01 luglio 2006

[dialoghimondiali] Francia Spagna 3-1

La Francia ha giocato nettamente meglio ed è molto più forte della Spagna. Sovrastati gli iberici sul piano del ritmo, su quello fisico, tattico e soprattutto per quanto riguarda due cosine che in un Mondiale contano parecchio: l' esperienza e la personalità. Surclassati, i "jugones" non hanno mai fatto girare il centrocampo a dovere: dato per disperso Xavi, spaurito Cesc, si è salvato solo Xabi Alonso. La Spagna, non ha trovato mai dico mai la profondità in attacco: Torres sempre impegnato nelle sue odissee palla al piede, Villa, l'unico vero bomber spagnolo in circolazione ( Torres non lo è di certo) , sacrificatissimo dagli schemi d' attacco di Aragones. Per quanto riguarda Raul, spero che Luis si assuma tutte le responsabilità della sua scelta di metterlo dall'inizio. Già si era notato nelle partite precedenti, dove i costi son stati molto minori, ma i difensori son stati letteralmente rincitrulliti da questa ossessione del fuorigioco. Sul gol di Ribery, ma anche in altre occasioni, era decisamente meglio temporeggiare un po' invece che lanciarsi subito e lasciare tutti quei metri ai francesi provenienti dalle retrovie. Pernia in fase difensiva su Ribery è stato ridicolo. Decisamente era meglio Antonio Lopez ( chissà se sentiremo ancora gente esultare quando si infortuna uno come Del Horno ).
Francia molto più sveglia. Centrocampo asfissiante con Vieira e Makelele, Ribery (FANTASTIQUE ! ) e Malouda belli larghi, difesa solidissima ( a parte il rigore stupido di Thuram) , anche sulla fasce laterali, con un Sagnol molto attento e sollevato da incarichi offensivi. Zidane, al di là del gran gol, non mi è piaciuto ed Henry ha giocato malissimo, facendosi beccare in fuorigioco quasi sempre. Continuo a pensare che la Francia produrrebbe molto di più con due punte: Zidane non ha mai avuto movimenti devastanti senza palla. Prima non ce ne importava nulla, ora che è agli sgoccioli queste sue carenze si notano, pensando al tipo di gioco che piace ad Henry, che nell' Arsenal svaria dove vuole, è spesso l' unica punta, ma è sempre assistito dagli inserimenti dei centrocampisti.
VALENTINO TOLA

Sembra incredibile dover ogni volta commentare l'uscita di scena della Spagna da un Mondiale dopo averne cantato le lodi in principio constatando, via via, la mancanza di tenuta mentale. Ma stavolta il delitto è stato ancora maggiore dato che Aragones aveva a disposizione sacche di talento difficilmente riscontrabili altrove, al netto forse dell'Argentina. Talento sperperato anche per un'idea di gioco vaporosa e tremante insieme. Andata in vantaggio per un regalo di Thuram, sotanzialmente al primo tiro in porta, non ha nemmeno approfittato di questo straordinario vantaggio. Salvo solo Xabi Alonso e butto tutto il resto, a cominciare da Aragones. Magnifica invece la Francia, giunta alla fine di un ciclo incredibile ma ancora con la voglia di lottare pur trovandosi sotto senza meritarlo. Sprint certamente favorito dal movimento di Ribery, tornato sui livelli che gli competono dopo un inizio di Mondiale davvero sottotono, e dalla classe cristallina (ma purtroppo non più "continua") di Vieira, bene assistito da Makelele. I francesi han fatto il loro in questo torneo (tenuto conto della rosa che ha alcuni picchi fenomenali ma non un livello standard assoluto di qualità), ma qualche possibilità contro questo Brasile è giusto concedergliela.
CARLO PIZZIGONI

