ad altissima tensione, condotta in maniera invereconda dall'ennesimo arbitraggio scadente. L'atteggiamento criminale contro Cristiano Ronaldo, prima un'entrata del solito sospetto Van Bommel, poi la benedizione di Boulahrouz ha fortemente condizionato le ripartenze degli uomini di Scolari (anche ieri sempre attento): avere un uomo che ti può recuperare campo, subisce falli quindi punizioni pericolose e impaurisce nel duello diretto, è un vero lusso che gli olandesi hanno azzerato da subito. Maniche trova un gol da favola mentre il compagno Costinha conclude miseramente la sua pessima stagione facendosi espellere in maniera imbecille fermando, da ammonito, volontariamente con una mano la ripartenza olandese proprio sul finale di un tempo nel quale l'Olanda si rendeva pericolosa solo per la presenza di Ricardo, un vero incubo, nei calci da fermo. Gli olandesi girano la palla in difesa in attesa del movimento dell'esterno di centrocampo ma il problema principale è che l'obiettivo della manovra è esclusivamente quello di costruire un 1 contro 1 di Robben o di Van Persie. Il giovane dell'Arsenal trova qualche spunto, Robben no, sovrastato da un Miguel che ha anche spinto parecchio alla sua maniera. Scolari sceglie di togliere Pauleta per inserire il centrocampista centrale che non può non essere Petit, da tempo la vera anima del Benfica. Van Basten, invece di allargare il campo, trovare le sovrapposizioni con un a squadra che ha due soli incontristi, mette Van der Vart...Senza parole. La partita diventa una battaglia con calcioni e simulazioni un po' ovunque, Van Nistelrooy scalda la panchina e Vennegoor entra solo a fine match riuscendo a vincere tutti i duelli di testa: metterlo prima? Scolari sceglie Tiago per sostituire un ottimo Figo tutta-esperienza, e l'ex Chelsea offre minutaggio di qualità. Resta in corsa il Portogallo e la sua profondissima panchina può trovare onestissime contromisure all'assenza di fuoriclasse come Deco (Tiago) e Cristiano Ronaldo (Simao o Boa Morte): per me rimango favoriti contro l'Inghilterra.
CARLO PIZZIGONI

[dialoghimondiali] Inghilterra Ecuador 1-0

In tv ho sentito dire da Massimo Mauro che l' Ecuador è stato una delusione perchè Suarez alla vigilia aveva promesso micidiali cambi di ritmo e invece non ci sono stati. Ma siamo matti ? Sorprende sentire un "esperto" dire queste cose: l'Ecuador ha fatto, e bene, l'Ecuador: ha solo quei ritmi e soprattutto non ha in squadra palloni d'oro, palloni d'oro mancati, nuovi fenomeni e migliori del mondo nel loro ruolo. Ha costruito una ragnatela impeccabile, ha costretto l'Inghilterra a giocare sui suoi ritmi preferiti, ha giocato la palla quando poteva ed ha anche fatto correre qualche brivido a Robinson, come nella traversa di Tenorio. Ottimo Reasco, attenti i centrali, sottotono Valencia e Mendez, sempre interessanti i movimenti di Carlos Tenorio, gravissima la sua uscita per infortunio in favore dell' immobile Kaviedes. Però, dopo il gol di Becks, chi conosce un minimo questa squadra, lo capiva che l'Ecuador non ce l'avrebbe fatta a forzare gli eventi.
L'Inghilterra ha giocato come gli omini del biliardino: probabilmente hanno preso troppo sul serio lo schemino disegnato sulla lavagnetta. Tutti fermi nelle vostre posizioni, mi raccomando ! Ritmo bassissimo, sembrava la brutta copia della Selezione Pensionati del Portogallo, con in più una serie di lanci totalmente fuori luogo. E non è la prima volta che si vede giocare così una squadra con simili prerogative fisiche, vedi ad esempio le partite contro Galles e Irlanda del Nord nel girone di qualificazione. Nessuna sovrapposizione, ancora una volta deludenti Gerrard e Lampard ( e questa non riesco proprio a spiegarmela ). Carrick l'avevo caldeggiato, perchè ha qualità e gioca in un ruolo che permette di giocare più sciolto ai due draghi del centrocampo. Perfino un Totem come John Terry ha imbarazzato. Rooney è stato l'unico all' altezza ( che numero su Hurtado ! ), peccato per lui che l' abbiano costretto a una serie di corse sfiancanti e senza senso.
Ed Eriksson, quant'è taccagno ! Dopo le dimostrazioni di difensivismo masochistico dei tornei precedenti, un cambio Joe Cole( comunque pessimo)-Carragher che non posso che definire una provocazione. Comunque, attenzione: l'Inghilterra resta pericolosissima perchè sempre più conferma la sensazione che magari sia una squadra che stenta a creare, ma è forse la squadra più difficile da battere. Davvero difficile da superare.
VALENTINO TOLA

