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06 luglio 2012

Copa Libertadores: Corinthians campione!

Al termine di un percorso netto, senza sconfitte (otto vittorie e sei pareggi), il Corinthians, una delle squadre più amate del Brasile, vince la sua prima Copa Libertadores. Dopo l’1-1 della Bombonera, nella notte il Timão compie l’ultimo atto di questo cammino, vincendo 2-0 in casa, al Pacaembu, contro il Boca Juniors. Grazie a una doppietta di Emerson Sheik, attaccante passato per il Qatar, dove ha preso la cittadinanza e debuttato con la Nazionale, il Milan non si vedrà costretto a modificare la scritta sulla maglia: con la sconfitta, il Boca non sorpassa i rossoneri nel non sempre chiaro conteggio del numero di trofei vinti.

Il Corinthians vince la sua prima Libertadores mostrando un calcio assai poco brasiliano, quasi europeo, fatto di grande organizzazione tattica, solidità difensiva, copertura degli spazi rigorosa e grande sacrificio fisico, anche da parte di attaccanti e mezzepunte. La squadra di Tite, nella partita decisiva, non palesa però quella determinazione che l’aveva caratterizzata in tutta la Libertadores. Il Timão indugia, non riesce a prendere ritmo dalla sua pressione, che per una volta non è ordinata: la difesa concede troppe ricezioni in mezzo agli avversari e riparte in maniera estemporanea, con spaziature non idonee. Il primo tempo è un festival della paura, e i puristi dell’estetica non esultano di certo, poiché anche il Boca non riesce a supportare il faro della squadra, la sola credibile opzione offensiva: il vecchio ma sempre delizioso Riquelme, che non gioca sicuramente la sua miglior partita di sempre. Mouche rimane senza rifornimenti (ha una sola occasione chiara in tutta la gara) e un altro uomo chiave della squadra di Falcioni, Somoza, in mezzo al campo, è spento. L’unica emozione della prima frazione è rappresentata dalle lacrime del portiere Orion, costretto ad abbandonare il campo alla mezz’ora per un problema fisico. Il nervosismo è il solo protagonista: fa davvero specie vedere la linea difensiva del Corinthians, guidata dal neo-romanista Leandro Castan (grande gara, ieri), solitamente perfetta, continuamente costretta a correzioni, a chiusure frettolose senza coperture adeguate e a lanci sparacchiati in avanti. Non vengono innescate le ormai celebre ripartenze, e il solo Alex, che non ha mai corso così tanto in carriera, ci prova da fuori area con conclusioni velleitarie.

Migliora giusto un poco il Corinthians nel secondo tempo, soprattutto arrivano i gol: il primo, al 54’, giunge per merito di un grande assist di tacco di Danilo. Il Corinthians sembra scuotersi, soprattutto ritrova energie e volontà. e Emerson Sheik, insieme al compagno di reparto Jorge Henrique aumenta, se possibile, il contributo in fase di non possesso, poi torna a essere decisivo davanti. Un errore dell’eterno Schiavi in disimpegno, al minuto 72, scatena il “qatariota” che si invola per trenta metri e deposita alle spalle di Sosa, chiudendo la pratica. Negli ultimi anni il Corinthians ha investito tutto per arrivare a questo notte: è passato però troppo spesso per i grandi nomi, con i Gavioes da Fiel, la sua celeberrima torcida, che ha spasimato per i Tevez e i Ronaldo; ma, paradosso, il giorno della storia è arrivato con nessun fuoriclasse in campo, solo un gruppo umile e pieno di volontà, come ha sottolineato a fine gara, tra le lacrime, Jorge Henrique. Oltre al grande spirito di sacrificio di tutti, l’arma in più del Corinthians in tutta la campagna di Libertadores è stata certamente la linea mediana, formata da Ralf e Paulinho, oggetto del desiderio dell’Inter, ma che qui a San Paolo tutti vogliono confermare, per costruire un Timão da sogno e raggiungere il grande obiettivo del Mondiale per Club. Probabilmente arriverà qualche grande nome (si sogna il ritorno di Tevez), ma al Corinthians non servono più figurine senza valore, ora che grazie al lavoro di Tite, un’anima vincente ce l’ha già. E stanotte tutto il Sudamerica l’ha definitivamente capito.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Gazzetta 


Gol: Emerson, 54' e 72'
CORINTHIANS: Cássio; Alessandro, Leandro Castán, Chicão e Fábio Santos; Ralf, Paulinho e Danilo; Jorge Henrique, Alex (Douglas) e Emerson (Liédson). Tecnico: Tite
BOCA JUNIORS: Orión (Sebastián Sosa); Sosa, Caruzzo, Schiavi e Clemente Rodríguez; Ledesma (Cvitanich), Somoza, Erviti e Riquelme; Pablo Mouche (Viatri) e Santiago Silva. Tecnico: Julio César Falcioni

21 giugno 2012

Corinthians in finale di Copa Libertadores: come hanno giocato Paulinho e Neymar?

Dopo più di cento anni di gloriosa storia, nell'anno in cui mediaticamente nessuno puntava su di loro, il Corinthians raggiunge la sua prima finale di Copa Libertadores. Dopo la vittoria dell'andata a Vila Belmiro, al Timão è stato sufficiente pareggiare in casa per eliminare il Santos, campione uscente.



Corinthians. Lo abbiamo ribadito più volte, seguendo il percorso del Timão in Libertadores: la squadra di Tite è quella che, tra le favorite alla vittoria finale, ha offerto maggiore solidità. Grande attenzione nelle spaziature, perfetta collaborazione tra i reparti, grande capacità di concentrazione sono alcune delle caratteristiche più evidenti di questo monolite chiamato Corinthians. L'attacco ordinato, speso proposto con ripartenze, non modifica mai l'equilibrio della squadra, che non va mai in parità numerica difensiva nelle zone pericolose del campo. Quando la difesa è schierata, poi, c'è davvero poco da fare: la linea non è altissima, e c'è molta attenzione alla fase di pressing a non concedere spazi interni. Solo un super talento come Neymar è riuscito a trovare qualche pertugio, ma mai con continuità. Il lavoro di Tite è stato ottimo, e molto sottovalutato, soprattutto in Patria: la storia, anche se sarebbe più giusto dire il cliché legato al futebol del joga bonito, esigerebbe un altro tipo di proposta di calcio per una squadra brasiliana. La diversità del Corinthians è stata però vincente: farà scuola?