30 giugno 2006

[dialoghimondiali] Brasile Ghana 3-0

Partita che rappresenta perfettamente pregi e difetti delle due squadre. Brasile ancora una volta brutto, messo sotto dall' avversario, salvato dalle individualità e dalla scarsa concretezza dell' avversario. L'abbiamo detto: con la formazione scelta da Parreira è un Brasile veramente poco coeso, disconnesso, incapace di fare possesso palla ( e questa è quasi una vergogna nazionale ) e di rubare il pallone. I due terzini poi hanno finito le scorte, anche se oggi Cafu ha spinto di più. Ronaldinho continua a deludere: per me gioca davvero troppo lontano dalla zona calda, agendo più spesso all' altezza del cerchio di centrocampo che da sulla trequarti in uno contro uno. Per Kakà è un altro discorso, si trova a suo agio, esaltandosi sulle lunghe distanze. Insisto nel ritenere che Ronaldo e Adriano non possono giocare assieme: il secondo oggi, gol in fuorigioco a parte, ha fatto davvero pena. I migliori, assieme a Ronaldo per il gol, sono stati Juan e Lucio, che se non fossero difensori brasiliani verrebbero considerati di più, soprattutto il primo. Sempre bellissimo, anche se si trattava di minuti finali di scarso peso, ammirare la raffinatezza di Ricardinho.
Il Ghana dà i soliti dispiaceri: eccellente manovra, ma conclusioni inguardabili ( peccato perchè Asamoah è interessante ). Oggi poi ha semplicemente regalato la partita al Brasile con l'atteggiamento della sua linea difensiva: una difesa altissima che ha sbagliato più o meno tutti i fuorigiooco che poteva. Per giocare in questo modo devi essere una grandissima squadra che domina il campo e sa di potersi assumere certi rischi: anzitutto la cosa migliore sarebbe rubare la palla subito col primo pressing. Contro il Brasile Dujkovic era al corrente del rischio che correva: una volta eluso il pressing, i brasiliani potevano alzare la testa e prendere comodamente la mira, agevolati da una difesa ghanese che non si regolava di conseguenza.
VALENTINO TOLA

Onore al Ghana. E' noto che il Brasile faccia giocare, però devi avere qualche idea in testa per farlo. E i ragazzi di Dujkovic ce l'hanno, eccome: combinazioni sempre tra più uomini, disciplina tattica nei tagli, la solita grande fisicità e il plus di dinamismo. Bene, peccato le conclusioni, difetto storico di tanti - non tutti - i giocatori delle squadre africane che pagano spesso l'essere cresciuto giocando al Maracana, il calcio di strada con le porticine. Brasile stavolta dignitoso ma soprattutto fortunato in alcune occasioni (miracolo coi piedi di Dida e gol in fuorigioco di Adriano), con Parreira che cerca in corsa un elementare equilibrio togliendo l'attaccante dell'Inter e inserendo Juninho. Malino ancora Adriano e Ronaldinho e stavolta anche Kakà con il solito Ronaldo che cammina per il campo con le mani sui fianchi e segna un gol, il più importante, con la stessa classe dei bei tempi di Barcellona. Bene Juan e Gilberto Silva che, come ha dimostrato il programma "Fantastico" (una specie di "Domenica In" brasiliana) leggendo i labiali del tecnico nella partita contro il Giappone, Parreira vorrebbe molto di più in campo a spese di Emerson ma, colpevoli imprecisati "poteri", non gli è possibile cavalcare questa opzione.
CARLO PIZZIGONI

