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18 maggio 2009

[Occhio a] Ragnar Sigurdsson

Árbær è un sobborgo nella parte orientale di Reykjavik dove il tempo sembra essersi fermato ad un’epoca in cui la natura non aveva ancora ceduto il passo all’acciaio e al cemento. Il club locale si chiama Fylkir, radici ben piantate nella comunità del quartiere e tanta attenzione ai giovani, per una politica sana che ha portato, all’alba del nuovo millennio, alla vittoria di due Coppe d’Islanda consecutive. All’epoca il 14enne Ragnar Sigurdsson (Sigurðsson nella versione islandese) giocava nel vivaio con i pari grado, guardava e soprattutto imparava. Quattro anni dopo esordiva in prima squadra, poi sono arrivati in rapida sequenza il passaggio nell’Allsvenskan (merito dell’occhio lungo di una vecchia volpe del calcio svedese quale Håkan Mild), l’esordio nella nazionale islandese (agosto 2007, amichevole contro il Canada) e le luci dei riflettori puntate su uno dei maggiori talenti, assieme al palermitano Simon Kjær, espressi dal mondo del pallone nordico, sezione reparto arretrato, negli ultimi anni. Potenza, forza fisica, reattività; nella meglio gioventù dell’IFK Göteborg che nella stagione 2007 ha costituto le fondamenta per il ritorno dei Blåvitt sul trono più alto del campionato svedese dopo undici anni di esilio, Sigurdsson è stato tra gli elementi di maggior spicco. Nel 2008 invece ecco Coppa e Supercoppa di Svezia ad arricchire la bacheca, più un piccolo assaggio d’Europa con i preliminari di Champions tanto per capire che aria tira a certe latitudini. Ottimo affiatamento con il compagno di reparto Mattias Bjärsmyr, ma la coppia è in procinto di sciogliersi per l’imminente passaggio di quest’ultimo nella Eredivisie olandese. Tre milioni di euro e saluta il regno di Carlo Gustavo XVI anche l’islandese, da non confondere con il connazionale, nonché compagno di reparto nell’Islanda, Kristian Örn Sigurdsson, difensore centrale dei norvegesi del Brann e sei anni più anziano di Ragnar. Giocatore poco adatto ai palati fini, ma di grande sostanza.

ALEC CORDOLCINI



Punto di forza: Fisico eccezionale, buon senso della posizione

Punto di debolezza: In affanno contro avversari rapidi

Breve scheda
Ragnar Sigurdsson

Reykjavik, 19/06/1986
Difensore, 187cm x 90kg
Passaporto: islandese
Club attuale: IFK Göteborg
Scadenza contratto: 2011

04 maggio 2009

[Occhio a] Chinedu "Edu" Obasi

La marcia in più di Chinedu Obasi Ogbuke “Edu” si chiama esperienza internazionale. Si è rivelato nel 2005 al mondiale under-20 olandese, quando è stato protagonista, assieme al compagno John Obi Mikel (oggi al Chelsea), con la maglia di una Nigeria arresasi solo in finale all’Argentina di Leo Messi. Un copione che si è ripetuto anche alle ultime Olimpiadi; medaglia d’argento per le Aquile, ampi consensi per Ogbuke, tra i migliori giocatori della manifestazione. Sbarcato tre anni fa in Europa con i sodali Mikel, Bala e Sarki per vestire la maglia del Lyn di Oslo (esordio in Tippeliga il 10 aprile 2005 in Lyn-Fredrikstad 1-1, prima rete cinque mesi dopo al Brann), nel 2006 Ogbuke ha vinto il Kniksenprisen quale miglior giovane del campionato norvegese, chiudendo con un bottino di 13 presenze e 8 gol. La stagione successiva (il cui calendario, nei paesi scandinavi, segue l’anno solare) si è fermato a quota 5 (in 11 incontri), perché in estate è arrivato il passaggio in Germania all’Hoffenheim dopo due trasferimenti sfumati al Lokomotiv Mosca (l’offerta di 4.8 milioni di dollari fu accettata dal Lyn, ma presidente, allenatore e direttore sportivo del club russo furono licenziati in blocco proprio in quei giorni e il trasferimento fu annullato) e al Portsmouth (in questo caso l’ostacolo fu il permesso di lavoro). Attaccante veloce e potente, esplosivo nel breve, in nazionale Ogbuke viene spesso impiegato in posizione più arretrata, come esterno destro alto di centrocampo. In Zweite Liga contribuisce alla promozione del club di Sinsheim con 12 gol, nella prima parte della Bundesliga compone un tridente da urlo con Vedad Ibisevic e Demba Ba. Poi si infortunano entrambi, lasciando Ogbuke da solo e sgretolando l’Offensivfuβball di casa Hoffenheim

ALEC CORDOLCINI

Obasi nel Lyn


Punto di forza: Grande duttilità tattica che gli permette di svariare lungo tutto il fronte offensivo. Rapido nel breve, veloce in campo aperto.

