Il debutto del Kun Aguero nella Liga è un evento, la possibilità di rivedere all'opera Felipe Melo è sempre un piacere. Il Kun rimane in panca fino al 67' ad osservare le barricate del nuovo Atletico di Aguirre, Felipe Melo regala i soliti lampi: uno con la sua classe non doveva nemmeno sapere dove si trovava Santander, uno con la sua attitudine, la sua testa è già un miracolo che giochi ancora nella Liga. Ennesimo caso criminale di dilapidazione del talento, un vero peccato. Qui gioca a sinistra e più di una volta ha delle visioni che i compagni proprio non colgono, una palla dentro con quel destro che parla, un colpo di tacco smarcante dopo la partnza devastante nell'uno contro uno... Tornando sulla terra, la prima del messicano in biancorosso ci ha persuaso poco. Solo qualche minuto a cercare qualche situazione partecipata e nel giro di una decina di minuti si è vista la volontà di arrivare subito dalle punte che, ahinoi, erano Mista e Fernando Torres, autore del gol decisivo dopo soli dieci minuti di gioco (solito Torres, comunque, molti appoggi, alcune buone invenzioni ma tirare in porta rimane un sollazzo da prendersi col contagocce, inutile pensare il contrario). Sugli esterni del 442 viaggiano Jurado, che viene spesso in mezzo a cercarsi palloni e cercare di smistare gioco, e Petrov, a sinistra. Costinha e Luccin in mezzo non si preoccupano minimamente né di costruire, né di appoggiare l'attacco con proiezioni o sovrapposizioni: nulla, anzi, capita che escano contemporaneamente sullo stesso uomo quando pressano, unico loro compito. La difesa balla che è un piacere, Pablo sbaglia ogni intervento e goffamente quando la palla sembra morta si inventa un colpo di tacco in piena area a mo' di assist agli avversari. Il meglio dell'Atletico sta in alcuni ribaltamenti di azione (che dovrebbe essere il loro marchio di fabbrica) ma la vera differenza nella partita risiede nelle deficienze altrui: ci fosse uno in biancoverde che vedese la porta! Juanjo schierato centravanti ha fisico longilineo, buona tecnica ma è incerto e timoroso quando deve puntare a rete, Munitis viaggia largo e sarebbe utile con una punta vera (se arriva, come si vocifera, Zigic, non sarebbe affatto male). Vitolo è un buon motorino e recupera palloni che poi diligentemente cede a Colsa, dotato di buon calcio e desideroso di cambiare il lato appena possibile ma a tirare in porta seriamente ci deve pensare il centrale Oriol che stampa sulla traversa una bella girata di testa. A fine primo tempo un'entrata criminale di Seitaridis lascia i colchoneros in dieci: quasi un favore per questo Aguirre: all'intervallo gli esterni "offensivi" Jurado e Petrov, ricevono l'ordine di cambiarsi, in campo ci vanno Valera, schierato terzino destro e Gabi che, sempre a destra, completa il centrocampo che rimane a tre. Iniziano le barricate. Non c'è nemmeno idea di contropiede se non in sortite assolutamente estemporanee. Gli uomini di Portugal sotto porta insistono nello sbagliare tutto, bruciando i continui regali frutto delle disattenzioni dei centrali, andati in completa bambola. Bene, invece, Leo Franco che evidenzia una parata monstre dopo pochi minuti della ripresa e fa la cosa migliore dell'Atletico nel secondo tempo: mangia minuti quando deve rimettere in gioco. Finche si vince va bene, ma qui c'è da lavorare, e pure parecchio.
Racing de Santander, 0: Toño; Pinillos, Oriol, Alfaro, Luis Fernández; Cristian Álvarez (Balboa, m.64), Vitolo, Colsa, Melo (Momo, m.84); Munitis y Juanjo (Aganzo, m.69)
Atlético de Madrid, 1: Leo Franco; Seitaridis, Pablo, Perea, Antonio López; Jurado (Valera, m.46), Luccin, Costinha, Petrov (Gabi, m.46); Torres y Mista (Agüero, m.67)
Campos de Sport del Sardinero, domenica 27 agosto
30 agosto 2006
23 agosto 2006
[recap] Boca Jrs - Indepediente 1-0
Il Boca controlla bene il match, riesce a segnare con Silvestre di testa e crea molto altro. Bene sia Marino che Neri Cardozo ( l'ennesimo gioiello dei bosteros), malino Gago. Fenomenale il Cata Diaz, dietro, francamente inspiegabile la mancata convocazione in nazionale proprio del suo mentore Basile: devono essere bravissimi i consiglieri di Coloccini e Milito... Il Rojo non esiste nel primo tempo, se non nei soliti combattenti come Orteman e Machin. Armenteros solito preoccupante pisolino: quando entra Rodrigo Diaz (non sono suo tifoso ma stavolta mi tolgo il cappello), nella seconda frazione, la partita della squadra di Burruchaga ha qualche scintilla e nel finale rischia anche il pari con un Boca un po' troppo in apprensione
Boca: Bobadilla; Ibarra (Calvo), Silvestre, Díaz, Krupoviesa; Battaglia (Marino), Gago, Cardozo; Marino (Dátolo); Palacio y Palermo.
Independiente: Ustari; Lorgio Álvarez (Barijho), Rodríguez, Gioda, Marín; Machín, Carrizo, Orteman, Armenteros (Rodrigo Díaz); Montenegro y Denis.
1-0: 36' Silvestre
Boca: Bobadilla; Ibarra (Calvo), Silvestre, Díaz, Krupoviesa; Battaglia (Marino), Gago, Cardozo; Marino (Dátolo); Palacio y Palermo.
Independiente: Ustari; Lorgio Álvarez (Barijho), Rodríguez, Gioda, Marín; Machín, Carrizo, Orteman, Armenteros (Rodrigo Díaz); Montenegro y Denis.
