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29 luglio 2010

Champions. Preliminari terzo turno. Andata

Young Boys - Fenerbahce 2-2. Un rigore (discutibile) di Costanzo tiene ancora vivo lo Young Boys. Partita con qualche errore di troppo (gli uomini di Petkovic hanno sprecato tanto davanti alla porta) ma certamente divertente. Bello il pirmo gol del match, dell'ex Inter Emre.

Sporting Braga - Celtic 3-0
Figuraccia del Celtic in Portogallo contro una squadra di grande organizzazione ma non di eccelso talento: bracaerensi padroni del campo e vicinissimi al passaggio del turno.

Ajax - Paok 1-1. Incredibile pareggio per il Paok, che ha appena licenziato Mario Beretta e si è reso protagonista di una pessima pre stagione. All'Amsterdam Arena subisce di tutto, con l'Ajax che arriva davanti alla porta un incredibile numero di volte, ma il gol valido è solo quello di Luis Suarez. Vlado Ivic segna il gol del pareggio.

Debreceni - Basilea 0-2 Il bel gol dell'interessantissimo Xhaka al 91' fissa il match sul 2-0 e assegna sostanzialmente la qualificazione agli svizzeri.

Sheriff - Dinamo Zagabria 1-1

Partizan Belgrado - HJK Helsinki 3-0

Bate Borisov - FC Copenaghen 0-0

Aktobe Lento - Hapoel Tel Aviv 1-0

New Saints - Anderlecht 1-3


Dinamo Kiev - Gent 3-0 In gol anche Shevchenko

Sparta Praga - Lech 1-0

Unirea Urziceni - Zenit San Pietroburgo 0-0

Lovech - Zilina 1-1

Omonia Nicosia - Red Bull Salisburgo 1-1

13 maggio 2010

[Europa League] Finale: Atletico Madrid - Fulham 2-1 dts

¿POR QUÉ SOY DEL ATLETI? Por esto... Incredibile la fatica di ieri dell'Atleti contro una squadra che certo qualitativamente era poco più di nulla. Grandi applausi a Roy Hodgson e, però, coppa all'Atletico grazie ai gol di Forlan. L'aver contattato Quique dopo i disastri di Abel Resino, ha certamente dato un minimo di equilibrio e razionalità ad una squadra che non ne aveva. La vittoria, lo dico senza essere un suo grande fan, anche se ho esultato al suo arrivo per i motivi di cui sopra, è per buona parte merito suo. E credo si faccia bene a trattenerlo per un po': continuo a credere, però, che Quique debba allenare esclusivamente in Spagna e a questo livello. Al Benfica e in genere nel calcio portoghese, molto più evoluto nella fase tattica-strategica del match rispetto a quello spagnolo, ha combinato poco. Le sue qualità sono altre, e in un ambiente anarchico come quello dell'Atleti lo ha ampiamente dimostrato.



ATLETICO MADRID (4-4-2): De Gea; Ujfalusi, Perea, Dominguez, Antonio Lopez; Reyes (33' st Salvio), Paulo Assuncao, Raul Garcia, Simao (23' st Jurado); Forlan, Aguero (14' sts Valera). All.: Quique Sanchez Flores.

FULHAM (4-4-2): Schwarzer; Baird, Hughes, Hangeland, Konchesky; Duff (39' st Nevland), Etuhu, Murphy (13' sts Greening), Davies; Gera; Zamora (10' st Dempsey). All.: Hodgson.

Gol: 1-0 32' Forlan, 1-1 37' Davies, 2-1 116' Forlan (A)

01 aprile 2010

[San Siro] Inter - CSKA Mosca 1-0. Spunti

L'Inter vince la gara d'andata dei quarti di Champions' coi russi del CSKA: rimane il rimpianto per non aver gonfiato il tabellino con altre reti, situazione ampiamente alla portata dei nerazzurri che nel secondo tempo martellano la porta degli avversari con una serie di conclusioni pericolose, senza tuttavia giungere al meritato raddoppio.

IL PRIMO TEMPO. L'approccio alla gara non è semplice, l'Inter deve fare la partita senza accendere le ripartenze russe, l'arma che sostanzialmente ha condotto fin qui il CSKA. I nerazzurri controllano la partita, hanno una predominanza netta del possesso palla, inibiscono i contropiedi russi ma non alzano mai il ritmo, che rimane compassato. La mancanza di un uomo come Thiago Motta sulla linea centrale rallenta la circolazione, che manca di tempi adeguati, con la palla che fa fatica ad arrivare pulita ai tre attaccanti e con uno Sneijder acciaccato (problemi e caviglia e interno coscia) raramente trova la giocata giusta. I russi pur difendendo basso riescono così a portare raddoppi nella zona della palla senza problemi, mantenendo le due linee di 4 compatte: soprattutto non soffrono i cambi di gioco che sono troppo lenti e prevedibili. Fisicamente sono dominanti, specie negli uomini di difesa, e levano tanti appoggi centrali della manovra della squadra di Mourinho.

PRESSING OFFENSIVO. La partita cambia poco dopo l'ora di gioco con il gol di Milito ma aveva già preso una piega definita nel secondo tempo quando l'Inter alza la linea e l'intensità del pressing, che da offensivo diventa ultra offensivo. Merito degli attaccanti, del sacrificio di Eto'o e Pandev sui lati, ma merito soprattutto della gara di Cambiasso e Stankovic: monumentali. I due centrocampisti recuperano un numero impressionante di palle oltre la metacampo, soprattutto la loro vigoria inibisce le ripartenze russe, prima nella testa che nei piedi: il CSKA perde convinzione e, dopo il gol, prende paura e si limita esclusivamente a difendere. L'Inter apre in due la partita con i due mediani del 4231 voluto da Mourinho che giocano quindici metri più avanti senza necessità di arretrare, Materazzi e Samuel tengono la linea alta senza rischiare e i nerazzurri producono trenta minuti che sono un susseguirsi di palle gol.

