Seconda parte della presentazione del Torneo Apertura messicano:
Gruppo 2
América
Stadio: Azteca (114.465 posti)
La stella: Guillermo Ochoa (portiere)
La sorpresa: Ángel Reyna (centrocampista)
Allenatore: Jesus Ramirez
Obiettivo: titolo
Il grande club di Città del Messico si è buttato sul mercato col solito discutibile metodo: speso tanto senza seguire una logica apparente. Sono arrivati ottimi giocatori: il "Rolfi" Montenegro dall'Independiente, Aquivaldo Mosquera dal Siviglia, Reyna dal San Luis, Ricardo Rojas dal Necaxa, Rosinei dall'Internacional... ora toccherà al "Chucho" Ramirez trovare un equilibrio non facile. Rimangono le grandi anime del club: Pavel Pardo e il portiere Ochoa, oltre a Salvador Cabañas. Il titolo deve essere l'obiettivo.
Monterrey
Stadio: Tecnológico (33.485 posti)
La stella: Humberto Suazo (attacante)
La sorpresa: Eduardo Zavala (attacante)
Allenatore: Victor Manuel Vucetich
Obiettivo: titolo
Squadra solida, forse la più solida. In campo (perché fuori dal campo si possono sempre verificare polemiche e cali di tensione). L'attacco, con Suazo e Zavala, la difesa rinforzata dall'arrivo di Duilio Davino dal Puebla, la bella arma di William Ayovy, l'esterno della nazionale ecuadoriana, oltre al panamegno Baloy, Juan Carlos Medina, Gerardo Galindo... la squadra c'è, e punta in alto.
Pachuca
Stadio: Hidalgo (30.000 posti)
La stella: Christian Giménez (mezzapunta)
La sorpresa: Damián Manso (centrocampista)
Allenatore. Enrique Meza
Obiettivo: titolo
Pareva terminata la favola del Pachuca, almeno quella di alto livello, che ha portato nella sala trofei dei Tuzos, diverse Champions della Concacaf e la Copa Sudamericana. Invece, sempre col "Profe" Meza, pare rimanere a galla il progetto: quest'anno è giunto dalla Liga di Quito il folletto Manso ed è tornato il bomber Cacho: buone basi per non affondare nell'oblio che tutti gli pronosticavano.
Morelia
Stadio: Morelos (41.056 posti)
La stella: Miguel Sabah (attacante)
La sorpresa: Jorge Kalú Gastelum (centrocampista)
Allenatore: Tomás Boy
Obiettivo: Liguilla
E' la squadra di Miguel Sabah, l'MVP del Messico nella recente Gold Cup, vinta proprio dal Tricolor. Arrivano Luis Alonso Sandoval dal Monterrey e il colombiano Aldo Leao Ramirez, restano il cileno Hugo Droguett e il giovane Adrian Aldrete, altro elemento delle generazione d'oro del futbol messicano, quella dei Carlos Vela e dei Giovani Dos Santos.
Jaguares de Chiapas
Stadio: Victor Manuel Reyna (27.500 posti)
La stella: Adolfo Bautista (attacante)
La sorpresa: Danilinho (attacante)
Allenatore: Luis Fernando Tena
Obiettivo: Liguilla
Davanti sarà certamente spettacolo con l'immenso "Bofo" Bautista e il giovane ex Atletico Mineiro Danilinho, reduce da un ottimo Clausura e sempre sul punto di trasferirsi lontano da Tuxtla Gutierrez, in qualche top club: invece è rimasto. Non peregrina la possibilità di giocare a tre davanti con l'inserimento di Josiel, ex Parana e Flamengo.
Puebla
Stadio: Cuauhtémoc (42.648 posti)
La stella: Jared Borgetti (attacante)
La sorpresa: Isidro Sánchez Macip (centrocampista)
Allenatore: José Luis Sánchez Solá
Obiettivo: salvezza
Possibile sorpresa, anche se nella tabella della retrocessione è messa male, nonostante il recente e ottimo Clausura. Oltre all'immortale Borgetti sono arrivate tante facce nuove, tra queste il guatemalteco Carlos Ruiz.
QUI , la prima parte della presentazione dell'Apertura Messicano.
31 luglio 2009
30 luglio 2009
[Champions Preliminari] Sporting - Twente 0-0
Lo Sporting getta una grossa opportunità per chiudere subito i conti contro il Twente di Mc Laren e approdare al quarto turno dei preliminari di Champions. Partito bene, con il solito gioco corto e palla a terra trova il rigore e l'espulsione del portiere olandese al 24': l'errore di Joao Moutinho dal dischetto esalta il portiere bulgaro (figlio d'arte) Mikhailov e accelera la frenesia di tutti gli uomini in biancoverde. Il controllo della partita è pressoché totale, buono il pressing ultraoffensivo con la riconquista alta ma manca sempre l'ultimo passaggio. Il Twente del secondo tempo è esclusivo contenimento, molto attento in mezzo all'area (non perdono un duello aereo) e nei raddoppi sugli esterni. Lo Sporting di Paulo Bento comincia col solito rombo in mezzo al campo con Rochemback in panca e Moutinho, Vuckcevic e Miguel Veloso (sorprendente partita, tornato su ottimi livelli finalmente!) a supporto di Mati Fernandez e della coppia Liedson - Helder Postiga (ne azzeccano pochissime): la squadra è alta( benissimo i due centrali difensivi Polga e il giovanissimo Carriço), pressa ordinata ma non trova mai la decisione e la cura nell'ultimo passaggio. Col passare dei minuti la fatica e la frenesia prende decisamente il comando della teste dei Leoni che si intestardiscono in tiri da fuori sballati e con poco senso. Nelle rare occasioni in cui arrivano conclusioni "intelligenti" c'è sempre Mikhailov a evitare la modifica del punteggio. Nel recupero N'Kufo si divora il gol della beffa assoluta, ma i fischi arrivano lo stesso, e copiosi e meritati, dall'Alvalade.
Carlo Pizzigoni
Da un giornale olandese:
Mikhailov sorregge il Twente.
C’è una luce nell’oscurità di una serata drammatica a Lisbona, dove i Tukkers sono riusciti a strappare con i denti un pareggio dopo aver disputato buona parte dell’incontro in dieci uomini. La luce si chiama Nikolaj Mikhailov, giovane portiere di riserva che ha tenuto a galla il Twente mantenendo intatta la possibilità di qualificazione al turno successivo.
