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26 ottobre 2012

Un Tigre de Oro: l'Atletico Madrid sponsorizza Radamel Falcao per il Pallone d'Oro


Una hastag su twitter, #untigredeoro, e un video di appoggio: per l’Atletico Madrid el Tigre, Radamel Falcao, merita il Pallone d’oro. I successi dell’Atleti di Diego Simeone (per noi una delle squadre dell’anno, senza limitazioni geografiche: davvero ottimo il lavoro del Cholo), sono arrivati anche e soprattutto grazie alle prestazioni e ai gol del Tigre. Perché premiare sempre gli stessi? L’attaccante nato a Santa Marta, Colombia, merita rispetto e considerazione: untigredeoro!


Fonte: Tropico del Calcio - Gazzetta.it

13 agosto 2012

Colombia. Comanda il Millonarios, battuta anche la Equidad




Tre partite, tre vittorie. I tifosi del Millonarios sognano sia la volta buona per un titolo di campione di Colombia che manca agli Azzurri dal lontano 1988. Tre partite, tre vittorie, nessun gol subito, leader in solitaria nella classifica e un entusiasmo crescente attorno al Millo a Bogotá. Tropico del Calcio è andato sul posto a controllare.

Millonarios – La Equidad 2-0

LA PARTITA
Il Millo gioca un primo tempo davvero bruttino. La palla esce male da dietro, la manovra è lenta e spesso si ricerca il gioco diretto verso Wilberto Cosme ( Wason Renteria è ai box per squalifica), senza troppa fortuna. L’esperimento di Torres del 4231 non riesce anche per lo scarso quantitativamente e soprattutto qualititativamente supporto dei laterali (Ochoa a destra migliora nella seconda parte). La Equidad, partita male in campionato e già eliminata nella Copa Sudamericana gioca con due volantes di recupero davanti alla difesa e Motta dietro a tre punte vere, anche se gli esterni rientrano bene. E’ compatta e organizzata, ma non riesce a finalizzare. Valencia non è una credibile opzione in mezzo, nel secondo tempo viene infatti dirottato a destra. Per l’ottimo tecnico Alexis Garcia, le pochissime opportunità offensive nascono in qualche transizione, spesso giocata male dal Millo. Ma manca il punch. E nella ripresa una perla dell’uruguayo Tancredi su punizione indirizza definitivamente il match. La Equidad perde le poche sicurezze accumulate nella prima frazione e il Millo diventa padrone del campo e raddoppia con una azione finalmente con la partecipazione di un esterno. Con più campo libero i giocatori creativi del Millo, Tancredi, Vasquez e Otalvaro mostrano buone ma sono poco concreti. Festeggiano le cheerleaders a bordo campo, e quindi empo di abbassare la cler. Il popolo del Millo sogna, sotto la pioggerella di Bogotá.




I GIOCATORI


Roman Torres. Potente, veloce, ottimo lettore di situazioni, il centrale difensivo panameño è il miglior in campo dei Millio e se fino ad ora la squadra della Capitale non ha incassato ancora una rete molto del merito è suo. Sempre sicuro nell’anticipo, è bravo nella copertura e nel sostegno del compagno, molto più in difficoltà, Pedro Franco, cresciuto nel settore giovanile del club bogotano. Torres a 26enne merita una chance in Europa
Elkin Blanco. Partita di ottima sostanza in mezzo al campo: raddoppia e limita il gioca tra le linee della Equidad. Appare in costante crescita, da seguire con attenzione la sua evoluzione.
Harrison Otálvaro. Entra nel primo tempo per sostituire l’acciacato Mayer Candelo, mette due palle in profondità di grande livello, poi si perde completamente. Giocatore di ottima tecnica che rimarrà un incompiuto.
Mauricio Cuero. Velocità clamorosa, anche palla al piede, grande volontà. Manca nelle scelte determinanti, finendo per diventare troppo frenetico. L’esterno sinistro, ma destro di piede, in un contropiede fa fuori tutta la difesa del Millo, per poi rovinare tutto con un tocco errato davanti alla porta. E’ giovane, ci si può lavorare sopra e tirare fuori un signor giocatore.
Dhawlin Leudo. Gicoatore estremamente interessante ma che non convince mai totalmente. Anche ieri il centrocampista ha alternate cose buone ad altre molto meno buone. E’ un 1989, ora è il tempo per fare ils alto di qualità.
Stalin Motta. Sempre un piacere vedere le sue giocate. Mezzapunta di talento, probabilmente troppo leggero (anche mentalemnte) per essere un grande. Gioca dietro le tre punte e ne prova tante per mandare a rete i compagni: giocare senza un centravanti di valore certo non lo aiuta.

TABELLINO

Millonarios: Nelson Ramos; Lewis Ochoa, Román Torres, Pedro Franco, Harold Martínez; Johnny Ramírez, Elkin Blanco, Omar Vásquez, José Luis Tancredi; Mayer Candelo, Wilberto Cosme. D.T: Hernán Torres
Equidad: Diego Novoa; Darwin Andrade, Wilmer Díaz, Flavio Córdoba y Elvis González; Dhawlin Leudo, Dager Palacios, Stalin Motta, Fredy Hinestroza, Mauricio Cuero, Carmelo Valencia. D.T: Alexis García
Gol: Tancredi (47 ST) e Wilberto Cosme (55 ST)

04 luglio 2012

La U è TriCampione, solo applausi per l’O'Higgins. Sfida bielsista Sampaoli-Berizzo

La Universidad de Chile compie, con la vittoria ai rigori nella finale di Apertura 2012 del campionato cileno, un triplete storico, dopo aver vinto entrambi i tornei dell’anno passato. L’arrivo di Jorge Sampaoli ha permesso alla U di diventare un squadra anche di livello continentale ( vittoria in Copa Sudamericana e semifinale di Libertadores), ma non è tutto. La U ha portato  una ventata di novità, proponendo un calcio dinamico, veloce, esteticamente molto apprezzabile: è diventato un modello positivo. L’ammirazione di Sampaoli per Marcelo Bielsa è nota e riconosciuta, e il calcio che propone lo testimonia. In questa finale, il tecnico che dovrebbe lasciare il Cile dopo queste straordinarie vittorie, ha incontrato un discepolo diretto del Loco, Eduardo Berizzo, suo giocatore prima, nel Newell’s e nell’Atlas Guadalajara, suo assistente dopo, nella Nazionale cilena. Claudio Borghi, amore berlusconiano per un’estate e oggi commissario tecnico del Cile, dice che Bielsa, dopo il suo passaggio nella Roja, non ha lasciato nulla al calcio cileno. Non si direbbe, visto il cammino di U e di O’Higgins, la squadra di Berizzo, vera protagonista di questo Apertura 2012.