MILITO. Controllo e rapidissima conclusione dal limite dell'area di rigore rubando il tempo al portiere: così l'ex attaccante del Racing svergina il tabellino del match. Un gran gol, da vero centravanti. Diego Milito non sarà la punta più forte del mondo ma ha grande istinto da goleador e una grande coscienza dei suoi mezzi, anche dei suoi limiti: non tenta mai nessuna giocata ad effetto, resta concreto e, come ha dimostrato in questo quarto di finale, lui che la Champions l'ha sempre e solo vista in tv, non abbandona mentalmente la partita nemmeno dopo un primo tempo in cui la fisicità della linea difensiva russa lo tiene a bada. Dopo il gol, gioca mezz'ora di qualità elevatissima, entra praticamente in ogni azione pericolosa, diventa quel perno centrale che mancava nel primo tempo, quel riferimento sicuro di tutte le mezze transizioni che fanno malissimo ai russi obbligati anche a coprire tutta l'ampiezza del campo (specie a sinistra con Eto'o largo che mette palle interessanti, come quando manda Sneijder davanti ad Akinfeev). E lo fa alla maniera di Milito, con linearità, determinazione e concretezza, senza fronzoli.

IL CSKA. Fisicamente i russi sono impressionanti e pur difendendo con linee basse riescono di norma ad innescare ripartenze veloci che fanno male agli avversari (esaltando le caratteristiche ad esempio del sero Krasic). L'Inter riesce però benissimo a coprire la prima fase di questi ribaltamenti: pressando alto nega o rallenta sempre il passaggio di apertura, limitando così la caratteristica più devastante del CSKA. Che si limita al lancio lungo per Necid, perso nella morsa di Samuel e Materazzi: proprio il tecnico Slutsky chiama dalla panchina il gioco diretto verso l'attaccante ceco e chiede ai centrocampisti di accomapagnare la seconda palla. Ma la negazione quasi totale dell'appoggio offensivo mina anche il morale dei russi che piano piano si limitano alla sola fase difensiva. L'allenatore russo non cambia mai sistema di gioco: i sostituti surrogano ruoli e competenze dei titolari, senza incidere granché. Nota di merito per il portiere Akinfeev, personalità e grandissimo senso della posizione: non è necessario volare plasticamente da un palo all'altro per essere un vero numero uno.



INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, J.Zanetti; Stankovic, Cambiasso; Pandev (93’ Mariga), Sneijder, Eto'o; Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Muntari, Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho.

CSKA MOSCA (4-4-1-1): Akinfeev; V.Berezutski, A.Berezutski, Ignashevich, Schennikov; Krasic, Aldonin (75’ Rahimic), Semberas, Mamaev (71’ Gonzalez); Honda (62’ Dzagoev); Necid. A disposizione: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Guilherme,. All.: Slutsky.

Gol: 65’ Milito

04 marzo 2010

Belgio - Croazia 0-1. Decide Kranjcar



Decide una sberla da fuori, al 63',di Niko Kranjcar l'amichevole tra Belgio e Croazia, nella quale sono andati decisamente meglio gli ospiti. Lukaku unica punta centrale ha ricevuto poche palle, molto ancora il lavoro da svolgere per Dick Advocaat che ha però nei suoi giocatori un potenziale davvero enorme.

BELGIO : Bailly – Colpaert, Kompany (70 Lombaerts), Vermaelen (84 Alderweireld), Van Damme – Vertonghen, Witsel, Martens (46 Sonck) – Hazard (77 Blondel), Dembele (70 Carcela)- Lukaku (77 Buffel). CT : Dick Advocaat.

CROAZIA: Runje, Corluka (46 Rakitic), Simunic (46 Lovren), Krizanac, Vukojevic (83 Dujmovic), Modric (65 Pranjic), Srna, Krancjar, Cale, Bilic (65 Mandzukic), Olic (46 Eduardo). CT : Slaven Bilic.

03 marzo 2010

[Belgio] Scoppia la Lukakumania: "Resterò ancora all'Anderlecht"




A 16 anni fa salivare tutto il Vecchio Continente e stasera debutta con la maglia della Nazionale del Belgio dal primo minuto contro la Croazia. Romelu Lukaku (Anversa, 1993) è la grande speranza del calcio belga, che dopo diversi anni di oblio è sulla via di ripresa. Merito, anche, di questa Lukakumania che serpeggia tra i tifosi. L'etichetta di Nuovo Drogba pesa ma il ragazzo, 192 centimetri, figlio d'arte (suo padre Roger - Kinshasa, 1966 - ha un passato da calciatore professionista proprio in Belgio - Malines e Germinal Beerschot), pare avere la testa sulle spalle. Di seguito alcune dichiarazioni, rilaciate alla vigilia del debutto nella Nazionale retta da Dick Advocaat (L'Aia, 1947), in cui giura addirittura di rimanere nel suo attuale club, l'Anderlecht, per altri quattro anni...