Mikhailov non è propriamente uno degli elementi di spicco del Twente. Da buona parte dei compagni di squadra e dei tifosi è considerato un portiere che ama concedersi alla platea, senza però possedere la necessaria continuità per poter ambire ad una maglia da titolare.
Più spettacolo che continuità insomma, una peculiarità che Mikhailov sembra aver ereditato dal padre e dallo zio, entrambi portieri professionisti in Bulgaria. Papà Mikhailov ha raccolto 105 presenze nella nazionale maggiore, ed era amico nonché compagno di squadra di Tristo Stoichov, con il quale ha condiviso anche l’avventura al Mondiale del 1994 conclusasi con un quarto posto finale. Zio Mikhailov invece ha vestito la maglia del Levski Sofia circa 400 volte.
Nessuno finora aveva predetto al 19enne Mikhailov, arrivato al Twente nella stagione 2007-2008 in prestito dal Liverpool, un futuro da star, anche alla luce delle poche chance che l’estremo difensore era riuscito a ritagliarsi in prima squadra nel corso degli ultimi due anni (solo 6 presenze nello scorso campionato, alle spalle del 38enne Sander Bosckher).
Dopo Lisbona il suo destino potrebbe essere cambiato. Mikhailov ha dovuto sostituire dopo una mezzora scarsa proprio il collega-rivale, espulso per un fallo da ultimo uomo su Helder Postina, lanciato in area da una carambola nata da un lancio di Kenneth Perez finito contro il corpo di un avversario. Nessun dubbio per l’arbitro tedesco; cartellino rosso per Boschker e calcio di rigore per lo Sporting Lisbona. Tocca a Mikhailov. Si sfila i pantaloni della tuta, si mette i guantoni e si getta nel catino bollente, di adrenalina e tensione, del Josè Alvalade. Di fronte a lui c’è il capitano dello Sporting João Moutinho. Rincorsa, tiro, parata. Un intervento con la freddezza del consumato veterano che fa esplodere la panchina del Twente, tanto che il tecnico Steve McClaren viene richiamato all’ordine dal quarto uomo Uefa.
Il primo tempo disputato dal Twente è stato tutto di buon livello. Con sorpresa dei supporter portoghesi i Tukkers sono partiti in quarta. Dopo soli 25 secondi dal fischio d’inizio il neoacquisto costaricano Bryan Ruiz si è trovato sui piedi la palla del vantaggio dopo uno spunto in area di rigore dello slovacco Miroslav Stoch (altro nuovo arrivo, in prestito dal Chelsea). Poi è toccato al portiere Rui Patricio sventare un calcio di punizione di Kenneth Perez, prima che Ruiz e Stoch sciupassero nuovamente un paio di buone opportunità. L’espulsione di Bosckher ha cambiato la serata, che da quel momento è diventata sangue, sudore e lacrime. La diga dei Tukkers però ha retto. McClaren può essere soddisfatto della sua squadra. E soprattutto di Mikhailov, che ieri ha davvero preso tutto.
Marcel van der Kraan, Algemeen Dagblad
Traduzione di Alec Cordolcini
Sporting: Rui Patrício, Pedro Silva (77’ Rochemback), Carriço, Polga, Caneira (57’ Pereirinha), Vukcevic (69’ Yannick), Veloso, Moutinho, Mati, Postiga, Liedson.
FC Twente: Boschker, Stam, Wisgerhof, Douglas, Rajkovic, Brama, Jansen, Perez (26’ Mihaylov), Ruiz (61’ Rukavytsya), Nkufo, Stoch (75‘ Tiotè).
Carlo Pizzigoni
Da un giornale olandese:
Mikhailov sorregge il Twente.
C’è una luce nell’oscurità di una serata drammatica a Lisbona, dove i Tukkers sono riusciti a strappare con i denti un pareggio dopo aver disputato buona parte dell’incontro in dieci uomini. La luce si chiama Nikolaj Mikhailov, giovane portiere di riserva che ha tenuto a galla il Twente mantenendo intatta la possibilità di qualificazione al turno successivo.
Mikhailov non è propriamente uno degli elementi di spicco del Twente. Da buona parte dei compagni di squadra e dei tifosi è considerato un portiere che ama concedersi alla platea, senza però possedere la necessaria continuità per poter ambire ad una maglia da titolare.
Più spettacolo che continuità insomma, una peculiarità che Mikhailov sembra aver ereditato dal padre e dallo zio, entrambi portieri professionisti in Bulgaria. Papà Mikhailov ha raccolto 105 presenze nella nazionale maggiore, ed era amico nonché compagno di squadra di Tristo Stoichov, con il quale ha condiviso anche l’avventura al Mondiale del 1994 conclusasi con un quarto posto finale. Zio Mikhailov invece ha vestito la maglia del Levski Sofia circa 400 volte.
Nessuno finora aveva predetto al 19enne Mikhailov, arrivato al Twente nella stagione 2007-2008 in prestito dal Liverpool, un futuro da star, anche alla luce delle poche chance che l’estremo difensore era riuscito a ritagliarsi in prima squadra nel corso degli ultimi due anni (solo 6 presenze nello scorso campionato, alle spalle del 38enne Sander Bosckher).
Dopo Lisbona il suo destino potrebbe essere cambiato. Mikhailov ha dovuto sostituire dopo una mezzora scarsa proprio il collega-rivale, espulso per un fallo da ultimo uomo su Helder Postina, lanciato in area da una carambola nata da un lancio di Kenneth Perez finito contro il corpo di un avversario. Nessun dubbio per l’arbitro tedesco; cartellino rosso per Boschker e calcio di rigore per lo Sporting Lisbona. Tocca a Mikhailov. Si sfila i pantaloni della tuta, si mette i guantoni e si getta nel catino bollente, di adrenalina e tensione, del Josè Alvalade. Di fronte a lui c’è il capitano dello Sporting João Moutinho. Rincorsa, tiro, parata. Un intervento con la freddezza del consumato veterano che fa esplodere la panchina del Twente, tanto che il tecnico Steve McClaren viene richiamato all’ordine dal quarto uomo Uefa.