1-0: 36' Silvestre
21 agosto 2006
[recap] Galatasaray - Kayserisport 4-0
Per un problema tecnico aggiungo solo ora il recap della partita, svoltasi nel passato week end.
La curiosità di vedere Arda Turan, tornato alla base e reduce da un ottimo Europeo under 19, mi ha spinto a rintracciare questo match. E sono rimasto deluso dal Galatasaray. Gerets sceglie un 451 con tanti palleggiatori a metacampo ma il movimento è ai minimi termini e la punta centrale, il celeberrimo Hakan Sukur è poco credibile anche come sponda, dato che è quasi sempre anticipato dal ghanese Johnson, non proprio nel momento più esaltante della sua carriera che ha vissuto, in Turchia, palcoscenici di miglior livello. La palla arriva al limite dell'area del Kayseri con discreta facilita ma qui nasce il difficile e i continui uno-due non sviluppano nulla: gli ospiti scelgono di riempire questa fascia di campo e sono molto bravi a ripartire (Mondragon salva il risultato un paio di volte sullo 0-0). Nei contropiedi altrui saltano fuori tutte le difficoltà della squadra di Gerets, terribilmente disequilibrata (i terzini sono sempre fuori posizione e pensano solo ad attaccare) e con una capacità di rientrare ordinatamente davvero prossima allo zero, i difensori prendono troppi rischi e le entrate alla disperata, specie di Song, sono il leit motiv della fase centrale della prima frazione. Rischia tanto, poi vince e il gol lo trova, nell'ultimo minuto disponibile del primo tempo, proprio Arda Turan, che nel calcio dei grandi non perde il suo fenomenale cambio di direzione. Geniale sinistro, riesce a segnare col destro dopo una bella percussione di Sabri: la partita si apre in due e nei primi minuti del secondo tempo Ilic, l'altra mezzapunta mascherata del Galatasaray la inchioda con una doppietta. Il turno preliminare favorevole di Champions' la mettono ai ripari da un'uscita prematura dall'Europa che conta (al contrario del Fenerbahce- visto contro il Gençlerbirliği di Ankara: una pena- altra bella squadra con il cartello lavori in corso, che con la Dynamo Kiyv rischia l'esclusione): Gerets deve ancora lavorare tanto e, se vuole farci contenti, provi a inserire con continuità Marcelo Carrusca, non si va via dal Pincha per fare la panca, ok?
1-0 Arda 44, 2-0 Ilić 53, 3-0 Ilić 65, 4-0 Cihan 69
Galatasaray:
Faryd Mondragón, Cihan Haspolatlı, Stjepan Tomas, Rigobert Song, Orhan Ak, Sabri Sarıoğlu, Ayhan Akman, Mehmet Güven, Arda Turan (Marcelo Carrusca 72), Saša Ilić (Oğuz Sabankay 84), Hakan Şükür (Necati Ateş 75)
Subs: Fevzi Elmas, Özgürcan Özcan, Tolga Seyhan, Uğur Uçar
Coach: Eric Gerets
Kayseri:
Dimitar Ivankov, Tayfun Cora, Samuel Johnson, Aydın Toscalı, Delio Toledo, Kamber Arslan (Fatih Ceylan 46), Mehmet Topuz (Hamed Kavianpour 75), Ragıp Başdağ, Bülent Bölükbaşı, Muhammet Akagündüz (Leonardo Iglesias 60), Gökhan Ünal
Subs: Nuri İlker Kıldır, Ali Turan, Räşad Sadıqov, İlhan Parlak
Coach: Ertuğrul Sağlam
La curiosità di vedere Arda Turan, tornato alla base e reduce da un ottimo Europeo under 19, mi ha spinto a rintracciare questo match. E sono rimasto deluso dal Galatasaray. Gerets sceglie un 451 con tanti palleggiatori a metacampo ma il movimento è ai minimi termini e la punta centrale, il celeberrimo Hakan Sukur è poco credibile anche come sponda, dato che è quasi sempre anticipato dal ghanese Johnson, non proprio nel momento più esaltante della sua carriera che ha vissuto, in Turchia, palcoscenici di miglior livello. La palla arriva al limite dell'area del Kayseri con discreta facilita ma qui nasce il difficile e i continui uno-due non sviluppano nulla: gli ospiti scelgono di riempire questa fascia di campo e sono molto bravi a ripartire (Mondragon salva il risultato un paio di volte sullo 0-0). Nei contropiedi altrui saltano fuori tutte le difficoltà della squadra di Gerets, terribilmente disequilibrata (i terzini sono sempre fuori posizione e pensano solo ad attaccare) e con una capacità di rientrare ordinatamente davvero prossima allo zero, i difensori prendono troppi rischi e le entrate alla disperata, specie di Song, sono il leit motiv della fase centrale della prima frazione. Rischia tanto, poi vince e il gol lo trova, nell'ultimo minuto disponibile del primo tempo, proprio Arda Turan, che nel calcio dei grandi non perde il suo fenomenale cambio di direzione. Geniale sinistro, riesce a segnare col destro dopo una bella percussione di Sabri: la partita si apre in due e nei primi minuti del secondo tempo Ilic, l'altra mezzapunta mascherata del Galatasaray la inchioda con una doppietta. Il turno preliminare favorevole di Champions' la mettono ai ripari da un'uscita prematura dall'Europa che conta (al contrario del Fenerbahce- visto contro il Gençlerbirliği di Ankara: una pena- altra bella squadra con il cartello lavori in corso, che con la Dynamo Kiyv rischia l'esclusione): Gerets deve ancora lavorare tanto e, se vuole farci contenti, provi a inserire con continuità Marcelo Carrusca, non si va via dal Pincha per fare la panca, ok?