Dopo aver vinto la gara di andata al Teniente di Rancagua, l’O'Higgins stava guidando anche la gara di ritorno, grazie a un primo tempo giocato sostanzilamente come in tutto questo torneo: 4213 con le solite tre punte Figueroa- Gutierrez- Sagredo, grande aggressività, pulizia nelle ripartenze, ottima spaziatura che permette grande equilibrio sia nella difesa schierata che nella transizione ( qui Berizzo è un po’ meno bielsista, rispetto al suo avversario, che gioca spesso un calcio lisergico molto/troppo offensivo). La Celeste va in vantaggio alla mezz’ora: Marcelo Diaz, simbolo della U di questi anni e pronto a volare al Basilea, colpisce la palla con la mano, e Fernandez trasforma dagli undici metri. La palla per la vittoria del suo primo campionato l’O'Higgins ce l’ha qualche minuto più tardi: solita favolosa ripartenza, Enzo Gutierrez si ritrova davanti alla porta della U e Jhonny Herrea compie il primo miracolo della sua lunga e e favolosa serata. Nel secondo tempo, la U trova la rete della speranza grazie a un rigore molto generoso, segnato dal gioiello Aranguiz e concesso da Osses, che finirà nel mirino della critica non solo per questo fischio. La Celeste perde identità, si limità a difendere proponendo esclusiva densità davanti alla propria area di rigore, e alla fine soccombe. Il gol che  bissa il 2-1 dell’andata e manda tutto ai rigori finali arriva però quando i tifosi dell’O'Higgins si stanno preparando a stappare l’ottimo Sauvignon cileno: al 92′infila la rete avversaria l’ex Boca Guillermo Marino. Alla lotteria finale, si riprende la scena Herrera, para tre rigori e la U torna a brindare.



U. de Chile (1): Johnny Herrera; Matías Rodríguez (89´Roberto Cereceda), Osvaldo González, José Rojas, Eugenio Mena; Charles Aránguiz, Marcelo Díaz, Guillermo Marino; Junior Fernandes, Gustavo Lorenzetti (79´Felipe Gallegos) y Angelo Henríquez (Raúl RuiDíaz 72´). DT: Jorge Sampaoli.
O’Higgins (1): Luis Marín; Yerson Opazo, Julio Barroso, Nelson Saavedra, Alejandro López; Claudio Meneses, Juan Rodrigo Rojas, Ramón Fernández; Luis Pedro Figueroa (78´Guillermo Suárez) , Enzo Gutiérrez y Boris Sagredo (53´Nelson Rebolledo). DT: Eduardo Berizzo.
Gol: 1-0 Ramón Fernández (30’), 1-1 Charles Aránguiz (66’), 2-1 Guillermo Marino (92’)

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio


21 giugno 2012

Corinthians in finale di Copa Libertadores: come hanno giocato Paulinho e Neymar?

Dopo più di cento anni di gloriosa storia, nell'anno in cui mediaticamente nessuno puntava su di loro, il Corinthians raggiunge la sua prima finale di Copa Libertadores. Dopo la vittoria dell'andata a Vila Belmiro, al Timão è stato sufficiente pareggiare in casa per eliminare il Santos, campione uscente.



Corinthians. Lo abbiamo ribadito più volte, seguendo il percorso del Timão in Libertadores: la squadra di Tite è quella che, tra le favorite alla vittoria finale, ha offerto maggiore solidità. Grande attenzione nelle spaziature, perfetta collaborazione tra i reparti, grande capacità di concentrazione sono alcune delle caratteristiche più evidenti di questo monolite chiamato Corinthians. L'attacco ordinato, speso proposto con ripartenze, non modifica mai l'equilibrio della squadra, che non va mai in parità numerica difensiva nelle zone pericolose del campo. Quando la difesa è schierata, poi, c'è davvero poco da fare: la linea non è altissima, e c'è molta attenzione alla fase di pressing a non concedere spazi interni. Solo un super talento come Neymar è riuscito a trovare qualche pertugio, ma mai con continuità. Il lavoro di Tite è stato ottimo, e molto sottovalutato, soprattutto in Patria: la storia, anche se sarebbe più giusto dire il cliché legato al futebol del joga bonito, esigerebbe un altro tipo di proposta di calcio per una squadra brasiliana. La diversità del Corinthians è stata però vincente: farà scuola?

Neymar. Il ragazzo d'oro del calcio brasiliano (e mondiale) esce battuto dalla semifinale, ma non ridimensionato. Neymar è più di un talento, è un giocatore vero pronto a fare la differenza a qualunque livello, già da subito. Prima sull'esterno, poi da centravanti: l'uomo con la cresta è stata l'unica opzione offensiva credibile del Santos, e non solo in quest'ultima partita. Spesso ha inventato giocate anche triplicato o partendo da fermo. Non sempre le sue ricezioni sono state pulite, ma non si è mai scoraggiato e ha provato fino alla fine a trovare la rete che avrebbe regalato la seconda finale di Libertadores in due anni al Peixe. Classe 1992, rimarrà quasi sicuramente in Brasile fino al Mondiale casalingo del 2014. Toccherà vedere parecchio futebol brasiliano, per ammirare questo fenomeno. Bravo anche a fine partita, davanti a un microfono, dove fa i complimenti agli avversari e dice pure che tiferà per loro, per il calcio del suo Paese, nella prossima finale di Libertadores.

Paulinho. In Italia lo hanno cercato Inter e Roma, e forse qualche altra squadra. Il Cska Mosca ha offerto circa 10 milioni per portarlo in Russia e in Spagna hanno chiesto informazioni su di lui, specialmente da Valencia. Nel Corinthians di Tite è l'uomo disequilibrante del centrocampo: forza fisica, capacità realizzative di piede e di testa ( suo l'assist nel gol dell'andata che ha reagalato il vantaggio decisivo al Corinthians nel duello tutto brasiliano), buone letture nelle transizioni offensive.  Inserito nel mosaico perfetto di Tite brilla enormemente. Il giocatore è sicuramente di ottimo livello. Due i dubbi che però qualche osservatore nutre su di lui, in vista di un approdo europeo . Fuori dal campo è certo un ragazzo a posto, ma potrebbe pesare a livello psicologico il fallimento della sua prima esperienza nel Vecchio Continente: il transito da giovanissimo in Polonia, dove il solito impresario poco lungimirante lo aveva spedito, non è stato tutta rosa e fiori. E infatti Paulinho vuole valutare bene l'eventaule destinazione, altrimenti rimane qui in Brasile, idolo di una torcida di 35 milioni di tifosi appassionati. Poi c'è un discorso tecnico: Paulinho è perfetto per questo sistema, ma non è un giocatore totale, in altri contesti le sue qualità non sarebbero così esaltate e i suoi difetti probabilmente resi più visibili. Al Corinthians se lo tengono volentieri: e sperano di vederlo presto in una foto con al fianco l'imponente Copa Libertadores...