Neymar. Il ragazzo d'oro del calcio brasiliano (e mondiale) esce battuto dalla semifinale, ma non ridimensionato. Neymar è più di un talento, è un giocatore vero pronto a fare la differenza a qualunque livello, già da subito. Prima sull'esterno, poi da centravanti: l'uomo con la cresta è stata l'unica opzione offensiva credibile del Santos, e non solo in quest'ultima partita. Spesso ha inventato giocate anche triplicato o partendo da fermo. Non sempre le sue ricezioni sono state pulite, ma non si è mai scoraggiato e ha provato fino alla fine a trovare la rete che avrebbe regalato la seconda finale di Libertadores in due anni al Peixe. Classe 1992, rimarrà quasi sicuramente in Brasile fino al Mondiale casalingo del 2014. Toccherà vedere parecchio futebol brasiliano, per ammirare questo fenomeno. Bravo anche a fine partita, davanti a un microfono, dove fa i complimenti agli avversari e dice pure che tiferà per loro, per il calcio del suo Paese, nella prossima finale di Libertadores.

Paulinho. In Italia lo hanno cercato Inter e Roma, e forse qualche altra squadra. Il Cska Mosca ha offerto circa 10 milioni per portarlo in Russia e in Spagna hanno chiesto informazioni su di lui, specialmente da Valencia. Nel Corinthians di Tite è l'uomo disequilibrante del centrocampo: forza fisica, capacità realizzative di piede e di testa ( suo l'assist nel gol dell'andata che ha reagalato il vantaggio decisivo al Corinthians nel duello tutto brasiliano), buone letture nelle transizioni offensive.  Inserito nel mosaico perfetto di Tite brilla enormemente. Il giocatore è sicuramente di ottimo livello. Due i dubbi che però qualche osservatore nutre su di lui, in vista di un approdo europeo . Fuori dal campo è certo un ragazzo a posto, ma potrebbe pesare a livello psicologico il fallimento della sua prima esperienza nel Vecchio Continente: il transito da giovanissimo in Polonia, dove il solito impresario poco lungimirante lo aveva spedito, non è stato tutta rosa e fiori. E infatti Paulinho vuole valutare bene l'eventaule destinazione, altrimenti rimane qui in Brasile, idolo di una torcida di 35 milioni di tifosi appassionati. Poi c'è un discorso tecnico: Paulinho è perfetto per questo sistema, ma non è un giocatore totale, in altri contesti le sue qualità non sarebbero così esaltate e i suoi difetti probabilmente resi più visibili. Al Corinthians se lo tengono volentieri: e sperano di vederlo presto in una foto con al fianco l'imponente Copa Libertadores...

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

14 giugno 2012

Il Corinthians sbanca Vila Belmiro: la finale di Copa Libertadores 2012 è vicina


Un gran gol del contestato Emerson Sheik decide la sentitissima finale di andata di Copa Libertadores: il Corinthians vince 1-0, con merito, a Vila Belmiro, contro un Santos poco incisivo davanti e ha già un piede e mezzo in finale.
Muricy Ramalho prova  a giocarsi Neymar in mezzo all’attacco, un po’ in stile Messi. Qualche buona giocata per il giovane fenomeno, ma il grande lavoro di coperture e schermi del Timão lo costringono ad abbassarsi tantissimo per ricevere palla. La chiave della partita è proprio nella superlativa prova difensiva del Corinthians. Il lavoro di Tite in questi mesi è stato avvero fantastico, e i soli due gol presi in Libertadores nelle ultime dieci gare non dicono ancora nulla.
Perfetto il doble pivote Ralf- Paulinho, perfetti nei rientri laterali, negli incroci interni e nel movimento sulle uscite di palla anche gli attaccanti Jorge Henrique e Emerson Sheik (espulso nel secondo tempo e pesante assenza nel match di ritorno), perfetti nella gestione della linea dietro Chicão e il neo romanista Leandro Castan, ottimo supporto in transizione e nelle giocate di appoggi stretti di Alex e Danilo. Soprattutto le letture difensive di squadra fanno assomigliare il Timão più a una squadra europea di alto livello che a un time brasileiro de futebol. La grande sostanza, l’organizzazione difensiva precisa, ti fa anche attaccare con ordine e equilibrio: in una ripartenze Emerson Sheik pesca il gol del vantaggio: transizione centrale, palla al piede di uno dei migliori in campo, Paulinho (sempre sotto osservazione dell’Inter), e scarico per il naturalizzato qatariota, bel controllo e missile sotto la traversa sul palo lungo.
Il Santos diventava sempre più nervoso, e con la lucidità perde anche le distanze adeguate in campo. Malissimo in mezzo al campo, dove la partenza di Ibson è stata probabilmente troppo sottovalutata. Elano incappa in una delle sue partite storte, e non ne combina una giusta, Ganso regala qualche perla, ma la ferocia dei centrocampisti cortinhiani gli inibiscono la cattedra perpetua, e alla lunga il suo apporto è poco consistente. Il probema del Santos tutto è proprio l’assenza di alternative offensive negli ultimi venti metri: Muricy prova a smuoverla inserendo Borges, terza punta in aggiunta a Neymar e Alan Kardec, ma i profitti dell’iniziativa sono limitati ( e nelle rare occasioni in cui si manifestano, ci pensa l’ottimo Cassio) e l’unica estemporaneità, rispetto al possesso palla sterile santista, è rappresentata dal calo di energia che fa sparire la luce per un quarto d’ora a Vila Belmiro.
Il Corinthians è un monolite, un blocco unico che pare impossibile anche solo scalfire, è una proposta diversa, interessante del nuovo futebol brasiliano. Oggi è probabilmente la squadra più accreditata alla vittoria finale. Prime conferme settimana prossima, nel match di ritorno a Pacaembu. Intanto stanotte l’altra semifinale tra Boca Juniors e Universidad de Chile: la mistica della Bombonera contro la squadra spettacolo del subcontinente latino-americano: divertimento assicurato.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Santos – Corinthians 0-1

SANTOS (4222): Rafael Cabral; Henrique, Edu Dracena, Durval e Juan; Adriano, Arouca (Felipe Anderson), Elano (Borges) e Paulo Henrique Ganso; Neymar e Alan Kardec (Dimba) Allenatore: Muricy Ramalho
CORINTHIANS (4222): Cássio; Alessandro, Chicão, Leandro Castán e Fábio Santos; Ralf, Paulinho, Danilo e Alex (Wallace); Emerson e Jorge Henrique. Allenatore: Tite