"Je fais attention à ne pas changer mes habitudes. Je mange sainement, je me repose, j'étudie... J'avoue que je manque de temps pour me reposer à la maison. Je fais attention. Au premier faux pas, on ne me ratera pas. Ma jaune contre Bilbao (Europa League, ndr) a été une leçon et mon père a eu raison de m'enguirlander"

"Je reste les pieds sur terre car je suis bien entouré. Tout d'abord par mes parents et ensuite par M.Van Holsbeeck, M. Jacobs et M. Smeets. De mon côté, je m'impose une certaine discipline."

"J'ai bien été accueilli chez les Diables, comme si j'y étais depuis toujours. Le staff ne m'a pas encore dit ce qu'il attendait de moi."

"Je ne pense qu'à Anderlecht. Le reste, je m'en fiche royalement. Vous pouvez l'écrire: je ne compte pas quitter Anderlecht avant la fin de mes études secondaires. En cas de blessure, j'aurais une roue de secours. C'est la seule chose qui me fait peur. Je prends alors mes précautions. J'ai même envie d'aller plus loin et dire que je resterai à Anderlecht jusqu'à mes 20 ans. Ce serait un bel âge pour tenter l'étranger" auteur de 13 buts en championnat.

23 febbraio 2010

Gran gol di Pablo Garcia nella sfida al vertice, in Grecia

Decide Pablo Garcia, sì quel Pablo Garcia ex Milan (e Venezia). Un suo calcio di punizione sblocca il risultato in PAOK-Panathinaikos, finito poi 2-1 proprio in favore della squadra dell'ex centrocampista uruguagio (pareggio di Djibril Cissè e gol vittoria di Zlatan Muslimović, altro reduce del nostro campionato: in panchina,c'era pure Cirillo nella squadra di Salonicco, per cui simpatizziamo da sempre per il coté cestistico che ci ha regalato negli anni belli Efthimios Rentzias e Peja Stojakovic). Seconda sconfitta consecutiva per il Pana: ora il PAOK e l'Olympiakos sono a due soli punti dalla capolista biancoverde.

04 febbraio 2010

[Belgio] Capolavoro di Boussoufa al 90' decide la sfida-campionato

Ieri si è giocato il recupero di Anderlecht - Bruges, rispettivamente primo e secondo in classifica nel campionato belga. Decide una perla di "Mbark" Boussoufa, al 90'

22 dicembre 2009

Benfica - Porto 1-0. Jorge Jesus promosso all'esame Jesualdo. Risorge Saviola

Lo scontro tra le big di Portogallo evidenzia un buon livello di gioco anche se non tantissime occasioni da rete. Entrambe sono squadre in contruzione, il Benfica dopo l'arrivo a Lisbona di Jorge Jesus, il Porto dopo le pesanti cessioni di Lucho Gonzalez e Lisandro Lopez. Le Aquile in questo match meritano e cercano maggiormente la vittoria. Il Benfica è privo, oltre che di Aimar e di Fabio Coentrao, di un uomo chiave come Angel Di Maria, eppure Jorge Jesus surroga l'argentino con Urretavizcaya (finalmente una chance per il giovane uruguagio!) mantenendo il 4132 e lo stile che ha cercato di mutuare qui a Lisbona dalla precedenza esperienza a Braga. E funziona: il pressing alto dà molto fastidio al Porto che non riesce mai a entrare coi tempi giusti nelle giocate, l'inizio dell'azione è sempre rallentato e le ripartenze biancorosse sono fulminanti, specie nella prima parte del match, quando il Benfica costruisce la vittoria. Perfetta anche la linea dietro nell'accompagnare centrocampo e attacco (buonissima partita, l'ennesima, di David Luiz da centrale, e aveva pure la febbre). Favolosa la prova del "Conejo" Saviola che con Jorge Jesus ha trovato una seconda giovinezza, anzi come rendimento generale e contributo alla squadra (attivissimo anche in fase di non possesso) è forse il miglior Saviola di sempre. Il Porto non riesce a trovare i ritmi giusti della gara e in mezzo al campo soffe terribilmente: Raul Meireles e Guarin non riescono a fare gioco, il pressing e la qualità di passaggio non eccelsa dei due contribuisce a rendere poco fluida la manovra (che migliora con l'ingresso di Varela nel secondo tempo). Cristian Rodriguez si accende a intermittenza nel secondo tempo e crea problemi alla difesa benfiquista, ma appena le Aquile recuperano le giuste distane in mezzo al campo il Porto ritorna inefficace. Male Hulk, giocatore che ha potenzialità enormi ma difetta di continuità di concentrazione, e quando si fa prendere da troppo istinto, va fuori giri.



BENFICA: Quim; Maxi Pereira, Luisão, David Luiz e César Peixoto; Javi Rodriguez, Ramires (72' Filipe Meneses), Carlos Martins (66' Luís Filipe) e Urretavizcaya (66' Weldon); Saviola e Cardozo.
Não utilizados: Júlio César, Roderick, Nuno Gomes e Miguel Vítor
Treinador: Jorge Jesus

PORTO: Helton; Fucile, Rolando, Bruno Alves e Alvaro Pereira; Fernando, Guarín (46' Varela) e Raul Meireles (79' Belluschi); Hulk (77' Farías) , Falcao e Rodriguez
Não utilizados: Beto, Mariano, Nuno André Coelho e Sapunaru
Treinador: Jesualdo Ferreira

Gol: Saviola (21')
Estádio da Luz, Lisbona.