Il primo tempo disputato dal Twente è stato tutto di buon livello. Con sorpresa dei supporter portoghesi i Tukkers sono partiti in quarta. Dopo soli 25 secondi dal fischio d’inizio il neoacquisto costaricano Bryan Ruiz si è trovato sui piedi la palla del vantaggio dopo uno spunto in area di rigore dello slovacco Miroslav Stoch (altro nuovo arrivo, in prestito dal Chelsea). Poi è toccato al portiere Rui Patricio sventare un calcio di punizione di Kenneth Perez, prima che Ruiz e Stoch sciupassero nuovamente un paio di buone opportunità. L’espulsione di Bosckher ha cambiato la serata, che da quel momento è diventata sangue, sudore e lacrime. La diga dei Tukkers però ha retto. McClaren può essere soddisfatto della sua squadra. E soprattutto di Mikhailov, che ieri ha davvero preso tutto.
Marcel van der Kraan, Algemeen Dagblad
Traduzione di Alec Cordolcini
Sporting: Rui Patrício, Pedro Silva (77’ Rochemback), Carriço, Polga, Caneira (57’ Pereirinha), Vukcevic (69’ Yannick), Veloso, Moutinho, Mati, Postiga, Liedson.
FC Twente: Boschker, Stam, Wisgerhof, Douglas, Rajkovic, Brama, Jansen, Perez (26’ Mihaylov), Ruiz (61’ Rukavytsya), Nkufo, Stoch (75‘ Tiotè).
[Champions Preliminari] KO lo Zurigo. OK Copenaghen
Lo Zurigo si è cacciato in una brutta situazione dopo l’andata del 3° turno di qualificazione per la Champions League. I campioni svizzeri, battuti per 3-2 al Letzigrund, avranno bisogno di un piccolo miracolo tra una settimana per ribaltare la situazione. Gli zurighesi hanno in particolare pagato a caro prezzo la serata no di Guatelli. Il portiere sostituto di Leoni ha vissuto un match da incubo, essendo responsabile in parte di tutti e tre le reti subite. Eppure le cose sembravano essersi messe per il meglio subito per lo Zurigo, in vantaggio dopo soli 3’ con Vonlanthen. Sprecate alcune occasioni per il raddoppio, gli ospiti con Tavares hanno ribaltato il risultato. Alla sbando, i campioni svizzeri sono stati rimessi in carreggiata dal solito Hassli. Ma ad inizio ripresa Pavlovic ha trovato la maniera di beffare nuovamente Guatelli direttamente su corner. Lo Zurigo ha poi sbagliato diverse occasioni per pareggiare, ma è pure stato risparmiato da Pavlovic, che ha sbagliato il rigore che poteva essere del KO definitivo.
Zurigo - Maribor 2-3
RETI: 3’ Vonlanthen 1-0; 12’ Tavares 1-1; 21’ Tavares 1-2; 29’ Hassli 2-2; 50’ Pavlovic 2-3.
ZURIGO (4-2-3-1): Guatelli; Lampi, Tihinen, Rochat, Gajic; Aegerter, Tico; Vonlanthen, Margairaz (64’ Nikci), Djuric (76’ Alphonse); Hassli.
MARIBOR (4-4-2): Ranilovic; Popovic, Lunder, Dzinic (77’ Kljajevic), Mejac (78’ Jurkic); Mertelj, Bacinovic, Mihelic, Pavlovic; Tavares, Volas (70’ Jelic).
NOTE: Letzigrund, 8.500 spettatori; arbitro Brahhaar (Ola).
Fonte: Il Giornale del Popolo
Copenaghen-Stabæk 3-1
Due parole infine sul derby scandinavo Fc Copenaghen-Stabæk, ovvero Davide contro Golia a livello economico, con i primi che possono essere considerati il Real Madrid del Nord Europa e i nerazzurri campioni di Norvegia costretti a tagliare gli stipendi dei proprio giocatori del 10-15%. A questi ultimi va dato atto di non essere scesi a Copenaghen per alzare le barricate, un atteggiamento che nemmeno appartiene al dna di questo club segnalatosi negli ultimi anni per il calcio frizzante ed estremamente offensivo. Ma il divario tecnico tra le due compagini è sensibile. Apre Jesper Grønkjær dopo dieci minuti su calcio d’angolo, raddoppia al 40’ il veterano Cesar Santin. Nella ripresa Palmi Palmason rimette in carreggiata lo Stabæk sfruttando un assist del giapponese Kobayashi (un giocatore vero il sostituto di Alanzinho, non un semplice affare di marketing). Incerto il portiere danese Jespen Christiansen, decisivo invece nel primo tempo a negare il gol a Daniel Nannskog, presentatosi solo davanti a lui. L’ennesimo guizzo di Santin a undici minuti dalla fine regala al Copenaghen un margine di sicurezza maggiore in vista del ritorno a Bærum. Dove tutto può succedere, anche se prevalere su questo Copenaghen appare davvero dura.
ALEC CORDOLCINI
Formazioni e cronaca della partita su VG
DAGLI ALTRI CAMPI:
Red Bull Salisburgo - Dinamo Zagabria 1-1
45' [1-0] A. Zickler - RB
63' [1-1] M. Mandzukic - DZ
Slovan Bratislava - Olympiakos 0-2
2' [0-1] Avraam Papadopoulos
21' [0-2] Leonardo
Apoel Nicosia - Partizan Belgrado 2-0
50' [1-0] Nenad Mirosavljevic
85' [2-0] Marcin Zewlakow
Celtic - Dinamo Mosca 0-1
7' [0-1] Alexander Kokorin
Levadia Tallinn - Debreceni VSC 0-1
70' [0-1] Leandro
Shakhtar Donetsk - FC Timisoara 2-2
20' [0-1] Gigel Bucur
60' [1-1] Olexandr Gladkiy
80' [1-2] Gigel Bucur
86' [2-2] Fernandinho
Anderlecht - Sivasspor 5-0
17' [1-0] T.D. Sutter
22' [2-0] M. Boussoufa
32' [3-0] T. Chatelle
76' [4-0] T.D. Sutter
90' [5-0] N. Frutos
Sparta Praga - Panathinaikos 3-1
26' [1-0] J. Holenda
32' [2-0] K. Vacek
67' [2-1] D. Salpigidis
86' [3-1] L. Kalouda
FC Baku - Levski Sofia 0-0
Aktobe - Maccabi Haifa 0-0
Ventspils - BATE Borisov 1-0
Sheriff - Slavia Praga 0-0
Zurigo - Maribor 2-3
RETI: 3’ Vonlanthen 1-0; 12’ Tavares 1-1; 21’ Tavares 1-2; 29’ Hassli 2-2; 50’ Pavlovic 2-3.