D'accordo così, l'Eriksson della Roma non tornerà mai più. Ormai ribatezzatosi al calcio ultrasparagnino, lo svedese porta l'Inghilterra ai quarti e ci regala uno spettacolo inverecondo. Temo ci sia la mano di Mac Laren in questo atteggimento, segno che il futuro non sarà poi così allegro, almeno per chi si limita a osservare. Prima della partita però la disposizione tattica non mi dispiaceva proprio, con Carrick a favorire gli inserimenti di Gerrard e Lampard. Ma l'interpretazione è stata davvero pessima e qui credo che le responsabilità ricadano anche sui giocatori, specie i fenomeni appena citati: Lampard, soprattutto, è un fantasma. La squadra è compassata, nessuno si propone, c'è solo l'imperativo di non rischiare: un po' poco. L'Ecuador, che ha a disposizione una rosa certamente meno luccicante ha fatto il suo, peccato la giornata no di Valencia, non meritava di chiudere così. Quell'errore di Terry e quella traversa potevano svoltare la partita, e forse il mondiale dei sudamericani è finito lì.
CARLO PIZZIGONI

25 giugno 2006

[dialoghimondiali] Argentina Messico 2-1 dts

Umiliato e vincente. José Pekerman ha subito davvero una lezione contro la miglior squadra per organizzazione che ho visto finora: una partita davvero ottima, a dimostrazione che al deficit di talento si può opporre grande organizzazione e giocarsela meritando pure di vincere: se il pessimo Busacca cacciava, com'era giusto, Heinze, a Buenos Aires scorte di pomodori. Scaloni surroga Burdisso e tutte queste cose impossibili per Javier Zanetti io proprio non le ho colte ma il Problema a centrocampo raggiungeva livelli parossistici: piatti, con Mascherano fisso davanti alla difesa, mai ad accorciare, con Ayala che rincula e tutti, tutti, tutti duelli 2 (messicani) contro 1 (argentino) : Cambiasso, Sorin, Maxi, addirittura Saviola costretti rincorrere senza logica il primo che gli scappava: una cosa penosa e inaccettabile a questi livelli, con la statua Riquelme che guardava. Intendiamoci, Hombre Peker, o ci si organizza e allora possono giocare pure Romancito e una pattuglia di attaccanti oppure non si può consegnare le chiavi al fenomeno del Villareal e aspettare che capiti qualcosa: questo non è allenare! fantastico La Volpe, che ringraziamo personalmente per averci regalato uno spettacolo davvero superbo: questo gioco, crudele e bastardo l'ha penalizzato sul tabellone ma non cancella la memoria degli appassionati, continui così. A metacampo sempre utilizzo del campo per tutta la larghezza, inserimenti continui e ordinati (bravi tutti, da lacrime il giovane Guardado), bene supoortati dal movimento delle punte. Dietro, fenomenale Osorio (faxare alla sede del Cruz Azul un qualsiasi pre-contratto, questo è uno da portare a casa subito), che nel finale deve riciclarsi esterno e ha la forza di portare a scuola Sorin. Inserire Aimar e Tevez con il solo intento di vincere da soli il match fa davvero pena, caro José: ma allora visto che di talento ce n'è in abbondanza mettiamolo dentro dall'inizio e proviamo il 3313, con sei difensori (o giù di lì) e 4 fenomeni a caso, come nel premondiale con la Croazia: conduci il gioco, scegli il ritmo e hai una frequenza di 1 contro 1 in stile Brasile. Schifo?
CARLO PIZZIGONI