21 settembre 2009

Il week end dopo Inter - Barça

Link: Barcellona - Atletico Madrid 5 - 2



Il dopo Inter - Barça lascia segni pesanti per entrambe le squadre protagoniste del mercoledì di coppa. L'Inter trova immense difficoltà a Cagliari che ormai anche le pietre hanno sottolineato, però viene fuori una voglia di vincere non da sottovalutare. Per il Barça, almeno alle mie orecchie, giungono solo una serie di elogi per la vittoria con l'Atletico, secondo me del tutto immeritati. Il Barça vince largo ma lascia a una squadra meno che onesta (ormai siamo alla speranza di vedere Quique al Vicente Calderon: meglio una certa rigidità che il lassismo attuale, senza volere troppo colpevolizzare Abel Resino: in fondo è la società che è invisibile...)tantissime opportunità da rete, situazioni di transizione con parità numerica concesse, errori di appoggio a inizio azione e in generale una scarsa propensione al pressing alto, vera arma di questa versione Guardiola del Barça. Male, non a caso proprio il Pep si è lamentato pubblicamente di questa attitudine.
Le fatiche, soprattutto mentali, delle grandi partite di Champions, non c'è proprio dubbio, pesano tantissimo, specie a inizio stagione e in squadre che, chi più chi meno, devono ristrutturare il proprio gioco. Ulteriore nota: abbiamo incensato, con tante motivazioni, il nuovo corso del Messi più "attento": ieri mi è sembrato quello della nazionale di Maradona... Insomma, volgarizzando, e pure molto: da una parte ha deciso Milito, dall'altra Ibra...

03 settembre 2009

Guardiola catechizza i suoi

Sono terminati i tempi regolamentari nella finale di Supercoppa Europea tra Barcellona e Shakhtar. Prima di inziare i supplementari c'è lo spazio per qualche consiglio. Ecco quelli di Pep Guardiola:

19 agosto 2009

[Champions Preliminari] Sporting - Fiorentina 2-2



Alla fine la Fiorentina ottiene quello che cercava, ed è vicinissima alla qualificazione. La modalità per raggiungere il risultato può essere discutibile, data la differenza di forza in campo e soprattutto la mancaza di colontà di "fare" la partita anche nei momenti di superiorità numerica, tuttavia i conti a Prandelli tornano. Squadra bassa, pronta a contenere e poi a ripartire, è la solita Fiorentina: solo qualche sbavatura di troppo (sul secondo gol Miguel Veloso è libero di controllare e preparare la conclusione indisturbato) e parecchio nervosismo (manata di Gamberini a Liedson) che per fortuna dei viola l'arbitro tollera. L'essere passati in vantaggio subito, buona ripartenza e buco clamoroso di Pedro Silva nell'uno contro uno contro Vargas, agevola la strategia della Fiore che può impostare la partita esattamente come gli garba. Gilardino si muove bene e spalle alla porta gioca un buon match, in generale si resiste soprattutto perché la squadra rimane compatta dietro e copre tutti gli spazi, e quando lo Sporting riesce a concludere Frey è sempre attento.

Lo Sporting gioca probabilmente la miglior partita di questo inizio di stagione, Mati Feranndez non è decisivo ma è in costante crescita, Miguel Veloso sta tornando sui suoi livelli e Moutinho è sempre una garanzia, Vuckcevic trova il gol ma è l'elemento meno nobile del centrocampo,la zona dove lo Sporting possiede maggiore qualità. Davanti il solito disastro e se Liedson non ritrova il guizzo, sarà dura anche in campionato per i Leoni. In mezzo alla difesa meglio la giovane promessa Carriço rispetto a Anderson Polga, che si fa tagliare fuori colpevolmente nella rete del definitivo 2-2 di Gilardino.

Sporting (4312) Rui Patrício, Pedro Silva (Pereirinha 57'), Daniel Carriço, Polga, André Marques(Caneira 67'), M. Veloso, J. Moutinho, Vukcevic, Matias, Liedson e H. Postiga (Djaló 81'). Paulo Bento.

Fiorentina (4231) Frey, Comotto, Gamberini, Dainelli, Gobbi, Zanetti, Montolivo (Donadel 80'), Marchionni, Mutu (Jovetic 63'), Vargas e Gilardino. Cesare Prandelli.


Goal: Vargas 6', Vukčević 58', Miguel Veloso 66', Gilardino 79'.

Dagli altri campi:

Celtic - Arsenal 0-2

Copenaghen - Apoel Nicosia 1-0

Poli Timisoara - Stoccarda 0-2

Sheriff Tiraspol - Olympiakos 0-2

Lione - Anderlecht 5-1

Panathinaikos - Atletico Madrid 2-3

Ventspils - Zurigo 0-3

Salisburgo - Maccabi Haifa 1-2

04 agosto 2009

[Champions Preliminari] Un gol del portiere salva lo Sporting!

Miracoloso Sporting: un gol di testa del portiere Rui Patricio, al quarto minuto di recupero, mantiene i Leoni dell'Alvalade in lizza per la Champions. Eliminato e beffato il Twente, passato in vantaggio ad inizio match grazie a un gol di testa di Douglas. Lo Sporting approda al quarto turno preliminare di Champions grazie a tanta fortuna...



ALTRI CAMPI:

Grande rimonta del Panathinaikos ai danni dello Sparta Praga: dopo il 3-1 subito all'andata i verdi di Atene rovesciano il risultato vincendo 3-0 in casa.

Dinamo Zagabria - Red Bull Salisburgo 1-2

33' 0-1 Dusan Svento
47' 1-1 Dimitrios Papadopoulos [D.Z.]
83' 1-2 Robin Nelisse

[Eredivisie] Spunti dalla prima giornata

Alec Cordolcini, esimio conoscitore del calcio del Nord Europa, in particolare di quello olandese, collaboratore del Guerin Sportivo, ha deciso di aggiornarci settimanalmente su quello che di interessante succede in Eredivisie. Questo il suo primo commento.