Gol: Emerson Sheik al 28′

25 maggio 2012

Santos e Universidad de Chile, semifinali di rigore

Santos (Bra) – Velez (Arg) 1-0

Dopo l’uno a zero dell’andata il tecnico argentino Ricardo Gareca, il vero scopritore di Javier Pastore e Ricky Alvarez, organizza un 4411 con Cubero sulla linea mediana, Fernandez e Cabral sugli esterni e il “Burrito” Martinez dietro l’unica punta Obolo. Proposta audace e interessante, che regala i suoi dividendi. Le due linee non fanno filtrare nulla, soprattutto si riesce a negare la ricezione a Neymar, costretto ad allontanarsi dalla porta e dalle zone pericolose. In mezzo, perà, illumina Ganso: compassato sì, ma genio del futebol, mette la palla con le mani, dove vuole e con una semplicità e un tempismo degne di un fuoriclasse. La giocata chiave della partita accade al 40′, il portiere argentino Barovero viene espulso per l’uscita kamikaze su Neymar. Velez in dieci, Gareca sceglie di levare l’unica punta Obolo. Il dogma della doppia linea di 4 non viene toccato, Martinez può certamente pressare più di Obolo, ma senza un riferimento offensivo, il Velez diventa piano piano un reale Fortin: la squadra non trova più aria, non esistono pause nelle azioni dei brasiliani. Il Santos si butta avanti in maniera disordinata, con troppa foga, ma senza paura, perché da dietro può costruire senza difficoltà. Il gol per pareggiare la gara di andata lo trova, al 78′, l’ex vascaino Alan Kardec (su cui ha investito il Benfica), grazie a una straordinaria (di nuovo) verticalizzazione di Ganso che trova Leo (i terzini santisti hanno però spinto troppo poco): il giovane attaccante fa quello che meglio sa fare, calciare d’istinto, e trova il fondo della rete facendo esplodere la Vila (Robinho incluso, presente in tribuna). Ai rigori, perfetto il Santos.





Universidad de Chile (Cil) – Libertad (Par) 1-1

Sul blog abbiamo elogiato con continuità l’Universidad de Chile, è certo esteticamente e come proposta di gioco la miglior squadra del subcontinente, e forse stiamo un po’ stretti nella circoscrizione geografica. Andrà in semifinale, anche con merito, ma è giusto elogiare, al termine di una gara terminata ai rigori, e con l’unica differenza di un penalty segnato in più, il Libertad. Il lavoro di Jorge Burruchaga è stato davvero eccellente, e la partita del ritorno a Santiago è stata ancora migliore della già ottima giocata ad Asuncion. La U non trovava spazio, Marcelo Diaz, metronomo della squadra, viene continuamente schermato e reso inefficace in costruzione (ottimo il lavoro anche in fase passiva di Velazquez e Nunez). Roja e Acevedo non hanno la qualità necessaria per pulire l’azione da dietro, così l’Universidad perde di velocità d’azione, perde i tempi che la hanno resa ormai celebre, anche perché davanti gioca una partita sottotono Henriquez. La U non sfonda, si arriva ai rigori. E l’idolo Lorenzetti, dopo la parata di Johnny Herrera, chiude la lotteria e porta la squadra cilena tra le migliori quattro del Sudamerica.



CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

24 maggio 2012

Libertadores. Vasco eliminato, il Corinthians con Paulinho è in semifinale

Si chiude il sogno vascaino. Dopo un quarto di finale molto equilibrato, ha prevalso la solidità del Corinthians, grazie a un bel colpo di testa, a pochi minuti dal termine, di Paulinho ( protagonista di una partita tutt'altro che buona). Clamorosa l'opportunità divorata da Diego Souza, sullo 0-0, che avrebbe quasi certamente modificato il nome della semifinalista: un incubo che lo accompagnerà per molto tempo, accompagnerà lui e tutti i vascaini...




04 maggio 2012

Libertadores. Ottavi. Il Deportivo Quito distrugge la Universidad de Chile

Deportivo Quito - Universidad de Chile 4-1

Suicidio calcistico della Universidad de Chile a Quito. Forse la squadra più spettacolare della Libertadores perde 4-1 contro il Deportivo Quito di Carlos Ischia giocando una partita pieno di errori individuali e, soprattutto, senza coscienza. Jorge Sampaoli è certo un genio della panchina, un genio che non sa riconoscere l'ordinarietà: qui la sua squadra ha trovato, sì una giornata storta ma soprattutto è stata incapace di leggere la situazione, incapace di comprendere che anche una sconfitta con un passivo limitato poteva essere un buon risultato. E invece la U è andata sempre avanti, ha cercato di trovare spazi dove non c'erano (dal 30' era anche in vantaggio numerico - out Olivo: pari ristabilito dopo mezz'ora: doppio giallo a Gonzalez), la palla girava lentamente, la spaziatura in campo non era più equilibrata. Due gol assurdi in contropiede (l'ultimo dell'ottimo Fidel Martinez è davvero assurdo per come è nato)  hanno segnato fortemente questa qualificazione: ora ci vuole un miracolo a Santiago.

L'ex Boca Ischia ha cercato e voluto una squadra compatta, pronta a ripartire: gli uomini per fare male nelle ripartenze, anche nelle mezze transizioni, non mancano alla squadra della capitale ecuadoriana, la sorpresa, rispetto alle realtive attese, di questa stagione in Libertadores. Come sorpresa è il cannoniere argentino Alustiza, che sblocca il risultato nel primo tempo. La U riprende la partita grazie a una giocata dell'uomo squadra Diaz ( ma perché non gioca in Europa?) che trova Mati Rodriguez a destra (ma perché, Sabella, non gioca in Nazionale?): è 1-1. Ma la U continua a masticare calcio, senza una definizione. Checa, difensore goleador, riapre la partita, prima della follia Bulla, che incide il 4-1 finale.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Deportivo Quito: Marcelo Elizaga; Pedro Velasco, Luis Checa (m.72, Luis Romero), Geovanny Espinoza, Mauricio Folleco; Freddy Olivo, Juan Carlos Paredes (m.81, Edison Vega), Luis Saritama, Fidel Matínez; Matías Alustiza e Maximiliano Bevacqua (m.34, Alex Bolaños). DT: Carlos Ischia.