Sconcertante Argentina: molle, sfilacciata, mai verticale. Male tutti, ma Riquelme, che adoro, ha mostrato i suoi lati peggiori: gioco orizzontali, incapacità di liberarsi in dribbling dalla marcatura. Solo in occasione di un assist per Saviola ( pessimo stasera ) si è visto il miglior Roman. Scaloni, un disastro. Finisce che il vero fenomeno è il "comodin" Maxi Rodriguez, provvidenziale. Poi viene il discorso Pekerman: grande C.T., ma stasera ha rischiato di rovinare tutto: giusto confermare la formazione del girone ( a parte Scaloni ), ma una volta che vedi che le cose non vanno, metti prima Tevez. Messi all' 83' è un'assurdità bella e buona. Il centrocampo è stato schiacciato, come contro la Costa d'Avorio, Cambiasso assente ( anche se si è preso un bel rischio Pekerman sostituendolo con Aimar ), mentre Mascherano è riuscito un po' a rifarsi verso la fine rubando qualche pallone dei suoi.
Il Messico è stato il vero Messico, non quello deludente del girone: grande La Volpe, centrocampo a 5 di grande corsa ( Mendez e Garcia a destra e Morales e l' ottimo Guardado a sinistra che si scambiavano benissimo sugli esterni ), ma anche geometrico , purtroppo dissanguato dall' uscita di Pardo. Spazi chiusi per la manovra argentina, difesa sicura con un Osorio impressionante. Borgetti ha fatto un notevole lavoro spalle alla porta, Fonseca poco incisivo mentre Zinha sembrava essere il giocatore in più ma non è riuscito a illuminare da par suo, pur avendo ampi spazi a disposizione per il centrocampo ultra-offensivo degli argentini. Messico penalizzato anche dal pessimo arbitraggio di Busacca, anche se al 90' è stata danneggiata pure l'Argentina dal guardalinee.
VALENTINO TOLA

[dialoghi mondiali] Germania Svezia 2-0

La Germania mostra mecccanismi sempre più oliati e un gioco di grande livello: molto offensivo, aggressivo ( tantissimi tiri in porta ). Grande intesa là davanti, con il solito Klose e Podolski in crescita. Cominciano a stufarci Lahm e Schweinsteiger, sveglio come sempre Frings. Ballack non eccezionale e testardo nel cercare il gol da fuori. Anche in difesa sembrano aver registrato le cose: più accorti e meno spregiudicati nei fuorigioco. Dato a Klinsmann quel che è di Klinsmann, è stato tremendamente imbarazzante veder "pascolare" i difensori svedesi sui due gol. Solito gioco confuso e nervoso degli uomini di Lagerback, che ammassa giocatori in attacco senza mai cercare il fondo. Se pure Larsson tradisce, oltre a uno Zlatan poco incisivo, il risultato viene da solo. Oltre ogni umana decenza l'arbitraggio di Simon.
VALENTINO TOLA

Davvero bello lo spirito della nazionale tedesca. Continuo a vedere un po' troppa anarchia che potrebbe essere deleteria in una giornata dove c'è meno gamba o testa. Lo staff di Klinsmann comunque da rivalutare dopo gli spernacchi delle amichevoli premondiali.

CARLO PIZZIGONI

23 giugno 2006

[dialoghimondiali] Australia Croazia 2-2

Ho sempre ritenuto che piagnistei e lamentele varie nei confronti dei torti arbitrali subiti (veri o presunti), siano figli di una mentalità da perdenti, di chi deve aggrapparsi a qualcosa pur di non ammettere le propri colpe. Se sei più forte dell'avversario, lo sei anche degli errori a tuo sfavore: contro la Croazia l'Austalia di Hiddink ne è stata un perfetto esempio. Un arbitraggio di bassissimo profilo (non che Poll volesse volutamente favorire i croati, semplicemente era in pessima forma) e un portiere da oratorio (il milanista Kalac) non sono riusciti ad impedire ai Socceroos l'appuntamento con la storica qualificazione agli ottavi. Un traguardo strameritato: ben messi in campo (anche se quello Sterjovski titolare non è sembrata una mossa azzeccatissima), superiori sia sul piano atletico che su quello del gioco, e in più con Hiddink che ha indovinato tutti i cambi. Bresciano e Aloisi sono infatti riusciti a fare la differenza, così come Emerton, un'assenza che peserà contro l'Italia, Culina, intelligenza tattica da vendere, Kewell, finalmente decisivo, e Viduka, indispensabile come boa di riferimento. Come all'esordio contro il Giappone, anche con la Croazia l'Australia funziona meglio in fase propositiva che non in quella di contenimento, dove emergono i limiti di una difesa lenta. Gli Aussies restano comunque una tra le migliori squadre, a livello di gioco, viste finora al Mondiale.
Due parole sui croati: Pletikosa, Srna e Niko Kovac da salvare, il resto da bocciare in blocco, con nota di particolare demerito per il tecnico Kranjcar, catenacciaro oltre il livello della decenza (e poi Klasnic in panchina per far spazio a Prso e Olic, avessi detto due fenomeni...). Se passava il turno l'Italia era già nei quarti, così invece dovrà almeno sudare un pò...
ALEC CORDOLCINI