# Una doppietta di Ola Toivonen non è bastata al Psv Eindhoven per bagnare l’esordio in campionato con una vittoria. Ad imporre lo stop casalingo agli uomini di Fred Rutten è stata la matricola Vvv Venlo guidata da un sontuoso Keisuke Honda, autore di una rete (la più bella del week-end olandese), un assist e innumerevoli invenzioni. Un playmaker a tutto tondo che la dirigenza del Psv ha inseguito vanamente per tutta l’estate. I giocatori lo hanno fatto invece domenica in campo. 3-3 finale e prima sorpresa della stagione.



# Talento e abulia, due parole perfette per descrivere la carriera di Dennis Rommedahl. Messo ai margini da Marco van Basten, ripescato da Martin Jol, l’esterno destro danese ha sfoderato contro il Groningen una prestazione come non si vedeva dai tempi del Psv Eindhoven. Ne ha beneficiato l’Ajax, che ha vinto con buona personalità su un campo non facile, contro un avversario organizzato ma poco pungente in avanti (la cessione di Marcus Berg si farà sentire parecchio). Si è sbloccato subito Sulejmani, il neo acquisto De Zeeuw ha dettato legge a centrocampo, il giovane centrale Alderwiereld non si è fatto intimorire dalle finte e dai guizzi di Koç. E con il passaggio dal 433 al 442 Rommedahl, se mantiene alto il livello di concentrazione, può tornare a fare la differenza.

# Tonfo fragoroso ad Almelo dei campioni dell’Az Alkmaar. Nervi a fior di pelle e due espulsi (Swerts e Pellè), per un 3-2 (ma il parziale era di 3-0) che rivaluta il tecnico Gertjan Verbeek, uscito con le ossa rotta dall’esperienza a Rotterdam con il Feyenoord e disposto a rimettersi in pista scendendo in piena provincia. La reazione finale con Pellè e El Hamdaoui, più il solare fallo da rigore su Wernbloom non fischiato dall’arbitro che ha scatenato il barrage finale, non deve cancellare una prestazione in cui ha colpito la pessima sincronizzazione dei movimenti tra difesa e centrocampo, in continua sofferenza di fronte al ritmo elevato imposto dai vari Quansah, Overtoom, Everton e Fledderus. Dopo il 5-1 all’Heerenveen nel Johan Cruijff Schaal, Ronald Koeman torna sulla terra.

# Mercato intelligente che ha subito dato i suoi frutti in campo. L’Utrecht ha espugnato il campo della matricola Rkc Waalwijck grazie al giovane talento Ricky van Wolfswinkel, iniziando con il piede giusto un campionato da probabile outsider. Poi però è stato mandato in campo Kevin Vandenbergh, rientrato dal prestito in Belgio al GBA ma, a quanto pare, ancora tesserato alla Federcalcio belga. Un errore che può costare agli uomini di Du Chatinier la sconfitta a tavolino.

Risultati, tabellini e classifiche su www.eredivisie.nl

ALEC CORDOLCINI

30 luglio 2009

[Champions Preliminari] Sporting - Twente 0-0

Lo Sporting getta una grossa opportunità per chiudere subito i conti contro il Twente di Mc Laren e approdare al quarto turno dei preliminari di Champions. Partito bene, con il solito gioco corto e palla a terra trova il rigore e l'espulsione del portiere olandese al 24': l'errore di Joao Moutinho dal dischetto esalta il portiere bulgaro (figlio d'arte) Mikhailov e accelera la frenesia di tutti gli uomini in biancoverde. Il controllo della partita è pressoché totale, buono il pressing ultraoffensivo con la riconquista alta ma manca sempre l'ultimo passaggio. Il Twente del secondo tempo è esclusivo contenimento, molto attento in mezzo all'area (non perdono un duello aereo) e nei raddoppi sugli esterni. Lo Sporting di Paulo Bento comincia col solito rombo in mezzo al campo con Rochemback in panca e Moutinho, Vuckcevic e Miguel Veloso (sorprendente partita, tornato su ottimi livelli finalmente!) a supporto di Mati Fernandez e della coppia Liedson - Helder Postiga (ne azzeccano pochissime): la squadra è alta( benissimo i due centrali difensivi Polga e il giovanissimo Carriço), pressa ordinata ma non trova mai la decisione e la cura nell'ultimo passaggio. Col passare dei minuti la fatica e la frenesia prende decisamente il comando della teste dei Leoni che si intestardiscono in tiri da fuori sballati e con poco senso. Nelle rare occasioni in cui arrivano conclusioni "intelligenti" c'è sempre Mikhailov a evitare la modifica del punteggio. Nel recupero N'Kufo si divora il gol della beffa assoluta, ma i fischi arrivano lo stesso, e copiosi e meritati, dall'Alvalade.
Carlo Pizzigoni




Da un giornale olandese:
Mikhailov sorregge il Twente.