ZURIGO (4-2-3-1): Guatelli; Lampi, Tihinen, Rochat, Gajic; Aegerter, Tico; Vonlanthen, Margairaz (64’ Nikci), Djuric (76’ Alphonse); Hassli.
MARIBOR (4-4-2): Ranilovic; Popovic, Lunder, Dzinic (77’ Kljajevic), Mejac (78’ Jurkic); Mertelj, Bacinovic, Mihelic, Pavlovic; Tavares, Volas (70’ Jelic).
NOTE: Letzigrund, 8.500 spettatori; arbitro Brahhaar (Ola).
Fonte: Il Giornale del Popolo
Copenaghen-Stabæk 3-1
Due parole infine sul derby scandinavo Fc Copenaghen-Stabæk, ovvero Davide contro Golia a livello economico, con i primi che possono essere considerati il Real Madrid del Nord Europa e i nerazzurri campioni di Norvegia costretti a tagliare gli stipendi dei proprio giocatori del 10-15%. A questi ultimi va dato atto di non essere scesi a Copenaghen per alzare le barricate, un atteggiamento che nemmeno appartiene al dna di questo club segnalatosi negli ultimi anni per il calcio frizzante ed estremamente offensivo. Ma il divario tecnico tra le due compagini è sensibile. Apre Jesper Grønkjær dopo dieci minuti su calcio d’angolo, raddoppia al 40’ il veterano Cesar Santin. Nella ripresa Palmi Palmason rimette in carreggiata lo Stabæk sfruttando un assist del giapponese Kobayashi (un giocatore vero il sostituto di Alanzinho, non un semplice affare di marketing). Incerto il portiere danese Jespen Christiansen, decisivo invece nel primo tempo a negare il gol a Daniel Nannskog, presentatosi solo davanti a lui. L’ennesimo guizzo di Santin a undici minuti dalla fine regala al Copenaghen un margine di sicurezza maggiore in vista del ritorno a Bærum. Dove tutto può succedere, anche se prevalere su questo Copenaghen appare davvero dura.
ALEC CORDOLCINI
Formazioni e cronaca della partita su VG
DAGLI ALTRI CAMPI:
Red Bull Salisburgo - Dinamo Zagabria 1-1
45' [1-0] A. Zickler - RB
63' [1-1] M. Mandzukic - DZ
Slovan Bratislava - Olympiakos 0-2
2' [0-1] Avraam Papadopoulos
21' [0-2] Leonardo
Apoel Nicosia - Partizan Belgrado 2-0
50' [1-0] Nenad Mirosavljevic
85' [2-0] Marcin Zewlakow
Celtic - Dinamo Mosca 0-1
7' [0-1] Alexander Kokorin
Levadia Tallinn - Debreceni VSC 0-1
70' [0-1] Leandro
Shakhtar Donetsk - FC Timisoara 2-2
20' [0-1] Gigel Bucur
60' [1-1] Olexandr Gladkiy
80' [1-2] Gigel Bucur
86' [2-2] Fernandinho
Anderlecht - Sivasspor 5-0
17' [1-0] T.D. Sutter
22' [2-0] M. Boussoufa
32' [3-0] T. Chatelle
76' [4-0] T.D. Sutter
90' [5-0] N. Frutos
Sparta Praga - Panathinaikos 3-1
26' [1-0] J. Holenda
32' [2-0] K. Vacek
67' [2-1] D. Salpigidis
86' [3-1] L. Kalouda
FC Baku - Levski Sofia 0-0
Aktobe - Maccabi Haifa 0-0
Ventspils - BATE Borisov 1-0
Sheriff - Slavia Praga 0-0
29 luglio 2009
[Champions Preliminari] Preview Sporting - Twente
E' iniziato ieri il terzo turno dei preliminari di Champions, tra l'altro con lo Sparta Praga che seppelisce il Panathinaikos: 3-1 il finale, sarà caldo l'Olimpico di Atene al ritorno...
Tra i match clou di oggi, quello tra i portoghesi dello Sporting e gli olandesi del Twente. Di seguito, una breve presentazione delle due squadre.
Sporting
Non arrivano nel migliore dei modi i Leoni dell'Alvalade a questo turno preliminare, passaggio chiave per le casse sempre deserte del club di Lisbona. La prime uscite del time di Paulo Bento non sono certo state sfolgoranti: lo Sporting è ancora un cantiere, non a caso continuano ad arrivare giocatori: l'ultimo, Felipe Caicedo, in prestito dal Manchester City è stato convocato per stasera ma ha giusto fatto le foto di presentazione e qualche palleggio coi compagni, un po' poco per essere quella spalla di Liedson che i biancoversi cercano da tempo. Proprio l'attaccante brasiliano, ma ormai portoghese (tanto che il CT Carlos Queiroz ci ha fatto più di un pensierino...), rimane l'unica certezza di una squadra che ha sempre meno i mezzi economici per competere con le altre due big del Paese. La scommessa del mercato si chiama Mati Fernandez, giunto dal Villareal. Messo ai margini dal connazionale Pellegrini Mati cerca in Portogallo il rilancio ed è già fonte di discussione a Lisbona: dietro le punte o esterno del 442? Paulo Bento opterà per il centrocampo a rombo quindi Mati giocherà dietro a Liedson e Helder Postiga. Giubilato Romagnoli, l'allenatore ha provato anche Joao Moutinho da rifinitore con esiti discreti in fase di non possesso ma non esaltanti con la palla tra i piedi, specie per una squadra che non riesce a trovare una transizione credibile, almeno finora. Miguel Veloso (sempre nella lista dei possibili partenti) si gioca il posto con Rochemback, ma potrebbero essere entrambi nell'11 di partenza e per l'ex stella delle giovanili dello Sporting c'è anche l'opzione sulla fascia sinistra (favorito Caneira), una delle maggiori pecche della rosa dello Sporting, priva di esterni credibili (l'unico di ruolo sarebbe Leandro Grimi...). Peserà l'assenza di Izmailov, ma c'è fiducia in Vuckcevic e nel giovane Pereirinha. Recuperato Anderson Polga in mezzo alla difesa, davanti a Rui Patricio (atteso a un anno di conferme), giocherà insieme all'ennesimo talento uscito dall'Academia Sporting, Carriço, centrale di belle speranze.
