Umiliato e vincente. José Pekerman ha subito davvero una lezione contro la miglior squadra per organizzazione che ho visto finora: una partita davvero ottima, a dimostrazione che al deficit di talento si può opporre grande organizzazione e giocarsela meritando pure di vincere: se il pessimo Busacca cacciava, com'era giusto, Heinze, a Buenos Aires scorte di pomodori. Scaloni surroga Burdisso e tutte queste cose impossibili per Javier Zanetti io proprio non le ho colte ma il Problema a centrocampo raggiungeva livelli parossistici: piatti, con Mascherano fisso davanti alla difesa, mai ad accorciare, con Ayala che rincula e tutti, tutti, tutti duelli 2 (messicani) contro 1 (argentino) : Cambiasso, Sorin, Maxi, addirittura Saviola costretti rincorrere senza logica il primo che gli scappava: una cosa penosa e inaccettabile a questi livelli, con la statua Riquelme che guardava. Intendiamoci, Hombre Peker, o ci si organizza e allora possono giocare pure Romancito e una pattuglia di attaccanti oppure non si può consegnare le chiavi al fenomeno del Villareal e aspettare che capiti qualcosa: questo non è allenare! fantastico La Volpe, che ringraziamo personalmente per averci regalato uno spettacolo davvero superbo: questo gioco, crudele e bastardo l'ha penalizzato sul tabellone ma non cancella la memoria degli appassionati, continui così. A metacampo sempre utilizzo del campo per tutta la larghezza, inserimenti continui e ordinati (bravi tutti, da lacrime il giovane Guardado), bene supoortati dal movimento delle punte. Dietro, fenomenale Osorio (faxare alla sede del Cruz Azul un qualsiasi pre-contratto, questo è uno da portare a casa subito), che nel finale deve riciclarsi esterno e ha la forza di portare a scuola Sorin. Inserire Aimar e Tevez con il solo intento di vincere da soli il match fa davvero pena, caro José: ma allora visto che di talento ce n'è in abbondanza mettiamolo dentro dall'inizio e proviamo il 3313, con sei difensori (o giù di lì) e 4 fenomeni a caso, come nel premondiale con la Croazia: conduci il gioco, scegli il ritmo e hai una frequenza di 1 contro 1 in stile Brasile. Schifo?
CARLO PIZZIGONI
Sconcertante Argentina: molle, sfilacciata, mai verticale. Male tutti, ma Riquelme, che adoro, ha mostrato i suoi lati peggiori: gioco orizzontali, incapacità di liberarsi in dribbling dalla marcatura. Solo in occasione di un assist per Saviola ( pessimo stasera ) si è visto il miglior Roman. Scaloni, un disastro. Finisce che il vero fenomeno è il "comodin" Maxi Rodriguez, provvidenziale. Poi viene il discorso Pekerman: grande C.T., ma stasera ha rischiato di rovinare tutto: giusto confermare la formazione del girone ( a parte Scaloni ), ma una volta che vedi che le cose non vanno, metti prima Tevez. Messi all' 83' è un'assurdità bella e buona. Il centrocampo è stato schiacciato, come contro la Costa d'Avorio, Cambiasso assente ( anche se si è preso un bel rischio Pekerman sostituendolo con Aimar ), mentre Mascherano è riuscito un po' a rifarsi verso la fine rubando qualche pallone dei suoi.
Il Messico è stato il vero Messico, non quello deludente del girone: grande La Volpe, centrocampo a 5 di grande corsa ( Mendez e Garcia a destra e Morales e l' ottimo Guardado a sinistra che si scambiavano benissimo sugli esterni ), ma anche geometrico , purtroppo dissanguato dall' uscita di Pardo. Spazi chiusi per la manovra argentina, difesa sicura con un Osorio impressionante. Borgetti ha fatto un notevole lavoro spalle alla porta, Fonseca poco incisivo mentre Zinha sembrava essere il giocatore in più ma non è riuscito a illuminare da par suo, pur avendo ampi spazi a disposizione per il centrocampo ultra-offensivo degli argentini. Messico penalizzato anche dal pessimo arbitraggio di Busacca, anche se al 90' è stata danneggiata pure l'Argentina dal guardalinee.
VALENTINO TOLA
25 giugno 2006
[dialoghi mondiali] Germania Svezia 2-0
La Germania mostra mecccanismi sempre più oliati e un gioco di grande livello: molto offensivo, aggressivo ( tantissimi tiri in porta ). Grande intesa là davanti, con il solito Klose e Podolski in crescita. Cominciano a stufarci Lahm e Schweinsteiger, sveglio come sempre Frings. Ballack non eccezionale e testardo nel cercare il gol da fuori. Anche in difesa sembrano aver registrato le cose: più accorti e meno spregiudicati nei fuorigioco. Dato a Klinsmann quel che è di Klinsmann, è stato tremendamente imbarazzante veder "pascolare" i difensori svedesi sui due gol. Solito gioco confuso e nervoso degli uomini di Lagerback, che ammassa giocatori in attacco senza mai cercare il fondo. Se pure Larsson tradisce, oltre a uno Zlatan poco incisivo, il risultato viene da solo. Oltre ogni umana decenza l'arbitraggio di Simon.
VALENTINO TOLA
Davvero bello lo spirito della nazionale tedesca. Continuo a vedere un po' troppa anarchia che potrebbe essere deleteria in una giornata dove c'è meno gamba o testa. Lo staff di Klinsmann comunque da rivalutare dopo gli spernacchi delle amichevoli premondiali.
CARLO PIZZIGONI
VALENTINO TOLA
Davvero bello lo spirito della nazionale tedesca. Continuo a vedere un po' troppa anarchia che potrebbe essere deleteria in una giornata dove c'è meno gamba o testa. Lo staff di Klinsmann comunque da rivalutare dopo gli spernacchi delle amichevoli premondiali.