Un'altra cartolina per chi dice che le nazionali non posso avere sistemi di giochi lineari, concepiti con l'idea di proporre calcio. Hiddink ancora una volta ha lasciato il segno e la qualificazione è strameritata, a maggior ragione se va a danno di una Croazia davvero povera di idee: perché si può anche arroccarsi in difesa ma si deve avere un minimo di strategia, e nell'ultimo incontro non si è proprio vista. Insomma, le squadre anche durante la partita devono sapere cosa fare: è l'unico mezzo dei "poveri", cioè delle squadre che non hanno pattuglie di fuoriclasse che decino da soli i match. Sui livelli di Giappone e Croazia come organico, l'Australia ha stravinto entrambi gli incontri sul piano tattico, proponendo sempre gioco: agli ottavi si iscrive chi più ha meritato, per una volta.
CARLO PIZZIGONI

Grande Australia, una delle squadre che ha giocato meglio in assoluto. Ritmo forsennato, atletismo straripante( assieme al Ghana, la squadra che mi ha entusiasmato di più sotto quest' aspetto ), buoni giocatori ( se poi Kewell pare essersi ripreso davvero... ). Son d'accordo: non aveva una rosa superiore alle altre, ma ha avuto sempre le idee più chiare di tutti. Quel signore in panchina poi, il migliore del mondo, sa sempre tirare fuori il meglio da ogni contesto: nel 2002 aveva fatto della Corea una squadra velocissima e che giocava a memoria, esaltandone quelle poche qualità che aveva, ora quest' Australia, pur non dimenticando la tattica, si esalta nel contatto fisico e si impone brutalmente sull' avversario. Abbiamo attaccanti di stazza e centrocampisti abilissimi ad inserirsi ? Sfruttiamoli con un gioco generoso, e pazienza se resta qualche spazio dietro e i difensori non sono velocissimi nei recuperi. Hiddink non vende mai fumo a nessuno, è uno scienziato del calcio che però non pretende di possederla, la scienza. Vedendo che cambia formazione ad ogni partita, chissà cosa starà preparando per gli eroi azzurri senza macchia e senza paura...
VALENTINO TOLA

22 giugno 2006

[dialoghimondiali] Olanda Argentina 0-0

Ai punti avrebbe vinto l'Argentina. Gli uomini di Pekerman hanno avuto una grande occasione per tempo: il palo di Boulharouz nel primo, la parata di Van der Sar sul destro di Tevez nella ripresa, più qualche conclusione imprecisa (Maxi, Riquelme e ancora Tevez nel finale). L'Olanda invece non ha quasi mai impensierito Abbondanzieri. Credo che in un'Argentina con tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo in pochi abbiano messo in risalto l'importanza di un giocatore-chiave quale Ayala, imbattibile sui palloni alti, ferreo nella marcatura e dotato del carisma e dell'esperienza necessaria per guidare tutto il pacchetto arretrato dell'Albiceleste. Pochissime squadre viste a questo Mondiale possono vantare un giocatore così affidabile al centro della difesa. Certamente poi ci vogliono i Messi, i Riquelme, i Tevez, i Crespo, ma quando ti senti le spalle coperte (senza considerare poi che in mediana c'è un grande Cambiasso) diventa tutto più semplice.
L'Olanda ha fatto la sua partita, inizio e finale discreto, il resto di puro contenimento. Ha deluso il tridente (Babel incluso, impari che nel calcio il pallone si può passare anche senza prima aver tentato un paio di dribbling...), con Kuijt il meno peggio perchè almeno disposto a lottare e a sacrificarsi in copertura, mentre la ritrovata verve di Sneijder ha garantito ossigeno ad un centrocampo che ha faticato parecchio, con un Van der Vaart tornato ai livelli delle ultime stagioni all'Ajax: fumoso e inconcludente, ma sopratutto poco adatto per un centrocampo a tre che deve reggere attaccanti poco propensi ai rientri. Mi sento in dovere di insistere: nel 4-3-3 oranje Landzaat non può rimanere in panchina. Ha retto bene la difesa, il reparto che finora ha rappresentato la nota più lieta del mondiale olandese (effetti di un calcio sempre più globalizzato?): Boulharouz è un ottima alternativa per il duo Mathijsen-Ooijer, De Cler non ha fatto rimpiangere Van Bronckhorst, mentre Jaliens è apparso ancora acerbo, ma non è peggio di Heitinga. Chi vede il bicchiere mezzo pieno dirà che l'Olanda ha superato indenne il test contro una delle super-favorite, chi lo vede mezzo vuoto ribatterà che fare un tiro in porta c'è bisogno dell'errore del Burdisso di turno...
ALEC CORDOLCINI