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

14 giugno 2012

Il Corinthians sbanca Vila Belmiro: la finale di Copa Libertadores 2012 è vicina


Un gran gol del contestato Emerson Sheik decide la sentitissima finale di andata di Copa Libertadores: il Corinthians vince 1-0, con merito, a Vila Belmiro, contro un Santos poco incisivo davanti e ha già un piede e mezzo in finale.
Muricy Ramalho prova  a giocarsi Neymar in mezzo all’attacco, un po’ in stile Messi. Qualche buona giocata per il giovane fenomeno, ma il grande lavoro di coperture e schermi del Timão lo costringono ad abbassarsi tantissimo per ricevere palla. La chiave della partita è proprio nella superlativa prova difensiva del Corinthians. Il lavoro di Tite in questi mesi è stato avvero fantastico, e i soli due gol presi in Libertadores nelle ultime dieci gare non dicono ancora nulla.
Perfetto il doble pivote Ralf- Paulinho, perfetti nei rientri laterali, negli incroci interni e nel movimento sulle uscite di palla anche gli attaccanti Jorge Henrique e Emerson Sheik (espulso nel secondo tempo e pesante assenza nel match di ritorno), perfetti nella gestione della linea dietro Chicão e il neo romanista Leandro Castan, ottimo supporto in transizione e nelle giocate di appoggi stretti di Alex e Danilo. Soprattutto le letture difensive di squadra fanno assomigliare il Timão più a una squadra europea di alto livello che a un time brasileiro de futebol. La grande sostanza, l’organizzazione difensiva precisa, ti fa anche attaccare con ordine e equilibrio: in una ripartenze Emerson Sheik pesca il gol del vantaggio: transizione centrale, palla al piede di uno dei migliori in campo, Paulinho (sempre sotto osservazione dell’Inter), e scarico per il naturalizzato qatariota, bel controllo e missile sotto la traversa sul palo lungo.
Il Santos diventava sempre più nervoso, e con la lucidità perde anche le distanze adeguate in campo. Malissimo in mezzo al campo, dove la partenza di Ibson è stata probabilmente troppo sottovalutata. Elano incappa in una delle sue partite storte, e non ne combina una giusta, Ganso regala qualche perla, ma la ferocia dei centrocampisti cortinhiani gli inibiscono la cattedra perpetua, e alla lunga il suo apporto è poco consistente. Il probema del Santos tutto è proprio l’assenza di alternative offensive negli ultimi venti metri: Muricy prova a smuoverla inserendo Borges, terza punta in aggiunta a Neymar e Alan Kardec, ma i profitti dell’iniziativa sono limitati ( e nelle rare occasioni in cui si manifestano, ci pensa l’ottimo Cassio) e l’unica estemporaneità, rispetto al possesso palla sterile santista, è rappresentata dal calo di energia che fa sparire la luce per un quarto d’ora a Vila Belmiro.
Il Corinthians è un monolite, un blocco unico che pare impossibile anche solo scalfire, è una proposta diversa, interessante del nuovo futebol brasiliano. Oggi è probabilmente la squadra più accreditata alla vittoria finale. Prime conferme settimana prossima, nel match di ritorno a Pacaembu. Intanto stanotte l’altra semifinale tra Boca Juniors e Universidad de Chile: la mistica della Bombonera contro la squadra spettacolo del subcontinente latino-americano: divertimento assicurato.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Santos – Corinthians 0-1

SANTOS (4222): Rafael Cabral; Henrique, Edu Dracena, Durval e Juan; Adriano, Arouca (Felipe Anderson), Elano (Borges) e Paulo Henrique Ganso; Neymar e Alan Kardec (Dimba) Allenatore: Muricy Ramalho
CORINTHIANS (4222): Cássio; Alessandro, Chicão, Leandro Castán e Fábio Santos; Ralf, Paulinho, Danilo e Alex (Wallace); Emerson e Jorge Henrique. Allenatore: Tite

Gol: Emerson Sheik al 28′

25 maggio 2012

Santos e Universidad de Chile, semifinali di rigore

Santos (Bra) – Velez (Arg) 1-0

Dopo l’uno a zero dell’andata il tecnico argentino Ricardo Gareca, il vero scopritore di Javier Pastore e Ricky Alvarez, organizza un 4411 con Cubero sulla linea mediana, Fernandez e Cabral sugli esterni e il “Burrito” Martinez dietro l’unica punta Obolo. Proposta audace e interessante, che regala i suoi dividendi. Le due linee non fanno filtrare nulla, soprattutto si riesce a negare la ricezione a Neymar, costretto ad allontanarsi dalla porta e dalle zone pericolose. In mezzo, perà, illumina Ganso: compassato sì, ma genio del futebol, mette la palla con le mani, dove vuole e con una semplicità e un tempismo degne di un fuoriclasse. La giocata chiave della partita accade al 40′, il portiere argentino Barovero viene espulso per l’uscita kamikaze su Neymar. Velez in dieci, Gareca sceglie di levare l’unica punta Obolo. Il dogma della doppia linea di 4 non viene toccato, Martinez può certamente pressare più di Obolo, ma senza un riferimento offensivo, il Velez diventa piano piano un reale Fortin: la squadra non trova più aria, non esistono pause nelle azioni dei brasiliani. Il Santos si butta avanti in maniera disordinata, con troppa foga, ma senza paura, perché da dietro può costruire senza difficoltà. Il gol per pareggiare la gara di andata lo trova, al 78′, l’ex vascaino Alan Kardec (su cui ha investito il Benfica), grazie a una straordinaria (di nuovo) verticalizzazione di Ganso che trova Leo (i terzini santisti hanno però spinto troppo poco): il giovane attaccante fa quello che meglio sa fare, calciare d’istinto, e trova il fondo della rete facendo esplodere la Vila (Robinho incluso, presente in tribuna). Ai rigori, perfetto il Santos.