CARLO PIZZIGONI
23 giugno 2006
[dialoghimondiali] Australia Croazia 2-2
Ho sempre ritenuto che piagnistei e lamentele varie nei confronti dei torti arbitrali subiti (veri o presunti), siano figli di una mentalità da perdenti, di chi deve aggrapparsi a qualcosa pur di non ammettere le propri colpe. Se sei più forte dell'avversario, lo sei anche degli errori a tuo sfavore: contro la Croazia l'Austalia di Hiddink ne è stata un perfetto esempio. Un arbitraggio di bassissimo profilo (non che Poll volesse volutamente favorire i croati, semplicemente era in pessima forma) e un portiere da oratorio (il milanista Kalac) non sono riusciti ad impedire ai Socceroos l'appuntamento con la storica qualificazione agli ottavi. Un traguardo strameritato: ben messi in campo (anche se quello Sterjovski titolare non è sembrata una mossa azzeccatissima), superiori sia sul piano atletico che su quello del gioco, e in più con Hiddink che ha indovinato tutti i cambi. Bresciano e Aloisi sono infatti riusciti a fare la differenza, così come Emerton, un'assenza che peserà contro l'Italia, Culina, intelligenza tattica da vendere, Kewell, finalmente decisivo, e Viduka, indispensabile come boa di riferimento. Come all'esordio contro il Giappone, anche con la Croazia l'Australia funziona meglio in fase propositiva che non in quella di contenimento, dove emergono i limiti di una difesa lenta. Gli Aussies restano comunque una tra le migliori squadre, a livello di gioco, viste finora al Mondiale.
Due parole sui croati: Pletikosa, Srna e Niko Kovac da salvare, il resto da bocciare in blocco, con nota di particolare demerito per il tecnico Kranjcar, catenacciaro oltre il livello della decenza (e poi Klasnic in panchina per far spazio a Prso e Olic, avessi detto due fenomeni...). Se passava il turno l'Italia era già nei quarti, così invece dovrà almeno sudare un pò...
ALEC CORDOLCINI
Un'altra cartolina per chi dice che le nazionali non posso avere sistemi di giochi lineari, concepiti con l'idea di proporre calcio. Hiddink ancora una volta ha lasciato il segno e la qualificazione è strameritata, a maggior ragione se va a danno di una Croazia davvero povera di idee: perché si può anche arroccarsi in difesa ma si deve avere un minimo di strategia, e nell'ultimo incontro non si è proprio vista. Insomma, le squadre anche durante la partita devono sapere cosa fare: è l'unico mezzo dei "poveri", cioè delle squadre che non hanno pattuglie di fuoriclasse che decino da soli i match. Sui livelli di Giappone e Croazia come organico, l'Australia ha stravinto entrambi gli incontri sul piano tattico, proponendo sempre gioco: agli ottavi si iscrive chi più ha meritato, per una volta.
CARLO PIZZIGONI
Grande Australia, una delle squadre che ha giocato meglio in assoluto. Ritmo forsennato, atletismo straripante( assieme al Ghana, la squadra che mi ha entusiasmato di più sotto quest' aspetto ), buoni giocatori ( se poi Kewell pare essersi ripreso davvero... ). Son d'accordo: non aveva una rosa superiore alle altre, ma ha avuto sempre le idee più chiare di tutti. Quel signore in panchina poi, il migliore del mondo, sa sempre tirare fuori il meglio da ogni contesto: nel 2002 aveva fatto della Corea una squadra velocissima e che giocava a memoria, esaltandone quelle poche qualità che aveva, ora quest' Australia, pur non dimenticando la tattica, si esalta nel contatto fisico e si impone brutalmente sull' avversario. Abbiamo attaccanti di stazza e centrocampisti abilissimi ad inserirsi ? Sfruttiamoli con un gioco generoso, e pazienza se resta qualche spazio dietro e i difensori non sono velocissimi nei recuperi. Hiddink non vende mai fumo a nessuno, è uno scienziato del calcio che però non pretende di possederla, la scienza. Vedendo che cambia formazione ad ogni partita, chissà cosa starà preparando per gli eroi azzurri senza macchia e senza paura...
VALENTINO TOLA
Due parole sui croati: Pletikosa, Srna e Niko Kovac da salvare, il resto da bocciare in blocco, con nota di particolare demerito per il tecnico Kranjcar, catenacciaro oltre il livello della decenza (e poi Klasnic in panchina per far spazio a Prso e Olic, avessi detto due fenomeni...). Se passava il turno l'Italia era già nei quarti, così invece dovrà almeno sudare un pò...
ALEC CORDOLCINI
Un'altra cartolina per chi dice che le nazionali non posso avere sistemi di giochi lineari, concepiti con l'idea di proporre calcio. Hiddink ancora una volta ha lasciato il segno e la qualificazione è strameritata, a maggior ragione se va a danno di una Croazia davvero povera di idee: perché si può anche arroccarsi in difesa ma si deve avere un minimo di strategia, e nell'ultimo incontro non si è proprio vista. Insomma, le squadre anche durante la partita devono sapere cosa fare: è l'unico mezzo dei "poveri", cioè delle squadre che non hanno pattuglie di fuoriclasse che decino da soli i match. Sui livelli di Giappone e Croazia come organico, l'Australia ha stravinto entrambi gli incontri sul piano tattico, proponendo sempre gioco: agli ottavi si iscrive chi più ha meritato, per una volta.
CARLO PIZZIGONI
Grande Australia, una delle squadre che ha giocato meglio in assoluto. Ritmo forsennato, atletismo straripante( assieme al Ghana, la squadra che mi ha entusiasmato di più sotto quest' aspetto ), buoni giocatori ( se poi Kewell pare essersi ripreso davvero... ). Son d'accordo: non aveva una rosa superiore alle altre, ma ha avuto sempre le idee più chiare di tutti. Quel signore in panchina poi, il migliore del mondo, sa sempre tirare fuori il meglio da ogni contesto: nel 2002 aveva fatto della Corea una squadra velocissima e che giocava a memoria, esaltandone quelle poche qualità che aveva, ora quest' Australia, pur non dimenticando la tattica, si esalta nel contatto fisico e si impone brutalmente sull' avversario. Abbiamo attaccanti di stazza e centrocampisti abilissimi ad inserirsi ? Sfruttiamoli con un gioco generoso, e pazienza se resta qualche spazio dietro e i difensori non sono velocissimi nei recuperi. Hiddink non vende mai fumo a nessuno, è uno scienziato del calcio che però non pretende di possederla, la scienza. Vedendo che cambia formazione ad ogni partita, chissà cosa starà preparando per gli eroi azzurri senza macchia e senza paura...