1-0 Arda 44, 2-0 Ilić 53, 3-0 Ilić 65, 4-0 Cihan 69
Galatasaray:
Faryd Mondragón, Cihan Haspolatlı, Stjepan Tomas, Rigobert Song, Orhan Ak, Sabri Sarıoğlu, Ayhan Akman, Mehmet Güven, Arda Turan (Marcelo Carrusca 72), Saša Ilić (Oğuz Sabankay 84), Hakan Şükür (Necati Ateş 75)
Subs: Fevzi Elmas, Özgürcan Özcan, Tolga Seyhan, Uğur Uçar
Coach: Eric Gerets
Kayseri:
Dimitar Ivankov, Tayfun Cora, Samuel Johnson, Aydın Toscalı, Delio Toledo, Kamber Arslan (Fatih Ceylan 46), Mehmet Topuz (Hamed Kavianpour 75), Ragıp Başdağ, Bülent Bölükbaşı, Muhammet Akagündüz (Leonardo Iglesias 60), Gökhan Ünal
Subs: Nuri İlker Kıldır, Ali Turan, Räşad Sadıqov, İlhan Parlak
Coach: Ertuğrul Sağlam
15 agosto 2006
[recap] OM - Rennes 2-0
Sono arrivato in tribuna stampa prima dei giapponesi ( una ragazza disponibile a mettersi in mostra nonostante la bilancia reclami qualche chilo di troppo, e un perfetto collega, sulla cinquantina, che pescava da ogni tasca diavolerie tecnologiche). Volevo vedere com'era la reazione del Vélodrome al ritorno di Franck Ribery. Le curve erano già piene e presto si sarebbe riempito il resto: presenti anche Michel Platini e Michel Hidalgo, il primo a colloquio con il presidente dell'OM Pape Diouf (lodato da alcuni striscioni appesi sul Virage Sud) e disponibile alle foto coi tifosi. Proprio il vero uomo nuovo del football francese, in pantaloni corti color crema è stato il primo a mettere piede in campo per saggiarne l'atmosfera: gli applausi hanno coperto i fischi, che pure ci sono stati. La partita di Ribery è stata fenomenale, da fuoriclasse, come ormai bisogna cominciare a chiamarlo. Partito esterno di sinistra nel centrocampo a tre dell'OM ha continuato a perforare la difesa del Rennes di uno spento Faty anche con il 4231 che ha tolto molta fluidità ai marsigliesi:Niang punta unica centrale ha davvero poco senso e poco ha fatto anche Bamogo: finché non rientra Cissè direi ad Emon di lasciar perdere questa formula. Meglio, molto meglio nel secondo tempo con la riproposizione del 433, Pagis in mezzo all'attacco, al fianco Niang e il ritorno sulla linea mediana di Ribery, degno di ripartenze alla Kakà, con perfetto controllo della palla in velocità e idee sempre chiare. In mezzo notevoli disastri di Lamouchi ( a parte l'azione della riconquista del pallone sul primo gol non mi ha entusiasmato nemmeno Cana, osannato da molti colleghi) superati solo dalle corbellerie di Taiwo, o gli si insegna a difendere, soprattutto sul lato debole o sarà necessario correre ai ripari. Ogni cambio di gioco era un'azione da gol per il Rennes ( zeppo di defezioni e con Mvuemba dirottato in poanchina) che, fosse stato in campo Utaka, avrebbe gozzovigliato con questa "difesa" che si avvale, diciamo così, anche delle prestazioni di Cesar e Zubar, altri bei pasticcioni e più volti guardati male dal capitano, il senegalese Beye, che agisce sulla destra. Insomma, Ribery predica nel deserto e il 2-0 del tabellone dovrebbe mostrare il suo nome al posto di quello dell'OM. Il pubblico lo capisce e nell'azione del secondo gol, serpentina di "Scarface" e assist al bacio per Maoulida, torna a eleggerlo leader. I destini della Francia, non solo quelli dell'Om, passano dalle sue giocate. Piuttosto in soggezione nei suoi venti minuti in campo, il celebrato gioiello Nasri ha mostrato un lancio di esterno destro davvero notevole: poco per quello che si dice di lui (adesso non può essere decisivo), molto nella valutazione in prospettiva del ragazzo.
OM : Carrasso, Beye, Zubar, César, Taiwo; Lamouchi, Cana, Ribéry; Bamogo (Maoulida 68'), Pagis (Nasri 72'), Niang (Oruma 84').
RENNES : Pouplin, M'Bia, Bourillon, Faty, Jeunechamp; Sorlin, Cheyrou; Moreira, Monterrubio, Hadji; Briand (Sow 59')
Gol: 1-0 Pagis 38', 2-0 Maoulida 85'.
OM : Carrasso, Beye, Zubar, César, Taiwo; Lamouchi, Cana, Ribéry; Bamogo (Maoulida 68'), Pagis (Nasri 72'), Niang (Oruma 84').
RENNES : Pouplin, M'Bia, Bourillon, Faty, Jeunechamp; Sorlin, Cheyrou; Moreira, Monterrubio, Hadji; Briand (Sow 59')
Gol: 1-0 Pagis 38', 2-0 Maoulida 85'.