Partita non stupenda ieri, ma di un certo spessore, che può servire per farci un' idea delle grandi sfide che verranno.
Inizialmente tiene meglio il campo l'Olanda, poi convince di più l' Argentina, che ci fa vedere le combinazioni da prestigiatori fra Riquelme, Messi e Tevez e un Maxi come al solito preziosissimo. Però la mancanza di una punta pura là davanti ( visto che Messi parte largo da destra, Tevez da sinistra e in mezzo c'è Roman, che non è neppure lontanamente neanche una seconda punta )impedisce di concretizzare. Son quasi certo che con un Crespo o un Cruz dall'inizio l'Argentina sarebbe passata nel primo tempo. Il secondo tempo scade un po', si alternano momenti di controllo dell' una e dell' altra squadra, poi, dopo qualche cambio, si comincia forse a pensare un po' agli ottavi. Comunque, al di là della partita di ieri, penso proprio che l' Argentina sia chiaramente di un livello superiore.
Ieri Pekerman ha fatto riposare qualcuno e si è avuta la conferma che Sorin non ha un sostituto con le sue caratteristiche ( assieme a Mascherano è l' unico insostituibile ), che d'altronde sono particolarissime, che Messi è in crescita anche se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe e che uno come Ayala plasma un reparto a sua somiglianza. Anche se non ha dominato, l' Argentina ha dato ancora una volta la sensazione di tenere il campo con sicurezza.
L' Olanda continua a non esaltarmi: messa bene in campo, a tratti sequestra il pallone all' Argentina, ma sembra un po' troppo prevedibile, se non si accendono Van Persie e soprattutto Robben, ieri assente. Somiglia un po' all' Ajax di questi ultimi anni, quello che gioca sempre nello stesso modo ( infatti Babel dov' è che ha giocato ieri ? ). Il centrocampo non mi convince ancora: Van der Vaart male, Sneijder ordinario, ma più in generale mi sembra che manchi un punto di riferimento in mezzo al campo, che dia ordine. Cocu non lo è, Landzaat risponde perfettamente all' identikit. Pessimo Van Nistelrooy, limitato da Cufrè Van Persie, la difesa, contro la quale tutti son pronti coi fucili spianati, ancora una volta mi ha soddisfatto: ordinati, senza ricercatezze inutili, ottima partita di De Cler. Ora viene il Portogallo, partita quantomai incerta.
VALENTINO TOLA