VALENTINO TOLA
22 giugno 2006
[dialoghimondiali] Olanda Argentina 0-0
Ai punti avrebbe vinto l'Argentina. Gli uomini di Pekerman hanno avuto una grande occasione per tempo: il palo di Boulharouz nel primo, la parata di Van der Sar sul destro di Tevez nella ripresa, più qualche conclusione imprecisa (Maxi, Riquelme e ancora Tevez nel finale). L'Olanda invece non ha quasi mai impensierito Abbondanzieri. Credo che in un'Argentina con tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo in pochi abbiano messo in risalto l'importanza di un giocatore-chiave quale Ayala, imbattibile sui palloni alti, ferreo nella marcatura e dotato del carisma e dell'esperienza necessaria per guidare tutto il pacchetto arretrato dell'Albiceleste. Pochissime squadre viste a questo Mondiale possono vantare un giocatore così affidabile al centro della difesa. Certamente poi ci vogliono i Messi, i Riquelme, i Tevez, i Crespo, ma quando ti senti le spalle coperte (senza considerare poi che in mediana c'è un grande Cambiasso) diventa tutto più semplice.
L'Olanda ha fatto la sua partita, inizio e finale discreto, il resto di puro contenimento. Ha deluso il tridente (Babel incluso, impari che nel calcio il pallone si può passare anche senza prima aver tentato un paio di dribbling...), con Kuijt il meno peggio perchè almeno disposto a lottare e a sacrificarsi in copertura, mentre la ritrovata verve di Sneijder ha garantito ossigeno ad un centrocampo che ha faticato parecchio, con un Van der Vaart tornato ai livelli delle ultime stagioni all'Ajax: fumoso e inconcludente, ma sopratutto poco adatto per un centrocampo a tre che deve reggere attaccanti poco propensi ai rientri. Mi sento in dovere di insistere: nel 4-3-3 oranje Landzaat non può rimanere in panchina. Ha retto bene la difesa, il reparto che finora ha rappresentato la nota più lieta del mondiale olandese (effetti di un calcio sempre più globalizzato?): Boulharouz è un ottima alternativa per il duo Mathijsen-Ooijer, De Cler non ha fatto rimpiangere Van Bronckhorst, mentre Jaliens è apparso ancora acerbo, ma non è peggio di Heitinga. Chi vede il bicchiere mezzo pieno dirà che l'Olanda ha superato indenne il test contro una delle super-favorite, chi lo vede mezzo vuoto ribatterà che fare un tiro in porta c'è bisogno dell'errore del Burdisso di turno...
ALEC CORDOLCINI
Partita non stupenda ieri, ma di un certo spessore, che può servire per farci un' idea delle grandi sfide che verranno.
Inizialmente tiene meglio il campo l'Olanda, poi convince di più l' Argentina, che ci fa vedere le combinazioni da prestigiatori fra Riquelme, Messi e Tevez e un Maxi come al solito preziosissimo. Però la mancanza di una punta pura là davanti ( visto che Messi parte largo da destra, Tevez da sinistra e in mezzo c'è Roman, che non è neppure lontanamente neanche una seconda punta )impedisce di concretizzare. Son quasi certo che con un Crespo o un Cruz dall'inizio l'Argentina sarebbe passata nel primo tempo. Il secondo tempo scade un po', si alternano momenti di controllo dell' una e dell' altra squadra, poi, dopo qualche cambio, si comincia forse a pensare un po' agli ottavi. Comunque, al di là della partita di ieri, penso proprio che l' Argentina sia chiaramente di un livello superiore.
Ieri Pekerman ha fatto riposare qualcuno e si è avuta la conferma che Sorin non ha un sostituto con le sue caratteristiche ( assieme a Mascherano è l' unico insostituibile ), che d'altronde sono particolarissime, che Messi è in crescita anche se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe e che uno come Ayala plasma un reparto a sua somiglianza. Anche se non ha dominato, l' Argentina ha dato ancora una volta la sensazione di tenere il campo con sicurezza.
L' Olanda continua a non esaltarmi: messa bene in campo, a tratti sequestra il pallone all' Argentina, ma sembra un po' troppo prevedibile, se non si accendono Van Persie e soprattutto Robben, ieri assente. Somiglia un po' all' Ajax di questi ultimi anni, quello che gioca sempre nello stesso modo ( infatti Babel dov' è che ha giocato ieri ? ). Il centrocampo non mi convince ancora: Van der Vaart male, Sneijder ordinario, ma più in generale mi sembra che manchi un punto di riferimento in mezzo al campo, che dia ordine. Cocu non lo è, Landzaat risponde perfettamente all' identikit. Pessimo Van Nistelrooy, limitato da Cufrè Van Persie, la difesa, contro la quale tutti son pronti coi fucili spianati, ancora una volta mi ha soddisfatto: ordinati, senza ricercatezze inutili, ottima partita di De Cler. Ora viene il Portogallo, partita quantomai incerta.
VALENTINO TOLA
L'Olanda ha fatto la sua partita, inizio e finale discreto, il resto di puro contenimento. Ha deluso il tridente (Babel incluso, impari che nel calcio il pallone si può passare anche senza prima aver tentato un paio di dribbling...), con Kuijt il meno peggio perchè almeno disposto a lottare e a sacrificarsi in copertura, mentre la ritrovata verve di Sneijder ha garantito ossigeno ad un centrocampo che ha faticato parecchio, con un Van der Vaart tornato ai livelli delle ultime stagioni all'Ajax: fumoso e inconcludente, ma sopratutto poco adatto per un centrocampo a tre che deve reggere attaccanti poco propensi ai rientri. Mi sento in dovere di insistere: nel 4-3-3 oranje Landzaat non può rimanere in panchina. Ha retto bene la difesa, il reparto che finora ha rappresentato la nota più lieta del mondiale olandese (effetti di un calcio sempre più globalizzato?): Boulharouz è un ottima alternativa per il duo Mathijsen-Ooijer, De Cler non ha fatto rimpiangere Van Bronckhorst, mentre Jaliens è apparso ancora acerbo, ma non è peggio di Heitinga. Chi vede il bicchiere mezzo pieno dirà che l'Olanda ha superato indenne il test contro una delle super-favorite, chi lo vede mezzo vuoto ribatterà che fare un tiro in porta c'è bisogno dell'errore del Burdisso di turno...