Universidad de Chile (Cil) – Libertad (Par) 1-1

Sul blog abbiamo elogiato con continuità l’Universidad de Chile, è certo esteticamente e come proposta di gioco la miglior squadra del subcontinente, e forse stiamo un po’ stretti nella circoscrizione geografica. Andrà in semifinale, anche con merito, ma è giusto elogiare, al termine di una gara terminata ai rigori, e con l’unica differenza di un penalty segnato in più, il Libertad. Il lavoro di Jorge Burruchaga è stato davvero eccellente, e la partita del ritorno a Santiago è stata ancora migliore della già ottima giocata ad Asuncion. La U non trovava spazio, Marcelo Diaz, metronomo della squadra, viene continuamente schermato e reso inefficace in costruzione (ottimo il lavoro anche in fase passiva di Velazquez e Nunez). Roja e Acevedo non hanno la qualità necessaria per pulire l’azione da dietro, così l’Universidad perde di velocità d’azione, perde i tempi che la hanno resa ormai celebre, anche perché davanti gioca una partita sottotono Henriquez. La U non sfonda, si arriva ai rigori. E l’idolo Lorenzetti, dopo la parata di Johnny Herrera, chiude la lotteria e porta la squadra cilena tra le migliori quattro del Sudamerica.



CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

04 maggio 2012

Libertadores. Ottavi. Il Deportivo Quito distrugge la Universidad de Chile

Deportivo Quito - Universidad de Chile 4-1

Suicidio calcistico della Universidad de Chile a Quito. Forse la squadra più spettacolare della Libertadores perde 4-1 contro il Deportivo Quito di Carlos Ischia giocando una partita pieno di errori individuali e, soprattutto, senza coscienza. Jorge Sampaoli è certo un genio della panchina, un genio che non sa riconoscere l'ordinarietà: qui la sua squadra ha trovato, sì una giornata storta ma soprattutto è stata incapace di leggere la situazione, incapace di comprendere che anche una sconfitta con un passivo limitato poteva essere un buon risultato. E invece la U è andata sempre avanti, ha cercato di trovare spazi dove non c'erano (dal 30' era anche in vantaggio numerico - out Olivo: pari ristabilito dopo mezz'ora: doppio giallo a Gonzalez), la palla girava lentamente, la spaziatura in campo non era più equilibrata. Due gol assurdi in contropiede (l'ultimo dell'ottimo Fidel Martinez è davvero assurdo per come è nato)  hanno segnato fortemente questa qualificazione: ora ci vuole un miracolo a Santiago.

L'ex Boca Ischia ha cercato e voluto una squadra compatta, pronta a ripartire: gli uomini per fare male nelle ripartenze, anche nelle mezze transizioni, non mancano alla squadra della capitale ecuadoriana, la sorpresa, rispetto alle realtive attese, di questa stagione in Libertadores. Come sorpresa è il cannoniere argentino Alustiza, che sblocca il risultato nel primo tempo. La U riprende la partita grazie a una giocata dell'uomo squadra Diaz ( ma perché non gioca in Europa?) che trova Mati Rodriguez a destra (ma perché, Sabella, non gioca in Nazionale?): è 1-1. Ma la U continua a masticare calcio, senza una definizione. Checa, difensore goleador, riapre la partita, prima della follia Bulla, che incide il 4-1 finale.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Deportivo Quito: Marcelo Elizaga; Pedro Velasco, Luis Checa (m.72, Luis Romero), Geovanny Espinoza, Mauricio Folleco; Freddy Olivo, Juan Carlos Paredes (m.81, Edison Vega), Luis Saritama, Fidel Matínez; Matías Alustiza e Maximiliano Bevacqua (m.34, Alex Bolaños). DT: Carlos Ischia.

Universidad de Chile: Johnny Herrera; Osvaldo González, Igor Lichnovsky, José Rojas; Matías Rodríguez, Marcelo Díaz, Sebastián Martínez (m.45, Gustavo Lorenzetti), Eugenio Mena, Charles Aránguiz; Angelo Henriquez (m.45, Paulo Magalhaes) e Junior Fernandes. DT: Jorge Luis Sampaoli


Gol: 1-0, m.29: Matías Alustiza. 1-1, m.35: Matías Rodríguez. 2-1, m.44: Luis Checa. 3-1, m.56: Matías Alustiza. 4-1, m.82: Fidel Martínez.

02 maggio 2012

L'Atletico Nacional non c'è più: Velez corsaro

Atletico Nacional Medellin - Velez Sarsfield 0-1

Sembra sia già finita la bella favola dell'Atletico Nacional. Non solo e non tanto per la sconfitta (1-0, gran gol di Bella) di ieri notte in casa contro il Velez nell'andata degli ottavi di finali di Libertadores. Sembra sia finita perché la squadra di Medellin ha perso lo spirito che gli consentiva di esprimere il miglior calcio del Sudamerica, unitamente all'Universidad de Chile. Macnelly, Mosquera e Pabon, sono diventati quasi alieni al gioco di squadra, di cui resta solo un lento trascinarsi verso l'area avversaria: la squadra non ritrova più i ritmi di gioco, è imprecisa, si affida alle giocate individuali di Pabon, è poco aggresiva. La sconfitta contro un solido (ma nulla più ) 442 del Velez di Gareca, una sconfitta che poteva anche essere più larga (il Burrito Martinez ha sbagliato un rigore a inizio secondo tempo), si è celebrata senza il Sachi Escobar in panchina. In settimana, si era infatti consumato il divorzio dal fratello del grande Andres, dopo la sconfitta, l'ennesima in Liga, contro l'Atletico Huila. I tempi non sono parsi proprio perfetti: o si mandava via prima, invece di tenere sulla graticola per settimane il Sachi, o lo si lasciava sul banco almeno per questa sfida. Si è optato per la situazione più discutibile, cambiare il tecnico prima del match, cercando di dare una scossa almeno emotivo promuovendo Norberto Peluffo. La scossa non c'è stata, anzi.



Nell'altra gara della notte, pareggio 1-1 tra Cruz Azul e Libertad. Partita quasi totalmente condotta dai messicani, ma la squadra di Burruchaga trova il pari e riesce nell'impresa di mantenerlo fino al termine

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

27 aprile 2012

Libertadores. Ottavi di finale. Datolo sbaglia, l'Internacional non fa male al Fluminense

Nella notte, prime due partite degli ottavi di Copa Libertadores

Internacional – Fluminense 0-0

Si incontrano due squadre brasiliane all’inizio della fase calda di Libertadores. L’Inter però non ci arriva nel momento migliore: mancano sia Oscar (fuori per le note questioni contrattuali) che D’Alessandro (infortunio). Ci andrà infatti l’ex Napoli Jesus Datolo sul dischetto per la più grande opportunità della gara: al 58′ rigore lento e bella parata di Diego Cavalieri che lascia in parità in Flu. I carioca giocano un primo tempo migliore, controllano il ritmo, sono più ordinati nei movimenti offensivi. Fred in dubbio fino all’ultimo, unico riferimento centrale, Rafael Sobis che gli gioca attorno e Deco e Thiago Neves a bilanciare, scegliendo a turno di accompagnare. Perde un pezzo importante il Fluminense, con l’uscita di Diguinho, in mezzo, dopo 31′. L’Inter è più pasticcione: Damiao non vede palla e sceglie di andarsela a prendere distante dalla porta: intasa gli spazi, si muove male, e il resta del suo club non lo asseconda. Dagoberto non si muove male ma nella ripresa lascia il posto all’ex Trabzonspor Jajà. Gara bloccata nel secondo tempo, ma con un rigore sciupato e un palo di Tinga, probabilmente all’Inter sta stretto il pareggio senza gol finale. Fluminense favorito per il passaggio del turno.