[dialoghimondiali] Ucraina Svizzera

Sono passate alcune ore dalla sconfitta ai rigori contro l’Ucraina ma quel senso di incompiutezza proprio non se ne vuole andare. Questi Mondiali sembravano indirizzati verso una totale “indimenticabilità” dell’evento. La Svizzera pareva proprio destinata a dover rinnovare la sua storia calcistica, sinora riempita da modesti piazzamenti e da tanta altalenanza di risultati. E poi si avvicinava, già da tutti pregustata, la sfida all’Italia di Lippi, la squadra forse più nervosa e arrogante vista in Germania. Sfida da dimenticare, Mondiali terminati.
A proposito di arroganza azzurra, nel dopopartita siamo transitati dalla zona delle interviste, dove sfilano tutti i giocatori mentre si dirigono ai loro pullman, e abbiamo avuto modo di fare la conoscenza di alcuni colleghi d’oltre confine. Uno tra essi, vedendo noi “svizzerotti” piuttosto delusi dalla prestazione dei ragazzi di Kuhn, esordisce con "Forza ragazzi, siete andati già oltre le vostre possibilità". Sorvolando sulla sua totale mancanza di tatto, tale “buttata” mi ha portato comunque a qualche riflessione. La domanda quindi è la seguente: davvero la Svizzera è andata oltre le sue possibilità? Ha ragione lui? Dovremmo essere contenti così? Kuhn dovrebbe essere contento così? Un altro collega di Mr. Simpatia ha poi aggiunto: "E questo chi è? Margairaz (pronunciato Magarà, come un fantasista di Sao Paulo, ndr)?" Hanno gente che non conosce nessuno. Si poteva andare avanti allora con “gente che non conosce nessuno”?
Rispondiamo convinti. Sì, questa squadra doveva andare avanti. E... no, questa squadra non è andata oltre le sue possibilità, ma al di sotto delle stesse. Questa nazionale era forte e compatta, ricca di tutte quelle qualità che dovrebbero permettere ad una squadra di giocare le partite, di comandarle e di vincerle. Al di là dei nomi, sconosciuti soltanto a chi cura il proprio orticello, ai “tamarri” del pallone e della professione. Kuhn ha avuto tanti meriti nella costruzione di un gruppo così forte, ma poi sul più bello ha fatto riaffiorare quella sua timidezza che altre volte ci capitò di evidenziare e, con rispetto, criticare.
A Kuhn i meriti vanno riconosciuti nella gestione della squadra più che nella cura degli umori dei singoli. Il selezionatore zurighese ha sempre lasciato in primo piano il concetto di “gruppo”, ma con tutta questa apertura al gruppo ha spento forse troppo spesso la luce sulle individualità. Si è concentrato nel mantenimento delle gerarchie interne trascurando l’entusiasmo e l’energia di nuovi volti. Behrami ha confessato:"Se Kuhn ha convocato ventitre giocatori, avrebbe dovuto dimostrare di fidarsi di tutti e ventitre, altrimenti sarebbe stato meglio chiamarne quattordici o quindici soltanto". Parole perfette.
Per Kuhn esistono gerarchie ferree, e al massimo queste gerarchie possono portarlo a scegliere tra elementi che lui ritiene sullo stesso gradino della scala (vedi l’eterno: Gygax o Streller), ma mai tra questi ed elementi rampanti. Se lo stesso Behrami ha avuto tanta sfortuna, incappando in quella fastidiosissima infiammazione, c’erano comunque ragazzi che non vedevano l’ora di provarci, di entrare in gioco. Margairaz e Dzemaili per esempio – tra i due-tre migliori giocatori dello scorso campionato elvetico – avrebbero potuto davvero dare nuova energia alla manovra offensiva, del tutto bloccata dalla mancanza di intraprendenza dei centrocampisti (Barnetta escluso naturalmente) e dalla scarsa vena degli attaccanti. Stesso discorso vale per i vari Dzemaili e Lustrinelli, forze fresche. Sentire Vogel che dice "Contro l’Ucraina c’è mancata freschezza" non fa nient’altro che affondare il colpo dove già faceva tanto male. Com’è possibile mancare di freschezza con una rosa di ventitre nazionali a disposizione? Mistero. Peccato, perché in altre fasi di questa avventura, e pensiamo soprattutto alle qualificazioni, Kuhn aveva avuto maggiore coraggio. Allora la nazionale lascia il Mondiale senza aver subito gol ma anche con uno dei giochi più compassati dell’intera manifestazione. Per il futuro, Kuhn prenda esempio anche da Klinsmann, e lasci più corda ai suoi levrieri: hanno voglia di correre.

PAOLO GALLI fonte: Giornale del Popolo

26 giugno 2006

[dialoghimondiali] Portogallo Olanda 1-0

Risultato giusto, inutile cercare scuse aggrappandosi al pessimo Ivanov. Ha vinto il Portogallo, una squadra, contro l'Olanda, un'insieme di giocatori, molti dei quali senza dubbio bravi, ma anche tremendamente individualisti. E ad alti livelli questo continua a fare la differenza. L'Olanda le sue occasioni le ha avute, e anche tante (la traversa di Cocu è un gol mangiato, non sfortuna), come tanta è stata la confusione dei suoi attacchi nella mezz'ora finale, dove non si è quasi mai visto un cross dal fondo. E poi manovra lenta, prevedibile, con poco movimento senza palla, quando i giocatori portoghesi con quattro-cinque passaggi arrivavano in porta. Robben ha deluso alla grande, Van Persie ha fatto qualcosa di più, il migliore in avanti sarebbe stato Kuijt se non avesse sprecato quell'occasione tutto solo davanti a Ricardo, perchè comunque l'attaccante del Feyenoord è uno dei pochi a donare sostanza ad una squadra che gioca troppo di fioretto. In Olanda, e non solo, è gia à pronto il processo ad un Van Basten annicchilito sul piano tattico da Scolari: il mancato utilizzo di Van Nistelrooy la principale accusa. Non concordo, perchè l'attaccante del Manchester United aveva mal figurato nelle tre precedenti partite, e se uno deve giocare solo per il cognome che porta... Se dovessi muovere qualche critica al tecnico direi invece che Vennegoor of Hesselink andava inserito prima per cercare di sfruttare qualche suo assita di testa a centro-area, che a centrocampo serviva un combattente alla Landzaat, e che Heitinga (premio fair-play del Mondiale, ovviamente in senso ironico...) poteva benissimo restarsene a scaldare la panchina. Poi, si sa, gli assenti hanno sempre ragione...
ALEC CORDOLCINI