ALEC CORDOLCINI
Partita non stupenda ieri, ma di un certo spessore, che può servire per farci un' idea delle grandi sfide che verranno.
Inizialmente tiene meglio il campo l'Olanda, poi convince di più l' Argentina, che ci fa vedere le combinazioni da prestigiatori fra Riquelme, Messi e Tevez e un Maxi come al solito preziosissimo. Però la mancanza di una punta pura là davanti ( visto che Messi parte largo da destra, Tevez da sinistra e in mezzo c'è Roman, che non è neppure lontanamente neanche una seconda punta )impedisce di concretizzare. Son quasi certo che con un Crespo o un Cruz dall'inizio l'Argentina sarebbe passata nel primo tempo. Il secondo tempo scade un po', si alternano momenti di controllo dell' una e dell' altra squadra, poi, dopo qualche cambio, si comincia forse a pensare un po' agli ottavi. Comunque, al di là della partita di ieri, penso proprio che l' Argentina sia chiaramente di un livello superiore.
Ieri Pekerman ha fatto riposare qualcuno e si è avuta la conferma che Sorin non ha un sostituto con le sue caratteristiche ( assieme a Mascherano è l' unico insostituibile ), che d'altronde sono particolarissime, che Messi è in crescita anche se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe e che uno come Ayala plasma un reparto a sua somiglianza. Anche se non ha dominato, l' Argentina ha dato ancora una volta la sensazione di tenere il campo con sicurezza.
L' Olanda continua a non esaltarmi: messa bene in campo, a tratti sequestra il pallone all' Argentina, ma sembra un po' troppo prevedibile, se non si accendono Van Persie e soprattutto Robben, ieri assente. Somiglia un po' all' Ajax di questi ultimi anni, quello che gioca sempre nello stesso modo ( infatti Babel dov' è che ha giocato ieri ? ). Il centrocampo non mi convince ancora: Van der Vaart male, Sneijder ordinario, ma più in generale mi sembra che manchi un punto di riferimento in mezzo al campo, che dia ordine. Cocu non lo è, Landzaat risponde perfettamente all' identikit. Pessimo Van Nistelrooy, limitato da Cufrè Van Persie, la difesa, contro la quale tutti son pronti coi fucili spianati, ancora una volta mi ha soddisfatto: ordinati, senza ricercatezze inutili, ottima partita di De Cler. Ora viene il Portogallo, partita quantomai incerta.
VALENTINO TOLA
20 giugno 2006
[dialoghimondiali] Germania Ecuador 3-0
Ha trovato solo squadre facili, ma la Germania mi sembra in crescita costante. Ancora voglio vedere la coppia di centrali in difesa, impegnata da attaccanti forti, ma è un dato importante che la coesione fra i reparti, in miglioramento, e il pressing aggressivo, tengano spesso lontani gli avversari dalla zona di Lehmann. La squadra gioca a memoria e i movimenti e le sovrapposizioni son sempre meglio coordinate, questo grazie al lavoro tattico di un allenatore molto attento al gioco d'attacco come Joachim Low e all' opportunità di riunirsi spesso in stages in questi anni di avvicinamento al mondiale. Dell' intesa fra Lahm e Schweinsteiger è ormai superfluo parlare, cresce anche Ballack, autore di un assist meraviglioso per Klose, anche se non lo ritengo affidabilissimo sul piano della continuità e della personalità. Klose è la sicurezza là davanti, anche perchè Podolslki non mi convince ancora appieno. Si vede che ha talento, ma fatica a mettersi in moto ( un po' come capita ad Adriano ). Nettamente inferiore alle altre grandi e attesa a prove più impegnative, questa Germania è comunque una delle nazionali che finora mi ha convinto di più per il gioco.
L' Ecuador, già in partenza inferiore, è sembrato pure allegrotto. Errori difensivi marchiani, serietà di Guagua e Espinoza inversamente proporzionale a quella mostrata nelle partite precedenti da Hurtado ed Espinoza stesso. Poi, andati in svantaggio subito, sappiamo che per l'Ecuador è molto difficile rimontare, con un gioco in cui è raro vedere cambi di ritmo. Son più bravi ad amministrarlo il gioco, senza l' assillo del gol a tutti i costi. Senza Castillo il centrocampo ha funzionato peggio. Si tiene a galla come al solito Mendez, mentre l' attacco delle riserve Borja-Kaviedes è stato pessimo, perchè non ha mai fatto il movimento della coppia dei titolari, non è stato utile in nessun modo alla squadra, con quel quid in più di impresentabilità fornito dall' ex-perugino. Avrei voluto vedere di più in questo girone un giocatore interessante come Cristian Lara.
VALENTINO TOLA
L' Ecuador, già in partenza inferiore, è sembrato pure allegrotto. Errori difensivi marchiani, serietà di Guagua e Espinoza inversamente proporzionale a quella mostrata nelle partite precedenti da Hurtado ed Espinoza stesso. Poi, andati in svantaggio subito, sappiamo che per l'Ecuador è molto difficile rimontare, con un gioco in cui è raro vedere cambi di ritmo. Son più bravi ad amministrarlo il gioco, senza l' assillo del gol a tutti i costi. Senza Castillo il centrocampo ha funzionato peggio. Si tiene a galla come al solito Mendez, mentre l' attacco delle riserve Borja-Kaviedes è stato pessimo, perchè non ha mai fatto il movimento della coppia dei titolari, non è stato utile in nessun modo alla squadra, con quel quid in più di impresentabilità fornito dall' ex-perugino. Avrei voluto vedere di più in questo girone un giocatore interessante come Cristian Lara.