Universidad de Chile: Johnny Herrera; Osvaldo González, Igor Lichnovsky, José Rojas; Matías Rodríguez, Marcelo Díaz, Sebastián Martínez (m.45, Gustavo Lorenzetti), Eugenio Mena, Charles Aránguiz; Angelo Henriquez (m.45, Paulo Magalhaes) e Junior Fernandes. DT: Jorge Luis Sampaoli


Gol: 1-0, m.29: Matías Alustiza. 1-1, m.35: Matías Rodríguez. 2-1, m.44: Luis Checa. 3-1, m.56: Matías Alustiza. 4-1, m.82: Fidel Martínez.

02 maggio 2012

L'Atletico Nacional non c'è più: Velez corsaro

Atletico Nacional Medellin - Velez Sarsfield 0-1

Sembra sia già finita la bella favola dell'Atletico Nacional. Non solo e non tanto per la sconfitta (1-0, gran gol di Bella) di ieri notte in casa contro il Velez nell'andata degli ottavi di finali di Libertadores. Sembra sia finita perché la squadra di Medellin ha perso lo spirito che gli consentiva di esprimere il miglior calcio del Sudamerica, unitamente all'Universidad de Chile. Macnelly, Mosquera e Pabon, sono diventati quasi alieni al gioco di squadra, di cui resta solo un lento trascinarsi verso l'area avversaria: la squadra non ritrova più i ritmi di gioco, è imprecisa, si affida alle giocate individuali di Pabon, è poco aggresiva. La sconfitta contro un solido (ma nulla più ) 442 del Velez di Gareca, una sconfitta che poteva anche essere più larga (il Burrito Martinez ha sbagliato un rigore a inizio secondo tempo), si è celebrata senza il Sachi Escobar in panchina. In settimana, si era infatti consumato il divorzio dal fratello del grande Andres, dopo la sconfitta, l'ennesima in Liga, contro l'Atletico Huila. I tempi non sono parsi proprio perfetti: o si mandava via prima, invece di tenere sulla graticola per settimane il Sachi, o lo si lasciava sul banco almeno per questa sfida. Si è optato per la situazione più discutibile, cambiare il tecnico prima del match, cercando di dare una scossa almeno emotivo promuovendo Norberto Peluffo. La scossa non c'è stata, anzi.



Nell'altra gara della notte, pareggio 1-1 tra Cruz Azul e Libertad. Partita quasi totalmente condotta dai messicani, ma la squadra di Burruchaga trova il pari e riesce nell'impresa di mantenerlo fino al termine

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

27 aprile 2012

Libertadores. Ottavi di finale. Datolo sbaglia, l'Internacional non fa male al Fluminense

Nella notte, prime due partite degli ottavi di Copa Libertadores

Internacional – Fluminense 0-0

Si incontrano due squadre brasiliane all’inizio della fase calda di Libertadores. L’Inter però non ci arriva nel momento migliore: mancano sia Oscar (fuori per le note questioni contrattuali) che D’Alessandro (infortunio). Ci andrà infatti l’ex Napoli Jesus Datolo sul dischetto per la più grande opportunità della gara: al 58′ rigore lento e bella parata di Diego Cavalieri che lascia in parità in Flu. I carioca giocano un primo tempo migliore, controllano il ritmo, sono più ordinati nei movimenti offensivi. Fred in dubbio fino all’ultimo, unico riferimento centrale, Rafael Sobis che gli gioca attorno e Deco e Thiago Neves a bilanciare, scegliendo a turno di accompagnare. Perde un pezzo importante il Fluminense, con l’uscita di Diguinho, in mezzo, dopo 31′. L’Inter è più pasticcione: Damiao non vede palla e sceglie di andarsela a prendere distante dalla porta: intasa gli spazi, si muove male, e il resta del suo club non lo asseconda. Dagoberto non si muove male ma nella ripresa lascia il posto all’ex Trabzonspor Jajà. Gara bloccata nel secondo tempo, ma con un rigore sciupato e un palo di Tinga, probabilmente all’Inter sta stretto il pareggio senza gol finale. Fluminense favorito per il passaggio del turno.




Nell'altra gara, vittoria 2-1 del Bolivar, una delle squadre più interessanti della competizione, sul Santos. Vantaggio dell'altura e buon gioco per i padroni di casa che hanno già ottenuto la soddisfazione di battere i campioni in carica di Neymar, fatto oggetto di un ignobile gesto da parte dei tifosi boliviani. Ritorno a Vila Belmiro, farà molto caldo...


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

20 aprile 2012

Libertadores: Neymar più forte del The Strongest

Ultima giornata della fase a gironi di Libertadores.

Santos (Bra) - The Strongest (Bol) 2-0

I boliviani hanno avuto la chance di qualificarsi agli ottavi, complice il capitombolo dell'Internacional (l'ennesimo, dopo la vicenda Oscar), in Perù contro il Juan Aurich. Ma contro Neymar c'è stato poco da fare: prima assist per Alan Kardec poi golaço, ora il giovane ambito da tutto il mondo è diventato il terzo goleador di sempre del Santos nella Libertadores, dopo Pelé e Robinho. E al di là delle due azioni che hanno poi deciso l'incontro, grandi giocate contro una squadra che, innervosita, non gli ha risparmiato qualche calcione di troppo.
Ottima comunque la partecipazione dei boliviani in questa Libertadores, anche buon calcio e  un futuro che regala almeno un paio di nomi interessanti, dal baby Chumacero a Soliz: la qualificazione l'hanno buttata gettando al vento punti qua e là, specie perdendo male a Chiclayo contro il Juan Aurich.