Partita ad altissima tensione, condotta in maniera invereconda dall'ennesimo arbitraggio scadente. L'atteggiamento criminale contro Cristiano Ronaldo, prima un'entrata del solito sospetto Van Bommel, poi la benedizione di Boulahrouz ha fortemente condizionato le ripartenze degli uomini di Scolari (anche ieri sempre attento): avere un uomo che ti può recuperare campo, subisce falli quindi punizioni pericolose e impaurisce nel duello diretto, è un vero lusso che gli olandesi hanno azzerato da subito. Maniche trova un gol da favola mentre il compagno Costinha conclude miseramente la sua pessima stagione facendosi espellere in maniera imbecille fermando, da ammonito, volontariamente con una mano la ripartenza olandese proprio sul finale di un tempo nel quale l'Olanda si rendeva pericolosa solo per la presenza di Ricardo, un vero incubo, nei calci da fermo. Gli olandesi girano la palla in difesa in attesa del movimento dell'esterno di centrocampo ma il problema principale è che l'obiettivo della manovra è esclusivamente quello di costruire un 1 contro 1 di Robben o di Van Persie. Il giovane dell'Arsenal trova qualche spunto, Robben no, sovrastato da un Miguel che ha anche spinto parecchio alla sua maniera. Scolari sceglie di togliere Pauleta per inserire il centrocampista centrale che non può non essere Petit, da tempo la vera anima del Benfica. Van Basten, invece di allargare il campo, trovare le sovrapposizioni con un a squadra che ha due soli incontristi, mette Van der Vart...Senza parole. La partita diventa una battaglia con calcioni e simulazioni un po' ovunque, Van Nistelrooy scalda la panchina e Vennegoor entra solo a fine match riuscendo a vincere tutti i duelli di testa: metterlo prima? Scolari sceglie Tiago per sostituire un ottimo Figo tutta-esperienza, e l'ex Chelsea offre minutaggio di qualità. Resta in corsa il Portogallo e la sua profondissima panchina può trovare onestissime contromisure all'assenza di fuoriclasse come Deco (Tiago) e Cristiano Ronaldo (Simao o Boa Morte): per me rimango favoriti contro l'Inghilterra.
CARLO PIZZIGONI

[dialoghimondiali] Inghilterra Ecuador 1-0

In tv ho sentito dire da Massimo Mauro che l' Ecuador è stato una delusione perchè Suarez alla vigilia aveva promesso micidiali cambi di ritmo e invece non ci sono stati. Ma siamo matti ? Sorprende sentire un "esperto" dire queste cose: l'Ecuador ha fatto, e bene, l'Ecuador: ha solo quei ritmi e soprattutto non ha in squadra palloni d'oro, palloni d'oro mancati, nuovi fenomeni e migliori del mondo nel loro ruolo. Ha costruito una ragnatela impeccabile, ha costretto l'Inghilterra a giocare sui suoi ritmi preferiti, ha giocato la palla quando poteva ed ha anche fatto correre qualche brivido a Robinson, come nella traversa di Tenorio. Ottimo Reasco, attenti i centrali, sottotono Valencia e Mendez, sempre interessanti i movimenti di Carlos Tenorio, gravissima la sua uscita per infortunio in favore dell' immobile Kaviedes. Però, dopo il gol di Becks, chi conosce un minimo questa squadra, lo capiva che l'Ecuador non ce l'avrebbe fatta a forzare gli eventi.
L'Inghilterra ha giocato come gli omini del biliardino: probabilmente hanno preso troppo sul serio lo schemino disegnato sulla lavagnetta. Tutti fermi nelle vostre posizioni, mi raccomando ! Ritmo bassissimo, sembrava la brutta copia della Selezione Pensionati del Portogallo, con in più una serie di lanci totalmente fuori luogo. E non è la prima volta che si vede giocare così una squadra con simili prerogative fisiche, vedi ad esempio le partite contro Galles e Irlanda del Nord nel girone di qualificazione. Nessuna sovrapposizione, ancora una volta deludenti Gerrard e Lampard ( e questa non riesco proprio a spiegarmela ). Carrick l'avevo caldeggiato, perchè ha qualità e gioca in un ruolo che permette di giocare più sciolto ai due draghi del centrocampo. Perfino un Totem come John Terry ha imbarazzato. Rooney è stato l'unico all' altezza ( che numero su Hurtado ! ), peccato per lui che l' abbiano costretto a una serie di corse sfiancanti e senza senso.
Ed Eriksson, quant'è taccagno ! Dopo le dimostrazioni di difensivismo masochistico dei tornei precedenti, un cambio Joe Cole( comunque pessimo)-Carragher che non posso che definire una provocazione. Comunque, attenzione: l'Inghilterra resta pericolosissima perchè sempre più conferma la sensazione che magari sia una squadra che stenta a creare, ma è forse la squadra più difficile da battere. Davvero difficile da superare.
VALENTINO TOLA