09 agosto 2006
[recap] Stella Rossa Cork 3-0
Una formalità. La Stella Rossa va avanti liquidando senza problemi il Cork, colpito pure dal Miedo Escenico del Marakana di Belgrado. Vittoria con qualche brivido in Irlanda, in casa gli slavi segnano dopo due minuti (lancio da dietro del centrale Bisevac, sponda del'interminabile Zigic e sberla in corsa, sotto la traversa, di Milovanovic) e allontanano tutte le eventuali preoccupazioni. Solito 433 spurio, con il bulgaro Georgiev attivo a tutto campo, la Stella Rossa preferisce la palla a terra, con l'accompagnamento dei terzini, sempre molto propositivi. Paradigmatico il secondo gol, più di venti tocchi, con la palla che parte dalla linea difensiva, muove la difesa anche con una sponda di piede di Zigic, libera sulla sinistra Perovic che non può ricevere un raddoppio, mette in mezzo col suo bel sinistro, velo del pericoloso Djokic, portiere irlandese fregato e rete di testa proprio di Zigic, che poi realizzerà anche la terza segnatura, sempre di testa. Alla Stella Rossa piace giocare, si esalta nel farlo (e il merito è anche dell'ex tecnico Walter Zenga) ma lascia anche giocare un po' troppo. Molto dinamico il centrocampo con Kovacevic fisso davanti alla difesa e Milovanovic e il biondo Basta sempre in movimento.
Crvena Zvezda: Randjelovic, Pantic, Bisevac, Joksimovic,Perovic (Milijas 78), Basta, Kovacevic, Milovanovic,Blagoy Georgiev, Djokic (Jankovic 69), Zigic (Purovic 63).
Cork: Devine, Bennett, Brian O'Callaghan, O'Brien, Fenn, Woods, O'Donovan, Cillian Lordan, Softic, Behan (Sullivan 80), Horgan.
Goals: Milovanovic 2', Zigic 34', 59'
Crvena Zvezda: Randjelovic, Pantic, Bisevac, Joksimovic,Perovic (Milijas 78), Basta, Kovacevic, Milovanovic,Blagoy Georgiev, Djokic (Jankovic 69), Zigic (Purovic 63).
Cork: Devine, Bennett, Brian O'Callaghan, O'Brien, Fenn, Woods, O'Donovan, Cillian Lordan, Softic, Behan (Sullivan 80), Horgan.
Goals: Milovanovic 2', Zigic 34', 59'
07 agosto 2006
[europeounder19] FINALE Spagna Scozia 2-1
Sarebbe stata una beffa perdere il torneo, per la Spagna. Un torneo che ha dominato dalla prima partita. Incontrava una squadra battuta 4-0 nel girone che mancava anche del centravanti titolare Fletcher, squalificato per un'ammonizione per simulazione che grida vendetta nella molto deludente partita di semifinale con la Repubblica Ceca. Out anche l'altro attaccante Robert Snodgrass, con la Spagna a fare la prima punta è andato Elliot, per noi il migliore del lotto (non che ci voglia molto, in maglia blu...). La Scozia, non avendo altre armi, ha pressato con grande continuità e lucidità e ha tirato fuori il meglio per la finale dove pur nettamente inferiore tecnicamente non ha affatto deluso, anzi. Spagna più compassata ma inarrivabile, con un Bueno decisivo.
CARLO PIZZIGONI
Una Spagna non nella sua miglior versione batte 2-1 la Scozia e vince un Europeo Under 19 che sembrava davvero impossibile da perdere, per la qualità di gioco e la solidità superiori mostrate.
In una serata un po' scialba per Mata e Javi Garcia, con Capel come al solito solo a lottare contro i mulini a vento, decisiva è stata la genialità in fase realizzativa di Bueno. Doppietta che lo porta a 5 gol e al titolo di capocannoniere in coabitazione con il turco Parlak. Straordinaria intuizione sul primo gol, seppur con un leggero aiuto del portiere scozzese, da opportunista puro il secondo centro.
Il primo quarto d'ora è tutto della Scozia, che sorprende la Spagna con un pressing forsennato e sfiora il gol, mettendo in evidenza finalmente che la Spagna ha anche un buon portiere in Adan. Poi il ritmo dato dai tre mastini di centrocampo scozzesi ( Grant, Ferry e Cameron ) cala necessariamente, la situazione si normalizza ma la Spagna fa circolare poco, e troppo lentamente il pallone, mostrando soltanto qualche spunto isolato di Toni Calvo. Manovra molto poco fluida, Javi Garcia mai in partita, Suarez solo a tratti.
Il match procede stancamente fino all' 1-0 di Bueno che fa saltare l'unico copione che la Scozia conosceva: centrocampo affollato, contenimento e sperare nel golletto. 2-0 sempre di Bueno, partita che sembra chiusa, ma c'è il gol della speranza scozzese di Dorrans all' 87', con la Spagna che rischia addirittura di farsi raggiungere immediatamente dopo in un'azione nella sua area di rigore, in seguito a uno di quei suoi rilassamenti difensivi, una volta andati in vantaggio, che hanno costituito uno dei pochi difetti dell'eccellente compagine di Gines Melendez.
Ora bisognerà dare qualche chance nel calcio dei grandi a talenti come Piquè, Suarez, Javi garcia, Mata, Jeffren, Toni Calco, Diego Capel ( da sgrezzare parecchio ) e Bueno, sennò questo lavoro non è servito a nulla.
VALENTINO TOLA
CARLO PIZZIGONI
Una Spagna non nella sua miglior versione batte 2-1 la Scozia e vince un Europeo Under 19 che sembrava davvero impossibile da perdere, per la qualità di gioco e la solidità superiori mostrate.
In una serata un po' scialba per Mata e Javi Garcia, con Capel come al solito solo a lottare contro i mulini a vento, decisiva è stata la genialità in fase realizzativa di Bueno. Doppietta che lo porta a 5 gol e al titolo di capocannoniere in coabitazione con il turco Parlak. Straordinaria intuizione sul primo gol, seppur con un leggero aiuto del portiere scozzese, da opportunista puro il secondo centro.