Nell'altra gara, vittoria 2-1 del Bolivar, una delle squadre più interessanti della competizione, sul Santos. Vantaggio dell'altura e buon gioco per i padroni di casa che hanno già ottenuto la soddisfazione di battere i campioni in carica di Neymar, fatto oggetto di un ignobile gesto da parte dei tifosi boliviani. Ritorno a Vila Belmiro, farà molto caldo...


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

23 aprile 2012

L'immortale Trezeguet trascina il River: Instituto KO

Il River Plate vince la sfida al vertice della B argentina con il capoclassifica Instituto di Cordoba: decide l'immortale David Trezeguet, il miglior uomo in campo, a inizio ripresa. La squadra di Franco non gioca il solito match, l'ambiente del Monumental certo incide e soprattuto conta la personalità dei giocatori in campo. Matias Almeyda a fine match dirà di aver dormito poco per preparare la partita, certo avere davanti l'ex juventino più Cavenaghi e Dominguez, almeno in questo match, ha fatto davvero comodo. E poi la voglia: vero, pure tanta frenesia, tanti errori, ma il calcio argentino, specie quello di questo livello, è anche questo. Soprattutto vinta la sfida del doppio centravanti: Trezeguet e Cavenaghi hanno capacità di leggere il gioco, di sapersi combinare, sanno affrontare con personalità la giocata, scaricare coi tempi giusti e vedono la porta.

Doppio 9 più il Chori (meglio quando parte da destra e fa la panoramica sui compagni), senza tra l'altro cercare troppo l'esterno (si vede sporadicamente Sanchez a destra): merito anche della possibilità di giocare al ritmo congeniale. L'Instituto non riesce a sviluppare calcio, Paulito Dybala si vede pochissimo: ha solo un paio di palle giocabili, e le spreca malino. Buona gara di Ponzio e Cirigliano (ma deve ancora crescere in concentrazione e attenzione).

Qualche minuto anche per Ocampos, buone giocate inframmezzate ad alcune velleità, ma il talento è lì da vedere. Il River con la vittoria va a meno uno dall'Instituto, accorcia anche il Rosario Central, a meno tre dalla vetta.

 CARLO PIZZIGONI  
Fonte: Tropico del Calcio


 

20 aprile 2012

Libertadores: Neymar più forte del The Strongest

Ultima giornata della fase a gironi di Libertadores.

Santos (Bra) - The Strongest (Bol) 2-0

I boliviani hanno avuto la chance di qualificarsi agli ottavi, complice il capitombolo dell'Internacional (l'ennesimo, dopo la vicenda Oscar), in Perù contro il Juan Aurich. Ma contro Neymar c'è stato poco da fare: prima assist per Alan Kardec poi golaço, ora il giovane ambito da tutto il mondo è diventato il terzo goleador di sempre del Santos nella Libertadores, dopo Pelé e Robinho. E al di là delle due azioni che hanno poi deciso l'incontro, grandi giocate contro una squadra che, innervosita, non gli ha risparmiato qualche calcione di troppo.
Ottima comunque la partecipazione dei boliviani in questa Libertadores, anche buon calcio e  un futuro che regala almeno un paio di nomi interessanti, dal baby Chumacero a Soliz: la qualificazione l'hanno buttata gettando al vento punti qua e là, specie perdendo male a Chiclayo contro il Juan Aurich.



Universidad de Chile (Cil) - Atletico Nacional Medellin (Col) 2-1

Entrambe qualificate Universidad de Chile e Atletico Nacional Medellin si giocavano il primo posto. Partita interessante perché si sfidavano probabilmente le due squadre più spettacolari del torneo. Vincono e guadagnano la vetta definitiva del gruppo 8 i cileni del mago Sampaoli, che stanotte abbandona il 343 per il 433. Nacional in calo rispetto a inizio torneo e un po' scosso dalle voci di dissidi interni nello spogliatoio e l'accusa a Pabon di essersi presentato all'allenamento con troppi bicchieri di aguardiente in corpo. La U gioca al ritmo dei suoi uomini chiave in mezzo al campo, Diaz e Aranguiz, che strameriterebbero una chance in Europa, anche da noi. Angelo Henriquez, bloccato tempo fa dallo United, regala ottime giocate, anche se ancora manca un po' di continuità in questo '94 (sic): suo l'assist per il gol che sblocca la partita: rete di Rodriguez dopo 10 minuti da favola dei cileni. Pareggio momentaneo e favoloso di Pabon, una pettinata di Osvaldo Gonzalez chiude il match sul 2-1. Nell'altra gara del girone, vittoria (inutile) del Penarol in rimonta sul Godoy Cruz.



Ecco il tabellone degli ottavi di Libertadores:
Fluminense - Internacional
Union Espanola - Boca Juniors
Universidad de Chile - Deportivo Quito
Libertad - Cruz Azul
Corinthians - Emelec
Lanus - Vasco
Santos - Bolivar
Velez - Atletico Nacional

CARLO PIZZIGONI
fonte: Tropico del Calcio

13 aprile 2012

Finale thrilling: il Flamengo è eliminato dalla Copa Libertadores, passa l'Emelec

Incredibile ed emozionante notte di Libertadores, incredibile ed emozionante notte di calcio. Tutto ruotava attorno al match di Asunción tra Olimpia e Emelec. Spettatore interessatissimo il Flamengo: qualora fosse uscito un pareggio dalla sfida, i rubronegros avrebbero pescato una incredibile qualificazione agli ottavi. Dovevano battere il Lanus e sperare nell’X. Archiviata senza difficoltà la pratica col Granate, tifosi e giocatori hanno vissuto anche sul prato dello stadio Engenhao gli ultimi, palpitanti minuti di Olimpia – Emelec. Fino all’88′ il risultato era bloccato sull’1-1, col Mengo agli ottavi. Poi succede di tutto: rete dell’Emelec (Mena), pareggio dell’Olimpia (Zeballos al 92′), la gioia flamenguista dura pochissimo visto che al 93′ l’Emelec con Quiñonez segna il gol della vittoria e della qualificazione, lasciando nello sconforto giocatori e tifosi rubronegros. Il Flamengo è eliminato dalla Copa Libertadores. Inacreditavel. Documentano le immagini:




Flamengo (Bra) – Lanus (Arg) 3-0
Il Mengo liquida in fretta la pratica Lanus, grandi giocate di Ronaldinho. Alla fine, tanta delusione, ma il Mengo non ha perso stanotte la qualificazione.