CARLO PIZZIGONI
Twente
Il forte dubbio della passata stagione, Steve McClaren, si è trasformato nella certezza di quella attuale. Il tecnico inglese ha superato a pieni voti l’approccio con la realtà olandese, e il Twente riparte proprio di lui per ri-programmare una squadra privatasi di tre elementi fondamentali quali Arnautovic (passato all’Inter), Elia (Amburgo) e Braafheid (Bayern Monaco). I soldi incassati sono però stati spesi con giudizio e il progetto dei Tukkers, pur non privo di qualche ovvia incognita, risulta intrigante. Il modulo rimane il 433, con l’esperto Sander Bosckher tra i pali davanti ad una linea difensiva che prevede al centro i confermati Peter Wisgerhof e Franco Texeira Douglas (molto interessante questo centrale brasiliano classe 88 calcisticamente cresciuto in Olanda) supportati a destra da Nicky Kuiper (89), arrivato dal Vitesse per sostituire Braafheid, e a sinistra da Slobodan Rajkovic (89), talento serbo del Chelsea che ha prolungato il proprio prestito nel Twente proprio perché stimolato, parole sue, dalle opportunità professionali offerte da un ambiente in costante crescita. La mediana a tre è rimasta immutata rispetto allo scorso anno: a destra l’incontrista Cheik Tiotè (86), a sinistra Theo Janssen e il suo mancino tagliato, al centro l’esperto Kenneth Perez in qualità di playmaker. La grande novità è rappresentata dal nazionale iracheno Nashat Akram, campione d’Asia del 2007 e astro nascente (anche se è un 84) del calcio del Medio Oriente. Può giocare da numero 10 oppure interno. Il tridente d’attacco poggia sul fiuto del gol del confermato Blaise Nkufo, i cui anni iniziano però ad essere 34, ragion per cui è arrivato dal De Graafschap il frizzante Luuk de Jong (90), che ha già “testato” lo scorso anno, da titolare, i campi della Eredivisie. Volti nuovi invece per le fasce: a destra c’è il nazionale sudafricano Bernard Parker (86), arrivato dal Thanda Royal Zulu via Stella Rossa e recentemente visto all’opera con buon profitto nella Confederations Cup; sul lato opposto la novità si chiama Bryan Ruiz Gonzalez (85), nazionale costaricano prelevato dal Gand, con la cui maglia nell’ultima stagione è entrato nella top 11 della Jupiler Pro League. Tre giovanissimi infine scalpitano in panchina: la punta ghanese Ransford Osei (90), in prestito dal Maccabi Haifa, l’ala slovacca Miroslav Stoch, in prestito dal Chelsea, e l’esterno di centrocampo croato Dario Vujicevic (90), promosso dalle giovanili, dove ha fatto sfracelli. Una storia già sentita per un certo Marko Arnautovic.
ALEC CORDOLCINI
Tra i match clou di oggi, quello tra i portoghesi dello Sporting e gli olandesi del Twente. Di seguito, una breve presentazione delle due squadre.
Sporting
Non arrivano nel migliore dei modi i Leoni dell'Alvalade a questo turno preliminare, passaggio chiave per le casse sempre deserte del club di Lisbona. La prime uscite del time di Paulo Bento non sono certo state sfolgoranti: lo Sporting è ancora un cantiere, non a caso continuano ad arrivare giocatori: l'ultimo, Felipe Caicedo, in prestito dal Manchester City è stato convocato per stasera ma ha giusto fatto le foto di presentazione e qualche palleggio coi compagni, un po' poco per essere quella spalla di Liedson che i biancoversi cercano da tempo. Proprio l'attaccante brasiliano, ma ormai portoghese (tanto che il CT Carlos Queiroz ci ha fatto più di un pensierino...), rimane l'unica certezza di una squadra che ha sempre meno i mezzi economici per competere con le altre due big del Paese. La scommessa del mercato si chiama Mati Fernandez, giunto dal Villareal. Messo ai margini dal connazionale Pellegrini Mati cerca in Portogallo il rilancio ed è già fonte di discussione a Lisbona: dietro le punte o esterno del 442? Paulo Bento opterà per il centrocampo a rombo quindi Mati giocherà dietro a Liedson e Helder Postiga. Giubilato Romagnoli, l'allenatore ha provato anche Joao Moutinho da rifinitore con esiti discreti in fase di non possesso ma non esaltanti con la palla tra i piedi, specie per una squadra che non riesce a trovare una transizione credibile, almeno finora. Miguel Veloso (sempre nella lista dei possibili partenti) si gioca il posto con Rochemback, ma potrebbero essere entrambi nell'11 di partenza e per l'ex stella delle giovanili dello Sporting c'è anche l'opzione sulla fascia sinistra (favorito Caneira), una delle maggiori pecche della rosa dello Sporting, priva di esterni credibili (l'unico di ruolo sarebbe Leandro Grimi...). Peserà l'assenza di Izmailov, ma c'è fiducia in Vuckcevic e nel giovane Pereirinha. Recuperato Anderson Polga in mezzo alla difesa, davanti a Rui Patricio (atteso a un anno di conferme), giocherà insieme all'ennesimo talento uscito dall'Academia Sporting, Carriço, centrale di belle speranze.