Il primo quarto d'ora è tutto della Scozia, che sorprende la Spagna con un pressing forsennato e sfiora il gol, mettendo in evidenza finalmente che la Spagna ha anche un buon portiere in Adan. Poi il ritmo dato dai tre mastini di centrocampo scozzesi ( Grant, Ferry e Cameron ) cala necessariamente, la situazione si normalizza ma la Spagna fa circolare poco, e troppo lentamente il pallone, mostrando soltanto qualche spunto isolato di Toni Calvo. Manovra molto poco fluida, Javi Garcia mai in partita, Suarez solo a tratti.
Il match procede stancamente fino all' 1-0 di Bueno che fa saltare l'unico copione che la Scozia conosceva: centrocampo affollato, contenimento e sperare nel golletto. 2-0 sempre di Bueno, partita che sembra chiusa, ma c'è il gol della speranza scozzese di Dorrans all' 87', con la Spagna che rischia addirittura di farsi raggiungere immediatamente dopo in un'azione nella sua area di rigore, in seguito a uno di quei suoi rilassamenti difensivi, una volta andati in vantaggio, che hanno costituito uno dei pochi difetti dell'eccellente compagine di Gines Melendez.
Ora bisognerà dare qualche chance nel calcio dei grandi a talenti come Piquè, Suarez, Javi garcia, Mata, Jeffren, Toni Calco, Diego Capel ( da sgrezzare parecchio ) e Bueno, sennò questo lavoro non è servito a nulla.
VALENTINO TOLA
26 luglio 2006
[europeiunder19] Portogallo Spagna 1-1
Partita piacevole fra Spagna e Portogallo: 1-1, un tempo di predominio a testa ma il Portogallo resta fuori, scavalcato dalla sorpresa Scozia che nell'altra partita batte la Turchia.
Squadra come al solito con individualità interessanti quella lusitana. Nel 4-3-3 quelli che son piaciuti i due uomini di fascia dell'attacco: il destro Bruno Gama a sinistra e il mancino Hélder Barbosa a destra. Quest'ultimo studia da funambolo con le sue accelerazioni palla al piede ed è già a buon punto per quanto riguarda individualismo e simulazioni, il primo sembra un po' più maturo e in qualche giocata ricorda Simao. Centrocampo discreto con il buon dinamismo di Zezinando e Condesso, difesa da rivedere ( non la rivedremo però ) con Paulo Renato disattento sul gol del pareggio spagnolo e il terzino destro Mano un po'scomposto in alcuni interventi. I portoghesi hanno giocato un ottimo primo tempo, ma nel secondo tempo son stati messi sotto dalla manovra spagnola, non andando oltre qualche azione isolata.
La Spagna è venuta fuori nella seconda frazione, quando è riuscita ad azionare il suo gioco sulle fasce. Nel primo tempo molte difficoltà con Granero forse troppo arretrato e costretto a giocare sulla stessa linea di Elustondo. In attacco, ancora una volta inesistente Pedraza ( anche nell'Under 17 di due anni fa non riusciva mai a entrare in partita ). Son mancate le geometrie di Suarez, perchè Elustondo è esclusivamente difensivo. Sulle fasce le cose hanno funzionato solo a tratti. Nel secondo tempo molto bene le sovrapposizioni e gli scambi fra Barragan e Toni Calvo sulla destra, mentre a sinistra non mi è piaciuto Diego Capel: tende a portare troppo palla e a ficcarsi in un imbuto accentrandosi quasi sempre. Ha meno talento puro, ma Toni Calvo mostra più concretezza chiedendo triangolo e scattando in profondità nello spazio. Grezzo ma efficace Diaz in attacco, mi ha fatto ancora un'ottima impressione Crespo, che mi sembra possa evidenziare meglio il suo senso dell'anticipo da centrale. Quando Piquè tornerà dall'infortunio, mi sembra che la coppia centrale migliore possano formarla lui e il sivigliano.
VALENTINO TOLA
Ero davvero curioso di vederlo il Portogallo, a cui, come da tradizione, manca sempre qualcosa. Va fuori ma può solo prendersela con la sua inconsisitenza offensiva. Sinceramente, mi aspettavo un po' di più da Bruno Gama, assolutamente scioltosi dopo il gol spagnolo a inizio ripresa (che denotava l'inconsistenza dei centrali portoghesi, molto spesso anticipati, e i miglioramenti che devon essere richiesti a un bel prospetto come André Marques). Il Portogallo piazza Zezinando davanti alla difesa, ha buoni tempi di pressing ma molti limiti nell'impostazione e nella fasi di transizione fa spesso pasticci. Anche perché i lusitani fanno davvero poco movimento. La voglia di arrivare a segnare produce una serie infinita di duelli individuali dove tanti possono mettere in mostra le loro qualità ma rimangono poco funzionali al risultato di squadra. Ricevere palla tra i piedi e cominciare da trequarticampo un lavoro individuale per andare in porta mi pare un'idea poco sensata, anche se si hanno buone qualità, tecniche e agonistiche, come Hélder Barbosa, assolutamente da disciplinare ( e magari insistere per fargli usare anche il piede destro). I centrocampisti più interni dello spurio 4141 portoghese (con il centravanti Diogo Tavares troppo isolato ma che regala qualche perla nel primo tempo), Pererinha, ottima tecnica, e Condesso, strepitoso fisico, non riescono mai a entrare nel vivo dell'azione se non, pure loro, con azioni individuali: insomma, non ci sono situazioni dove vengono coinvolti più di due uomini, troppo poco per meritarsi di andare avanti in questo torneo.
CARLO PIZZIGONI
Squadra come al solito con individualità interessanti quella lusitana. Nel 4-3-3 quelli che son piaciuti i due uomini di fascia dell'attacco: il destro Bruno Gama a sinistra e il mancino Hélder Barbosa a destra. Quest'ultimo studia da funambolo con le sue accelerazioni palla al piede ed è già a buon punto per quanto riguarda individualismo e simulazioni, il primo sembra un po' più maturo e in qualche giocata ricorda Simao. Centrocampo discreto con il buon dinamismo di Zezinando e Condesso, difesa da rivedere ( non la rivedremo però ) con Paulo Renato disattento sul gol del pareggio spagnolo e il terzino destro Mano un po'scomposto in alcuni interventi. I portoghesi hanno giocato un ottimo primo tempo, ma nel secondo tempo son stati messi sotto dalla manovra spagnola, non andando oltre qualche azione isolata.