D'accordo così, l'Eriksson della Roma non tornerà mai più. Ormai ribatezzatosi al calcio ultrasparagnino, lo svedese porta l'Inghilterra ai quarti e ci regala uno spettacolo inverecondo. Temo ci sia la mano di Mac Laren in questo atteggimento, segno che il futuro non sarà poi così allegro, almeno per chi si limita a osservare. Prima della partita però la disposizione tattica non mi dispiaceva proprio, con Carrick a favorire gli inserimenti di Gerrard e Lampard. Ma l'interpretazione è stata davvero pessima e qui credo che le responsabilità ricadano anche sui giocatori, specie i fenomeni appena citati: Lampard, soprattutto, è un fantasma. La squadra è compassata, nessuno si propone, c'è solo l'imperativo di non rischiare: un po' poco. L'Ecuador, che ha a disposizione una rosa certamente meno luccicante ha fatto il suo, peccato la giornata no di Valencia, non meritava di chiudere così. Quell'errore di Terry e quella traversa potevano svoltare la partita, e forse il mondiale dei sudamericani è finito lì.
CARLO PIZZIGONI

25 giugno 2006

[dialoghimondiali] Argentina Messico 2-1 dts

Umiliato e vincente. José Pekerman ha subito davvero una lezione contro la miglior squadra per organizzazione che ho visto finora: una partita davvero ottima, a dimostrazione che al deficit di talento si può opporre grande organizzazione e giocarsela meritando pure di vincere: se il pessimo Busacca cacciava, com'era giusto, Heinze, a Buenos Aires scorte di pomodori. Scaloni surroga Burdisso e tutte queste cose impossibili per Javier Zanetti io proprio non le ho colte ma il Problema a centrocampo raggiungeva livelli parossistici: piatti, con Mascherano fisso davanti alla difesa, mai ad accorciare, con Ayala che rincula e tutti, tutti, tutti duelli 2 (messicani) contro 1 (argentino) : Cambiasso, Sorin, Maxi, addirittura Saviola costretti rincorrere senza logica il primo che gli scappava: una cosa penosa e inaccettabile a questi livelli, con la statua Riquelme che guardava. Intendiamoci, Hombre Peker, o ci si organizza e allora possono giocare pure Romancito e una pattuglia di attaccanti oppure non si può consegnare le chiavi al fenomeno del Villareal e aspettare che capiti qualcosa: questo non è allenare! fantastico La Volpe, che ringraziamo personalmente per averci regalato uno spettacolo davvero superbo: questo gioco, crudele e bastardo l'ha penalizzato sul tabellone ma non cancella la memoria degli appassionati, continui così. A metacampo sempre utilizzo del campo per tutta la larghezza, inserimenti continui e ordinati (bravi tutti, da lacrime il giovane Guardado), bene supoortati dal movimento delle punte. Dietro, fenomenale Osorio (faxare alla sede del Cruz Azul un qualsiasi pre-contratto, questo è uno da portare a casa subito), che nel finale deve riciclarsi esterno e ha la forza di portare a scuola Sorin. Inserire Aimar e Tevez con il solo intento di vincere da soli il match fa davvero pena, caro José: ma allora visto che di talento ce n'è in abbondanza mettiamolo dentro dall'inizio e proviamo il 3313, con sei difensori (o giù di lì) e 4 fenomeni a caso, come nel premondiale con la Croazia: conduci il gioco, scegli il ritmo e hai una frequenza di 1 contro 1 in stile Brasile. Schifo?
CARLO PIZZIGONI