20 giugno 2006

[dialoghimondiali] Germania Ecuador 3-0

Ha trovato solo squadre facili, ma la Germania mi sembra in crescita costante. Ancora voglio vedere la coppia di centrali in difesa, impegnata da attaccanti forti, ma è un dato importante che la coesione fra i reparti, in miglioramento, e il pressing aggressivo, tengano spesso lontani gli avversari dalla zona di Lehmann. La squadra gioca a memoria e i movimenti e le sovrapposizioni son sempre meglio coordinate, questo grazie al lavoro tattico di un allenatore molto attento al gioco d'attacco come Joachim Low e all' opportunità di riunirsi spesso in stages in questi anni di avvicinamento al mondiale. Dell' intesa fra Lahm e Schweinsteiger è ormai superfluo parlare, cresce anche Ballack, autore di un assist meraviglioso per Klose, anche se non lo ritengo affidabilissimo sul piano della continuità e della personalità. Klose è la sicurezza là davanti, anche perchè Podolslki non mi convince ancora appieno. Si vede che ha talento, ma fatica a mettersi in moto ( un po' come capita ad Adriano ). Nettamente inferiore alle altre grandi e attesa a prove più impegnative, questa Germania è comunque una delle nazionali che finora mi ha convinto di più per il gioco.
L' Ecuador, già in partenza inferiore, è sembrato pure allegrotto. Errori difensivi marchiani, serietà di Guagua e Espinoza inversamente proporzionale a quella mostrata nelle partite precedenti da Hurtado ed Espinoza stesso. Poi, andati in svantaggio subito, sappiamo che per l'Ecuador è molto difficile rimontare, con un gioco in cui è raro vedere cambi di ritmo. Son più bravi ad amministrarlo il gioco, senza l' assillo del gol a tutti i costi. Senza Castillo il centrocampo ha funzionato peggio. Si tiene a galla come al solito Mendez, mentre l' attacco delle riserve Borja-Kaviedes è stato pessimo, perchè non ha mai fatto il movimento della coppia dei titolari, non è stato utile in nessun modo alla squadra, con quel quid in più di impresentabilità fornito dall' ex-perugino. Avrei voluto vedere di più in questo girone un giocatore interessante come Cristian Lara.
VALENTINO TOLA

19 giugno 2006

[dialoghimondiali] Spagna Tunisia 3-1

Confesso che quando ho visto che era pronto ad entrare Raul ho pensato: buonanotte, qui la Spagna non ne esce più. E perfino uno come Cesc non mi incoraggiava più di tanto, perchè l'avevo visto ancora poco inserito nelle amichevoli precedenti e perchè pensavo più ad una soluzione tipo Reyes. Invece, Raul, anche se fuori dal gioco come al solito, ha messo la zampina( un gol neanche così facile )e ha fatto 1-1, mentre Cesc è stato protagonista assoluto assieme a Torres, dando quegli inserimenti e quella qualità nell' ultimo passaggio che erano mancate nell'assedio del primo tempo. Partita malissimo nei primi 25 minuti, la Spagna soffre enormemente il pressing tunisino a centrocampo, fa un po' confusione nei movimenti d'attacco e i terzini avanzano poco e male ( questi ultimi due sono gli aspetti che sostanzialmente rendono fluido il gioco: se mancano, non ci sono sbocchi ). Poi cominciano a sparire i lanci a casaccio, la palla comincia a circolare meglio, ma non si crea granchè, perchè manca precisione nel rifinire l' azione. Nel secondo tempo, dopo alcuni attacchi iniziali, la Tunisia sembra potercela fare, ma Boumnijel apre il vaso di Pandora. La Spagna non ha mostrato, ovviamente, il gioco scintillante visto contro l' Ucraina, ma è riuscita a venirne fuori con grande carattere e mantenendo sempre fiducia nel proprio stile di gioco, oltre che con soluzioni dalla panchina eccellenti ( e non si sono ancora visti Reyes e Iniesta ), che non tutti hanno. La difesa oggi ha funzionato male, ha sbagliato parecchi fuorigioco e perfino Puyol ha giocato male. Charly avrebbe forse bisogno di riposo con i sauditi, visto che quest' anno ha giocato anche la Copa Catalunya. Torres se avesse anche un po' di mira sarebbe il migliore, ma anche così è un pericolo costante. Non mi è dispiaciuto Xabi Alonso, mentre Xavi, il giocatore chiave, è mancato un po'. Comunque bicchiere decisamente mezzo pieno, soprattutto per la qualità di gioco e la mentalità.
La Tunisia per me ha fatto una grande partita e ha perso per colpa di Boumnijel. Ha giocato, benissimo, nell' unico modo possibile: centrocampo foltissimo, pressing continuo, difesa arroccata, Jaziri sul filo del fuorigioco e Trabelsi pronto alla sorpresa dalle retrovie quando la difesa iberica saliva fin quasi a centrocampo. Jaidi è stato semplicemnte monumentale, Jaziri fastidiosissimo e mi è piaciuto anche Mnari. Lo sapevamo che non era certo quella vista contro l' Arabia Saudita la vera Tunisia.
VALENTINO TOLA