La Spagna è venuta fuori nella seconda frazione, quando è riuscita ad azionare il suo gioco sulle fasce. Nel primo tempo molte difficoltà con Granero forse troppo arretrato e costretto a giocare sulla stessa linea di Elustondo. In attacco, ancora una volta inesistente Pedraza ( anche nell'Under 17 di due anni fa non riusciva mai a entrare in partita ). Son mancate le geometrie di Suarez, perchè Elustondo è esclusivamente difensivo. Sulle fasce le cose hanno funzionato solo a tratti. Nel secondo tempo molto bene le sovrapposizioni e gli scambi fra Barragan e Toni Calvo sulla destra, mentre a sinistra non mi è piaciuto Diego Capel: tende a portare troppo palla e a ficcarsi in un imbuto accentrandosi quasi sempre. Ha meno talento puro, ma Toni Calvo mostra più concretezza chiedendo triangolo e scattando in profondità nello spazio. Grezzo ma efficace Diaz in attacco, mi ha fatto ancora un'ottima impressione Crespo, che mi sembra possa evidenziare meglio il suo senso dell'anticipo da centrale. Quando Piquè tornerà dall'infortunio, mi sembra che la coppia centrale migliore possano formarla lui e il sivigliano.
VALENTINO TOLA
Ero davvero curioso di vederlo il Portogallo, a cui, come da tradizione, manca sempre qualcosa. Va fuori ma può solo prendersela con la sua inconsisitenza offensiva. Sinceramente, mi aspettavo un po' di più da Bruno Gama, assolutamente scioltosi dopo il gol spagnolo a inizio ripresa (che denotava l'inconsistenza dei centrali portoghesi, molto spesso anticipati, e i miglioramenti che devon essere richiesti a un bel prospetto come André Marques). Il Portogallo piazza Zezinando davanti alla difesa, ha buoni tempi di pressing ma molti limiti nell'impostazione e nella fasi di transizione fa spesso pasticci. Anche perché i lusitani fanno davvero poco movimento. La voglia di arrivare a segnare produce una serie infinita di duelli individuali dove tanti possono mettere in mostra le loro qualità ma rimangono poco funzionali al risultato di squadra. Ricevere palla tra i piedi e cominciare da trequarticampo un lavoro individuale per andare in porta mi pare un'idea poco sensata, anche se si hanno buone qualità, tecniche e agonistiche, come Hélder Barbosa, assolutamente da disciplinare ( e magari insistere per fargli usare anche il piede destro). I centrocampisti più interni dello spurio 4141 portoghese (con il centravanti Diogo Tavares troppo isolato ma che regala qualche perla nel primo tempo), Pererinha, ottima tecnica, e Condesso, strepitoso fisico, non riescono mai a entrare nel vivo dell'azione se non, pure loro, con azioni individuali: insomma, non ci sono situazioni dove vengono coinvolti più di due uomini, troppo poco per meritarsi di andare avanti in questo torneo.
CARLO PIZZIGONI
18 luglio 2006
[europeounder19] Spagna Turchia 5-3
Stimolante gara d'apertura per l'Europeo delle nuove leve. Due portaerei della categoria si scontrano subito e subito si vede il talento purissimo dei giocatori delle due squadre. La Turchia rischia l'inverosimile, e pure oltre, con due mediani bravi e volenterosi ma tatticamente un po' disattenti: a questo si aggiunga una linea a 4 dietro disordinata nelle coperture e nella spaziatura e 3 uomini e mezzo totalmente disinteressati alla fase difensiva (qualche volta il capitano Caferkan Acsu, dal fascinoso sinistro, tornava nella sua metacampo). Tra i disinteressati il talento cristallino di Arda Turan, eleganza e equilibrio, visione di gioco e assist man, a cui si deve programmare un luminoso futuro. Qualche fiammata sospetta del centravanti Ilhan Parlak, autore di una doppietta. Molto più solida la Spagna a cui accompagna dosi di talento in ogni parte del campo: si rilassa sul 4-1 (eccessivo fino a quel momento) e non spinge con continuità specie sugli esterni dove invece una fisicità mescolata a tecnica davvero strabordante (evidenziare Toni Calvo e il "venezuelano" delle Canarie Jeffren Suárez)la renderebbe difficilmente arginabile. Belle invenzioni di Juan Mata che regala una gemma al pubblico con un pallonetto da fuori area delizioso in occasione della terza rete spagnola. Dietro, potenza devastante di Piqué, ma qualche difettuccio per il transfuga catalano.
CARLO PIZZIGONI
Si è complicata un po'la vita nel secondo tempo rilassandosi eccessivamente ( e calando anche dal punto di vista fisico ), ma questa Spagna ci ha fatto vedere cose molto interessanti: ordine e molta qualità. La Turchia non è da buttare assolutamente, ma è un po'troppo dipendente dagli estri delle sue individualità in attacco e con scompensi intollerabili in difesa, soprattutto sulle fasce.