Universidad de Chile (Cil) - Atletico Nacional Medellin (Col) 2-1

Entrambe qualificate Universidad de Chile e Atletico Nacional Medellin si giocavano il primo posto. Partita interessante perché si sfidavano probabilmente le due squadre più spettacolari del torneo. Vincono e guadagnano la vetta definitiva del gruppo 8 i cileni del mago Sampaoli, che stanotte abbandona il 343 per il 433. Nacional in calo rispetto a inizio torneo e un po' scosso dalle voci di dissidi interni nello spogliatoio e l'accusa a Pabon di essersi presentato all'allenamento con troppi bicchieri di aguardiente in corpo. La U gioca al ritmo dei suoi uomini chiave in mezzo al campo, Diaz e Aranguiz, che strameriterebbero una chance in Europa, anche da noi. Angelo Henriquez, bloccato tempo fa dallo United, regala ottime giocate, anche se ancora manca un po' di continuità in questo '94 (sic): suo l'assist per il gol che sblocca la partita: rete di Rodriguez dopo 10 minuti da favola dei cileni. Pareggio momentaneo e favoloso di Pabon, una pettinata di Osvaldo Gonzalez chiude il match sul 2-1. Nell'altra gara del girone, vittoria (inutile) del Penarol in rimonta sul Godoy Cruz.



Ecco il tabellone degli ottavi di Libertadores:
Fluminense - Internacional
Union Espanola - Boca Juniors
Universidad de Chile - Deportivo Quito
Libertad - Cruz Azul
Corinthians - Emelec
Lanus - Vasco
Santos - Bolivar
Velez - Atletico Nacional

CARLO PIZZIGONI
fonte: Tropico del Calcio

13 aprile 2012

Finale thrilling: il Flamengo è eliminato dalla Copa Libertadores, passa l'Emelec

Incredibile ed emozionante notte di Libertadores, incredibile ed emozionante notte di calcio. Tutto ruotava attorno al match di Asunción tra Olimpia e Emelec. Spettatore interessatissimo il Flamengo: qualora fosse uscito un pareggio dalla sfida, i rubronegros avrebbero pescato una incredibile qualificazione agli ottavi. Dovevano battere il Lanus e sperare nell’X. Archiviata senza difficoltà la pratica col Granate, tifosi e giocatori hanno vissuto anche sul prato dello stadio Engenhao gli ultimi, palpitanti minuti di Olimpia – Emelec. Fino all’88′ il risultato era bloccato sull’1-1, col Mengo agli ottavi. Poi succede di tutto: rete dell’Emelec (Mena), pareggio dell’Olimpia (Zeballos al 92′), la gioia flamenguista dura pochissimo visto che al 93′ l’Emelec con Quiñonez segna il gol della vittoria e della qualificazione, lasciando nello sconforto giocatori e tifosi rubronegros. Il Flamengo è eliminato dalla Copa Libertadores. Inacreditavel. Documentano le immagini:




Flamengo (Bra) – Lanus (Arg) 3-0
Il Mengo liquida in fretta la pratica Lanus, grandi giocate di Ronaldinho. Alla fine, tanta delusione, ma il Mengo non ha perso stanotte la qualificazione.

Olimpia (Par) – Emelec (Ecu) 2-3
Una delle più emozionanti partite dell’anno. Favoloso ambiente, il motivo per cui la Libertadores è la più bella competizione del mondo. Iniziano meglio i padroni di casa, bene Orteman, ottimo come sempre Marin in regia, il Libertad va in vantaggio con il criticato Castorino (preferito al cugino d’arte, di Messi, Biancucchi). Poi l’Emelec riesce a trovare più continuità di gioco, i paraguayani si abbassano a esclusiva difesa del gol che li porterebbe negli ottavi. Gran movimento di Valencia davanti, bene Mondaini tra le linee, ed è proprio l’argentino a trovare il gol dell’1-1, prima dei fuoch d’artificio finale, che portano in paradiso l’Emelec.

Nelle ultime partite del gruppo 5, le due qualificate vincono anche l’ultima gara: il Libertad regola 2-1 l’Alianza a Lima, mentre il Vasco da Gama vince a Montevideo col Nacional (1-0, Diego Souza), anche se la gioia più grande nasce da un altro risultato…

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

12 aprile 2012

Il Boca passeggia all’Engenhão e si qualifica

Fluminese (Bra) – Boca Juniors (Arg) 0-2

Non c’era in ballo la qualificazione, poiché il Fluminense l’aveva archiviata da tempo e il Boca, con il vantaggio in classifica sull’Arsenal e l’ultima gara da giocare contro lo Zamora, era sostanzialmente agli ottavi. Però Flu-Boca è sempre da vedere: il Tricolor, poi, ha una rosa che potrebbe portarla fino in fondo a questa manifestazione, il Boca non ha la profondità dei carioca ma qualche chances di arrivare molto lontano a giugno, anche solo per l’abitudine a giocare ad alto livello, la mantiene.
Abel Braga riproponeva l’ormai consolidato 4231, con Fred a fare da punto riferimento offensivo per le tre mezzepunte: solo però Wellington Nem gioca una nottata all’altezza della fama che si sta costruendo. Thiago Neves sbaglia troppo e il Flu propone calcio solo sugli esterni, per il solito grande lavoro di Bruno e Carlinhos. Il Boca accetta il ritmo lento degli avversari e raccoglie il regalo della (sempre più preoccupante) difesa del Tricolor andando in vantaggio con Cvitanich dopo mezz’ora. Mancando sostanza e idee in mezzo Abel prova a inserire Jean per Edinho, ma il ritmo non si alza e il Boca soffre il giusto: per tutto il resto c’è Orion. Rafael Moura e Lanzini certificano la profondità della rosa del Flu ma non cambiano la partita, chiusa da Sanchez Miño. La Libertadores, per entrambe, è però ancora lunga.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio



Nelle altre due gare della giornata, vittorie esterne per Corinthians e Velez. Il Timão vince bene, 3-1, ad Asunción contro il Nacional: partita più combattuta per il Velez che è corsaro, 2-0, all’Omnilife di Guadalajara. Chivas francamente scriteriato, con tanti giocatori offensivi (influenza Cruyff?)e poca sostanza: ennesima partita no del “Cubo” Torres. In gol anche l’ex genoano Pratto.

11 aprile 2012

Defensor Sporting e Peñarol sconfitte: male l'Uruguay di Libertadores. Ottimo l'Atletico Nacional di Dorlan Pabon

Continua il periodo nero dei club uruguayani in Libertadores: nella notte sconfitte per Defensor Sporting e Peñarol. Con Nacional e Peñarol già fuori, le speranze di portare una squadra charrua agli ottavi è assai ridotta: il Deportivo Quito può chiudere il discorso nel match casalingo coi messicani del Chivas Guadalajara.