C’è una luce nell’oscurità di una serata drammatica a Lisbona, dove i Tukkers sono riusciti a strappare con i denti un pareggio dopo aver disputato buona parte dell’incontro in dieci uomini. La luce si chiama Nikolaj Mikhailov, giovane portiere di riserva che ha tenuto a galla il Twente mantenendo intatta la possibilità di qualificazione al turno successivo.
Mikhailov non è propriamente uno degli elementi di spicco del Twente. Da buona parte dei compagni di squadra e dei tifosi è considerato un portiere che ama concedersi alla platea, senza però possedere la necessaria continuità per poter ambire ad una maglia da titolare.
Più spettacolo che continuità insomma, una peculiarità che Mikhailov sembra aver ereditato dal padre e dallo zio, entrambi portieri professionisti in Bulgaria. Papà Mikhailov ha raccolto 105 presenze nella nazionale maggiore, ed era amico nonché compagno di squadra di Tristo Stoichov, con il quale ha condiviso anche l’avventura al Mondiale del 1994 conclusasi con un quarto posto finale. Zio Mikhailov invece ha vestito la maglia del Levski Sofia circa 400 volte.
Nessuno finora aveva predetto al 19enne Mikhailov, arrivato al Twente nella stagione 2007-2008 in prestito dal Liverpool, un futuro da star, anche alla luce delle poche chance che l’estremo difensore era riuscito a ritagliarsi in prima squadra nel corso degli ultimi due anni (solo 6 presenze nello scorso campionato, alle spalle del 38enne Sander Bosckher).
Dopo Lisbona il suo destino potrebbe essere cambiato. Mikhailov ha dovuto sostituire dopo una mezzora scarsa proprio il collega-rivale, espulso per un fallo da ultimo uomo su Helder Postina, lanciato in area da una carambola nata da un lancio di Kenneth Perez finito contro il corpo di un avversario. Nessun dubbio per l’arbitro tedesco; cartellino rosso per Boschker e calcio di rigore per lo Sporting Lisbona. Tocca a Mikhailov. Si sfila i pantaloni della tuta, si mette i guantoni e si getta nel catino bollente, di adrenalina e tensione, del Josè Alvalade. Di fronte a lui c’è il capitano dello Sporting João Moutinho. Rincorsa, tiro, parata. Un intervento con la freddezza del consumato veterano che fa esplodere la panchina del Twente, tanto che il tecnico Steve McClaren viene richiamato all’ordine dal quarto uomo Uefa.
Il primo tempo disputato dal Twente è stato tutto di buon livello. Con sorpresa dei supporter portoghesi i Tukkers sono partiti in quarta. Dopo soli 25 secondi dal fischio d’inizio il neoacquisto costaricano Bryan Ruiz si è trovato sui piedi la palla del vantaggio dopo uno spunto in area di rigore dello slovacco Miroslav Stoch (altro nuovo arrivo, in prestito dal Chelsea). Poi è toccato al portiere Rui Patricio sventare un calcio di punizione di Kenneth Perez, prima che Ruiz e Stoch sciupassero nuovamente un paio di buone opportunità. L’espulsione di Bosckher ha cambiato la serata, che da quel momento è diventata sangue, sudore e lacrime. La diga dei Tukkers però ha retto. McClaren può essere soddisfatto della sua squadra. E soprattutto di Mikhailov, che ieri ha davvero preso tutto.

Marcel van der Kraan, Algemeen Dagblad
Traduzione di Alec Cordolcini

Sporting: Rui Patrício, Pedro Silva (77’ Rochemback), Carriço, Polga, Caneira (57’ Pereirinha), Vukcevic (69’ Yannick), Veloso, Moutinho, Mati, Postiga, Liedson.

FC Twente: Boschker, Stam, Wisgerhof, Douglas, Rajkovic, Brama, Jansen, Perez (26’ Mihaylov), Ruiz (61’ Rukavytsya), Nkufo, Stoch (75‘ Tiotè).

[Champions Preliminari] KO lo Zurigo. OK Copenaghen

Lo Zurigo si è cacciato in una brutta situazione dopo l’andata del 3° turno di qualificazione per la Champions League. I campioni svizzeri, battuti per 3-2 al Letzigrund, avranno bisogno di un piccolo miracolo tra una settimana per ribaltare la situazione. Gli zurighesi hanno in particolare pagato a caro prezzo la serata no di Guatelli. Il portiere sostituto di Leoni ha vissuto un match da incubo, essendo responsabile in parte di tutti e tre le reti subite. Eppure le cose sembravano essersi messe per il meglio subito per lo Zurigo, in vantaggio dopo soli 3’ con Vonlanthen. Sprecate alcune occasioni per il raddoppio, gli ospiti con Tavares hanno ribaltato il risultato. Alla sbando, i campioni svizzeri sono stati rimessi in carreggiata dal solito Hassli. Ma ad inizio ripresa Pavlovic ha trovato la maniera di beffare nuovamente Guatelli direttamente su corner. Lo Zurigo ha poi sbagliato diverse occasioni per pareggiare, ma è pure stato risparmiato da Pavlovic, che ha sbagliato il rigore che poteva essere del KO definitivo.

Zurigo - Maribor 2-3

RETI: 3’ Vonlanthen 1-0; 12’ Tavares 1-1; 21’ Tavares 1-2; 29’ Hassli 2-2; 50’ Pavlovic 2-3.
ZURIGO (4-2-3-1): Guatelli; Lampi, Tihinen, Rochat, Gajic; Aegerter, Tico; Vonlanthen, Margairaz (64’ Nikci), Djuric (76’ Alphonse); Hassli.
MARIBOR (4-4-2): Ranilovic; Popovic, Lunder, Dzinic (77’ Kljajevic), Mejac (78’ Jurkic); Mertelj, Bacinovic, Mihelic, Pavlovic; Tavares, Volas (70’ Jelic).
NOTE: Letzigrund, 8.500 spettatori; arbitro Brahhaar (Ola).
Fonte: Il Giornale del Popolo