Grande spinta sulle fasce degli iberici con Toni Calvo a destra e Jeffren a sinistra ( anche se spesso si sono scambiati le fasce ). Il secondo non passa certo inosservato per la sua elettricità, anche se a volte esagera con gli effetti speciali. Attacco a due punte, con Bueno uomo d'area e Mata seconda punta, autore di tre gol, il secondo dei quali degno del Raul dei bei tempi. Molto interessante questo piccolo attaccante dal gran controllo di palla, scattante e dotato di un sinistro chirurgico. Il centrocampo spagnolo ha funzionato bene soprattutto nel primo tempo, con Suarez, poi calato nettamente, più brillante di un Javi Garcia un po'macchinoso. Ottimo Suarez nella visione di gioco e nella qualità delle aperture, sempre giocando a uno-due tocchi. In difesa molto relax nel secondo tempo, ma comunque si è potuta apprezzare tutta la personalità e la prestanza a questi livelli di Piqué, che ha mostrato pure dei bei lanci col destro. Ottima la falcata di Barragan.
Nella Turchia c'era il giocatore con forse più qualità in campo, il trequartista Arda Turan, dal controllo di palla straordinario, a tratti davvero immarcabile, anche se tende a liberarsi un po'troppo a malincuore del pallone. Due gol, il primo bellissimo in una combinazione con Turan, li ha segnati Ilhan Parlak, attaccante interessante, veloce e sempre pungente, una minaccia in profondità. In difesa, nonostante i disastri si è un po'salvato Serdar, che ha mostrato buona personalità.
Partita molto divertente in un girone molto competitivo, con il Portogallo e la sorprendente Scozia, dal quale probabilmente uscirà la vincitrice finale di questo EURO Under 19.
VALENTINO TOLA di Calcio Spagnolo
CARLO PIZZIGONI
Si è complicata un po'la vita nel secondo tempo rilassandosi eccessivamente ( e calando anche dal punto di vista fisico ), ma questa Spagna ci ha fatto vedere cose molto interessanti: ordine e molta qualità. La Turchia non è da buttare assolutamente, ma è un po'troppo dipendente dagli estri delle sue individualità in attacco e con scompensi intollerabili in difesa, soprattutto sulle fasce.
Grande spinta sulle fasce degli iberici con Toni Calvo a destra e Jeffren a sinistra ( anche se spesso si sono scambiati le fasce ). Il secondo non passa certo inosservato per la sua elettricità, anche se a volte esagera con gli effetti speciali. Attacco a due punte, con Bueno uomo d'area e Mata seconda punta, autore di tre gol, il secondo dei quali degno del Raul dei bei tempi. Molto interessante questo piccolo attaccante dal gran controllo di palla, scattante e dotato di un sinistro chirurgico. Il centrocampo spagnolo ha funzionato bene soprattutto nel primo tempo, con Suarez, poi calato nettamente, più brillante di un Javi Garcia un po'macchinoso. Ottimo Suarez nella visione di gioco e nella qualità delle aperture, sempre giocando a uno-due tocchi. In difesa molto relax nel secondo tempo, ma comunque si è potuta apprezzare tutta la personalità e la prestanza a questi livelli di Piqué, che ha mostrato pure dei bei lanci col destro. Ottima la falcata di Barragan.
Nella Turchia c'era il giocatore con forse più qualità in campo, il trequartista Arda Turan, dal controllo di palla straordinario, a tratti davvero immarcabile, anche se tende a liberarsi un po'troppo a malincuore del pallone. Due gol, il primo bellissimo in una combinazione con Turan, li ha segnati Ilhan Parlak, attaccante interessante, veloce e sempre pungente, una minaccia in profondità. In difesa, nonostante i disastri si è un po'salvato Serdar, che ha mostrato buona personalità.
Partita molto divertente in un girone molto competitivo, con il Portogallo e la sorprendente Scozia, dal quale probabilmente uscirà la vincitrice finale di questo EURO Under 19.
VALENTINO TOLA di Calcio Spagnolo
13 luglio 2006
[dialoghimondiali] FINALE
L'Italia vince il quarto mondiale, senza grandissimi meriti. Dopo un primo tempo giocato meglio dagli azzurri, svegli, compatti e rapidissimi nel ribaltare l'azione, a differenza dei "bleus", la Francia infatti prende, a partire dal secondo tempo, chiaramente il controllo del gioco, sfiorando più volte il gol del vantaggio, fermata solo dall'implacabile Buffon. A un certo punto, sembrava che Domenech dovesse solo mettere il fatidico uomo d'area per portare a casa la logica vittoria, ma una volta entrato lo juventino, si è autoescluso Zidane, fin lì protagonista di un degnissimo addio al calcio, con uno di quei gesti folli che hanno periodicamente disturbato la sua carriera. Anche in 10 i galletti hanno cercato di più il gol, ma ormai si era ai rigori. E dire che dopo il primo tempo sembrava che l'Italia dovesse andare tranquilla verso la vittoria. La cosa migliore degli uomini di Lippi, oltre al Mondiale vinto, of course, è stata la reazione dopo il vantaggio francese: il pareggio è andato letteralmente a prenderselo, assediando la Francia. Dopo il gol di Materazzi, che ha rimediato nel migliore dei modi all'errore commesso, in complicità con Cannavro, sul rigore, si è tornati a un certo equilibrio, pur con l'Italia più convincente in generale. Questo fino ai primi quarantacinque minuti: dopo, come detto, è stata solo Francia, cui è mancato il gol. L'Italia, pagando forse la stanchezza per i supplementari con la Germania, ha progressivamente rinunciato a giocare, infoltendo il centrocampo e cercando soltanto la corsa di Iaquinta coi lanci lunghi.