Olimpia (Par) – Emelec (Ecu) 2-3
Una delle più emozionanti partite dell’anno. Favoloso ambiente, il motivo per cui la Libertadores è la più bella competizione del mondo. Iniziano meglio i padroni di casa, bene Orteman, ottimo come sempre Marin in regia, il Libertad va in vantaggio con il criticato Castorino (preferito al cugino d’arte, di Messi, Biancucchi). Poi l’Emelec riesce a trovare più continuità di gioco, i paraguayani si abbassano a esclusiva difesa del gol che li porterebbe negli ottavi. Gran movimento di Valencia davanti, bene Mondaini tra le linee, ed è proprio l’argentino a trovare il gol dell’1-1, prima dei fuoch d’artificio finale, che portano in paradiso l’Emelec.

Nelle ultime partite del gruppo 5, le due qualificate vincono anche l’ultima gara: il Libertad regola 2-1 l’Alianza a Lima, mentre il Vasco da Gama vince a Montevideo col Nacional (1-0, Diego Souza), anche se la gioia più grande nasce da un altro risultato…

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

12 aprile 2012

Il Boca passeggia all’Engenhão e si qualifica

Fluminese (Bra) – Boca Juniors (Arg) 0-2

Non c’era in ballo la qualificazione, poiché il Fluminense l’aveva archiviata da tempo e il Boca, con il vantaggio in classifica sull’Arsenal e l’ultima gara da giocare contro lo Zamora, era sostanzialmente agli ottavi. Però Flu-Boca è sempre da vedere: il Tricolor, poi, ha una rosa che potrebbe portarla fino in fondo a questa manifestazione, il Boca non ha la profondità dei carioca ma qualche chances di arrivare molto lontano a giugno, anche solo per l’abitudine a giocare ad alto livello, la mantiene.
Abel Braga riproponeva l’ormai consolidato 4231, con Fred a fare da punto riferimento offensivo per le tre mezzepunte: solo però Wellington Nem gioca una nottata all’altezza della fama che si sta costruendo. Thiago Neves sbaglia troppo e il Flu propone calcio solo sugli esterni, per il solito grande lavoro di Bruno e Carlinhos. Il Boca accetta il ritmo lento degli avversari e raccoglie il regalo della (sempre più preoccupante) difesa del Tricolor andando in vantaggio con Cvitanich dopo mezz’ora. Mancando sostanza e idee in mezzo Abel prova a inserire Jean per Edinho, ma il ritmo non si alza e il Boca soffre il giusto: per tutto il resto c’è Orion. Rafael Moura e Lanzini certificano la profondità della rosa del Flu ma non cambiano la partita, chiusa da Sanchez Miño. La Libertadores, per entrambe, è però ancora lunga.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Nelle altre due gare della giornata, vittorie esterne per Corinthians e Velez. Il Timão vince bene, 3-1, ad Asunción contro il Nacional: partita più combattuta per il Velez che è corsaro, 2-0, all’Omnilife di Guadalajara. Chivas francamente scriteriato, con tanti giocatori offensivi (influenza Cruyff?)e poca sostanza: ennesima partita no del “Cubo” Torres. In gol anche l’ex genoano Pratto.

11 aprile 2012

Defensor Sporting e Peñarol sconfitte: male l'Uruguay di Libertadores. Ottimo l'Atletico Nacional di Dorlan Pabon

Continua il periodo nero dei club uruguayani in Libertadores: nella notte sconfitte per Defensor Sporting e Peñarol. Con Nacional e Peñarol già fuori, le speranze di portare una squadra charrua agli ottavi è assai ridotta: il Deportivo Quito può chiudere il discorso nel match casalingo coi messicani del Chivas Guadalajara.

Deportivo Quito (Ecu) – Defensor Sporting (Uru) 2-0

I due match da giocare all’Atahualpa di Quito, con il beneficio dell’altitudine della capitale ecuadoriana, sono quelli decisivi per gli uomini di Carlos Ischia. L’ex tecnico del Boca organizza un 442 super offensivo: ritmo altissimo, con Paredes (a destra) e l’interessante giovane Fidel Martinez, il “Neymar ecuadoriano”,  a sinistra a spingere con continuità. I padroni di casa lasciano poco anche alla ripartenza di Gustavo Diaz, che imposta la partita sul contrattacco. I padroni di casa vanno avanti grazie a una capocciata di Luis Checa, in dubbio fino all’ultimo prima della gara. Buone giocate del totem di casa azulgrana, il capitano Luis Saritama. L’espulsione del giovane Federico Pintos, azzera le speranze di rimonta charrua e il Deportivo chiude il match con un assist, dopo una bella giocata, di Fidel Martinez per l’attaccante argentino Bevacqua.




Nelle altre gare della notte, continua a soprendere l’Union Española, che battendo il Bolivar per 2-1, si guadagna con merito gli ottavi di finale della Libertadores. Altra sconfitta per i venezuelani dello Zamora, in casa contro l’Arsenal di Sarandi. E KO anche per il moscio Peñarol di questa stagione: viene sommerso dal gioco e dalle reti dell’Atletico Nacional: 3-0 il finale a Medellin. Situazione strana quella della squadra Verdolaga, col tecnico Sachi Escobar continuamente in bilico. Il fratello del celebre Andres paga il turnover in campionato, dove è lontano dalla vetta, e l’infortunio a Juan Valencia. Anche ieri super prestazione di Dorlan Pabon, cui ha aggiunto una splendida punizione da 35 metri finita alla spalle di Danilo Lerda.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

Atletico Nacional Medellin (Col) – Peñarol (Uru) 3-0





10 aprile 2012

Barcelona Guayaquil: Zubeldia si dimette

L'esperimento Zubeldia in Ecuador si è già concluso. Ancora una volta il Barcellona di Guayaquil non finirà la stagione con il tecnico che l'ha iniziata. E stavolta si trattava davvero di un ottimo tecnico: classe 1981, Luis Zubeldia è una delle più interessanti facce nuove tra i tecnici in Sudamerica. Dopo l'interessante lavoro al Lanus, eccolo in Ecuador. La decisione di dimettersi è arrivata dopo uno scontro col Presidente del club, Antonio Noboa, al termine di un'appassionante sfida tra il torero e la Liga, terminata 1-1. Abbiamo avuto la fortuna di vederla: un grande classico del Paese con la giusta cornice di pubblico appassionato. Narciso Mina porta in vantaggio subito il Barcelona, che controlla molto bene il match: evitando di soffrire sui lati, specie il giovane e promettente Rojas, a destra, e soprattutto annullando la trasmissione della palla a Manso. Buonissima gara di Michael Jackson Quinonez a sinistra. La squadra di Bauza soffre ma riesce a trovare la rete del pareggio al 89' con Claudio Bieler. Dopo il triplice fischio, il diluvio in casa Barcellona.  