[dialoghimondiali] Brasile Australia 2-0

Anche se ci son stati quasi impercettebili miglioramenti rispetto alla Croazia, che pena questo Brasile. Che poi loro, quelli del "jogo bonito" si mettano magari a dire, come ha fatto Kakà dopo la partita d' esordio, che conta solo il risultato, mi fa anche ridere. Schieramento ancora una volta sconclusionato, ricordano sempre di più il Real Madrid. Ritmo lentissimo, non si accelera più neanche nella trequarti, attaccanti che con la loro immobilità annullano ogni possibile sbocco per il gioco, "laterais" vecchi che non spingono più, squadra divisa in due tronconi che impedisce di recuperare subito palla e incoraggia ogni attacco avversario, pregiudicando anche il tradizionale possesso palla. E siamo qui ad esaltarci per la straordinaria partita IN COPERTURA di Zé Roberto. Kakà l' unico solista in gran forma, sono assolutamente deluso da questo Ronaldinho che gioca in maniera così banale, passando la palla a due metri senza mai azzardare i suoi dribbling. Si sarà assuefatto fino a questo punto alla posizione che gli ha ritagliato Rijkaard nel Barça? Dai... Comunque, sistemate un po' di cose il Brasile dovrebbe tornare temibilissimo: Robinho per Ronaldo oppure, meglio ancora, Juninho, quindi un centrocampista in più e anche Cicinho per Cafù. Mai darli per morti !
L'Australia ha fatto la sua partita: meritava un gol sicuramente. Hiddink ha infoltito la zona centrale perchè sapeva che i verdeoro sarebbero caduti nell' imbuto. Meno qualità rispetto alla Croazia, però continuità, forza e inserimenti, anche se Cahill oggi è mancato. Bresciano e Emerton i migliori.
VALENTINO TOLA

Parreira ripropone Adriano-Ronaldo, con l'interista che prova a partire da lontano, stavolta. Certamente contro la squadra sbagliata visto che centralmente è una tonnara. D'altronde che Hiddink potesse mettersi in saccocia Parreira sul piano tattico era un'eventualità nemmeno da quotare. I ritmi bassi del Brasile sono atavici, latitano invece gli uno contro uno vincenti e si va incontro a due opzioni da considerare: cercare di rendere più dinamica la linea mediana e allora prima di Juninho o Gilberto forse è il caso giochi Mineiro (eventualità remota, vista la zucca di Parreira) oppure inserire più uomini che, soprattutto da situazioni statica, sappiano dare palloni in profondità, oltre a Ronaldinho (e quindi dentro Juninho). Kakà è fisicamente di un altro pianeta e lo sta dimostrando ampiamente ma, ed è il difetto che poco garba ai puristi giù in Brasile, è meno adatto a elargire assist, meno "habilidoso" ai 16 metri. Questo Brasile "burocratico" non esalta in patria ma mi aspettavo critiche più feroci che, evidentemente, il carisma di Parreira e i sei punti in classifica stanno fino ad ora soffocando.
CARLO