Sconcertante Argentina: molle, sfilacciata, mai verticale. Male tutti, ma Riquelme, che adoro, ha mostrato i suoi lati peggiori: gioco orizzontali, incapacità di liberarsi in dribbling dalla marcatura. Solo in occasione di un assist per Saviola ( pessimo stasera ) si è visto il miglior Roman. Scaloni, un disastro. Finisce che il vero fenomeno è il "comodin" Maxi Rodriguez, provvidenziale. Poi viene il discorso Pekerman: grande C.T., ma stasera ha rischiato di rovinare tutto: giusto confermare la formazione del girone ( a parte Scaloni ), ma una volta che vedi che le cose non vanno, metti prima Tevez. Messi all' 83' è un'assurdità bella e buona. Il centrocampo è stato schiacciato, come contro la Costa d'Avorio, Cambiasso assente ( anche se si è preso un bel rischio Pekerman sostituendolo con Aimar ), mentre Mascherano è riuscito un po' a rifarsi verso la fine rubando qualche pallone dei suoi.
Il Messico è stato il vero Messico, non quello deludente del girone: grande La Volpe, centrocampo a 5 di grande corsa ( Mendez e Garcia a destra e Morales e l' ottimo Guardado a sinistra che si scambiavano benissimo sugli esterni ), ma anche geometrico , purtroppo dissanguato dall' uscita di Pardo. Spazi chiusi per la manovra argentina, difesa sicura con un Osorio impressionante. Borgetti ha fatto un notevole lavoro spalle alla porta, Fonseca poco incisivo mentre Zinha sembrava essere il giocatore in più ma non è riuscito a illuminare da par suo, pur avendo ampi spazi a disposizione per il centrocampo ultra-offensivo degli argentini. Messico penalizzato anche dal pessimo arbitraggio di Busacca, anche se al 90' è stata danneggiata pure l'Argentina dal guardalinee.
VALENTINO TOLA

[dialoghi mondiali] Germania Svezia 2-0

La Germania mostra mecccanismi sempre più oliati e un gioco di grande livello: molto offensivo, aggressivo ( tantissimi tiri in porta ). Grande intesa là davanti, con il solito Klose e Podolski in crescita. Cominciano a stufarci Lahm e Schweinsteiger, sveglio come sempre Frings. Ballack non eccezionale e testardo nel cercare il gol da fuori. Anche in difesa sembrano aver registrato le cose: più accorti e meno spregiudicati nei fuorigioco. Dato a Klinsmann quel che è di Klinsmann, è stato tremendamente imbarazzante veder "pascolare" i difensori svedesi sui due gol. Solito gioco confuso e nervoso degli uomini di Lagerback, che ammassa giocatori in attacco senza mai cercare il fondo. Se pure Larsson tradisce, oltre a uno Zlatan poco incisivo, il risultato viene da solo. Oltre ogni umana decenza l'arbitraggio di Simon.
VALENTINO TOLA

Davvero bello lo spirito della nazionale tedesca. Continuo a vedere un po' troppa anarchia che potrebbe essere deleteria in una giornata dove c'è meno gamba o testa. Lo staff di Klinsmann comunque da rivalutare dopo gli spernacchi delle amichevoli premondiali.

CARLO PIZZIGONI

23 giugno 2006

[dialoghimondiali] Australia Croazia 2-2

Ho sempre ritenuto che piagnistei e lamentele varie nei confronti dei torti arbitrali subiti (veri o presunti), siano figli di una mentalità da perdenti, di chi deve aggrapparsi a qualcosa pur di non ammettere le propri colpe. Se sei più forte dell'avversario, lo sei anche degli errori a tuo sfavore: contro la Croazia l'Austalia di Hiddink ne è stata un perfetto esempio. Un arbitraggio di bassissimo profilo (non che Poll volesse volutamente favorire i croati, semplicemente era in pessima forma) e un portiere da oratorio (il milanista Kalac) non sono riusciti ad impedire ai Socceroos l'appuntamento con la storica qualificazione agli ottavi. Un traguardo strameritato: ben messi in campo (anche se quello Sterjovski titolare non è sembrata una mossa azzeccatissima), superiori sia sul piano atletico che su quello del gioco, e in più con Hiddink che ha indovinato tutti i cambi. Bresciano e Aloisi sono infatti riusciti a fare la differenza, così come Emerton, un'assenza che peserà contro l'Italia, Culina, intelligenza tattica da vendere, Kewell, finalmente decisivo, e Viduka, indispensabile come boa di riferimento. Come all'esordio contro il Giappone, anche con la Croazia l'Australia funziona meglio in fase propositiva che non in quella di contenimento, dove emergono i limiti di una difesa lenta. Gli Aussies restano comunque una tra le migliori squadre, a livello di gioco, viste finora al Mondiale.
Due parole sui croati: Pletikosa, Srna e Niko Kovac da salvare, il resto da bocciare in blocco, con nota di particolare demerito per il tecnico Kranjcar, catenacciaro oltre il livello della decenza (e poi Klasnic in panchina per far spazio a Prso e Olic, avessi detto due fenomeni...). Se passava il turno l'Italia era già nei quarti, così invece dovrà almeno sudare un pò...
ALEC CORDOLCINI