CARLO PIZZIGONI
Twente
Il forte dubbio della passata stagione, Steve McClaren, si è trasformato nella certezza di quella attuale. Il tecnico inglese ha superato a pieni voti l’approccio con la realtà olandese, e il Twente riparte proprio di lui per ri-programmare una squadra privatasi di tre elementi fondamentali quali Arnautovic (passato all’Inter), Elia (Amburgo) e Braafheid (Bayern Monaco). I soldi incassati sono però stati spesi con giudizio e il progetto dei Tukkers, pur non privo di qualche ovvia incognita, risulta intrigante. Il modulo rimane il 433, con l’esperto Sander Bosckher tra i pali davanti ad una linea difensiva che prevede al centro i confermati Peter Wisgerhof e Franco Texeira Douglas (molto interessante questo centrale brasiliano classe 88 calcisticamente cresciuto in Olanda) supportati a destra da Nicky Kuiper (89), arrivato dal Vitesse per sostituire Braafheid, e a sinistra da Slobodan Rajkovic (89), talento serbo del Chelsea che ha prolungato il proprio prestito nel Twente proprio perché stimolato, parole sue, dalle opportunità professionali offerte da un ambiente in costante crescita. La mediana a tre è rimasta immutata rispetto allo scorso anno: a destra l’incontrista Cheik Tiotè (86), a sinistra Theo Janssen e il suo mancino tagliato, al centro l’esperto Kenneth Perez in qualità di playmaker. La grande novità è rappresentata dal nazionale iracheno Nashat Akram, campione d’Asia del 2007 e astro nascente (anche se è un 84) del calcio del Medio Oriente. Può giocare da numero 10 oppure interno. Il tridente d’attacco poggia sul fiuto del gol del confermato Blaise Nkufo, i cui anni iniziano però ad essere 34, ragion per cui è arrivato dal De Graafschap il frizzante Luuk de Jong (90), che ha già “testato” lo scorso anno, da titolare, i campi della Eredivisie. Volti nuovi invece per le fasce: a destra c’è il nazionale sudafricano Bernard Parker (86), arrivato dal Thanda Royal Zulu via Stella Rossa e recentemente visto all’opera con buon profitto nella Confederations Cup; sul lato opposto la novità si chiama Bryan Ruiz Gonzalez (85), nazionale costaricano prelevato dal Gand, con la cui maglia nell’ultima stagione è entrato nella top 11 della Jupiler Pro League. Tre giovanissimi infine scalpitano in panchina: la punta ghanese Ransford Osei (90), in prestito dal Maccabi Haifa, l’ala slovacca Miroslav Stoch, in prestito dal Chelsea, e l’esterno di centrocampo croato Dario Vujicevic (90), promosso dalle giovanili, dove ha fatto sfracelli. Una storia già sentita per un certo Marko Arnautovic.
ALEC CORDOLCINI
Entrevista a Philippe Coutinho em portugues
Il famoso sito brasiliano Netvasco ha ripreso e tradotto in portoghese la mia intervista al giovane talento Philippe Coutinho, pubblicato giorni fa dalla Gazzetta dello Sport. Grazie per l'aiuto e la collaborazione a Jessica Corais, obrigado Jessica!

Per leggere l'intervista in portoghese: vai su NETVASCO
Qui una delle sue ultime attuazioni:

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Qui una delle sue ultime attuazioni:
28 luglio 2009
[Preview 1] Inizia il torneo Apertura in Messico
E' iniziato nel week end il torneo Apertura in Messico. Il Campionato messicano è uno dei tornei più importanti e senz'altro il torneo più "danaroso" del Latino America, non a caso diversi talenti che l'Europa non considera, o non considera abbastanza, viaggiano per il Messico. Non ci sono solo le cheerleaders al fianco dei campi da gioco a segnalare che qui siamo appena sotto l'impero USA: il torneo è organizzato all'americana, quasi fosse un campionato professionistico a stelle e strisce. Le 18 squadre sono divise in tre gironi ma tutte si incontrano. Le prime due di ogni gruppo (più le migliori terze) accedono direttamente ai playoffs (chiamati "Liguilla") che assegnano il titolo.
Oggi analizziamo il primo gruppo.
Chivas di Guadalajara
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Alberto Medina (centrocampista)
La sorpresa: Edgar Mejía (difensore)
Allenatore: Francisco Ramírez
Obiettivo: titolo
I Chivas vanno al risparmio: nessun acquisto in quest'ultimo mercato (addio a Jared Borgetti), anche se si era speso tanto l'anno scorso e, comunque, i giocatori di qualità ci sono, a cominciare da Omar Arellano davanti. A cui si aggiungono Medina, Mejía, il portiere Michel, il difensore Ponce e l'eterno capitano Morales.
Atlas
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Daniel Osorno (attacante)
La sorpresa: Darío Botinelli (mezzapunta)
Allenatore: Ricardo La Volpe
Obiettivo: semifinali Liguilla
Torna dopo otto anni a Guadalajara Ricardo La Volpe, tecnico estremo ma sempre interessante. La squadra è appena sotto le big, grazie anche alla volontà di Osorno che è voluto tornare "a casa" per chiudere la sua carriera e a Botinelli e Vidrio, reduci da un buon Clausura. Dal Villareal arriva Mariano Barbosa: quand'era al Banfield, prima della disastrosa esperienza europea, era il poriere di maggior prospettiva d'Argentina, e forse del Sudamerica: a 24 anni ha il tempo per rifarsi.
Toluca
Stadio: Nemesio Díez (27.000 posti)
La stella: Sinha (centrocampista)
La sorpresa: Francisco Vidal (difensore)
Allenatore: José Manuel "Chepo" de la Torre
Obiettivo: titolo
Quasi invariata la squadra dopo la buona attuazione nello scorso Clausura (uscita ai quarti). Sinha rimane il cervello dela squadra, il portiere Cristante l'anima e il cileno Mancilla il bomber davanti. Dolorosissima la perdita del paraguayano Paulo da Silva, leader della difesa, accasatosi in Inghilterra, al Sunderland.
San Luis
Stadio: Alfonso Lastras Ramírez (35.000 posti)
La stella: Eduardo Coudet (centrocampista)
La sorpresa: Michael Orozco (centrocampista)
Allenatore: Luis Américo Scatolaro
Obiettivo: Liguilla
Continuano le migrazioni tra il San Luis e il Necaxa, i due club di proprietà del network Televisa: stavolta però molti tornano ai "Gladiadores", a cominciare dal'immarcescibile "Chacho" Coudet, che però ha un anno in più... Davanti ci si affida alla coppia Tressor Moreno - Alfredo Moreno.