Punto di debolezza: L’efficacia sottoporta può ancora essere migliorata. Qualità indiscutibili, ma deve essere più “presente” nel match.




Chinedu Obasi Ogbuke

Enugu (Nigeria), 01/06/1986
Attaccante, 188 cm x 78 kg
Passaporto: nigeriano
Club attuale: Hoffenheim
Scadenza contratto: 2012

Video

Piccolo scorcio del tridente delle meraviglie Ogbuke-Ibisevic-Ba

Il gol all’Argentina nella finale del Mondiale under-20 del 2005

22 aprile 2009

[Occhio a] Louis Clement Ngwat-Mahop

Attaccante di movimento rapido e dinamico, parte largo sulla fascia, preferisce accentrarsi cercando la triangolazione o proponendosi per la conclusione a rete piuttosto che raggiungere il fondo, svaria molto per creare spazio ai compagni. Più veloce che abile nel dribbling, conosce il calcio europeo grazie al Bayern Monaco, che lo preleva a 17 anni dal proprio paese natìo, il Camerun, dove giocava nella massima divisione nazionale vestendo la maglia del Dragon Club di Yaoundè. Un “diamante grezzo” secondo Hermann Gerland, allenatore della seconda squadra del Bayern Monaco, un impostore secondo il magazine Kicker e la dirigenza del club bavarese. Procediamo con ordine. Ngwat-Mahop conferma le proprie doti nella Regionnaliga Süd 2006/2007, gudagnandosi le attenzioni di Ottmar Hitzfeld, che lo precetta per la prima squadra. Nel maggio 2007 debutta in Bundesliga contro l’Energie Cottbus, poi inizia la preparazione estiva per la nuova stagione agendo come vice-Kroos, largo a sinistra (Ribery non era ancora arrivato...), nel 442. Il pasticcio avviene prima della partenza per una tournée ad Honk Kong; il camerunense dichiara di aver smarrito il proprio passaporto, battente bandiera francese (per giocare nella terza divisione tedesca è infatti necessario possedere la cittadinanza comunitaria). Viene scoperto che il documento è falso, appartenendo in realtà ad una donna residente a Parigi. Bufera in Germania. Dal campo si passa agli avvocati e alle carte bollate. Il Bayern rescinde il contratto che lo lega al giocatore. Lo “salva” il Red Bull Salisburgo, che ottiene dalla Fifa il placet per poterlo ingaggiare. Con Trapattoni fa la spola tra prima squadra e giovanili, con Adriaanse - tecnico eccellente nell’accrescere il rendimento dei singoli attraverso lo sviluppo di un sistema di gioco unitario, corale ed estremamente offensivo - diventa parte integrante dell’ambiziosa compagine austriaca. Esterno sinistro nel tridente, la sua velocità si integra bene con la fisicità delle punte Janko e Nelisse. La più che probabile partenza di Janko a fine stagione può rappresentare la grande chance da sfruttare.

ALEC CORDOLCINI

Red-Bull-Austria Kärntern 4-1 (Sandro (A), Ngwat-Mahop (RB), Janko (RB) 3)


Punto di forza: la rapidità e il continuo movimento

Punto di debolezza: da migliorare la lucidità sotto rete




Louis Clement Ngwat-Mahop

Yaoundé, 16/09/1987
Attaccante, 186 cm x 80 kg
Passaporto: camerunense
Club Attuale: Red Bull Salisburgo
Scadenza contratto: 2011