Copenaghen-Stabæk 3-1

Due parole infine sul derby scandinavo Fc Copenaghen-Stabæk, ovvero Davide contro Golia a livello economico, con i primi che possono essere considerati il Real Madrid del Nord Europa e i nerazzurri campioni di Norvegia costretti a tagliare gli stipendi dei proprio giocatori del 10-15%. A questi ultimi va dato atto di non essere scesi a Copenaghen per alzare le barricate, un atteggiamento che nemmeno appartiene al dna di questo club segnalatosi negli ultimi anni per il calcio frizzante ed estremamente offensivo. Ma il divario tecnico tra le due compagini è sensibile. Apre Jesper Grønkjær dopo dieci minuti su calcio d’angolo, raddoppia al 40’ il veterano Cesar Santin. Nella ripresa Palmi Palmason rimette in carreggiata lo Stabæk sfruttando un assist del giapponese Kobayashi (un giocatore vero il sostituto di Alanzinho, non un semplice affare di marketing). Incerto il portiere danese Jespen Christiansen, decisivo invece nel primo tempo a negare il gol a Daniel Nannskog, presentatosi solo davanti a lui. L’ennesimo guizzo di Santin a undici minuti dalla fine regala al Copenaghen un margine di sicurezza maggiore in vista del ritorno a Bærum. Dove tutto può succedere, anche se prevalere su questo Copenaghen appare davvero dura.

ALEC CORDOLCINI



Formazioni e cronaca della partita su VG


DAGLI ALTRI CAMPI:

Red Bull Salisburgo - Dinamo Zagabria 1-1
45' [1-0] A. Zickler - RB
63' [1-1] M. Mandzukic - DZ

Slovan Bratislava - Olympiakos 0-2
2' [0-1] Avraam Papadopoulos
21' [0-2] Leonardo

Apoel Nicosia - Partizan Belgrado 2-0
50' [1-0] Nenad Mirosavljevic
85' [2-0] Marcin Zewlakow

Celtic - Dinamo Mosca 0-1
7' [0-1] Alexander Kokorin

Levadia Tallinn - Debreceni VSC 0-1
70' [0-1] Leandro

Shakhtar Donetsk - FC Timisoara 2-2
20' [0-1] Gigel Bucur
60' [1-1] Olexandr Gladkiy
80' [1-2] Gigel Bucur
86' [2-2] Fernandinho

Anderlecht - Sivasspor 5-0
17' [1-0] T.D. Sutter
22' [2-0] M. Boussoufa
32' [3-0] T. Chatelle
76' [4-0] T.D. Sutter
90' [5-0] N. Frutos

Sparta Praga - Panathinaikos 3-1
26' [1-0] J. Holenda
32' [2-0] K. Vacek
67' [2-1] D. Salpigidis
86' [3-1] L. Kalouda

FC Baku - Levski Sofia 0-0

Aktobe - Maccabi Haifa 0-0

Ventspils - BATE Borisov 1-0

Sheriff - Slavia Praga 0-0

17 luglio 2009

[Champions Preliminari] Debrecen-Kalmar 2-0




Organizzazione batte talento 2-0. Non basta condurre il gioco se mancano concretezza e attenzione. E’ questa la lezione impartita dai campioni d’Ungheria del Debrecen a quelli di Svezia del Kalmar. Superiori, quest’ultimi, come palleggio e qualità della manovra, ma troppo svagati. Primo tempo sornione, di studio, con il Debrecen che prova a fare la partita sfruttando le sgroppate in fascia di Cvitkovics, pericoloso con il suo mancino tagliato. Davanti però il nigeriano Dudu ci mette chili e buona volontà, ma anche tanta approssimazione. Non pervenuto invece il compagno di reparto Rudolf. Osservato speciale nel Kalmar è Rasmus Elm, il più piccolo dei tre fratelli (ma Viktor se n’è andato a gennaio all’Heerenveen), tra i protagonisti all’Europeo under 21 con la Svezia. Se sulla carta Elm è un esterno destro, in campo parte come interno sinistro e svaria lungo tutta la mediana. Cerca la palla e si propone, dialogando con il fratello David, schierato prima punta, e con gli esterni del tridente Sobralense e Mendes. Sciagurato il primo nel divorarsi due comode palle gol (però che stile con l’attrezzo del mestiere tra i piedi), inarrestabile il secondo nel prodigarsi a cercare il fondo e scodellare al centro traversoni in serie. L’ex Lecce Poleksic però è sempre attento tra i pali. Il Kalmar accelera nella ripresa, puntando sul proprio maggiore tasso tecnico. Fino a quando le frivolezze di una difesa allegra presentano il conto. Decide la muscolare coppia di centrocampo Varga-Kiss; il primo finalizza uno spunto sulla destra del subentrato Olah nella più classica azione di contropiede, il secondo si inventa un pregevole destro di controbalzo dai venti metri. Lo stadio si infiamma per la prodezza di questo autentico idolo locale, nato a Debrecen, cresciuto nelle giovanili e da anni titolare in prima squadra. La difesa del Kalmar però è ferma. E compromette seriamente la qualificazione contro un avversario nettamente alla portata.

ALEC CORDOLCINI


Debrecen (4-4-2): Poleksic 6; Bernath 6, Meszaros 6.5, Matè 6, Leandro 5.5; Cvitkovics 6.5, Varga 6.5, Kiss 7, Szakaly 5.5 (Dombi sv); Rudolf 5 (Kantona sv), Dudu 5 (Olah 6.5).