CARLO PIZZIGONI  
Fonte: Tropico del Calcio


 

05 aprile 2012

Il Flamengo perde in Ecuador ed è quasi fuori

Il Flamengo è quasi fuori dalla Libertadores. La brutta sconfitta rimediata a Guayaquil contro l’Emelec pesa tantissimo e, ora, per qualificarsi non sarà sufficiente la vittoria contro il Lanus nell’ultimo turno: i Rubronegros devono sperare che Emelec e Olimpia pareggiano. Complicazioni che il Mengo poteva evitare con una vittoria in Ecuador, vittoria che era ampiamente alla portata del club della Gavea. Joel Santana ripropone il 4222 con i soliti interpreti, l’ottimo Leo Moura porta in vantaggio i carioca e, nonostante la scarsa fluidità di gioco e un Ronaldinho che porta al campo solo la volontà, la partita è controllata dal Flamengo. Al gol dell’ex Genoa Lucho Figueroa, risponde, sempre di testa, Deivid. Il secondo tempo è però un incubo, l’Emelec tiene alto il ritmo (delude però Marlon De Jesus) e il Flamengo rincula sempre di più a protezione della porta, manca personalità e Joel Santana pensa di rinforzare la difesa inserendo un altro centrale difensivo (Gustavo) al posto di un attaccante, Deivid. La difesa con tre zagueiros dà il chiaro segnale del fortino da difendere, prima di tutto ai giocatori: l’Emelec si butta con coraggio in avanti e trova il 2-2 ancora con Figueroa e il gol della possibile qualificazione in extremis, su rigore (ingenuità di Willians, pessima la sua gara), con Gaibor.

Emelec (Ecu) – Flamengo (Bra) 3-2



Nelle altre gare della notte, spettacolo calcistico della Universidad de Chile che va a vincere a Mendoza contro il Godoy Cruz. Primi venti minuti da scuola del calcio, quelli del fanatico bielsista Jorge Sampaoli, culminati con la rete di Henriquez, già prenotato dal Manchester United. Pareggio tra Santos e Internacional (ancora senza Oscar, per i noti problemi burocratici che probabilmente lo porteranno in Europa quest’estate). Al gol di Nei, risponde Alan Kardec, appena entrato in campo per Borges: ex Vasco, aveva assaggiato l’Europa col Benfica (che ancora controlla il cartellino), sta pian piano riprendendo confidenza. Va bene il pari al Peixe, mentre l’Inter potrebbe essere già stanotte scavalcato dai boliviani del The Strongest, che giocano in Perù. Vittoria a valanga dello Junior a Barranquilla, la prima in questa Libertadores, contro l’Universidad Catolica, inguaiata non poco da questo risultato.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

29 marzo 2012

Il Flamengo e Ronaldinho inciampano ad Asunción

Olimpia (Par) - Flamengo (Bra) 3-2

Giocare ad Asunción non è mai facile, l'ambiente è sempre un fattore e l'Olimpia gioca una partita da coltello tra i dentri. Pressione, recupero e ripartenza. L'intensità tra le due squadre fa la differenza nel match. I padroni di casa vanno in vantaggio col migliore in campo, Orteman. Dopo la stagione all'Indipendiente e il passaggio anni fa, sembrava poter venire fuori un giocatore davvero buonissimo per l'Europa di medio livello: grande grinta e volontà non sono bastate per imporsi nel Vecchio Mondo (è passato anche all Racing Santander). Vederlo così determinato e determinante, qualche rammarico, per una carriera che poteva essere diversa, ti viene. Ieri ha braccato il povero Ronaldinho, costretto a giocare un sistema in cui non riesce a ricevere la palla se non spalle alla porta. Sovrastato dalla vigoria altrui, Dinho regala, al 48', la perla dell'assist sul primo gol di Vagner Love, anche lui da aggiungere alla serie: meritava un'altra carriera, e qui parliamo di altissimi livelli, pure ieri giocate favolose dell'ex CSKA. Il Flamengo tiene palla, ma il possesso è sterile, la difesa non viene mossa e l'Olimpia è sempre un pericolo quando riparte. Luiz Antonio e Muralha non giocano la loro migliore partita: non brilla neppure il talento di Zeballos tra i paraguayani (malino anche il giovane e giustamente quotato Caballero), ma è lui che firma il 2-1 e indirizza definitivamente il match. 3-1 di Aranda, poi un gran gol di Bottinelli, da 30 metri, regala un po' di speranza al Mengo, ma l'Olimpia, leader nel suo campionato, si mette in tasca i tre punti e raggiunge a 7 il Lanus, sorpassando i carioca che ora rimangono a meno due dalla coppia di vetta. Mancano due giornate dal termine della fase a gruppi.


Fonte: Tropico del Calcio

22 marzo 2012

Senza Oscar, l'Internacional si salva in Bolivia. Corinthians solido e sicuro in casa

The Strongest (Bol) – Internacional (Bra) 1-1

La partita di “andata”, dominata dall’Internacional (5-0 il finale), è rimasta solo una voce d’almanacco: i boliviani di The Strongest, giocando agli oltre 3500 metri di La Paz, in casa sono di altra pasta. In verità, non è solo l’altitudine. I ragazzi di Acosta giocano, ogni volta meglio, un calcio propositivo e spesso piacevole da vedere. L’Internacional con un reparto di costruzione molto lineare, guidato da due mediani di contenimento come Tinga-Guiñazú, non riesce a fornire palle “pulite” gli avanti: Leandro Damiao non è nemmeno ispiratissimo di suo; inoltre, non riuscendo a tenere un ritmo alto, per le condizioni “altimetriche”, subisce per tutta la gara i padroni di casa. Il problema nasce dall’assenza di Oscar: il ragazzo è nel mezzo di una battaglia legale tra il Colorado e il San Paolo, dove è cresciuto calsticamente. Un giudice dello stato paulista ha dato ragione al Tricolor, invalidando di fatto il trasferimento all’Inter, che per cautelarsi non lo schiera. Dagoberto rimane l’unico giocatore in grado di creare qualcosa davanti, ma predica nel deserto. Molto bene invece la squadra di La Paz che va in vantaggio meritatamente con il giovane attaccante Ramallo. Sfiora più volte il raddoppio ( Muriel è miracoloso in più di una occasione) grazie alle ottime giocate dell’esperto Escobar e del ragazzo meraviglia Chumacero (un peccato il suo fisico sia così minuto, altrimenti l’Europa gli avrebbe già aperto la Porta Grande). L’Inter trova però il pari importantissimo nel finale con Gilberto, gol rocambolesco che avvicina il Colorado alla qualificazione.