14 aprile 2009

[Occhio a] Aristide Bancé

Prima punta potente, fisico compatto e muscoloso che sembra scolpito nell’ebano, movimenti istintivi e spiazzanti, perfetti per alimentare i più triti luoghi comuni sui calciatori africani “indisciplinati tatticamente benché fisicamente portentosi”. Carriera tribolata da scelte non sempre felici, carattere in linea con la sua chioma biondo platino: un pugno nell’occhio. Nasce ad Abidjan ma da piccolo emigra in Burkina Faso. La gavetta calcistica avviene comunque in Costa d’Avorio, dove cambia una squadra all’anno (Stade d'Abidjan, RFC Daoukro, Athletic Club d'Adjamé) prima di tornare nella “terra degli uomini integri” (questo significa Burkina Faso nelle lingue more e bamanakan parlate dai locali) per mettersi in mostra come grezzo ma dotato realizzatore con l’Fc Santos Ouagadougou. Il Lokeren lo porta in Belgio per sostituire Sambegou Bangoura. Prima stagione da brividi, ed ecco l’etichetta di bidone. L’arrivo in panchina di Willy Reynders lo trasforma da zero a mito. Il destro è potente, il colpo di testa una fucilata. Per la piazza è la controfigura black del sempre rimpianto Jan Koller. Nella stagione 2005/2006 con 15 reti è vice-capocannoniere della Jupiler League alle spalle della coppia Tchitè-Dosunmu. Il Lokeren, ieri come oggi (vedi Maazou), pensa a monetizzare. La spunta il Metalurg Donetsk, ma per Aristide l’Ucraina non è cosa. Sei mesi in prestito al Germinal Berschot per sostituire Francois Sterchele, passato all’Fc Bruges, non aiutano a togliere la brina dagli ingranaggi. La chiusura della stagione in Zweite Liga con il Kickers Offenbach regala timidi segnali di ripresa. In estate ci sarebbe però da rientrare a Donestk. Lo “salva” il Mainz, che lo mette a disposizione delle lune di Markus Feulner, promessa mai mantenuta del Bayern Monaco, per tentare un nuovo salto in Bundesliga. Tre doppiette, otto gol, tre assist, Mainz secondo a cinque punti dal Friburgo capolista. Il gigante del Burkina Faso è tornato sulla retta via.

ALEC CORDOLCINI




Punto di forza: fisico esplosivo, colpo di testa potente

Punto da migliorare: la disciplina, tattica e caratteriale

Breve scheda

Aristide Bancé

Abidjan, 19/09/1984
Attaccante, 192 cm x 90kg
Passaporto: ivoriano e burkinabè
Squadra attuale: Mainz
Scadenza contratto: 2012

Video
Zweite Liga 08/09: gol all’Augsburg (Tor der Woche n. 3)

07 aprile 2009

[Occhio a] Vincenzo Renella

Seconda punta tecnica e veloce, a dispetto della notevole altezza. Cresce calcisticamente nel Cannes, il club da cui è partito anche Zidane, debutta come trequartista nella Terza Divisione francese, quindi decide di emigrare in Svizzera. A Lugano non trova il feeling giusto con Dellacasa, che lo defila sulla fascia impiegandolo come esterno sinistro, mentre esplode con Boldini, dal quale viene proposto come attaccante di movimento in un 442 accanto a una punta centrale più statica (Renfer, Valente). E’ spettacolo a Cornaredo: dribbling, assist, giocate, reti da ogni posizione (attualmente è a quota 20 in 18 partite, capocannoniere incontrastato della Challenge Legue). Ci vuole però un’amichevole per cominciare a far girare il suo nome anche fuori dall’area elvetica. E’ lui ad aprire le marcature nel 2-0 rifilato dal Lugano al Milan, dove ridicolizza più volte Senderos. Sensibile alle provocazioni, finisce con frequenza sui taccuini dei direttori di gara. Dal prossimo luglio in Serie A nel Genoa, che lo ha acquistato l’inverno scorso salvo lasciarlo in Ticino fino al termine della stagione. Qualche osservatore esprime riserve sulla sua adattabilità ad un modulo a tre punte. Padre napoletano, madre francese, può scegliere tra due nazionali.

ALEC CORDOLCINI



Punto di forza: qualità tecniche di prim’ordine
Punto da migliorare: il colpo di testa



Vincenzo Renella

Cannes, 10/10/1988
Attaccante, 188cm x 78kg
Passaporto: francese e italiano
Club attuale: Lugano (in prestito dal Genoa)
Scadenza contratto: 2012