VALENTINO TOLA
19 giugno 2006
[dialoghimondiali] Spagna Tunisia 3-1
Confesso che quando ho visto che era pronto ad entrare Raul ho pensato: buonanotte, qui la Spagna non ne esce più. E perfino uno come Cesc non mi incoraggiava più di tanto, perchè l'avevo visto ancora poco inserito nelle amichevoli precedenti e perchè pensavo più ad una soluzione tipo Reyes. Invece, Raul, anche se fuori dal gioco come al solito, ha messo la zampina( un gol neanche così facile )e ha fatto 1-1, mentre Cesc è stato protagonista assoluto assieme a Torres, dando quegli inserimenti e quella qualità nell' ultimo passaggio che erano mancate nell'assedio del primo tempo. Partita malissimo nei primi 25 minuti, la Spagna soffre enormemente il pressing tunisino a centrocampo, fa un po' confusione nei movimenti d'attacco e i terzini avanzano poco e male ( questi ultimi due sono gli aspetti che sostanzialmente rendono fluido il gioco: se mancano, non ci sono sbocchi ). Poi cominciano a sparire i lanci a casaccio, la palla comincia a circolare meglio, ma non si crea granchè, perchè manca precisione nel rifinire l' azione. Nel secondo tempo, dopo alcuni attacchi iniziali, la Tunisia sembra potercela fare, ma Boumnijel apre il vaso di Pandora. La Spagna non ha mostrato, ovviamente, il gioco scintillante visto contro l' Ucraina, ma è riuscita a venirne fuori con grande carattere e mantenendo sempre fiducia nel proprio stile di gioco, oltre che con soluzioni dalla panchina eccellenti ( e non si sono ancora visti Reyes e Iniesta ), che non tutti hanno. La difesa oggi ha funzionato male, ha sbagliato parecchi fuorigioco e perfino Puyol ha giocato male. Charly avrebbe forse bisogno di riposo con i sauditi, visto che quest' anno ha giocato anche la Copa Catalunya. Torres se avesse anche un po' di mira sarebbe il migliore, ma anche così è un pericolo costante. Non mi è dispiaciuto Xabi Alonso, mentre Xavi, il giocatore chiave, è mancato un po'. Comunque bicchiere decisamente mezzo pieno, soprattutto per la qualità di gioco e la mentalità.
La Tunisia per me ha fatto una grande partita e ha perso per colpa di Boumnijel. Ha giocato, benissimo, nell' unico modo possibile: centrocampo foltissimo, pressing continuo, difesa arroccata, Jaziri sul filo del fuorigioco e Trabelsi pronto alla sorpresa dalle retrovie quando la difesa iberica saliva fin quasi a centrocampo. Jaidi è stato semplicemnte monumentale, Jaziri fastidiosissimo e mi è piaciuto anche Mnari. Lo sapevamo che non era certo quella vista contro l' Arabia Saudita la vera Tunisia.
VALENTINO TOLA
La Tunisia per me ha fatto una grande partita e ha perso per colpa di Boumnijel. Ha giocato, benissimo, nell' unico modo possibile: centrocampo foltissimo, pressing continuo, difesa arroccata, Jaziri sul filo del fuorigioco e Trabelsi pronto alla sorpresa dalle retrovie quando la difesa iberica saliva fin quasi a centrocampo. Jaidi è stato semplicemnte monumentale, Jaziri fastidiosissimo e mi è piaciuto anche Mnari. Lo sapevamo che non era certo quella vista contro l' Arabia Saudita la vera Tunisia.
VALENTINO TOLA
[dialoghimondiali] Brasile Australia 2-0
Anche se ci son stati quasi impercettebili miglioramenti rispetto alla Croazia, che pena questo Brasile. Che poi loro, quelli del "jogo bonito" si mettano magari a dire, come ha fatto Kakà dopo la partita d' esordio, che conta solo il risultato, mi fa anche ridere. Schieramento ancora una volta sconclusionato, ricordano sempre di più il Real Madrid. Ritmo lentissimo, non si accelera più neanche nella trequarti, attaccanti che con la loro immobilità annullano ogni possibile sbocco per il gioco, "laterais" vecchi che non spingono più, squadra divisa in due tronconi che impedisce di recuperare subito palla e incoraggia ogni attacco avversario, pregiudicando anche il tradizionale possesso palla. E siamo qui ad esaltarci per la straordinaria partita IN COPERTURA di Zé Roberto. Kakà l' unico solista in gran forma, sono assolutamente deluso da questo Ronaldinho che gioca in maniera così banale, passando la palla a due metri senza mai azzardare i suoi dribbling. Si sarà assuefatto fino a questo punto alla posizione che gli ha ritagliato Rijkaard nel Barça? Dai... Comunque, sistemate un po' di cose il Brasile dovrebbe tornare temibilissimo: Robinho per Ronaldo oppure, meglio ancora, Juninho, quindi un centrocampista in più e anche Cicinho per Cafù. Mai darli per morti !
L'Australia ha fatto la sua partita: meritava un gol sicuramente. Hiddink ha infoltito la zona centrale perchè sapeva che i verdeoro sarebbero caduti nell' imbuto. Meno qualità rispetto alla Croazia, però continuità, forza e inserimenti, anche se Cahill oggi è mancato. Bresciano e Emerton i migliori.
VALENTINO TOLA
Parreira ripropone Adriano-Ronaldo, con l'interista che prova a partire da lontano, stavolta. Certamente contro la squadra sbagliata visto che centralmente è una tonnara. D'altronde che Hiddink potesse mettersi in saccocia Parreira sul piano tattico era un'eventualità nemmeno da quotare. I ritmi bassi del Brasile sono atavici, latitano invece gli uno contro uno vincenti e si va incontro a due opzioni da considerare: cercare di rendere più dinamica la linea mediana e allora prima di Juninho o Gilberto forse è il caso giochi Mineiro (eventualità remota, vista la zucca di Parreira) oppure inserire più uomini che, soprattutto da situazioni statica, sappiano dare palloni in profondità, oltre a Ronaldinho (e quindi dentro Juninho). Kakà è fisicamente di un altro pianeta e lo sta dimostrando ampiamente ma, ed è il difetto che poco garba ai puristi giù in Brasile, è meno adatto a elargire assist, meno "habilidoso" ai 16 metri. Questo Brasile "burocratico" non esalta in patria ma mi aspettavo critiche più feroci che, evidentemente, il carisma di Parreira e i sei punti in classifica stanno fino ad ora soffocando.