[dialoghimondiali] Italia Usa 1-1

Avevo già avvistato - verbo, vi assicuro, usato non a caso - l'Italia a Ginevra, dove aveva faticato contro una Svizzera certamente non al suo meglio. L'ho ritrovata, o meglio, riavvistata a Kaiserslautern, nel Fritz Walter Stadion, contro gli Stati Uniti di Bruce Arena, un personaggio che sembra uscito dai cartoni animati, incazzato e arrogantello come da copione. A proposito di arrogantelli, alcuni li abbiamo visti anche coperti da una magliettina azzurra, brutta a mio avviso come solo la Puma in questi Mondiali avrebbe potuto farla, trasparente appena lasci traspirare una goccia di sudore. La trasparenza ha svelato poi, dopo l’illusoria vittoria sul Ghana, anche il carattere di quest'Italia, con poca voglia di soffrire e con la testa altrove, anche senza tirare in ballo per l'ennesima volta i casini-juve. Pochi i pregi apparsi contro gli americani, pochi e da ricercare unicamente in difesa, con quel Cannavaro che visto dal vivo è più simile a robocop che ad un umano qualsiasi e con Nesta e Zambrotta rinfrancati rispetto ai loro standard recenti. In quanto a Zaccardo, beh, che non fosse un terzino tra i più sicuri del calcio moderno lo si sapeva, lo sapevano tutti tranne Lippi forse, che pur di non chiamare Panucci, pur di non sacrificare Zambrotta, pur di non schierare Oddo, ha scelto proprio lui. Altro dato di fatto noto è la superficialità di De Rossi, buon centrocampista (non un fenomeno come qualcuno vuol far credere) con il vizio però di un'aggressività del tutto immotivata. Il discorso da fare con uno così, l'unico da fare a mio avviso, non può essere che qualcosa di molto simile ad un ultimatum: o la smetti o sei fuori dal giro! Senza fronzoli; invece Lippi a fine gara “rispondendo” alla pertinente domanda sull'impertinenza di quel gesto si è rifugiato nella diplomazia più fastidiosa. Perché non si può più dire “basta!”? Perché si fa di tutto per spingere sul fondo la cultura sportiva? Tornando al calcio giocato, o quasi, va rivista anche la prontezza di Lippi sui cambi, oltre che sulle scelte iniziali. Sabato non si è davvero capito nulla delle sue intenzioni a partita in corso. La sostituzione di Totti, piuttosto che di un attaccante – Toni lo si era visto già dai primi minuti che non era in grande spolvero quando Pope l’ha anticipato di testa girandogli addirittura attorno come neanche tra i “pulcini” –, mi ha sorpreso. Non che Totti meritasse di restare in campo, ma allora perché schierarlo titolare e in un ruolo che tutti sanno non ricopre più da anni? Discorso simile per l’inserimento di Del Piero, tozzo e brutto dal vivo che se pensiamo a com’era qualche anno fa viene da piangere (da quant’è che lui o Totti non saltano un uomo con un vero e proprio dribbling, con un doppio passo alla Robinho? ricordo male o lo sapevano fare con qualche chilo di muscoli in meno addosso?). Di Iaquinta preferirei non parlare. Anzi, dai, facciamo questo sforzo! Lippi lo preferisce a Inzaghi. Lippi lo preferisce a Inzaghi perché lavora di più per la squadra, perché si sa allargare: ma allora non era meglio portarsi un Marchionni o un Semioli, o puntare sull’ex pupillo Camoranesi? Non che siamo tifosi scatenati dell’argentino, ma avrebbe comunque più senso che non Iaquinta in quel caso. E non dimentichiamoci, questo assolutamente no, di Inzaghi in panchina. Inzaghi è il classico centravanti da Mondiale, come lo è Klose, come lo saprebbe essere un normale Ronaldo, come lo sarebbe un Rooney in forma: brutti e cattivi insomma. Tutti continuano a sognare il fantasma di Schillaci, c’è chi ce l’ha e non lo sfrutta. Basti pensare alle sciagurate scelte di Domenech, con la sostituzione simbolo di Zidane con Trezeguet, tenuto in panchina per 180 minuti e usato nei tempi di recupero tanto per consentire al mister di umiliare Zizou. Gli States hanno giocato un’onesta partita, con il loro gioco scolastico e senza sbocchi offensivi, ma davanti hanno trovato un’Italia apatica e noiosa, con un Lippi mai così poco ispirato.
PAOLO GALLI da Kaiserslautern

[dialoghimondiali] Ghana Rep.Ceca 2-0

Un dominio assoluto. Il Ghana pressa e riparte, come sa e deve fare, e mette in mostra una fisicità che non può essere nemmeno lontanamente avvicinata, con il plus di tecnica superiore in alcuni elementi. Grande prova da capitano di Appiah, grandissimo Muntari, con il suo solito sinistro da favola, tatticamente attento Essien (che qualche nesci voleva paragonare a centrocampisti di medio livello del nostro disastrato campionato), in grande crescita Asamoah, come da tempo sostengono a Udine (una piazza che riconosce, aspetta, costruisce e migliora i giocatori), perfetti Shilla e Mensah, liberato dal fardello Kuffour. Grande, grandissimo match con ritmi altissimi a cui i cechi si sono troppo frettolosamente adeguati, uscendone distrutti e solo un fenomenale Cech li ha salvati da una figura miserrima. Bruckner non ci ha capito molto e senza Koller non riesce a modificare assetto. Quindi o si sveglia, e gli uomini per giocare controllando il ritmo li ha, o andrà incontro a una disfatta epocale.
CARLO