04 aprile 2009

[Occhio a] Nicolás Lodeiro

L'Uruguay è probabilmente la squadra con maggior talento grezzo, da raffinare ma potenzialmente favoloso, vista all'ultimo campionato Sudamericano under 20. Chiude al secondo posto, dietro al Brasile, quindi la rivedremo con interesse al prossimo Mondiale di categoria, che si giocherà a settembre inoltrato in Egitto.
Teoricamente chiuso da giocatori che stanno evoluendo in Europa, Nicolás Lodeiro ha mostrato di non avere nulla da invidiare ai più quotati Tabaré Viudez e Jonathan Urretaviscaya. L'idea del CT Diego Aguirre è stata quella di continuare a ruotare le mezzepunte: due posti per i tre giocatori sopraccitati. Lodeiro è probabilmente quello che ha reso di più. Piccolo di statura ma ben piazzato fisicamente non ha i primi passi velocissimi, però sa calciare molto bene, anche da fermo, è un sinistro ma può segnare anche di destro. Scoperto giovanissimo dal Nacional di Montevideo in un torneo, basta un singolo provino per arruolarlo nei Bolsos, dove debutta nell'under 14. Originario di Paysandú, il club della capitale si sobbarca anche le spese per gli studi e l'alloggio. L'esordio in prima squadra avviene a 18 anni, ma Lodeiro non può trovare continuità, chiuso dall'ex Sampo "Matute" Morales e da Martín Ligüera, con un ruolo a metà tra il centrocampista (offensivo) e la seconda punta, a seconda dell'atteggiamento della squadra. Il talento però è evidente, e le selezioni giovanili con la maglia Celeste dell'Uruguay diventano un'abitudine fissa. Durante un torneo under 20 in Spagna (a L'Alcúdia, a proposito, l'edizione 2009 sta per iniziare) spezza tanti cuori: innamoramento sicuro quello dell'Atletico Madrid ( in ispecie del DS, Jesús García Pitarch) che lo segue e ne apprezza le qualità anche nel Sub 20 in Venezuela. Nella Libertadores si quest'anno, all'esordio, contro i peruviani dell'Universidad San Martin, entra nella seconda parte del match surrogando Diego Rodriguez e impreziosisce la bella prestazione con un gol. In rete è andato anche recentemente, contro il River Plate. Impossibile, ormai, tenerlo nascosto. Forse però un salto diretto in Europa (si è parlato anche di Barcellona) sarebbe un male, specie se si pretende subito molto da lui. L'ideale sarebbe una stagione da titolare, a casa sua. Da seguire con molta attenzione.

CARLO PIZZIGONI



Breve Scheda
Marcelo Nicolás Lodeiro

Paysandú (Uruguay) 21/03/1989
Mezzapunta - Attaccante 170cm x 69 kg
Passaporto: Uruguagio
Squadra attuale: Club Nacional di Montevideo


Video:


Breve intervista

Gol contro il River Plate

31 marzo 2009

[Occhio a] Mika Ojala

Centrocampista polivalente di spiccate propensioni offensive, rivelazione tra le fila dei campioni dell’Inter Turku della Veikkausliiga 2008, dove è stato premiato quale miglior giocatore nelle categorie “centrocampista” e “giovane”. Destro naturale, grande mobilità, vede bene la porta: con 8 reti è stato il miglior marcatore dell’Inter Turku nell’ultimo campionato, con 3 in 6 partite (di coppa) è partito forte anche in questa stagione. Può giocare esterno destro, play alto in una mediana a rombo o seconda punta di movimento in un 442, ma nello spareggio vinto ai rigori contro l’Austria che ha garantito alla Finlandia under-21 l’accesso alla fase finale degli Europei di categoria è stato provato anche sulla fascia sinistra in un 451. Lo scorso agosto è stato convocato dal tecnico Stuart Baxter nella nazionale maggiore, senza però esordire. In prova all’Heerenveen a gennaio, dopo un test nel 2006 con lo Zurigo non andato a buon fine, rischiava prolungati periodi di permanenza in panchina a causa dell’affollamento nel reparto avanzato dei Frisoni. Oltretutto era da testare la sua adattabilità al 433. Non è quindi detto che l’essere rimasto in Finlandia sia stato un treno perso.

ALEC CORDOLCINI



Punto di forza: con il giusto modulo la sua mobilità può rendere la vita difficile a molti avversari

Punto da migliorare: la continuità

Breve scheda
Mika Ojala

Paimio 21/06/1988
Centrocampista offensivo. 1.78 x 74
Passaporto: finlandese
Club attuale: Inter Turku
Scadenza contratto: 2012

28 marzo 2009

[Occhio a] José Ángel

Diciannovenne terzino sinistro, è il nome emergente del prolifico vivaio dello Sporting Gijon e, in prospettiva, il laterale completo e “profondo” che non farebbe affatto male alla nazionale spagnola. Aggregato alla prima squadra nel precampionato, si mette in evidenza nelle amichevoli estive, trova un posto fisso nell’undici di Copa del Rey, poi approfitta dell’infortunio del titolare Canella per farsi strada anche in Liga giocando dal primo minuto le ultime cinque partite, e segnando anche il primo gol della propria carriera, una violenta punizione nella vittoria casalinga contro il Deportivo. Guadagna anche la convocazione nell’Under 21, della quale dovrebbe far parte nel prossimo ciclo.