CARLO
L'Australia ha fatto la sua partita: meritava un gol sicuramente. Hiddink ha infoltito la zona centrale perchè sapeva che i verdeoro sarebbero caduti nell' imbuto. Meno qualità rispetto alla Croazia, però continuità, forza e inserimenti, anche se Cahill oggi è mancato. Bresciano e Emerton i migliori.
VALENTINO TOLA
Parreira ripropone Adriano-Ronaldo, con l'interista che prova a partire da lontano, stavolta. Certamente contro la squadra sbagliata visto che centralmente è una tonnara. D'altronde che Hiddink potesse mettersi in saccocia Parreira sul piano tattico era un'eventualità nemmeno da quotare. I ritmi bassi del Brasile sono atavici, latitano invece gli uno contro uno vincenti e si va incontro a due opzioni da considerare: cercare di rendere più dinamica la linea mediana e allora prima di Juninho o Gilberto forse è il caso giochi Mineiro (eventualità remota, vista la zucca di Parreira) oppure inserire più uomini che, soprattutto da situazioni statica, sappiano dare palloni in profondità, oltre a Ronaldinho (e quindi dentro Juninho). Kakà è fisicamente di un altro pianeta e lo sta dimostrando ampiamente ma, ed è il difetto che poco garba ai puristi giù in Brasile, è meno adatto a elargire assist, meno "habilidoso" ai 16 metri. Questo Brasile "burocratico" non esalta in patria ma mi aspettavo critiche più feroci che, evidentemente, il carisma di Parreira e i sei punti in classifica stanno fino ad ora soffocando.
CARLO
[dialoghimondiali] Italia Usa 1-1
Avevo già avvistato - verbo, vi assicuro, usato non a caso - l'Italia a Ginevra, dove aveva faticato contro una Svizzera certamente non al suo meglio. L'ho ritrovata, o meglio, riavvistata a Kaiserslautern, nel Fritz Walter Stadion, contro gli Stati Uniti di Bruce Arena, un personaggio che sembra uscito dai cartoni animati, incazzato e arrogantello come da copione. A proposito di arrogantelli, alcuni li abbiamo visti anche coperti da una magliettina azzurra, brutta a mio avviso come solo la Puma in questi Mondiali avrebbe potuto farla, trasparente appena lasci traspirare una goccia di sudore. La trasparenza ha svelato poi, dopo l’illusoria vittoria sul Ghana, anche il carattere di quest'Italia, con poca voglia di soffrire e con la testa altrove, anche senza tirare in ballo per l'ennesima volta i casini-juve. Pochi i pregi apparsi contro gli americani, pochi e da ricercare unicamente in difesa, con quel Cannavaro che visto dal vivo è più simile a robocop che ad un umano qualsiasi e con Nesta e Zambrotta rinfrancati rispetto ai loro standard recenti. In quanto a Zaccardo, beh, che non fosse un terzino tra i più sicuri del calcio moderno lo si sapeva, lo sapevano tutti tranne Lippi forse, che pur di non chiamare Panucci, pur di non sacrificare Zambrotta, pur di non schierare Oddo, ha scelto proprio lui. Altro dato di fatto noto è la superficialità di De Rossi, buon centrocampista (non un fenomeno come qualcuno vuol far credere) con il vizio però di un'aggressività del tutto immotivata. Il discorso da fare con uno così, l'unico da fare a mio avviso, non può essere che qualcosa di molto simile ad un ultimatum: o la smetti o sei fuori dal giro! Senza fronzoli; invece Lippi a fine gara “rispondendo” alla pertinente domanda sull'impertinenza di quel gesto si è rifugiato nella diplomazia più fastidiosa. Perché non si può più dire “basta!”? Perché si fa di tutto per spingere sul fondo la cultura sportiva? Tornando al calcio giocato, o quasi, va rivista anche la prontezza di Lippi sui cambi, oltre che sulle scelte iniziali. Sabato non si è davvero capito nulla delle sue intenzioni a partita in corso. La sostituzione di Totti, piuttosto che di un attaccante – Toni lo si era visto già dai primi minuti che non era in grande spolvero quando Pope l’ha anticipato di testa girandogli addirittura attorno come neanche tra i “pulcini” –, mi ha sorpreso. Non che Totti meritasse di restare in campo, ma allora perché schierarlo titolare e in un ruolo che tutti sanno non ricopre più da anni? Discorso simile per l’inserimento di Del Piero, tozzo e brutto dal vivo che se pensiamo a com’era qualche anno fa viene da piangere (da quant’è che lui o Totti non saltano un uomo con un vero e proprio dribbling, con un doppio passo alla Robinho? ricordo male o lo sapevano fare con qualche chilo di muscoli in meno addosso?). Di Iaquinta preferirei non parlare. Anzi, dai, facciamo questo sforzo! Lippi lo preferisce a Inzaghi. Lippi lo preferisce a Inzaghi perché lavora di più per la squadra, perché si sa allargare: ma allora non era meglio portarsi un Marchionni o un Semioli, o puntare sull’ex pupillo Camoranesi? Non che siamo tifosi scatenati dell’argentino, ma avrebbe comunque più senso che non Iaquinta in quel caso. E non dimentichiamoci, questo assolutamente no, di Inzaghi in panchina. Inzaghi è il classico centravanti da Mondiale, come lo è Klose, come lo saprebbe essere un normale Ronaldo, come lo sarebbe un Rooney in forma: brutti e cattivi insomma. Tutti continuano a sognare il fantasma di Schillaci, c’è chi ce l’ha e non lo sfrutta. Basti pensare alle sciagurate scelte di Domenech, con la sostituzione simbolo di Zidane con Trezeguet, tenuto in panchina per 180 minuti e usato nei tempi di recupero tanto per consentire al mister di umiliare Zizou. Gli States hanno giocato un’onesta partita, con il loro gioco scolastico e senza sbocchi offensivi, ma davanti hanno trovato un’Italia apatica e noiosa, con un Lippi mai così poco ispirato.