Indios di Ciudad Juárez
Stadio: Olímpico Benito Juárez (22.300 posti)
La stella: Edwin Santibáñez (centrocampista)
La sorpresa: Alain N'Kong (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Hugo Eugui
Obiettivo: salvezza
Partiti con l'obiettivo minimo della salvezza gli Indios l'hanno scorso sono addirittura giunti in semifinale, eliminando il Toluca. Difficile che il sogno si ripeta, ma c'è ancora voglia di soprendere a Ciudad Juarez. Riportato in Messico il camerunese Alain N'Kong, autore del gol (assist del neo interista Samuel Eto'o)che nella semifinale dell'ultima Coppa d'Africa ha messo alla porta i padroni di casa del Ghana.
Gallos Blancos di Querétaro
Stadio: Corregidora (40.785 posti)
La stella: Carlos Bossio (portiere)
La sorpresa: Emilio López (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Medrano
Obiettivo: salvezza
Questa neopromossa prova a mescolare un po' di esperienza (l'arrivo dal Lanus di Bossio, ad esempio) e qualche prestito raccattato qua e là per evitare la retrocessione in Segunda: dura.
Oggi analizziamo il primo gruppo.
Chivas di Guadalajara
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Alberto Medina (centrocampista)
La sorpresa: Edgar Mejía (difensore)
Allenatore: Francisco Ramírez
Obiettivo: titolo
I Chivas vanno al risparmio: nessun acquisto in quest'ultimo mercato (addio a Jared Borgetti), anche se si era speso tanto l'anno scorso e, comunque, i giocatori di qualità ci sono, a cominciare da Omar Arellano davanti. A cui si aggiungono Medina, Mejía, il portiere Michel, il difensore Ponce e l'eterno capitano Morales.
Atlas
Stadio: Jalisco (60.000 posti)
La stella: Daniel Osorno (attacante)
La sorpresa: Darío Botinelli (mezzapunta)
Allenatore: Ricardo La Volpe
Obiettivo: semifinali Liguilla
Torna dopo otto anni a Guadalajara Ricardo La Volpe, tecnico estremo ma sempre interessante. La squadra è appena sotto le big, grazie anche alla volontà di Osorno che è voluto tornare "a casa" per chiudere la sua carriera e a Botinelli e Vidrio, reduci da un buon Clausura. Dal Villareal arriva Mariano Barbosa: quand'era al Banfield, prima della disastrosa esperienza europea, era il poriere di maggior prospettiva d'Argentina, e forse del Sudamerica: a 24 anni ha il tempo per rifarsi.
Toluca
Stadio: Nemesio Díez (27.000 posti)
La stella: Sinha (centrocampista)
La sorpresa: Francisco Vidal (difensore)
Allenatore: José Manuel "Chepo" de la Torre
Obiettivo: titolo
Quasi invariata la squadra dopo la buona attuazione nello scorso Clausura (uscita ai quarti). Sinha rimane il cervello dela squadra, il portiere Cristante l'anima e il cileno Mancilla il bomber davanti. Dolorosissima la perdita del paraguayano Paulo da Silva, leader della difesa, accasatosi in Inghilterra, al Sunderland.
San Luis
Stadio: Alfonso Lastras Ramírez (35.000 posti)
La stella: Eduardo Coudet (centrocampista)
La sorpresa: Michael Orozco (centrocampista)
Allenatore: Luis Américo Scatolaro
Obiettivo: Liguilla
Continuano le migrazioni tra il San Luis e il Necaxa, i due club di proprietà del network Televisa: stavolta però molti tornano ai "Gladiadores", a cominciare dal'immarcescibile "Chacho" Coudet, che però ha un anno in più... Davanti ci si affida alla coppia Tressor Moreno - Alfredo Moreno.
Indios di Ciudad Juárez
Stadio: Olímpico Benito Juárez (22.300 posti)
La stella: Edwin Santibáñez (centrocampista)
La sorpresa: Alain N'Kong (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Hugo Eugui
Obiettivo: salvezza
Partiti con l'obiettivo minimo della salvezza gli Indios l'hanno scorso sono addirittura giunti in semifinale, eliminando il Toluca. Difficile che il sogno si ripeta, ma c'è ancora voglia di soprendere a Ciudad Juarez. Riportato in Messico il camerunese Alain N'Kong, autore del gol (assist del neo interista Samuel Eto'o)che nella semifinale dell'ultima Coppa d'Africa ha messo alla porta i padroni di casa del Ghana.
Gallos Blancos di Querétaro
Stadio: Corregidora (40.785 posti)
La stella: Carlos Bossio (portiere)
La sorpresa: Emilio López (mezzapunta)
Allenatore: Héctor Medrano
Obiettivo: salvezza
Questa neopromossa prova a mescolare un po' di esperienza (l'arrivo dal Lanus di Bossio, ad esempio) e qualche prestito raccattato qua e là per evitare la retrocessione in Segunda: dura.
27 luglio 2009
[Gold Cup] Messico - Usa 5-0. Tri Campione
Un massacro e una bella rivincita per Javier Aguirre, CT messicano che sta gestendo una transizione non facile. Stritola gli Stati Uniti, presentatisi a questa competizione con la "squadra B", in uno stadio dove la maggioranza era rappresentata da sostenitori del Tri. Aiutato dall'arbitro, che concede sullo 0-0 un rigore dubbio per fallo su Giovani Dos Santos, il Messico fa poi appieno tutta la sua parte e ritrova di colpo entusiasmo e sostanza. Trofeo continentale ai messicani, ma per gli Stati Uniti di Mister Bradley la chance di una rimonta giunge presto: il 12 agosto allo Stadio Azteca si rigioca un match tra le due potenze della Concacaf con in palio la qualificazioni ai Mondiali: il Messico, messo male nella classifica dell'Hexagonal finale, non può sbagliare nemmeno qui.
Messico- Guillermo Ochoa, José Antonio Castro, Juan Carlos Valenzuela, Jonny Magallón, Fausto Pinto, Gerardo Torrado, Israel Castro, Efraín Juárez, Alberto Medina (Carlos Vela, 46), Giovani Dos Santos y Miguel Sabah (Guillermo Franco, 70). DT Javier Aguirre.
USA - Troy Perkins, Jay Heaps, Chard Marshall, Heath Parce, Clarence Goodson, Kyle Beckerman (Sam Cronin, 77), Logan Pause (Santiago Quaranta, 65), Stuart Holden, Robbie Rogers, Brian Ching y David Arnaud (Kenny Cooper, 65). DT Bob Bradley.