Il bagaglio atletico e tecnico è davvero di primissimo ordine. Fisico slanciato, agile, elastico ed esplosivo, forte nel contrasto, la combinazione di rapidità e reattività sul breve e al tempo stesso velocità negli allunghi lo rende un cliente potenzialmente molto difficile nell’uno contro uno. Dal punto di vista tattico può invece migliorare il posizionamento.

Il lato più forte del repertorio di José Ángel, fino a due anni fa centrocampista esterno di ruolo, è però la fase offensiva: poco evidente in queste recenti partite, prevalentemente spese in contenimento, ma sulla carta assai incisiva. Ancora acerbo e portato a concludere talvolta le azioni in maniera frettolosa e ad abusare dei rilanci a spazzare la metacampo, fa intravedere tuttavia una qualità di palleggio nettamente sopra la media del ruolo. Non solo si sovrappone con grande velocità e convinzione, ma ha pure le capacità per triangolare e sgusciare nello stretto col pallone incollato al piede, talvolta puntando l’avversario da fermo come un’ala di ruolo.

Sinistro secco, violento e anche discretamente preciso, cross veloci e tagliati verso il secondo palo, sui calci di punizione cerca di sfondare la barriera con la soluzione di potenza. Usa spesso anche il destro per rientrare al cross, ma la precisione lascia ancora a desiderare.

VALENTINO TOLA (Calcio Spagnolo )


Fonte: http://futbolecciones.blogspot.com

Punto di forza: atleticamente e tecnicamente al top del ruolo.

Punto da migliorare: potenzialmente non ha particolari punti deboli, il successo dipenderà dalla maturazione psicologica.

Breve scheda
José Ángel Valdés Díaz

Gijón; 05/09/1989.
Terzino sinistro; 182 cm x 75 kg.
Passaporto: spagnolo.
Club attuale: Real Sporting de Gijón.
Scadenza contratto: 2014 (clausola rescissoria: 18 milioni di euro).

VIDEO

Gol al Deportivo

25 marzo 2009

[Occhio a] Thiago Silva

La creatività dei brasiliani nell'inventare nomi di battesimo è fuori dal comune. Senti: ISAGO, ma che nome è? Allora, il genere è maschile e rappresenta lo shakeraggio tra il nome della mamma, Isabel, e quello del papà, Thiago: sì, Thiago Silva, il centrale difensivo acquistato dal Milan per poco più di 10 milioni a inizio anno e già trasportato a Milanello. Insomma, nessuno è perfetto. A "compensare", ci sarebbero, ci sono le enormi qualità di questo difensore, eletto da un monumento come Carlos Alberto (capitano della nazionale brasiliana quando a giocarci c'era Pelé), miglior centrale del Paese. René Simões, fantasioso giramondo ma pure ottimo tecnico ( e bene fece pure al Flu), lo celebra non solo per le qualità tecniche (quelle sono note ai più, ha già indossato l'amarelinha) ma soprattutto per la maturità: "non è mai in ritardo, si allena seriamente, non è mai al centro di nessuna polemica e il successo non lo ha cambiato." Bel biglietto da visita. Thiago Silva che, prima di tutto, è un grande lettore di situazioni in campo, sa dove deve andare, sa cosa fare, commette pochi falli, può tranquillamente iniziare l'azione (ha un destro potente e preciso) e possiede il fisico per realizzare quello che vuole, ha però una macchia lui pure in carriera. Da giovanissimo ha varcato l'oceano per atterrare alla Dinamo Mosca, si becca la tubercolosi e resta in ospedale per due mesi, non si riprenderà più e vedrà la luce solo quando il suo manager, l'onnipresente Jorge Mendes, lo trascinerà in Portogallo. Lì si riprende, torna in Brasile, e ricomincia a brillare. Quando sembrava certa la firma con l'Inter, il Milan interviene, e se lo aggiudica. Bel colpo.

CARLO PIZZIGONI



Punto di forza: Grande calcio, fisico e intelligenza. Difensore completo.