Deportivo Quito (Ecu) – Defensor Sporting (Uru) 2-0

I due match da giocare all’Atahualpa di Quito, con il beneficio dell’altitudine della capitale ecuadoriana, sono quelli decisivi per gli uomini di Carlos Ischia. L’ex tecnico del Boca organizza un 442 super offensivo: ritmo altissimo, con Paredes (a destra) e l’interessante giovane Fidel Martinez, il “Neymar ecuadoriano”,  a sinistra a spingere con continuità. I padroni di casa lasciano poco anche alla ripartenza di Gustavo Diaz, che imposta la partita sul contrattacco. I padroni di casa vanno avanti grazie a una capocciata di Luis Checa, in dubbio fino all’ultimo prima della gara. Buone giocate del totem di casa azulgrana, il capitano Luis Saritama. L’espulsione del giovane Federico Pintos, azzera le speranze di rimonta charrua e il Deportivo chiude il match con un assist, dopo una bella giocata, di Fidel Martinez per l’attaccante argentino Bevacqua.




Nelle altre gare della notte, continua a soprendere l’Union Española, che battendo il Bolivar per 2-1, si guadagna con merito gli ottavi di finale della Libertadores. Altra sconfitta per i venezuelani dello Zamora, in casa contro l’Arsenal di Sarandi. E KO anche per il moscio Peñarol di questa stagione: viene sommerso dal gioco e dalle reti dell’Atletico Nacional: 3-0 il finale a Medellin. Situazione strana quella della squadra Verdolaga, col tecnico Sachi Escobar continuamente in bilico. Il fratello del celebre Andres paga il turnover in campionato, dove è lontano dalla vetta, e l’infortunio a Juan Valencia. Anche ieri super prestazione di Dorlan Pabon, cui ha aggiunto una splendida punizione da 35 metri finita alla spalle di Danilo Lerda.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

Atletico Nacional Medellin (Col) – Peñarol (Uru) 3-0





05 aprile 2012

Il Flamengo perde in Ecuador ed è quasi fuori

Il Flamengo è quasi fuori dalla Libertadores. La brutta sconfitta rimediata a Guayaquil contro l’Emelec pesa tantissimo e, ora, per qualificarsi non sarà sufficiente la vittoria contro il Lanus nell’ultimo turno: i Rubronegros devono sperare che Emelec e Olimpia pareggiano. Complicazioni che il Mengo poteva evitare con una vittoria in Ecuador, vittoria che era ampiamente alla portata del club della Gavea. Joel Santana ripropone il 4222 con i soliti interpreti, l’ottimo Leo Moura porta in vantaggio i carioca e, nonostante la scarsa fluidità di gioco e un Ronaldinho che porta al campo solo la volontà, la partita è controllata dal Flamengo. Al gol dell’ex Genoa Lucho Figueroa, risponde, sempre di testa, Deivid. Il secondo tempo è però un incubo, l’Emelec tiene alto il ritmo (delude però Marlon De Jesus) e il Flamengo rincula sempre di più a protezione della porta, manca personalità e Joel Santana pensa di rinforzare la difesa inserendo un altro centrale difensivo (Gustavo) al posto di un attaccante, Deivid. La difesa con tre zagueiros dà il chiaro segnale del fortino da difendere, prima di tutto ai giocatori: l’Emelec si butta con coraggio in avanti e trova il 2-2 ancora con Figueroa e il gol della possibile qualificazione in extremis, su rigore (ingenuità di Willians, pessima la sua gara), con Gaibor.

Emelec (Ecu) – Flamengo (Bra) 3-2



Nelle altre gare della notte, spettacolo calcistico della Universidad de Chile che va a vincere a Mendoza contro il Godoy Cruz. Primi venti minuti da scuola del calcio, quelli del fanatico bielsista Jorge Sampaoli, culminati con la rete di Henriquez, già prenotato dal Manchester United. Pareggio tra Santos e Internacional (ancora senza Oscar, per i noti problemi burocratici che probabilmente lo porteranno in Europa quest’estate). Al gol di Nei, risponde Alan Kardec, appena entrato in campo per Borges: ex Vasco, aveva assaggiato l’Europa col Benfica (che ancora controlla il cartellino), sta pian piano riprendendo confidenza. Va bene il pari al Peixe, mentre l’Inter potrebbe essere già stanotte scavalcato dai boliviani del The Strongest, che giocano in Perù. Vittoria a valanga dello Junior a Barranquilla, la prima in questa Libertadores, contro l’Universidad Catolica, inguaiata non poco da questo risultato.

CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

29 marzo 2012

Il Flamengo e Ronaldinho inciampano ad Asunción

Olimpia (Par) - Flamengo (Bra) 3-2

Giocare ad Asunción non è mai facile, l'ambiente è sempre un fattore e l'Olimpia gioca una partita da coltello tra i dentri. Pressione, recupero e ripartenza. L'intensità tra le due squadre fa la differenza nel match. I padroni di casa vanno in vantaggio col migliore in campo, Orteman. Dopo la stagione all'Indipendiente e il passaggio anni fa, sembrava poter venire fuori un giocatore davvero buonissimo per l'Europa di medio livello: grande grinta e volontà non sono bastate per imporsi nel Vecchio Mondo (è passato anche all Racing Santander). Vederlo così determinato e determinante, qualche rammarico, per una carriera che poteva essere diversa, ti viene. Ieri ha braccato il povero Ronaldinho, costretto a giocare un sistema in cui non riesce a ricevere la palla se non spalle alla porta. Sovrastato dalla vigoria altrui, Dinho regala, al 48', la perla dell'assist sul primo gol di Vagner Love, anche lui da aggiungere alla serie: meritava un'altra carriera, e qui parliamo di altissimi livelli, pure ieri giocate favolose dell'ex CSKA. Il Flamengo tiene palla, ma il possesso è sterile, la difesa non viene mossa e l'Olimpia è sempre un pericolo quando riparte. Luiz Antonio e Muralha non giocano la loro migliore partita: non brilla neppure il talento di Zeballos tra i paraguayani (malino anche il giovane e giustamente quotato Caballero), ma è lui che firma il 2-1 e indirizza definitivamente il match. 3-1 di Aranda, poi un gran gol di Bottinelli, da 30 metri, regala un po' di speranza al Mengo, ma l'Olimpia, leader nel suo campionato, si mette in tasca i tre punti e raggiunge a 7 il Lanus, sorpassando i carioca che ora rimangono a meno due dalla coppia di vetta. Mancano due giornate dal termine della fase a gruppi.