Gol: Torrado (Rig.) 54', Giovani 61', Vela 66', Castro 78', Franco 90'
Giants Stadium, East Rutherford, NJ, USA.
Messico- Guillermo Ochoa, José Antonio Castro, Juan Carlos Valenzuela, Jonny Magallón, Fausto Pinto, Gerardo Torrado, Israel Castro, Efraín Juárez, Alberto Medina (Carlos Vela, 46), Giovani Dos Santos y Miguel Sabah (Guillermo Franco, 70). DT Javier Aguirre.
USA - Troy Perkins, Jay Heaps, Chard Marshall, Heath Parce, Clarence Goodson, Kyle Beckerman (Sam Cronin, 77), Logan Pause (Santiago Quaranta, 65), Stuart Holden, Robbie Rogers, Brian Ching y David Arnaud (Kenny Cooper, 65). DT Bob Bradley.
Gol: Torrado (Rig.) 54', Giovani 61', Vela 66', Castro 78', Franco 90'
Giants Stadium, East Rutherford, NJ, USA.
24 luglio 2009
[Gold Cup] USA e Messico in finale
Saranno i favoriti d'obbligo della Gold Cup, la competizione per nazioni del Continente Nord-Americano, a disputare la finalissima, domenica. Il Messico, dopo una fatica enorme, riesce ad avere ragione del Costarica ai rigori finali. Gli Stati Uniti raggiungo la partita decisiva grazie a un rotondo 2-0 sull'Honduras.
[Mercato '09] Ibson allo Spartak Mosca
Ibson Barreto da Silva (Niteroi, 1983) dal Flamengo (via Porto) allo Spartak Mosca.
Costo del cartellino: 5 milioni di euro.
Nella primavera del 2004 ero alla Gavea, a Rio, nell'ufficio di Leo Junior, ex gloria di Torino e Pescara da noi, all'epoca direttore del Flamengo sezione futebol. Parlando dei giocatori brasiliani già pronti per l'Europa, il grande Leo mi ha subito fatto il nome di Ibson, giocatore che mi aveva davvero colpito, avendolo visto anche dal vivo: un centrocampista capace di fare tutto, recupero palla, inserimento, conclusione, leadership. Figlio di un allenatore delle giovanili del Mengao, Laís, Ibson è cresciuto col rubro-negro addosso.
Tra le diverse squadre che contattarono la più amata ( e odiata) del Brasile la spuntò il Porto, segnale di qualità del giocatore. Al Porto difficilmente prendono abbagli. Eppure Ibson all'Europa non si è proprio adattato: ha giocato buone partite ma non ha certo mostrato tutte le sue enormi potenzialità. Pinto da Costa, presidentissimo dei dragoni, ha scelto di rianimarlo rimandandolo a casa, al Flamengo. E infatti l'aria del Maracana lo ha risvegliato: Ibson sarebbe volentieri rimasto lì, ma il Porto necessitava di pezzi in verde che a Rio non potevano permettersi: è intervenuto lo Spartak e l'affare si è chiuso. A Mosca raggiungerà altri colleghi brasiliani: Alex, ex Inter, e Rafael Carioca (Gremio), in primis.
Costo del cartellino: 5 milioni di euro.
Nella primavera del 2004 ero alla Gavea, a Rio, nell'ufficio di Leo Junior, ex gloria di Torino e Pescara da noi, all'epoca direttore del Flamengo sezione futebol. Parlando dei giocatori brasiliani già pronti per l'Europa, il grande Leo mi ha subito fatto il nome di Ibson, giocatore che mi aveva davvero colpito, avendolo visto anche dal vivo: un centrocampista capace di fare tutto, recupero palla, inserimento, conclusione, leadership. Figlio di un allenatore delle giovanili del Mengao, Laís, Ibson è cresciuto col rubro-negro addosso.
Tra le diverse squadre che contattarono la più amata ( e odiata) del Brasile la spuntò il Porto, segnale di qualità del giocatore. Al Porto difficilmente prendono abbagli. Eppure Ibson all'Europa non si è proprio adattato: ha giocato buone partite ma non ha certo mostrato tutte le sue enormi potenzialità. Pinto da Costa, presidentissimo dei dragoni, ha scelto di rianimarlo rimandandolo a casa, al Flamengo. E infatti l'aria del Maracana lo ha risvegliato: Ibson sarebbe volentieri rimasto lì, ma il Porto necessitava di pezzi in verde che a Rio non potevano permettersi: è intervenuto lo Spartak e l'affare si è chiuso. A Mosca raggiungerà altri colleghi brasiliani: Alex, ex Inter, e Rafael Carioca (Gremio), in primis.
23 luglio 2009
[Mercato '09] Muricy e Vanderlei tornano in panchina
Sono probabilmente i due migliori tecnici brasiliani. Stanno vivendo un momento difficile nella loro carriera, ma hanno l'opportunità di un riscatto immediato. Muricy Ramalho e Vanderlei Luxemburgo sono di nuovo in pista: il primo, dopo un lungo corteggiamento, ha firmato per il Palmeiras, il secondo è tornato al Santos.
Hanno poco in comune e certamente non si amano però ci sono pochi dubbi sulle loro capacità, e il palmares parla per entrambi. Il Palmeiras mi pare una squadra piena di talento (anche se ieri ha subito una brutta sconfitta a Goiania, la prima del tecnico ad interim Jorginho) a cui manca un amalgama convincente in campo. Il Santos ha problemi soprattutto all'interno dello spogliatoio e una posizione a metà classifica che in tanti, troppi, a Vila Belmiro giudicano inaccettabile.
Dura per entrambi convincere subito, ma in Brasile per i tecnici è impossibile utilizzare la parola programmazione, domani non esiste...
Hanno poco in comune e certamente non si amano però ci sono pochi dubbi sulle loro capacità, e il palmares parla per entrambi. Il Palmeiras mi pare una squadra piena di talento (anche se ieri ha subito una brutta sconfitta a Goiania, la prima del tecnico ad interim Jorginho) a cui manca un amalgama convincente in campo. Il Santos ha problemi soprattutto all'interno dello spogliatoio e una posizione a metà classifica che in tanti, troppi, a Vila Belmiro giudicano inaccettabile.
Dura per entrambi convincere subito, ma in Brasile per i tecnici è impossibile utilizzare la parola programmazione, domani non esiste...
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