I migliori in campo sono stati Cannavaro, di gomma !, da una parte e Makelele, che ha dato lezioni a centrocampo, e Thuram( anche Gallas l'ha spalleggiato come al solito perfettamente ) dall' altra. Henry ha giocato un brutto primo tempo, poi ha avuto alcune azioni maestose. Ottimo anche Vieira, finchè è restato in campo, anche se Alou Diarra non l'ha fatto rimpiangere. Fastidiosissima, come al solito, la zanzara Ribery. Si può dire che la Francia ha avuto in meno rispetto all'Italia i terzini, davvero poco incisivi nelle avanzate, soprattutto l'approssimativo Sagnol, che non finirò mai di sottolineare quanto sia sopravvalutato. Nell' Italia, buono anche se non eccezionale Pirlo, sempre attivo Grosso, redento Materazzi, attento ma non straripante Zambrotta, mentre Totti è stato come al solito deludentissimo, fuori dal gioco. Toni spesso troppo solo là davanti.
Comunque, complimenti ai campioni !
VALENTINO TOLA
I migliori in campo sono stati Cannavaro, di gomma !, da una parte e Makelele, che ha dato lezioni a centrocampo, e Thuram( anche Gallas l'ha spalleggiato come al solito perfettamente ) dall' altra. Henry ha giocato un brutto primo tempo, poi ha avuto alcune azioni maestose. Ottimo anche Vieira, finchè è restato in campo, anche se Alou Diarra non l'ha fatto rimpiangere. Fastidiosissima, come al solito, la zanzara Ribery. Si può dire che la Francia ha avuto in meno rispetto all'Italia i terzini, davvero poco incisivi nelle avanzate, soprattutto l'approssimativo Sagnol, che non finirò mai di sottolineare quanto sia sopravvalutato. Nell' Italia, buono anche se non eccezionale Pirlo, sempre attivo Grosso, redento Materazzi, attento ma non straripante Zambrotta, mentre Totti è stato come al solito deludentissimo, fuori dal gioco. Toni spesso troppo solo là davanti.
Comunque, complimenti ai campioni !
VALENTINO TOLA
[dialoghimondiali] Francia Portogallo 1-0
Altra bruttissima partita, col secondo tempo davvero infimo. Qui nessuno chiede 6 gol a partita ( non è quello il bello del calcio ), ma di vedere un livello tecnico un po' superiore e squadre che, proprio in virtù del loro supposto spessore, siano disposte a rischiare di più. A parte i supplementari dell'Italia e qualche sprazzo di altre squadre, solo calcio modesto. Lippi dovrebbe essere molto contento dopo aver visto la Francia rinunciataria del secondo tempo, graziata soltanto dall' inconsistenza dell' attacco portoghese. Già Pauleta e Postiga son disastrosi di per sè, ma le mezzepunte, straordinarie tecnicamente, non propongono mai tagli e inserimenti volendo sempre e solo palla sui piedi. Finisce che l'unico terminale del gioco portoghese diventa Maniche coi suoi tiri da fuori. E' davvero sconcertante non riuscire a produrre nulla dopo un secondo tempo passato quasi tutto nella metà campo francese. I migliori son stati Meira e Costinha, hanno tremendamente deluso Deco e Miguel, mentre Carvalho ha commesso una sciocchezza madornale sul rigore. E poi quanti tuffi ragazzi !
La Francia ha giocato una partita davvero mediocre, capitalizzando al massimo il rigore di Zidane. solo qualche giocata di Henry e qualche buon controllo di Zidane, gli altri tutti sottotono a parte Thuram. C'è da notare un fatto: la Francia crea molte poche azioni pericolose, anche quando gioca bene come contro Spagna e Francia. Inoltre rende al meglio quando può permettersi di attaccare con i 4 uomini offensivi più qualche inserimento di Vieira, perchè i terzini appoggiano molto male il gioco.
VALENTINO TOLA
Il Portogallo controlla il ritmo dal primo minuto, ma dopo venti minuti di discreto livello si affloscia, manca di proposte, di movimenti e si appiattisce in un ruminare calcio alla ricerca di una squillo di genio che, con Deco ai minimi termini, non arriva dall'altra stella Cristiano Ronaldo, troppo voglioso di fare, ma con letture non adeguate. Figo sulla papera di Berthez manca l'occasione della vita mettendo sopra la traversa un facile colpo di testa. Francia che rinuncia alle ripartenze e a i contropiedi finalizzati alla porta avversaria, ma che non soffre molto anche perché fisicamente è nettamente superiore, specie in area difensiva. Centrocampo perfetto, benino Zidane che però non si fa ipnotizzare da un pararigori come Ricardo (unica qualità del portiere portoghese, peraltro). Essendo il Portogallo, doveva pur mancare qualcosa per il successo finale...
CARLO PIZZIGONI
La Francia ha giocato una partita davvero mediocre, capitalizzando al massimo il rigore di Zidane. solo qualche giocata di Henry e qualche buon controllo di Zidane, gli altri tutti sottotono a parte Thuram. C'è da notare un fatto: la Francia crea molte poche azioni pericolose, anche quando gioca bene come contro Spagna e Francia. Inoltre rende al meglio quando può permettersi di attaccare con i 4 uomini offensivi più qualche inserimento di Vieira, perchè i terzini appoggiano molto male il gioco.
VALENTINO TOLA
Il Portogallo controlla il ritmo dal primo minuto, ma dopo venti minuti di discreto livello si affloscia, manca di proposte, di movimenti e si appiattisce in un ruminare calcio alla ricerca di una squillo di genio che, con Deco ai minimi termini, non arriva dall'altra stella Cristiano Ronaldo, troppo voglioso di fare, ma con letture non adeguate. Figo sulla papera di Berthez manca l'occasione della vita mettendo sopra la traversa un facile colpo di testa. Francia che rinuncia alle ripartenze e a i contropiedi finalizzati alla porta avversaria, ma che non soffre molto anche perché fisicamente è nettamente superiore, specie in area difensiva. Centrocampo perfetto, benino Zidane che però non si fa ipnotizzare da un pararigori come Ricardo (unica qualità del portiere portoghese, peraltro). Essendo il Portogallo, doveva pur mancare qualcosa per il successo finale...
CARLO PIZZIGONI
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