Corinthians (Bra) – Cruz Azul (Mes) 1-0

Il Timao di Tite, ormai lo abbiamo capito, non è esattamente il club che ti conquista con la sua estetica calcistica. Tuttavia, rimane tremendamente efficace e finché vince le critiche dei puristi brasiliani rimangono in galleria. Anche contro i messicani del Cruz Azul, sprovvisto di diversi uomini (Waldo Ponce, Domínguez e Torrado più i giovani Araujo e Aquino impegnati con il Tri nel Preolimpico), quello che brilla nel Corinthians è la struttura difensiva, con la linea invalicabile in mezzo formata da Ralf e Paulinho. Davanti ci pensa il solito Alex, prima e unica fonte delle giocate offensive: da lui nasce tutto, anche la punizione per l’unico gol della partita, realizzato di testa da Danilo. Il trio d’attacco dei Cementeros Bravo-Giménez-Perea è pericoloso nelle ripartenze e dà una mano anche in fase passiva, il gol però non arriva.


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

21 marzo 2012

Libertadores. Lanus corsaro a Guayaquil: qualificazione a un passo

Due le partite che aprono la metà settimana di Copa Libertadores.

Emelec (Ecu) – Lanus (Arg) 0-2

Partita molto importante nell’equilibrato gruppo 2, con tutte le squadre racchiuse in due punti. A Guayaquil, ottimo inizio del Lanus che va subito in vantaggio: schema su punizione laterale a liberare Regueiro, sinistro e vantaggio argentino. Il match è molto equilibrato e poco spettacolare: Diego Valeri prova a innescare le giocate di Camoranesi e di Regueiro, l’Emelec riparte discretamente e fa molto gioco sugli esterni dove eccellono Gimenez e Enner Valencia, interessante ragazzo del 1989. La squadra preferita dal Presidente ecuadoriano Correa gioca con una linea dietro a tre centrali, manca un po’ l’apporto, sia nell’appoggio in ripartenza che a difesa schierata ( e si mangia pure un gol clamoroso) del centravanti, Luis Figueroa, che pure a Genoa non ha lasciato cuori infranti dopo il suo addio. Il giovane Marlon De Jesus (1991) inizia malino ma cresce alla distanza con la squadra ecuadoriana che guadagna sempre più campo. Un fallo da rigore sul Tanque Pavone, però, chiude la gara: segna ancora Regueiro e avvicina sensibilmente il Lanus al passaggio del turno.



Bolivar (Bol) – Junior (Col) 2-1

Vittoria di misura ma meritata del Bolivar che sostanzialmente esclude dalla Libertadores i colombiani del Junior di Barranquilla (un solo punto in quattro partite). In rete per i boliviani Lorgio Álvarez y Jhasmani Campos, dimezza lo scarto Carlos Ruiz. Il Bolivar, sempre una squadra interessante da vedere, controlla la partita dall’inizio alla fine, mettendo di nuovo in mostro il piccolo gioiello del calcio boliviano, Rudy Cardozo.

16 marzo 2012

Libertadores. Super Santos con lo zampino del Ganso. Flamengo rimontato dall'Olimpia

Ultima notte di Libertadores della settimana. con due incontri decisamente spettacolari. Brasiliane in chiaro-scuro, bene il Santos male il Flamengo.

Juan Aurich (Per) – Santos (Bra) 1-3

Il Santos di Muricy è davvero tornato quello dell’anno scorso: piacevole da vedere, concreto e convinto. Non avrebbe potuto permettersi la partia che ha giocato senza queste condizioni, soprattutto dopo lo svantaggio iniziale: gran gol di Tejada, dopo un’ottima incursione di Israel Kahn, centrocampista classe ’88 in forte ascesa. Nel vortice delle polemiche, con il tecnico colombiano Umaña, vero protagonista della vittoria nel campionato passato (in finale contro l’Alianza Lima), nell’occhio del ciclone (la sua permanenze è appesa a un filo), la squadra di Chiclayo difende compatta dietro, cercando di raddoppiare e triplicare quando la palla giunge nei piedi di Neymar. L’inerzia della partita la cambia, dopo le difficoltà del Santos anche di adeguarsi al campo in sintetico, la rete di Jorge Fucile (ottima la gara anche dell’altro esterno, Juan). L’ex Porto pareggia poco dopo la mezz’ora e il Santos riprende vita, senza fermarsi più. Il palcoscenico, più di Neymar, lo prende il Ganso, finalmente tornato su livelli di gioco eccellenti: segna il gol del vantaggio su punizione e regala un assist dei suoi per il terzo gol del Peixe, realizzato dal sempre presente Borges. La prestazione di stanotte rilancia le quotazioni di questo giocatore così particolare, che va a un’altra velocità e tocca picchi di squisitezza tecnica cui giungono davvero in pochi. I peruviani, che perdono per doppio giallo Guadalupe, si arrendono. E la partita scema di interesse. Per i brasiliani qualche errore di troppo di Arouca, mentre sale sempre più il rendimento di un centrocampista tuttofare come Ibson.



Flamengo (Bra) – Olimpia (Par) 3-3

Al Flamengo non fa difetto la tecnica, la qualità, manca proprio la zucca. Farsi rimontare tre gol nell’ultimo quarto d’ora del match, testimonia della mancanza di anima di questa squadra. Il Mengo inizia con una sorta di 4321, in mezzo insieme a Bottinelli ci sono i due ragazzi che i carioca stanno lanciando nel grande calcio, Muralha (oggi sotto il suo standard)e Luiz Antonio, poi Ronaldinho e Thomas (altro ’93) dietro al riferimento offensivo Vagner Love (migliore in campo dei suoi), che manda in rete Bottinelli a fine primo tempo. Dinho su rigore e Luiz Antonio paiono chiudere la partita nel secondo tempo, e invece la debacle finale divide la posta in palio. Bene nell’Olimpia la coppia d’attacco Biancucchi – Luis Caballero (un ’90 che segna la rete del 2-3).

CARLO PIZZIGONI

Fonte: Tropico del Calcio