Un'altra cartolina per chi dice che le nazionali non posso avere sistemi di giochi lineari, concepiti con l'idea di proporre calcio. Hiddink ancora una volta ha lasciato il segno e la qualificazione è strameritata, a maggior ragione se va a danno di una Croazia davvero povera di idee: perché si può anche arroccarsi in difesa ma si deve avere un minimo di strategia, e nell'ultimo incontro non si è proprio vista. Insomma, le squadre anche durante la partita devono sapere cosa fare: è l'unico mezzo dei "poveri", cioè delle squadre che non hanno pattuglie di fuoriclasse che decino da soli i match. Sui livelli di Giappone e Croazia come organico, l'Australia ha stravinto entrambi gli incontri sul piano tattico, proponendo sempre gioco: agli ottavi si iscrive chi più ha meritato, per una volta.
CARLO PIZZIGONI

Grande Australia, una delle squadre che ha giocato meglio in assoluto. Ritmo forsennato, atletismo straripante( assieme al Ghana, la squadra che mi ha entusiasmato di più sotto quest' aspetto ), buoni giocatori ( se poi Kewell pare essersi ripreso davvero... ). Son d'accordo: non aveva una rosa superiore alle altre, ma ha avuto sempre le idee più chiare di tutti. Quel signore in panchina poi, il migliore del mondo, sa sempre tirare fuori il meglio da ogni contesto: nel 2002 aveva fatto della Corea una squadra velocissima e che giocava a memoria, esaltandone quelle poche qualità che aveva, ora quest' Australia, pur non dimenticando la tattica, si esalta nel contatto fisico e si impone brutalmente sull' avversario. Abbiamo attaccanti di stazza e centrocampisti abilissimi ad inserirsi ? Sfruttiamoli con un gioco generoso, e pazienza se resta qualche spazio dietro e i difensori non sono velocissimi nei recuperi. Hiddink non vende mai fumo a nessuno, è uno scienziato del calcio che però non pretende di possederla, la scienza. Vedendo che cambia formazione ad ogni partita, chissà cosa starà preparando per gli eroi azzurri senza macchia e senza paura...
VALENTINO TOLA

22 giugno 2006

[dialoghimondiali] Olanda Argentina 0-0

Ai punti avrebbe vinto l'Argentina. Gli uomini di Pekerman hanno avuto una grande occasione per tempo: il palo di Boulharouz nel primo, la parata di Van der Sar sul destro di Tevez nella ripresa, più qualche conclusione imprecisa (Maxi, Riquelme e ancora Tevez nel finale). L'Olanda invece non ha quasi mai impensierito Abbondanzieri. Credo che in un'Argentina con tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo in pochi abbiano messo in risalto l'importanza di un giocatore-chiave quale Ayala, imbattibile sui palloni alti, ferreo nella marcatura e dotato del carisma e dell'esperienza necessaria per guidare tutto il pacchetto arretrato dell'Albiceleste. Pochissime squadre viste a questo Mondiale possono vantare un giocatore così affidabile al centro della difesa. Certamente poi ci vogliono i Messi, i Riquelme, i Tevez, i Crespo, ma quando ti senti le spalle coperte (senza considerare poi che in mediana c'è un grande Cambiasso) diventa tutto più semplice.
L'Olanda ha fatto la sua partita, inizio e finale discreto, il resto di puro contenimento. Ha deluso il tridente (Babel incluso, impari che nel calcio il pallone si può passare anche senza prima aver tentato un paio di dribbling...), con Kuijt il meno peggio perchè almeno disposto a lottare e a sacrificarsi in copertura, mentre la ritrovata verve di Sneijder ha garantito ossigeno ad un centrocampo che ha faticato parecchio, con un Van der Vaart tornato ai livelli delle ultime stagioni all'Ajax: fumoso e inconcludente, ma sopratutto poco adatto per un centrocampo a tre che deve reggere attaccanti poco propensi ai rientri. Mi sento in dovere di insistere: nel 4-3-3 oranje Landzaat non può rimanere in panchina. Ha retto bene la difesa, il reparto che finora ha rappresentato la nota più lieta del mondiale olandese (effetti di un calcio sempre più globalizzato?): Boulharouz è un ottima alternativa per il duo Mathijsen-Ooijer, De Cler non ha fatto rimpiangere Van Bronckhorst, mentre Jaliens è apparso ancora acerbo, ma non è peggio di Heitinga. Chi vede il bicchiere mezzo pieno dirà che l'Olanda ha superato indenne il test contro una delle super-favorite, chi lo vede mezzo vuoto ribatterà che fare un tiro in porta c'è bisogno dell'errore del Burdisso di turno...
ALEC CORDOLCINI