PAOLO GALLI da Kaiserslautern
PAOLO GALLI da Kaiserslautern
[dialoghimondiali] Ghana Rep.Ceca 2-0
Un dominio assoluto. Il Ghana pressa e riparte, come sa e deve fare, e mette in mostra una fisicità che non può essere nemmeno lontanamente avvicinata, con il plus di tecnica superiore in alcuni elementi. Grande prova da capitano di Appiah, grandissimo Muntari, con il suo solito sinistro da favola, tatticamente attento Essien (che qualche nesci voleva paragonare a centrocampisti di medio livello del nostro disastrato campionato), in grande crescita Asamoah, come da tempo sostengono a Udine (una piazza che riconosce, aspetta, costruisce e migliora i giocatori), perfetti Shilla e Mensah, liberato dal fardello Kuffour. Grande, grandissimo match con ritmi altissimi a cui i cechi si sono troppo frettolosamente adeguati, uscendone distrutti e solo un fenomenale Cech li ha salvati da una figura miserrima. Bruckner non ci ha capito molto e senza Koller non riesce a modificare assetto. Quindi o si sveglia, e gli uomini per giocare controllando il ritmo li ha, o andrà incontro a una disfatta epocale.
CARLO
CARLO
17 giugno 2006
[dialoghimondiali] Olanda Costa d'Avorio 2-1
Che peccato ! La Costa d'Avorio ha giocato una partita generosissima, su ritmi altissimi, anche se con meno qualità rispetto all'Argentina. Meritava il pareggio, ma disattenzioni difensive e imprecisioni nella zona calda sono state troppo pesanti. La difesa è fatta di buoni giocatori, anche grandi nel caso di Touré, presi individualmente, ma a mio avviso hanno funzionato male come reparto( clamoroso il fuorigioco sbagliato sul secondo gol, anche se è stato Bakari Koné a farlo saltare ). Ebouè male e Boka in tremenda difficoltà contro Van Persie. In attacco, poi dove in generale hanno cercato troppo la profondità e poco l'allargamento sulle fasce, Drogba mi ha deluso tantissimo: ha combattuto come un leone ma doveva far assolutamente valere la sua esperienza e la sua cattiveria in zona gol; invece ha rovinato il contropiede del 2-2. Gran gol di Baky Koné, per il resto un po' arruffone. A centrocampo STRAORDINARIO Zokora, un po'calato Yaya Touré. Romaric sembrava promettere ma non ha inciso più che tanto.
L'Olanda non mi è piaciuta per niente: il 4-3-3 di Van Basten più che il Barcelona mi ha ricordato il Chelsea: non è un'offesa, ma non è certo Calcio Totale. Centrocampo friabilissimo, male il mio pupillo Sneijder, Van Bommel come al solito decadente. Pressochè nullo il filtro della mediana, mediocre impostazione del gioco. Sofferenza in difesa, dove però se la son cavata tutto sommato bene, attacco affidato soprattutto ai meravigliosi talenti di Robben e Van Persie ( oggi meglio il secondo ).
VALENTINO TOLA
Una meteora che lancia bagliori tanto brevi quanto intensi prima di venire inghiottita nell'oscurità di un atteggiamento (calcistico) che fa a pugni con il proprio dna. L'Olanda di Van Basten continua a viaggiare a corrente alternata, ma contro la Costa d'Avorio Van Basten ci ha messo del suo per aumentare le sofferenze della squadra. A parte la mezz'ora iniziale il centrocampo fatica a fare filtro, con Sneijder abulico e Van Bommel in versione fabbro ferraio (meritava a più riprese il rosso), quindi poco comprensibile togliere il centrocampista dell'Ajax per inserire Van der Vaart, poco portato al duro lavoro di ruba-palloni e infatti ben presto inghiottito nella terra di nessuno. Andava messo il sottovalutato Landzaat, che poi è entrato ma al posto di Van Nistelrooy, l'unico che riusciva a tener palla e a far rifiatare la squadra. Togliendo la prima punta l'Olanda si è schiacciata ancora di più, non riuscendo nemmeno a ripartire in contropiede. Ma è andata bene, anche grazie a una Costa d'Avorio generosa ma confusionaria e da una difesa che, sebbene a volte in difficoltà quando gli ivoriani tentavano lo sfondamento per vie centrali (vedi il gol, la traversa di Zokora o le due occasioni dal limite sciupate da Aruna Konè), ha retto discretamente. Bene Ooijer e Mathijsen, Van Bronckhorst si sa che a livello difensivo non è una cima (e infatti ha provocato due mezzi-rigori, ma anche sventato un pericolosissimo uno contro due sul finire del primo tempo), involuto Heitinga, ma lo è stato tutta la stagione quindi perchè insistere?
Con tutte le differenze del caso Van Basten è un pò come Pekerman: ha un progetto, ha una serie di giocatori fidati, lascia spazio al talento (ieri meglio Van Persie di Robben), giusto quindi che in patria riceva sostegno anche quando lo spettacolo offerto non è di primissimo livello. Però certi errori vanno corretti, e in fretta anche.