Kalmar (4-3-3): Wasta 6; Nouri 5, Alander 5.5, Lantz 5, Larsson 5; Ericsson 6.5, Rydstrom 6, R. Elm 6.5; Sobralense 5, D. Elm 6 (Ricardo Santos sv), Mendes 7 (Dauda sv).

Marcatori: Varga 73’, Kiss 86’.

Stadio Olah Gabor Ut, 15/07/2009

MVP: Daniel Mendes, brasiliano nato a San Paolo il 14 luglio 1981, seconda punta, attaccante esterno sinistro, non velocissimo ma agile nel breve. Al Kalmar dal 2004 dopo sei stagioni nel Botafogo, ma non gioca nemmeno un minuto. Ci ritorna nel gennaio di quest’anno dopo essere stato il miglior marcatore effettivo dell’AIK Solna: 5 gol, tutti partendo dalla panchina. Una sua prodezza ha deciso la Supercoppa svedese. 4 reti nell’attuale Allsvenskan, dove è finalmente titolare. In Svezia ha giocato anche nel Superettan (serie B) con il Degerfors.

15 luglio 2009

[Mercato '09] Michel Bastos al Lione

Michel Fernandes Bastos (Pelotas, Brasile, 1985) dal Lille al Lione
Costo dell'operazione: 18 milioni di euro (+ bonus)
Durata del contratto: 4 anni

Ennesimo colpo del presidente Aulas: dopo l'acquisto di Lisandro Lopez dal Porto (da cui è probabile giunga a Lione pure il Cissokho "scartato" dal Milan) ecco Bastos. Esterno d'attacco che ha disputato le ultime stagioni a Lille, il brasiliano è giocatore in rampa di lancio per diventare "uno che sposta". Significativo anche l'investimento del club che, con bonus vari, si separerà da circa venti milioni di euro. A fronte della cessione di Benzema al Madrid (35 milioni) e di Keita al Galatasaray, il Lione ha speso però come non mai, andando su giocatori davvero interessanti anche se non esageratamente sponsorizzati dai media. A me paiono davvero grandi acquisti: la stagione anonima dell'anno scorso vuole essere riscattata.

27 giugno 2009

[Mercato '09] Matías Fernández allo Sporting

Matías Fernández (1986) dal Villareal allo Sporting di Lisbona.
Costo dell'operazione: 4 milioni (il Villareal mantiene una percentuale del cartellino). Durata contratto: 4 anni

Era finito in mezzo al polvere, questo straodinario talento cileno. Esiliato dal suo connazionale Manuel Pellegrini, Matigol poteva esprimersi solo grazie alla fiducia di Bielsa in nazionale. La responsabilità del mancato exploit di questo centrocampista offensiva però non deve tuttavia essere ricercata esclusivamente nella colpe altrui. Ora ha un'altra chance, fortemente voluto, si dice, da Paulo Bento a Lisbona.

24 giugno 2009

[Mercato '09] Nuovi (e vecchi) Mister

A volte ritornano. Dopo l'inevitabile esonero di Ischia il Boca Juniors torna nelle mani del "Coco" Basile. Carlitos Bianchi, direttore tecnico del club, non se l'è sentita di tornare in panchina, oggi discuterà con la Commissione direttiva del Boca e domani ci sarà la firma del Coco: 650.000 dollari l'anno con premi vari legati a obiettivi. Ora Bianchi potrà concentrarsi sugli acquisti e qualcuno deve arrivare.

E' annuncio di qualche giorno fa, ma ritengo giusto sottolineare la firma di Jorge Jesus (da noi stralodato per l'ottimo calcio offerto l'anno scorso a Braga - probabilmente il migliore d'Europa) per il Benfica. Giusta la scelta di Rui Costa, ora però si tratta di dare al tecnico i giusti rinforzi e mantenere equilibrio, situazione non proprio all'ordine del giorno nel club più famoso del Portogallo.

Al San Paolo, dopo l'eliminazione in Libertadores, lascia Muricy, uno dei migliori tecnici brasiliani, a star bassi. Troverà squadra presto. Ricardo Gomes, ex Bordeaux e Monaco, lo sostituisce: scelta coraggiosa della società Paulista.

A Marsiglia, nonostante la dipartita di Pape Diouf, Didier Deschamps dovrebbe rimanere (anche perché non credo abbia altre offerte...). A sostiuire Diouf, ormai in contrasto evidente con il principale azionista Pierre Henri-Dreyfus sarà Jean-Claude Dassier, ex giornalista e già direttore delle news di TF1.

Nelo Vingada è durato pochi giorni su una della panchine più celebri d'Africa, quella degli egiziani dell'Al Ahly. Il portoghese era stato chiamato per sostituire il connazionale Manuel José, vincitore di ben quattro Champions' con la squadra del Cairo, accasatosi in Angola a fare il CT, in attesa di qualche grosso club. Vingada ha però dovuto lasciare per sopraggiunti motivi familiari, rientrando in Patria (ha poi firmato per il Vitoria Guimaraes). La direzione dell'Al Ahly ha così nominato il vice di Manuel José, l'indigeno Hossam El-Badry.

23 giugno 2009

[Mercato '09] Orlando Engelaar al PSV

Orlando Engelaar dallo Schalke 04 al PSV
Contratto: 4 anni

Torna in Olanda Engeelar, centrocampista lodatissimo all'ultimo Europeo. Aveva abbandonato il Twente seguendo il viaggio in Germania, non fortunatissimo,del tecnico Fred Rutten. Il suo ritorno a casa, direzione Eindhoven, è ancora in compagnia del mister, che al PSV aveva già lavorato coi giovani.