Partita non stupenda ieri, ma di un certo spessore, che può servire per farci un' idea delle grandi sfide che verranno.
Inizialmente tiene meglio il campo l'Olanda, poi convince di più l' Argentina, che ci fa vedere le combinazioni da prestigiatori fra Riquelme, Messi e Tevez e un Maxi come al solito preziosissimo. Però la mancanza di una punta pura là davanti ( visto che Messi parte largo da destra, Tevez da sinistra e in mezzo c'è Roman, che non è neppure lontanamente neanche una seconda punta )impedisce di concretizzare. Son quasi certo che con un Crespo o un Cruz dall'inizio l'Argentina sarebbe passata nel primo tempo. Il secondo tempo scade un po', si alternano momenti di controllo dell' una e dell' altra squadra, poi, dopo qualche cambio, si comincia forse a pensare un po' agli ottavi. Comunque, al di là della partita di ieri, penso proprio che l' Argentina sia chiaramente di un livello superiore.
Ieri Pekerman ha fatto riposare qualcuno e si è avuta la conferma che Sorin non ha un sostituto con le sue caratteristiche ( assieme a Mascherano è l' unico insostituibile ), che d'altronde sono particolarissime, che Messi è in crescita anche se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe e che uno come Ayala plasma un reparto a sua somiglianza. Anche se non ha dominato, l' Argentina ha dato ancora una volta la sensazione di tenere il campo con sicurezza.
L' Olanda continua a non esaltarmi: messa bene in campo, a tratti sequestra il pallone all' Argentina, ma sembra un po' troppo prevedibile, se non si accendono Van Persie e soprattutto Robben, ieri assente. Somiglia un po' all' Ajax di questi ultimi anni, quello che gioca sempre nello stesso modo ( infatti Babel dov' è che ha giocato ieri ? ). Il centrocampo non mi convince ancora: Van der Vaart male, Sneijder ordinario, ma più in generale mi sembra che manchi un punto di riferimento in mezzo al campo, che dia ordine. Cocu non lo è, Landzaat risponde perfettamente all' identikit. Pessimo Van Nistelrooy, limitato da Cufrè Van Persie, la difesa, contro la quale tutti son pronti coi fucili spianati, ancora una volta mi ha soddisfatto: ordinati, senza ricercatezze inutili, ottima partita di De Cler. Ora viene il Portogallo, partita quantomai incerta.
VALENTINO TOLA

20 giugno 2006

[dialoghimondiali] Germania Ecuador 3-0

Ha trovato solo squadre facili, ma la Germania mi sembra in crescita costante. Ancora voglio vedere la coppia di centrali in difesa, impegnata da attaccanti forti, ma è un dato importante che la coesione fra i reparti, in miglioramento, e il pressing aggressivo, tengano spesso lontani gli avversari dalla zona di Lehmann. La squadra gioca a memoria e i movimenti e le sovrapposizioni son sempre meglio coordinate, questo grazie al lavoro tattico di un allenatore molto attento al gioco d'attacco come Joachim Low e all' opportunità di riunirsi spesso in stages in questi anni di avvicinamento al mondiale. Dell' intesa fra Lahm e Schweinsteiger è ormai superfluo parlare, cresce anche Ballack, autore di un assist meraviglioso per Klose, anche se non lo ritengo affidabilissimo sul piano della continuità e della personalità. Klose è la sicurezza là davanti, anche perchè Podolslki non mi convince ancora appieno. Si vede che ha talento, ma fatica a mettersi in moto ( un po' come capita ad Adriano ). Nettamente inferiore alle altre grandi e attesa a prove più impegnative, questa Germania è comunque una delle nazionali che finora mi ha convinto di più per il gioco.
L' Ecuador, già in partenza inferiore, è sembrato pure allegrotto. Errori difensivi marchiani, serietà di Guagua e Espinoza inversamente proporzionale a quella mostrata nelle partite precedenti da Hurtado ed Espinoza stesso. Poi, andati in svantaggio subito, sappiamo che per l'Ecuador è molto difficile rimontare, con un gioco in cui è raro vedere cambi di ritmo. Son più bravi ad amministrarlo il gioco, senza l' assillo del gol a tutti i costi. Senza Castillo il centrocampo ha funzionato peggio. Si tiene a galla come al solito Mendez, mentre l' attacco delle riserve Borja-Kaviedes è stato pessimo, perchè non ha mai fatto il movimento della coppia dei titolari, non è stato utile in nessun modo alla squadra, con quel quid in più di impresentabilità fornito dall' ex-perugino. Avrei voluto vedere di più in questo girone un giocatore interessante come Cristian Lara.
VALENTINO TOLA