Fonte: Tropico del Calcio

22 marzo 2012

Senza Oscar, l'Internacional si salva in Bolivia. Corinthians solido e sicuro in casa

The Strongest (Bol) – Internacional (Bra) 1-1

La partita di “andata”, dominata dall’Internacional (5-0 il finale), è rimasta solo una voce d’almanacco: i boliviani di The Strongest, giocando agli oltre 3500 metri di La Paz, in casa sono di altra pasta. In verità, non è solo l’altitudine. I ragazzi di Acosta giocano, ogni volta meglio, un calcio propositivo e spesso piacevole da vedere. L’Internacional con un reparto di costruzione molto lineare, guidato da due mediani di contenimento come Tinga-Guiñazú, non riesce a fornire palle “pulite” gli avanti: Leandro Damiao non è nemmeno ispiratissimo di suo; inoltre, non riuscendo a tenere un ritmo alto, per le condizioni “altimetriche”, subisce per tutta la gara i padroni di casa. Il problema nasce dall’assenza di Oscar: il ragazzo è nel mezzo di una battaglia legale tra il Colorado e il San Paolo, dove è cresciuto calsticamente. Un giudice dello stato paulista ha dato ragione al Tricolor, invalidando di fatto il trasferimento all’Inter, che per cautelarsi non lo schiera. Dagoberto rimane l’unico giocatore in grado di creare qualcosa davanti, ma predica nel deserto. Molto bene invece la squadra di La Paz che va in vantaggio meritatamente con il giovane attaccante Ramallo. Sfiora più volte il raddoppio ( Muriel è miracoloso in più di una occasione) grazie alle ottime giocate dell’esperto Escobar e del ragazzo meraviglia Chumacero (un peccato il suo fisico sia così minuto, altrimenti l’Europa gli avrebbe già aperto la Porta Grande). L’Inter trova però il pari importantissimo nel finale con Gilberto, gol rocambolesco che avvicina il Colorado alla qualificazione.



Corinthians (Bra) – Cruz Azul (Mes) 1-0

Il Timao di Tite, ormai lo abbiamo capito, non è esattamente il club che ti conquista con la sua estetica calcistica. Tuttavia, rimane tremendamente efficace e finché vince le critiche dei puristi brasiliani rimangono in galleria. Anche contro i messicani del Cruz Azul, sprovvisto di diversi uomini (Waldo Ponce, Domínguez e Torrado più i giovani Araujo e Aquino impegnati con il Tri nel Preolimpico), quello che brilla nel Corinthians è la struttura difensiva, con la linea invalicabile in mezzo formata da Ralf e Paulinho. Davanti ci pensa il solito Alex, prima e unica fonte delle giocate offensive: da lui nasce tutto, anche la punizione per l’unico gol della partita, realizzato di testa da Danilo. Il trio d’attacco dei Cementeros Bravo-Giménez-Perea è pericoloso nelle ripartenze e dà una mano anche in fase passiva, il gol però non arriva.


CARLO PIZZIGONI
Fonte: Tropico del Calcio

21 marzo 2012

Libertadores. Lanus corsaro a Guayaquil: qualificazione a un passo

Due le partite che aprono la metà settimana di Copa Libertadores.

Emelec (Ecu) – Lanus (Arg) 0-2

Partita molto importante nell’equilibrato gruppo 2, con tutte le squadre racchiuse in due punti. A Guayaquil, ottimo inizio del Lanus che va subito in vantaggio: schema su punizione laterale a liberare Regueiro, sinistro e vantaggio argentino. Il match è molto equilibrato e poco spettacolare: Diego Valeri prova a innescare le giocate di Camoranesi e di Regueiro, l’Emelec riparte discretamente e fa molto gioco sugli esterni dove eccellono Gimenez e Enner Valencia, interessante ragazzo del 1989. La squadra preferita dal Presidente ecuadoriano Correa gioca con una linea dietro a tre centrali, manca un po’ l’apporto, sia nell’appoggio in ripartenza che a difesa schierata ( e si mangia pure un gol clamoroso) del centravanti, Luis Figueroa, che pure a Genoa non ha lasciato cuori infranti dopo il suo addio. Il giovane Marlon De Jesus (1991) inizia malino ma cresce alla distanza con la squadra ecuadoriana che guadagna sempre più campo. Un fallo da rigore sul Tanque Pavone, però, chiude la gara: segna ancora Regueiro e avvicina sensibilmente il Lanus al passaggio del turno.



Bolivar (Bol) – Junior (Col) 2-1

Vittoria di misura ma meritata del Bolivar che sostanzialmente esclude dalla Libertadores i colombiani del Junior di Barranquilla (un solo punto in quattro partite). In rete per i boliviani Lorgio Álvarez y Jhasmani Campos, dimezza lo scarto Carlos Ruiz. Il Bolivar, sempre una squadra interessante da vedere, controlla la partita dall’inizio alla fine, mettendo di nuovo in mostro il piccolo gioiello del calcio boliviano, Rudy Cardozo.

16 marzo 2012

Libertadores. Super Santos con lo zampino del Ganso. Flamengo rimontato dall'Olimpia

Ultima notte di Libertadores della settimana. con due incontri decisamente spettacolari. Brasiliane in chiaro-scuro, bene il Santos male il Flamengo.

Juan Aurich (Per) – Santos (Bra) 1-3

Il Santos di Muricy è davvero tornato quello dell’anno scorso: piacevole da vedere, concreto e convinto. Non avrebbe potuto permettersi la partia che ha giocato senza queste condizioni, soprattutto dopo lo svantaggio iniziale: gran gol di Tejada, dopo un’ottima incursione di Israel Kahn, centrocampista classe ’88 in forte ascesa. Nel vortice delle polemiche, con il tecnico colombiano Umaña, vero protagonista della vittoria nel campionato passato (in finale contro l’Alianza Lima), nell’occhio del ciclone (la sua permanenze è appesa a un filo), la squadra di Chiclayo difende compatta dietro, cercando di raddoppiare e triplicare quando la palla giunge nei piedi di Neymar. L’inerzia della partita la cambia, dopo le difficoltà del Santos anche di adeguarsi al campo in sintetico, la rete di Jorge Fucile (ottima la gara anche dell’altro esterno, Juan). L’ex Porto pareggia poco dopo la mezz’ora e il Santos riprende vita, senza fermarsi più. Il palcoscenico, più di Neymar, lo prende il Ganso, finalmente tornato su livelli di gioco eccellenti: segna il gol del vantaggio su punizione e regala un assist dei suoi per il terzo gol del Peixe, realizzato dal sempre presente Borges. La prestazione di stanotte rilancia le quotazioni di questo giocatore così particolare, che va a un’altra velocità e tocca picchi di squisitezza tecnica cui giungono davvero in pochi. I peruviani, che perdono per doppio giallo Guadalupe, si arrendono. E la partita scema di interesse. Per i brasiliani qualche errore di troppo di Arouca, mentre sale sempre più il rendimento di un centrocampista tuttofare come Ibson.