Punto da migliorare: Occhio all'irruenza; mentalmente sopporterà il ritorno in Europa?

Breve scheda

Thiago Emiliano da Silva

Rio de Janeiro, 22 settembre 1984
Centrale difensivo
Passaporto: Brasiliano
Club attuale: Milan
Scadenza contratto: 2013



Video

Thiago vede la porta...

La commozione durante il suo addio al Flu

23 marzo 2009

[Occhio a] Alexander Banoy Tettey

Centrocampista difensivo centrale tosto, è ghanese di nascita ma norvegese d’adozione (e di passaporto), avendo speso la sua intera carriera calcistica sui campi dello stato scandinavo. Nelle giovanili del Bodø/Glimt gioca esterno destro in una mediana a quattro, arrivato al Rosenborg via Kolstad viene provato anche interno in una linea a tre. Il prestito a 19 anni allo Skeid non è un buon segnale, ma lui tiene duro e nel 2006 rientra nei ranghi del club di Trondheim vincendo il campionato da titolare. L’anno seguente Knut Tørum lo converte in mediano puro, disciplinandone corsa e gestione degli sforzi, e gli consegna i gradi di vice-capitano iniziando il passaggio di consegne con la leggenda locale Roar Strand. Possiede un destro più potente che preciso, ed è una fortuna per Josè Mourinho, che evita così la sconfitta a Stamford Bridge del suo Chelsea nella fase a gironi della Champions League 07/08. Rapido e reattivo, buona personalità in campo, non disdegna l’incursione in avanti (6 reti negli ultimi due campionati), retaggio del suo passato più propenso a sostenere l’azione. Miglior giocatore del Rosenborg 2008, in gol all’esordio (davanti alla difesa accanto a Anthony Annan in un 4-2-3-1) contro il Vålerenga nella nuova Tippeliga, da due anni nel giro della nazionale maggiore norvegese, che alterna all’under-21.

ALEC CORDOLCINI



Punto di forza: resistenza da mezzofondista

Punto da migliorare: il tocco di palla deve crescere qualitativamente

Breve scheda


Alexander Banor Tettey

Accra, 4/4/1986
Centrocampista difensivo, 180 cm x 68 kg
Passaporto: Ghanese e Norvegese
Club attuale: Rosenborg
Scadenza contratto: 2011

Video

Tippeliga 2009: Rosenborg- Vålerenga 3-0 (Iversen, Olsen, Tettey)

17 marzo 2009

[Occhio a] Mounir El Hamdaoui

Attaccante rapido e dinamico adattabile a più moduli. Nasce ala sinistra nell’Excelsior Rotterdam, ma le movenze sono da seconda punta che ama tagliare il campo con improvvisi inserimenti piuttosto che cercare il fondo. 28 reti in una stagione e mezza gli valgono la chiamata nel Tottenham Hotspur di Martin Jol, dove però la folta concorrenza (Defoe, Keane, Kanoutè, Mido) gli permette di mettersi in mostra solo nelle amichevoli. Nel Derby County in Championship gioca largo sulla fascia, il ritorno in Olanda nel Willem II lo ripropone – prima che il menisco finisca in frantumi - in posizione più centrale. Ci vuole un grande allenatore per sfruttarlo al meglio. Lo trova in Louis van Gaal all’Az Alkmaar. Funziona bene sia come supporto ad una punta fisica (Pellè) o rapida (Ari), sia come terminale offensivo avanzato in un 4411 o in un 442. L’ottima tecnica di base lo rende incline alla giocata. 21 gol stagionali (20 in Eredivisie), di testa, di destro, da lontano, in acrobazia. A lungo indeciso tra nazionale olandese e marocchina, ha scelto le origini, esordendo con i Leoni dell’Atlante lo scorso febbraio contro la Repubblica Ceca. Punta centrale nel 442 targato Roger Lemerre, con lui, Kharja, Boussoufa e Hadji ecco un Marocco dai piedi dolci come non si vedeva da tempo.

ALEC CORDOLCINI



Punto di forza: piede destro educatissimo

Punto da migliorare: a livello agonistico non è un leone


Breve scheda:
Mounir El Hamdaoui

Rotterdam 14/07/1984

Attaccante, 183 x 81

Passaporto: olandese e marocchino

Club attuale: Az Alkmaar

Scadenza contratto: 2012


Video

El Hamdaoui’s flick, Peace Cup 2005

Eredivisie: gol contro il Willem II (27/09/2008)