ALEC CORDOLCINI
Davvero una maledizione. Non si può uscire dopo aver surclassato sul piano del gioco sia Argentina che Olanda. A dir la verità mettere sotto l'Olanda non è stata questa gran fatica (nel secondo tempo del primo incontro c'era già riuscita la Serbia). Van Basten toglie Sneijder per Van der Vaart poi si castra surrogando Van Nistelrooy, per questi livelli, mosse inaccettabili anche perché non hanno un senso logico. L'ex Milan viene salvato dal talento dei suoi (super Van Persie) e da un arbitraggio indecente (Ruiz ha già regalato perle in Libertadores) con due rigori negati e una permissività in fatto di cartellini quasi sospetta: la mancata espulsione di Van Bommel è da denuncia. Gli ivoriani hanno ancora masticato un calcio discreto, inferiore per qualità alla partita con l'Argentina, ma con giocate che hanno coinvolto più uomini. Zokora immenso, giustifica ancora una volta l'epiteto di "Maestro" che gli coniò Guillou all'Académie: che le squadre italiane si sveglino anche se mi sembra che sia già nel mirino dei club inglesi. Quando lo incontrai, circa un anno fa, mi disse che la Juve l'aveva fatto seguire ma che poi non si era più fatto sentire nessuno. Malino Yayà Touré ma in un centrocampo a tre, anche se con posizioni non fisse come avviene nelle squadre moderne, non è la prima volta che gli vedo far fatica nelle fasi di non possesso (potrebbe essere stato frenato anche dai troppi attaccanti: strano per lui non essersi mai inserito). Arouna Konè è l'ombra del giocatore visto in coppa d'Africa (io avrei tolto lui, non Baky) e il sacrificio di Aruna Dindane mi sembra eccessivo, come reclamano tutti i giornali di Abidjan di oggi, indignati verso Henri Michel, additato come unico colpevole della mancata qualificazione (qualcuno gli dà addirittura del "sabotatore"). Poca malizia dietro con due gol evitabilissimi, incredibile davvero che un attaccante tenga in gioco l'avversario su un fuorigioco. Peccato, peccato: gli editorialisti d'accatto, che le partite manco le vedono, sono già coi fucili spianati...
CARLO
L'Olanda non mi è piaciuta per niente: il 4-3-3 di Van Basten più che il Barcelona mi ha ricordato il Chelsea: non è un'offesa, ma non è certo Calcio Totale. Centrocampo friabilissimo, male il mio pupillo Sneijder, Van Bommel come al solito decadente. Pressochè nullo il filtro della mediana, mediocre impostazione del gioco. Sofferenza in difesa, dove però se la son cavata tutto sommato bene, attacco affidato soprattutto ai meravigliosi talenti di Robben e Van Persie ( oggi meglio il secondo ).
VALENTINO TOLA
Una meteora che lancia bagliori tanto brevi quanto intensi prima di venire inghiottita nell'oscurità di un atteggiamento (calcistico) che fa a pugni con il proprio dna. L'Olanda di Van Basten continua a viaggiare a corrente alternata, ma contro la Costa d'Avorio Van Basten ci ha messo del suo per aumentare le sofferenze della squadra. A parte la mezz'ora iniziale il centrocampo fatica a fare filtro, con Sneijder abulico e Van Bommel in versione fabbro ferraio (meritava a più riprese il rosso), quindi poco comprensibile togliere il centrocampista dell'Ajax per inserire Van der Vaart, poco portato al duro lavoro di ruba-palloni e infatti ben presto inghiottito nella terra di nessuno. Andava messo il sottovalutato Landzaat, che poi è entrato ma al posto di Van Nistelrooy, l'unico che riusciva a tener palla e a far rifiatare la squadra. Togliendo la prima punta l'Olanda si è schiacciata ancora di più, non riuscendo nemmeno a ripartire in contropiede. Ma è andata bene, anche grazie a una Costa d'Avorio generosa ma confusionaria e da una difesa che, sebbene a volte in difficoltà quando gli ivoriani tentavano lo sfondamento per vie centrali (vedi il gol, la traversa di Zokora o le due occasioni dal limite sciupate da Aruna Konè), ha retto discretamente. Bene Ooijer e Mathijsen, Van Bronckhorst si sa che a livello difensivo non è una cima (e infatti ha provocato due mezzi-rigori, ma anche sventato un pericolosissimo uno contro due sul finire del primo tempo), involuto Heitinga, ma lo è stato tutta la stagione quindi perchè insistere?
Con tutte le differenze del caso Van Basten è un pò come Pekerman: ha un progetto, ha una serie di giocatori fidati, lascia spazio al talento (ieri meglio Van Persie di Robben), giusto quindi che in patria riceva sostegno anche quando lo spettacolo offerto non è di primissimo livello. Però certi errori vanno corretti, e in fretta anche.
ALEC CORDOLCINI
Davvero una maledizione. Non si può uscire dopo aver surclassato sul piano del gioco sia Argentina che Olanda. A dir la verità mettere sotto l'Olanda non è stata questa gran fatica (nel secondo tempo del primo incontro c'era già riuscita la Serbia). Van Basten toglie Sneijder per Van der Vaart poi si castra surrogando Van Nistelrooy, per questi livelli, mosse inaccettabili anche perché non hanno un senso logico. L'ex Milan viene salvato dal talento dei suoi (super Van Persie) e da un arbitraggio indecente (Ruiz ha già regalato perle in Libertadores) con due rigori negati e una permissività in fatto di cartellini quasi sospetta: la mancata espulsione di Van Bommel è da denuncia. Gli ivoriani hanno ancora masticato un calcio discreto, inferiore per qualità alla partita con l'Argentina, ma con giocate che hanno coinvolto più uomini. Zokora immenso, giustifica ancora una volta l'epiteto di "Maestro" che gli coniò Guillou all'Académie: che le squadre italiane si sveglino anche se mi sembra che sia già nel mirino dei club inglesi. Quando lo incontrai, circa un anno fa, mi disse che la Juve l'aveva fatto seguire ma che poi non si era più fatto sentire nessuno. Malino Yayà Touré ma in un centrocampo a tre, anche se con posizioni non fisse come avviene nelle squadre moderne, non è la prima volta che gli vedo far fatica nelle fasi di non possesso (potrebbe essere stato frenato anche dai troppi attaccanti: strano per lui non essersi mai inserito). Arouna Konè è l'ombra del giocatore visto in coppa d'Africa (io avrei tolto lui, non Baky) e il sacrificio di Aruna Dindane mi sembra eccessivo, come reclamano tutti i giornali di Abidjan di oggi, indignati verso Henri Michel, additato come unico colpevole della mancata qualificazione (qualcuno gli dà addirittura del "sabotatore"). Poca malizia dietro con due gol evitabilissimi, incredibile davvero che un attaccante tenga in gioco l'avversario su un fuorigioco. Peccato, peccato: gli editorialisti d'accatto, che le partite manco le vedono, sono già coi fucili spianati...
CARLO
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