Flamengo (Bra) – Olimpia (Par) 3-3

Al Flamengo non fa difetto la tecnica, la qualità, manca proprio la zucca. Farsi rimontare tre gol nell’ultimo quarto d’ora del match, testimonia della mancanza di anima di questa squadra. Il Mengo inizia con una sorta di 4321, in mezzo insieme a Bottinelli ci sono i due ragazzi che i carioca stanno lanciando nel grande calcio, Muralha (oggi sotto il suo standard)e Luiz Antonio, poi Ronaldinho e Thomas (altro ’93) dietro al riferimento offensivo Vagner Love (migliore in campo dei suoi), che manda in rete Bottinelli a fine primo tempo. Dinho su rigore e Luiz Antonio paiono chiudere la partita nel secondo tempo, e invece la debacle finale divide la posta in palio. Bene nell’Olimpia la coppia d’attacco Biancucchi – Luis Caballero (un ’90 che segna la rete del 2-3).

CARLO PIZZIGONI

Fonte: Tropico del Calcio

07 marzo 2012

Libertadores. Peñarol ferma l'Universidad de Chile, Vasco nel segno di Dedé e Barbio

Note di emozione e di spettacolo in Libertadores, almeno sui due campi principali.

Peñarol (Uru) - Universidad de Chile (Cil) 1-1

Al Centenario di Montevideo, il Peñarol riesce a bloccare l'Universidad de Chile sull'1-1, e guadagna il primo punto nel girone più equilibrato, come valori, di tutta la competizione. La squadra di Sampaoli dopo un primo periodo di affiatamento è ritornata ad essere la miglior proposta estetica di calcio di tutto il subcontinente: se ne sono andati Vargas e Canales ma la squadra è rimasta competitiva. Castro, Fernandes e Ruidiaz (proveniente dall'Universitario), più il baby Henriquez (classe 1994, ieri in campo al posto del peruviano), favoloso prospetto già bloccato dal Manchester United, paiono essere inseriti da tempo nel complicato ma efficacissimo tecnico di scuola Bielsa.

LA PARTITA: Il Peñarol è andato in vantaggio con un bel gol di Freitas, e ha accentuato la sua strategia di difesa compatta e ripartenza, lasciando volentieri la palla ai cileni. La U raggiunge il pareggio poco dopo la mezz'ora con Fernandes, e continua a macinare calcio di qualità. nella ripresa cambio offensivo di Da Silva che inserisce Maxi Perez, poi sostituzione per l'ex Juve Zalayeta (poco ispirato) con l'ex Palermo Joao Pedro; un 433 propositivo con Freitas in mezzo, Joao Pedro e Cristoforo ai lati, Mora centravanti con il supporto di Maxi e Estoyanoff, la squadra paradossalmente guadagna in equilibrio ma alla fine non riesce nell'impresa di guadagnarsi i 3 punti e resta con un punticino (in tre gare) all'ultimo posto di un girone che comprende anche i colombiani dell'Atletico Nacional e il Godoy Cruz.



Vasco (Bra) - Alianza Lima (Per) 3-2

Forti emozioni anche il Sao Januario in un match condotto dal Vasco, che è riuscito a complicarsi la vita contro i peruviani dell'Alianza Lima sbagliando due dei tre rigori che si era conquistati (entrambi con Alecsandro, che al terzo penalty ha girato al largo e ha lasciato l'incombenza alla classe di Juninho Pernambucano).

LA PARTITA: Gestisce bene la partita il Vasco in mezzo al campo ma ha difficolà nell'ultimo terzo di campo, dove le giocate migliori sono dell'ultimo arrivato, l'interessante giovane Barbio (qualcuno parla già di un interessamento dell'Inter). Classe 1992, ex Nova Iguaçu, Barbio ha dato ampiezza e profondità nella parte destra dell'attacco vascaino, col supporto anche della sovrapposizione di Fagner, e da un paio di sue giocate nascono le situazioni chiave del match, l'autorete di Ramos e l'espulsione di Carmona, dopo che l'Alianza aveva trovato il gol del vantaggio (Charquero al 17', bel contropiede). Con la superiorità numerica, Cristovao rinuncia al volante Eduardo Costa per inserire la classe di Felipe. Il Vasco ritrova il vantaggio con un gran colpo di testa del trascinatore Dedé, centrale difensivo cui si sono interessato tutti i top club del vecchio continente. Juninho dal dischetto e Ibanez nel finale fisso il tabellone sul 3-2, sono i primi tre punti della Croce di Malta in Libertadores.



Fonte: Tropico del Calcio

22 febbraio 2012

Libertadores. Sorpresa Nacional di Medellin: Peñarol va ko Montevideo

La sorpresa di questo inizio di Copa Libertadores è colombiana. Alla prima uscita aveva liquidato senza problemi i campioni della Sudamericana, l’Universidad de Chile, nella notte hanno ridicolizzato, 4-0, il Peñarol a Montevideo: l’Atlético Nacional, da noi meglio noto come Nacional di Medellin, ricordando Maturana, Higuita e un calcio che negli anni d’oro ricevette gli elogi anche di Arrigo Sacchi, sta davvero facendo bene in questo abbrivio di manifestazione. Il tecnico, “Sachi” Escobar, fratello di quell’Andres ucciso, si dice, anche per un’autorete al Mondiale di USA ’94, ha costruito una squadra solida che riesce a difendersi con attenzione e che, soprattutto, sa ripartire con grande velocità e ordine. Allo stadio “Centenario” di Montevideo, grande partita in mezzo al campo di Macnelly Torres, e doppiette di Jherson Córdoba e dell’interessante Dorlán Pabón.